Neve e acqua, Rimini in ginocchio per il maltempo. Allerta sottopassaggi

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Un tratto in cui è esondato il torrente Marano

Neve e allagamenti diffusi, devastanti mareggiate e pesanti black out, come è successo a Montescudo, per molte ore oggi senza energia elettrica.  La perturbazione che da mercoledì si è abbattuta sull’Italia centro settentrionale, dalla notte ha sortito i suoi pesanti effetti anche su Rimini e Provincia. Se nel settore nord della nostra Penisola la neve l’ha fatta da padrona con cumuli molti consistenti anche in pianura, dalle nostre parti sul livello del mare si sono registrate forti precipitazioni piovose che tuttora stanno insistendo specialmente sulla costa. Diversamente in quota, nell’entroterra, dove l’acqua si è trasformata in coltre bianca.

Il forte vento di stanotte, impedendo normale deflusso dei corsi d’acqua, ha causato un notevole innalzamento dei livelli. Colpita soprattutto la zona mare. Le operazioni degli uomini della protezione civile sono iniziate tempestivamente già a partire dalle 4 di stanotte, grazie all’ausilio di pompe idrovore, mobilitando 15 squadre di volontari. Le condizioni più critiche si sono verificate a Santarcangelo e Bellaria per l’esondazione dell’Uso, del torrente Mavone tra Santarcangelo e Rimini, del Conca a Riccione e del Ventena a San Giovanni in Marignano. Anche il Marecchia è penetrato nel parco, sua naturale cassa di espansione. L’autostrada A14 è rimasta chiusa nel tratto tra Cattolica e Bologna, mentre la provinciale Marecchiese è stata chiusa in località Borgo dei Ciliegi. Sono in corso gli interventi per ripristinare al più presto la circolazione.

Sono stati i sottopassi ferroviari, ancora nelle prime ore di stamane chiusi alla circolazione, a risentire dell’ondata di maltempo che ha colpito tutta la regione causando nella notte i maggiori danni a causa della concomitanza delle forti piogge e delle ancor più forti mareggiate che hanno impedito il deflusso delle acque fluviali. Oltre ai sottopassi, dove anche a causa di comportamenti irresponsabili sono state diverse le auto rimaste in panne e invase dall’acqua (tre solo sulla Tolemaide), in città problemi si sono registrati in alcune aree: a San Giuliano mare e in altri luoghi della città problemi all’erogazione dell’energia elettrica; una decina gli alberi caduti in diversi luoghi della città tra cui un pino che ha abbattuto la linea elettrica in via Petropoli, in via Gebel dove la polizia municipale è intervenuta in soccorso di una famiglia prestando assistenza. Diverse le strade invase dalle acque a Torre Pedrera, tra cui via Barce, che hanno causato allagamenti alle abitazioni.

Danni minimi per le scuole d’infanzia e nidi comunali riminesi dove le lezioni hanno continuato normalmente tranne nella scuola elementare E. Fermi di Via Morri dove è saltata la copertura elettrica impedendo il riscaldamento dei locali e costringendo gli operatori scolastici a prendere la decisione di rimandare a casa gli alunni. Problema simile a Torre Pedrera, sia nella scuola d’infanzia che nella scuola elementare, dove i tecnici sono però riusciti a ristabilire corrente in breve tempo evitando disagio per tutti gli occupanti delle scuole. Altro problema riguarda la scuola elementare di Rivabella, dove il ramo di una alberatura si è staccato causa del vento forte, mentre al Glicine si è registrato l’allagamento di un interrato.

Come documentato sul web in tempo reale da molti nostri concittadini, che hanno condiviso sui social network le immagini dei forti disagi di quest’oggi, nel centro cittadino sono moltissime le zone allagate, così come nella zona mare di tutto il territorio provinciale, tra Bellaria e Cattolica, è diffuso l’allagamento di strade, sottopassi, scantinati e garage. Molti anche gli alberi caduti, come a Viserba in via Pedrizzi e a Rimini in via Carlo Zavagli. Mentre la circolazione dei treni lungo la direttrice nord, inzialmente soppressa questa mattina alle 7, è stata ora ripristinata, si segnalano in diverse zone, come nel territorio di Montescudo, episodi di blackout che rendono se possibile ancora più problematica una situazione di per sé già fortemente disagevole. Nella zona monte in particolare, si raccomanda attenzione e prudenza agli automobilisti, evitando di mettersi in strada se non necessario. Questa mattina, considerato il forte livello di emergenza, si è riunito presso la Prefettura il Centro Coordinamento Soccorsi. “Nel corso dell’incontro – comunica la nota prefettizia – si richiama, pertanto, l’attenzione sulla particolare pericolosità di attraversamento dei sottopassi, alcuni dei quali, peraltro, al momento inibiti al transito”. “E’ stato assicurato un monitoraggio di tutti i livelli idrometrici e una particolare attenzione a zone allagate prospicienti abitazioni e a quelle in prossimità di arterie stradali con condizioni di traffico veicolare non ottimali”.  La situazione è comunque costantemente seguita dai componenti del Centro Coordinamento Soccorsi, che nel corso del pomeriggio si è nuovamente riunito in Prefettura e da cui è emersa  una situazione in lento ma graduale complessivo miglioramento.

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Particara di Novafeltria nella tarda mattinata di oggi

A Riccione, dove sono esondati i fiumi Marano e il Rio Melo, due squadre della Protezione Civile sono intervenute nella zona Marano dove erano presenti allagamenti di scantinati e garage in alcune abitazioni e nella zona Melo in prossimità di Via Venezia. A subire i danni maggiori è stata la spiaggia dove la mareggiata, il forte vento e le precipitazioni piovose hanno cancellato le dune di sabbia con un risvolto drammatico nella zona sud. Danni anche al sabbiodotto dove si sono rotte le recinzioni delle tubature al porto. Le forti raffiche di grecale al porto hanno divelto segnaletica, rotto un muretto, ora messo in sicurezza dagli uomini di Geat, sollevato la pavimentazione e infranto la vetrata di due locali della zona.” Saranno considerevoli i danni causati da questa ondata di maltempo – afferma il sindaco Renata Tosi – da una prima ricognizione effettuata durante un sopralluogo in mattinata, la spiaggia e il porto sono i più colpiti, senza dimenticare le zone oggetto di importante esondazione .La nostra costa ha subito grosse perdite di sabbia”. Sempre al porto è affondata una imbarcazione, intervenuti Geat e Capitaneria di Porto.

Anche in Valmarecchia la situazione è sensibilmente migliorata e le precipitazioni sono al momento formate da acqua mista con neve. I corsi d’acqua sono tutti rientrati nell’alveo naturale e la previsione di attenuazione dei fenomeni meteorologici avversi per le prossime ore, dovrebbe scongiurare nell’imminenza ulteriori esondazioni.
Prosegue incessante l’impegno delle squadre dei Vigili del Fuoco, attualmente in attività con 43 unità operative, che dovrebbero essere ulteriormente incrementate con l’arrivo di un’altra squadra alluvionale proveniente da Brescia, per le centinaia di chiamate per interventi causati per lo più da allagamenti di vani interrati.  Da rimarcare, ancora una volta, la particolare pericolosità dell’attraversamento dei sottopassi, che tra la notte e la prima fase della mattinata odierna hanno rappresentato l’elemento di maggior pericolo per l’incolumità di alcune persone, che sono state salvate da interventi “ad hoc”, effettuati anche in situazioni per le quali sarebbe stata sufficiente una naturale prudenza. Nei luoghi maggiormente esposti a rischio saranno quindi predisposte, per le ore notturne, segnaletiche luminose le cui indicazioni dovranno essere rigorosamente osservate. “Si fa dunque appello al senso civico degli utenti della strada” specifica una nota della Prefettura “affinché comportamenti poco prudenti non pongano in serio ed imminente pericolo la loro stessa incolumità e quella di eventuali persone trasportate”. Nelle prossime ore dovrebbe rientrare nella normalità anche il traffico ferroviario, che fin qui ha subito gravi ritardi dei convogli in transito sulla dorsale adriatica e sulla tratta per Bologna.




Andrea Gnassi è il nuovo presidente della Provincia

Si sono svolte domenica 12 ottobre le operazioni di voto per eleggere il Presidente e i 12 membri del Consiglioi della Provincia di Rimini. Il nuovo presidente della Provincia di Rimini è il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi (foto) mentre i dodici membri del Consiglio sono Belletti Cristina, Allegrini Massimo, Zoffoli Giovanna, Bonfini Ulrike, Giannini Stefano, Baldinini Ivana, Parma Alice, Santi Riziero della lista di centro sinistra (PD-UDC-Italia dei valori) e Ceccarelli Enzo, Tosi Renata, Ciotti Giorgio, Marcello Nicola per della lista di centro destra Il Buon Governo in Provincia.

Rimini festa del due giugno centocinquantesimo unita d'italia“L’ambiguità è la cifra di fondo di questa ‘pulizia istituzionale italiana’ ha dichiarato  Gnassi delineando i primi passi da fare. Insieme a Consiglio e agli amministratori del territorio faremo il punto sulla salute finanziaria dell’ente, consapevoli di una situazione più grigia che rosea, stante i tagli governativi degli ultimi tre anni. Credo che non andrà molto meglio per ciò che riguarda le nuove competenze istituzionali che la legge deve ancora assegnare con precisione. Quello che intravedo da subito come elemento indispensabile è però il mantenere salda quell’unità d’intenti. Quel che è certo è che non sarò né saremo ‘commissari liquidatori’ di un’esperienza istituzionale che comunque, per Rimini e in appena venti anni, è stata fondamentale. Concludo – ha detto infine Gnassi – con una notizia che, dopo i tanti dubbi espressi sopra, vuole rappresentare uno spiraglio di fiducia. Al di là dei tagli, della sorte incerta, dei dubbi espressi anche qui sopra, questa mattina due squadre del Coordinamento provinciale della Protezione civile sono partite alla volta di Genova, per dare il loro apporto e il loro aiuto a una città e a una popolazione alle prese con un dramma. C’era bisogno della Provincia, siamo partiti come Provincia. Punto. Ecco, se il giorno che sancisce la nascita della nuova Provincia proseguono attività come questa, significa che per l’Ente il futuro non è ancora scritto”.

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Teatro per ragazzi in tutta la provincia, 75 nuovi appuntamenti

teatro2013_ragazziParte oggi domenica 10 novembre la nuova Stagione di Teatro Ragazzi promossa dalla Provincia di Rimini con il coordinamento artistico e l’organizzazione dell’associazione di promozione sociale Arcipelago Ragazzi. Anche Saludecio nel circuito provinciale. Alunni e insegnanti, figli e genitori, tutti a teatro da Bellaria Igea Marina a Cattolica. Sui palcoscenici 75 appuntamenti per un pubblico attestato sulle 20mila presenze. “Saluto con piacere l’ingresso di Saludecio, con il ristrutturato Teatro Verdi, nel novero delle realtà che aderiscono al progetto teatrale coordinato da Arcipelago Ragazzi – afferma il Vicepresidente e Assessore provinciale alla Cultura Carlo Bulletti – Progetto che la Provincia di Rimini continua a sostenere, convinta della valenza educativa e formativa dello strumento teatrale per i giovani”.

La nuova Stagione provinciale di Teatro Ragazzi coordinata da Arcipelago Ragazzi vedrà nell’arco di 6 mesi la rappresentazione di 75 spettacoli tra teatro per le famiglie (17 appuntamenti) e teatro per le scuole (58 repliche). Oggi domenica 10 novembre alle ore 16 al Teatro del Mare di Riccione lo spettacolo I tre porcellini di Fontemaggiore Teatro Stabile di Innovazione segnerà il debutto della nuova edizione di TuttEtàTeatro, la rassegna di teatro per famiglie della domenica pomeriggio a cura di Arcipelago Ragazzi. La Compagnia perugina presenta una versione teatrale molto simile al racconto inglese originale in cui, in un susseguirsi di situazioni comiche e intense, si arriva all’atteso finale del lupo messo in pentola dall’ultimo porcellino rimasto, lasciando comunque il dubbio che tra la scelta di una vita breve ma giocosa e di una lunga e laboriosa la Natura faccia spesso l’ultima mossa. Info e prenotazioni: 0541 690904. Domenica 17 novembre doppio appuntamento, sempre alle ore 16, a Bellaria Igea Marina e a Riccione. Al Teatro Astra di Bellaria Igea Marina in scena le Storie e rime disegnate di Luna e Gnac, spettacolo di teatro, musica e disegno dal vivo ispirato ai libri illustrati per l’infanzia pensato per i bambini dai 2 anni in avanti. Info e prenotazioni: 339 4355515. Al Teatro del Mare di Riccione il Gruppo Alcuni presenta invece Il pesciolino d’oro nella rete di Maga Cornacchia, la nuova avventura di Idea e dei suoi inseparabili amici Calzino e Blublù. Info e prenotazioni: 0541 690904.

TuttEtàTeatro si snoderà attraverso 17 spettacoli complessivi distribuiti sui palcoscenici di 5 località (Bellaria-Igea Marina, Cattolica, Coriano, Riccione e Santarcangelo di Romagna) e si concluderà il 23 febbraio 2014 a CorTe Coriano Teatro con Hansel e Gretel della veronese Fondazione Aida. Partirà invece il 18 novembre dal Teatro Astra di Bellaria Igea Marina – con lo spettacolo Storie e rime disegnate di Luna e Gnac Teatro da Bergamo – il cartellone degli spettacoli in matinée della rassegna teatrale per le scuole materne, elementari e medie inferiori della provincia di Rimini. Fino al 24 aprile del prossimo anno i principali teatri del territorio (Bellaria Igea Marina, Rimini, Riccione, Cattolica, Coriano, Misano Adriatico, Saludecio, Santarcangelo di Romagna e Verucchio) accoglieranno decine di scolaresche per le 58 repliche in calendario.

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E’ online il numero di Agosto

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Burocrazia, per la Provincia di Rimini è “la macchina del male”. Vitali: “A fare bene alla fine si produce un danno per la comunità”

Questa mattina il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, (foto) è intervenuto sul tema della burocrazia definito, senza mezzi termini, “la macchina del male”. Ovvero “quel diabolico meccanismo italiano – ha precisato Vitali – in cui una molteplicità di soggetti coinvolti attorno ad una proposta di iniziativa privata o pubblica, si mette all’opera e, ognuno facendo scrupolosamente e secondo norma il proprio dovere, producono alla fine un danno per la comunità, anche e soprattutto in una prospettiva futura dove sempre di più la velocità ed efficacia dei processi di controllo e verifica saranno in grado di incidere sulla competitività dei territorie del proprio tessuto produttivo”.

Una posizione molto critica quella che assume Vitali. E che farà discutere. Proprio perchè proveniente dal vertice di un’ente pubblico che (anche) di burocrazia “vive”. Ecco i contenuti emersi nel corso dell’incontro. Esempi – secondo la Provincia – che dimostrerebbero la complessità del sistema. 

Quanto è lunga una VIA ? Due esempi: la Via per la SS16 e la Via per un impianto idroelettrico. La Via per la SS16, il nuovo progetto unificato da Bellaria a Misano, viene presentato al Ministero dell’Ambiente il 25 febbraio 2010. Dopo varie sedute la Commissione nominata, chiede modifiche ai progettisti, effettuata la consegna, torna a riunirsi, ma trascorre ancora del tempo e passato un anno decade, senza fornire alcun parere. Nel 2011 viene nominata una nuova Commissione. La Commissione chiede delle integrazioni ed effettua alcuni sopralluoghi. Il 13 luglio 2012 emette parere favorevole con prescrizioni, dopo aver ricevuto la delibera della Regione Emilia Romagna. Il decreto viene controfirmato, nei mesi successivi, dal dirigente incaricato ed è ora alla firma del Ministro. Per l’A14 fu necessario un anno, solo per la firma ministeriale.

La conferenza dei servizi. Per rilasciare una concessione o un’autorizzazione, ai fini di semplificare la procedura, può essere convocata una conferenza dei servizi a cui partecipano tutti gli Enti interessati: Provincia, Comuni, Arpa, Sovraintendenza Belle Arti e Paesaggistica, UMIG, Comandi Militari, Autorità di Bacino, Servizio Tecnico di Bacino, Enel, Anas, Enac, FS, e altri. Ciascun ente si deve esprimere e si possono chiedere integrazioni ai documenti presentati dal proponente. La conferenza deve durare non più di 90 gg. L’ente capofila è tenuto a rispettare tale durata, ma alcuni enti possono non attenersi ai 30 gg. per fornire i propri pareri. Così si crea una contraddizione tra diritti del proponente e doveri dell’ente titolare. Se un parere negativo rilevante arrivasse dopo i 90 gg.  si aprirebbero scenari complessi con conseguenze imprevedibili.

Semplificare. Per acquistare un servizio o prodotto standard si deve andare sul Mepa (mercato elettronico pubblica amministrazione). Per ogni acquisto occorre il CIG (codice identificativo di progetto), per pagare un’impresa occorre che ci sia il DURC (documento unico regolarità contabile), ma se si fa una gara occorre il CUP (codice unico procedura). Ciascuna di questi “numeri” ha un proprio sito, ciascuno separato dagli altri. Tutti nati per favorire trasparenza e semplificazione …

Opere urgenti e indifferibili. Due società presentano  nel 2005 una domanda per una centrale idroelettrica sul Marecchia, dopo lo screening, la pratica visto che riguarda più comuni e enti che esprimono pareri diversi, passa alla Regione. La Regione attiva la Via, constata la difformità dei pareri dei Comuni e allora affida il Procedimento al Ministero, gerarchicamente superiore, che però lo rinvia alla Regione Emilia Romagna poiché lo trova privo di una valutazione prevalente, una preferenza tra i due progetti. Nel frattempo il cambiamento di alcune norme obbliga a chiedere l’integrazione della domanda, a cui occorre aggiungere anche la parte relativa al rilascio dell’autorizzazione per la parte energetica, la cui competenza è della Provincia. Ma senza la chiusura della Via la Provincia non può procedere. Insomma dopo sei anni la pratica è ancora in corso, la VIA non è conclusa. Se andasse tutto bene ci vorranno ancora uno o due anni. Sei anni per una valutazione di impatto ambientale a cui aggiungere i tempi per l’AU per opere considerate di pubblica utilità, urgenti, e indifferibili, sono  forse un po’ troppi. Non in linea con la tanto invocata Europa

Un progetto di innovazione produttiva si scontra con l’Ambiente. Un Comune sul proprio territorio da anni ospita un insediamento produttivo che tratta ghiaia, per farlo si devono sostituire le macchine in uso. Il nuovo macchinario che per le norme esistenti risulta aumentare, almeno potenzialmente, il pericolo di inquinamento. Ciò accade perché nel valutare l’impatto del nuovo macchinario si usa una formula matematica in cui viene preso a riferimento anche il valore economico della nuova macchina. Il progetto di miglioramento del processo produttivo rimane al palo, quindi tutto bene a patto che non si tocchi nulla.

La VAS: come un sistema di analisi preventivo, diventa uno strumento di potere. La Valutazione Ambientale Strategica in Emilia Romagna è applicata sulla base di un legge regionale del 2008 che recepisce un decreto del Governo, in applicazione di una direttiva europea. La Provincia di Rimini, sempre nel 2008 si è attrezzata per rendere operative le norme in questione. Si tratta “di un processo volto ad individuare preventivamente gli impatti significativi ambientali che deriveranno dall’attuazione delle singole scelte di piano/programma e consente, di conseguenza, di selezionare tra le possibili soluzioni alternative, al fine di garantire la coerenza di queste con gli obiettivi di sostenibilità ambientale”.

Ma cos’è oggi la Vas? E’ ridotta alla verifica a posteriori del percorso amministrativo, tant’è che si allega alle delibere delle varianti urbanistiche, dando al massimo, di solito, prescrizioni ambientali. Insomma l’Italia rispetta la norma nella forma, ma l’Europa intendeva proporre una valutazione preventiva, fino a suggerire che a volte è meglio non fare che produrre danni ambientali. Un’indicazione strategica diviene una questione formale, un adempimento legislativo, un ulteriore fascicolo da aggiungere agli atti, con tempi che si aggiungono alle normali istruttorie, costi per la Pubblica Amministrazione, un ufficio da costituire e gestire, un funzionario che potrà esercitare, a sua discrezione, un potere di veto e di modifica degli atti. La Regione dovrebbe o imboccare la strada difficile – ma senza dubbio utile – voluta dalla UE, oppure dare per assolto l’obbligo nel corso della normale istruttoria.
Mettersi a posto con una «leggina» che però nella sostanza lascia le cose immutate, è un espediente che in tempi difficili nessuno si può più permettere.

Il gioco dell’oca della SS16. Nel ’98 l’Anas trova i soldi per appaltare il primo tratto della SS16, c’è un’impresa vincitrice, possono partire i lavori. Ma c’è un ricorso al Tar, per un difetto di procedura. L’Anas ricorre per evitare di disperdere 150 milioni vanificare un lavoro di anni. Ripete la procedura di avviso ai privati coinvolti nell’esproprio, ma sbaglia per la seconda volta. Nuovo ricorso e nuova sconfitta per Anas. E così va anche per la terza iniziativa dell’Anas.  L’appalto viene annullato e fino al 2004 di nuova SS16 non si parla più. Di chi la colpa? Dell’Anas? Dei cittadini ostinati? Dei giudici? Non lo sa nessuno, né è possibile stabilirlo. Ma anche in questo caso parliamo di opere pubbliche, di interesse pubblico non realizzate e di cui nessuno, a nessun titolo,  è chiamato a rispondere.




Provincia, Alberto Rossini ai Progetti di area vasta

Il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, ha firmato il decreto che dispone alcuni nuovi assetti organizzativi dell’Ente (con rotazione dirigenziale interna), in relazione agli obiettivi dell’ultima parte del mandato amministrativo. A decorrere dall’1 febbraio 2013 viene dunque istituito il Servizio Progetti di area vasta, di pianificazione territoriale e mobilità, che avrà come responsabile Alberto Rossini (foto).

A Francesco Bosco la responsabilità del Servizio politiche ambientali. Ad Anna Diterlizzi la direzione del Servizio Organizzazione e Gestione Giuridica del Personale. A Carlo Casadei l’Ufficio di supporto nell’ambito dell’Area Vasta in materia di risorse idriche e smaltimento rifiuti.

 




Polizia Provinciale, nel 2012 deferite all’Autorità Giudiziaria 64 persone e controllati 2250 veicoli

Tempo di bilanci un po’ per tutti, anche per il Corpo di Polizia Provinciale dopo 12 mesi di attività nel territorio dei 27 Comuni della Provincia di Rimini. Sono due – ricorda la Provincia – i compiti principali che il Corpo svolge: quello di polizia stradale e quello di polizia ambientale e ittico-venatoria. Nel corso dell’anno, gli uomini della Polizia Provinciale hanno deferito all’Autorità Giudiziaria 64 persone.

I reati accertati sono così suddivisi: 42 per guida in stato di ebbrezza; 2 per rifiuto di sottoporsi ad accertamenti etilometrici; 1 per spaccio di sostanze stupefacenti; 6 in materia di attività venatoria illecita; 2 in materia di illecito smaltimento di rifiuti; 1 in materia di maltrattamento animali; 2 in materia di illecita detenzione e custodia di armi e munizioni; 8 per violazioni varie punite dal Codice penale. Sono stati effettuati 7 sequestri penali riguardanti veicoli, attrezzi di caccia, animali, armi e munizioni, ecc.

Con servizi programmati settimanalmente, si è provveduto al controllo in materia di sicurezza stradale lungo le principali strade provinciali: sono stati controllati 2250 veicoli e sono state 247 le violazioni accertate alle norme del codice della strada. A seguito di tali accertamenti sono state ritirate 58 patente di guida, inoltre sono stati effettuati 2 fermi e 16 sequestri amministrativi di autoveicoli. In tutto sono stati decurtati 375 punti e sono state ritirate 58 patenti di guida. Tra le violazioni accertate si segnalano 8 conducenti senza copertura assicurativa, uno alla guida di un autoveicolo senza aver conseguito la patente e 2 per guida con patente già sospesa o ritirata. In materia ittica, venatoria e ambientale sono state accertate complessivamente 161 violazioni amministrative: 149 quelle in materia venatoria, 4 in materia di gestione dei rifiuti, 3 per detenzione di sostanze stupefacenti, 4 in materia di pesca e una in materia di spandimenti agronomici

A tali accertamenti sono conseguiti 14 sequestri amministrativi. Attraverso il sistema di rilevazione dei fenomeni di degrado extraurbano, denominato RIL.FE.DE.UR, sono pervenute alla Polizia Provinciale 183 segnalazioni di cui 176 risolte e chiuse, pari a oltre il 96%. In materia venatoria e ittica è risultata fondamentale, per il controllo del territorio, la collaborazione con le guardie giurate volontarie appartenenti alle associazioni di volontariato che operano in convenzione con la Polizia Provinciale. Hanno collaborato al controllo del territorio le guardie giurate volontarie appartenenti alle seguenti associazioni: Federazione Italiana della Caccia, Arcicaccia, Raggruppamento Guardie Ecologiche Volontarie, Raggruppamento Guardie Giurate Volontarie, WWF, ANPANA e FIPSAS.

 

 




Forli’-Cesena vuole essere il capoluogo della provincia di Romagna

La scelta di Ravenna come capoluogo della provincia di Romagna potrebbe non essere scontata. Ravenna e’ il capoluogo designato per il decreto di riordino delle province, visto che ha la maggior popolazione residente. Ma il consiglio provinciale di Forli’-Cesena chiede di individuare il capoluogo proprio in Forli’-Cesena, come conseguenza del maggior numero di residenti, poiche’ entrambe le citta’ hanno dignita’ di capoluogo, e dunque le popolazioni vanno sommate (215.000 abitanti). (ANSA)




Cisl, avanti con la provincia unica romagnola, “ma in accordo con le parti sociali”

Massimo Fossati, segretario generale Cisl Rimini.

Pur non ritenendo l’attuale accorpamento delle province la migliore soluzione percorribile, sia sul versante del risparmio dei costi, sia su quello della innovazione istituzionale, il riordino in fase di attuazione va comunque colto positivamente, perché si pone l’obiettivo di snellire gli attuali modelli e liberare risorse da poter investire e sul fronte sociale e su quello economico.

Il bacino della Romagna, con l’aggregazione di Forlì/Cesena, Ravenna e Rimini, con l’allargamento dei nuovi confini, può essere una nuova opportunità capace di trarre maggiore beneficio dalla razionalizzazione dei costi e dalle sinergie che potranno essere messe in campo, per valorizzare al meglio la programmazione degli investimenti e l’utilizzo delle risorse, con il fine di qualificare la spesa pubblica, riducendo le inefficienze ed azzerando gli sprechi. Proprio per questo la Cisl esprime forte attenzione al tema della riassegnazione delle funzioni che la Regione potrà attribuire alle nuove aggregazioni provinciali, al fine di garantire un miglior funzionamento della pubblica amministrazione a beneficio dei cittadini.

La condivisione di tale progetto di unificazione, da parte di tutte le parti sociali di un territorio importante come la Romagna, in cui già si sono realizzate esperienze positive di Area Vasta in alcuni importanti settori pubblici, dovrà essere da traino per una ripresa della nostra economia e per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, specie per i giovani. Nella Romagna sono presenti tutte le varie vocazioni economiche, dall’industria al turismo, dall’artigianato all’agricoltura, dal sistema trasporti e logistica esistente a quello dei servizi; il loro sostegno, la loro valorizzazione e sviluppo, rappresenta la chiave di volta per migliorare le condizioni di vita delle famiglie e dei singoli residenti. Va fatta indubbiamente chiarezza sulle competenze in capo a Regione, Province e Comuni, per evitare inutili e costose sovrapposizioni di deleghe e funzioni, che rischiano di andare nella direzione opposta della tanto invocata semplificazione amministrativa, oltre che di generare sprechi di risorse. Questo progetto di riorganizzazione ed accorpamento non può vedere in alcun modo, come risultato, la riduzione della qualità e quantità dei servizi erogati ai cittadini, ancor meno dei dipendenti pubblici dedicati a tali attività, in quanto l’abbattimento dei costi non si realizza gravando sul personale, troppo spesso visto come unica causa degli sprechi. Anzi, il lavoro dei dipendenti pubblici va valorizzato sia sul versante professionale che su quello del riconoscimento della funzione resa, per conto dello Stato, ai cittadini, per ridare il giusto valore al ruolo delle istituzioni.

La costituzione della Provincia Romagna non deve rappresentare la sola esigenza di un risparmio dettata dalla spending review e non può essere solo determinata dalla necessità di un risparmio – già previsto dalla revisione della spesa – ma deve altresì tradursi in una opportunità di crescita economica, sociale e culturale. Proprio per questa ragione nessun territorio deve subire una penalizzazione su aspetti fondamentali della vita sociale ed economica, garantendo adeguati presidi organizzativi dei servizi sul territorio, valorizzando distretti e comprensori omogenei ad oggi bloccati dagli attuali confini provinciali. Le sfide che abbiamo davanti sono enormi, ma altrettante possono essere le opportunità da cogliere. Gli strumenti tecnico-amministrativi sono già in campo. La Cisl pensa, ad esempio, a un nuovo e più forte rilancio di uno strumento già esistente: le Unioni di Comuni che se attuato con serietà e intelligenza può portare a una forte potenzialità nelle economie di scala e dei processi integrativi tra le Amministrazioni, al fine di gestire le funzioni ed i servizi ai cittadini nell’intero territorio e delle comunità che lo abitano Nella fase attuale crediamo che le persone siano molto sensibili a soluzioni condivise e decentrate, vista la crisi politica e partitica che attraversa il nostro Paese.

Pertanto le Cisl di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, chiedono a tutte le forze politiche e istituzionali di procedere presto e bene, in accordo con le parti sociali, alla predisposizione di tutti gli atti necessari al conseguimento del riordino delle Province in termini generali e in particolare della costituzione della provincia unica romagnola. Parimenti la Cisl sta già discutendo al proprio interno di una possibile innovazione del proprio modello organizzativo che, per la nostra regione, prevede una ipotesi in chiave romagnola oltre all’aggregazione anche di altre unioni sindacali territoriali.

 




Provincia unica di Romagna, per il Pd ora è una corsa contro il tempo

Ora sembra quasi una corsa contro il tempo. Entro l’anno – fa sapere in una nota il Pd locale – dovrà essere completato il percorso politico per giungere alla nascita della Provincia unica di Romagna. “Questo ulteriore riassetto va attuato avendo a cuore di non indebolire, ma anzi rafforzare i presidi fondamentali – sottolinea Emma Petitti, segretario provinciale del Partito democratico di Rimini nella foto con il segretario nazionale l’On. Bersani -, specialmente quelli che riguardano la sicurezza dei cittadini, come Questura e Prefettura. I dati resi noti dal Sole 24 Ore confermano che il territorio riminese ha specificità che non possono non essere tenute in considerazione nella riorganizzazione territoriale. Analogo ragionamento vale per la sanità, ma anche per l’istruzione, capisaldi impresc! indibili della qualità della vita di una comunità”.

Emma Petitti, che ha partecipato oggi all’incontro con i segretari PD di Cesena (Daniele Zoffoli), Forlì (Marco di Maio) e Ravenna (Alberto Pagani), ha definito il calendario di lavoro per le prossime settimane. “Entro la prima metà di settembre – spiega Petitti insieme agli altri segretari PD – svolgeremo un incontro con tutti i vertici delle istituzioni romagnole per approfondire i contenuti di questo progetto, per poi (sempre entro la prima metà di settembre) andare ad un confronto, politico e istituzionale, su scala regionale.  E’ fondamentale definire per ognuno dei quattro territori, e quindi per Rimini, le vocazioni ed eccellenze prevalenti che dovranno trovare adeguata valorizzazione e una cons! eguente collocazione dei servizi del nuovo ente provinciale”.

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