SPECIALE ELEZIONI Rimini verso le amministrative 2014

elezionirimini2014tessera

La data non è ancora nota, ma a Maggio prossimo si voterà in oltre 4 mila Comuni con il peso enorme di quelli, ben 40 nello stivale, commissariati per gravi infiltrazioni della criminalità organizzata. In provincia di Rimini su 26 municipi si cambia in 19.

Ecco l’elenco completo, tra parentesi gli abitanti (se sopra o sotto i 15 mila cambia il sistema del voto): Bellaria-Igea Marina (19.531), Casteldelci (commissariato, dal 21 ottobre scorso c’è il commissario prefettizio viceprefetto aggiunto Patrizia Salvi, 444 gli abitanti), Maiolo (845), Misano Adriatico (12598), Mondaino (1478), Montefiore Conca (2253), Montegridolfo (1036), Montescudo (3357), Morciano di Romagna (7058), Poggio Torriana (5012), Riccione (35862), Saludecio (3091), San Clemente (5403), San Giovanni in Marignano (9100), San Leo (3083), Sant’Agata Feltria (2277), Santarcangelo di Romagna (comune commissariato, governa dal 20 giugno 2013 il viceprefetto vicario dott. Clemente di Nuzzo, 21548 gli abitanti),Talamello (1069), Verucchio (10132).

Fino ai 15 mila abitanti si vota con una sola scheda per eleggere sia il sindaco che i consiglieri comunali. Ciascun candidato alla carica di sindaco sarà affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di consigliere. Sulla scheda è già stampato il nome del candidato Sindaco, con accanto a ciascun candidato il contrassegno della lista che lo appoggia. Il voto per il sindaco e quello per il consiglio sono uniti: votare per un candidato Sindaco significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia. Viene eletto sindaco, il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Nei comuni superiori ai 15 mila abitanti il sistema cambia.  Si vota sempre con una sola scheda, ma gli aventi diritto al voto si possono esprimere in tre modi diversi: tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest’ultima appoggiato; tracciando un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la preferenza per uno dei candidati alla carica di consigliere appartenenti alla stessa lista, e tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto “voto disgiunto”. Infine tracciando un segno solo sul nome del sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate. E’ eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno).

Lettere e commenti a: giovanni.cioria@lapiazzarimini.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 




Politica, qual è il male oscuro del Pd?

linogobbi

Lino Gobbi, ex segretario provinciale del Pd

di FRANCESCO TOTI

Santarcangelo e Misano Adriatico sono cadute. Ognuna a modo proprio sono le roccaforti della sinistra della provincia di Rimini. Negli anni d’oro, ’60-’80, facevano a gara per vedere quale partito comunista locale prendesse più voti. Santarcangelo ha subito l’onta del commissariamento, mentre a Misano il sindaco Stefano Giannini è finito semplicemente in minoranza. Poi però, data l’intelligenza, data l’accortezza, si è ripreso. Ora, sembra tutto rientrato. Invece a Santarcangelo, per il sindaco Morri non c’è niente da fare. Ci sarà il voto a decidere i destini della terza città più importante della provincia di Rimini. Partito, non esiste. “Il partito non esiste più”. Confida uno tra i massimi dirigenti del Pd della provincia di Rimini. Questo ai primi di giugno. Qualche giorno prima che il sindaco di Misano Stefano Giannini fosse “sfiduciato” dal suo consiglio attraverso la mancanza del numero legale (senza la seduta va sospesa). Il 20 giugno, sul bilancio, è andata in affanno anche la giunta di Andrea Gnassi a Rimini. Un segnale forte. “Sarà anche bravo Gnassi, ma non ascolta nessuno. Lo tengono in vita per non andare al voto”. Altro commento da dentro il Pd, il suo partito: “Pensa di essere bravo, ma non lo è”. Che cosa sta avvenendo nelle sacre stanze del Pd? Semplice una lotta interna fatta di correnti e cordate? Dopo tutto, i suoi impallinarono anche Prodi come presidente della Repubblica. Una scena da bambini monelli. Prima gli promettono il voto, poi non mantengono la parola. Che galantuomini. Vatti a fidare di costoro.

Lino Gobbi (foto) è stato il penultimo segretario del Pd della provincia di Rimini. Persona onesta e preparata. Uno che sa che cos’è la questione morale di berlingueriana memoria. La sua chiave di lettura? Gobbi: “Il Pd non è riuscito a diventare un elemento di riferimento della nostra democrazia. Non riesce a dare una riposta alle necessità dei cittadini. O non è abbastanza forte per farlo. Non è colpa di qualcuno, è l’insieme che non funziona. La struttura amministrativa è diventata anche riferimento politico. Il partito dà il mandato al sindaco e costui raccoglie tutto. Il sindaco potrà anche essere bravo ma non riuscirà mai a fare le due cose”. Questa crisi del Pd è esplosa nel 2004, quando aveva ancora due anime: quella cattolica della Margherita e quella di sinistra dei Ds. A Cattolica, contro la volontà di tutti e tutto, grazie alla triangolazione di Bologna, venne scelto come candidato sindaco Piero Pazzaglini. Venne eletto, ma furono 5 anni di debolezza. Non ricandidato, si presentò in lizza nel 2009, un suo diritto, con una propria lista. In quella stessa tornata elettorale il centro-sinistra si giocò Saludecio, da sempre a sinistra. Il candidato doveva essere Giuseppe (Pino) Sanchini, ma il feudatario Ermanno Vichi scelse un suo uomo. Sanchini presentò una lista civica. Il centro-destra non portò il proprio candidato; conseguenza, Sanchini vinse. Poi ha ben governato e bissato nel 2009 con una montagna di suffragi. Nel 2009, altra emorragia. Il Pd si spacca e Gemmano; naturalmente va al centro-destra. Si ricompatta pochi mesi fa con Riziero Santi e riprende le redini del Comune. Poi c’è la storia di ieri. Due anni fa, il sindaco del Pd di Coriano, Luigina Matricardi, si dimette, più per ragioni personali che amministrative (lo sbandierato debito comunale). Dopo un anno di commissariamento, lo scorso anno, a Coriano, la sinistra va al voto con tre liste. Addio Comune. Gobbi: “In passato, il centro-sinistra per strada perdeva qualche consigliere ma mai le amministrazioni. Questa è una realtà nuova che va messa in evidenza. Il cittadino chiede alla politica un linguaggio nuovo che quest’ultima non riesce ad esprimere. C’è questo dualismo tra uomini di partito e amministratori quasi inconcepibile. Fare l’assessore o il sindaco è visto come un avanzamento; il ruolo politico si vive da serie B. Per me l’eccellenza è il pensiero. E’ lavorare nel partito. E’ stimolare la crescita dentro con la discussione e il confronto. Invece, al contrario, la corsa di chi fa politica è la corsa per diventare amministratore. E’ vero nelle giunte c’è il potere reale. Ma oggi, data la situazione economica, è l’uomo che taglia”. “Se ne esce – continua Gobbi – solo coinvolgendo le nuove generazioni. Bisogna ritornare alla politica come passione ed idealità e non farla per interesse. I giovani hanno bisogno della politica come dell’aria che si respira. La politica la fanno i bisogni ed oggi i bisogni ci sono. Dico ai giovani di partecipare in massa alla cosa pubblica; perché è solo così che si possono assicurare il futuro”.

Se Gobbi nutre speranza, un altro dirigente del Pd è sconsolato: “Il Pd è sfasciato. Non c’è una dirigenza all’altezza. Così non si governano più i cambiamenti. Se si continua così, ci saranno altre forze che si sovrapporranno: le lobby e gli interessi forti. Poiché le lobby di Rimini sono deboli, potrebbe arrivare lo straniero: Fiera, Palacongressi, aeroporto. Senza partiti si perde tutti”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’INTERVISTA AD UN POLITICO DEL PD

intervista_anonimato“Non parlo più di politica, data l’età. E poi lo avevo promesso. Non sarei serio”. Lo afferma un politico del Pd di gran lignaggio con la passione per la racchetta, la vela e il ragionamento. Dalla metà degli anni Ottanta ha menato le danze a Rimini e non solo. “Uno come lei non può sottrarsi…”. “Va bene, ma senza nomi e cognomi”. “Ok, parola di scout”. “Le giunte saltano, perché la struttura territoriale del partito non è stata in grado di rinnovarsi. E’ diventata col tempo una macchina per costruire carriere, posti, ad ogni livello. Così quando devi selezionare una classe dirigente, se passa la struttura territoriale non c’è più dibattito, confronto. Se le strutture non sono aperte, non fanno altro che diventare delle macchine di consenso, indipendentemente dalle primarie. Perché è la stessa struttura che porta la gente a votare. Così c’è la balcanizzazione della politica. Siccome il Pd non ha i mezzi di comunicazione di Berlusconi, punta sulle strutture territoriali per raccogliere il consenso”. Come uscirne? “Pur non essendo renziano, credo che il sindaco di Firenze sarà utile. Smana la veglia, come si dice da noi. Cioè cambia il quadro. I congressi si giocheranno sui valori e sulle proposte per attirare consenso e questo può essere utile”. Come si è giunti in questo vicolo cieco? “La prima ragione è il rafforzamento dei sindaci attraverso la legge dei sindaci. Hanno un potere immenso quello di sciogliere il consiglio comunale. All’opposto, in proporzione, ha corrisposto l’indebolimento dei partiti. Nel conflitto tra le due parte prevale il sindaco. C’è, tuttavia, una componente non secondaria; con la nuova legge i consiglieri comunali avrebbero potuto indirizzare l’amministrazione e fare la verifica. Cosa che non avviene mai”. E a Rimini? “Nella nostra provincia tutto si amplifica perché la politica non ha a che fare con un blocco dirigente egemone, tipo la Confindustria a Parma. Così da noi nessuno dà il senso di marcia della comunità. Questa frammentazione di forze si riflette poi sui partiti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA




La tassa di soggiorno diventi “contributo di scopo”. La ricetta del Pd per rilanciare il Turismo

Riqualificazione, incentivi, armonizzazione fiscale, tassa di scopo per il turismo. Sono solo alcuni dei temi toccati ieri nell’incontro fra i candidati riminesi alla Camera dei deputati, Emma Petitti e Tiziano Arlotti, e i vertici di Aia Rimini. Parole già sentite. Eccole. Sul tema degli incentivi si punterebbe alla creazione di un Fondo nazionale per la micro e piccola impresa turistica che aumenti la capacità competitiva delle diverse realtà operanti nel settore. Quanto alla fiscalità, Il Pd pensa ad agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, per l’acquisto di attrezzature ed arredamenti delle strutture turistico-ricettive. Servirebbe inoltre un supporto agli operatori che intendono acquistare le strutture in affitto, attraverso mutui agevolati di lungo periodo, per favorire gli investimenti nell’ammodernamento e nelle ristrutturazioni.

Poi ancora l’armonizzazione dell’IVA sui servizi turistici in sede UE e, infine, trasformare la Tassa di soggiorno in “Contributo di scopo” per il turismo, da applicare su base nazionale, con criteri omogenei, per realizzare politiche locali a sostegno del turismo da concertare con le organizzazioni di categoria, consentendo un collegamento diretto tra imposizione e destinazione del gettito. C’è anche il tema della legalità da effettuare attraverso il “controllo, incrocio dei dati e dell’intelligence contro le infiltrazioni delle organizzazioni malavitose”.

“Faremo la nostra parte per il territorio riminese, già a partire dalla Conferenza nazionale del PD per il turismo che si terrà il 31 gennaio a Roma – ha sottolineato Emma Petitti -. Siamo un laboratorio che dovrà incidere sempre di più nella politica industriale che Bersani intende realizzare per il turismo. Vogliamo investire sulle idee innovative, e questo territorio ha dimostrato di essere capace di realizzarle. Sostenibilità, innovazione e sviluppo sono le parole chiave”. “La politica industriale per il turismo è un tema fondamentale per noi – ha affermato Arlotti -, il turismo è un’industria a tutti gli effetti, che richiede infrastrutture, incentivi, fiscalità omogenea, norme urbanistiche”.

 

 




Giovanni Pascoli, l’ultima passeggiata

PROTAGONISTI Da sinistra Rosita Boschetti, Diego Zicchetti, il sindaco di San Mauro Gianfranco Miro Gori e la giornalista Francesca Magnoni mostrano la locandina del film documentario

Materiale prezioso rimasto nei cassetti, che riemerge. Un paese, San Mauro Pascoli, che richiama in maniera incessante e costante al grande poeta. Poi una serie di circostanze favorevoli, ed ecco che il film-documentario è diventato realtà. L’appuntamento è per venerdì 7 settembre prossimo alle 20.30 presso il giardino di Casa Pascoli a San Mauro Pascoli. Nel corso della serata verrà proiettato “Giovanni Pascoli 1912-2012 l’ultima passeggiata”, realizzato dal sammaurese Diego Zicchetti, regista del documentario e dalla giornalista riminese Francesca Magnoni. Un viaggio a ritroso nel tempo che parte dalla morte del poeta e attraversa alcuni degli eventi più significativi della sua vita, fatta di incontri illustri e di piccole cose della vita quotidiana a cui il poeta era molto legato, come gli affetti domestici, l’amore per il cibo e il buon vino. Gli autori ne “L’ultima passeggiata” vogliono svelare la parte più intima di Giovanni Pascoli, il carattere spiccatamente romagnolo, l’amore per la politica e il suo animo.

“Preparare quello che poi è diventato l’attuale filmato è stato una bella avventura” dice Francesca Magnoni. “E’ partito tutto da un vecchio progetto di Diego che è stato poi accantonato e ripreso in occasione del centenario. La nostra intenzione è quella di dare una immagine di un Pascoli meno polverosa e più legata all’uomo, alle sue passioni, ai suoi interessi, ed è per questo che abbiamo sposato l’idea di intervistare, tra le altre, anche persone che non fossero per forza legate al mondo della letteratura. L’idea poi di partire dalla morte per arrivare alle origini è stata voluta per  uscire un po’ dalla forma classica dei documentari e cercare di sorprendere lo spettatore piano piano. Un grande appoggio l’abbiamo poi sicuramente avuto da Paolo Summaria, l’attore che ha interpretato il giovane Pascoli nel filmato, che ha condiviso da subito con noi la passione per  questo progetto e ha fatto si che potessimo in questo modo intervallare le varie interviste con letture di alcune poesie.”

“Questo mio progetto risale al 2007” conferma Diego Zicchetti “anno in cui ho fatto le prime interviste. Poi, per problemi vari e mancanza di tempo ho dovuto abbandonare. Con l’occasione del centenario, sono andato a rispolverare il materiale che avevo fortunatamente conservato e, con la collaborazione di Francesca, abbiamo ripreso in mano il tutto. Il film è il risultato di tanti sacrifici fatti utilizzando tutto il nostro tempo libero sia per la ricerca del materiale che delle persone da intervistare, più tutta la realizzazione e i costi che abbiamo sostenuto noi personalmente”.

Un consenso è arrivato anche dal sindaco Gianfranco Miro Gori che, dopo aver visto il filmato, ha prontamente orgnizzato questo evento a chiusura delle varie manifestazioni legate al centenario della morte del poeta. “Abbiamo scelto di proiettare questo film come appendice delle varie iniziative legate al centenario, sostanzialmente per due motivi. Uno è perché è stato ideato e girato da due autori del territorio in completa autonomia e questo sta a significare che il poeta ha lasciato un segno, che qualcuno ancora lo segue e questo mi fa molto piacere. Poi sicuramente perché è un film di qualità, significativo, con idee d’autore, non un semplice documentario quindi, e con la grande capacità, attraverso un percorso fatto di racconti, testimonianze e materiali fotografici, di fare sentire il Pascoli come se fosse ancora vivo. Un filmato che non lascia indifferenti e dove lo spettatore, quando si alza, può dire di aver imparato qualcosa in più sul poeta.”

“Quello che mi sento di aggiungere” dice Rosita Boschetti  “è l’originalità del filmato, che presenta un ritratto inedito del poeta, visto attraverso gli occhi di diversi personaggi, non solo critici lettari e scrittori ma anche  ricercatori e addirittura studenti. Viene dato inoltre molto spazio alla poesia, continuamente presente dall’inizio alla fine del film. Grande originalità anche nella struttura che riprende un po’ la poetica pascoliana e cioè il fatto che per il Pascoli la poesia nasce dal  ricordo. Anche in questo film vediamo come gli autori abbiano deciso di partire proprio dalla fine, dalla morte del poeta per arrivare appunto al ritorno a San Mauro… il ricordo”

Questo film-documentario vuole essere una passeggiata, quindi, che, con un alternarsi tra interviste, letture di poesie e immagini dei luoghi cari a Zvanì,  vuole tenere vivo il ricordo di un uomo dalla profonda sensibilità. In caso di maltempo, la proiezione verrà effettuata presso la Sala Gramsci in via P. Nenni a San Mauro Pascoli. Gianfranco Miro Gori e la direttrice di Casa Pascoli, Rosita Boschetti, introdurranno la proiezione del filmato. L’iniziativa rientra nell’ambito degli eventi per il centenario della morte. (M.Z.)

 




VERSO IL NUOVO

Federico Berlini, 23 anni, segretario del circolo Pd Viserbella e Torre Pedrera; Edmund Kumaraku, 46 anni, presidente dell’associazione Agimi; Samuele Zerbini, 36 anni, consigliere comunale Pd a Rimini. Sono loro i candidati, tra loro c’è il il nuovo segretario comunale del Partito democratico di Rimini la cui lezione è prevista per il prossimo 20 aprile. Ci sono poi i componenti di diritto che sono Andrea Gnassi, Marco Agosta, gli assessori comunali Pd, i consiglieri comunali Pd, il presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali e i componenti della giunta provinciale e i consiglieri provinciali Pd residenti a Rimini, i parlamentari Pd eletti a Rimini, i consiglieri regionali Pd e i membri Pd della giunta regionale, i segretari di circolo di Rimini e di San Vito, una rappresentante della Conferenza permanente delle donne Pd e il coordinatore comunale dei Giovani democratici.




GIOVANI DEL PD A CONGRESSO

Sono oltre un centinaio i delegati in arrivo a Rimini per il secondo Congresso regionale dei Giovani democratici, in programma domani (sabato 17) e domenica 18 marzo nella sede di via Dario Campana della Provincia di Rimini. Saranno due giorni dedicati alla politica e ai temi su cui sono impegnati i giovani del Partito democratico, dal lavoro ai trasporti, dall’ambiente ai diritti civili. Il programma. Alle 14.30 l’inizio dell’assemblea plenaria. In apertura porteranno il loro saluto il Segretario regionale Pd Stefano Bonaccini, il Segretario provinciale Pd Emma Petitti, il presidente della provincia di Rimini Stefano Vitali e il sindaco di Rimini Andrea Gnassi. Si terranno quindi l’intervento del segretario regionale uscente Riccardo Ricci Petitoni e la relazione del candidato segretario Vinicio Zanetti, seguiti dal dibattito. Domenica i lavori riprenderanno alle 10 per concludersi alle 17 con le relazioni delle commissioni e l’elezione del nuovo segretario generale.

I Giovani democratici sono l’organizzazione giovanile del Partito Democratico e sono il luogo di elaborazione e di discussione sul tema delle politiche giovanili del Pd. Giovanni Carghini è stato recentemente riconfermato Segretario provinciale dei Giovani democratici di Rimini. “Il
Congresso regionale è un’occasione in cui discutere e presentare le proprie proposte e la propria visione del Paese – evidenzia Carghini -. Per essere giovani non basta la carta d’identità: ci vogliono freschezza mentale e idee innovative. Il cambiamento non può essere solo invocato, ma deve essere costruito e praticato. Perché il nostro tempo è adesso e non ce ne sarà un altro: è ora di far fiorire la ‘nostra primavera’”.
Possono aderire ai Giovani democratici i ragazzi dai 14 ai 29 anni di età.




VALMARECCHIA, UNIONE O COMUNE UNICO?

Un incontro tra i Sindaci degli 11 Comuni della Valmarecchia

Unione dei Comuni a 11 o Comune unico? Il futuro della Valmarecchia si potrebbe risolvere a breve in una di queste due opzioni, ma non è detto che sia la soluzione al governo del territorio che preferiscono i cittadini. Se è vero che il tema dei servizi associati è diventato sempre più impellente (ci sono anche delle leggi che lo impongono a dire il vero), sul come renderli più efficienti al fine di ottimizzare sia le risorse che la qualità che viene fornita ai cittadini che li pagano con le loro tasse, il dibattito è apertissimo, e in Valmarecchia ancora di più. Non fosse altro per il fatto che dal 2009 la Valmarecchia è diventata parte (e che parte!) della Provincia di Rimini nella sua completezza, con l’ingresso dei sette Comuni in Emilia Romagna, “tornati a casa” dopo quasi due secoli sotto Pesaro e le Marche. E’ questo il motivo principale per cui la spinta verso un’unità amministrativa qui si sente maggiormente: ci sono circa 18mila riminesi che ancora oggi vivono da “pesaresi” in pratica, non avendo e non potendo avere in certi casi, l’organizzazione dei servizi che gli altri Comuni della Provincia hanno già. Hanno, vale la pena di ricordare, perché se li sono costruiti negli anni, creandoli dal nulla in certi casi, visto che la Provincia di Rimini può ritenersi ancora giovane. Motivo per cui l’integrazione dei sette Comuni non potrà avvenire “gratis”, ma anche loro dovranno sudare un po’ per avere quello che qui chiamano “benessere diffuso”, perché non possono gli altri 20 Comuni sobbarcarsi anche il loro peso, e comunque se arriva da fuori, resterà sempre qualcosa di altri e i Comuni dell’alta Valmarecchia non potranno mai governarli, sia che si tratti di processi che di servizi o investimenti. Banco di prova, in questo caso, è l’integrazione al Ptcp del 2007, quello che sta facendo dannare parecchi Comuni con i loro Psc e Rue, che sono i nuovi strumenti per il governo del territorio che hanno mandato in pensione i vecchie e desueti Prg, alzando il livello di sostenibilità fino al punto che, udite udite, si sono perfino arrabbiati gli speculatori edilizi, quelli che finora avevano fatto manbassa di terreni agricoli, vincoli idrogeologici e quant’altro. In questo Ptcp, tornando ai sette Comuni, c’è spazio per loro? In teoria le norme che a Rimini vedono come “restringenti” qui potrebbero essere anche molto larghe, essendoci ancora territorio libero in abbondanza. Ma proprio questo territorio rappresenta al tempo stesso il valore aggiunto più importante della Valmarecchia, in particolare di quella della montagna: un valore da preservare e tutelare, non da mettere sul piatto per ottenere qualcosa in più. In tutto questo cosa c’entra l’Unione dei Comuni a 11 o il Comune Unico? Apparentemente nulla, in verità molto, perché è un progetto politico, prima che amministrativo, altrimenti sarebbe normato dalla legge e sarebbe già avvenuto. Ecco dunque la sfida della Valmarecchia: integrarsi al contesto riminese (Ptcp) e al contesto di vallata, equilibrando il livello dei servizi (si spera vero l’alto), ma senza perdere le proprie peculiarità, che non sono certo i campanili e i campanilismi conseguenti. Una sfida importante, dove tutti gli amministratori locali sono chiamati a dimostrarsi all’altezza, come ha auspicato il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali. Essere all’altezza significa anche governare questo processo, guardando all’insieme e non solo al proprio orticello, riportando la Valmarecchia al suo ruolo naturale, sotto Rimini, ma “al pari” di Rimini. Se ci riusciranno allora anche tutta la Provincia di Rimini diventerà ancora più grande. Se falliranno, fin tanto che ci sarà la Provincia, si dovrà ragionare a “20meno7″ nel senso che ai 20 Comuni toccherà trainare anche loro, un peso insomma, un segno meno nei bilanci e nelle potenzialità di questo territorio. (DB)




L’ADDIO A GIUSEPPE SAVORETTI

La veglia nella camera ardente allestita nella Sala del Consiglio

Aperta questa mattina alle ore 10, la prima commossa veglia d’onore in camera ardente è stata quella del sindaco Massimo Pironi, del vice sindaco Lanfranco Francolini e dei colleghi di giunta Ilia Varo ed Enrico Ghini (foto). Tantissime le persone giunte nella Sala  per salutare l’ultima volta  Giuseppe Savoretti morto ieri all’età di 43 anni a causa di una malattia. Tantissimi i messaggi di stima, affetto e cordoglio per il giovane assessore.  Il funerale si svolgerà domani giovedì 8 marzo alle ore 10 alla chiesa Stella Maris di via Sicilia, Riccione Fontanelle.




CORDOGLIO E AFFETTO

A causa di una grave malattia si è spento oggi all’Ospedale Infermi di Rimini Giuseppe Savoretti, assessore a Scuola e Politiche Sociali, Educative per l’infanzia e adolescenza, Politiche Giovanili, Cooperazione Internazionale del Comune di Riccione. Aveva solo 43 anni.

Il ricordo nella lettera del sindaco Massimo Pironi

Caro Giuseppe,

il mio ruolo richiederebbe un altro protocollo, ma vorrei gestirmi come tu mi hai insegnato. Quella di oggi è stata una dura prova. Tu eri più bravo e più efficace. Eri capace di scherzare con la tua malattia. Ci sostenevi tutti. Ci spronavi ogni giorno con una ironia leggera. Sapevi guardare al futuro con una fiducia disarmante. Ti sei affiancato a me, all’inizio della nostra campagna elettorale, dicendomi: sarò il tuo manovale, sono a tua disposizione. Da allora non hai mai mollato un solo giorno, neppure quando ti hanno diagnosticato questo terribile male. Sapevi e conoscevi tutto, ma non hai mai ceduto un istante. Hai proseguito il tuo percorso di vita, e preso per mano Milena. In una cerimonia toccante l’hai stretta a te. Anche qui ci hai stupito, perché lo hai fatto con lo stesso spirito. Volevi condividere la tua felicità, con tutti noi e con le persone a te care. Ci sarebbero tanti fatti da ricordare, ne prendo uno in particolare: il rimpasto di giunta e la redistribuzione delle deleghe, quando hai accettato senza problemi il passaggio ad un impegno ancor più gravoso, con il solo accenno al timore di non esserne all’altezza. Mi mancheranno, Beppe, le tue telefonate all’ora dell’aperitivo, per richiamarmi ad un po’ di relax, e quelle chiamate in cui mi facevi il resoconto degli interventi fatti in città, degli incontri con i circoli del Buon Vicinato.Per te avevo coniato l’assessorato alle piccole cose, perché eri vicino alla gente e sapevi farti carico dei problemi che ti venivano sottoposti. Anche in questo eri straordinario: una persona normale, di una umanità profonda, che sapeva il senso della parola responsabilità, un valore civico che di questi tempi è bene tenersi stretto. Grazie Beppe, ancora una volta, di tutto quello che ci hai insegnato e di come hai servito la nostra città.

 




POLITICA E CITTADINI

Da domani, tutti i mercoledì dalle 16 alle 18 al circolo Pd di Miramare (Sala ex Quartiere 3 in piazza Decio Raggi, informazioni cell. 366 5460091) sarà attivo un punto di ascolto rivolto ai residenti del quartiere. Il consigliere comunale Pd Massimo Allegrini sarà a disposizione per ascoltare richieste e suggerimenti relativi alle questioni che interessano il territorio. Si tratta di un’iniziativa modello destinata a crescere. Dopo Miramare, l’esperienza sarà attivata prossimamente anche negli altri circoli del Pd di Rimini, costituendo una rete di punti di ascolto a cui i cittadini potranno rivolgersi regolarmente.