Addio al calcestruzzo nel trasporto ferroviario. Greenrail di Ecopneus pronta a conquistare 120 paesi nel mondo

traversinagomma-greenrailDal calcestruzzo alla plastica riciclata. Le traversine utilizzate per poggiare i binari del trasporto ferroviario, pare abbiamo un futuro molto green. Addio ai materiali tradizionali (in passato si è anche utilizzato il legno) e avanti tutta con la gomma riciclata da pneumatici fuori uso. La novità è stata presentata nei giorni scorsi a Ecomondo (oggi ultimo giorno di fiera) e vede il coinvolgimento di Ecopneus (società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso PFU) e della start up siciliana Greenrail e pare che stia riscuotendo successo in tutto il mondo.

“Il nuovo concept di traversina ferroviaria innovativa e sostenibile – si legge in una nota diffusa –  rappresenta l’unica sostituta ecosostenibile delle traverse in calcestruzzo, standard attuale del mercato mondiale. La sua innovazione si concretizza sia nell’utilizzo di plastica riciclata e polverino di gomma ottenuto dal riciclo di pneumatici fuori uso, che nell’integrazione di sistemi per la produzione di energia e la trasmissione di dati. A livello economico si riducono del 50% i costi di manutenzione delle linee ferroviarie e si aumenta la durata del prodotto (50 anni contro i 30/40 del calcestruzzo. Per ogni km di linea armata con traverse Greenrail™ si contribuisce a recuperare 35 ton di pneumatici fuori uso e 35 ton di plastica”. Il nuovo concept di Greenrail sbarcherà sul mercato nel 2016, ma le richieste di realizzazione sono già “numerosissime”, al punto che Greenrail ha depositato il brevetto in più 120 Paesi.

 




Ecco cosa c’era alla Eco Pfu di Sassofeltrio

Un incidente durante gli ultimi lavori di bonifica dello stabile. Il dolo, ovvero che qualcuno abbia intenzionalmente appiccato il fuoco, è un’ipotesi per ora esclusa. Sarebbe questa, al momento, la causa del grave incendio divampato due giorni fa nell’area dell’ex sito di stoccaggio di pneumatici fuori uso (Pfu) a Sassofetrio (PS). Più chiara invece la posizione della Ecopneus di Milano. L’azienda ha ritenuto opportuno contattarci per alcune precisazioni rispetto a quanto scritto ieri nel nostro pezzo di cronaca (QUI). Perchè, al di là della dinamica dell’incidente, avendo cercato e trovato scritto in una delibera del comune di Sassofeltrio dell’avvenuto sgombero del materiale inerte nel giugno scorso, è sorta inevitabilmente la domanda: che cosa ha alimentato un così intenso incendio?

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La zona geografica dell’incidente e Sassofeltrio (contrassegnato con la A). I fumi hanno raggiunto anche la vicina Valconca.

Ecco che cosa ci ha scritto la Ecopneus. “Ecopneus ha prelevato tra Giugno e Luglio 2013 dal sito di Sassofeltrio tutti i pneumatici fuori uso presenti nell’area” per “un totale di 1.979 tonnellate”. Per portare a termine questa operazione – specifica l’azienda italiana leader del settore – è stato necessario il coinvolgimento di tre aziende partner per le attività di raccolta che hanno effettuato oltre cento missioni di automezzi per liberare il sito nei tempi previsti.

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Il sito prima dello sgombero (foto Ecopneus www.ecopneus.it)

I costi delle operazioni di prelievo e recupero – scrive ancora Ecopneus – sono stati circa 235 mila euro e sono stati sostenuti completamente da Ecopneus, senza nessuna ricaduta né per i cittadini, né per le casse comunali. Le spese a carico della Pubblica Amministrazione, necessarie e funzionali all’espletamento delle operazioni da parte di Ecopneus, hanno riguardato per lo più aspetti logistici e organizzativi come ad esempio apertura e messa in sicurezza del sito per permetterne l’accesso agli addetti, il personale di sorveglianza e l’energia elettrica. Rispetto invece alla possibilità, ipotizzata sempre nel nostro articolo, che all’interno del sito ci fosse ancora del materiale, questa è la replica. “Se nel sito, al momento dell’incendio, vi fossero state ancora i cumuli di pneumatici fuori uso le conseguenze per la salute dei cittadini dell’area e per l’ambiente sarebbero stati di gran lunga più importanti e preoccupanti”. La situazione è più nitida e nessuna resposabilità sembrerebbe esserci a carico della Ecopneus in base a queste dichiarazioni. Certa invece è la spesa, questa sì a carico dei cittadini del Comune di Sassofeltrio: 25.894,00 per le sole operazioni di carico dei pneumatici.

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