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Ericsoft regala il sito per il turismo a Riccione. Stefano Rossi racconta. L’azienda, nata in piccolo ufficio a Riccione Paese

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Stefano Rossi

Il suo nome è Stefano Rossi, riccionese doc, in poco più di 20 anni è passato da un piccolo ufficio in piazza Matteotti, Riccione Paese, ad una moderna palazzina a Misano Adriatico, sulla Statale. La sua azienda si chiama Ericsoft e si fa notare oltre che per la modernità dell’edificio (vetro e acciaio) per aver “parcheggiato” in giardino un F104; un aereo da caccia dismesso qualche anno fa dall’aviazione militare. Rossi ha appena terminato l’ampliamento della sede di Ericsoft, ma l’azienda cresce in fretta e gli spazi sono già diventati insufficienti. Ha un pacchetto di 5mila clienti tra alberghi, ristoranti, villaggi turistici. Fornisce loro sistemi di gestione. “Professionalmente ho trascorso gli ultimi 20 anni della mia vita cercando di immaginare cosa sarebbe potuto succedere nei 10 anni a venire: come sarebbero mutate le modalità di gestione e prenotazione alberghiera grazie allo sviluppo della tecnologia e con quali strumenti far fronte alle necessità e opportunità che il futuro prossimo ci avrebbe presentato.” E i risultati aziendali sembrano avergli dato ragione. “Non sono un futurologo o un indovino, ho semplicemente passione per il mio lavoro e una buona dose di intuizione. Proprio per questo, considerato che la nostra economia territoriale vive di turismo, mi sono chiesto come mettere a disposizione della mia città esperienza ed intuizione; avevo appreso dalla stampa che il Comune di Riccione stava riprogettando il sito web turistico, ho pensato subito fosse l’occasione giusta per mettermi in gioco e regalare a Riccione un’opportunità”.

 

“Se integro il sistema di prenotazione alberghiera in un portale turistico che racconta la città – racconta Rossi – e lo metto a disposizione gratuita di tutti gli operatori del territorio nessuno rimane indietro. Il sito potenzialmente potrebbe concentrare tutte le interazioni della città: gli alberghi, gli itinerari, gli eventi, le offerte, le eccellenze, la cultura, i dintorni… Di più e meglio dei big dell’online. Ai potenziali clienti proponi la città nella sua totalità. Chi non sa che esiste Riccione, lo inviti dentro casa tua. Lo si fa attraverso un click sul portale. Se bello e ricco di contenuti trasformi la ricerca in una prenotazione vera”.- “Io – continua Rossi – credo di aver fatto un buon lavoro per la mia città; e anche con un modesto
investimento sulla comunicazione il ritorno economico e d’immagine potrebbe essere altissimo. Si possono profilare i clienti, amanti dell’arte, della bicicletta, della natura, per fasce di età… per numero di figli. Così la pubblicità può essere mirata e cucita addosso ad arte… Se funziona
si continua, altrimenti si sposta l’obiettivo”. “Come azienda – riflette Rossi – su questa sfida, oltre alla reputazione, abbiamo messo in campo un importante investimento di tempo e di risorse. Inoltre, ci ho messo la mia faccia per dimostrare anche che sul futuro ci si deve credere e ci si può
investire, anche a Riccione. Diciamo che ho messo a disposizione della città una Formula 1, poi spetterà all’amministrazione decidere se farla correre in pista o tenerla ferma nei box.

 

I contenuti, ora, li deve mettere la città, li devono mettere gli operatori. Anche il posizionamento deve essere fatto dagli operatori. I dati possono essere inseriti con semplicità, non servono competenze informatiche. Facile e all’avanguardia, è a disposizione del Comune, della comunità. Se ben gestito potrebbe essere in grado di produrre grossi risultati”. “Ad esempio – continua Rossi – le camere possono essere prenotate direttamente all’albergatore, evitando di pagare commissioni che vanno dal 10 al 35 per cento. Questi soldi, ed apro una parentesi, oltre a diminuire la redditività, vengono fatturati all’estero. Per l’Italia si parla di un servizio che pesa per circa 9 miliardi di euro. Inoltre, si affidano le nostre sorti, di Riccione e dell’Italia, ai colossi che potrebbero dirottare e gestire i flussi turistici a loro piacimento. Sono in possesso dei dati e possono loro inviare offerte e promozioni. ”

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Si diceva che Stefano Rossi parte nel 1995 da un ufficetto nel cuore di Riccione. Da zero, zaino in spalla, va a vendere la sua tecnologia in giro per l’Italia. Il suo pacchetto tecnologico di gestione si impone. L’azienda si amplia. Dieci anni fa si sposta a Misano Adriatico. Ricorda: “Non mi sono fermato ad una sola esigenza, però ho sempre cercato un denominatore comune per aiutare gli imprenditori del turismo nel loro lavoro. Ora siamo tra le più importanti società di software per il turismo in Italia. L’aumento è costante; sempre a doppia cifra. Abbiamo 45 addetti suddivisi in tre settori: assistenza, commercializzazione e ricerca e sviluppo”. L’estero pesa poco da un punto di vista economico. L’azienda riccionese ha fatto installazioni spot in Armenia, Inghilterra, Tailandia, Stati Uniti, Kazakistan, Russia, Messico, Kenya, Marocco. Ha aperto una società a Miami, Florida, e pensa di sbarcare a Dubai. “Negli Stati Uniti – afferma Rossi – se non sei presente fisicamente fai fatica a vendere. I nostri concorrenti nel mondo sono più avvantaggiati; un ingegnere indiamo guadagna molto meno di quello italiano, ad esempio.

 

Se devi fare una gara la devi fare ad armi pari, invece i nostri competitori hanno costi minori”. Stefano Rossi ha passioni lontane dalla normalità. Si comporta lontano dalla normalità. Da ragazzo voleva entrare nell’Accademia militare. Arriva 41.mo; ne prendono soltanto 12.
Meglio così, forse, altrimenti la Ericsoft con i suoi quasi 50 dipendenti non ci sarebbe e neppure il portale Riccione Turismo. Questa passione lo ha portato a ricomporre il caccia F104; che chi passa sulla Nazionale lo può ammirare di fianco alla palazzina a vetri. Il veicolo era segato in più pezzi; è stato completamente rinsaldato per dargli l’aspetto di completezza. Di sè afferma: “Fin da piccolo mi sono divertito a sognare quello che non esiste. Quando decido di fare una cosa, cerco di farla al meglio”. Questa breve massima di saggezza l’ha portata anche nella sua casa. L’ha progettata lui, fuori dagli schemi, naturalmente. Per tirarla su ha aperto un’impresa di costruzioni ed acquistato gli attrezzi per realizzarla”.
Ai giovani consiglia: “Se posso dare un messaggio è questo: girare il mondo e farlo fino in fondo. Invito loro a non mollare mai. E’ un po’ come sparare contro un muro per romperlo. Non bisogna abbandonare perché potrebbe mancare poco per passare dall’altra parte”.

 




Città intelligenti, 4 emiliano romagnole nell’IcityRate 2015

smart-ideas-cities-feel-desain-2Bologna, Parma, Modena e Reggio Emilia: sono ben quattro le città emiliano romagnole presenti quest’anno nella top 10 della classifica realizzata da FORUM PA. L’indagine stila la classifica delle città italiane sul fronte della smartness, ovvero la vivacità e la destrezza con cui pubblico e privato riescono a semplificare la vita e le esigenze dei cittadini-utenti con l’utilizzo di nuove tecnologie o particolari accorgimenti presenti sul territorio urbano.

 

106 i Comuni capoluogo presi in esame sulla base di 150 indicatori statistici. Sette le dimensioni monitorate: economy, living, environment, people, mobility, governance e, da quest’anno, legality. Il podio è il medesimo del 2014: Milano, che “registra infatti una ulteriore fuga in avanti”, Firenze che “rincorre velocemente e Bologna che invece “registra una brusca fermata”. L’analisi di quest’anno si è arricchita, come già accennato, con la dimensione legality: un insieme di dodici indicatori puntuali che vanno a misurare il livello di legalità territoriale. Il rapporto è stato elaborato insieme ad Openpolis, l’osservatorio civico della politica che “analizza quotidianamente i meccanismi complessi e le fenomenologie emergenti del paese” che si affiancano alle altre realtà che storicamente rappresentano il comitato scientifico: ISTAT, Unioncamere, ANCI, Federutility.

 

La dimensione legality introduce’ un ricco insieme di nuovi indicatori: le variabili “microcriminalità in città” “appalti” e “lavoro nero” analizzano il contesto generale delle città italiane prese in considerazione; “amministratori minacciati”, “giornalisti minacciati”, “rating aziende” e “comuni commissariati” tastano il polso a quanto la criminalità organizzata stia soffocando la vita sociale di questi comuni; “efficienza tribunali” e “beni confiscati ricollocati” hanno lo scopo di monitorare il lavoro della giustizia; “eco reati”, “ciclo del cemento” e “gestione rifiuti” affrontano il tema dell’illegalità ambientale. Dalla lentezza dei processi, agli abusi edilizi, passando per la criminalità organizzata. Le prime dieci città in classifica, infatti, sono sostanzialmente quelle dello stesso anno con l’eccezione dell’entrata in classifica di Trento (lo scorso anno 13°) e l’uscita nella top 10 di Ravenna (dal 7° al 13° posto). La prima, premiata soprattutto nelle dimensioni environment e governance (ma con buoni risultati anche in economy e people) la seconda risente di basse performance su alcune dotazioni strutturali (servizi di connessione infrastrutturale, consumo energia, iniziative conferimento rifiuti) ma, soprattutto, risente dei risultati della dimensione legality con gli indicatori relativi alla microcriminalità in città e agli amministratori minacciati. Per il resto, il top della classifica vede confermate e ben salde in testa Milano (che aumenta leggermente il vantaggio rispetto alle inseguitrici), Bologna, Firenze e Modena. Ma quello che più spicca è che anche questa anno sei delle dieci città al top non sono città metropolitane ma città di medie dimensioni che però vanno a costituire, di fatto, l’ossatura più robusta del nostro sistema urbano.  La classifica e, tra parentesi, il punteggio: Milano (638),  Bologna (613), Firenze (587),  Modena (568), Venezia (557), Parma (556), Reggio nell’Emilia (551), Trento (550) Padova (549), Trieste (548).

L’impianto complessivo è così costituito da 150 variabili statistiche elementari, 84 Indici di fattore, 7 dimensioni, 14 indici dimensionali e 1 indice di sintesi. La ricerca completa è stata presentata nei giorni scorsi a Bologna nell’ambito del FORUM PA EXPO e Smart City Exhibition, organizzata in collaborazione con BolognaFiere e dedicata all’innovazione nei sistemi urbani e territoriali.




Internet, sei giovani testimonianze di ordinaria navigazione (al femminile)

di ALBERTO BIONDI

“Come stanno crescendo le generazioni con internet”. L’argomento è stato oggetto di un panel al Festival della Rete in corso in questi giorni a a Rimini (nell’edizione 2013 ha registrato 10 mila presenze, nella foto sotto una delle location all’Embassy a Marina Centro). Tema, quello delle giovani generazioni e Internet,  dentro cui confluiscono tutte le sfide e le contraddizioni di un mondo che cambia con la rapidità di un tweet, o al ritmo martellante dei nuovi smartphone in commercio. I giovani e la Rete, un’affinità elettiva che ha stravolto le forme stesse della comunicazione, delle interazioni sociali, arrivando a sfumare i confini (sempre più labili) tra realtà online e offline. Insomma, era l’argomento degli argomenti che più attuale di così non si può, affrontato da voci giovani e a misura di giovane; eppure nella sala del Teatro Novelli dove era stato organizzato l’evento, la brughiera di poltrone vuote lanciava un segnale abbastanza chiaro: che Internet lo si usa molto, a volte anche troppo, ma quando arriva il momento di parlarne si è sempre una manciata.

blogfest2014embassySpecifichiamo: siamo al Festival della Rete, che per tre giorni raduna a Rimini internauti da tutta la Penisola. Qui vengono discusse le mille sfaccettature della Rete, si azzardano risposte alle domande di oggi e si guarda al futuro cercando di intuirne il tracciato. Tra i finanziatori c’è Tim (partner ufficiale) e poi Microsoft, Edison, Philips, Dmax ecc. Sul palco del Novelli sei ragazze, che presto scopriamo essere il team del blog tutto al femminile “Soft Revolution”, intervengono a ruota sulle questioni più diverse che Internet pone: dalla semplice gestione di un webzine a come reagire agli insulti di chi online sfoga liberamente la propria idiozia. “Vorremmo sfatare un mito che oggi si è diffuso a macchia d’olio, – dice Margherita Ferrari, caporedattrice di Soft Revolution – quello dei cosiddetti ‘nativi digitali’. Non siamo poi così convinte della sua veridicità. Molti giovani, aldilà di Facebook, non sono tanto abili nella navigazione in Internet, si limitano ad un utilizzo elementare delle nuove tecnologie e spesso gli si vuole attribuire una conoscenza del computer che non hanno. C’è sì un “gap” generazionale, ma dovuto semplicemente ad un fattore di esposizione e non ad una propensione innata per le tecnologie”. La discussione si sposta quindi sugli onnipresenti social network e Valeria incalza: “Oggi è praticamente impossibile, per gente della nostra età, concepire una vita sociale senza Facebook (ndr, chi scrive è forse l’unico esemplare ventenne romagnolo a non esservi iscritto, senza che la sua vita sociale ne sia in alcun modo compromessa). Se una volta le persone ad usare internet erano viste come ‘socialmente inette’, oggi tutti navigano, tutti postano foto e commentano, e l’immagine – aggiunge Anna Laura – ha preso definitivamente il sopravvento sul testo”.

La Rete era nata come luogo di dibattito e confronto, puntualizza Sara rievocando gli ormai moribondi forum, ma oggi i social hanno monopolizzato l’attenzione degli utenti e la qualità del materiale che finisce online è sempre più scadente. Come lei la pensa Marta, che sottolinea come la completa libertà di espressione che vige su Internet abbia abbassato il livello dei contenuti, tanto che insulti e ingiurie la fanno da padroni nell’arcipelago sterminato dei post. Sofia tocca poi un tema centrale e spesso poco oggetto di approfondimento, la discriminazione verbale con oggetto le donne: “A volte mi meraviglio di come certe ragazze possano continuare a tenere tra gli ‘amici’ di Facebook persone che tirano fuori tanta cattiveria, che spesso si accaniscono sul loro aspetto o atteggiamento senza pensare alle enormi conseguenze emotive delle loro parole. Come che in fondo vi sia un’accettazione dell’insulto e non venga preso per quello che è”. A riprova che lo schermo attraverso cui guardiamo il mondo può ingannare tanto gli altri quanto noi stessi.

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Audiweb diffonde la digital audience di maggio 2014

Nel mese di maggio 2014 sono stati 28,2 milioni gli utenti unici (dai 2 anni in su) che si sono collegati a internet almeno una volta, con una media di 39 ore e 25 minuti per persona. L’audience totale nel giorno medio è rappresentata da 20,4 milioni di utenti online per 1 ora e 45 minuti. La mobile audience in questo mese di rilevazione è rappresentata da 17 milioni di utenti (utenti unici tra i 18 e i 74 anni che accedono a internet da smartphone e tablet), con una media di 38 ore e 21 minuti di tempo speso per persona. Nel giorno medio risultano 14,9 milioni di utenti online da device mobili, collegati in media per 1 ora e 25 minuti per persona (AUDIWEB ore 11.38)




Giovani speaker a Radioimmaginaria con i loro “eroi”

radioimmaginaria2“Pensiamo di avere occhi e voce per immaginare il mondo che verrà”. I ragazzi (nella foto il giorno della presentazione) si sono presentati così, con questo slogan, per partecipare alla terza edizione di Radioimmaginaria, una sorta di “raduno per adolescenti radiofonici” organizzato in partnership con Go Green Store e Comune di Riccione che quest’anno si occuperà di sostenibilità e ambiente. Una settimana “di incontri, dieci ore di diretta radio giornaliera con scienziati, ricercatori, imprenditori, giornalisti ed esperti di tematiche ambientali” e tanti altri ospiti. Per l’occasione i ragazzi di Radioimmaginaria hanno creato l’Innovation Hero, il personaggio che rappresenta la figura innovativa dello scienziato ricercatore. Sarà lui l’eroe di domani che salverà il pianeta grazie alle nuove tecnologie.  “Abbiamo scelto di ospitare e sostenere questa iniziativa – ha dichiarato Claudio Montanari, Assessore al Turismo del Comune di Riccione in conferenza stampa – perché siamo convinti che rappresenti un modo innovativo di fare turismo attraverso la cultura. Un turismo sostenibile sia dagli abitanti di Riccione, sia dai turisti”.

Ecco come sono andate le cose in queste prime due giornate nel racconto di Alice Lottici. Il primo giorno al Radiocampo è iniziato intensamente, scrive Alice. Alle 15 è cominciata la diretta che ha visto i ragazzi immaginari cimentarsi in discussioni sul tema di quest’anno: sostenere l’ambiente. Il primo ospite è stato Daniele Pulcini, direttore dell’Università La Sapienza di Roma, che con un’intervista telefonica ha spiegato ai ragazzi l’importanza dell’iniziativa e dell’essere pronti a impegnarsi in prima persona per un futuro migliore. Dopo un breve intermezzo musicale è intervenuto in diretta Luca Dondoni, speaker di RTL 102.5 e giornalista de La Stampa, che incontrando sul lungomare a fare jogging la speaker di Radio Deejay Laura Antonini l’ha invitata a intervenire. Ed ecco il momento dell’intervista in inglese con il canale You2 sempre con Luca Dondoni, che in passato ha trascorso un periodo negli Stati Uniti migliorando il suo livello linguistico. Prima di andare via lo speaker di RTL 102.5 ha dichiarato: “Appena vedi questi ragazzi di radio immaginaria ti viene voglia di restare in Italia”. Non potevano mancare anche gli amici di Mare di Libri, giovani che avendo la passione per la lettura hanno pensato di scrivere un loro libro o di proporne alcuni ai nostri microfoni. Le risate non sono mancate con il geologo Fabio Zaffagnini che ha spiegato ai ragazzi i danni che i pesci subiscono a livello genetico (cambiando addirittura sesso e non potendo più riprodursi) immergendosi in mare con la crema solare appena spalmata sulla pelle, oppure fare escrementi in mare cosa comporta. Successivamente ospiti i Third base, band emergente di Rimini. Poi Karima conosciuta all’Arezzo Wave e speaker di M2o. La serata è finita alle 24 con il concerto dei Third base, Karima e il dj set di Andrea Rango.

Il secondo giorno inizia con la diretta alla postazione di Radio Deejay all’Aquafan: due ragazzi di radio immaginaria hanno raggiunto Rudy Zerbi e Laura Antonini intervenendo nel loro programma e parlando dell’esperienza del radiocampo. La maratona radiofonica di Radio Immaginaria, in diretta dal lungomare di Riccione, è partita con Francesco Matteucci che ha trattato il tema giovani e futuro: Scappereste dall’Italia? Il fenomeno di fuga di cervelli all’estero. Interviene successivamente anche Andrea Borgnino, speaker di Rai Radio 3 e responsabile delle strategie web di Radio Rai. Non potevano mancare le dirette con il canale you2 e la rassegna stampa quotidiana. In giornata sono state protagoniste alcune aziende tra cui Giocosolution ed Ekoteam che hanno diffuso nuove idee di innovazione e hanno presentato alcuni prodotti all’avanguardia. Quasi in chiusura è arrivata la chiamata dall’Innovation Hero, Rudy Zerbi. Dopo una breve pausa la serata è continuata con un live show di Radioimmaginaria e il dj set di Seoul. L’iniziativa va avanti fino al 31 agosto a Riccione (Lungomare zone 85-83). I giovani sono il futuro. Passiamoli a trovare.

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Torna il BlogFest e va a caccia di volontari

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di ALBERTO BIONDI

Con l’edizione 2014 il BlogFest compie dieci anni e sembra già passata un’era geologica da quando, per connettersi a Internet, i modem emettevano quel celebre rumorio sinistro che oggi si può ascoltare solo quando si compone per sbaglio il numero di un fax. Archeologia digitale. Da allora la rete e i suoi usuari sono lievitati a dismisura, assumendo proporzioni pandemiche su tutta la superficie del globo, e una manifestazione come il BlogFest non poteva che essere cresciuta a sua volta. Proprio per questo la tre giorni che dal 12 al 14 settembre convocherà a Rimini la comunità degli internauti cerca volontari disposti a dare una mano nell’organizzare l’evento. Al raduno non manca nulla: conferenze, dibattiti, istallazioni e occasioni per socializzare, il tutto ad ingresso libero come libero (nel bene e nel male) è lo spirito della rete.

Tra gli appuntamenti più interessanti che saltano all’occhio leggendo il programma, un incontro sul tema “genitori analogici e figli digitali”, l’Embassy convertito in cattedrale del vintage e della moda sostenibile online, le assunzioni sui social network, uno spettacolo al Novelli su internet e televisione, fenomenologia di Whatsapp, del selfie, dell’e-commerce… Nelle piazze e nei luoghi più suggestivi della città verranno allestiti dei BarCamp a tema, ognuno autogestito e con il proprio wiki attraverso cui ci si può iscrivere e prenotare per un discorso di 15 minuti. I Macchianera Italian Awards (#MIA14) verranno come di consuetudine assegnati ai migliori siti della Rete Italiana (nel 2013 il incitore fu Papa Francesco, nella foto mentre riceve il riconoscimento) e la cerimonia occuperà la serata di sabato 13 settembre. Tra il carnet di appuntamenti ci sarà spazio anche per qualche parentesi di puro divertimento, con aperitivi, degustazioni, dj set, giochi e concerti. Il tutto rigorosamente 2.0. Per chi della rete non può proprio fare a meno e volesse immergersi completamente nello spirito del BlogFest, può dare il suo contributo come volontario scaricando online il modulo di partecipazione. La città non è mai stata più connessa di così.

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Dall’AIE una bussola (digitale) che orienterà i librai italiani

Se anche non sarà una vera e propria scialuppa di salvataggio nella tempesta che si abbatte sul mercato editoriale, almeno sì un buon salvagente: stiamo alludendo ai Digital Dossier del “Giornale della libreria”, uno strumento che promette di risultare utilissimo ai librai e che si prefigge di orientarli nell’oceano delle nuove pubblicazioni. Il progetto è nato dall’Associazione italiana editori assieme all’Associazione librai italiani, Argentovivo, Fastbook e IE-Informazioni editoriali.

dossierdigitali-AIEMa di cosa stiamo parlando nello specifico? Lo spiega bene Alfieri Lorenzon, direttore dell’Associazione italiana editori e del Giornale della libreria: “Il Digital Dossier nasce per informare i librai e allo stesso tempo offrire agli editori, grandi e piccoli, la possibilità di presentare le novità anche alle librerie non raggiunte dalla rete di vendita o rafforzarne l’efficacia in quelle già visitate”. Dal momento che ogni mese piovono sulle librerie tra le 4.500 e le 7.000 novità, i Dossier fungeranno da guida rapida e di facile consultazione per aiutare i rivenditori a scegliere le più adatte. Grazie ad approfondimenti su settori specifici del mercato, classifiche dei titoli più venduti, interviste e schede bibliografiche, i Digital Dossier non sono solo un archivio irrinunciabile, ma anche un punto di raccordo tra librerie e fornitori: le ultime cento novità pubblicate saranno infatti ordinabili direttamente tramite link al sito di Fastbook, in Italia il principe nella vendita all’ingrosso.

Alberto Galla, presidente dell’Associazione librai italiani, supporta l’iniziativa e ha dichiarato che: “In un momento di profonda riorganizzazione delle librerie italiane, i Digital Dossier si propongono come uno strumento pratico e concreto per aiutare i librai nel loro lavoro di costruzione dell’assortimento e della proposta della libreria”. Inoltre tutti i numeri del Dossier saranno liberamente scaricabili dal sito di Giornale della libreria. Nel numero che abbiamo letto, abbiamo scovato un’intera sezione dedicata alle pubblicazioni sportive, con un’analisi sul mercato dei manuali e delle biografie degli atleti. Il settore viene definito profondamente altalenante, con picchi di vendite e cali fisiologici; ma possiamo aspettarci che, in clima di Coppa del Mondo, le pubblicazioni sul tema non mancheranno. (al.b.)

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Città intelligenti, Rimini dedica un week end alla propria agenda digitale

agendadigitaleriminiCon Michele Vianello si parlerà a partire dal suo ultimo libro “Costruire una città intelligente, smart cities, gioco, innovazione: il futuro possibile” edito da Maggioli Editore e Apogeo Educational. Un testo che “esplora con uno sguardo sorprendente il futuro delle nostre città” mettendo al centro “le persone, e non sono le tecnologie” quelle che possono rendere intelligente la città. L’incontro si svolgerà domani al Museo comunale (via Tonini, 1) alle ore 17.00.

Il giorno successivo, domenica 8 giugno 2014 sempre nella stessa sede, si svolgerà un incontro pubblico sull’agenda digitale della città organizzato per permettere ai cittadini di integrare con proprie proposte quelle già avanzate dall’amministrazione comunale. L’incontro – si legge in una nota – avrà un taglio operativo e i lavori saranno organizzati in tre tavoli riguardanti i tre principali ambiti dell’agenda: governo e dati aperti, alfabetizzazione digitale ed infrastrutture. Tutti e tre i tavoli saranno presieduti dai tre assessori con deleghe inerenti l’agenda: Irina Imola per i servizi al cittadino, Nadia Rossi per la partecipazione e Sara Visintin (nella foto) per l’ambiente e la sostenibilità.

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L’e-book su Rimini e il concorso fotografico #myER

larabadiolibewizarddi LARA BADIOLI *

Partiamo dal progetto “The Art Cities of Emilia Romagna”, non l’ennesima guida cartacea ma un e-book scaricabile da Internet (precisamente dalla piattaforma digitale della regione) disponibile anche per dispositivi mobili Apple e Android. La città di Rimini, in questa pubblicazione, è lontana dallo stereotipo tutto “sole, mare, divertimento” ed è presentata come città d’arte, come custode di tesori antichi inestimabili e culla di tradizioni enogastronomiche di valore.

Il progetto è stato messo in rete di recente e ha avuto un enorme successo da subito: sono stati 6mila gli accessi degli utenti alla pagina della guida e oltre 2 mila le condivisioni sui social network nei primi dieci giorni dalla pubblicazione on line . Lo stile è il primo aspetto innovativo: attraverso il linguaggio fresco e spontaneo che contraddistingue lo stile del blog (una sorta di diario on-line che racconta esperienze e dispensa consigli con taglio personale, diretto ed immediato) si descrivono le dieci più belle e importanti città d’arte di tutta l’Emilia Romagna. Si parte da Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Faenza, Forlì e Cesena, per approdare, infine, a Rimini. Per ogni destinazione sono indicati quattro “must”, ovvero luoghi da non perdere: siti Unesco, gioielli architettonici, musei, per poi approdare alla tradizioni locali gastronomiche e culinarie (in alcuni casi con ricetta inclusa, arricchita da documentazione fotografica).

Gli autori sono 25 travel blogger internazionali (anche l’e-book è in inglese), i migliori che hanno partecipato al fortunatissimo progetto Blogville (disegno di promozione turistica di Apt servizi Emilia Romagna avviato nel 2012 che ha coinvolto in due anni 120 blogger da Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, con il raggiungimento di 15 milioni di utenti web e 200 milioni di “impressions” su Twitter). Nella guida, creata per viaggiatori dai viaggiatori stessi, ci sono scorci curiosi e originali. Per fare qualche esempio: accanto alle bellezze storiche il rafting sul fiume Trebbia a Piacenza, il birdwatching sul Delta del Po, lo spettacolo dei fenicotteri rosa nelle valli di Comacchio. Il tutto arricchito dai contenuti video e immagini “user generated” (ovvero create direttamente dai blogger con i loro dispositivi). Per la sezione dedicata alla nostra Rimini troviamo ampio spazio per le meraviglie romane (ponte di Tiberio in primis, nella foto). Inoltre vi è una sessione di foto che testimonia (ricetta compresa) come cimentarsi con la piadina fatta in casa.

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Altro racconto locale digitale, ma in sella a una bicicletta, sarà quello generato dal focus di Aprile di #myER: concorso fotografico indetto da Turismo Emilia Romagna con l’obiettivo di raccontare il territorio attraverso le immagini di fotoamatori e di fotografi professionisti. Il tema di aprile sono le due ruote e il cicloturismo. Sono previsti per l’occasione due appuntamenti riservati ai primi dieci iscritti al concorso, uno a Parma il 12 aprile e uno proprio a Rimini sabato 19. Il percorso da seguire è lungo la ciclabile che collega la città alla Valmarecchia e alla Rocca Malatestiana di Verucchio.

Spieghiamo prima di tutto il canale di comunicazione del progetto: Instagram. Essa è un applicazione che riguarda i dispositivi mobili (smartphone e tablet) e che permette di personalizzare le fotografie tramite filtri e geolocalizzazione. Instagram deriva da “instant”, ovvero istante, perché lavora molto con il concetto di “qui ed ora”, visto che il telefono ce l’abbiamo sempre con noi. Ecco quindi scatti che colgono il guizzo dell’immediatezza e che hanno facile condivisione sui social network: materiale sempre più prezioso per comunicare le bellezze di una destinazione turistica.

Ebbene, chi vorrà partecipare potrà farsi immortalare sulla sua bicicletta o farsi una autoscatto in sella, pubblicare la foto su Instagram con l’hashtag (il contrassegno) #myER_Bikelife aggiungendo la localizzazione. Il 20 di aprile saranno scelti i venti finalisti che affronteranno sul web la sfida finale. A chi totalizzerà più “like”, votati dalla rete, andrà in premio un week end da trascorrere in uno degli alberghi del circuito Rimini Bike Hotel (in data da concordare e usufruibile entro 5 mesi). Insomma, occhio agli account sociali: il 19 aprile la nostra Valmarecchia potrebbe stupirci con scorci e colori mai visti, tutti da condividere. Ciò alfine di incentivare una promozione virale del territorio, che, se parte proprio da se stesso, aumenta di forza e efficacia.

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* Web-copywriter e content curator con occhio attento al turismo e il mondo dell’accoglienza. Collabora con lapiazzarimini.it sulle tematiche ‘turismo’ e ‘web 2.0′.

 

 

 

 

 

 

 




Camera di Commercio: dal Call Center al Contact Center

Il primo aprile la Giunta della Camera di commercio di Rimini ha definitivamente sostituito il servizio di assistenza telefonica “Pronto Registro Imprese”. Nasce così il Contact Center, un’interfaccia digitale volta a migliorare la comunicazione tra l’ente, i professionisti e le imprese. La nuova era tecnologica e comunicativa, spiega una nota, oltre a facilitare il contatto diretto tra i singoli utenti e la Camera di commercio, ottimizzerà risorse economiche che saranno indirizzate direttamente alle politiche di sostegno all’impresa e allo sviluppo dell’economia territoriale.

La piattaforma digitale (raggiungibile tramite il sito www.riminieconomia.it) presenta una scrivania virtuale che permetterà di inserire domande e, nel minor tempo possibile, ricevere direttamente risposte; oppure consultare quesiti già posti con le relative soluzioni. Inoltre è previsto l’utilizzo del certificato CNS (carta nazionale dei servizi) e l’accesso ai principali social network (facebook, twitter, google, linkedin), il tutto dopo aver effettuato un veloce riconoscimento. “Abbiamo gli strumenti tecnologici che ci consentiranno di gestire il cambiamento” dichiara durante la riunione di Giunta Manlio Maggioli, Presidente della Camera di commercio di Rimini “e ci aiuta la circostanza che l’utenza di riferimento, in questo caso, è completamente informatizzata e non potrà che gradire il fatto di avere risposte scritte e chiare, invece che verbali.” (M.N.)

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