Caccia, il “canto di morte” dei richiami vivi: Arlotti, Petitti e Pizzolante votano “in coro”

wwfriminirichiamiviviPolitica locale “distratta”. I deputati riminesi Emma Petitti, Tiziano Arlotti (PD) e Pizzolante (NCD) “hanno votato in coro” decretando la mancata abolizione della pratica della caccia agli uccelli migratori con l’uso dei richiami vivi. A farlo notare sono gli ambientalisti del Wwf di Rimini. Questa pratica, spiegano in una nota – è legale e implica la cattura di uccelli selvatici di varie specie, il loro imprigionamento in minuscole gabbiette in condizione di maltrattamento assoluto, la reclusione al buio per mesi sopportando vessazioni che spesso giungono a mutilazioni, torture come l’accecamento operato con le saldatrici o la somministrazione di ormoni e/o droghe, in un panorama di diffusa illegalità col solo intento di stimolarne il canto. Un canto di morte però, perché queste povere bestie, disorientate dalle sevizie, serviranno, all’apertura della stagione di caccia, a richiamare con il loro cinguettio disperato, altri uccelli simili a loro, portandoli a portata di doppietta in un tiro a segno senza tregua, sparo dopo sparo. Ebbene, questa pratica vergognosa, anti-storica e che confligge con ogni tipo di etica o morale pubblica, che va a porre ulteriore pressione sulla già debolissima fauna migratoria, in declino in tutta Europa e Nord Africa, è, per i nostri tre deputati amici dei cacciatori e per i loro partiti, assolutamente moderna, lecita e sostenibile. Poco importa se per tale vergogna nazionale è in corso un’indagine per l’apertura di una procedura di infrazione presso l’Unione europea in quanto in palese contraddizione della direttiva comunitaria Uccelli.”

La dura nota conclude con l’auspicio che i tre deputati diano il loro contributo per “ribaltare la decisione al Senato” dove i loro colleghi discuteranno a breve la medesima proposta trasversale di abolizione. Nella fotogallery alcuni esempi di animali vivi utilizzati come richiamo per i loro simili poi destinati ad essere abbattuti dai cacciatori (foto Wwf Rimini).

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Stop Balenqueo, dove e come ‘viaggia’ il denaro delle mafie

“Da Rimini verso l’Europa: l’infiltrazione criminale nell’economia attraverso usura e riciclaggio”. Sarà questo il tema al centro del dibattito nella giornata di “STOP BLANQUEO” che si svolgerà venerdì prossimo 6 settembre dalle 10 alle 17 al Palacongressi nell’ambito della XIX edizione del Premio Ilaria Alpi (Riccione 3-8 settembre). Le mafie – si legge nel testo della presentazione – non possono prescindere dal sistema bancario e finanziario. Ne hanno bisogno per veicolare tutti i proventi delle attività illegali: traffico di stupefacenti, contrabbando di merci o traffico di rifiuti. I narcotrafficanti non pagano solo attraverso valigie piene di banconote ma anche attraverso movimenti di capitali. Il segreto bancario, i paradisi fiscali o anche solo il mancato rispetto delle norme antiriciclaggio da parte dei singoli operatori finanziari, sono passaggi determinati che permettono all’economia criminale di espandersi, di moltiplicare profitti illeciti già enormi. Contrastare il riciclaggio vuol dire contrastare direttamente le mafie e proteggere l’economia legale, già in difficoltà per la crisi ma vittima anche della concorrenza sleale delle imprese mafiose.

L’iniziativa è contemplata all’interno del Progetto Europeo DIPAFEC, parte del Programma generale ISEC, che l’Associazione Ilaria Alpi ha contribuito ad ideare con la Provincia di Rimini. Tra i partner, inoltre, Unioncamere Emilia Romagna, il Comune di Bellaria Igea Marina e l’Università di Rimini. STOP Blanqueo è realizzato con il sostegno finanziario del programma ISEC dell’Unione europea. La giornata “STOP BLANQUEO” è realizzato anche in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna. Modera Alberto Nerazzini.

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