Caccia, il “canto di morte” dei richiami vivi: Arlotti, Petitti e Pizzolante votano “in coro”

wwfriminirichiamiviviPolitica locale “distratta”. I deputati riminesi Emma Petitti, Tiziano Arlotti (PD) e Pizzolante (NCD) “hanno votato in coro” decretando la mancata abolizione della pratica della caccia agli uccelli migratori con l’uso dei richiami vivi. A farlo notare sono gli ambientalisti del Wwf di Rimini. Questa pratica, spiegano in una nota – è legale e implica la cattura di uccelli selvatici di varie specie, il loro imprigionamento in minuscole gabbiette in condizione di maltrattamento assoluto, la reclusione al buio per mesi sopportando vessazioni che spesso giungono a mutilazioni, torture come l’accecamento operato con le saldatrici o la somministrazione di ormoni e/o droghe, in un panorama di diffusa illegalità col solo intento di stimolarne il canto. Un canto di morte però, perché queste povere bestie, disorientate dalle sevizie, serviranno, all’apertura della stagione di caccia, a richiamare con il loro cinguettio disperato, altri uccelli simili a loro, portandoli a portata di doppietta in un tiro a segno senza tregua, sparo dopo sparo. Ebbene, questa pratica vergognosa, anti-storica e che confligge con ogni tipo di etica o morale pubblica, che va a porre ulteriore pressione sulla già debolissima fauna migratoria, in declino in tutta Europa e Nord Africa, è, per i nostri tre deputati amici dei cacciatori e per i loro partiti, assolutamente moderna, lecita e sostenibile. Poco importa se per tale vergogna nazionale è in corso un’indagine per l’apertura di una procedura di infrazione presso l’Unione europea in quanto in palese contraddizione della direttiva comunitaria Uccelli.”

La dura nota conclude con l’auspicio che i tre deputati diano il loro contributo per “ribaltare la decisione al Senato” dove i loro colleghi discuteranno a breve la medesima proposta trasversale di abolizione. Nella fotogallery alcuni esempi di animali vivi utilizzati come richiamo per i loro simili poi destinati ad essere abbattuti dai cacciatori (foto Wwf Rimini).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

[maxgallery id=”30139″]




Caccia in deroga, pronte le azioni legali

Il WWF Emilia Romagna a muso duro contro il rischio di aggiramento delle norme. L’associazione ambientalista – apprendiamo da una nota – ha infatti inoltrato ai presidenti delle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena una diffida a rilasciare pareri o interpretazioni non dovuti in merito alla caccia in deroga. Il rischio sarebbe – secondo il WWF, quanto già accaduto nelle passate annate venatorie. Ovvero norme che consentano ai cacciatori di aggirare il provvedimento regionale e praticare ‘in deroga’ l’attività di caccia.

Se la situazione si verificasse anche in questa annata – scrive il riminese Lorenzo Bruschi responsabile caccia del WWF Regionale – il WWF Regionale valuterà di intraprendere ogni azione legale che si riterrà necessaria nei confronti dei responsabili. Questo perchè – spiega Bruschi – la Regione è l’unico soggetto titolato per legge a disciplinare l’esercizio delle deroghe ed il provvedimento della regione Emilia Romagna (D.G.P. 979/2013) è già sufficientemente chiaro a consentire ai cacciatori di intervenire per limitare i danni alle culture sensibili. Si ricorda – scrive ancora Bruschi – che il provvedimento della regione Emilia Romagna, in conformità con il parere ISPRA e con la Direttiva Comunitaria 209/147/CE, pone una serie di parametri entro i quali l’attività venatoria alla specie storno debba essere considerata lecita, fra cui il divieto di usare richiami di qualsiasi tipo e che l’attività venatoria sia condotta in prossimità di “appezzamenti” di culture realmente passibili di danno con frutto pendente, nessuna altra cultura fittizia è considerata lecita, come invece accaduto in passato grazie a interpretazioni “ingiustificatamente estensive”. In conclusione, con questa diffida – afferma Lorenzo Bruschi del WWF – si intende porre freno al beffarsi sistematicamente delle norme che tutelano la fauna selvatica e alla farsa della caccia in deroga con il bonsai, come accaduto lo scorso anno, dove i singoli cacciatori oltre al fucile in spalla, si portavano appresso pure un olivo in vaso “da difendere”, al fine di giustificare la loro caccia allo storno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




Vitali e Santi braccati dalla petizione online

Le indagini sono ovviamente in corso. Nel frattempo se ne parla e i toni epistolari si sono fatti subito duri tra Carlo Morigi di Arcobaleno Onlus (Associazione protezionistica degli animali) e il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali. Il rimando, inevitabile, al sindaco di Gemmano neo eletto Riziero Santi, primo cittadino della terra dove si sono svolti i fatti.

Il 15 giugno alle ore 22,47 – secondo la ricostruzione di Carlo Morigi – alcune (pare due) guardie venatorie con 2 colpi di carabina sulla strada Provinciale Onferno hanno impallinato e ucciso Sandy, una gatta. Il fattaccio ha ovviamente sin da subito scatenato numerose polemiche. Tutt’altro che pretestuose per un gesto di inaudita violenza considerato che l’arma si la stessa della caccia al cinghiale. Tanto da lanciare una vera e propria petizione tramite una nota piattaforma online che ha raggiunto la quota di 1130 sostenitori. I temi sono due: la sicurezza dei cittadini e l’attività venatoria nei confronti della caccia alla volpe.

Il presidente Vitali, che non è solito evitare i problemi, risponde. Ma la replica, piuttosto tecnica poco concreta e rifugiata nel burocratese, anziché placare gli animi, ottiene l’effetto contrario. Anche perché la presenza di testimoni rende i fatti piuttosto chiari. “Vi sono testimonianze di abitanti nella zona che quella stessa sera ed alla stessa ora nella strada Provinciale Onferno ed a ridosso di case abitate , girava un gruppetto di guardie venatorie per la caccia autorizzata alla volpe” chiarisce in un passaggio la petizione. Vogliamo sapere – si legge ancora – quale Ente ha autorizzato queste persone a praticare questo tipo di attività venatoria durante le ore notturne. Si pensa fossero Guardie Venatorie volontarie; se così fosse queste dovrebbero sapere che è vietato sparare a centocinquanta metri dalle case. E che una legge penale (articolo 638) punisce severamente, anche con la reclusione, chi danneggia o uccide gli animali domestici; dunque, l’assassino o gli assassini della gatta Sandy hanno violato due volte la legge. Altrettanto importante è sapere se l’ autorizzazione data a queste persone è stata preceduta dalla valutazione di incidenza, indispensabile per la caccia autorizzata alla volpe. Se vi è stata nel caso gemmanese una approvazione da parte dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che, per legge, è l’unico ente scientifico autorizzato a rilasciare pareri alle amministrazioni locali in merito alle scelte di gestione faunistica.

Su questa vicenda – continua il rappresentante dell’associazione – vogliamo che la Provincia di Rimini ci dia delle risposte ben precise atte a verificare eventuali responsabilità dell’ente per avere autorizzato queste battute ed auspicando che vengano immediatamente interrotte. Lei afferma – scrive nella replica a Vitali Carlo Morigi – che a tutt’oggi non sono mai stati riscontrati comportamenti irregolari nell’attuazione degli interventi previsti in convenzione ma come può ben constare c’ è sempre una prima volta ed a nostro avviso ci sono elementi probatori sufficienti per sospendere temporaneamente , quanto meno a queste persone, il permesso di svolgere la loro attività di Guardie Venatorie Volontarie per conto della Provincia di Rimini.

Quello che ora le stiamo chiedendo , signor Presidente, è di compiere un atto amministrativo non certamente giudiziario, cosa che non le compete. Non ravvisiamo l’ impossibilità, da parte dell’ Ente da lei rappresentato, di far sospendere subito la licenza, in via cautelativa, alle due guardie venatorie volontarie coinvolte nella spiacevole vicenda. Non vedo motivi perchè lei debba aspettare, come dice, le risultanze dell’ indagine in corso da parte della Procura di Rimini. Qui non si tratta di dicerie o sospetti infondati. Le due guardie erano presenti quella notte di pattuglia a Gemmano ? Si! ed hanno sparato i due colpi dalla via Provinciale Onferno? Si! contro una abitazione privata che distava meno di 50 metri dalla strada? Si! Il problema va ben oltre alla morte della povera gatta Sandy queste persone con la loro sconsiderata azione hanno messo a rischio l’ incolumità dei cittadini. Ora come richiesto telefonicamente alla sua segretaria signora Arcangeli sono a rinnovarle la richiesta di poterla incontrare; non desidero parlare con un tecnico dirigente del settore ma con lei personalmente, le sarò pertanto grato se può fissarmi un appuntamento.” L’ennesimo esempio dell’abisso tra cittadini e politica. (dc)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Certi “giochetti all’italiana”

Ormai è noto a gran parte degli italiani che la caccia agli uccelli migratori sta creando seri problemi nei rapporti fra l’Italia e il resto d’Europa, le varie condanne ricevute dalla Corte di Giustizia Europea sono proprio lì a dimostrarlo. Eppure noi italiani continuiamo a comportarci furbescamente – come abbiamo sempre fatto fino ad ora – anzi, avalliamo comportamenti illegittimi e scorretti, e i nostri enti locali non fanno eccezione. Veniamo alla questione: la Regione Emilia Romagna, per rispondere ai requisiti imposti dall’I.S.P.R.A., a cui l’Europa ha imposto di unificarsi pena sanzioni e tagli ai fondi comunitari, ha stabilito con una Delibera di Giunta Regionale (DGR 1039/2012) che la caccia in deroga allo storno possa essere esercitata esclusivamente senza l’uso di richiami e solo per difendere “appezzamenti” di colture che rischiano di essere danneggiate. I presidenti delle Province della Romagna – Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena – con a seguito alcuni dei loro assessori, non trovandosi d’accordo su quanto stabilito dalla Regione e dall’Europa, 24 ore prima dell’apertura della caccia (al fine di evitare rischi di eventuali impugnazioni), redigono e sottoscrivono un “parere fotocopia”, dove dicono esattamente l’opposto di quanto stabilito dalla Delibera Regionale.

I richiami si possono usare e basta avere “un’unica piantina di frutto”, anche bonsai, per ritenersi legittimati a sparare, quindi non serve alcun appezzamento da “difendere”. Una farsa che permette a chiunque di cacciare liberamente su tutto il territorio e di vanificare la normativa sulla caccia in deroga con relative disposizioni attuative. Il risultato di questo giochetto all’italiana è evidente: la Regione formalmente rispetta quanto richiesto dalla Comunità Europea pur sapendo che in realtà le cose vanno diversamente, le Province  invece accontentano tutti i cacciatori locali smentendo spudoratamente la regione e facendosi beffa di quest’ultima. Le guardie volontarie del WWF, che nella giornata di sabato e domenica hanno eseguito i controlli sulla caccia in preapertura, hanno documentato e sanzionato parte delle roccambolesche e fantasiose trovate dei cacciatori. Alcuni di essi infatti sono stati sorpresi cacciare dai loro appostamenti a fianco di piccole piante di olivo ancora in vaso, sostenendo che quest’ultimi erano i frutteti da difendere. Ora la parola passerà all’Europa, dove il WWF ha intenzione di inviare un documento-denuncia di quanto è accaduto in Emilia Romagna sulla questione “caccia in deroga” e sulla responsabilità degli Amministratori Locali in quanto accaduto.

Lorenzo Bruschi

Wwf Emilia Romagna




Frecce Ticolori, Paddock sulla spiaggia del Grand Hotel

Organizzato dallo storico Aero Club di Rimini e da Giovanni Casadei in collaborazione con l’Aero Club d’Italia, l’Aeronautica Militare e il Comune di Rimini, Flying Days si svolgerà sabato 8 e  domenica 9 settembre. L’evento segna il ritorno a Rimini delle Frecce Tricolori con uno spettacolo da brivido. La location è quella delle grandi occasioni, Marina Centro. Proporio sulla spiaggia del GRand Hotel sarà allestito il PAddock di accoglienza degli importanti ospiti e delle autorità luogo. Posizione consigliata anche per vedere gli show aerei con la migliore prospettiva possibile.

Appuntamento quindi a sabato dalle 16.30 e domenica dalle 14.30 su un fronte spiaggia di oltre due km con i pezzi più pregiati della nostra aeronautica: EFA, un aereo da caccia molto interessante, il Tornado che vola da oltre 20 anni, inoltre il C27, uno straordinario aereo da trasporto bimotore anche capace di acrobazie e per finire l’elicottero HH3F che ha funzione di ricerca e soccorso, un mezzo anfibio perfino in grado di  galleggiare in mare.