La rinascita di Amarcord, a Venezia la pellicola restaurata

Amarcord-pellicola-cinema-veneziaIl film del 1973 diretto da Federico Fellini verrà proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Uno stralcio di 10′ della copia restaurata di Amarcord, “capolavoro assoluto della cinematografia mondiale” diretto da Federico Fellini, sarà proiettato sabato prossimo a Venezia (in sala Volpi) in occasione della Mostra del Cinema di Venezia.

Il restauro della pellicola, reso possibile dalla passione di molti, dalla Cineteca di Bologna a Yoox.com, da Warner Bros., a Cristaldi Film, al Comune di Rimini, è stato un lavoro “attento, lungo, per certi versi complicato”. Amarcord, secondo il Sindaco di Rimini, è “un capolavoro senza tempo, l’opera di un genio grazie al quale le apparentemente circoscritte cronache di una piccola provincia sono diventati pezzi di un romanzo di formazione in cui ci si può riconoscere a Roma o New York o Tokio”.

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes nel 1974, è considerato tra i 100 film italiani da salvare. Il restauro della pellicola è stato eseguito presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata nel 2015.




Aeroporto, da gennaio il Fellini rimette le ali

di LUCA RIGHETTI

TransaerofelliniriminiQuando si parla dell’aeroporto di Rimini e della lunga odissea che ne ha interessato da diversi mesi il destino, mettere la parola fine sembra quasi un’impresa titanica. Ne avevamo già parlato nel luglio scorso, quando sulla scena si erano affacciate le quattro cordate interessate alla gestione della struttura aeroportuale, con la scelta ricaduta alla fine su Airiminum. Questa volta pare proprio che si sia arrivati al capolinea, anche se il dubbio – l’esperienza ce l’ha ampiamente dimostrato – resta lecito.

Il 3 dicembre scorso infatti si è svolto l’incontro decisivo davanti al Prefetto di Rimini, Claudio Palomba, a cui hanno preso parte l’Enac, la Curatela Fallimentare, Airiminum, l’Aeroclub, le Forze di Polizia, l’Agenzia delle Dogane, i Vigili del Fuoco e i Corpi militari di stanza in aeroporto, certamente sollecitato dalla durissima lettera inviata ad Enac dall’amministratore di Airiminum, Leonardo Corbucci, in cui si accusava il Curatore Fallimentare di Aeradria, Renato Santini, di aver agito in regime di ostruzionismo contro la riapertura definitiva dello scalo riminese.

Nella lettera Corbucci poneva il dito tra l’altro sulla condizione della strumentazione del Fellini, dichiarando come alcuni apparecchi fossero da sostituire, altri richiedessero cospicui interventi di manutenzione e riparazione, ed altri ancora dovessero superare collaudi tecnici, ritenendo pertanto esorbitante la richiesta di 2 milioni di euro per il loro acquisto avanzata da Santini.

La grossa novità è intervenuta martedì scorso con l’emissione da parte di Enac del Decreto di decadenza di Aeradria, assegnando la riconsegna dei beni strumentali allo stesso Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e dando di fatto il via libera alla gestione del nuovo Fellini da parte di Airiminum.

Con tale atto – spiegano dalla Prefettura – “comincia una nuova e decisiva fase del percorso intrapreso per ridare completa operatività all’aeroporto Fellini”. “Enac – continua la nota prefettizia – ha precisato che è già stato costituito il team di certificazione e che il cronoprogramma stilato ha ritmi serrati, con tempistiche attualmente rispettate da parte della Società Airiminum”.

Il prefetto Palomba, nell’auspicare la ripresa di un rapporto di distesa e serena collaborazione tra le parti in campo, ha ricordato che l’attività di certificazione dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre con la riassegnazione all’aeroporto di tutte le forze dell’ordine in stanza nello scalo, sancendo di fatto la ripartenza ufficiale dell’hub romagnolo entro gennaio.

Il vero nodo da sciogliere ora, una volta riaperto definitivamente il Fellini, è come muoversi per fare ritornare dalle nostre parti i tanti operatori russi (compagnie aeree e tour operator) che, approfittando dell’impasse riminese, sono migrati verso altri lidi, quelli marchigiani in primis.

A cominciare dal tour operator russo “Pac Group” altri hanno infatti già stretto accordi commerciali con Aerdorica, la società di gestione del “Sanzio” di Ancona, che rischia di diventare la vera nuova spina nel fianco di Corbucci e soci. Scommettiamo che non è finita qui?




Aeroporto, la lunga odissea del “Fellini”. C’è tempo fino al 31 ottobre

di LUCA RIGHETTI

A che punto siamo? Quando si parla dell’aeroporto Fellini è questa la domanda che si fa la maggior parte dei riminesi. La netta sensazione è quella di aver perso per cosi dire il bandolo della matassa, tra fallimenti, rinvii legali, sequestri, offerte al rilancio e dichiarazioni di vario genere.Transaerofellinirimini
Una vera e propria odissea, che non si sa se e quando avrà fine. A dire il vero una scadenza c’è già stata. Quella del 14 luglio, data fissata per la presentazione di un doppio bando di gara per l’aggiudicazione dello scalo romagnolo. Doppio il bando dicevamo: da una parte quello promosso da Enac, l’Ente Nazionale Aviazione Civile, che ha in concessione le strutture dell’aeroporto come la pista di rollio, e dall’altro quello promosso dal crac di Aeradria, la precedente società di gestione, dichiarata fallita il 26 novembre scorso.

Di buste, a Roma, ne sono arrivate 4, tutte all’Enac, nessuna invece per Aeradria.
“Me lo aspettavo – ha affermato il curatore Renato Santini – ora devo capire come muovermi. Io resto in carica fino al 31 ottobre, data di scadenza anche degli ammortizzatori sociali. L’Enac in teoria ha 180 giorni di tempo per valutare le offerte pervenute, ma io spero faccia prima”. Il bando di gara per la concessione della pista – l’unico dicevamo ad aver ricevuto offerte – conteneva criteri stringenti per l’ottenimento dei punti necessari a “passare il turno”, tutti incentrati sulla presenza di un chiaro piano di investimenti, economico, finanziario e organizzativo, con lo scopo di rilanciare a lungo termine la struttura aeroportuale e garantirsi cosi la concessione trentennale.

Ma da chi provengono le offerte? La prima porta il nome della cordata di imprese formatasi nel 2013 con il nome di Consorzio per lo sviluppo dell’aeroporto Rimini – San Marino insieme al Consorzio Abn A&B Network con all’interno una decina di aziende gravitanti nel settore aeroportuale. La seconda busta contiene l’offerta dell’imprenditore americano Robert Halcombe, a capo del Sovereign Group, con sede in Virginia, che fece già l’offerta per l’aeroporto Ridolfi di Forlì. Terza offerta è quella della società “Riminum” gestita da un gruppo di dottori commercialisti romani, quarta ed ultima busta è quella dei russi di Novaport, una newco che vanta quote in ben sette scali dell’ex Unione Sovietica.

Quello che ci si augura nei corridoi del Fellini è che chi si aggiudicherà la concessione per la pista faccia richiesta per una trattativa privata che possa integrare almeno una parte dei dipendenti permettendo l’operatività giornaliera dello scalo riminese. “Credo sia la strada più probabile che sarà percorsa – continua Santini – anche perché dal fallimento decretato lo scorso novembre a oggi l’attività di Aeradria è stata risanata. Da fine aprile tutti i 78 dipendenti sono rientrati dalla cassa integrazione e abbiamo anche assunto 17 interinali per far fronte al picco di domanda estivo. Stiamo lavorando a pienissimo ritmo”.

Di certo c’è che il rilancio del Fellini e l’uscita da questo annoso impasse interessi non a pochi soggetti, sia pubblici che privati. Se Rimini vuole mantenere un ruolo centrale quale hub turistico, non solo d’estate ma durante tutto l’anno, la presenza di un aeroporto funzionante e in salute non può che essere auspicata. Presto, possibilmente.

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Al circo di “Al Meni” in arrivo a Rimini chef da tutto il mondo

reportagedi MILENA ZICCHETTI

Avevamo anticipato la notizia il 30 marzo scorso, adesso l’evento è lì dietro l’angolo. E i promotori si sono fatti pure immortalare con la mano sul cuore. Sì, perchè il 21 e 22 giugno prossimi per mettere in scena ‘Al Méni – le cose fatte col cuore e con le mani‘, una due giorni culinaria, le mani diventano uno strumento indispensabile e fondamentale. Che uno chef, mentre cucina, deve saper usare unite al cuore. Così “in passerella” ci saranno dei veri e propri “big”: 12 grandi chef dell’Emilia Romagna, affiancati da altrettanti fra i più promettenti giovani chef del pianeta. In un particolarissimo remake del felliniano Otto e Mezzo in chiave enogastronomica ambientato in “un grande tendone da circo di 1500 metri quadri che sorgerà proprio nella rotonda di Piazzale Fellini” anticipa il sindaco di Rimini Andrea Gnassi “proprio davanti al Grand Hotel di Rimini, tanto amato dal Maestro”.

A fare da guida, lo chef internazionale tre stelle Michelin, Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, vincitore del White Guide Global Gastronomy Award 2014. Gli chef prepareranno per l’occasione e in diretta, particolari piatti a prezzi accessibili (5 euro a piatto) utilizzando principalmente i prodotti tipici della regione in quanto perchè “l’obiettivo sarà proprio quello di valorizzare le eccellenze enogastronomiche emiliano romagnole e quegli artigiani e contadini che hanno tutte le carte in tavola per portare la regione a grandi livelli”. La presenza di giovani e talentuosi cuochi, è un altro dettaglio tutt’altro che trascurabile. Anzi, “insieme alle delizie della terra” dice Bottura “i giovani sono il futuro dell’alta cucina, ma per crescere è importante che conoscano per primo il lavoro dei contadini”.

Sarà proprio lui ad inaugurare l’evento, sabato 21 giugno alle ore 11:30, affiancato (secondo voi poteva mancare?) dal sindaco Andrea Gnassi e Oscar Farinetti, patron di Eataly. Ma i riflettori saranno puntati in modo particolare sugli show cooking degli chef stellati provenienti da ogni dove. A fare da padroni di casa, i migliori chef dell’Emilia Romagna: dallo stellato Paolo Raschi del Ristorante Guido di Miramare all’unica chef donna della kermesse, la piacentina Isa Mazzocchi, da Alberto Faccani del Magnolia di Cesenatico a Riccardo Agostini del Piastrino di Pennabilli; poi ancora da Claudio Cesena da Piacenza al nostrano Piergiorgio Parini che, con la sua Osteria del Povero Diavolo di Torriana è tra i primi 10 ristoranti d’Italia nella guida de L’Espresso; da Piero di Diego del Don Giovanni a Ferrara a Silver Succi del Quartopiano di Rimini, poi ancora il creativo chef faentino Fabrizio Mantovani e Max Mascia, l’erede della 40ennale tradizione del San Domenico di Imola.

Sarà presente inoltre il bolognese doc da generazioni, come ama definirsi, Max Poggi e il giapponese Takahiko Kondo, Sous chef dell’Osteria Francescana di Modena. Tra gli chef ospiti: Virgilio Martinez da Lima che, con il suo Central Restaurant, è al 15esimo posto nella lista dei 50 migliori del mondo e il giovane chef Simone Tondo che, con il suo bistrot di soli 24 coperti, “Le Roseval” a Parigi, è stato eletto ‘meilleure table de l’année 2013’ dalla guida Le Fooding. E poi ancora Cristian Puglisi, inserito da pochissimo dal Wall Street Journal nella lista dei dieci chef emergenti d’Europa under 30 e al numero 53 della lista dei migliori chef al mondo, una stella Michelin; David Jesus da Lisbona, premiato Chef de L’Avenir the most promising chef of the year dall’Accademia internazionale di gastronomia; Dario Puglia, Sven Wassmer, Ricardo Chaneton, Matt Orlando, Matthieu Rostain-Tayard, Leandro Carreira, Tomas Kavcic. Evento nell’evento, domenica 22 giugno, il Grand Hotel aprirà i suoi cancelli e metterà a disposizione il suo giardino che, per l’occasione, diventerà teatro di uno speciale picnic: il ‘Déjeuner sur l’herbe’, dove si potrà degustare, su prenotazione, la colazione pic nic preparata da Claudio di Bernardo, chef del Grand Hotel.

Lungo tutto il tratto del lungomare, sarà inoltre allestito un mercato a cielo aperto dove protagonisti saranno i piccoli e i grandi produttori agricoli, creando una sorta di percorso del gusto dove i visitatori potranno scegliere, assaporare e portarsi a casa le eccellenze del territorio: dal parmigiano reggiano all’aceto tradizionale di Modena, dal culatello di Zibello al prosciutto di Parma, dai salumi Piacentini alla frutta di varietà riscoperte, piada e squacquerone, i pesci del nostro mare, i funghi del nostro Appennino, lo scalogno migliore del mondo, il riso delle pianure ferraresi. Tra questi non potevano mancare i produttori di vini e di birre di qualità: una selezione di circa cento etichette di vini regionali, servite al bicchiere da esperti sommelier e una selezione di birre artigianali tra i migliori produttori selezionati dalla guida delle birre di Slow Food proposte dai mastri birrai in persona. E poi ancora, artigiani e creativi allestiranno spazi unici in cui mostrare gli oggetti frutto delle loro idee e la loro realizzazione pratica unendo innovazione e artigianalità. Si tratta di Matrioska, il ‘lab-store itinerante’ dell’artigianato, del design e degli antichi e nuovi mestieri. Vedete voi se potete resistere a tutto questo ben di dio. Per informazioni e prenotazioni: 0541.53399

Al Meni è un evento verso Expo 2015 ideato e promosso da Massimo Bottura, Comune di Rimini, Regione Emilia Romagna. Promosso da: CheftoChef emiliaromagnacuohi e Slow Food Emilia-Romagna, Progetto Postrivoro, Apt Servizi Emilia Romagna, Città d’arte Emilia Romagna, Costa Adriatica Emilia Romagna. In collaborazione con: La banca del vino, Rimini Street Food, Strada dei vini e dei sapori di Rimini e di Forlì e Cesena, MatrioskaLabStore. Sponsor: Hera, RiminiFiera, Quarto Piano, Piacere Modena. Sponsor istituzionale: Anci per Expo 2015. Sponsor tecnico: Electrolux, Pentole Agnelli.

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Nella Roma de La Grande Bellezza lo spirito di Fellini

paolo-sorrentino-oscar-2014di ALBERTO BIONDI

Erano cinque i candidati all’Oscar per il Miglior Film Straniero: Alabama Monroe, Il sospetto, The missing picture, Omar e lei, La Grande Bellezza, il film evento di Paolo Sorrentino che a qualche ora dall’alba (sul nostro fuso orario) si è aggiudicata la tanto sperata statuetta d’oro. Un trionfo che, sebbene i cantori di professione hanno già attribuito “al cinema italiano”, è piuttosto merito di un regista fuori dagli schemi e lontano dai cliché tipici della nostra industria cinematografica. Segno che quando i film vengono girati con lo spirito dell’artista, e non del botteghino, i risultati arrivano. Sì, perché La Grande Bellezza rientra a pieno titolo nella categoria dei cosiddetti “film d’autore”, pellicole che non si limitano a raccontare una storia, ma lo fanno seguendo una precisa ricerca di stile che finisce poi per acquistare risalto rispetto ai meccanismi della sceneggiatura. Regia, musiche, fotografia, suggestioni: questo, assieme alle vedute mozzafiato di Roma, la performance di Toni Servillo ha incantato la giuria degli Academy Awards ed è tutta farina del sacco di Sorrentino. Un po’ come per Fellini, quando il nostro cinema permette a registi coraggiosi e visionari di esprimere al massimo le proprie capacità, anche noi italiani sappiamo aggiudicarci i trofei più prestigiosi.

Il vicepresidente della Provincia di Rimini Carlo Bulletti ha commentato: “Poche ore fa a Los Angeles, accanto a Paolo Sorrentino, tutto il mondo ha potuto notare la presenza discreta, lì sul palco, del riminese Federico Fellini. Lo ha notato nelle emozionate parole del regista, premio Oscar per ‘La grande bellezza’: “Ringrazio le mie fonti di ispirazione Federico Fellini, Martin Scorsese, Diego Armando Maradona, Roma e Napoli”. Lo ha notato nella singolare coincidenza temporale: il film di Sorrentino si aggiudica l’Academy Award per la migliore pellicola in lingua straniera esattamente 50 anni dopo l’analogo riconoscimento per uno dei capolavori assoluti del Maestro, ‘Otto e mezzo’. Lo ha notato sbirciando una delle tante statistiche snocciolate al momento: dei 14 Oscar per il film straniero aggiudicatisi dall’Italia dall’istituzione del riconoscimento, ben 4 portano sulla targhetta il nome Federico Fellini. Un’ulteriore sfumatura riminese ha caratterizzato la notte delle premiazioni: nel dicembre 2010 a Paolo Sorrentino venne consegnato a Rimini il Premio Fellini con una motivazione che idealmente anticipava il trionfo di poche ore fa de ‘La grande bellezza’: “Sorrentino ha saputo comporre un cinema estremamente personale, di costante sperimentazione figurativa. Opere di grande intensità, congiuntamente classiche e contemporanee, segnate dallo speciale sodalizio con un attore, Toni Servillo, che come Mastroianni per Fellini, sa indossare la maschera antropologica di una controversa italianità. Sorrentino si è imposto nel panorama cinematografico internazionale con opere emblematiche e abitate dal senso della perdita che già abitava la grande poetica felliniana. Un cinema di lucido pensiero, intenso e distaccato nel tono e nella forma”. Lo stesso Sorrentino, nel ricevere il premio, dichiarò: “Fellini è il punto di riferimento primario per il fare cinema, anche se mentre uno lo guarda deve non guardarlo perché è inimitabile”. Bulletti ha poi ricordato l’opera di Paolo Fabbri in qualità di direttore dell’Associazione “Fondazione Fellini” nella promozione intelligente dell’opera del Maestro, caldeggiando il ritorno di un simile organo di tutela artistica.

Non possiamo sottrarci al coro di congratulazioni per il successo di Sorrentino (chi ancora non l’avesse visto, da oggi ha un fioretto quaresimale in più…), ma ci auguriamo anche di assistere più spesso ad una valorizzazione del nostro potenziale artistico e culturale che a volte (troppe, purtroppo) lasciamo sgretolare come un muro di Pompei. La “grande” Bellezza ci salverà.

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Il valore di Fellini ben oltre un aggettivo

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di ALBERTO BIONDI

Ogni americano conosce, chi più chi meno, il significato di “dolce vita”. Magari di Fellini non ha mai sentito parlare, ma l’espressione si è ormai radicata così a fondo nel lessico inglese (e internazionale) che chi la utilizza spesso non associa più alcun riferimento al Maestro. Un po’ la stessa sorte toccata ad alcuni aggettivi: “kafkiano”, “proustiano”… richiamano qualcosa anche a chi non ha mai letto “Il processo” o “Alla ricerca del tempo perduto”, perché evocano un idea, un concetto, e tanto basta a farli nostri.

Così, quando l’americano in camicia e cravatta blu ha letto sul Financial Times che “Italy accuses S&P of not getting la dolce vita” (l’Italia accusa Standard&Poor’s di non ottenere la dolce vita), magari non ha pensato a Mastroianni e alla Ekberg nella fontana di Trevi, ma sì alla metafora di un benessere d’altri tempi che oggi appartiene sempre più al mito. Il nostro Paese ha infatti citato la celeberrima agenzia di rating per un rimborso di 234 miliardi di euro (tranquilli, non arriveranno mai) come danno per averci declassato nel 2011 escludendo dalla valutazione il nostro patrimonio artistico e museale. Domanda spontanea: ma allora cosa hanno valutato le calcolatrici di Standard&Poor’s? Alitalia e i pomodori della Terra dei Fuochi? Quello culturale è l’unico bene che ci è ancora rimasto (non preoccupatevi: svenderemo anche quello), ma chiaramente per il mondo della finanza equiparare una colonna del Pantheon o una tela di Tiziano a dei barili di petrolio è solo un gioco aritmetico molto remunerativo.

In una recente dichiarazione, il vice presidente della Provincia di Rimini Carlo Bulletti ha sottolineato come in quei 234 miliardi rientrerebbe anche il tesoro cinematografico italiano e, naturalmente, Fellini. “Per la prima volta il cinema viene posto – in una sede giuridica – nell’empireo canonico dell’arte di tutti i tempi, accanto ai Fori Imperiali e alle ville palladiane. E’ uno sdoganamento storico dal punto di vista più sociale che culturale. […] La seconda riflessione riguarda il rapporto tra il Maestro e il nostro territorio, davanti all’ennesima, clamorosa riprova della ‘potenza’ universale del nome Fellini. L’invito è di pensare in grande e di non continuare ad avvilupparsi nei corto circuiti locali che sinora hanno creato più problemi che opportunità al ‘dispiegamento libero’ di quella forza. Pensare in grande vuol certamente dire la ristrutturazione del Fulgor in corso e la sua trasformazione in Casa del Cinema permanente dedicata a Fellini”.

Come si quantifica il valore economico di un vecchio film capolavoro, o ancor più di un regista che per cause di forza maggiore non esce nelle sale da un po’ di anni? Ristrutturare il suo cinema “simbolo” e trasformarlo nel mausoleo (interattivo) delle sue pellicole è già qualcosa: ottieni uno spazio visitabile che in qualche modo conserva e divulga lo spirito felliniano. Benissimo. Ma come qualsiasi altro prodotto o servizio fa attraverso la pubblicità, anche l’arte si deve promuovere; e le strategie del marketing non funzionano indistintamente quando applicate ad un simile bene. L’arte, anche la settima, “vende”, “produce”, “capitalizza” quando una maggioranza di persone le riconosce un valore. Se manca questo riconoscimento, manca il valore, e affinché sia così c’è bisogno di qualcuno che l’arte la spieghi, la racconti. Per “lanciare il marchio Fellini” come l’amministrazione si auspica, è necessario un retroterra di cultura felliniana che ancora a Rimini non è fiorente. Qualcuno mi deve saper dire il motivo per cui Fellini è un Maestro riconosciuto in tutto il mondo, perché i suoi film sono capolavori dalla regia alla sceneggiatura, sotto un profilo artistico e storico, perché è bene rivederseli. Altrimenti alla Casa del Cinema non metterò piede per il semplice motivo che non ne avrò capito il valore. Durante gli anni della scuola avrei preferito che qualche ora di storia dell’arte o di italiano fosse dedicata a capire Fellini, ma per mille ragioni non è stato possibile. Il mio approccio, come per tantissimi altri giovani, è stato quindi spontaneo, “autodidatta”. Negli ultimi anni qualcosa si sta smuovendo a livello di iniziative pubbliche, il Fellinianno è stato un passo in questa direzione, ma c’è ancora molto da fare specialmente tra le generazioni che, dalla mia in poi, non hanno vissuto Fellini e devono avvicinarvisi. Bulletti, in chiusura del proprio discorso, ha aggiunto che: “In futuro, una volta completati i contenitori felliniani, si dovrà tornare a ragionare anche di una Fondazione Fellini o qualcosa di analogo, che faccia tesoro dei guai dell’esperienza precedente, principalmente dovuti a un’architettura societaria impropria”. Una Fondazione, aggiungiamo noi, che si assuma la responsabilità di raccontare e spiegare il Maestro, di mantenerlo materia culturale viva e non imbalsamata. In fondo, che faccia di “felliniano” ben più di un aggettivo.

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Riparte la rassegna al teatro Verdi

Saludecio festeggia il nuovo anno con appuntamenti in teatro e in biblioteca. La Stagione del Teatro Verdi riprende con “Felliniana, un tributo a Federico tra Musica e Cinema”. Si parte sabato 11 gennaio, alle ore 21, al Teatro Comunale Verdi con il Corpo Bandistico ‘G.Santi’di Colbordolo, diretto da Eduardo Javier Maffei, che presenta “Emozioni felliniane – LA MIA BANDA SUONA IL FILM”.

ettore_scolaIl trinomio Federico Fellini, Nino Rota, Banda “G.Santi” Colbordolo continua ad avere successo e ritorna a Saludecio sul palcoscenico del debutto. Uno spettacolo snello e coinvolgente dove si attraversano le scene più memorabili del Maestro Fellini, soffermandosi sui protagonisti al femminile di tre capolavori cinematografici: La Dolce vita, 8 ½, Amarcord. Il pubblico diventa così spettatore, assistendo ad una sorta di cinema “muto” musicato dal Corpo Bandistico Giovanni Santi di Colbordolo (premiato nel 2011 secondo gruppo bandistico d’ Italia) che esegue le colonne sonore scritte dal Maestro Nino Rota. A dirigere la serata il Maestro Eduardo Javier Maffei, ideatore del progetto, arrangiatore delle colonne sonore e regista dello spettacolo. Con il biglietto della serata sarà possibile entrare gratuitamente alla proiezione del film di domenica 12 gennaio.

Il secondo appuntamento di “Felliniana” è infatti per il giorno successivo, domenica 12 gennaio, alle ore 17, con la proiezione del film di Ettore Scola (foto) “Che strano chiamarsi Federico” con Giulio Forges Davanzati, Tommaso Lazotti, Maurizio De Santis, Ernesto D’Argenio, Giacomo Lazotti, Emiliano De Martino. “Che strano chiamarsi Federico” è un film del 2013, diretto da Ettore Scola, e scritto insieme alle figlie Paola e Silvia. Come lo stesso regista ha dichiarato, il film è “un piccolo ritratto di un grande personaggio”: Federico Fellini. Presentato durante la 70° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2013, è basato sui ricordi personali di Scola e si concentra in particolare sui primi anni della carriera di Fellini: il suo arrivo a Roma, gli inizi come vignettista nella redazione del Marc’Aurelio(dove conobbe tra gli altri proprio Scola), fino al suo primo approdo nel cinema come sceneggiatore. Il film è un “memoir” (in italiano, non a caso, “amarcord”) ed è un tributo all’amico nel ventennale della scomparsa, sceneggiato dal regista ottuagenario Ettore Scola con le figlie Paola e Silvia, e interpretato fra gli altri da Tommaso e Giacomo Lazotti (nipoti di Scola) e da Vittorio Viviani nei panni del narratore e un delizioso cameo di Sergio Rubini. Mutua il titolo da un verso di García Lorca e si sfoglia come un album dei ricordi o uno zibaldone visionario, secondo la formula felliniana del regesto di pensieri, aneddoti, sodalizi, amori. Degno di Collodi il finale, tra le scenografie di Cinecittà.

Sempre domenica, prenderà il via nella Biblioteca comunale “Publio Francesco Modesti” la rassegna “Parole tra Cielo e Terra, tra storia e tradizioni” , una serie di incontri domenicali organizzati dall’ Assessorato alla Cultura nella Sala Polivalente Multimediale . La rassegna prenderà il via con “Vivere con Naturalezza”: un incontro con la dottoressa Loretta Illuminati e il dottor Fabrizio D’Altilia (Associazione OM Saludecio – Psicologia Transpersonale) nel corso del quale verrà presentato il progetto d’incontri “Circoli di saggezza”. L’appuntamento dibatterà sull’ argomento e su come evolverci secondo una nuova visione, recuperando uno stile di vita e di pensiero con le radici ben piantate nelle antiche tradizioni della saggezza e dello spirito, in contatto con la natura e in una rinnovata autenticità. Per informazioni sulle attività culturali: 0541.869719/869721.

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Il Borgo Santa Rita ricorda il Maestro Federico Fellini

fellini_pannello la stradaIl Borgo Santa Rita, associazione dei commercianti di via Castelfidardo e via Michele Rosa, ha organizzato “Amarcord Fellini… Veramente 2.0”, mostra fotografica itinerante nelle vie e nei bar dedicata al film Amarcord. Inaugurata domenica 8 dicembre, resterà per tutto il mese in corso e – si legge in una nota – ricorderà il Maestro Federico Fellini focalizzandosi sull’interpretazione in chiave moderna di alcuni personaggi. Verranno così allestiti dei veri propri set cinematografici per stimolare i ragazzi a confrontarsi con una realtà a loro lontana cercando di cogliere ciò che rende eterna l’essenza di un personaggio.

Come lo scorso anno verrà realizzato un concorso, i vari “set” potranno essere infatti votati sulla pagine facebook del Borgo Santa Rita e il vincitore verrà premiato il 20 gennaio 2014 durante la commemorazione del novantaquattresimo anno dalla nascita del Maestro. Altro momento importante, domenica 22 alle 16 (nell’area Mercato Coperto ingresso via Castelfidardo), perchè ci sarà Francesca Fabbri Fellini che presenterà “A tavola con Fellini. Ricette da oscar della sorella Maddalena”, ricette che il pubblico potrà assaggiare nei bar e nelle gastronomie del Borgo. Per informazioni: 3355368897 info@angolodeimanduchi.it

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Aeroporto, il nuovo Cda atterra al ‘Fellini’

di DOMENICO CHIERICOZZI

Il futuro dell’aeroporto Fellini sarà migliore. E alle categorie economiche riminesi piacerà sicuramente di più. Non tanto perchè Massimo Masini, presidente di Aeradria, lascia l’incarico dopo averlo ricoperto dal 2005. Piuttosto perchè gli investimenti strategici (pari a 22 milioni) sono stati fatti e il ‘Fellini’ è pronto per obiettivi estremamente ambiziosi: 2,5-3 milioni di passeggeri. Grazie ai nuovi voli, come quelli via Mosca che consentiranno di avere passeggeri da e per  Pechino e altre importanti località asiatiche.

“La nostra colpa – ha detto martedì scorso Masini anticipando alla stampa le ultimissime novità su voli e piano industriale – è stata quella di credere che il mutuo di 25 milioni di euro ci fosse accordato”. Insomma, colpa delle banche. Il resto è cronaca. Masini, tuttavia, non parla quasi mai con i toni di un presidente uscente o sconfitto. Ufficialmente, ha spiegato, si prenderà una vacanza poi tornerà alla libera professione di avvocato insieme alla moglie. Pronto a ripresentarsi davanti ai magistrari del Tribunale di Rimini per gli eventuali sviluppi dell’inchiesta aperta sui ‘disordini’ dei conti di Aeradria. Non da uscente, dicevamo. Masini traccia con lucidità gli scenari futuri del ‘Fellini’, parla senza mai abbassare lo sguardo per leggere i pochi appunti, ha tutto ben in mente: ribilanciamento dei mercati esteri (meno Russia e più Nord Europa) ma, soprattutto Cina (ed altre località, come Pechino, Tokyo e Maldive) tramite Mosca.  I rapporti con Transaero, la ‘Mediaset’ russa dei cieli, sono ottimi tanto che i voli su Rimini verranno sicuramente potenziati in modo da garantire arrivi e partenze 7 giorni su 7.

L’andamento dei voli e il piano industriale. “Chiuderemo l’anno con 600 mila passeggeri” dice Masini che passa in rassegna, anno per anno, i numeri degli anni passati rivendicando il record del 2011 quando dai vari gate transitarono 920 mila passeggeri, facendo mangiare la polvere ai rivali di sempre: Forlì (che è andato male) e Ancona (vivo e vegeto e principale concorrente quale scalo di prossimità). Certo non è bastato. In picchiata nel 2012: 795 mila. Altri meriti che il presidente Masini si prende sono relativi all’Atto d’indirizzo per il Piano nazionale dello sviluppo aeroportuale, in cui Rimini risulta tra i 31 scali d’interesse nazionale. Del nuovo piano industriale trapela poco. Quello che è certo è che, in base ai nuovi conti, nel 2014 si tornerà già  il segno positivo nel margine operativo. E che da ora in poi, dichiara Masini, “si terranno in considerazioni solo voli in grado di generare saldi positivi”. Basta partite strane. 

Maurizio Tucci

Il nuovo cda di Aeradria. Ecco il nuovo. L’Assemblea dei Soci di Aeradria ha provveduto al rinnovo del Consiglio di Amministrazione. Il nuovo presidente sarà Maurizio Tucci (foto), che attualmente è amministratore delegato di Ams (azienda del gruppo Alitalia). A sedere con lui alla ‘tavola rotonda’ Riccardo Fabbri (nominato da Enti locali), Ascanio Martelli (nominato da Enti locali), John Mazza (nominato da Altri Azionisti), Maria Cristina Pesaresi (nominata da Regione Emilia Romagna) che ricoprirà anche l’incarico di vicepresidente. Il nuovo Collegio dei Revisori dei Conti sarà invece composto da Andreina Zelli (presidente, designata da Ministero delle Finanze), Alessandro Bellanti, Silvia Ceccarelli (designata da Ministero infrastrutture), Maurizio Carlo Burnengo e Paolo Gasperoni. Supplenti: Rosanna Cenni, Mauro Nini. “Il rinnovato Consiglio di Amministrazione – commenta la Provincia (ex socio di maggioranza) – ha l’obiettivo e lo scopo di completare l’iter amministrativo, scandito da precisi step indicati dall’autorità giudiziaria. Contestualmente opererà per ridefinire natura, missione e posizionamento di un’infrastruttura nazionale e internazionale- nei mesi scorsi inserita dal Governo italiano tra i 31 aeroporti di interesse per il Paese-, strategica per ogni programma o pianificazione di sviluppo a breve, medio e lungo termine del territorio riminese. Tutto questo sino all’approvazione del Bilancio 2013, una tempistica in linea con quanto necessario attuare per rafforzare la società e dare seguito ai contenuti indicati nella richiesta di concordato preventivo in continuità aziendale, dichiarata formalmente aperta dal Tribunale di Rimini in data 23 luglio 2013.” A loro spetterà dunque il compito di far decollare il ‘Fellini’ e mantenerlo finalmente in quota. Sperando in buoni accordi con le varie compagnie aeree, nelle mani di Rodolfo Vezzelli, riconfermato nel suo ruolo commerciale.

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M5Stelle, pronta l’azione di responsabilità sul “Fellini”

Il 28 giugno 2013 è stata depositata la richiesta di consiglio tematico sull’aeroporto Fellini. Lo scrive la consigliera di minoranza del M5Stelle Carla Franchini (foto). Che specifica. “Nei successivi 20 giorni dovrà essere convocato il consiglio comunale. In quell’occasione il M5S presenterà apposita delibera per l’azione di responsabilità dei soci nei confronti del consiglio di amministrazione.” Si parla ovviamente di Aeradria, la società che gestisce lo scalo aeroportuale, attualmente ancora “sospesa” tra procedura fallimentare e nuovo concordato. © RIPRODUZIONE RISERVATA