Turismo e abusivismo, Fiavet Emilia Romagna-Marche abbandona il ‘bon ton’

Viaggi con tanto di volo, trasferimenti e tour. A organizzarli una miriade di soggetti. Troppi, e troppo variegati secondo Fiavet Emilia-Romagna e Marche, l’associazione che raggruppa e rappresenta le imprese di viaggi e turismo delle regioni Emilia-Romagna e Marche. Decisa, più che mai, a mettere un po’ di chiarezza sulla faccenda. Così il 29 settembre la Fiavet Emilia Romagna Marche ha incontrato i dirigenti dell’Assessorato al Turismo della Regione Emilia-Romagna per affrontare il problema dell’abusivismo nel settore del turismo. Il problema sul tavolo è la presenza, sui territori di riferimento, di associazioni, circoli, parrocchie, guide turistiche, privati cittadini, ecc. che organizzano gite e viaggi offrendo, di fatto, “pacchetti turistici” la cui commercializzazione spetta, per legge, alle agenzie di viaggio.

La Fiavet – si legge in una nota pubblicata sul sito Emilia Romagna-Marche, “denuncia alle Province i casi di abusivismo che vengono segnalati ma – spiegano -i risultati ottenuti sono il più delle volte negativi”. Nell’incontro con la Regione – si legge – è stata presentata la situazione, la concorrenza scorretta da parte degli abusivi e la mancanza di controlli adeguati da parte delle Province. La Regione – scrive la Fiavet – ha preso l’impegno di richiamare le Province a svolgere i controlli con maggiore impegno,applicando le sanzioni che la legge prevede, e di dare riscontro entro 60 gg. dalla segnalazione dei risultati ottenuti. Nell’iniziativa sarà interessato anche il Comando della Guardia di Finanza territoriale perchè – secondo Fiavet – l’attività svolta abusivamente nasconde il più delle volte, una vera e propria evasione fiscale.

 
Altra battaglia, con finalità simili, è rivolta verso il comportamento di molti albergatori. Nel mirino della Fiavet il gettonatissimo pacchetto “ombrellone – lettino”. “Non è corretto proporlo – afferma Fiavet – in quanto trattasi di una vendita di pacchetto turistico”. Il parere del legale di Fiavet nazionale avv.Federico Lucarelli, la spiega così. “La combinazione di un servizio alberghiero con il servizio di spiaggia (cioè affitto di ombrellone e lettino in uno stabilimento balneare), costituisce pacchetto ai sensi dell’art. 34 del Codice del Turismo. Ed infatti il “servizio di spiaggia” è certamente un servizio turistico, erogato da un impresa turistica (ed infatti nel novero delle imprese turistiche di cui all’art. 4 del Codice del Turismo vengono incluse anche gli stabilimenti Balneari ) che rientra nel novero dei servizi turistici non accessori al trasporto e all’alloggio, che costituiscono, per la soddisfazione delle esigenze ricreative del turista, parte significativa del pacchetto turistico, ai sensi della lettera C del citato art. 34 del Codice del Turismo (ritengo che chi viene in “riviera” romagnola si prefissa come scopo Turistico principale la fruizione dei servizi balneari). Ci sono, pertanto, gli estremi per la segnalazione alla Provincia competente.” Sulla base di questo parere Fiavet riprenderà la “battaglia” per evitare che una importante quota di lavoro che compete alle agenzie sia gestito da operatori che non ne hanno i requisiti.




Turismo, le novità dell’edizione 2013 del TTG

di MILENA ZICCHETTI

Ci siamo, il conto alla rovescia per il TTG è partito. Mancano solo tre giorni all’inaugurazione della 50a edizione della principale fiera internazionale b2b del turismo in Italia (dal 17 al 19 ottobre presso Rimini Fiera). Un marketplace dove aziende italiane ed internazionali, intermediarie del prodotto turistico, e i professionisti del settore si incontrano per capire l’andamento del mercato, presentare le novità di prodotto, anticipare le tendenze e conoscere i nuovi trend. TTG è la più importante piazza italiana di incontro tra la domanda e l’offerta nel mondo del turismo e questa sarà una edizione fortemente dedicata all’innovazione. Molte le novità in programma. Tra le principali, l’evento #TBD2013 dedicato all’incontro tra travel blogger internazionali e le aziende del turismo e un’area dedicata alle start up innovative del turismo.

Si chiama “TBDI – Travel Blogger Destination Italy” ed è il nuovo progetto di TTG Italia, ideato e progettato da Emma Taveri e Fabrizio Todisco, due esperti in marketing del territorio che credono fermamente nell’importanza delle relazioni e dei social media. Unico nel suo genere, è il primo grande evento organizzato in Italia con lo scopo di favorire i contatti fra i principali e più influenti travel blogger ed i professionisti del settore turistico. Saranno in centocinquanta, tra blogger e video-maker, nazionali ed internazionali, che si daranno appuntamento a Rimini in occasione di TTG Incontri. “Da tempo seguiamo con attenzione il fenomeno blogger e il ruolo che le community social possono esercitare nello sviluppo del business turistico”, dichiara Paolo Audino, amministratore delegato TTG Italia “ed è da qui che deriva la scelta di portare in fiera questa componente sempre più determinante nei processi decisionali del consumatore turistico e nelle strategie di marketing territoriale”.

TTG Incontri quest’anno dedica anche un’intera area alle Start Up dell’industria turistica. Si chiama TTG Next, ed è uno spazio di 600 mq allestito con box espositivi messi a disposizione gratuitamente e uno speakers’ corner. Il progetto, realizzato in collaborazione con #startupturismo, si pone come obiettivo quello di dare visibilità a nuove idee in un contesto frequentato da professionisti del settore, permettere alle imprese del turismo già consolidate di entrare in contatto con nuove idee e realtà imprenditoriali e stimolare gli investimenti in start up da parte di imprese turistiche presenti in fiera. Tra le imprese del territorio presenti, anche la riminese “AboutMyHotel”, che con il suo progetto nel 2012 ha vinto nella sezione “Nuove idee e nuove imprese”: un software in grado di monitorare costantemente la reputazione sul web delle strutture ricettive. Per l’occasione, sarà presente anche il Ministero per lo Sviluppo Economico per parlare del Decreto start up e del Crowdfunding, recente oggetto di una normativa che ha dato all’Italia un primato europeo.

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Londra-San Clemente in autostop

di CLAUDIO CASADEI

montanarialexsancleChe sia uno spirito libero lo capisci al primo sguardo. Alex Montanari (nella foto a destra) è un ragazzone di ventidue anni, coi dreadlocks e gli occhi chiari, con un sorriso sempre stampato in volto e lo sguardo sereno. Alla faccia di quei signori che hanno voluto catalogare la sua generazione come quella dei bamboccioni Alex decide a un certo punto fare una esperienza nuova e, zaino in spalla, parte alla volta di Londra. Londra è la metropoli multirazziale che si sente raccontare; in lei c’è il dna dell’accoglienza e Alex, pur non avendo punti di riferimento, trova alloggio in Stratford in un appartamento con altri quindici italiani “tutti giovani e casinari”, dice. La prima necessità naturalmente era trovare un lavoro, e nemmeno Londra quello lo può inventare. Ma la necessità aiuta a scegliere e Alex trova un posto in un autolavaggio aperto 24 ore a il giorno e naturalmente gli viene assegnato l’orario più “comodo”: dalle 24 alle 8! Le notti londinesi sono lunghe e freddissime, ma ad Alex i soldi servono e quel lavoro lo aiuta ad ambientarsi e ad imparare la lingua. Londra gli piace e la gente è aperta, socievole. Dopo qualche tempo lascia l’autolavaggio e diventa sottocuoco al ristorante dello zoo di Londra. Una bellissima esperienza vissuta con persone come lui: “ …gente che non parlava mai dei propri problemi ma solo dei propri progetti”. Il tempo passa e la crisi morde anche nella divina Albione. Ad Alex non viene confermato il lavoro e dopo alcuni mesi ed il perdurare di una situazione difficile Alex decide di tornare a casa. Ma non sarà un comodo viaggio in aereo: Alex tornerà in autostop anche se avrebbe voluto tornare a piedi: “In viaggio con me stesso, padrone del mio tempo e libero di scegliere qualsiasi direzione”. Il ritorno è un racconto fantastico di luoghi e persone. Parte da Londra il 16 aprile con uno zaino di quasi 25 chili sulle spalle, con un treno arriva a Bexley. Poi cammina e tocca Green Hithe, Meopham e in treno fino a Canterbury, dove conosce Tara, una giovane inglese. Riprende il cammino, fino a Dover, conosce Mario, un lituano che possedeva solo una bicicletta che voleva vendere per comprarsi il biglietto del traghetto e partire con lui.

Missione incompiuta e Alex approda da solo a Calais, in Francia, dove inizia il suo viaggio in autostop. Prima tappa Crugge, in Belgio, poi rientro in Francia, a Lille, incontra Léa Knaus una ragazza francese con cui passa un pomeriggio e strappa la promessa di rivedersi un giorno. Di nuovo a piedi, a Pont a Marcq, a Moncheaux. Sulla strada gli offrono un passaggio Samuel e Olivier, un polacco e un nigeriano che gli fanno visitare Douai, offrendogli una birra dietro l’altra fino ad ubriacarsi. Gli offrono anche la cena e Olivier lo fa dormire a casa sua! L’indomani di nuovo a piedi fino a Denain poi fino a Valenciennes e poi in treno fino a Paris. Poi Troyes, St. Germain e in autostop fino ad Auxerre, e a Relin, ottiene un passaggio da un contadino francese che lo porta a casa sua a Cravant. Gli fa conoscere la famiglia e gli offre vitto e alloggio! Poi, un po’ in autostop e un po’ camminando attraversa i piccoli paesi della campagna francese, un bosco immenso e arriva a Voutenay sur Cure, poi in treno fino ad Avallon, e fino a Dijon. Di nuovo in autostop fino a Beaune e in treno fino a Chalon sur Saone e a piedi fino a Sennecey le Grand, in treno fino a Tournus e in autobus fino a Macon; fa amicizia con alcuni senzatetto polacchi e Felix, senzatetto spagnolo che partì a piedi senza soldi, con il suo piccolo zaino ed il suo cane, intenzionato a vivere così in estrema libertà. Da Macon in treno fino a Lyon, e a piedi a Heyrieux. Poi l’autostop fino a St. Georges D’Esperanche. Conosce Matus polacco che lo accompagna a La cote St. André e lo guida nel giro turistico della città. Poi Grenoble e Modane, dove prende il treno fino a Milano. “Appena sceso capii di essere di nuovo in Italia: l’annuncio era di un treno in ritardo di trentotto minuti”.

Finalmente la stazione di Riccione il 12 maggio, dove trova ad attenderlo la madre e il suo compagno. Tante le cose accadute durante il viaggio. Un’ incontro toccante fu quando in un paesino causa pioggia si ricoverò nell’androne di un palazzo. Un’anziana signora pensando ad una sistemazione definitiva cercò di farlo andare via, ma non potendo interagire chiamò chiunque conoscesse finché finalmente trovò uno che parlava inglese. Appresa la storia e che era un giovane in viaggio tutti tornarono a casa. Dopo un po’ la vecchietta tornò facendogli capire di essere preoccupata per lui e che ne fosse dei suoi genitori! La gente è davvero migliore dei luoghi in cui vive. Ora Alex è a casa con mamma Fiorella che lo coccola ma ha lo spirito dell’avventura nel sangue e la libertà nel cuore e se gli chiedi quale sarà la prossima destinazione risponde in un attimo: “Danimarca!” Buona strada, Alex!

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viaggiare_insolitotrenoTi piace viaggiare in maniera del tutto insolita? Condividi con noi la tua avventura. Scrivi a redazione@lapiazzarimini.it con oggetto ‘Il mio viaggio’.




Viaggi e itinerari, la Valmarecchia sotto una luce diversa

A metà strada tra guida turistica e saggio filosofico – spiega una nota di presentazione –  il libro “In Cammino con Francesco” di Massimo Fucci e Simona Dell’Aquila è un invito a riscoprire la Valmarecchia inseguendo le tracce del passaggio di San Francesco nel nostro territorio, come la testimonianza dell’episodio della donazione del monte della Verna avvenuta a San Leo 800 anni fa, monte su cui, secondo la tradizione, il Santo ricevette le stigmate nel settembre del 1224.

Ripercorrendo alcuni luoghi che la tradizione vuole toccati dal Santo risalendo da Rimini a La Verna, tratto inedito di quel cammino che unisce La Verna ad Assisi e percorso ogni anno da migliaia di pellegrini, il libro dipinge un ritratto più che mai vivo di San Francesco, con la Valmarecchia a fare non solo da sfondo ma a suggerire e testimoniare una presenza. Borghi medievali, conventi, chiese, alberi e fonti miracolose, eremi, persone che con la loro vita si sono fatte interpreti delle parole del Santo. Non soltanto, quindi, le leggende legate a San Francesco e i lasciti dell’arte francescana: il percorso tracciato nel libro mira ad approfondire alcuni insegnamenti francescani declinati nell’attualità, come il farsi straniero e pellegrino sulla terra e l’amore per la natura e gli animali. Il tutto nel segno del cammino: partendo dai benefìci propri dello svolgimento di un’attività fisica all’aria aperta, si delinea nel libro una breve storia del camminare, dalle origini nomadi dell’uomo fino alle marce per la pace e i cortei dei giorni nostri, riproposizioni laiche degli antichi pellegrinaggi, dove le richieste di riforme politiche hanno sostituito le motivazioni spirituali trasformando in un pubblico l’uditorio composto da Dio o dagli dèi.

Realizzato tramite l’unione di testo e fotografia e corredato da una mappa con indicati i luoghi francescani citati nel percorso, il libro vuole essere il primo volume di una collana, un progetto di guide turistiche per riscoprire alcuni luoghi nascosti d’Italia valorizzando aspetti inediti del territorio legati al paesaggio, alla storia, all’arte e alla cultura del nostro Paese.

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Sette Diocesi insieme, nasce Opera Pellegrinaggi della Romagna

È stata presentata questa mattina nella Basilica di San Vitale a Ravenna Opera Pellegrinaggi della Romagna, l’associazione nata dalle diocesi della Romagna insieme a San Marino-Montefeltro. L’intento è di promuovere il patrimonio artistico e culturale del territorio in una prospettiva cristiana, nonché coordinare e promuovere eventi e pellegrinaggi. “Il pellegrinaggio è metafora della vita e una possibilità di evangelizzazione: – ha spiegato il presidente di O.Pe.Ro, don Tiziano Zoli – con O.Pe.Ro. non nasce una nuova agenzia di viaggio bensì un’opera pastorale dai risvolti interessanti”. Quattro gli obiettivi che si pone: fare rete tra i territori (“non esiste altra iniziativa in Italia che aggreghi sette Diocesi come O.Pe.Ro.” sottolinea orgogliosa Nunzia Celli di Ariminum), valorizzare il patrimonio culturale, artistico e spirituale dei territori, proporre itinerari originali e promuovere sempre la Romagna come una porta per l’Oriente (Polonia, Russia, Turchia, Terra Santa). Le sette Diocesi contano oltre 1.300.000 abitanti, senza considerare il consistente numero di turisti accolti per diversi mesi all’anno: un bacino d’utenza non indifferente, secondo don Zoli, che già dispone di un territorio che è “un libro di storia, arte e fede a cielo aperto”.

Dai tesori di Ravenna come San Vitale e Sant’Apollinare alla Cattedrale di San Vicinio di Sarsina fino alla Pieve di San Leo e al Tempio Malatestiano di Rimini, la Romagna è un territorio ricco, specie in prospettiva cristiana. “Si tratta di un’iniziativa molta positiva, – rimarca il direttore dell’Economato della Diocesi di San Marino-Montefeltro, il dott. Marino Lorenzi – che può avere sviluppi importanti. La condivisione è fondamentale, specie per un territorio come il nostro, bello ma ancora tutto da scoprire e valorizzare, come dimostrano anche i più recenti interventi di restauro messi in atto”. “Rimini ha aderito in maniera convinta all’iniziativa – rilancia il Vicario generale della Diocesi, don Luigi Ricci – O.Pe.Ro. può attivare circuiti virtuosi anche all’interno della Diocesi, facendo conoscere anche ai residenti opere, storie, architetture e tradizioni spesso poco frequentate”.

Tra gli obiettivi di O.Pe.Ro c’è anche il coordinamento e la promozione di eventi e pellegrinaggi. “è importante fornire contenuti e guide all’altezza. – è il punto di vista di Natalino Valentini, direttore dell’Istituto di Scienze Religiose ‘A. Marvelli’, che ha collaborato alla creazione dell’associazione – Le guide, ad esempio, non devono solo garantire accompagnamento turistico generico, ma favorire e rendere possibile un’esperienza viva della fede che ha generato l’opera d’arte”.

Pronti tre itinerari della fede su rotte suggestive e in parte inedite. Dal 6 al 23 novembre n pellegrinaggio in Terra Santa a conclusione dell’anno della fede. Dal 23 al 26 gennaio 2014, invece, un viaggio a Londra in occasione della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani, per incontrare nella capitale londinese i fratelli Anglicani. Infine, dal 28 aprile al 1 maggio 2014, “Ars, Nevers, Paray-Le-monyal. Un pellegrinaggio in Francia sulle orme della spiritualità femminile”. Ogni attività di viaggi e pellegrinaggi promossa direttamente dall’associazione ha organizzazione tecnica, come prevista dalle normative vigenti, affidata all’Ariminum Viaggi di Rimini (o dalle agenzie di viaggio diocesane presenti sul territorio).

Ruolo di primo piano per Rimini. Marco Bruckner della locale Diocesi, attuale membro del Consiglio Pastorale Diocesano, è stato nominato Tesoriere di O.Pe.Ro mentre la grafica è stata affidata allo studio Kaleidon. Il simbolo realizzato per l’Opera sviluppa il tema del pellegrinaggio partendo dalla conchiglia. La conchiglia di Santiago è divenuta l’emblema del pellegrinaggio in senso lato. Questa figura è stata scelta per O.Pe.Ro. anche perché ha una forte similitudine con il territorio di riferimento dell’Opera: le sette diocesi della Romagna.

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Fuori porta, l’Irlanda nel borgo ferarrese

Sono più gustosi i cappellacci, i tagliolini al salmone o la zuppa di porri e patate? Gli amanti della carne preferiscono l’entrecôte di carne, le costine d’agnello irlandesi con patate o la grigliata mista? Questo e altro a “Sapori d’Irlanda e d’Italia” a Burana in provincia di Ferrara.

Nelle terre dove un tempo vivevano i Celti, nell’area del Delta Padano, oggi ci sono gli abitanti di Burana, un borgo poco distante da Ferrara. E’ qui che sono nate e si sono sviluppate la lingua ferrarese, la cultura e le tradizioni locali. Ed è da qui che è nata l’idea di fare un salto indietro nel tempo alla riscoperta di un passato comune. Ecco quindi “Sapori d’Irlanda e d’Italia”, in programma nei fine settimana del 15-16 e 22-23 giugno: non una sfida fra sapori di terre lontane, ma una semplice sagra paesana, un vero e proprio “gemellaggio gastronomico” in cui verranno proposti accostamenti fra piatti tipici delle due cucine.

Un menù in cui si potrà giocare sul confronto fra le due tradizioni. Si passa dalla tagliata di carne bovina irlandese, costine d’agnello irlandese con patate alla grigliata mista o ai tipici cappellacci di zucca al ragù ferrarese, dai formaggi irlandesi con salmone ai classici salumi e formaggi italiani. Un confronto sarà d’obbligo anche fra i dolci, senza dimenticare la birra e il sidro irlandese accostati ai nostri vini italiani. I legami tra il nostro Paese e l’Isola di Smeraldo hanno solide radici e sono documentati in oltre 1.500 anni di storia. L’Irlanda è terra di popolazioni celtiche e a Burana il ricordo di questa antica popolazione è ancora più vivo che mai. Durante la loro conquista del nord Italia, arrivarono anche a Burana, dove scacciarono gli Etruschi. Questa zona dagli antichi Romani venne chiamata, non a caso, Gallia Cisalpina e le sue genti Galliche, denominazioni che rimasero fino al tardo medioevo. Ed è questa anche l’origine della lingua ferrarese e di molte tradizioni locali. Per maggiori informazioni: Tel 340.8505381 (m.z.)

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Giovani, destinazione Europa: programmi e opportunità

Si svolgerà oggi pomeriggio 30 maggio 2013 alle ore 17 in piazza Cavour 29, sotto il porticato di Palazzo Garampi presso punto locale Eurodesk Rimini (Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Rimini) l’incontro “Destinazione Europa. Giovani verso l’Europa 2020” per far conoscere ai giovani le opportunità di mobilità in Europa per studio, formazione e volontariato per il prossimo settennato (2014-2020).  In particolare grazie alla collaborazione con Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Campus di Rimini verranno date informazioni sul programma Erasmus e Erasmus Mundus e sulle borse di studio per ricerca tesi all’estero e un borsista racconterà la propria esperienza. Tutti i giovani sono invitati a partecipare. Per informazioni: Tel. 0541 704761 oppure puntoeuropa@comune.rimini.it

 

 

 




CAMPER, NEI SERVIZI SAN MARINO BATTE RIMINI

Rimini è una città accogliente per chi viaggia in camper?

Rimini è una città abbastanza acccogliente, molto si può e si deve ancora fare per arrivare ai livelli dei nostri colleghi europei. Tedeschi, francesi, olandesi sono maestri in questo specialmente per gli spazi che  dedicano alla vacanza plein air. Noi romagnoli  da sempre siamo conosciuti per instaurare il rapporto con il cliente puntando su ospitalità, gentilezza e  cortesia; queste sono attenzioni che i turisti apprezzano moltissimo specialmente se affiancate ad un servizio impeccabile e ad infrastrutture moderne e all’ avanguardia. Ritengo che su questo ultimo aspetto si possa ancora fare un notevole passo.

La stagione estiva è appena partita, come sta andando in generale?
Il nostro settore come ogni settore attualmente è fortemente influenzato dalla crisi, i nostri prodotti sempre più costosi. Basti pensare che per un camper nuovo oggi ci vogliono circa 45 mila euro. Il cliente medio, che prima era anche l’operaio, rinuncia a questo sogno di averne uno di proprietà, accontentandosi quando può di noleggiarlo. Abbiamo perso, come in molti altri settori della nostra economia, il cliente medio e questo crea ovviamente quella contrazione nelle vendite e nei noleggi che alla lunga porterà concessionarie e case costruttrici poco solide a sparire dal mercato.

La famiglia Rabboni al completo sul piazzale della Meteor Viaggi dove ogni giorno arrivano e partono i camper per destinazioni Italia e estero.

Chi sono quindi i vostri clienti? Il nostro settore ci porta a confrontarci con tante realtà diverse: prima tra tutte le famiglie che provano il camper spinte dall’ euforia e dalla curiosità dei bambini per la “casa con le  ruote”; clienti che con piacere ogni anno vediamo tornare perchè solo con il camper scoprono i più piccoli segreti dei luoghi che si visitano. Il camper però è anche un mezzo che si presta per risolvere esigenze lavorative per usi ufficio per campagne pubblicitarie,  per prenotazioni a lungo termine in campo edilizio. Il camper è stato provvidenziale con il terremoto, per molte famiglie e per tanti bambini è diventato una casa provvisoria, un tetto sicuro e confortevole per affrontare con maggiore tranquillità il momento di forte tensione.

In tanti anni ne avrete viste e sentite di “tutti i colori”. Ce ne raccontate qualcuna? Buffa, divertente o .. paradossale che sia?

Una riguarda l’elettricità a bordo. Prima di partire spieghiamo che per avere energia dalle prese che si trovano all’interno del camper occorre essere in un’area attrezzata, fermi con il camper collegato alla corrente 220 tramite l’apposito cavo. Eppure tantissimi ci chiamano perchè provano ad attaccare il caricabatteria del cellulare quando sono in movimento ma, ovviamente, non funziona. Ma niente da fare. La gente vede una presa e non si riesce a farsi una ragione che non ci possa essere elettricità! Magari fosse possibile, avremmo inventato il risparmio del secolo, il camper che genera corrente! (sorride)

Siete membri di qualche associazione? Per le questioni burocratiche siamo associati all’ Assocamp (Associazione nazionale operatori veicoli ricreazionali), una realtà sempre presente che ci aggiorna su tutte le tematiche tecniche del settore plein air. Il lavoro importante relativo ed indirizzato al cliente finale è sicuramente il nostro: l’esperienza, dopo tanti anni di lavoro, ci consente di aiutare il cliente nella pianificazione di un viaggio.

Una settimana in camper, per una famiglia media, quanto può costare?
In luglio per una famiglia di 4 persone costa 700 euro tutto incluso a livello tecnico e con un camper nuovo e comodo per poter scegliere anche destinazioni estere in tutta sicurezza.

Rispetto alla “crisi”, è cambiato qualcosa nel vostro modo di lavorare? Oppure è tutto più o meno come prima?
La crisi si fa sentire in ogni settore e sicuramente anche il nostro ne soffre: il nostro punto di forza è la gestione famigliare quindi in questi momenti siamo ancora più attenti alle richieste che ci vengono sottoposte studiando pacchetti ad hoc in base ai giorni, alle percorrenze ed alle esigenze dei nostri clienti; unendo questa grande disponibilità al vasto parco mezzi possiamo vantarci di trovare nella stragrande maggioranza dei casi le soluzioni migliori ai migliori prezzi.

 Redazione Online
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Dove andranno gli italiani in vacanza? Scenari e previsioni.

Il 2012 sarà un anno di flessione per il turismo italiano, di alti e bassi, di polemiche localizzate e di difficoltà oggettive. Il sondaggio realizzato da Trademark Italia e Ipsos Observer scopre un’Italia decisa a ritornare nelle medesime località di vacanza del 2011. Il numero delle persone che hanno deciso il dove andare e il quando andare in vacanza risulta al momento limitato, ma si può prevedere che 36 milioni di italiani faranno vacanze come hanno sempre fatto. Ma i numeri del turismo risulteranno peggiori del 2011 (in media tra il -7% e il -10%): meno giornate fuori casa, meno viaggi all’estero, vacanze più vicine ma concentrate in luglio e agosto (quando aumentano i prezzi), spese più oculate. Un anno di ritorni alle destinazioni note e/o raccomandate da amici e parenti. Nel 2012 gli italiani in vacanza ci andranno, ma un po’ meno rispetto al passato: si dimezza il numero degli italiani che andranno all’estero (e che nel 2012 resteranno in Italia); drastico calo degli italiani che faranno due o più vacanze; sensibile aumento degli italiani che faranno meno ferie (conviene presidiare il posto di lavoro). Sono queste le principali tendenze che emergono dal puntuale sondaggio nazionale realizzato da Trademark Italia in collaborazione con Ipsos Observer.
Secondo i risultati, inoltre, si riducono le escursioni d’arte, cultura e religione, ma non quelle gastronomiche. Almeno 6 connazionali su 10 hanno deciso di fare vacanze senza sapere esattamente, per ora, dove farle, ma il loro interesse si concentra sulle località turistiche più vicine e dove sono già stati. Tra le destinazioni più vicine, le preferite sono quelle attrezzate e collaudate, che garantiscono un’organizzazione turistica efficiente e senza sorprese. Oltre 20 milioni di italiani hanno già deciso che in vacanza ci andranno, che nel periodo delle ferie non resteranno a casa, che fuggiranno a tutti i costi dalle città dove lavorano, che andranno al mare, in montagna, da parenti o amici, comunque fuori casa.
Ma c’è ritardo nelle decisioni e nelle prenotazioni, nonostante la maggioranza degli italiani sia costretta ogni anno a decidere e concordare con l’azienda, i colleghi e la famiglia, le date delle ferie di luglio e agosto. Grande ritorno alle località scelte lo scorso anno; in alternativa si sceglieranno quelle di cui amici e parenti parlano bene, con queste variabili: almeno 7 connazionali su 10 per la vacanza principale preferiranno il mare; andranno in vacanza in luglio e agosto, quando tutto costa di più una ventina di milioni di connazionali storicamente non fanno vacanze e non sono in grado di farle, ma parecchi di loro (quasi 8 milioni) già risiedono in aree turistiche, sulle coste, in montagna, comunque in prossimità di note località di vacanza; circa 2/3 dei “turisti balneari” scelgono spiagge sabbiose e litorali adatti ai bambini.

L’indagine rivela che gli italiani considerano irrinunciabile un periodo di “non lavoro” fuori casa, ma gli elementi caratterizzanti dell’estate 2012 saranno: il prevalere dell’understatement sui consumi “vistosi”, la ricerca della convenienza sia di facciata che reale, una crescente sensibilità al prezzo da parte dei giovani e dei giovani adulti (generazioni X e Y del Consumer Index), la rinuncia virtuale al superfluo ed infine la conferma delle vacanze di agosto, senza passi indietro riguardo ad alberghi, ristoranti, spiagge ed entertainment. Tutti gli intervistati parlano di una probabile, generica riduzione della propria vacanza sia in termini economici che temporali, di vacanze meno lontane da casa, di rientro già fissato, ma come si vedrà, la spesa per la vacanza nel 2012 è destinata ad aumentare.  La domanda si aspetta prezzi bassi, proposte oneste, quasi solidali, che tengano conto della recessione. Gli italiani si stanno guardando attorno e per questo ritardano la decisione. La maggioranza di quelli che hanno già deciso e/o prenotato dove andare (34,5% del campione), tende a ritornare dove è già stato, in luoghi che conosce, nello stesso albergo, casa, condominio, campeggio o resort. Considerate sia le indicazioni di coloro che hanno già deciso, che le preferenze espresse dai turisti che ancora non hanno deciso dove andare in vacanza, si può delineare l’andamento delle varie destinazioni. Per quanto riguarda l’estero, diminuiscono i viaggi verso le destinazioni extraeuropee; in Europa fanno eccezione Londra, le Baleari, la Spagna e la Grecia (quest’ultima ottiene crescenti attenzioni per i suoi prezzi altamente attraenti). Le previsioni per le vacanze degli italiani in Italia sono molto influenzate dalla fase economica recessiva. Solo due gli spunti positivi: la Sardegna, che dopo 2 anni fortemente negativi ritrova un certo numero di sostenitori, e “a sorpresa” le coste maremmane e pontine, preferite dai residenti delle città umbre, toscane e laziali. Resistono le coste pugliesi, marchigiane, romagnole e il Levante ligure, che contengono le perdite grazie al grande serbatoio di turisti residenti nel breve-medio raggio. Perdono quota la maggior parte delle destinazioni tradizionali, le isole e la montagna. Quanto spenderanno gli italiani per le vacanze 2012? Una famiglia (nucleo familiare medio 2,4 persone) spenderà circa 1.396 euro, il 5% in più del 2011. Sovraprezzo per famiglie, coppie, gruppi di amici che faranno vacanze nelle due settimane centrali di agosto. La spesa “diretta” prevista per le vacanze 2012 è nell’ordine dei 18,63 miliardi di euro (trasporti, alloggio, ristorazione, intrattenimento, svago e piccolo shopping turistico), più un ulteriore 10% (per circa 1,86 miliardi di euro) di spese “indirette e indotte”. Per l’economia italiana le vacanze estive rappresentano un giro d’affari complessivo di almeno 20,5 miliardi di euro. L’indagine è stata realizzata tra il 20 marzo e il 4 aprile 2012, intervistando via web un campione di 804 turisti italiani, cioè individui tra i 18 e i 65 anni con all’attivo almeno una vacanza di 3 o più notti fuori casa nel 2011. La base dati è stata ottenuta attraverso il servizio Ipsos Observer di Ipsos Italia. Per garantire una maggiore rappresentatività al campione contattato, acquisire ulteriori elementi di scenario e collocare le stime ottenute all’interno dell’universo di riferimento, Trademark Italia ha prodotto 437 ulteriori interviste in profondità a “turisti esperti”, cioè consumatori frequenti di vacanze. Il colloquio, condotto per via telefonica e telematica da intervistatori professionisti appositamente formati sul tema d’indagine, verteva su temi quali le modalità di decisione e acquisto di un soggiorno, i criteri che guidano la scelta di una destinazione di vacanza, il cambiamento degli atteggiamenti di consumo, etc.. L’intervista è stata effettuata somministrando un questionario semi-strutturato della durata di circa 6 minuti. Le tabelle seguenti riportano la suddivisione degli intervistati in base alla classe d’età, all’ampiezza demografica del comune di residenza, al consumo di vacanza. Gli intervistati sono stati successivamente ponderati secondo tre tipi di caratteri congiuntamente considerati:  l’area geografica di residenza (nord-ovest, nord-est, centro, sud-isole), il sesso, la classe d’età.




VIAGGI Il regalo per i 20 anni di matrimonio verso la città che accoglie le spoglie di San Giacomo.


10 luglio
E’ il giorno fatidico, tanto atteso, sudato, aspirato… alle 5:30 sveglia, cappuccino tremendo alla macchinetta (alla quale Mario non ha potuto chiedere il caffè doppio), il cielo un po’ nero… Ma l’importante è mettersi in marcia ed arrivare alla méta. I km sembrano pochi e troviamo il primo cartello, scalcinato, di Santiago. Il successivo, con la luce del giorno, è il protagonista delle foto di attestato. Attraversiamo la periferia e saliamo, l’animo sempre più acceso dall’impazienza. Siamo nel centro storico ed iniziamo a vedere le guglie della cattedrale. Affianchiamo la parete laterale, passiamo sotto il Portico della Gloria e… La piazza e la Cattedrale sono davanti a noi!!! Siamo in pochissimi, la piazza è tutta per noi. La gioia è tanta, enorme, smisurata. Abbracci, sorrisi, baci, lacrime, foto, occhi che salgono fino in cima alla Cattedrale a sondare ogni particolare della facciata molto ricca di dettagli architettonici. Sì, siamo qui, l’abbiamo voluto, ci siamo riusciti, con i dubbi, le fatiche, gli incontri, gli amici per cui pregare che ci hanno accompagnato. Troviamo Paola, una ragazza di Pino Torinese di cui il padre è sindaco che ci chiede una foto perché ha fatto il Cammino da sola e senza macchina per non essere distratta dal gesto e per tenere tutte le sensazioni “strette” nel cuore. Ci gustiamo ancora qualche momento di intensa soddisfazione e poi ci dirigiamo a ritirare la Compostela. Siamo i primi e posizioniamo gli zaini sulla porta aspettando le 9, orario di apertura. È domenica ed è una concomitanza bella essere giunti proprio oggi, nel giorno del Signore. L’ufficio apre e riceviamo il certificato insieme al “Benvenuti!” delle ragazze addette. Usciamo volando e entriamo nella cattedrale da una porta laterale. È maestosa. L’altare maggiore lo è ancora di più. Giriamo guardandoci attorno, con il fedele compagno zaino sulle spalle e ci dirigiamo verso la statua di San Giacomo per il rito dell’abbraccio. “Amico mio, raccomandami a Dio” è la formula che Carla, la nostra guardiana del Cammino, ci suggerisce come tradizione. Dopo qualche foto rubata e la tirata d’orecchi da parte del monaco custode, vestito con una tunica gialla e blu, usciamo per una meritatissima colazione. Una sosta per riprenderci dall’emozione e rientrare in cattedrale. Per strada e in chiesa tanti volti conosciuti negli albergue o camminando, persi e ritrovati alla mèta. Un’oretta di preghiera e raccoglimento prima delle 12, per la funzione del pellegrino. Siamo tantissimi, mescolati ai turisti della domenica. All’inizio della celebrazione vengono elencate tutte le nazioni di provenienza dei pellegrini e alcune intenzioni particolari (ad esempio, i 40 anni di matrimonio di Francisco e Cockie, coppia che ha fatto il Cammino da St. Jean Pied de Port per festeggiare l’anniversario. “40 anni – 40 giorni – 500 miglia”, la scritta ricamata sulla loro camicia). La Santa Messa è semplice, ma curata e partecipata. Lo scambio della pace è un mescolarsi di mani, persone, nazioni, sorrisi, abbracci carichi di significati. Di emozione in emozione, parte il canto “Signore delle cime”, come sempre struggente e suggestivo. Il prete all’omelia ha sottolineato come ricordarsi di portare l’allegria che l’incontro con il Signore ha scatenato nei nostri cuori. Con la benedizione, però, non viene compiuto il gesto del “botafumero” che, ci hanno detto, è stata svolta sabato. Peccato! Usciti, incontriamo alcune ragazze conosciute lungo il Cammino e, in sette, andiamo a pranzo con una paella che aggrega ingredienti e persone diverse.
Alle 15:30 partiamo con Manuel, l’autista che ci accompagna a Muxia, alla chiesa di Nostra Signora della Barca, a vedere l’Oceano e a respirare la sua aria salmastra e ventosa. Poi ci dirigiamo a Finisterre. La costa è molto bella: Oceano, roccia, vegetazione, piccoli borghi marini ci riempiono gli occhi. Troviamo la camera per la notte e ci facciamo accompagnare al faro (punto più occidentale della Spagna continentale, mentre Muxia è quello più settentrionale). Cerchiamo immediatamente un angolo per completare le tradizioni del Cammino: bruciare qualcosa che ci ha accompagnato lungo tutto il percorso. Indumenti, fogli con i nomi delle persone che ci hanno chiesto di pregare per loro, le loro intenzioni di preghiera, le nostre, si trasformano in fumo che sale al cielo su questo promontorio circondato dall’Oceano. Diversi turisti chiedono spiegazione del nostro gesto. Una bibita e ripartiamo a piedi per la nostra “dose quotidiana” di km a piedi! Una doccia e usciamo a cena per gustare pesce in un ristorantino del porto. Fa freddo, tira vento e rincasiamo, stanchi e felici. (continua)