Pio Bianchini, romanzo storico-sociale che racconta Montefeltro e Malatesta

Pio Bianchini pietrarubbia

“Petra Rubea”, l’antico nome di Pietrarubbia, una delle perle del Montefeltro

Un gentiluomo di campagna, si diceva un tempo. “Perché tutto vidi nella natura”. Una volta conosciuto vorremmo essere almeno un po’ come Pio Bianchini. Ci fai due chiacchiere e capisci che è una persona vera. Ci aggiungi che è un bell’uomo con un fisico d’atleta che affronta sentieri e strade sterrate di campagna in mountain bike. Altra pennellata per dare il senso: abita in una delle case più belle della provincia di Rimini circondata da piante centenarie; lo stradino con ghiaino che dal cancello ti conduce all’abitazione è impreziosito da grandi vasi di terracotta con agrumi che d’inverno vengono portati in veranda. Ha pure qualche rivolo di sangue blu. Tutto quello di cui sopra è dissimulato con disincantata ironia e sobrietà di costumi.

Liceo classico alle spalle, Giurisprudenza quasi alla fine, si è messo a scrivere libri per gioco. Il terzo si intitola “Petra Rubea (l’antico nome di Pietrarubbia, una delle perle del Montefeltro a pochi chilometri dalla Carpegna). E’ un romanzo storico ambientato a cavallo tra il Duecento ed il Trecento con pennellate di umanità alle quali potrebbe attingere anche quella gran persona di papa Bergoglio. Un uomo, Bergoglio, che dopo decenni di pifferate tristi da buona parte degli uomini parla di umanità, di natura, di giustizia sociale e tanto altro ancora. Si legge: “I nobili e il clero, spesso corrotto, vivevano in un altro mondo, dove c’erano tutti gli agi che erano negati ai servi. I ricchi non lavoravano, erano ben nutriti e, molto spesso, e proprio per questo motivo, più alti, forti, belli, allegri e longevi di chi avesse sofferto la fame e si fosse abbruttito, per generazioni, faticando nei campi”.

Dedicato al padre, le 316 pagine (Wlm edizioni, 19 euro nella foto la copertina del libro) narrano delle dispute tra Montefeltro, signori di Urbino e Malatesta, padroni di Rimini. I primi ghibellini che stanno con l’imperatore, i secondo guelfi, al soldo del papa. Bianchini ha intrecciato le sue storie attingendo dagli storici (da Alberelli fino al mitico Luigi Tonini, autore della monumentale storia di Rimini) che negli anni hanno raccontato di queste terre e di questi due casati, passati alla storia più per le arti che come condottieri. Non è un caso che Urbino è patrimonio dell’Umanità e che anche Rimini non le è da meno. Le pagine scorrono leggere e veloci, senza fronzoli ed avvolgenti come lo possono essere le linee del Tempio Malatestiano e del Palazzo Ducale.

“Petra Rubea” è stato premiato a Parigi lo scorso 13 giugno. A ritirarlo Pio Bianchini insieme al figlio. Il volume si trova nelle librerie di Cattolica
(Gulliver), Riccione (Pulici e Edicola Baiocchi), Cosmo (Borgo Maggiore), Coop (Pesaro), Montefeltro (Urbino), 77 (Fano). Inoltre, è sufficiente andare su Amazon e Ebay. (l. z.)




Borgo Cultura: tra libri, cinema e una pista delle biglie

borgo cultura rimini2015

di ALBERTO BIONDI

Da quartiere di lupi di mare a “salotto buono” della cittadinanza: il Borgo San Giuliano ospita ancora una volta un fine settimana di appuntamenti culturali all’insegna del cinema e della letteratura. Dopo il ciclo di “Insieme fuori dal fango” degli anni passati, è pronta a partire la rassegna “Borgo Cultura”: una due giorni di presentazioni, dibattiti e incontri nel quartiere più felliniano di Rimini.
L’inaugurazione è prevista per sabato 4 luglio (ore 18) su Viale Tiberio, altezza del ristorante La Marianna, con la lettura ad alta voce dei racconti nati dal corso di scrittura di Giorgio Arcari “Dalla parola al Racconto”. Subito dopo è previsto l’arrivo del “Giro d’Italia in 80 librerie”, una staffetta ciclistica ideata dall’associazione Letteratura rinnovabile che mette in sella scrittori, editori e professionisti dell’industria editoriale in un lungo viaggio verso la Puglia. In occasione della tappa riminese verrà allestita in via Marecchia – piazzetta Pirinela – una vera e propria pista di sabbia per le biglie (la partecipazione è libera e gratuita) in cui gli ospiti grandi e piccoli potranno sfidarsi a coppie cicchettando biglie raffiguranti i grandi della letteratura mondiale, disegnati dalla matita di Tuono Pettinato. Ad animare l’evento ci penserà il Club Sofa and Carpet, un manipolo di ragazze che legge brani di Jane Austen in costumi vittoriani, e non mancheranno l’Assessore alla Cultura Massimo Pulini e lo scrittore Michele Marziani. Dopo cena, sempre nella piazzetta, verranno proiettati due film in esclusiva per Rimini: alle 21.30 “Low Cost Flocks” di Giacomo Agnetti, un documentario selezionato nei circuiti internazionali in cui si osserva il modo di viaggiare 2.0. tra social network e airbus; e alle 22.30 “Tra la via Emilia e Pavana”, documentario di Alessandro Siciliani che attraversa la nostra regione partendo dalle pietre del Ponte di Tiberio. Il già battezzato “cinema a pedali” consiste in un proiettore montato su una bicicletta, idea che l’assessore alla Cultura Massimo Pulini ha già definito l’unione simbolica ideale tra le “pizze” delle vecchie pellicole e le ruote delle biciclette.

 
Borgo Cultura prosegue anche domenica 5 offrendo altri due interessanti appuntamenti: alle 19, nella piazzetta Santa Caterina di via San Giuliano, la presentazione del libro “I delitti della Romagna” (NFC Edizioni, 168pp, euro 11,90) del giornalista Andrea Rossini, già etichettato dal grande Carlo Lucarelli come “Un libro importante perché narra fatti di cronaca nera che parlano a tutti e raccontano la storia d’Italia”. Una raccolta di gialli risolti e non, enigmi dove il minimo dettaglio può essere rivelatore: Rossini attraversa la storia della cronaca nera raccontando dell’unica uccisione di cui gli assassini della Uno bianca si vergognano; della vacanza con il morto del boia del Circeo, Angelo Izzo; dell’esistenza “sospesa” di Guerrina; della punizione mortale a San Patrignano; dell’ultrà sedicenne accoltellato al cuore da un napoletano; delle amnesie del boss milanese Epaminonda; l’intimità sfregiata di persone e coppie etero e gay. Un bouquet di casi e delitti ambientati a Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena, che verranno commentati dall’autore in compagnia dei pubblici ministeri della Procura di Rimini Paolo Ganganelli e Davide Ercolani, l’avvocato penalista Moreno Maresi e il commissario della Squadra Mobile di Rimini Luciano Baglioni. Fu lui, nel ’94, a svelare assieme a Pietro Costanza l’identità dei membri della Uno bianca. Successivamente, ore 21 in piazzetta Ortaggi, la chiusura della due giorni spetta alla band Carlo & le Pulci: una Ukulele Band riminese che ripropone i classici di ogni genere rivisitandoli in chiave hawaiana. Inoltre, durante la manifestazione, verrà allestita una mostra dei disegni di Angela Faraoni nella Trattoria La Marianna di viale Tiberio.

 
“Anche se NdA ha chiuso nel 2014, la nostra missione di diffondere cultura indipendente non è ancora finita. – ha esordito Massimo Roccaforte nella conferenza stampa di presentazione – Borgo San Giuliano si presta naturalmente ad ospitare socialità, è il cuore di una Rimini diversa dall’immagine tradizionale”. Michele Marziani, scrittore riminese dalla consistente bibliografia, ha sottolineato l’importanza di esportare i libri dai luoghi ad essi deputati, di farli uscire nelle strade e dar voce al popolo silenzioso dei lettori. “Borgo Cultura – ha concluso Pulini – accompagna parallelamente la grande kermesse della Notte Rosa ed è un’iniziativa che l’Amministrazione è lieta di patrocinare, soprattutto in quanto frutto dell’impegno di pochi individui”.




Melville, Shakespeare e Conrad a due passi dal mare

Parte “Nel cuore del mare”: tre appuntamenti di letture ad alta voce per navigare attraverso le migliori pagine della letteratura anglosassone. A leggere Moby Dick anche un “big” della narrativa americana. Un evento per chi non si rassegna ai pescherecci della Molo e ai panama della Notte Rosa.

 

di ALBERTO BIONDI

Mark Childress rimini

L’autore americano Mark Childress

Con il ricco ventaglio di appuntamenti che animeranno la Riviera nelle prossime settimane, nessuno avrà un pretesto abbastanza valido per starsene a casa. Se i pescherecci della Molo e i panama della Notte Rosa non fanno al caso vostro, vuoi per la gente, vuoi perché al mojito si vorrebbe associare un contenuto più interessante rispetto al dj set, non temete: c’è anche chi ha in serbo qualcosa di più trasgressivo rispetto al solito copione.
Sta per iniziare “Nel cuore del mare”, iniziativa da non perdere per chi ama gli aperitivi sulla spiaggia e le storie ambientate negli oceani della letteratura. Tre incontri, tre classici che non necessitano di presentazioni: “Moby Dick” di Herman Melville, “La Tempesta” di William Shakespeare e “Cuore di Tenebra” di Joseph Conrad. Un trittico di letture ad alta voce per navigare attraverso le migliori pagine della produzione letteraria anglosassone. Sullo sfondo, l’orizzonte dell’Adriatico. A dar vita alle tre opere citate sarà la voce di Nicola Manuppelli, traduttore e attivo organizzatore di eventi culturali assieme a Giorgia Del Bianco; in inverno, il duo organizza un corso di letteratura americana al Palazzo del Podestà e di recente ha inaugurato gli aperitivi Top Ten all’Augeo Art Space (i dieci libri più amati da scrittrici e scrittori statunitensi, intervistati via Skype). Ci siamo fatti raccontare qualcosa di più su “Nel cuore del mare” da Manuppelli.

 

Intanto, quando e dove si terranno gli incontri?   
“Le letture saranno alla Spiaggia La Dolce Vita (bagno 34) del lungomare di Rimini, tutti a partire dalle 19.30. Il primo appuntamento con Moby Dick è fissato per mercoledì 24 giugno, poi sarà la volta de La Tempesta di Shakespeare l’8 luglio e infine chiudiamo con Cuore di Tenebra il 5 agosto”.
Con quale criterio sono stati scelti gli autori e le opere?
“Con Moby Dick ho un rapporto speciale, perché è il romanzo che per primo mi ha spinto ad approfondire e amare la letteratura americana. Melville fa emergere il lato più oscuro del mare, che diventa un enorme palcoscenico su cui va in scena il senso della resa dei conti, della lotta estrema tra uomo e natura. Data la presenza di parti dialogate e di monologhi molto shakespeariani in Moby Dick, la scelta della Tempesta è venuta di conseguenza. La versione che proponiamo è quella tradotta da Eduardo De Filippo, che è di per sé un piccolo gioiello. Poi Joseph Conrad, che come Melville ha vissuto un legame fortissimo con il mare anche nella vita, e il suo romanzo Cuore di Tenebra. Il filo che unisce tutte e tre le opere è la loro forte teatralità e l’onnipresente senso dell’avventura”.
Al primo appuntamento di mercoledì 24 giugno sarà presente anche l’autore americano Mark Childress (tra le sue opere, “Estate di follia” edito in Italia da Piemme), già intervistato durante gli aperitivi Top Ten del duo Del Bianco-Manuppelli. Childress, ospite d’eccezione in vacanza sulla costa romagnola, leggerà alcuni brani tratti da Moby Dick in lingua originale.  Per chi volesse aderire a “Nel cuore del mare”, la quota partecipativa di 10€ include anche una consumazione.




Spunta l’alba sulla notte della cultura in Riviera

guaraldiriminiDopo il ciclo di appuntamenti “All’arme!” organizzato alla libreria Mondadori lo scorso maggio, Guaraldi editore (foto) rilancia la sua sfida prometeica alla notte della cultura con “In prossimità dell’alba”: un quartetto di incontri in cui si spazierà dalla semiotica (tranquilli, niente di contagioso…) al fondamentalismo islamico, passando per la poesia e il dialogo tra cristiani e comunità ebraica in questo mondo di conflitti insanabili. Il titolo della rassegna vuole farci ben sperare: se è vero che il sole non è ancora sorto, il buio dell’ignoranza e del disinteresse sembra essere un po’ più lontano da questa Riviera in lotta contro l’apatia intellettuale. La formula scelta dagli organizzatori è quella del dialogo, possibilmente il meno socratico possibile, e quindi lontano dai canoni impostati della conferenza monologante. Quest’anno collabora all’evento anche la Biblioteca Gambalunga di Rimini, che nelle Sale Antiche ospiterà il pubblico per i primi tre incontri in cartellone. Dopodiché, al termine di ogni appuntamento, l’epicentro si sposta alla Mondadori per degli aperitivi con l’autore (e successiva vendita e firma dei testi).

A tagliare il nastro domani, venerdì 10 ottobre alle ore 17.30, ci pensa il semiologo Paolo Fabbri in compagnia del collega Francesco Marsciani. I due accademici discuteranno coi presenti del ruolo che oggi riveste la semiotica, la scienza che indaga il significato e le relazioni dei segni, nel contesto più ampio delle moderne sfide culturali. Gli autori presi in esame saranno  Lotman, Uspensky, Lyotard, Baudrillard, Greimas, De Certeau e Bastide.

La settimana dopo, il 17 alle ore 18, lo sguardo si volge a Oriente con Farhad Bitani e il suo memoriale “L’ultimo lenzuolo bianco”: un’analisi spietata dell’Afghanistan condotta da un ex militare che, in poco tempo, ha raggiunto la notorietà etica (ed editoriale) di chi sa raccontare l’abisso con lucidità. Tra corruzione, morte e fondamentalismo, Bitani condanna la follia degli estremisti inneggiando alla pace; a dialogare con lui il giornalista Davide Brullo.

Venerdì 31 ottobre è la volta di Gino Zucchini, ultimo erede della scuola psicoanalitica di Cesare Musatti, che scandaglierà i meandri dell’animo umano assieme ad un collega, Angelo Battistini, e un poeta, Giancarlo Pontiggia. Il trio cercherà di gettar luce da varie prospettive sull’eterno mistero che avvolge il cuore e la psiche di tutti noi. I testi di riferimento saranno “Res loquens” (Zucchini), “Il resto del lettino” (Battistini) e “Lo stadio di Nemea. Discorsi sulla poesia” (Pontiggia).

In chiusura, l’appuntamento più atteso della rassegna: giovedì 11 dicembre, questa volta alla Sala del Giudizio del Museo Civico (orario da stabilirsi), il vescovo Mons. Francesco Lambiasi incontrerà uno tra i più influenti rabbini italiani, Rav Joseph Levi, per riallacciare i nodi di quel dialogo tra cristiani ed ebrei ripreso sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Si terranno sotto mano “La distruzione del tempio e le prime Comunità Cristiane” di Lion Feuchtwanger e “Rinuncio” di Davide Brullo e qui la nostra recensione. (al.b.)

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Good news: la letteratura americana torna in città

di ALBERTO BIONDI

Fanatici della letteratura a stelle e strisce, se prima di addormentarvi non riuscite a fare a meno di leggervi qualche pagina di Stephen King, o se il papà dei gialli Raymond Chandler continua a tenervi con il fiato sospeso, se insomma la vostra America è tutta nel cuore e nei libri che avete sullo scaffale, continuate a leggere: questa notizia fa al caso vostro.

Ritorna il corso di letteratura americana organizzato da Nicola Manuppelli, scrittore, editor e traduttore, in collaborazione con l’agenzia Around Books di Giorgia Del Bianco. Forte della buona partecipazione di pubblico raccolta nella precedente edizione (la prima), sono state aperte le iscrizioni per intraprendere un nuovo viaggio attraverso i testi che hanno segnato la storia della narrativa statunitense. Con una novità, perché quest’anno verranno analizzate le tecniche di scrittura dei vari autori da una prospettiva quasi “laboratoriale”, ricercando il segreto del loro successo nella sintassi, nel lessico, nei ritmi narrativi. Abbiamo chiesto all’agente letterario Giorgia Del Bianco di spiegarci qualcosa in più sul progetto, che durerà da ottobre a dicembre.

Alice MunroQuali autori e tematiche affronterà la seconda edizione del corso?

“Come l’anno passato, il corso (dal titolo “The man comes around”, ndr) si struttura in sette lezioni incentrate su sette autori diversi: Stephen King, Raymond Chandler, A.B. Guthrie, Kurt Vonnegut, Richard Yates, Alice Munro, Johnny Cash. Ogni lezione analizzerà un testo, e da lì si cercherà di sviscerare i temi che reggono la storia. Quest’anno ritroveremo più volte la tematica della solitudine, della generazione dei “loosers”, dei perdenti, lo spaesamento”.

Tra gli autori vedo anche la Munro (foto), l’ultimo premio Nobel per la Letteratura…

“Sì, non è un caso che sia nella rosa degli autori. Nicola (Manuppelli, ndr) ha appena pubblicato una biografia non autorizzata di Alice Munro, “La fessura” (Barbera, 142 pagg. 14,50 euro) e anche Stephen King è tra i prescelti di quest’anno per uno studio, unico nel suo genere in Italia, a cui il nostro “maestro” si sta dedicando. A proposito di King, prima del corso saremo impegnati in tre letture – una a Roma, una a Milano e una qui a Rimini – del nuovo romanzo del re del brivido “Mr. Mercedes”, che uscirà il 30 settembre nelle nostre librerie. Certo, il sogno sarebbe riuscire a portare Stephen King qui in Romagna. Allora sì che faremmo un colpaccio”.

Il corso si apre proprio con una lezione sul re del brivido, il 9 ottobre, che indaga il celeberrimo “IT” con uno sguardo agli autori che lo hanno ispirato (Thomas Williams e Don Robertson). Il 23 ottobre è la volta di Raymond Chandler, maestro di Borges, fondatore del genere che tutti oggi conosciamo come Noir. Per il terzo appuntamento si parla invece di western, con A.B. Guthrie e i suoi scenari selvaggi, il 30 ottobre. Giovedì 13 novembre ci si immerge nell’abisso di Kurt Vonnegut, che traccia un confine spesso impercettibile tra letteratura e follia. Il 27 novembre sale in cattedra Richard Yates, con le sue storie senza regole di amanti e tradimenti. Il turno di Alice Munro arriva il 4 dicembre, il meglio della letteratura canadese femminile, in cui le memorie dell’infanzia si intrecciano secondo la “teoria degli spicchi” e infine Johnny Cash, il cowboy ribelle del rock ‘n roll, l’11 dicembre. Gli incontri si terranno all’Augeo Art Space di C.so d’Augusto, 217, dalle 20.30 alle 23. Il costo complessivo dei sette incontri è di 200 euro, ci si può iscrivere fino al 27 settembre mandando una mail a delbiancogiorgia@gmail.com.

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E’ in dialetto l’ultima fatica letteraria di Gianfranco Miro Gori

gianfrancomirogorilibri1di MILENA ZICCHETTI

“E’ cino, la gran bòta, la s-ciuptèda” è il titolo della nuova raccolta in versi in dialetto sammaurese a firma dell’ex direttore della Cineteca di Rimini Gianfranco Miro Gori (foto lapiazzarimini.it). La quarta ad essere precisi e dopo una pausa di sei anni. Gori ritorna alla poesia e lo fa con un libro denso di significato ed emotivamente coinvolgente, in cui vengono trattati tre temi a lui particolarmente cari. “Non voglio dimostrare nulla, ovviamente – premette – sono semplicemente argomenti su cui rifletto e ho riflettuto per buona parte della vita. Volevo mettere a confronto il dialetto, lingua delle madri e dei padri, con il medium più importante del Ventesimo secolo, il cinema (e’ cino), che è stata la mia professione; con la principale delle narrazioni, quella dell’origine del mondo (la gran bòta), che ho incrociato sin dai primi studi di filosofia; con uno degli omicidi impuniti forse più famosi delle patrie lettere, quello del padre di Pascoli (la s-ciuptèda), di cui ho udito parlare sin da bambino, occupandomene poi in età adulta”.

La competenza di Gianfranco Miro Gori per quanto riguarda il cinema è fuori discussione. Ideatore e direttore della cineteca del comune di Rimini, in questa raccolta, ‘e’cino’ non viene trattato sotto un aspetto tecnico, ma sotto una visione strettamente famigliare, particolarmente legata alla nonna, alla mamma e, naturalmente, a lui stesso da bambino, ai ricordi legati alla meraviglia. Cerca di mostrare quanto il cinema e il dialetto siano particolarmente legati tra loro definendoli “due morenti che continuano mirogoricopertinalibroa vivere ‘ruzzolando’ e che resistono nonostante la tv e internet”. Scrive infatti “…E’ cino l è mort, e’ dialèt l è mort. O i s aréugla tut déu piò o mènch te bacaiadéz dla telévisiòun, te ciacaradéz ad internet” (…il cinema è morto, il dialetto è morto. O ruzzolano entrambi più o meno nel vociare della televisione, nel chiacchiericcio di internet). E poi ‘la gran bòta’, il Big Bang, il nulla che precede il tutto. Un lungo monologo che vede il passaggio di diverse fasi: l’acqua, il fuoco, la posizione eretta dell’uomo, l’uso del bastone… “…Tot inquél l’è vnu fura s’una gran bòta. U n gn’era gnént. A n simi invèl…” (…Tutto quanto è scaturito con un gran botto. Non c’era nulla. Non eravamo da nessuna parte…).

La terza e ultima parte è costituita da due monologhi che ripercorrono, con la voce dell’assassinato e dell’assassino, la morte di Ruggero Pascoli, quasi fosse un dialogo tra i due, un dialogo mai avvenuto e su cui si è tanto discusso. Entrambi iniziano allo stesso modo “E i m à tirat: propri in te mèz dla fròunta” (E mi hanno tirato: proprio nel mezzo della fronte) racconta Ruggero, il ‘morto ammazzato’, come lo descrive Gori. “E a i ò tirat: propri te mèz dla fròunta” (E gli ho tirato: proprio nel mezzo della fronte), ribatte l’assassino. Come sottolinea Ennio Grassi, intellettuale e critico letterario riminese che ne ha curato la prefazione, i due ora “possono raccontare la verità e la raccontano senza reticenza alcuna”. “E’ cino, la gran bòta, la s-ciuptèda” edito da FaraEditore Rimini (84pp – euro 11,00).

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Estate al giro di boa, cosa si legge e i consigli per chi è sotto l’ombrello(ne)

di ALBERTO BIONDI

Vuoi per le sospirate vacanze e il tempo libero, vuoi perché a furia di completare sudoku e cruciverba si diventa presto enigmisti annoiati, l’estate è la stagione migliore per dedicarsi alla lettura. Tanto, come si dice, in televisione non c’è niente, al mare si va solo tempo permettendo (cioè poco, quest’anno) e piuttosto che scolarsi gli occhi davanti allo smartphone ci si può sempre rifugiare tra le pagine di un buon libro. Certo, sempre se avete smesso di lavorare… In ogni caso, che abbiate il palato fino da lettori “forti” o siate dei visitatori occasionali delle librerie, abbiamo raccolto per voi i titoli più gettonati di quest’estate nord europea e ci siamo fatti consigliare da tre esperti bibliofili del territorio. Intanto, ecco qui le cinquine dei libri più venduti alla Libreria Riminese, alla Mondadori e alla Feltrinelli.

Reading a book at the beachLIBRERIA RIMINESE, P.tta San Gregorio 13, Rimini.

  1. Stoner – John Williams (Fazi Editore)
  2. Il cardellino – Donna Tartt (Rizzoli)
  3. La piramide di fango – Andrea Camilleri (Sellerio)
  4. Il desiderio di essere come tutti – Francesco Piccolo (Einaudi)
  5. I clienti di Avrenos – Georges Simenon  (Adelphi)

MONDADORI, P.zza Tre Martiri 6, Rimini.

  1. Colpa delle stelle – John Green (Rizzoli)
  2. Shadowhunters, città del fuoco celeste – Cassandra Clare (Mondadori)
  3. Storia di una ladra di libri – Markus Zusak (Frassinelli)
  4. Adulterio – Paulo Coehlo (Bompiani)
  5. Una mutevole verità – Gianrico Carofiglio (Einaudi)

FELTRINELLI, L.go Giulio Cesare 4, Rimini.

  1. Una mutevole verità – Gianrico Carofiglio (Einaudi)
  2. Colpa delle stelle – John Green (Rizzoli)
  3. Anche le scimmie cadono dagli alberi – Alessandro Berselli (Edizioni Piemme)
  4. La piramide di fango – Andrea Camilleri (Sellerio)
  5. Vacanze in giallo – AA.VV. Giménez-Bartlett, Malvaldi, Manzini, Recami, Robecchi, Savatteri (Sellerio)

Incredibile il successo che “Stoner” di John Williams continua a raccogliere alla Libreria Riminese, che da mesi lo annovera tra i primi posti delle classifiche di vendita (e che noi abbiamo recensito in tempi ancora non sospetti). Spopola invece John Green con il suo “Colpa delle stelle” sia alla Mondadori che alla Feltrinelli, mentre Camilleri non delude Sellerio e con il suo nuovo titolo “La piramide di fango” rinnova i consensi ormai storici dei suoi lettori. “Storia di una ladra di libri” deve invece la terza posizione Mondadori alla recente trasposizione cinematografica di Brian Percival, che come sempre ha il potere di far schizzare il numero di copie vendute.

In più ecco cosa consigliano Michele Marziani (scrittore), Massimo Roccaforte (papà della rete distributiva NdA) e Giorgia del Bianco (agente letterario e consulente editoriale) da leggere assolutamente. La terna di Marziani: “Morte di un uomo felice” di Giorgio Fontana (Sellerio), “L’isola delle lepri” di Anna Maria Falchi (Guanda) e “La morte dei caprioli belli” di Ota Pavel (Keller). Le scelte di Roccaforte: “Toccata e fuga” di Lisa Gardner (Marcos y Marcos), “Rimini Ailoviù” di Balducci e Gennari (NdA Press) e “La società opulenta” di John Kenneth Galbraith (Edizioni di Comunità). I consigli di Giorgia: “Festa d’amore” di Charles Baxter (Mattioli), “Tutto il tempo del mondo” di Edgar L. Doctorow (Mondadori) e “Il figlio” di Philipp Meyer (Einaudi).

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I libri della Gambalunga per capire il conflitto israelo-palestinese

di ALBERTO BIONDI

L’ultima notizia avrebbe ammutolito il mondo se non fosse che al conflitto in Palestina ci fossimo ormai assuefatti e, come spesso si conclude abbandonandosi a un cinismo televisivo, non ci avessimo fatto il callo. Era una scuola dell’ONU l’ultimo edificio polverizzato dai missili israeliani sganciati su Gaza, un istituto che avrebbe dovuto fungere da base operativa per aprire il cosiddetto “cordone umanitario” di cui tanto parla la diplomazia internazionale. Le donne, i bambini e gli operatori umanitari che vi si erano rifugiati speravano forse che quel cartello azzurro affisso all’ingresso garantisse loro una sacra inviolabilità, un riparo dalla pioggia di morte che nell’era delle telecomunicazioni viene addirittura annunciata pochi minuti prima, per telefono. Così non è stato.

Il bilancio è grottesco: quindici morti, duecento i feriti, nessuno dei quali imbracciava il kalashnikov in nome di un’eterna Jihad. Cifre che si sommano alle già 800 vittime di una guerra assurda, interminabile, alimentata da un odio secolare e il cui bollettino è destinato tragicamente a salire. Pochi giorni prima era stata la volta di un gruppo di ragazzini che giocavano a nascondino sulla spiaggia. Anche lì due missili, il secondo sganciato su chi fuggiva terrorizzato davanti agli occhi della stampa internazionale, alloggiata nell’hotel di rimpetto. Dalla Striscia, Hamas continua a sparare i suoi razzi verso Israele, un terzo dei quali viene intercettato dal sistema antimissilistico Iron Dome (pochi, se si considera il miliardo di dollari che è costato istallarlo, oltre al finanziamento USA di 205 milioni) e i restanti esplodendo in punti casuali del territorio, seminando il panico nella popolazione ma infliggendo ben pochi danni a cose e persone. Un puro strumento terroristico, più che bellico.

Aldilà delle posizioni politiche e ideologiche che ognuno di noi può maturare, per capire le ragioni profonde del conflitto israelo-palestinese la biblioteca Gambalunga di Rimini consiglia le seguenti letture: L’attentatrice, di Yasmina Khadra (Mondadori); Valzer con Bashir, di Ari Folman (Rizzoli, Graphic Novel); Sinai, 5 giugno 1967: il conflitto arabo-israeliano di Helmut Mejcher (Il Mulino); Palestinesi, di Jean Genet (Stampa alternativa); La guerra dei 33 giorni, di Gilbert Achcar (Alegre); Vittime, di Benny Morris (Rizzoli); Arafat: l’uomo che non volle la pace (Mondadori).

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Leggere è un toccasana, alcuni libri meglio di altri

di ALBERTO BIONDI

primolevi

Il gigante, Primo Levi.

Panorama sul proprio sito ha stilato una classifica dei dieci libri che “ti rendono una persona migliore”. Proprio in questi giorni, la pubblicazione scientifica Brain Connectivity ha rivelato gli stupefacenti risultati di uno studio su come il cervello venga modificato dall’esercizio della lettura. Ebbene, i ricercatori dell’Università di Emory (Atlanta, Stati Uniti) hanno scoperto tramite risonanza magnetica che la connettività del lobo temporale aumenta quando si legge. Sia che migliorino le nostre capacità cerebrali, sia che aiutino il nostro spirito, comunque la vogliate intendere i libri fanno bene.

Vediamo un po’ quali sono i titoli scelti da Panorama e proviamo a farne un commento: Siddhartha – Hermann Hesse (Adelphi), Infinite Jest – David Foster Wallace (Einaudi), Il buio oltre la siepe – Harper Lee (Feltrinelli), Qualcuno volò sul nido del cuculo – Ken Kesey (BUR), Delitto e castigo – Fedor Dostoevskij (Einaudi), L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera (Adelphi), Lo straniero – Albert Camus (Bompiani), Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta – Robert M. Pirsing (Adelphi), È così che la perdi – Junot Diaz (Mondadori), Racconti – Francis Scott Fitzgerald (Feltrinelli)

Intanto bisognerebbe capire cosa significhi diventare “una persona migliore”. Forse più buona? Più sensibile? Più intelligente? Mah, andiamo avanti. Personalmente credo che leggere, qualunque sia il libro in questione, ci renda migliori rispetto a chi non lo fa. Certo, non tutti i romanzi, i saggi, o i giornali sono uguali; alcuni per le loro qualità stilistiche, per la loro precisione, verità o autorevolezza, stanno qualche gradino sopra agli altri. A classificare la letteratura si corre però un grosso rischio, perché ognuno tende ad applicare i propri criteri estetici a qualcosa che non è, per sua natura, oggettiva.

Commenteremo questa lista di titoli consapevoli di addentrarci in un campo minato: Siddharta, Delitto e castigo e L’insostenibile leggerezza dell’essere appartengono a pieno titolo all’Olimpo della Grande Letteratura (maiuscola). Anche Albert Camus, Ken Kesey e Harper Lee meritano una menzione speciale, ma nella classifica i Racconti di Fitzgerald, Lo Zen di Pirsing e Infinite Jest di Wallace occupano tre posizioni che altri avrebbero meritato di più. Qualche titolo? Diamo risalto alla nostra letteratura, due classici: Se questo è un uomo di Primo Levi, con la motivazione di aver narrato l’incubo dei lager nazisti con una lucidità glaciale e uno stile dalla poetica tragicità; e Il barone rampante di Italo Calvino, perché la ribellione di Cosimo ci insegna che è possibile vivere fuori dagli schemi sovvertendo ogni ordine imposto. Il titolo straniero: Cent’anni di solitudine di Gabriel García Marquez, uno dei capolavori della narrativa moderna capace di trasportarvi in una saga familiare apparentemente lontana, ma vicina al vissuto di ogni essere umano. Non conosco É così che la perdi del premio Pulitzer Junot Diaz, perciò è un ottimo pretesto per fare un salto in libreria.

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Un libro e un autore imprescindibile

libri_Andre Dubus Voci dalla Luna

Non avete ancora deciso quale libro regalare? L’Altra Pagina ha chiesto a Giorgia Del Bianco, agente letterario di Around Books (delbiancogiorgia@gmail.com), lettrice forte e presenza costante alla Libreria Riminese, il nome di un autore e di un libro ‘imprescindibile’. Ci risponde veloce come un fulmine: lo statunitense Andre Dubus con Voci dalla Luna. Introdotto in Italia nel 2009 da Mattioli 1885 con Non abitiamo più qui, Andre Dubus oggi è sicuramente tra i maestri del secondo Novecento americano. L’Altra Pagina augura a tutti i migliori auguri di Buone Feste.

Ti piace leggere? Collabora con l’Altra Pagina. Invia la tua recensione a: redazione@lapiazzarimini.it

LA CLASSIFICA DEI LIBRI PIU’ VENDUTI – Novembre 2013

dati rilevati nei tre punti vendita il 02/12/2013

LIBRERIA RIMINESE – P.tta Gregorio da Rimini, 13 – RIMINI e.mail: libreria.riminese@libero.it

  • Ballando a notte fonda di Dubus Andre (Mattioli 1885)
  • Ritratti in jazz di Haruki Murakami   (Einaudi)
  • Sdraiati di Michele Serra (Feltrinelli)
  • Stoner di John Edward Williams (Fazi) LEGGI LA RECENSIONE di Alberto Biondi
  • Banchieri. Storie dal nuovo banditismo di Federico Rampini (Mondadori)
  • Argento vivo di Marco Malvaldi (Sellerio)
  • Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno di Berthoud Ella (Sellerio)
  • Ragazze di campagna di O’Brien Edna (Elliot)
  • La dignità ferita di Eugenio Borgna (Feltrinelli)
  • Regalo di Natale di Maurizio de Giovanni, Alicia Giménez-Bartlett, Bill James, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Francesco Recami (Sellerio)

FELTRINELLI – L.go Giulio Cesare 4 (ang. Corso d’Augusto) RIMINI e.mail: rimini@lafeltrinelli.it

  • Sdraiati di Michele Serra (Feltrinelli)
  • San Marino Spa di Davide Grassi e Davide Maria De Luca (Rubettino)
  • Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza di Luis Sepúlveda (Guanda)
  • Alieni a Rimini di Lia Celi (NdA Press)
  • Per dieci minuti di Chiara Gamberale (Feltrinelli)
  • Caravaggio segreto di Stefano Zuffi (Rizzoli)
  • Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno di Berthoud Ella (Sellerio)
  • La cena di Natale di Io che amo solo te di Luca Bianchini (Mondadori)
  • Zavagliando di ‘Autori vari’ (Tipografia Faentina Editrice)
  • Barbarico di Giovanni Lindo Ferretti (Mondadori)

MONDADORI – Piazza Tre Martiri, 6 – RIMINI e.mail: mftremartiri@gmail.com

  • La strada verso casa di Volo Fabio (Mondadori)
  • Ricordati di vivere di Claudio Martelli (Bompiani)
  • Gli sdraiati di Michele Serra (Feltrinelli)
  • L’oroscopo 2014 di Paolo Fox (Cairo)
  • E l’eco rispose di Hosseini Khaled (Piemme)
  • Sale, Zucchero e Caffè di Bruno Vespa (Mondadori)
  • Una sera a Parigi di Barreau Nicolas (Feltrinelli)
  • Hunger games di Collins Suzanne (Mondadori)
  • Una Repubblica senza patria di Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano (Mondadori)
  • Giocare da uomo. La mia vita raccontata a Gianni Riotta di Zanetti Javier e Riotta Gianni (Mondadori)

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