Il sindaco Claudio Battazza rimpasta la sua giunta

claudio-battazza-morciano-giunta-rimpasto-2015Il 29 maggio scorso, come vuole la prassi, gli assessori in carica hanno rimesso il mandato al sindaco. Nell’arco di qualche ora, il sindaco Claudio Battazza (foto) ha provveduto a nominare i nuovi assessori e ad attribuire le deleghe ai consiglieri comunali. Nel consiglio comunale del 28 maggio Filippo Ghighi, primo dei non eletti, prende il posto del dimissionario Corrado Montanari. Il consiglio comunale ha ratificato la staffetta all’unanimità. A Corrado Montanari è andato il ringraziamento del sindaco e di tutti i gruppi politici per l’impegno e il lavoro svolto nei sei anni di mandato.
Rispetto alla vecchia squadra Battazza vi sono due conferme, il vice sindaco Stefano Dradi (con deleghe ad Affari generali, Affari legali, Edilizia privata ed Urbanistica) e Ivan Tagliaferri (Rapporti con l’Unione Valconca, Riorganizzazione istituzionale e dei servizi in ambito sovra-comunale e Semplificazione amministrativa. Entrano in giunta l’attuale consigliere comunale Claudia Corsini con deleghe al Commercio, Attività economiche e produttive, Eventi e politiche giovanili e, in qualità di assessore esterno, Federica Giannei alla quale sono state attribuite le deleghe all’Istruzione e politiche educative, Edilizia scolastica, Servizi sociali e welfare.

 

Escono dalla giunta Stefania Gostoli ed Evi Giannei (quest’ultima permane nella sua qualità di consigliere comunale), zia della Federica. Le deleghe attribuite ai consiglieri comunali sono così suddivise: Corrado Bernabei (Lavori pubblici, patrimonio, ambiente e politiche per la casa), Filippo Ghigi (Cultura e Bilancio), Matteo Gobbi (Sport, mobilità, viabilità e parcheggi), Michela Morganti (Pari opportunità). Rimangono in capo al sindaco le deleghe al Personale e alla Sanità, vista anche la vicenda della casa di Cura “Montanari” che il primo cittadino intende seguire in prima persona. “Ad un anno dalle elezioni che hanno visto la riconferma alla guida dell’amministrazione di Morciano di Romagna della Lista ‘Morciano Futura’ – commenta il sindaco Battazza – io e gli altri componenti del gruppo abbiamo svolto una riflessione molto approfondita circa la necessità di apportare alcuni cambiamenti alla compagine di giunta. Lo abbiamo fatto perché ce lo eravamo ripromessi al momento delle elezioni, in seguito alle quali tutti insieme avevamo stabilito che a far partire il nuovo mandato sarebbe stata la squadra uscente ma che dopo un anno avremmo valutato qualche avvicendamento che permettesse di dare responsabilità a persone nuove. Io credo che tra i compiti di un amministratore non vi possa essere unicamente il governare e l’amministrare la cosa pubblica, ma anche il dovere ‘civico’ di aiutare a crescere una nuova classe dirigente, cosa della quale oggi ne sentiamo un gran bisogno. Nel dibattito politico è frequente il richiamo al ‘lasciar posto ai giovani’ poi però occorre che questo non rimanga un assunto di principio ma che sia un comportamento realmente praticato, ed è ciò che ci proponiamo di fare noi oggi a Morciano, con un’ottica che vuole essere sempre di più indirizzata ad un orizzonte più ampio di quello dei confini comunali, perché gli amministratori dell’oggi e del domani dovranno necessariamente ragionare in termini sovracomunali sia per l’esercizio delle funzioni e dei servizi che per future operazioni di fusione tra i comuni stessi, perché quello deve essere il nostro obiettivo”.

 

“Nei restanti quattro anni di mandato, e ci auguriamo anche dopo – continua Battazza – vogliamo lavorare proprio su questo e lo vogliamo fare mettendo in campo energie giovani e fresche, con la piena condivisione ed il supporto di chi fino ad oggi ha lavorato in amministrazione con ruoli di primo piano, perché anche solo mettendosi al servizio di chi si accinge ad iniziare una nuova esperienza si assolve a quel ‘dovere civico’
al quale facevo accenno prima. Voglio ringraziare tutto il gruppo della disponibilità dimostrata, ma in particolare Stefania Gostoli ed Evi Giannei per il prezioso e straordinario contributo dato in questi sei anni perché sono davvero state dei pilastri di questa amministrazione e sono certo che la loro esperienza sarà messa a servizio di chi si accinge ad iniziare oggi un lavoro in loro sostituzione”.

 

Andiamo a vedere chi sono i volti nuovi. Claudia Corsini. Eletta in consiglio comunale alle elezioni amministrative 2014, ha ricoperto fino ad oggi l’incarico di consigliere delegato alle Politiche ed eventi giovanili. 29 anni, laureata a Bologna in Sociologia con Magistrale specialistica in gestione ed organizzazione delle politiche e dei servizi sociali, ha appena terminato un Master Anci (associazione nazionale comuni d’italia) in Pubblica Amministrazione. Federica Giannei. Figlia di Romeo, grande capo dell’Ausl di Rimini Sud 38 anni, psicologa e psicoterapeuta, madre di una bimba di 5 anni. Impegnata in attività sociali e di volontariato con esperienza lavorativa come psicologa dal 2007 al 2009 presso l’Ausl di Rimini, ha partecipato alla conduzione dello sportello psicopedagogico dal 2004 al 2012 presso l’Istituto comprensivo Valle del Conca di Morciano e da diversi anni collabora con il centro per le famiglie distrettuale, essendo referente della sede di Morciano e, dallo scorso anno, anche di quella di Riccione. Dopo le elezioni del 2014, come nella natura delle cose e degli uomini, non mancarono le polemiche sulla scelta degli assessori. Ora sarà stata la stessa cosa.




Verso il voto alle regionali, come e chi si elegge

Regionali 2014_RN_FAC SIMILEMazzanti Maurizio (Liberi cittadini), Bonaccini Stefano (PD, SEL – Sinistra ecologia libertà, Emilia-Romagna civica, Centro democratico Democrazia solidale), Fabbri Alan (Lega Nord,Forza Italia, Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale), Quintavalla Maria Cristina (L’Altra Emilia-Romagna), Gibertoni Giulia (Movimento 5 stelle) e Rondono Alessandro (Ncd). Sono sei i candidati al ruolo di presidente del consiglio regionale per l’Emilia Romagna chiamata domenica prossima 23 novembre al voto e che coinvolge a Rimini 115.720 (elenco completo dei candidati consiglieri in fondo alla pagina) in 143 sono le sezioni elettorali.

Come si vota. Per votare è necessario recarsi ai seggi muniti di un documento d’identità valido e la tesserea elettorale. Per il ritiro delle tessere elettorali non consegnate e per il rilascio dei duplicati l’Ufficio elettorale di via Marzabotto 25 rimarrà aperto nelle giornate di venerdì e sabato con orario continuato dalle ore 8 alle ore 18, domenica 23 dalle ore 7 alle 23. A disposizione dei cittadini co sono anche le delegazioni anagrafiche dell’ex Circoscrizione 6 (Villaggio 1° Maggio – Via Bidente, 1/P), dell’ex Circoscrizione 5 (Viserba – Via Mazzini, 22), dell’ex Circoscrizione 3 (Miramare – P.zza Decio Raggi, 1) aperte al pubblico anche venerdì e sabato dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e domenica 23 novembre 2014, giorno delle elezioni, dalle ore 7 alle ore 23. Ci sarà un’unica scheda sulla quale esprimere sia il voto per la candidata o il candidato presidente, sia il voto per le liste concorrenti. Si può esprimere il voto per una candidata o un candidato presidente e per una lista collegata. Se si esprime solo il voto a una lista, questo si estende automaticamente anche alla candidata o candidato presidente collegati. Si può esprimere anche solo il voto a una candidata o candidato Presidente non collegati (il cosiddetto voto disgiunto). Si possono esprimere uno o due voti di preferenza per i candidati nella medesima lista. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Elenco completo dei candidati consiglieri. Ferri Stefania (Cesena, 14/05/1980), Novelli Andrea (Santarcangelo di Romagna RN, 13/11/1972), Pari Sauro (Rimini, 01/09/1949) per la lista civica Liberi cittadini (candidato alla presidenza Maurizio Mazzanti). Nutrito gruppo nelle file del Pd, Sel e la lista civica Emilia Romagna Civica: Ariotti Barbara (Rimini, 17/06/1968), Pulimanti Giancarlo (Roma, 22/09/1942), Rinaldi Danilo (Rimini, 07/07/1982), Zavoli Cinzia (Rimini, 10/08/1960) Alvisi Sonia (Rimini, 01/08/1985), D’Andrea Christian (Cesena, 05/07/1977), Pruccoli Giorgio (Verucchio RN, 11/01/1968), Rossi Nadia (Rimini, 06/02/1974), Bossoli Stelio (Pesaro, 11/03/1950), Bottiroli silvia (Tortona AL, 01/08/1978), Giordano Emanuele (Rimini, 20/02/1974), Sanchi Anna Maria (Cattolica RN, 26/02/1956). Per loro il candidato alla presidenza è Stefano Bonaccini. Rivolgendo lo sguardo al centro destra per FRatelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia troviamo Renzi Gioenzo, (Rimini, 12/04/1946), Brandi Federico (Rimini, 21/01/1994), Carrano Vanessa (Romini, 09/04/1995), Colombo Beatriz (Rimini, 13/03/1978), Galli Brunoangelo (Novafeltria RN, 08/03/1979), Bossari Cristiana (Novafeltria RN, 14/05/1961), Cecchini Marco (Rimini, 09/11/1967), Lombardi Marco (Rimini, 06/06/1956), D’Amico Francesca (Bologna, 31/08/1990), Fabbri Licia (Riccione RN, 14/08/1975), Russo Angelo (Foggia, 18/12/1987). Il loro candidato è Fabbri Alan.

Pazzaglia Fabio (Rimini, 15/11/1973), Tonini Annarita (Rimini, 25/06/1972), Valentini Sergio (Rimini, 10/06/1952) e Garattoni Morena (Rimini, 12/04/1961) sosterranno il candidato Quintavalla Maria Cristina di L’Altra Emilia Romagna. Per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle i candidati al consiglio sono Battistel Fausto Antonino (Milano, 21/05/1965), Sensoli Raffaella (Rimini, 06/04/1981), Monti Stefano (Rimini, 18/09/1970) e Cipolletta Elena (Frisa CH, 16/02/1967). Candidato alle presidenza Gilia Gibertoni. Infine Di Campi Addolorata detta “Ada” (Brindisi, 22/06/1965), Gaudenti Simona (Cattolica RN, 07/03/1968), Giudici Eraldo (Saronno VA, 10/11/1952) e Monticelli Ivan (Rimini, 13/01/1965) nelle lsite del Nuovo Centro Destra sono in corsa al consiglio per il candidato Alessandro Rondoni.




Patrizia Rinaldis alla vicepresidenza della Camera di commercio

Il clima nei corridoi dell’ente è certamente migliore. Scongiurata la mannaia sul taglio del 50% del diritto camerale già dal 2015 (quello che le aziende iscritte o annotate nel Registro delle Imprese pagano alla Camera di commercio che comunque sarà gradualmente ridotto), il Consiglio della Camera di commercio di Rimini oggi ha eletto la nuova Giunta e il vice presidente che per il quinquennio 2014-2019 sarà Patrizia Rinaldis (nella foto di gruppo al centro con tutti i menbri).

patriziarinaldisvice2La Giunta dell’Ente camerale eletta (che passa da 9 a 8 membri) è la seguente: Alessandro Bonfè (in rappresentanza del Commercio), Roberto Brolli (Cooperazione), Massimo Crociati (Artigianato), Massimo Gottifredi (Cooperazione), Gianni Indino (Commercio), Anacleto Melara (Agricoltura), Patrizia Rinaldis (Turismo), Luca Vici (Industria). La Giunta, si legge in una nota, ha  iniziato la propria attività cominciando ad affrontare l’importante lavoro che attende la Camera di commercio nel sostegno delle imprese e delle attività economiche del territorio. L’Ente camerale conferma quindi tutti i suoi impegni, forte anche della diluizione del taglio del diritto camerale nel triennio 2015-2017 (35% nel 2015; 40% nel 2016; 50% nel 2017), inizialmente previsto del 50% già a partire dal 2015. Una risoluzione, dichiara l’ente, che garantisce alla Camera di commercio di Rimini di poter operare per la promozione del sistema imprenditoriale della provincia di Rimini, seppure a fronte di minori entrate economiche.

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Riziero Santi è il nuovo Presidente dell’Unione dei Comuni della Valconca

Con l’85,7% dei consensi (18 voti a favore e 3 astensioni, un assente giustificato e due consiglieri di Montefiore assenti alle operazioni di voto) Riziero Santi è il nuovo presidente dell’Unione dei Comuni della Valconca. “Tutti insieme, sindaci in testa, siamo alla guida di una comunità di oltre 28 mila abitanti e non rivendicheremo assistenzialismo da parte di nessuno – ha detto Santi nel suo intervento. – Ma metteremo in campo tutte le nostre potenzialità e peculiarità per competere alla pari ai massimi livelli politico istituzionali locali, regionali e nazionali”.

unionevalconca2014Uno dei primi passi – ha aggiunto Santi che anche primo cittadino a Gemmano – sarà quello di avviare il lavoro per il Piano Strategico di Vallata per affermare una nuova vision di governo, organica ed unitaria, con l’adozione di moderni strumenti di pianificazione come il masterplan strategico e il Piano Strutturale di Vallata, aderendo da subito all’Associazione nazionale delle realtà strategiche, ReCS, oggi parte dell’Anci. I comuni si presenteranno unitariamente attraverso l’Unione all’appuntamento con i finanziamenti europei (Fesr, Sviluppo Rurale e Fondo Sociale Europeo) oltre che sui progetti di sviluppo locali, EXPO, ecc. In Consiglio si sono costituiti i gruppi Consiliari.

Quello di maggioranza che ha sostenuto l’elezione del Presidente si è dato il nome “Valconca Unita” ed ha come capogruppo Ivan Tagliaferri di Morciano e vice Alice Bucci di Montescudo. Presidente del Consiglio dell’Unione è risultata eletta Laura Perilli di San Clemente e Vice presidente Alessandro Renzi di Montegridolfo. Dell’Unione fanno parte 8 dei 9 comuni che la compongono in quanto solo Saludecio è momentaneamente fuori per scelta dell’amministrazione precedente all’attuale.

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Vasco Errani condannato si dimette, siamo senza governatore

“E’ un momento di amarezza. Non parlo di me. Parlo della Regione, perché il mio compito è tutelare l’istituzione, il suo onore, la realtà pulita e di esempio a tanti che è questa Emilia-Romagna” scrive Errani a pochi minuti dalla notizia della condanna a 1 anno per falso ideologico (senza interdizione dai pubblici uffici) annunciando le sue dimissioni da presidente della Regione. La faccenda Terremerse “chiude”, nel peggiore dei modi, una carriera che per Errani in viale Aldo Moro è iniziata nel 1999. Prima l’assoluzione QUI LA NOSTRA NOTIZIA, oggi la condanna e l’annuncio del ricorso in Cassazione.

vascoerranicondannato1_fotorepubblica.itErrani precisa anche: “Non si faccia nessuna confusione: quanto subisco io personalmente non diventi fango per l’istituzione. Per questo intendo rassegnare subito le mie dimissioni, e nel farlo rivendico il mio impegno e la mia onestà lungo tutti questi anni. E la mia piena innocenza anche in questo fatto specifico. Piena innocenza. Dunque annuncio subito che presenterò ricorso affinché prevalga questa semplice verità. Le mie dimissioni sono dunque puramente un gesto di responsabilità. Ad esse unisco il ringraziamento a collaboratori, istituzioni, organi dello Stato, forze sociali ed economiche, perché con tutti c’è stata una collaborazione significativa e costruttiva. A tutti, ancora grazie ed un augurio di buon lavoro”.

Con le dimissioni si va al voto e secondo diverse battute di agenzia molti assessori sarebbero già negli uffici di Viale Aldo Moro. Secondo ‘repubblica.it’ con il governatore dimissionario sarebbe la vicepresidente Simonetta Saliera a reggere la Regione fino al voto.

Con la massima tempestività arrivano i primi commenti. Con una dichiarazione congiunta il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, e il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi vanno al sodo e dicono: “Lo diciamo con estrema chiarezza: Vasco Errani è una persona onesta e perbene. Chiunque lo conosca sa che Vasco Errani ha sempre messo avanti nella sua attività politica, amministrativa e nella sua vicenda umana il rispetto delle istituzioni, la competenza, la passione, l’impegno, un grande rigore etico. Le sentenze si devono rispettare, ma è altrettanto vero che il corso della giustizia deve essere compiuto fino in fondo affinché emerga- come peraltro è avvenuto durante il primo grado di giudizio- l’assoluta correttezza del suo operato”.

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“Noi Riccionesi”: idee per una città che cambia

“Effetto Riccione – Gli Stati Generali della città” è l’incipit del “grande progetto di dialogo e ascolto della città” promosso dall’associazione politica e culturale “Noi Riccionesi” che vedrà venerdì prossimo al “Volta” il suo avvio ufficiale con una pletora di relatori. Tre le sessioni previste: tessuto urbano e sostenibilità, servizi sociali e vivibilità, turismo e competitività. Un programma, assicurano gli organizzatori, che “offrirà tantissimi spunti di riflessione per ripensare il futuro non solo prossimo della città”. In ordine di sessione interverranno: Lea Ermeti (architetto urbanista), Gialuca Arlotti (architetto urbanista), Alessandro Franco (progettista urbanista), Andrea Matteoni ( architetto progettista), Giancarlo Faina (geologo), Sauro Pari (Fondazione Cetacea). Inoltre: Giuseppe Ciampoli (Istituto Alberghiero Savioli), Giorgio Galavotti (Caritas Riccione), Giorgio Leardini (Direttore d’orchestra), Simona Pirotti (Counselor), Eugenio Casadei (Rappresentante degli studenti dell’Istituto Savioli), Marcello Regno (Adriatletica), Luciano Achilli, Pietro Cavallaro, Franco Tentoni (Operatori della Solidarietà). Infine, per turismo e competitività, prenderanno la parola Gilberto Fuzzi ( Cooperativa bagnini di Riccione), Bruno Bianchini (Associazione Albergatori di Riccione), Stefano Caldari (ConfCommercio Riccione), Fabrizio Vagnini (Confesercenti), Davide Galvani (Presidente CNA), Emanuela Castellani (Confartigianato), Ezio Filippucci(Associazione bar e ristoranti da spiaggia), Alberto Gnoli (consulente di marketing turistico), Giorgio Galavotti (Associazione Riccione Teatro), Davide Brullo, (giornalista), Vincenzo Leardini (albergatore), Giancarlo Arcangeli (albergatore), Maurizio Damerini (Autodromo di Santa Monica). “Stiamo attraversando la crisi economica peggiore dal dopoguerra” – scrivono i promotori di Noi Riccionesi – e abbiamo bisogno di risposte alte, di qualità su alcune questioni fondamentali per il futuro della nostra città, perché abbiamo bisogno di un percorso che sia tutto meno che autoreferenziale”. Quanto al programma, attualmente in fase di elaborazione, al centro c’è sicuramente l’interesse per un rilancio complessivo del settore turismo.

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Si parte con la Valmarecchia del futuro

 

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di DANIELE BARTOLUCCI

C’erano una volta Malatesta e Montefeltro a contendersi il primato lungo il fiume. Poi con l’avvento dell’Unità d’Italia la storia ci ha consegnato per un secolo la “bassa” e “alta” Valmarecchia, divise da un confine che i cittadini hanno deciso di cancellare con il referendum del 2006 e dal 2009 il territorio è tornato sotto un’unica bandiera, quella dell’Emilia Romagna. Ma non ancora unito, almeno fino a primo gennaio del 2014, quando, salvo colpi di scena, partirà la nuova Unione dei Comuni che ricomprenderà tutti gli undici enti fino ad oggi divisi tra Comunità montane e vecchie Unioni.

AI NASTRI DI PARTENZA  – Per la verità ai nastri di partenza saranno in dieci, visto che come scelto (con un altro referendum a inizio ottobre) Poggio Berni e Torriana daranno vita, in contemporanea, alla nascita della prima fusione di Comuni della Romagna, dopo che Savignano e San Mauro hanno scelto di No, in attesa che gli ammiccamenti tra Verucchio e San Leo favoriscano se non un muovo “matrimonio”, almeno un primo fidanzamento. Un doppio battesimo, insomma, per l’Unione a 10 e per Poggio Torriana (così si chiamerà infatti il nuovo Comune). Ma non sarà per tutti una festa: questa è pur sempre l’Italia dei “mille campanili” e decidere di buttarne giù dieci (o undici) in una volta sola è impresa ardua.

NUOVE REGOLE – Ci sono da stabilire, e lo stanno facendo i vari consigli comunali, le nuove regole dell’ente, come ad esempio la rappresentatività dei vari Comuni: perché se è vero che il nuovo Consiglio dovrebbe essere costituito da 22 consiglieri più un presidente, è anche vero che i vari Comuni potranno contare su “quote voto” diverse a seconda della grandezza, come è il caso di Santarcangelo che con 4 consiglieri (2 di maggioranza e 2 di minoranza) avrà ben 15 “quote voto” su un totale di 51 (34 di maggioranza e 17 di minoranza). Ma anche le funzioni associate rappresentano un rebus: la normativa regionale lascia infatti un po’ di spazio di manovra ai singoli Comuni, nello scegliere ad esempio di associarsi solo con alcuni e non con tutti. Ma questo comporta poi un calcolo complesso per il costo e le spese degli stessi, da suddividere poi tra chi ci sta. Ed è su questo piano che ora si sta discutendo nei Consigli comunali, dopo oltre due mesi di discussioni all’interno delle Commissioni. Nel nuovo statuto, insomma, dovranno essere inserite tutte queste cose, che per certi versi (si pensi all’Altavalmarecchia) rappresentano delle novità assolute. Così come di novità assoluta si parla per lo statuto del futuro Comune di Poggio Torriana: una volta che la Regione approverà la legge della fusione, scatteranno i due mesi finali per gli amministratori per redigere lo statuto e consegnarlo nelle mani del Commissario prefettizio che subentrerà alle due amministrazioni odierne (affiancato dai due sindaci, però) fino alle prossime elezioni. Già, quelle elezioni dove quasi tutti gli stessi Comuni (esclusi dalla competizione Novafeltria e Pennabilli che lo faranno nel 2016) dovranno rinnovare sindaci e consiglieri comunali. Anche per questo l’attuale dibattito e “gestazione” rappresenta un passaggio politico anche in vista di questa tornata elettorale.

LA CAMPAGNA ELETTORALE – Una tornata che si preannuncia già prima ancora che parta la campagna elettorale, un unicum nella storia della Valmarecchia: ben tre Comuni degli otto che predisporranno le urne, arriveranno all’appuntamento guidati da un Commissario. Santarcangelo, che ha visto cadere in Consiglio comunale il sindaco Mauro Morri; Casteldelci, che dopo l’arresto del sindaco Mario Fortini ha visto anche le dimissioni dei consiglieri comunali proprio in queste settimane; Poggio Torriana, che per scelta dei cittadini, dal 1 gennaio vivrà una transizione “prefettizia”. Insomma, ci sarà da “pedalare” per tutti, sia per chi deve recuperare credibilità sia per chi volesse approfittare della debolezza dell’avversario. Sarà una competizione serrata, perché disegnerà non solo il futuro dei singoli Comuni, ma anche la futura composizione dell’Unione a 10, che sarà, dovesse venire abolita la Provincia, l’organo decisionale più “pesante” della zona.

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D’Andrea: “Sono state solo elezioni politiche”

di CLAUDIO CASADEI

Chiediamo a D’Andrea se davvero si senta una causa della sconfitta del suo partito.

“Gli stessi esponenti del M5S hanno dichiarato che si trattava di un voto politico e non amministrativo; in effetti non mi pare si sia votato per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale. Mi è dispiaciuto vedere che un giornale come ‘la Piazza’ abbia fatto un’analisi così grezza, superficiale ed errata esponendo considerazioni di carattere personale più che politiche. Una brutta caduta di stile. I risultati per le elezioni amministrative le vedremo l’anno prossimo”.

Nemmeno il suo titolare vota come lei… la considera un’anomalia?

“Considero questo modo di pensare stupido e forse, anche pericoloso. Non credo che il mio datore di lavoro abbia bisogno di consigli su come votare… Ripeto che quell’articolo è stato una brutta caduta di stile. Preferivo il vostro giornale quando si presentava con dei ragionamenti, anche critici, e non con delle affermazioni che sembrano il programma elettorale di qualche gruppo estremista”.

Dopo dieci anni, come può dimostrare alla gente del suo comune che lei lavora ancora sodo?

“Ma chi se le inventa queste assurdità? Assolutamente nessuna stanchezza del ruolo, se stanchezza c’è, è esclusivamente fisica ed è dovuta all’impegno e al lavoro profuso soprattutto nella gestione di un Comune importante. Non è certo facile amministrare, ma comunque è una cosa che mi onora e di cui non mi sono certo mai pentito. Ho piena consapevolezza che in questo periodo si stanno giocando partite importantissime per il nostro comune; proprio quelle partite che garantiranno la possibilità di investimenti per i prossimi 15/20 anni. Il tutto perché abbiamo sempre agito con grande lungimiranza e virtuosità, non occorre urlare le cose, è sufficiente farle”.

Battazza e lei: maestro e allievo o tandem di potere?

“Claudio per me è un amico e da anni un prezioso collaboratore. In questa fase ci troviamo anche ad amministrare due territori importanti della vallata. Abbiamo avuto ruoli diversi in passato ma abbiamo sempre condiviso obiettivi e battaglie per questo territorio. Per quanto riguarda il Pd noi ne siamo una parte, ovviamente. Per fortuna il nostro è un partito che ha regole interne ed una democrazia che permette a tutti di esprimere idee e pensieri e offre a tutti la possibilità di un confronto”.

Lavoro dipendente, sindaco e studio fino ad una laurea, ci svela il segreto della produttività?

“…quando si ha un obiettivo, la fatica passa in secondo piano e si procede con entusiasmo quotidiano nell’affrontare le varie questioni. Non c’è un segreto, ma la consapevolezza di non lasciarsi mai intimorire dai problemi, che invece vanno affrontati uno alla volta, e uno alla volta si possono risolvere con assoluta lucidità.

L’accusa peggiore: non ha realizzato il suo programma per buona parte…

”Sono andato a riprendere il programma elettorale e vorrei capire a cosa si riferisse chi ha scritto l’articolo; probabilmente l’odio politico, a volte, annebbia la mente e manipola la realtà. Facendo i conti con il periodo che stiamo attraversando, di grave recessione economica e crisi di carattere anche sociale dove il comune ha ben poche responsabilità, l’anno prossimo lascerò un Comune molto cresciuto rispetto al passato. I meriti sono da condividere con tanti. Le colpe, se ve ne sono, me le assumo senza problemi e ci mancherebbe che non possa aver sbagliato qualcosa, ma sempre in buona fede, nella gestione della cosa pubblica. Onestamente trovo poco elegante elencare i tanti successi dell’amministrazione che rappresento, in brevissimo, come l’apertura della biblioteca “Tasini”, l’idea del teatro comunale “Villa”, il completo restauro di tutte le mura malatestiane del capoluogo, l’apertura dell’asilo nido, gli interventi di messa in sicurezza su numerose strade comunali e non, la casa dell’acqua, l’area produttiva della Valconca, unica in Provincia di Rimini ad essere a un passo dalla partenza con tutti i passaggi tecnici e amministrativi compiuti a tempo di record, una riorganizzazione della macchina comunale che ha dato i suoi frutti, la prossima riapertura del cantiere del ponte sul Conca…, la riqualificazione del centro sportivo, e tutto questo con i bilanci ridotti all’osso e il patto di stabilità che vincola ogni scelta. I nostri interventi sulla crescita hanno portato a mantenere tre aziende sul territorio che rappresentano eccellenze nel loro settore, Mec3, Ceramica del Conca e Ghigi; il nostro apporto alla loro espansione ed, in qualche caso, alla loro sopravvivenza è stato fondamentale ed oggi occupano complessivamente oltre 600 persone. E poi quello che abbiamo in cantiere ossia l’allargamento del cimitero a S. Andrea in Casale, la riqualificazione urbana dell’area di fronte al Teatro Villa, la sistemazione di alcune varianti urbanistiche, la creazione di numerose aree verdi e interventi consistenti sui plessi scolastici, compreso la riutilizzazione di parte delle ex scuole elementari. Senza dimenticare, inoltre, la creazione dell’Azienda di servizi alla persona che ha consentito la salvaguardia di un enorme patrimonio del nostro comune e che rappresenterà nei prossimi anni la vera ancora di salvezza per i nostri investimenti futuri. Questo è un aspetto che passa molto in sordina ma credo che meriti un approfondimento. Il mondo intorno a noi sta cambiando; ad oggi stiamo discutendo di livelli di governo che non prendono più neanche in considerazione l’esistenza dei comuni. E proprio in quest’ottica a San Clemente si fanno miracoli ma, anche su questo mi piace procedere senza squilli di tromba, mi interessano di più i risultati. Mi permetta ancora una riflessione: dobbiamo cercare di capitalizzare di più quello che viene fatto. E non per un ritorno politico ma per un ritorno sociale, culturale ed identitario del nostro comune; dove l’identità però non vuole dire chiudersi dentro un campanile ma capire che siamo parte di un sistema. Abbiamo una stagione teatrale di livello, abbiamo tante manifestazioni, un ottimo centro sportivo, spazi e risorse, abbiamo molti esercizi commerciali di qualità e tanti ne stanno nascendo! Ora occorre che anche la cittadinanza prenda coscienza di questi aspetti e partecipi a questo sistema.

Grillo al 41%. Un bel colpo di fortuna non essere ricandidabile?

“Ma figuriamoci! Ogni tornata elettorale ha le sue particolarità. Ho vinto con il 53% nel 2004 e col oltre il 57% nel 2009 e le assicuro che non erano tutti voti del Partito democratico. E allo stesso tempo avevamo il centro destra al governo del paese. Questo per dire che ogni tornata elettorale, in particolare quella amministrativa, è una tornata a sé stante. In quanto ai grillini, io apprezzo a prescindere chiunque fa politica e chi si occupa di amministrazione. Mi spiace però che, ad oggi, di programmi ne vedo ben pochi;

Che ruolo avrà nel partito o per il partito allo scadere del suo mandato?

“Sarò, come sempre, a disposizione. Spero di poter dare un contributo anche in nuovi campi, che però mi consentano sempre di poter fare qualcosa per il mio territorio. Vede, è evidente che la politica sia stata interpretata da qualcuno come volano per interessi personali; io ho una visione completamente diversa: fare politica vuol dire occuparsi esclusivamente della tutela dell’interesse pubblico e so che la maggioranza di chi fa politica condivide questa visione. Se avrò la possibilità di poter fare ancora qualcosa per il mio paese, il mio pensiero non cambierà.

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Elezioni, manuale per un voto razionale senza ipocrisie. di Ecci

LA VIGNETTA DEL MESE Fiore all'occhiello della prima pagina della Piazza in edizione cartacea, quella di febbraio non poteva che essere dedicata alle urne. Buon voto a tutti.

di Ecci

Una campagna elettorale che spesso si trasforma nel Paese dei balocchi. C’è il grande burattinaio che la butta lì: niente Imu. Niente tasse. Ci potrebbe aggiungere, anche donne e champagne. E baldoria tutto l’anno. Solo che non verrebbe preso sul serio. Ma come dicono i contadini: senza soldi non si canta neppure messa. E dove si attingono i soldi per l’ospedale quando ci si ammala, per le scuole dei figli, per i parchi, per le piscine, per le strade, per le pensioni, per i monumenti? Un cittadino consapevole dovrebbe mandare al diavolo il pifferaio magico che dal ’94 promette lustrini e cuccagna. E poi quando ha il potere cambia le carte in tavola e pensa ad altro. Data l’età dovrebbe optare a come sollazzarsi con il tempo che il Signore o la natura gli ha concesso in prestito. Perché come dice qualcuno sul lungo periodo siamo tutti morti.

Manuale per un voto razionale senza ipocrisie

Quelle del 24 e 25 febbraio sono elezioni decisive per il futuro dell’Italia, ma sono solo interlocutorie rispetto ai nuovi assestamenti destinati a ridefinire la geografia politico-partitica. Il voto è un bene prezioso della democrazia, la sua sacralità sta nella garanzia del suo esercizio. Il voto ideale da tempo, si dice, non esiste più, sempre più spesso si sceglie il meno peggio. Allora il voto dovrebbe essere interpretato come uno strumento pragmatico per premiare chi è più vicino al proprio sentire e contrastare l’avversario. Dunque il voto come strumento è un voto pro e contro. Un buon criterio sarebbe quello di favorire le persone oneste e preparate, anche al di là dei simboli partitici, ma questa legge elettorale impone di votare solo candidati designati dalle segreterie. Le primarie che hanno coinvolto qualche milione di cittadini le ha fatte solo il Pd e il centrosinistra.

Tutti i commentatori dicono che alla Camera la partita sia chiusa, mentre tutto si giocherebbe al Senato, in modo particolare in Lombardia, Campania e Sicilia. Lo sbarramento alla Camera è del 4% con premio di maggioranza al partito-coalizione che ottiene più voti su scala nazionale. Al Senato lo sbarramento è l’8% secco con premio di maggioranza regione per regione. Tutti i partiti puntano ad azzoppare una vittoria piena del centrosinistra, concentrando liste e propaganda sul Senato. Lo fa il Pdl (è l’unico che ancora può sperare di vincere le elezioni) per rientrare nel gioco di governo, lo fa Monti perché vuole rimescolare trasversalmente le carte nelle coalizioni (col pensierino di ritornare a fare il presidente del Consiglio, magari con un nuovo governissimo), lo fa Ingroia per sperare in un condizionamento da sinistra (alla Camera è probabile che riesca farcela a superare il 4%, ma al Senato i sondaggi lo danno competitivo solo in Campania. Dunque nel resto delle regioni i suoi voti sono, brutalmente parlando, buttati via. Va riconosciuto però ad Ingroia di avere coalizzato in un unico simbolo, tutto quello che era rimasto dell’Idv, Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi, per dare una prospettiva più credibile).

Siccome la matematica non è un’opinione, il voto come strumento pragmatico richiede una piccola e facile riflessione: chi voglio fare vincere? Chi assolutamente voglio che non vinca? Se si vuole fare vincere il centrosinistra o il centrodestra non va disperso il voto ad altre liste minori che non sono in coalizione con i due maggiori partiti: Pd e Pdl. Al Senato, in particolar modo in Lombardia, Sicilia e Campania, ogni voto sottratto al centrosinistra va a favorire l’ingovernabilità del Parlamento favorendo nuove maggioranze, compromessi… col rischio nefasto di nuove elezioni anticipate (lo spread non è un’opinione!). La maggioranza in Senato prevede 158 seggi, ma per governare con un minimo di tranquillità ce ne vogliono un’altra decina (Pd-Sel, con almeno tre regioni in bilico, dai sondaggi, ne otterrebbero 143/145). Conti alla mano l’unica alleanza fattibile di governo diventerebbe Pd-Centro-Monti. Significativo è un recente sondaggio del Corriere della sera: per il dopo elezioni il 75% vede un governo Bersani-Monti.

Nell’augurare a Rivoluzione civile di Ingroia il superamento del 4% alla Camera, la sua insistenza al Senato conferma la tradizionale vocazione masochista della sinistra (Pd-Sel compresi), dove i rancori e i personalismi spesso dettano l’agenda politica. C’è anche il voto “contro tutto e tutti” di Grillo che sottrae voti un po’ a tutti gli schieramenti, ma anche all’astensione (e questa è una buona cosa). Che effetto avrà sul nuovo Parlamento? Intanto qualcuno ricorda maliziosamente che tre anni fa il pugno di voti ottenuti dal M5S “regalarono” la regione Piemonte al leghista Cota. Poi c’è il voto ideale di pura testimonianza (rassicura la propria coscienza ma può fare anche danni) col quale si possono ottenere risultati opposti a quelli sperati o dichiarati. Esempio: Rivoluzione civile è contraria a Monti, ma senza una vittoria piena di Pd-Sel al Senato, l’alleanza con Monti diventa inevitabile. Non potendo puntare su una propria affermazione (oltre l’8% al Senato pertanto col rischio di non avere senatori), per Rc coerenza e interesse sarebbe votare in massa Sel per rafforzare nel centrosinistra la componente anti-Monti.

Va riconosciuto che Monti è l’unico che porta via voti a Berlusconi. Senza di lui e la rottura dei centristi dalla casa madre Pdl, non ci sarebbe stata partita: Berlusconi avrebbe già stravinto. Infatti con grande abilità è riuscito ad unire tutti i cocci, e anche di più, di un centrodestra che sembrava allo sbando. L’“incantatore di serpenti” sta giocando il tutto per tutto.

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Elezioni, tutti i candidati della provincia di Rimini

La provincia di Rimini dovrebbe spedire a Roma 4-6 parlamentari. Sono certi Emma Petitti (7^ in lista) del Pd e Sergio Pizzolante (2° in lista) del Pdl. Ha buone probabilità di farcela Tiziano Arlotti (21°) del Pd. Qualche  possibilità, in caso di risultato eccezionale, invece per Filippo Giorgetti (Pdl). Sicura per Giulia Sarti (M5S) e buone possibilità per i suoi compagni di partito Tommaso Della Motta e Marco Affronte
Gli altri sono solo di bandiera e aiutano le rispettive coalizioni a raccogliere suffragi. Ecco tutti i candidati della provincia di Rimini alla tornata elettorale del 24 e 25 febbraio:

PD
Camera: Emma Petitti  e  Tiziano Arlotti
Senato: Elisa Marchioni e Daniele Imola

SEL
Camera: Fabrizio Bagnolini, Assunta “Susy” Sorvino
Senato: Fabrizio Pulimanti

CENTRO DEMOCRATICO
Camera: Salvatore Epiceno Senato: Rita Olivieri e Quinto Maioli

MOVIMENTO 5 STELLE
Camera: Giulia Sarti, Tommaso Della Motta, Antonio Scarponi, Francesco Costantini, Massimo Manduchi
Senato: Marco Affronte, Antonella Bartocci, Fausto Antonino Battistel

PDL
Camera: Sergio Pizzolante, Filippo Giorgetti, Nicola Marcello Senato: Franca Mulazzani,

LEGA NORD
Camera: Paolo Ricci, Elena raffaelli, Matteo Zoccarato
Senato: Alberto Bizzocchi, Vito Vangelisti

MIR
Camera: Fabio Fraternali, Massimo Bordoni
Senato: Marco Lombardi, Laura Muti, Stefano Gori, Andrea Berardi, Alessandro Pulis

FRATELLI D’ITALIA
Camera: Gioenzo Renzi, Daniele Apolloni, Luciano Bordoni, Alessandro Pracucci
Senato: Marina Mascioni

LA DESTRA
Senato: Rosario Zangari

RIVOLUZIONE CIVILE
Camera: Michela Militano, Maria Luisa Ciurtia
Senato: Mario Galasso

MONTI
Camera: Walter Pasini, Maurizio Grossi
Senato: Mauro Ioli, Alessia Tonini

UDC
Camera: Gabriele Galassi

FLI
Camera: Pasquale Barone, Edda Negri Mussolini, Valter Ciabocchi, Marta Mengozzi, Donatella Moretti