Caccia, il “canto di morte” dei richiami vivi: Arlotti, Petitti e Pizzolante votano “in coro”

wwfriminirichiamiviviPolitica locale “distratta”. I deputati riminesi Emma Petitti, Tiziano Arlotti (PD) e Pizzolante (NCD) “hanno votato in coro” decretando la mancata abolizione della pratica della caccia agli uccelli migratori con l’uso dei richiami vivi. A farlo notare sono gli ambientalisti del Wwf di Rimini. Questa pratica, spiegano in una nota – è legale e implica la cattura di uccelli selvatici di varie specie, il loro imprigionamento in minuscole gabbiette in condizione di maltrattamento assoluto, la reclusione al buio per mesi sopportando vessazioni che spesso giungono a mutilazioni, torture come l’accecamento operato con le saldatrici o la somministrazione di ormoni e/o droghe, in un panorama di diffusa illegalità col solo intento di stimolarne il canto. Un canto di morte però, perché queste povere bestie, disorientate dalle sevizie, serviranno, all’apertura della stagione di caccia, a richiamare con il loro cinguettio disperato, altri uccelli simili a loro, portandoli a portata di doppietta in un tiro a segno senza tregua, sparo dopo sparo. Ebbene, questa pratica vergognosa, anti-storica e che confligge con ogni tipo di etica o morale pubblica, che va a porre ulteriore pressione sulla già debolissima fauna migratoria, in declino in tutta Europa e Nord Africa, è, per i nostri tre deputati amici dei cacciatori e per i loro partiti, assolutamente moderna, lecita e sostenibile. Poco importa se per tale vergogna nazionale è in corso un’indagine per l’apertura di una procedura di infrazione presso l’Unione europea in quanto in palese contraddizione della direttiva comunitaria Uccelli.”

La dura nota conclude con l’auspicio che i tre deputati diano il loro contributo per “ribaltare la decisione al Senato” dove i loro colleghi discuteranno a breve la medesima proposta trasversale di abolizione. Nella fotogallery alcuni esempi di animali vivi utilizzati come richiamo per i loro simili poi destinati ad essere abbattuti dai cacciatori (foto Wwf Rimini).

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Orchidee spontanee e paesaggio vegetale, nuova pubblicazione curata da Loris Bagli

loris bagli_pubblicazione orchidee e paesaggio vegetale 2014“Orchidee spontanee e paesaggio vegetale nella Provincia di Rimini. Distribuzione e iconografia”. E’ questo il titolo della pubblicazione promossa dal WWF Rimini con il contributo della Provincia di Rimini. 170 pagine, oltre 5 anni di ricerca condotta nell’ ambito delle attività del WWF Rimini, in collaborazione con l’ Assessorato all’ Ambiente, Energia e Politiche per lo sviluppo sostenibile della Provincia di Rimini. L’autore è il prof. Loris Bagli, biologo, docente, referente tecnico dell’ Oasi WWF Ca’ Brigida di Verucchio (RN).

E’ lui stesso che ha esplorato il territorio avvalendosi della collaborazione di vari rilevatori, in primis le Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia di Rimini. Sono state censite e trattate in singole schede 41 specie appartenenti a 16 generi, e quattro forme ibride. Introducono i capitoli riguardanti le motivazioni della ricerca; mito, scienza e usi pratici delle orchidee; l’ inquadramento territoriale, il clima e il bioclima; le forme del paesaggio, la vegetazione e le orchidee; la storia delle conoscenze orchidologiche; gli obiettivi e la metodologia della ricerca.

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Sul Monte Fumaiolo con il Wwf

La partenza è dalle Balze sul sentiero che porta al monastero di S.Alberico salendo per Pian dei Petricci e rifugio Biancaneve per il ritorno alle Balze.Tempo 5h. Abbigliamento da trekking adatto alla stagione e pedule antiscivolo da escursione, pranzo al sacco, riserva d’acqua, viaggio con mezzi propri. Il punto di ritrovo per la partenza, è a Rimini in Piazza Malatesta, alle ore 8,30. Saranno possibili variazioni di itinerario dettate dalle condizioni meteorologiche. Per contatti e ulteriori informazioni, cell. 333.3915904, Chiti Stefano.

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Rischia di sparire nel nulla l’Oasi Faunistica di Torriana Montebello. Colpa dei cinghiali?

Il nuovo Piano Faunistico rischia di cancellare per sempre l’esistenza dell’Oasi Faunistica di Torriana-Montebello, una delle tre “eccellenze” naturalistiche locali insieme Oasi del Conca e alla Riserva Naturale di Onferno.  Finiranno così nel cassetto le 18 mila firme a suo tempo raccolte per la sua costituzione? Un fulmine a ciel (quasi) sereno. “Lo abbiamo appreso nei giorni scorsi – scrivono Antonio Cianciosi (WWF Rimini) e Lorenzo Bruschi (WWF Emilia Romagna) – della decisione dell’assessore provinciale Juri Magrini di proporre in Giunta per la prossima settimana la delibera senza neppure prevedere alcun provvedimento equivalente a livello di tutela della fauna sul territorio provinciale.”

Il probleme e le richieste. “Se il proliferare eccessivo di cinghiali – non certo prodotto dalla politiche di tutela ambientale ma da una dissennata politica di gestione venatoria del territorio in tutta Italia – ha creato nell’area di Montebello problemi di difficile gestione (una vera gestione dell’Oasi da parte della Provincia, in realtà, non c’è mai stata ), siamo disponibili – precisano in una nota Cianciosi e Bruschi – a discuterne ed a cercarne la soluzione, preferibilmente nell’ambito del prossimo Piano faunistico , già in fase di elaborazione, e con le opportune compensazioni. Non possiamo accettare, tuttavia, la semplice cancellazione di oltre 800 ha di territorio protetto, con un atto improvviso e senza un adeguato confronto con le Associazioni ambientaliste ed animaliste che ci risultano anch’esse mobilitate. Auspichiamo che nel frattempo il Presidente Vitali e l’Assessore Magrini sospendano ogni decisione in merito.” La nostra associazione – scrivono ancora i rappresentatnti locali del WWF nella lettera inviata alla Provincia – ribadisce dunque la propria netta contrarietà alla soppressione di un istituto faunistico di protezione senza prevederne un altro avente identica finalità e collocato su un’area idonea alla sua funzione, e opportunamente concordata. E riteniamo che su questa posizione potranno facilmente ritrovarsi tutte le altre Associazioni ambientaliste ed animaliste locali.” La nota conclude con l’invito ad un incontro “urgente” per discuterne.

 

 

 




L’oasi del Conca sotto assedio

Il WWF Rimini ha depositato oggi in Provincia un’istanza “perchè venga cassata la variante cartografica e normativa al P.R.G. del Comune di Morciano di Romagna”. Quello che gli ambientalisti non vogliono è la possibilità che si realizzi una nuova area per la distribuzione carburanti. In buona sostanza il WWF Rimini chiede che la nuova previsione urbanistica avanzata dal Comune di Morciano di Romagna, non trovi seguito in Provincia, e che lo stesso Comune proponente provveda formalmente al suo ritiro. Una gara dura, ma le motivazioni ci sono tutte.

Primo: il suolo di cui si parla è agricolo. Non solo. Rientra interamente – spiega il locale Wwf – all’interno delle aree costituenti la struttura portante della Rete Ecologica Provinciale, dunque per importanza soggetto a tutela da parte del vigente P.T.C.P. “Zone di tutela ambientale di laghi, bacini e corsi d’acqua”.

La stessa norma – puntualizza l’associazione – ribadisce che “Gli strumenti urbanistici comunali, in coerenza con le disposizioni del presente articolo, provvedono a specificare la individuazione e la disciplina delle zone in merito alla loro tutela e valorizzazione nonché alle attività e agli interventi ammessi in quanto compatibili.”, specificando ancor meglio nel punto successivo che sono comunque “escluse opere comportanti l’impermeabilizzazione di suoli”.

La questione dell’impermeabiliazione assume un particolare significato. “L’impossibilità di intervenire su tali aree impermeabilizzandole, trova piena giustificazione nel fatto che l’ambito interessato dalla variante rientra, da un punto di vista idrogeologico, tra le “Aree indirette di ricarica della falda“ (art. 3.5) del torrente Conca, le cui acque sono destinate al consumo umano; oltre a tale interferenza che andrebbe a crearsi sulla capacità di ricarica della falda tale intervento potrebbe rappresentare, per la presenza di cisterne di idrocarburi interrate, fonte potenziale di inquinamento della stessa. A tali, vincolanti ed inderogabili limiti occorre aggiungervi che l’area, sulla quale la nuova previsione urbanistica andrebbe irreversibilmente ad incidere, rientra interamente all’interno del sistema regionale delle aree protette attraverso l’istituito “Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto del Torrente Conca” (Delibera di Consiglio Provinciale n.33/2011).

Il WWF rimarca inoltre che il previsto impianto si trova in adiacenza dell’Oasi Faunistica del Conca, istituzione finalizzata alla salvaguardia della fauna selvatica e dell’ambiente fluviale del Conca, promossa dalla Provincia di Rimini nel lontano 1991. Risulta evidente che l’impianto e le attività legate al suo funzionamento, non sono compatibili con le finalità dell’Oasi faunistica.

Il ponte in progetto inoltre, attraversa l’area di maggiore rilevanza naturalistica del Conca a valle di Morciano, già oggetto di un intervento di riqualificazione ambientale con finanziamento regionale negli anni Ottanta. L’impatto complessivo sull’ecosistema e il paesaggio del Conca, già critico con la realizzazione del ponte, può essere almeno parzialmente limitato evitando di collocare ulteriori strutture invasive all’interno del comprensorio fluviale.