Bologna. Regione Emilia Romagna, 445 milioni di tagli alla spesa in tre anni

Spending review. In tre anni, 445 milioni di euro di risparmio in Emilia-Romagna per l’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione. Nel solo 2017, 147 milioni (+21,5% rispetto al 2016), di cui oltre 131 in sanità. Bonaccini: “Risultato straordinario, gestire bene le risorse pubbliche è possibile. Dal taglio agli sprechi i fondi per investire in servizi migliori, occupazione, riduzione del precariato”
Presentati i dati sull’attività dell’Agenzia regionale Intercent-ER. Salgono a 905 gli enti registrati, con ordinativi record di 2,1 miliardi nell’ultimo anno (4,5 nel triennio 2015-2017). Appalti pubblici sempre più digitali: tutte le gare vengono effettuate online. Dalle forniture di aghi e siringhe ai servizi di energia elettrica, dagli arredi scolastici alla telefonia, prezzi in calo anche del 50%
Bologna – Dai farmaci e parafarmaci alle valvole aortiche, aghi e siringhe. Dagli arredi per le scuole ai software per la gestione amministrativa e contabile, fino alle forniture di gas naturale. Sono solo alcuni dei tanti beni e servizi acquisiti tramite l’Agenzia Intercent-ER, la centrale unica per gli acquisti nella pubblica amministrazione della Regione Emilia-Romagna, attiva sulla gestione di gare e bandi da Piacenza a Rimini.

Una struttura e una scelta organizzativa che hanno consentito alla Regione di risparmiare 445 milioni di euro nell’ultimo triennio, 2015-2017, di cui 147 milioni nell’ultimo anno (con effetti che si spalmeranno anche nel 2018), con un +21,5% rispetto al 2016.

Prosegue così la spending review dell’Emilia-Romagna, che mette a segno risparmi ingenti soprattutto in sanità: nel 2017 la spesa per le Aziende sanitarie regionali, grazie all’attività svolta da Intercent-ER, si è ridotta di oltre 131 milioni di euro; cifra, considerando l’intero triennio, che arriva a toccare i 374 milioni.
Fondi liberati che hanno contribuito alla politica di investimenti pubblici portata avanti dalla Giunta fin dall’inizio della legislatura per rafforzare e innovare i servizi, potenziando gli organici – 5mila assunzioni e stabilizzazioni in due anni nel solo comparto sanitario -, riqualificando le strutture ospedaliere e costruendo nuove Case della salute, attuando il piano straordinario contro le liste d’attesa per visite ed esami (ora assicurati nel 98% dei casi entro i termini previsti dalla legge).
I dati sull’attività di Intercent-ER sono stati illustrati alla stampa oggi in Regione dal presidente Stefano Bonaccini, dall’assessora al Bilancio e Risorse umane, Emma Petitti, dalla direttrice dell’Agenziaregionale, Alessandra Boni; presenti alla conferenza stampa la direttrice generale Cura della persona, Salute e Welfare, Licia Petropulacos, e il direttore generale alle Risorse, Europa, Innovazione e Istituzioni, Francesco Raphael Frieri.
“Questi numeri dimostrano, ancora una volta, che una gestione efficace delle risorse pubbliche è possibile, oltre che doverosa e necessaria- ha sottolineato Bonaccini-. Un’ulteriore prova che quando, sin dall’inizio del nostro mandato, parlavamo di rigore e sobrietà, assieme a politiche e azioni concrete per creare occupazione e sviluppo, lo facevamo consapevoli che il percorso sarebbe stato complesso, ma possibile. 450 milioni di risparmi in tre anni sono un risultato straordinario, fedele all’impegno preso con i cittadini, a cui sempre dobbiamo rendere conto quando parliamo di risorse pubbliche. Voglio poi sottolineare come ciò avvenga in particolare nella sanità, ai vertici nelle graduatorie nazionali ed europee per efficienza, servizi forniti e aspettative di vita. Lo ripeto, fare meglio si può- ha chiuso il presidente della Giunta- razionalizzando la spesa per eliminare sprechi e poter reinvestire risorse in servizi ancora migliori, nuovi posti di lavoro e riduzione del precariato”.

“Il bilancio 2018- ha spiegato Petitti- conferma l’impegno e l’attenzione di questa amministrazione verso le politiche per la salute e per sostenere un buon livello di efficienza del nostro sistema sanitario, che rappresenta un’eccellenza a livello nazionale e non solo. Viene infatti assicurato, per il triennio 2018-2020, il finanziamento di 1,9 milioni all’Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici Intercent-ER, cui viene affidato, tra gli altri, un ruolo crescente in termini di razionalizzazione delle procedure di acquisto delle aziende sanitarie e di tutte le pubbliche amministrazioni regionali. Il nuovo sistema degli acquisti pubblici completamente informatizzato- ha concluso Petitti- ha cominciato nel 2017 a dare i primi frutti. E su questa strada vogliamo proseguire”.
Prezzi giù anche del 50%
Nel 2017 i 905 enti regionali che aderiscono al sistema di intermediazione dell’Agenzia Intercent-ER hanno potuto conseguire importanti economie di scala, con riduzioni di prezzo talora anche del 50% rispetto a quanto speso in precedenza nell’acquisto dei beni e servizi più diversi: dai farmaci agli arredi per le scuole, dall’energia elettrica ai pc, dalla gestione delle sanzioni amministrative della Polizia municipale ai servizi di telefonia, da aghi e siringhe alla ristorazione scolastica.
Record dei contratti stipulati
Intercent-ER lo scorso anno ha raggiunto il record assoluto nel valore dei contratti stipulati: 2,1 miliardi di euro, per 4,5 miliardi di euro complessivi nel periodo 2015-2017. Gli acquirenti sono stati 542, tra Comuni (272), Unioni di Comuni (34), scuole e Università (38), enti Regione (24), Aziende sanitarie (14), altri enti (160). Alla riduzione dei prezzi si aggiungono altri benefici in termini di efficienza della macchina pubblica, con la completa digitalizzazione dei processi, e di qualificazione del mercato della fornitura, grazie all’attenzione rivolta alla sostenibilità ambientale e sociale degli acquisti.
Sanità: acquisti centralizzati in crescita del 200%, tutte le gare informatizzate
Dai guanti ai disinfettanti, dai vaccini anti influenzali alle valvole aortiche, dai radiofarmaci al Tnt (tessuto non tessuto) sterile. Con i contratti record stipulati nel 2017, pari a 1,9 miliardi di euro (con un +206% sul 2016),gli acquisti centralizzati realizzati tramite Intercent-ER coprono oggi il 45% del fabbisogno complessivo di beni e servizi delle Aziende sanitarie emiliano-romagnole. Il numero medio di convenzioni utilizzate ha superato quota 26, con un +10% rispetto al 2016.
I risparmi prodotti per il Servizio sanitario Regionale ammontano a 131 milioni di euro rispetto ai prezzi medi pagati precedentemente. Un esempio: tra le convenzioni aggiudicate lo scorso anno c’è quella per i guanti ad uso sanitario e per farmaci antiblastici (usati nelle terapie contro il cancro), per un valore di oltre 18 milioni di euro (Iva esclusa) e un risparmio di 5,6 milioni (del 23,77%). O quella per farmaci e parafarmaci, per 36,5 milioni e un risparmio di 20,4 (del 35,82%).
Da ottobre 2017 (con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale), anche le procedure di gara per beni e servizi effettuate autonomamente dalle Aziende del Servizio sanitario regionale sono tutte svolte in modo completamente informatizzato tramite il sistema telematico gestito da Intercent-ER. Nel solo ultimo trimestre dell’anno, le Aziende sanitarie hanno effettuato 108 iniziative di gara in modalità digitale, per un valore di 243 milioni, conseguendo ulteriori benefici in termini di trasparenza e snellimento delle procedure.
Acquisti “green”: terza menzione speciale per il miglior bando verde
Per il terzo anno consecutivo è stata attribuita all’Agenzia una menzione speciale per il miglior bando verde nell’ambito del Forum internazionale degli Acquisti verdi. Dopo i riconoscimenti ricevuti per lo smaltimento dei rifiuti sanitari e la fornitura di energia elettrica verde, nel 2017 la menzione è stata assegnata per l’iniziativa relativa ai servizi integrati di lava-noleggio per le Aziende sanitarie e ospedaliere di Modena, Parma e Reggio Emilia e le Aziende sanitarie di Ferrara e Imola. Tra i criteri premianti è richiesta la capacità di eseguire il contratto con il minore impatto possibile sull’ambiente, con misure conformi a uno schema riconosciuto in sede internazionale.
Lo scorso anno l’attenzione alla sostenibilità degli acquisti pubblici da parte di Intercent-ER si è concretizzata anche con l’attivazione di 9 convenzioni “green” (e ulteriori nove bandi pubblicati) e 7 convenzioni con criteri etico-sociali (come il rispetto dei diritti umani nella filiera produttiva e all’impiego di persone svantaggiate).
Mercato elettronico, raddoppia l’utilizzo
Il mercato elettronico di Intercent-ER è lo strumento informatico a disposizione degli enti del territorio regionale per l’acquisto in autonomia di beni e servizi al di sotto della soglia di rilievo comunitario (poco più di 200 mila euro), con la possibilità di scegliere tra quasi 4mila fornitori qualificati e abilitati. Lanciato nel 2014, l’impiego di questo strumento continua a crescere: 2.200 le richieste di offerta effettuate nel 2017 dai 277 enti che lo hanno utilizzato, per un importo complessivo di 76 milioni di euro. Il doppio rispetto al 2016.
Gestione telematica degli acquisti: i documenti elettronici superano i 2 milioni
Funziona a pieno regime l’attività dell’infrastruttura regionale NoTI-ER (Nodo telematico di interscambio), gestita da Intercent-ER, che si occupa della gestione telematica di tutti i documenti legati gli acquisti (fatture, ordini e documenti di trasporto) e che completa la “dematerializzazione” dell’intero ciclo degli approvvigionamenti. Attraverso il sistema, utilizzato da tutte le Aziende sanitarie regionali e da altri enti del territorio, nel 2017 sono stati scambiati oltre 2 milioni di documenti elettronici, con un balzo di quelli di trasporto (+1.800% rispetto al 2016).




Giunta Tosi al femminile: 5 donne e tre uomini

di Gianmarco Galli

“Siamo una famiglia e vogliamo ridisegnare la città rendendo presente la comunità; Riccione viene prima di tutto”. Questo il pensiero chiave del neo sindaco di Riccione Renata Tosi (nata a Rimini nel 1967) rieletta lo scorso 25 giugno al ballottaggio con Sabrina Vescovi, con il 51,45% dei voti), con le quali ha aperto la presentazione della giunta comunale il 13 luglio al Palazzo del Turismo; gremito da grande occasione. Le deleghe che ha conservato sono le cosiddette pesanti: l’Urbanistica, l’Edilizia privata,  la Sanità. La sua giunta è completata da 7 persone: 4 donne e tre uomini. Tutt’e 7 nati negli anni Settanta.

Alessandra Battarra (nata a Rimini nel 1972),docente di lettere: Scuola e Servizi educativi (curare la scuola da un punto di vista interno ma anche esterno, a partire dal prossimo anno con una nuova scuola panoramica).

Stefano Caldari (Rimini, 1975), imprenditore del benessere che dal 2014 ad oggi ha ricoperto la carica di presidente e amministratore delegato del Palazzo dei congressi di Riccione: Turismo,  Sport,  Cultura ed Eventi.

Andrea Dionigi Palazzi (Rimini, 1974), imprenditore balneare e coordinatore di  Forza Italia di Riccione: Demanio, Affari generali e Politiche comunitarie.

Lea Ermeti (Rimini, 1971), professione architetto: Lavori pubblici, Ambiente e Sviluppo sostenibile.

Laura Galli (Rimini, 1971): vice-sindaco, Servizi alla persona e alla Famiglia, Socialità di quartiere, Cooperazione internazionale.

Elena Raffaelli (Rimini, 1979), Lega nord, imprenditrice balneare:  Polizia municipale, Attività economiche, Sicurezza nei quartieri e Protezione civile.

Luigi Santi (Bologna, 1979): Bilancio, Patrimonio, Personale, Partecipate.




Vescovi: “Mi preoccupa il bene di Riccione”

“Più che la sconfitta in sé in questo momento mi preoccupa il bene di Riccione, la nostra città”. Sabrina Vescovi, centrosinistra, sconfitta da Renata Tosi, al ballottaggio dello scorso 25 giugno, commenta il risultato elettorale.  Continua l’analisi: “Ed è per questo che lavoreremo, anche dall’opposizione. Con lo stesso atteggiamento serio, corretto e costruttivo che ci ha contraddistinto e che sarebbe stato tale anche in caso di vittoria. Certo lo dovremo fare con una diversa forza rispetto a quella che avremmo potuto avere. Ma Renata Tosi dovrà anche riconoscere che ora si ritrova a governare con un vantaggio di 450 voti. Uno scarto davvero contenuto in una città di quasi 28.700 potenziali elettori. Una città che pur dimostrando ancora una sua voglia di partecipazione, distinguendosi in positivo (con un 10% in più) rispetto al quadro nazionale delle affluenze, è chiaramente fiaccata. Ora più che mai plasticamente divisa in due”.

“Una situazione – analizza la Vescovi – che purtroppo ben rappresenta quel che andiamo sostenendo da tempo. C’è bisogno di una ricucitura forte, che sia territoriale, relazionale, anche sentimentale. E’ questa la grande lezione di questi mesi di campagna elettorale in mezzo ai cittadini.

Insieme agli auguri di buon lavoro, oggi vorrei consegnare a Renata proprio questo mio appello: ricostruiamo il senso di appartenenza alla nostra comunità. Sarebbe stato il mio primo impegno in caso di elezione, ora mi piacerebbe fosse il suo”.

“Basta con i veleni, i colpi bassi, le scorrettezze… – chiude la Vescovi -.  Chissà poi se quelle che abbiamo segnalato agli organi competenti abbiano pesato anche su questo risultato finale? E’ il solo dubbio che ancora oggi, a risultato fresco, mi concedo. Ma da domani basta. Basta con certi picchi di violenza a cui abbiamo assistito in questa campagna elettorale. Voltiamo pagina, facciamolo tutti nell’interesse di Riccione.

La nostra squadra, che non so davvero come ringraziare, ha già dato una nuova importante prova di condivisione. Ed è da qui che ripartiremo. Qui a Riccione il Pd ha saputo costruire un progetto di città insieme ad una forza fresca come Immagina Riccione e ad un laboratorio politico come SiAmo Riccione. Insieme abbiamo davvero lavorato tanto in questi mesi. E’ stata un’esperienza straordinaria, umanamente prima ancora che politicamente. Sapevamo bene di partire da una situazione di svantaggio, ma non ci siamo risparmiati arrivando a buttare il cuore oltre l’ostacolo. E ci è mancato davvero poco, quei 450 voti lo raccontano bene. Non era facile né scontato riuscire a riportare al ballottaggio gran parte degli elettori del primo turno, intercettando anche un sostegno più trasversale – 1.700 voti in più – rispetto al centrosinistra. Ma ci siamo riusciti. Un effetto combinato ottenuto con una candidatura credibile e un progetto di città che ha colto nel segno. Come e dove abbiamo mancato per raggiungere quel poco di più che bastava lo capiremo meglio nei giorni che verranno. Certo non abbiamo giocato sui personalismi, restando sempre su programmi e contenuti.

Prendiamo atto che questa sconfitta che s’inserisce anche in quadro nazionale punitivo per tutto il Partito democratico. Una situazione su cui andrà aperta più di una riflessione, un ragionamento approfondito e allargato. Che si sia inceppato qualcosa nella nostra capacità di essere rappresentativi dei cittadini è evidente. E poco importa se il Pd oggi a Riccione si conferma il primo partito se poi si ritrova all’opposizione.

Ai riccionesi, ci tengo davvero, rinnovo fin da ora il mio impegno al servizio della città, garantendo che il nostro sarà un nuovo mandato all’insegna della responsabilità”.




Riccione, Renata Tosi succede a se stessa

Renata Tosi, centrodestra,  succede a se stesa. Le urne dello scorso 25 giugno l’hanno premiata con
8.107suffragi  (51.45%).  Sabrina Vescovi, centrosinistra, ha messo in cascina 7.651 voti, pari al 48,55%. Hanno votato in 16.117 (il 56,19%). 252 (l’1,56%) le schede nulle. Gli aventi diritto sono: 28.681




Riccione elezioni, ballottaggio Tosi-Vescovi

Ballottaggio Renata Tosi-Sabrina Vescovi il 25 giugno. E’ il responso delle urne dello scorso 11 giugno. Pesante sconfitta per il M5S. Ottimo risultato per la lista civica di Carlo Conti. Quasi nullo il consenso di Morena Ripa (già M5S). Astensionismo al 38%.

Lista Vescovi (centrosinistra): 5.683 voti (33,85%)

Lista Tosi (centrodestra): 6.112 voti (36,41%)

Lista Carlo Conti (centrodestra): 2.522 voti (15,02%)

M5S (Andrea Delbianco): 2.301 voti (13,70%)

Lista Morena Ripa: 167 voti (0,99%)

Ha votato il 61,78 (votò il 71,15)

Votanti: 28.673




Coriano sindaco, Spinelli a valanga

Domenica (Mimma) Spinelli (centrodestra) riconfermata sindaco di Coriano con una valanga di voti: quasi il 50%. Indietro Alessandro Leonardi (centrosinistra) con il 36% dei suffragi. Una batosta per Maria Rosaria Apicella (M5S): 9%. Una manciata di voti, 4,9%, per Oreste Godi (Coriano sinistra unita). Astensionismo al 45%

Lista Spinelli (centrodestra): 2.389 suffragi (49,37%)

Lista Leonardi (centrosinistra): 1.756 suffragi (36,29%)

M5S (Maria Rosaria Apicella): 452 suffragi (9,34%)

Coriano sinistra unita (Oreste Godi): 241 suffragi (4.98%)

Elettori:8.853

Ha votato il 55,96% (aveva votato il 60,60).




Morciano sindaco, Giorgio Ciotti trionfale ritorno

Trionfale vittoria per Giorgio Ciotti l’11 giugno. E’ ridiventato sindaco (già dal 2004 al 2014) con il 47% dei suffragi. Staccatissimi Evi Giannei (centrosinistra) e Guido Ripa (M5S). Astensionismo a quasi il 40%.

Lista civica (centrodestra) Giorgio Ciotti: 1.341 voti (47,07%)

Lista civica (centrosinistra) Evi Giannei: 983 voti (29,59%)

M5S (candidato a sindaco Guido Ripa: 908 voti (27,33%)

Ha votato il 61,59% (nel 2014 il 69,78). Insomma, il primo partito è quello dell’astensione. Non è un gran segno per nessuno; neppure per i vincitori.

Elettori: 5.549con eleganza, ma se ne va. Fattori che non hanno giovato.




Rossi e Pruccoli (PD): “Ora siamo più forti contro le infiltrazioni mafiose”

Approvato oggi in Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna il “Testo Unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili”, che non solo coordina le tre leggi regionali già esistenti in materia di legalità ma soprattutto inserisce nuove modalità di prevenzione. “Con l’approvazione del Testo Unico sulla legalità – affermano i Consiglieri regionali Nadia Rossi e Giorgio Pruccoli – abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti nel percorso di promozione di politiche legate alla cultura della legalità e al contrasto della criminalità organizzata”.

 

“Sono tanti i punti salienti di questa legge – spiegano i Consiglieri regionali – a partire dalla lotta all’usura e al gioco d’azzardo patologico, con un focus particolare sulle distanze dai luoghi sensibili e sulle autorizzazioni; l’assistenza alle vittime degli strozzini e del racket; un rigido controllo sugli appalti e un maggiore utilizzo del Rating della legalità e l’estensione dell’Elenco di merito a tutte le aziende e non più solo a quelle del comparto edile; la tutela della sicurezza sul lavoro e azioni di prevenzione e contrasto della corruzione, con la riduzione delle stazioni appaltanti; l’ulteriore rafforzamento dell’attività di promozione della cultura della legalità; il sostegno all’utilizzo dei beni sequestrati per finalità sociali, il tutoraggio manageriale per le imprese confiscate, la nascita di un osservatorio sulla criminalità e l’istituzione della Giornata regionale delle vittime innocenti di mafia”. “Approvato insieme alla legge – precisano – anche un emendamento volto a promuovere accordi e protocolli fra istituzioni, enti e rappresentanze economiche e dei lavoratori, finalizzati all’adozione di buone pratiche, soprattutto nei settori maggiormente esposti al rischio d’infiltrazione mafiosa, proprio come stiamo già facendo a Rimini, ad esempio con il Protocollo per la legalità e lo sviluppo del settore ricettivo-alberghiero.” “Continuiamo a lavorare per promuovere e far crescere la cultura della legalità e la tutela dell’economia sana – concludono Rossi e Pruccoli – Da oggi la nostra Regione è più forte nella lotta alle infiltrazioni mafiose e noi ne siamo orgogliosi.”




Riforme costituzionali: 1.000 partecipanti per il “Sì” alla festa di Left Wing

Quattro giorni di dibattiti, oltre mille partecipanti e decine di ospiti da tutta Italia. Con questi numeri si è chiusa la quarta festa nazionale di Left Wing che si è tenuta nei giorni scorsi a Riminiterme da giovedì a domenica. Tema centrale del festival le riforme costituzionali. Perché votare sì al Referendum? A questa domanda hanno risposto gli importanti ospiti intervenuti alle varie iniziative. Primi fra tutti, il direttore Sergio Staino, la senatrice Anna Finocchiaro, il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.  “Chi dice che con questa riforma si ridurranno gli spazi democratici del nostro Paese presenta obiezioni sospette perché vengono da persone che non le hanno mai utilizzate da quando si parla della fine del bicameralismo perfetto. Oggi esiste solo in Svizzera il bicameralismo perfetto. Io sostengo che sia vero il contrario. Se fino a ieri sono state riforme necessarie, oggi diventano indispensabili perché una democrazia che funziona male rischia di non essere più una democrazia”, ha spiegato il ministro Orlando. Chi contesta invece la forma del nuovo testo, il guardasigilli ha osservato che “è inevitabile che le norme per trovare un compromesso diventino ambigue. I percorsi di passaggio da un ramo all’altro del Parlamento l’hanno resa più confusa. La Costituente era una, ed è stata scritta meglio perché scritta da un sistema monocamerale”.

left-wing-rimini

 

Chiarissime sono state anche le posizioni della senatrice Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari costituzionali, ospitata a Left Wing venerdì sera: “Con questa riforma si garantirà la stabilità dei futuri governi senza alcuna forzatura sugli equilibri democratici”. Così come lo ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini: “Avremo tempi più brevi per l’approvazione delle leggi, questo non vuol dire che non verrà fatto in modo democratico”.
Ampio spazio alla cultura: dalla prima serata con il nuovo direttore de l’Unità Sergio Staino alla chiusura finale di domenica con Massimo Adinolfi, Biagio De Giovanni e Giuditta Pini.  Soddisfazione per gli organizzatori e per chi ha sostenuto l’iniziativa. Il segretario provinciale del Pd, Juri Magrini, ringrazia l’associazione Left Wing “per aver scelto Rimini e per aver contribuito ad approfondire le tematiche legate al Sì”. Emma Petitti conferma: “E’ stata un’iniziativa prima di tutto culturale, di alto livello, con ospiti importanti. Alla base c’è stato il confronto sul futuro del nostro Paese. In questi quattro giorni è stato avviato un percorso che andrà avanti, la nostra città non si è limitata a ospitare la festa ma è stata protagonista in tutto e per tutto. D’altronde Rimini è nota per la sua capacità di sapere anticipare i cambiamenti e guardare al futuro”.




Gnassi: “A Rimini puntiamo a 500 mila visitatori internazionali all’anno”

Pubblichiamo la seconda ed ultima parte dell’intervista rilasciata da Andrea Gnassi al nostro Teresio Spadoni all’indomani della rielezione a Sindaco di Rimini. Il testo integrale si trova sul numero di Giugno scorso.  

La prima parte è QUI

 

di TERESIO SPADONI

 

Negli ultimi anni arrivi e presenze nella provincia di Rimini sono in calo; soprattutto Rimini perde in internazionalizzazione…

Infatti, ma cosa hai da offrire a chi viaggia? Oltre alla spiaggia organizzata, al lungomare, devi dargli il Quattrocento, l’Ottocento di Verdi, la Casa del cinema di Fellini… quelli di cui ti sto parlando sono tutti cantieri che si stanno completando. Un unicum di motori culturali in un quadrato urbano dove c’è un castello – il Guggenheim del Quattrocento, perché la Rocca diventerà un grande museo internazionale -, il Teatro, il Novecento di fianco con la Casa del cinema di Fellini; per far vivere la cornice stupenda del Ponte di Tiberio stiamo lavorando con la Sovrintendenza a un progetto di riqualificazione dell’asta del porto canale fino al faro. Questi motori culturali hanno l’obiettivo di attirare cinquecentomila visitatori internazionali l’anno che oggi non sentono il motivo di venire a Rimini. Oggi non ci sono più barriere di tempo e di spazio; la gente guarda lo smartphone e con gli stessi soldi decide se andare a Rivabella o ai Caraibi. Allora, o ti poni il tema e, dentro la tua riqualificazione morale, culturale, urbana, trovi le ragioni per rinnovare l’offerta turistica, o sei in difficoltà. Qui il tema non è fare più dieci o meno sette. Con il modello ‘arrivo in macchina e mi spoglio alla cabina di cemento’, e il mondo che ha mille destinazioni, i turisti ad alta capacità di spesa non li attiri.

 

Già, ma i viaggiatori in Italia e a Rimini vanno portati, e qui siamo sostanzialmente senza aeroporto e senza treni.

Non avrà ha fatto notizia, ma da quest’anno Rimini sarà collegata con l’alta velocità in modo strutturale: Bologna in 44 minuti e Milano in 108. Questa estate, dopo trent’anni, tornerà il famoso Rimini-Monaco. L’aeroporto sta ripartendo e avrà davanti trent’anni per costruire un piano industriale; non è risolto tutto, ma andiamo avanti.

 

Quali responsabilità riconosce alla politica sull’aeroporto?

Il nostro è un Paese nel quale il turismo è stato lasciato al fai date e questo fai da te ha prodotto novantanove aeroporti; quattro solo sull’asse della Via Emilia. Stanno costruendo un altro aeroporto a Firenze… Bologna- Firenze non fai in tempo a salire che sei arrivato! Ecco, la vicenda dell’aeroporto sta dentro questa dimensione qui, solo che a differenza di Forlì e Parma, per noi l’aeroporto è strategico.

 

Con quel 57% la città sicuramente ha dimostrato di seguirla…

Grande consenso grandi aspettative; ma il cittadino lo sente che il nostro fare ha un senso. Non c’è cantiere aperto che non si porti dentro un’idea di comunità. In ogni caso, i primi due anni della scorsa legislatura li abbiamo passati a far scelte, a tener botta. Poi, quando miri al consenso sul medio lungo periodo devi avere anche il coraggio di tenerle quelle scelte.

 

Ha detto bene, bisogna avere il coraggio di tenerle le scelte: quanta fatica le ha fatto fare la politica?

Tutti sappiamo che la politica è anche un sistema di potere con radici profonde. Diciamo che ho un po’ di mal di schiena; ma forse questo è dovuto al fatto che facevo molto sport e adesso ho smesso. La politica è bella quando le cose nascono da un dibattito vero, non da una lotta di potere. I giovani che sono cresciuti all’interno del Consiglio si sono forgiati su un progetto di città che poneva un cambiamento, non sono cresciuti all’ombra di Tizio o di Caio. Quando dicevo che siamo andati a fare l’assicurazione prima di votare le varianti anticemento… Oggi c’è una generazione di protagonisti, anche civici, che questo cambiamento lo vive; poi è chiaro che quando cambi si innescano meccanismi anche ostili. Abbiamo avuto il Consiglio Comunale quasi occupato per un anno dagli ambulanti del mercato… ottocento licenze! Adesso operano in un “centro commerciale naturale” che è persino bello viverlo, perché più largo, più diffuso e integrato col mercato coperto… ma è stata durissima! Un amministratore deve saper dire anche dei no, perché poi vengono fuori più si per tutti. Pur in un quadro politico variegato e liquido Rimini ha costruito un pezzo di protagonismo politico forte nel tessuto civico e dentro il PD. Noi abbiamo proposto un processo di cambiamento, anche incosciente se si vuole, ma la rivoluzione a Rimini è nei fatti. Oggi la politica fatica a rappresentare, così come le categorie economiche. Il credito fatica a interpretare le esigenze reali; a Rimini l’ottanta per cento del credito era volto al cinque per cento dell’economia: e tutti gli altri? Noi abbiamo avuto la lungimiranza di mettere in campo un progetto di città che è nato attraverso un meccanismo fatto di associazioni, categorie, professionisti, imprenditori, che hanno detto: Rimini 2027. La politica e l’amministrazione hanno avuto il coraggio di tradurre il piano strategico di Rimini dal sogno al segno con un meccanismo relazionale continuo.

 

È sicuramente un visionario Andrea Gnassi. Ma chi come lui si propone di amministrare una città complessa quale è Rimini con l’obiettivo di concretizzare un progetto di trasformazione radicale quale è il suo bisogna esserlo, perché è necessario correre ad una velocità più alta di quella del tempo in cui si vive.