Influenza stagionale, in Romagna disponibili 186 mila dosi di vaccino

vaccino-antinfluenzale-2016Sono 186 mila le dosi di vaccino pronte per contrastare una possibile epidemia influenzale stagionale in Romagna (per l’esattezza 186340 di cui 33.890 a Cesena, 36110 a Forlì, 67420 a Ravenna e 49190 a Rimini, con un + 10% rispetto all’anno scorso). Il 98% di queste dosi andrà ai medici di medicina generale. L’anno scorso in Emilia Romagna durante tutto il periodo influenzale “si sono registrati circa 572.000 casi” pari al 13% della popolazione. In Italia le complicanze dell’influenza causano decessi che nell’80% dei casi riguarda persone con età superiore ai 65 anni spesso già affetta da patologie croniche. La vaccinazione – si legge in una nota dell’Ausl Romagna – oltre ad essere un ottimo mezzo per prevenire la malattia, è in grado di ridurre significativamente le complicanze, l’ospedalizzazione e l’eccesso di mortalità nei soggetti maggiormente a rischio, nonché di ridurre la spesa sanitaria e i costi sociali collegati all’epidemia. Il vaccino – dichiara ancora l’Ausl Romagna – “è sicuro, di provata efficacia e generalmente ben tollerato”.

 

Oltre che per i soggetti “a rischio”, la vaccinazione è raccomandata dalle locali autorità sanitarie  anche per categorie di soggetti che pur non facenti parte di gruppi a rischio, sono comunque strategici per il paese in quanto addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo come le forze dell’ordine e protezione civile (compresi i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale), i donatori di sangue, il personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo, il personale dei trasporti pubblici, delle poste e delle comunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza e dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono servizi essenziali.

Il periodo ottimale per la vaccinazione, vista la nostra situazione climatica e l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali precedenti, è quello che va da metà novembre a fine dicembre, ma può essere presa in considerazione anche in periodi immediatamente successivi. La campagna di vaccinazione avrà inizio il 9 novembre 2015, ad eccezione di Cesena dove partirà qualche giorno dopo, a causa di un ritardo nella consegna del vaccino e terminerà a fine dicembre.  Per informazioni: 0541-707213

 




Gravidanza e nascita, incontri a “I Portici”

bambini />Il Comune di Rimini ha condiviso il progetto per la realizzazione di corsi di accompagnamento alla nascita e alla tutela della salute delle donne in gravidanza approvando il progetto denominato “L’integrazione dei servizi attraverso i corsi di accompagnamento alla nascita parte essenziale del percorso educativo dell’assistenza prenatale”. La collaborazione al progetto dell’Ausl Romagna prevede che sia messa a disposizione gratuitamente la sala del centro civico “I Portici”, in zona Celle, dove potranno essere realizzate le attività di accompagnamento, formazione, consulenza e supporto alla nascita.

“Con questa collaborazione virtuosa tra servizi pubblici – è il commento di Gloria Lisi, vicesindaco con delega alla protezione sociale del Comune di Rimini, Gloria Lisi e il dottor Maurizio Bigi, direttore del Servizio “Pediatria di Comunità” di Rimini dell’Ausl Romagna – andiamo a migliorare l’offerta in un settore quanto mai importante e delicato come quello dedicato alla salute della donna, in un momento particolarmente sensibile come quello del parto e della nascita. Con questi nuovi spazi si andrà a migliorare sia la logistica dei servizi di accompagnamento alla nascita, che l’offerta stessa dei servizi. Garantire questo significa anche creare un rapporto più sereno delle donne con i servizi, in una fase delicata della loro vita, dove maggiori sono le ansie, i timori, le paure. Una collaborazione virtuosa tra servizi che dimostra come, anche senza grandi risorse, si possa fare molto, collaborando, per migliorare l’impatto sociale dei servizi pubblici”.




In 153 a fare il test per l’Hiv

Sono state complessivamente 153 le persone che hanno effettuato il test per l’Hiv sabato 29 novembre. Data in cui l’Azienda USL della Romagna ha promosso l’apertura straordinaria, dalle ore 8 alle 12, di una serie di ambulatori a Cesena, Faenza, Forlì, Ravenna, Riccione, Rimini e Lugo, anticipando la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS che celebrata lo scroso 1° dicembre.

prelievohivIl più giovane ad aver effettuato il test è stato un 19enne, il più anziano un 77enne. Circa un terzo delle persone che si sono presentate non avevano mai fatto un test per l’Hiv, e in maggioranza gli utenti hanno dichiarato di essersi presentati perché volevano aderire alla campagna; oltre un quarto ha però dichiarato di sentirsi a rischio, e molti hanno riferito di avere ansie da molto tempo. Invece il test per l’Hiv non deve essere temuto nè rimandato, perché l’Hiv è un virus contro il quale esistono cure.

Un risultato soddisfacente – fanno sapere dall’Asl Romagna – sia per il numero di utenti che hanno aderito alla campagna, sia per il funzionamento dell’organizzazione, messa a punto dai sanitari dei servizi ospedalieri e territoriali, dai responsabili dei laboratori locali e dal Laboratorio Unico aziendale di Pievesestina.

“Proteggersi sempre-Discriminare mai” – questo lo slogan della campagna di sensibilizzazione 2014 che vuole sottolineare il fatto che le persone con Hiv non rappresentano alcun pericolo per gli altri nelle pratiche di vita quotidiane, rispetto alla trasmissione del virus, e non vi è dunque motivo perché subiscano censure o discriminazioni. Tanto più è tempestiva la diagnosi, tanto più le terapie saranno efficaci. E’ inoltre importante ricordare che il test per l’Hiv è sempre gratuito e consiste in un semplice e rapido prelievo di sangue; può essere richiesto al proprio medico di famiglia ma anche effettuato senza tale prescrizione negli ambulatori di Malattie Infettive e SerT. (B.R.)

 

 

 

 




Nomine nuove dirigenti Ausl Romagna, la Cisl: “Vogliamo chiarezza”

Sulla nomina dei dirigenti dell’Ausl unica, la Cisl Romagna non ha dubbi: questione di metodo, oltre che di merito. Proprio domani, alla vigilia della conferenza socio sanitaria, Cisl Romagna esprime una serie di dubbi soprattutto “sulle modalità con le quali la dirigenza dell’azienda è arrivata a formalizzare il documento di riorganizzazione”. Secondo il sindacato la «fase transitoria», secondo quanto dichiarato dai vertici dell’Ausl, individua “non meglio identificate figure dirigenziali d’area”, con funzioni di coordinamento per tutta l’Ausl romagnola, che potrebbero disegnare l’atto aziendale, la vera mappa della futura organizzazione sanitaria romagnola. Un documento importante, fa notare la Cisl. Tuttavia “in alcun modo condiviso”.

dirigentiauslromagna“Non riusciamo a capire – si legge nella nota – se siano di fatto stati individuati nuovi posti, se comportino un aggravio di costi con l’attribuzione del ruolo di dirigenti a figure che prima non lo erano (anche se non si tratta di nuove persone, come ha chiarito l’Ausl, potrebbero esserci costi in più), che tipo di “potere gerarchico” avranno nei confronti dei loro interlocutori nei singoli territori (i coordinatori, così come definiti, di fatto assumono funzioni sovraordinate rispetto alle attuali strutture complesse e potrebbero costituire un’anomalia giuridica). La prassi seguita dalla dirigenza Ausl non rispetta il protocollo concordato di relazioni sindacali e quindi ora chiediamo chiarezza, da un lato, e l’assicurazione che l’atto aziendale ci venga presentato il prima possibile (non a ridosso della sua applicazione) in modo da avere tempi certi per la discussione. Non come è avvenuto per l’istituzione dell’Ausl unica».

Qualche dubbio il sindacato lo pone anche sulla strategia scelta dall’Ausl: «Anche la fase transitoria, a nostro parere, deve rispettare quei principi di snellezza e risparmio economico con i quali è stata concepita e ci è stata presentata l’Ausl unica. Il criterio che abbiamo condiviso è sempre stato quello di spendere meglio, più che meno, per liberare risorse per migliorare e potenziare i servizi. Tutte le risorse possibili vanno quindi indirizzate verso la sanità, non certo all’individuazione di nuovi dirigenti».

Nell’incontro in programma domani sarà quindi indispensabile, secondo la Cisl, chiarire “il ruolo nella nuova organizzazione del distretto sanitario”, capire a che punto è l’implementazione della rete dei servizi di prossimità e soprattutto chiarire la natura dell’atto aziendale, che per Cgil Cisl Uil, altro non può essere che la traduzione organizzativa di scelte coerenti con i principi ed obiettivi condivisi con le quattro ex conferenze socio-sanitarie nel protocollo sottoscritto nel novembre 2013.

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A “Dica 33” si parla di corretta alimentazione

L’appuntamento è per mercoledì 9 luglio, quando si parlerà di igiene e corretta conservazione degli alimenti, e dei relativi controlli effettuati dall’A.USL, ma anche di sana e corretta alimentazione. Saranno in studio il dottor Fausto Fabbri, direttore dell’Unità Operativa “Igiene degli Alimenti” di Rimini dell’A.USL della Romagna e il dottor Roger Nanni, che si occupa dei controlli sul territorio. Intervistati dal giornalista Marcello Bartolini, illustreranno tutti gli aspetti del tema e daranno consigli utili su cosa mangiare per stare meglio. La trasmissione andrà in onda alle ore 20:30 e sarà replicata l’indomani, giovedì 10 luglio, alle ore 22:30.

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Donne, appello alle partorienti: donate il sangue del cordone ombellicale

auslrnsoroptmistdi DOMENICO CHIERICOZZI

I numeri sono ancora molto piccoli ma importanti. Nel corso del 2013 all’Ospedale “Infermi” di Rimini sono state “reclutate” 298 partorienti, che hanno accettato di donare il sangue cordonale. La raccolta del sangue cordonale è stata possibile per 212 di esse ed è stata inviata alla Banca del Cordone, banca pubblica con sede a Bologna. Delle 212 sacche di sangue cordonale inviate, 16 (pari solo all’8%) sono risultate idonee a scopo trapiantologico. Le donazioni di sangue cordonale raccolte a Rimini rappresentano il 28,5 per cento di quelle raccolte negli ospedali abilitati di tutta la Romagna e il 5,4 per cento di quelle raccolte nell’intera regione. Numeri che dimostrano come le potenzialità sarebbero “enormi” se ci fosse un maggiore ricorso alla donazione. Da qui “l’appello” lanciato in occasione di una piccola cerimonia che si è svolta giovedì scorso presso l'”Infermi” di Rimini.

Per spiegare, in maniera semplice l’iter e le procedure per effettuare nella massima sicurezza la donazione, Soroptimist di Rimini, ha realizzato e donato al presidio riminese un video relativo al trapianto autologo di cellule del sangue cordonale, nonché di due grandi monitor, che verranno collocati nel reparto di “Ostetricia Ginecologia” dell’Ospedale “Infermi” di Rimini e presso il Consultorio di Rimini (a breve anche su lapiazzarimini.it nella sezione Video dell’home page).

Il sangue cordonale, infatti, è ricco di cellule staminali emopoietiche. Tali cellule sono oggetto di studi e ricerche che hanno ampiamente dimostrato “la capacità di generare cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), simili a quelle del midollo osseo e utilizzate principalmente per curare bambini, e adulti di basso peso, affetti da malattie tumorali del sangue, come la leucemia, i linfomi (tumori del sistema linfatico), patologie non tumorali come la talassemia (malattia ereditaria del sangue), l’aplasia midollare (mancata produzione delle cellule del sangue) e le immunodeficienze congenite (malfunzionamento del sistema immunitario che causa una maggiore predisposizione alle infezioni)”.

“Rispetto al tema delle staminali – ha dichiarato il dottor Stefano Busetti Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria – siamo di fronte ad una materia che sta al crocevia di molte cose, tra la realtà e la fantasia, tra l’altruismo e l’interesse personale. C’è però un fatto. Le staminali all’interno del sangue del cordone ombellicale, l’esistenza di una banca pubblica del nostro sistema sanitario, e una serie di trattamenti che si possono fare nel campo delle malattei ematologiche, tumorali e non. Fuori da questo il panorama è variegato, di utilizzo ipotetico, futuro, con possibilità infinite”.

Presenti alla cerimonia anche il dottor Giuseppe Battagliarin (Direttore dell’”Ostetricia Ginecologia”), la dottoressa Simonetta Nucci (Direttore del Servizio Trasfusionale di Rimini) e la signora Diana Cesari, Presidente Soroptimist Rimini e molte donne impegnate con la stessa associazione (foto). Il club di Soroptimist  Rimini è nato nel 1977 e attualmente conta 40 socie. Tra le varie attività, il Club promuove services alcuni dei quali rivolti a beneficio della difesa della salute .

Il dottor Battagliarin e la dottoressa Nucci hanno spiegato che il sangue cordonale è il sangue che resta nei vasi cordonali e placentari dopo che il cordone ombelicale del neonato è stato reciso. Questo sangue, che normalmente viene scartato insieme alla placenta, ora può essere raccolto, conservato e donato. Un’operazione questa, che “non comporta rischi né per la madre, né per il bambino, esso viene raccolto dopo la nascita e la raccolta può avvenire sia durante il parto naturale sia durante il parto cesareo”. Rimini, che è un punto di nascita autorizzato ad eseguire queste procedure, raccoglie il sangue direttamente in sala parto. Dalla sacca di sangue, adeguatamente conservata, le staminali vengono estratte e conservate a -140 gradi. Dopo un periodo di quarantena di 6 mesi e dopo ulteriori controlli, i dati raccolti entrano in una banca dati internazionale.

Nel corso dell’incontro è merso che “donare il sangue cordonale è molto importante e rappresenta un gesto di grande solidarietà e lungimiranza” perchè “può infatti aiutare a salvare la vita di altri bambini e adulti ammalati e può contribuire alla ricerca sulla cura di numerose malattie che ancora oggi ci affliggono. “Inoltre – ha detto ancora il dottor Battagliarin – qualora il bambino che ha donato il sangue un domani ne avesse bisogno, si riesce pressochè sempre a recuperare le sue cellule staminali poiché tutto il percorso donativo è monitorato e tracciato”.

Nel corso degli ultimi anni sono state 101 le sacche di sangue cordonale “bancate” in Emilia Romagna utilizzate in tutto il mondo: di queste 2 sono finite addirittura in Australia, 15 nelle Americhe, 29 in Italia, le altre nel resto d’Europa.

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Ausl Romagna, Des Dorides incontra i rappresentanti locali

Andrea Des DoridesPrimo incontro ufficiale mercoledì scorso tra il Direttore Generale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna, Andrea Des Dorides (FOTO), e i rappresentanti dei Comitati di Distretto di Rimini e di Riccione. Si è trattato del primo vero momento di confronto tra il Direttore Generale e i gli amministratori pubblici del territorio, l’occasione per il dottor Des Dorides per entrare maggiormente in contatto con la realtà provinciale.

“Abbiamo apprezzato l’iniziativa del dottor Des Dorides di promuovere questo incontro – commentano i rappresentanti dei due Comuni capidistretto, Gloria Lisi (vicesindaco di Rimini), Massimo Pironi (sindaco di Riccione) e Federica Torcolacci (Assessore alle Politiche per la Salute e Sociali del Comune di Riccione). – Si tratta infatti di un interlocutore fondamentale per le politiche di programmazione e integrazione nei campi sanitario e sociale che costruiremo insieme. Nel corso dell’incontro è emersa la volontà comune di attivare percorsi di ulteriore valorizzazione dei Distretti e dei servizi di cura e presa in carico rivolti alla cittadinanza, in particolare all’interno della nuova Azienda Sanitaria Romagnola che si è da poco costituita”.

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Dove sta andando la sanità riminese?

roberto piva sanita-riminiIl cammino verso l’Ausl della Romagna è ufficialmente iniziato e le attuali quattro Ausl di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna dal prossimo 1° gennaio verranno accorpate in un unico ente. E’ dei giorni scorsi la notizia dell’approvazione del relativo progetto di legge da parte dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna. Ma che cosa ne pensano i cittadini di questa ‘rivoluzione bianca’? Le preoccupazioni che raccogliamo sono molteplici e, in estrema sintesi e detto terra terra, si riassume così: sarà meglio o peggio rispetto a prima? A questo proposito segnaliamo un incontro pubblico molto importante che si svolgerà martedì 26 novembre alle ore 17.30 presso la Società Gas Rimini (via Chiabrera 34) e che seguiremo in diretta web. Parteciperanno all’incontro Tiziano Carradori, Direttore generale Sanità e politiche sociali Regione Emilia – Romagna e il consigliere riminese Roberto Piva (nella foto), relatore del progetto di legge. Il tema della Sanità, anche a livello locale, non può prescindere dal contesto regionale e nazionale. Per questo abbiamo pensato utile di ospitare sul nostro sito la diretta a rete unificata dalle ore 10.50 del congresso nazionale del Gruppo di studio Aterosclerosi, Trombosi e Biologia Vascolare che si svolgerà domani sabato 23 a Bologna a cui parteciperà anche Nicola Magrini dell’Agenzia sanitaria Emilia Romagna. Due le domande al centro dei dibattiti: cosa pensano i cittadini del sistema sanitario italiano? E come è possibile trovare un equilibrio tra innovazione terapeutica, ricerca e sviluppo e sostenibilità economica per garantire loro le cure migliori?

Un tema che certamente farà da corollario anche alle scelte dei nostri pubblici amministratori che si accingono a varare provvedimenti che riguardano 1 milione e centomila abitanti. “L’obiettivo – ha dichiarato il consigliere Piva in occasione della sua nomina – è quello di ridurre i costi di amministrazione riuscendo così a liberare risorse per le persone e per i servizi ad esse dedicate”. “Un momento di grande rilevanza e una scelta non scontata” ha invece avuto modo di dire il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali. IL FUTURO – Che cosa succederà di concreto da ora in poi è difficile a dirsi. Ci auguriamo che l’incontro di martedì prossimo dirima e consacri qualche certezza. Quale il futuro degli ospedali pubblici, piccoli e grandi, della Romagna? Quali servizi per i cittadini? Nel frattempo auguriamo una buona visione del live streaming di domani organizzato da Altra Tv in onda anche sui grandi network editoriali. Lettere e commenti a: redazione@lapiazzarimini.it

 

 




Piva: “L’Irccs di Meldola non sottrae nulla a Rimini, non c’è alcun contrasto fra le due realtà”

FORLI’- L’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola è stato inaugurato l’8 maggio scorso. Oltre ai vertici della Regione, presente anche il ministro della Salute Renato Balduzzi. Presente anche il presidente, Roberto Pinza, il direttore generale Mario Tubertini, il direttore scientifico Dino Amadori.

“L’Irccs di Meldola non sottrae nulla a Rimini, non c’è alcun contrasto fra le due realtà. L’Irccs è un’esperienza nata dall’impegno pubblico di quattro aziende Usl in collaborazione con il privato no profit (lo Ior) e cinque fondazioni bancarie. E’ un percorso avviato, una struttura di eccellenza e qualità pari all’Istituto nazionale dei tumori di Milano, e rappresenta una ricchezza per tutta la Romagna garantendo ai malati le migliori conoscenze grazie alle proprie dotazioni tecnologiche. Al contempo a Rimini l’eccellenza dell’assistenza oncologica continua, e io stesso mi impegno a sostenerla e a vigilare”. La dichiarazione è stata rilasciata ieri da Roberto Piva, vicepresidente della commissione Politiche per la salute della Regione, nell’ambito dell’incontro “Salute, un bene da difendere” per sostenenere la sua tesi, appunto, per cui concentrare le funzioni a livello sovraterritoriale non significa depotenziare i servizi attualmente disponibili nel Distretto di Rimini.

Presenti all’incontro anche Carlo Lusenti, assessore alla Sanità della regione Emilia-Romagna, e il segretario provinciale Pd Emma Petitti che, in apertura, ha ricordato come “la sanità, e in generale i servizi di prossimità al cittadino, siano un elemento fondamentale della sfida che attende i comuni nel processo di riordino territoriale e di unione dei servizi fra gli enti previsto dalla legge. La sfida dei prossimi mesi è quella intrapresa nel lavoro con le nostre comunità con la Regio! ne verso l’ottimizzazione la semplificazione e la qualità dei servizi ai cittadini, puntando ad una vera sussidiarietà tra enti”.

“Oggi – ha aggiunto Piva – non si può pensare ancora di poter fare tutto in ogni luogo, né di poter giustificare, ad esempio, identiche funzioni amministrative in ogni azienda Usl della Romagna. Le funzioni di ricerca e di livello superiore sempre più saranno fornite nell’ambito di bacini più ampi. Gli esempi di concentrazione di funzioni a livello di area vasta sono già numerosi anche nel territorio riminese: Santarcangelo è riferimento per la chirurgia senologica con una delle quattro apparecchiature Iort presenti in regione; a Rimini abbiamo chirurgia pediatrica, terapia i! ntensiva neonatale e il polo di eccellenza di cardiologia, mentre presto si completerà il nuovo dipartimento di emergenza; a Riccione oculistica; a Cattolica chirurgia della spalla”.

Redazione Online
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