Giornata delle Oasi WWF, le attività previste a Ca’ Brigida

Il 19 maggio è la Giornata delle Oasi WWF e con l’occasione saranno aperti gratuitamente in tutta Italia oltre 100 tesori naturali per 37.000 ettari di natura protetta. Nella provincia di Rimini, l’Oasi WWF Ca’ Brigida a Verucchio ha preparato un programma davvero ricco e con iniziative speciali per tutte le età, a partire dalle ore 9:00 fino alle 18:30. Visite guidate, laboratori fotografici, la presentazione in anteprima di un volume sulle orchidee della provincia di Rimini e per i più piccoli, tanti giochi e una caccia al tesoro… naturale.

Durante la giornata i volontari del WWF Rimini saranno a disposizione per eventuali informazioni e sarà possibile visitare la mostra “Quante storie… nella Storia”, una esposizione di vecchi manifesti e mostre fotografiche volte a ripercorrere le campagne di sensibilizzazione e le battaglie che il WWF Italia ed il WWF di Rimini hanno portato avanti a favore dell’ambiente e degli animali. “Come per gli altri anni, ci aspettiamo un notevole flusso di persone: amici, simpatizzanti, soci e semplici curiosi che intendono conoscere la realtà di un’Oasi WWF. Se ci manteniamo agli stessi livelli e il tempo ci sostiere, pensiamo di ricevere nell’arco della giornata oltre 500 visitatori” comunica Claudio Papini, referente dell’Oasi WWF Ca’ Brigida a Verucchio. “Le famiglie sono quelle che rispondono di più all’ invito a visitare un Oasi. In quanto alle scuole, diverse classi hanno già visitato Ca’ Brigida nel corso dei programmi di educazione ambientale, rimanendo piacevolmente sorpresi di trovare una realtà così integra, dal punto di vista naturalistico a pochi passi dalla costa e dalla città, ripromettendosi di tornare… e quale occasione migliore se non la “Giornata delle Oasi WWF?” Per informazioni: 328.2255883  (M.Z.)

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L’Oasi Ca’ Brigida presa di mira dai vandali

Vandali. Gente che probabilmente non ha proprio nulla da fare nella propria vita ha preso di mira – da alcuni mesi secondo chi denuncia – l’ Oasi WWF Ca’ Brigida di Verucchio. “Pensavamo fossero azioni sporadiche in realtà invece che affievolirsi si é registrato un aumento dell’ accanimento e dei danni, anche rilevanti, contro le strutture, soprattutto, quelle dedicate all’educazione ambientale e alla tabellazione posta lungo i confini dell’ Oasi, riportante la scritta terreni sottratti all’ attività di caccia” fanno sapere dall’associazione ambientalista. “Quello che più dispiace – aggiungono – è che gran parte della tabellazione posta lungo i sentieri, descrittiva dell’ ambiente è stata tolta dalle loro sedi e gettata nel rio felisina che attraversa l’Oasi mentre diversi pannelli didattici sono stati piegati e alcuni addirittura rubati, togliendo di fatto la possibilità a chi, liberamente percorre i sentieri, di informarsi sull’ habitat, sulle specie animali e vegetali presenti nelll’Oasi.”

Nei prossimi giorni il neo presidente del WWF Rimini, Antonio Cianciosi, si recherà presso la stazione carabinieri di Verucchio per depositare un esposto, documentato, contro ignoti, con la speranza che le indagini e controlli portino all’identificazione dei responsabili.

 




L’oasi del Conca sotto assedio

Il WWF Rimini ha depositato oggi in Provincia un’istanza “perchè venga cassata la variante cartografica e normativa al P.R.G. del Comune di Morciano di Romagna”. Quello che gli ambientalisti non vogliono è la possibilità che si realizzi una nuova area per la distribuzione carburanti. In buona sostanza il WWF Rimini chiede che la nuova previsione urbanistica avanzata dal Comune di Morciano di Romagna, non trovi seguito in Provincia, e che lo stesso Comune proponente provveda formalmente al suo ritiro. Una gara dura, ma le motivazioni ci sono tutte.

Primo: il suolo di cui si parla è agricolo. Non solo. Rientra interamente – spiega il locale Wwf – all’interno delle aree costituenti la struttura portante della Rete Ecologica Provinciale, dunque per importanza soggetto a tutela da parte del vigente P.T.C.P. “Zone di tutela ambientale di laghi, bacini e corsi d’acqua”.

La stessa norma – puntualizza l’associazione – ribadisce che “Gli strumenti urbanistici comunali, in coerenza con le disposizioni del presente articolo, provvedono a specificare la individuazione e la disciplina delle zone in merito alla loro tutela e valorizzazione nonché alle attività e agli interventi ammessi in quanto compatibili.”, specificando ancor meglio nel punto successivo che sono comunque “escluse opere comportanti l’impermeabilizzazione di suoli”.

La questione dell’impermeabiliazione assume un particolare significato. “L’impossibilità di intervenire su tali aree impermeabilizzandole, trova piena giustificazione nel fatto che l’ambito interessato dalla variante rientra, da un punto di vista idrogeologico, tra le “Aree indirette di ricarica della falda“ (art. 3.5) del torrente Conca, le cui acque sono destinate al consumo umano; oltre a tale interferenza che andrebbe a crearsi sulla capacità di ricarica della falda tale intervento potrebbe rappresentare, per la presenza di cisterne di idrocarburi interrate, fonte potenziale di inquinamento della stessa. A tali, vincolanti ed inderogabili limiti occorre aggiungervi che l’area, sulla quale la nuova previsione urbanistica andrebbe irreversibilmente ad incidere, rientra interamente all’interno del sistema regionale delle aree protette attraverso l’istituito “Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto del Torrente Conca” (Delibera di Consiglio Provinciale n.33/2011).

Il WWF rimarca inoltre che il previsto impianto si trova in adiacenza dell’Oasi Faunistica del Conca, istituzione finalizzata alla salvaguardia della fauna selvatica e dell’ambiente fluviale del Conca, promossa dalla Provincia di Rimini nel lontano 1991. Risulta evidente che l’impianto e le attività legate al suo funzionamento, non sono compatibili con le finalità dell’Oasi faunistica.

Il ponte in progetto inoltre, attraversa l’area di maggiore rilevanza naturalistica del Conca a valle di Morciano, già oggetto di un intervento di riqualificazione ambientale con finanziamento regionale negli anni Ottanta. L’impatto complessivo sull’ecosistema e il paesaggio del Conca, già critico con la realizzazione del ponte, può essere almeno parzialmente limitato evitando di collocare ulteriori strutture invasive all’interno del comprensorio fluviale.

 

 

 

 

 

 

 




Giorgio Mussoni riconfermato presidente nazionale

L’Assemblea Nazionale di OASI Confartigianato ha confermato il riminese Giorgio Mussoni alla presidenza per il prossimi quadriennio. La mattinata si è aperta, alla presenza degli On. Sergio Pizzolante e Elisa Marchioni, con un confronto sui temi che in queste settimane preoccupano moltissimo gli operatori balneari: le problematiche in corso sulla gestione della spiaggia con le modalità di rinnovo delle concessioni.

I vertici eletti parteciperanno, in qualità di delegati, a dicembre, al Congresso Nazionale della Confartigianato che dovrà eleggere i Dirigenti della Confederazione. Queste le nomine: presidente Giorgio Mussoni, tre vicepresidenti Gastone Sgueglia Della Marra, Marco Pardi, Edmo Nanni. Poi i consiglieri per l’Emilia Romagna: Bellaria – Giorgia Valentini e Gianfranco Lazzarini, Torre Pedrera – Gianluca Grossi, Viserba – Giorgio Mussoni, Rimini – Mauro Vanni – Edmo Nanni – Renato Nanni, Riccione – Enzo Manzi ed Elio Parma, Misano Consorzio – Bruno Berardi, Misano Il Maestrale – Daniela Nanni, Cattolica – Roberto Baldassarri, Cattolica – Ivano Maltoni.

 

 




Bagnini evasori totali? I conti non tornano

La Confartigianato di Rimini proporio non ci sta a sorvolare sulle notizie pubblicate di recente sui quotidiani locali in cui si evidenziava che 303 operatori balneari su 500 avrebbero, nel 2010, dichiarato al fisco reddito zero. “Dopo attenta e scrupolosa verifica – dicono dall’associazione rappresentativa di una bella fetta della piccola e media imprenditoria locale – al nostro interno abbiamo riscontrato che, dei 530 operatori balneari, ‘bagnini’ associati ad OASI – Confartigianato ed operanti nella Provincia di Rimini, nessuno di questi ha dichiarato reddito zero. Non solo, essi risultano anche ‘congrui’, con ricavi dichiarati nella norma degli studi di settore. Al proposito, siamo pronti e disponibili ad ogni eventuale controllo o confronto, per verificare i dati in nostro possesso. A questo punto – precisa la nota firmata dal segretario generale Mauro Gardenghi (nella foto di copertina Petrangeli/Bove) – consideriamo assolutamente ingiusta, fuorviante e strumentale la criminalizzazione dell’intera nostra categoria da parte di molti e, soprattutto, di chi riveste incarichi istituzionali, politici o sindacali. Costoro, non solo hanno screditato tutti gli operatori del settore, ma l’intero sistema del nostro modello balneare che, fino a prova contraria, continua ad essere per i turisti che ci scelgono ancora, uno dei punti di forza della nostra più apprezzata offerta turistica.

E poi il grande interrogativo. “A chi giova fomentare l’odio sociale tra categorie per la definitiva scomparsa dal mercato del nostro migliore ceto medio produttivo, supporto e sinonimo della stessa nostra “democrazia economica”? A chi giova disperdere quel nostro grande patrimonio, accumulato nel tempo, non solo economico, ma anche professionale, sociale e culturale, che si sostanzia nella imprenditorialità diffusa, quella di tanti che, ogni giorno, nonostante tutto, continuano a fare impresa e creare occupazione e, rischiando in proprio, anche con tutti i loro beni personali, contribuiscono a mantenere un apparato pubblico sempre più burocratico, costoso ed inefficiente, nonostante siano oppressi, come sono, da una fiscalità ormai insostenibile?” Ritorna la teoria del “complotto”.

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