Pioggia, 55 millimetri nel parco del Marecchia

A volta ritornano. Ma di queste “bombe” d’acqua nessuno sente la mancanza. Quello che si è appena abbattutto sulla città è un nuovo nubifragio, assolutamente meno grave di altri ma quanto basta per creare allagamenti di strade e garage e mandare in tilt la città specie nel comune di Santarcangelo. La violenza delle precipitazioni si è fatta particolarmente intesa nel primo pomeriggio, tra le 15 e le 16. In queste ore il maltempo ha concesso una tregua. Ma nella notte sono previsti nuovi temporali.

Al momento sono oltre una trentina gli interventi in corso dei vigili del fuoco che, da nord a sud, sono impegnati per allagamenti di garage e scantinati. Dai primi dati provvisori a disposizione e diffusi dal Comune, in meno di un’ora, dalle 15,20 alle 16,05, la media di rete caduta sul territorio comunale di Rimini è stata pari a 25,3 mm con punte di 55,2 nel quadrante del parco Marecchia (parco XXV Aprile) e di 38,6 mm nell’area di piazzale Kennedy.

Disagi con allagamenti anche di attività commerciali si sono verificati nel centro storico, specie in via Castelfidardo e in via Anfiteatro, e nella zona di San Giuliano. Impraticabile, ma solo per “brevissimo” tempo, il sottopasso ferroviario di via Tripoli tornato poi alla normalità, percorribili gli altri. In città la situazione peggiore registrata è stata su via Castelfidardo, chiusa al traffico. La Centrale operativa della Polizia municipale non ha registrato incidenti stradali, tranne uno ma “non riconducibile” all’evento meteo.

Hera comunica che le paratie e gli sfioratori sono stati aperti alle 15.31, prima del picco di pioggia e che “non ci sono state anomalie o ritardi” nel sistema di apertura degli scarichi, tutti aperti e che hanno consentito di far defluire dalla rete le portate di acque meteoriche. Hera ricorda che è possibile contattare 24 ore su 24 il numero verde di Pronto Intervento Reti 800 713 900. (foto di copertina tratta da Borgo Santa Rita)

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Diluvio, le categorie: “Rimini si piega ma non si spezza”

Rimini si piega ma non si spezza. Le categorie economiche del nostro territorio  AIA , CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti (del Comune di Rimini ) ci tengono a sottolineare un concetto importante: In una situazione economica così pesante e difficile da sostenere come quella attuale, tutti gli operatori si stanno tirando su le maniche con un atteggiamento positivo e costruttivo che abbia un unico obiettivo, salvaguardare l’unica ricchezza del nostro territorio, l’economia del turismo. Il nubifragio che si abbattuto sulla nostra citta ha dimostrato come grazie a una task force messa in atto con soggetti pubblico- privati, la città di Rimini si è presentata al turista il giorno dopo nel suo aspetto di quasi normalità fatto di accoglienza e ospitalità.

Nonostante sia partita la conta degli ingenti danni, in molti casi non coperti da assicurazione, da parte di tutti i cittadini e degli operatori (tanto che giustamente e stata fatta la richiesta di calamita naturale), quello che non dobbiamo fare in questo momento è  mettere in discussione le politiche turistiche legate ad eventi e manifestazioni e altro, che rappresentano uno strumento mediatico per attirare presenze sul territorio. Tutti coloro che pensano di risolvere il problema con azioni di puro dileggio stanno solo facendo del male al nostro sistema;  non dimentichiamo che in una stagione così difficile la nostra ancora di salvezza sono proprio le presenze che riusciamo ad attirare.

La stessa forza lavoro operante nel nostro territorio è strettamente collegata con i milioni di presenze che si riversano sulla riviera. Quindi non serve piangerci addosso, trovare il capo espiatorio e guardare solo agli aspetti di criticità, basta con azioni di disturbo e dietrologie, con i se non siamo in grado di costruire la storia, ora abbiamo tutti la consapevolezza che le criticità vadano risolte una volta per tutte, gli interventi sul sistema fognario  non possono essere più rimandati e hanno la priorità assoluta. Il messaggio di tutte le categorie economiche  unite ribadisce attraverso l’azione dei propri associati che il sistema turismo deve restare compatto e deve insistere nel dare impulso e rilancio al motore degli eventi che lo sostiene. Il problema fognario non è un problema della categorie economiche ma di tutta la città.

 

 




Affrontiamo l’emergenza, ma basta dare la colpa alla Natura

di DOMENICO CHIERICOZZI

Non è un momento felice per Rimini. La bella stagione ha fatto una gran fatica ad arrivare, fino quindici giorni fa faceva freddo e si dormiva col piumino e sulle spiagge non c’era anima viva. Poi all’imporvviso 30 gradi. Lunedì la bomba d’acqua. Imprevista, imprevedibile. Dicono i più. Sarà. La Natura matrigna ha colpito ancora. Assassina, crudele.

L’ultima che leggiamo riguarda la richiesta, legittima e ragionevole, avanzata dal Comune di Rimini affinchè in relazione ai danni subiti dal nubifragio si riconosca lo status di “calamità naturale”. Che in buona sostanza significa: richiesta di risarcimento danni. Tutti gli interessati potranno compilare un modulo prontamente messo a disposizione sul sito del Comune. E chi paga? Lo Stato, cioè tutti. Prendo l’Enciclopedia della Scienza e della Tecnica (2007) cerco la voce “Calamità naturali” e leggo:  “Calamità naturale deve intendersi ogni fatto catastrofico, ragionevolmente imprevedibile, conseguente a eventi determinanti e a fattori predisponenti tutti di ordine naturale, e a loro volta ragionevolmente imprevedibili”. Questa definizione – leggo ancora per amor del vero – tende a sottolineare il fatto che “la locuzione calamità naturale può essere fuorviante, in quanto non sempre la responsabilità delle conseguenze calamitose può essere attribuita a eventi naturali: se si accerta l’incidenza di cause determinanti e di fattori predisponenti ricollegabili all’attività umana ‒ come accade il più delle volte ‒ occorrerà valutarne gli effetti sui processi risultanti, prima di attribuire all’evento naturale la responsabilità dei fatti accaduti. In altri termini, un evento naturale normale, che in sé non ha niente di calamitoso, in quanto fa parte del normale gioco delle forze della natura e opera al fine di realizzare certi inarrestabili equilibri naturali, può indurre conseguenze calamitose proprio perché l’uomo, con la scarsa imprevidenza che spesso lo distingue, ha creato le premesse perché ciò accada.”

Si poteva evitare quello che è successo? Se ne parlerà. La stessa Procura ha aperto dei fascicoli d’indagine per “disastro colposo”. E ironie a parte, è certo che le colpe non siano del sindaco Andrea Gnassi. E’ evidente che non può essere così. Ma a lui toccherà affrontare la questione. Perchè ha scelto di andare a Palazzo Garampi e quello è lo scranno del dovere, non certo del piacere. E per piacere, finiamola di dare sempre la colpa alla Natura. A pagare sia chi ha sbagliato. Quindi ai deputati Emma Petitti e Tiziano Arlotti, che tanto si spendono a Roma per Rimini, un invito: meglio aprire l’ombrello e girare chiedendo spiegazioni sull’accaduto. Bussando però alle porte a queste sfortunate latitudini.

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Nubifragio, l’On. Tiziano Arlotti (Pd) ha riferito alla Camera

Il deputato PD riminese Tiziano Arlotti si è iscritto oggi a parlare in chiusura della seduta della Camera (a nome anche della collega Emma Petitti) per segnalare il problema del nubifragio a Rimini e chiedere interventi al Governo. Di seguito il testo.

Nella giornata di ieri, 24 giugno, il territorio della Provincia di Rimini, e in particolare il Comune di Rimini e le vicine Riccione e Cattolica, è stato colpito da condizioni meteorologiche avverse di carattere eccezionale, con grandinate intense e valori fino a 123 mm di pioggia in un’ora registrati dalla stazione dell’Agenzia regionale protezione ambiente. Si è trattato di un evento che non trova riscontri a fare data dal 1920, e le eccezionali precipitazioni hanno causato ingenti danni – tuttora in corso di valutazione e computo – alla rete viaria, agli immobili pubblici (tra cui tribunale, scuole e asili), agli edifici privati e in special modo alle attività economiche e produttive, con interi stabilimenti allagati e costretti a sospendere l’attività. Il primo entroterra riminese ha dovuto aggiungere quello della grandine che messo in ginocchio le colture di pregio dell’agricoltura locale, come vite e olivo. Si contano purtroppo anche due decessi di anziani in qualche modo legati agli allagamenti. Lo stato di emergenza è stato affrontato dagli enti locali e dal Comune di Rimini in particolare mettendo a disposizione tutte le risorse umane e materiali, assicurando il massimo livello di operatività ed assistenza ai cittadini.

Il Prefetto e il Sindaco di Rimini hanno richiesto alla Regione Emilia-Romagna il raddoppio delle squadre di intervento del volontari di Protezione Civile, che quindi passano dalle attuali otto (quattro per turno) a sedici (otto per turno). L’Agenzia Regionale di Protezione Civile ha inviato sei squadre di volontari da Forlì, due squadre da Ravenna e due da Ferrara. Straordinario anche l’impegno dell’intero corpo dei Vigili del Fuoco che opera con ben 17 squadre (circa cento uomini), delle quali 11 del comando provinciale e 6 provenienti da altri comandi della Regione (3 da Forlì-Cesena, 1 da Reggio Emilia, 1 da Bologna e 1 da Ravenna). Nell’occasione i cittadini riminesi hanno dimostrato un prezioso spirito di collaborazione, non solo operando fattivamente, ma contribuendo a non esasperare le conseguenze dell’evento e segnalando situazioni critiche. Determinante poi il lavoro instancabile dei volontari della Protezione Civile, i quali continueranno ad assicurare il loro impegno fino a cessate necessità. Considerando che per l’eccezionalità dell’evento naturale calamitoso verficatosi e per i danni alle attività produttive dei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura si può configurare per i Comuni colpiti lo stato di calamità naturale e rendersi necessario un intervento finanziario a ristoro del danno subito, chiediamo pertanto al Governo di dare risposte con tempestività.

 




Tre scuole chiuse, 300 interventi di soccorso e agricoltura messa in ginocchio dalla grandine

Guai seri per le campagne dell’entroterra riminese. Colpa della grandine che non lascia speranze: distrugge. Troppo presto per dire con precisione fino a che punto, se rimediabilmente o irrimediabilmente. La Provincia parla del settore priamario che ha “messo in ginocchio le colture di pregio”. Anche le associazioni di categoria (CIA, Coldiretti e Confagricoltura) hanno presentato un primo resoconto. Nelle aree comprese tra i fiumi Marecchia e Marano (comuni di Rimini e Coriano) – si legge in una nota della Provincia – le zone più colpite sono state: zona carceri (Via Santa Cristina), San Martino in Venti, Montecieco, Covignano-Grotta Rossa, Sant’Aquilina, Gaiofana e Ospedaletto. Le colture maggiormente danneggiate – in molti casi, per il 100 per 100 della produzione – sono state: i vigneti e gli oliveti (fra le colture arboree); i cereali (grano, mais, sorgo); le colture portaseme e il girasole.

Così già si parla di come rimediare tant’è che si stanno valutando tutte le possibili forme di intervento, non escluse le iniziative di solidarietà locale. Si cercherà – spiega ancora la Provincia – di fare pressione sulle autorità competenti per mettere in campo, ad esempio, forme di sgravi fiscali: IMU, Tares, esenzioni dall’imposta sul reddito agrario, esenzione dal contributo di registro imprese presso la Camera di Commercio; nonché le eventuali possibilità di attivazione di aiuti-sgravi dal Fondo di solidarietà nazionale. “Si tratta degli interventi minimi ipotizzabili – ha spiegato l’assessore provinciale all’Agricoltura Juri Magrini -. Oltre alle autorità attive sul territorio, il mio appello va anche agli Istituti di credito: infatti, non possiamo dimenticare le ricadute che un evento simile potrebbe comportare sull’occupazione. E’ purtroppo già prevedibile un calo di richiesta di manodopera su scala provinciale nel settore agricolo da oggi a fine anno, con gravi ripercussioni sul sistema economico locale”.

Non è al momento pervenuta formalmente alcuna allerta meteo per i prossimi giorni, la situazione è comunque costantemente monitorata; secondo le previsioni meteo, dopo una timida tregua tra oggi e domani, sono previste nuove precipitazioni, ma di intensità decisamente ridotte rispetto al nubifragio di ieri, tra le giornate di giovedì e venerdì prossimo.

Nel frattempo per tutta la giornata è proseguita in Prefettura l’attività del Tavolo di Coordinamento (Centro coordinamento soccorsi) presieduto dal Prefetto, con la partecipazione del Sindaco di Rimini, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile provinciale. Particolare attenzione è stata prestata agli istituti scolastici con sopralluoghi che si sono succeduti durante tutto il corso della notte. E’ stata quindi disposta la chiusura a puro titolo precauzionale, per la sola giornata odierna, degli asili “Aquilone”, “XX Settembre” e “Do Re Mi”. Controlli sono stati disposti anche per le scuole medie, senza che siano stati riscontrati problemi di inagibilità, per cui i relativi esami hanno potuto avere regolare svolgimento.

Il Prefetto e il Sindaco – comunica la Prefettura – hanno richiesto alla Regione il raddoppio delle squadre di intervento del volontari di Protezione Civile, che quindi passano dalle attuali otto (quattro per turno) a sedici (otto per turno). Hanno altresì verificato con la Protezione Civile regionale che tali squadre fossero tutte autosufficienti e dotate di idrovore. Straordinario anche l’impegno dell’intero corpo dei Vigili del Fuoco che opera con ben 17 squadre (circa cento uomini), delle quali 11 del comando provinciale e 6 provenienti da altri comandi della Regione (3 da Forlì-Cesena, 1 da Reggio Emilia, 1 da Bologna e 1 da Ravenna). Sul piano operativo, dopo la fase emergenziale, gli interventi dei Vigili del Fuoco si concentreranno sulle condizioni delle autorimesse di cui alcune con numerosi veicoli sommersi dall’acqua e degli scantinati, oltre a fornire la consueta disponibilità e assistenza per le altre situazioni di disagio segnalate anche dai privati.

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Nubifragio a Rimini, le immagini dal web

 

 

 

 




Nubifragio, prevista pioggia anche nella notte

SURREALE Fa impressione, ma era questa la situazione oggi a Rimini

Nel giro di pochi minuti è stato il finimondo. Oggi pomeriggio, poco dopo le 17 . Pioggia torrenziale, poi la grandine con la stazione regionale di Rimini Ausa che nel giro di poco ha registrato dei valori accumulati pari a 90 mm in 30 minuti e 123 mm in un’ora. Dati che non trovano riscontri nei dati archiviati a partire dal 1920 circa con il record storico che era 113 mm in 1 ora.

“Un evento meteorico straordinario sta colpendo Rimini in queste ore – scrivono Hera e Arpa in forma congiunta -. Oltre 90 mm di pioggia caduti in soli 30 minuti, e circa 120 mm in 1 ora. Una pioggia fuori da ogni previsione, che ha una probabilità di ricaduta su questo territorio di circa 100 anni”. Cosa è successo subito dopo. “Il sistema di Telecontrollo e telecomando delle paratie e i sistemi di pompaggio – si legge nella relazione di Hera e Arpa – hanno consentito alla rete di scaricare la portata in eccesso ed evitare allagamenti in gran parte della città. Nonostante l’apertura di tutte le paratie, alcune zone della città (soprattutto quelle più basse sul livello del manto stradale, scantinati, sottopassi e garage) sono state messe a dura prova a causa della quantità di precipitazioni, notevolmente superiore rispetto alla capacità della rete. Tutte le squadre disponibili del Pronto intervento Hera sono immediatamente intervenute per raggiungere le zone più colpite dal nubifragio, in una città bloccata al traffico a causa dei diffusi allagamenti. Le situazioni più critiche sono state riscontrate nella zona di Via Covignano, Gaiofana, Viserba e Marina centro. Attualmente ancora chiuso il casello autostradale di Rimini Sud, allagato in corrispondenza del cantiere per l’ampliamento della terza corsia. Allagamenti più contenuti anche a Riccione e Cattolica.

Nubifragio a Rimini, le immagini dal web

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Emergenza nubifragio, in Prefettura il coordinamento dei soccorsi

Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e Protezione Civile provinciale. Sono tutti al lavoro in seguito al violento nubifragio che si è abbattuto oggi pomeriggio. Una vera e propria emergenza, che vede in queste ore riunito presso la Prefettura un Tavolo di Coordinamento presieduto dal Prefetto, con la partecipazione del Sindaco di Rimini, nonché dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile provinciale.

Per far fronte alle eccezionali esigenze determinatesi, inoltre, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha disposto il raddoppio del personale in turno impiegando contemporaneamente settanta uomini cui si è aggiunta una squadra operativa proveniente da Cesena equipaggiata con gruppo motopompe per interventi nei siti e sottopassi allagati. Il Sindaco di Rimini ha chiesto l’intervento dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile che ha inviato sei squadre di volontari da Forlì, due squadre da Ravenna e due da Ferrara.

 

 

 




Nubifragio a Rimini, le immagini dal web