Cattolica. Avis Valconca, nuovo centro prelievi dietro l’ospedale Cervesi

 

Avis Valconca, nuovo centro prelievi dietro l’ospedale Cervesi. Apre l’ 11 ottobre, con grandi spazi, più giornate di apertura, per migliorare e rendere ancora più sicura la donazione di sangue.
Si trova in viaVan Beethoven 7, dietro l’Ospedale “Cervesi”. Il parcheggio è gratuito per i donatori.
I nuovi spazi ospiteranno i soci donatori di Cattolica, Morciano di Romagna e San Giovanni in Marignano, anche se ovviamente il concetto che i donatori possono recarsi presso tutti i Punti di Raccolta è sempre valido. L’operazione è nata nell’ambito della Convenzione tra Azienda Unica della Romagna e le Avis di Area Vasta Romagna, firmata in data 01 dicembre 2019.
Vi aspettiamo, chiedendovi di prenotare sempre al seguente numero: 328/7178080.
Il Centro é aperto dalle 7,30 alle 11,00 nei seguenti giorni:
tutti i Martedì e Venerdi;
Lunedì 02/11 e 07/12;
Sabato 07/11 – 05/12- 19/12;
Domenica 11/10 -25/10- 15/11- 29/11- 13/12- 27/12.
“Il sangue è un dono prezioso, nasce dalla generosità e salva la vita. Senza sangue non si possono effettuare interventi chirurgici e trapianti.
Abbiamo bisogno di tutti Voi. Vi aspettiamo”




Valmarecchia-Valconca. Fauna selvaggia, danni milionari. Dalla Regione 1,1 milioni di euro

Fauna selvaggia, danni milionari. Da anni è l’incubo degli agricoltori dell’Emilia Romagna. Distruzioni immediate (orti, frutta, coltivazioni) e di lungo periodo (alberi da frutta). Le specie maggiormente responsabili sono il picchio sugli impianti di irrigazione (55.000 euro), il fagiano (42.000 euro) e il piccione (40.000 euro).
Indennizzate tutte le domande (si fa per dire) delle aziende agricole per il 100% dei danni. Contributi in arrivo anche per i dispositivi di prevenzione. L’assessore regionale Mammi: “Non abbiamo abbassato la guardia. Stiamo liquidando gli aiuti alle imprese dell’Emilia-Romagna. Il mese prossimo il nuovo bando per la prevenzione”
Oltre 1,1 milioni di euro i contributi in corso di liquidazione. I piani di contenimento e controllo degli ungulati sono sempre rimasti attivi anche durante l’applicazione delle misure anti Covid-19
Oltre 790 mila euro per l’indennizzo a 700 aziende agricole che hanno subito danni da fauna selvatica e 430 mila euro disponibili per le 250 imprese che hanno partecipato al bando della prevenzione.
“Anche per l’ultima annata agraria pagheremo a tutte le aziende agricole che ne hanno fatto richiesta il 100% dei danni arrecati alle produzioni dalla fauna selvatica – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Avevamo infatti stanziato oltre 1,2 milioni di euro del bilancio regionale, sono arrivate richieste di indennizzo per 790 mila euro. Il tema dei danni rimane al centro delle nostre politiche e non abbiamo abbassato la guardia: abbiamo ricevuto molte segnalazioni in merito alla presenza incontrollata di fauna selvatica e di danni alle colture, per questo vorrei ribadire che i piani di controllo, che dipendono dalle Province, non sono mai stati sospesi dalle misure di emergenza Covid-19. A tale proposito abbiamo mandato una specifica circolare a tutte le Province per precisare che l’attività di contenimento in questione è configurabile come servizio pubblico o di pubblica utilità”.
“Per quanto riguarda il cinghiale, la specie che causa i maggiori danni- prosegue Mammi- nel piano annuale di prelievo di imminente approvazione intendiamo inserire un richiamo di legge affinché in tutte le province sia consentito il prelievo diretto sui propri terreni anche da parte degli agricoltori con licenza di caccia. Stiamo inoltre lavorando a un piano di controllo regionale con l’obiettivo di uniformare le modalità di intervento su tutto il territorio”.
“Sul fronte invece della prevenzione – conclude Mammi-, stiamo procedendo alla liquidazione dei contributi al 100% per l’acquisto di sistemi di prevenzione messi a disposizione dall’ultimo bando regionale– chiude l’assessore-. Abbiamo incrementato di 30.000,00 euro la dotazione iniziale del bando di 400.000,00 per potere soddisfare, anche in questo caso, tutte le domande pervenute. Altri 250.000,00 euro verranno messi a disposizione per il bando 2020 che sarà approvato il mese prossimo”.I fondi regionali per i danni
Il contributo è pari al 100% del danno periziato, stimato con riferimento ai prezzi di mercato indicati dalla Camera di Commercio per l’annata di riferimento.
Il fondo regionale copre i danni da animali selvatici protetti su tutto il territorio mentre quelli prodotti da fauna cacciabile vengono risarciti solo nelle zone protette. Compete infatti agli Ambiti territoriali di caccia e ai titolari degli altri istituti venatori privati far fronte ai danni da specie cacciabili nei territori di competenza.

I danni e gli indennizzi in regione
Nel 2019 si sono verificati danni in circa 700 aziende agricole per un totale di 790.000 euro di cui 225.000 da ungulati, per la gran parte cinghiali. Lo stanziamento a disposizione era di 1,25 milioni di euro. Questo ha consentito di pagare a tutte le aziende il 100% dei danni, anche grazia alla notifica di aiuto alla Commissione Europea fatta a suo tempo della Regione Emilia-Romagna che consente di superare l’importo limite di 20.000 euro in tre anni degli aiuti in de minimis, fatta eccezione per l’acquacoltura.
Le province dove l’impatto del cinghiale ha gravato maggiormente sono Parma e Forlì-Cesena per oltre 80.000 euro in ciascuna delle due realtà.
Il territorio dove l’impatto della fauna è maggiore è Bologna (265.000 euro).




Valconca. Teatro, spettacoli viaggianti in piazza

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Nuovo progetto speciale de La Valle dei Teatri – Rete Teatrale Valconca.
“BUS THEATER”, un bus a due piani che si trasforma in un grande teatro viaggiante. Dal 13 al 16 dicembre, spettacoli a San Giovanni in Marignano, Montescudo – Monte Colombo e Saludecio.
Al suo interno, l’omonima Compagnia napoletana darà vita allo spettacolo BUS’ ROOMS. VITA, MORTE E ORACOLI, un viaggio per pochi intimi nelle segrete stanze del bus – Produzione originale Bus Theater. La prima tappa è il 13 dicembre a San Giovanni in Marignano in piazza Silvagni, dalle ore 15; giovedì 14 dicembre il Bus approda a Montescudoin Via Borgo Malatesta, dalle ore 16 e sabato 16 dicembre, a Saludecio nella Piazza Gioco del pallone dalle 15:30.
In allegato Comunicato stampa completo; scheda Artistica dello spettacolo BUS’ ROOM. VITA, MORTE E ORACOLI; foto e locandina dell’evento.
Progetto speciale per La Valle dei Teatri a cura di Rete Teatrale Valconca
promosso da Città Teatro, L’arboreto – Teatro Dimora, L’Attoscuro, Teatro dei Cinquequattrini  con il contributo di Unione della Valconca, Regione Emilia-Romagna,
Gruppo Hera, Comuni di Gemmano, Mondaino, Montegridolfo, Montescudo – Monte Colombo, Saludecio, San Clemente, San Giovanni in Marignano.
www.reteteatralevalconca.it
info@reteteatralevalconca.it




EDITORIALE Piazza, 20 anni fa si andava ad incomiciare

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La prima pagina della Piazza. Uscì nel luglio del 1997 al prezzo di 2000 lire

 

Piazza, 20 anni fa si andava ad incomiciare

 

di ENZO CECCHINI

 

Luglio 1997 – Luglio 2016… 20 (venti) anni. Una storia forse breve per un grande giornale nazionale, importante e longeva, invece, per un periodico locale. Il direttore e il grosso dei collaboratori della Piazza sono gli stessi che nel lontano maggio 1992 iniziavano l’avventura con un giornale locale fondando la Valle (sede a Morciano). Dopo oltre cinque anni l’esperienza s’interruppe per dissensi di linea editoriale con la proprietà. Appena un mese di stop per ripensare un nuovo giornale locale: un periodico che uscisse dalla Valconca per abbracciare tutta la provincia, sconfinasse nella Repubblica di San Marino e sul territorio pesarese fino a lambire la città di Pesaro, aumentate la fogliazione, la tiratura, le rubriche, il radicamento coi lettori… ed ecco la Piazza. Venti anni di Piazza per dare voce, conoscenza e identità a tutti gli ambiti, piccoli e grandi, di una importante, laboriosa e creativa comunità: la nostra. Larga parte degli articoli sono “scritti” o sono espressione diretta, singola e collettiva, di questa comunità: della politica, cultura, costume, tradizioni, sport, divertimento, satira… Ma la Piazza ha dato fin dall’inizio ampio spazio a importanti inchieste: dall’economia alla legalità, e a riflessioni laiche e religiose su grandi temi. I protagonisti sono i fatti e personaggi locali, ma sempre con uno sguardo attento e curioso sui grandi problemi nazionali e non solo, con riflessioni che riguardano lo spirito e il sentire, nel bene o nel male, della modernità che stiamo vivendo. Uno spirito del tempo che a volte ci inquieta, stretto nella morsa di una globalizzazione malgovernata e da tentazioni regressive come sterile autodifesa.

 

In questo quadro la democrazia e la coesione sociale sono sempre a rischio. Il cittadino diventa così un vaso di coccio, il senso di comunità e il bisogno di un’identità aperta sono sottoposti continuamente a scossoni imprevedibili. Per questo il ruolo di un giornale locale, legato sì al proprio territorio, ma col respiro ampio del suo tempo globale, pensiamo diventi ancora più importante e necessario. Grazie alle decine di migliaia di lettori che ci hanno seguito con affetto, ai numerosissimi collaboratori decisivi nel loro prezioso lavoro e agli sponsor che ci hanno sostenuto fino ad oggi. Continuiamo il nostro lavoro nella speranza sincera di non deludervi. Grazie!

Enzo Cecchini




Enio Ottaviani vini, ambasciatori della cultura riminese nel mondo. Un passaggio generazionale riuscito

L’esport “nasce” 8 anni fa in Germania. Si rompe il furgoncino carico di vino a Massimo. Bussa, gli apre un italiano di Senigallia che commercia vini. “Lasciami 15 cartoni…”. Il “Caciara” primo vino d’Italia del premio “Popwine” Gazzetta dello Sport

 

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I nipoti del fondatore Enio Ottaviani (1928-2013). Da sinistra: Marco Tonelli (logistica), Davide (cantina) e Massimo Lorenzi (commerciale) e Milena Tonelli (amministrazione)

Siamo nel 2008. Massimo Lorenzi carica il furgone col vino; direzione Germania per cercare di vendere. Il classico porta a porta. Giunge dalle parti di Stoccarda, a
Ditzingen; a 20 chilometri dalla capitale del Baden Wuerttemberg. Si rompe il mezzo. Bussa, gli indicano
un italiano che abita là. Si chiama Riccardo Ricci ed è originario di Senigallia. Gestisce una bottega che vende eccellenze enogastronomiche italiane, la prima ad essere nata in Germania. L’uomo, oggi un caro amico di famiglia, gli indica l’officina Fiat poco distante. E chiede: “Che cos’hai in quel camioncino”. “Vino!”. “Lasciami 10-15 cartoni che provo a venderli!”. Oggi, importa una ventina di bancali l’anno.

 

Se quelli furono gli inizi, la cantina Enio Ottaviani, portata avanti dai nipoti (i fratelli Davide e Massimo Lorenzi e Marco e Milena Tonelli, ora è presente in 25 nazioni ed esporta oltre il 40 per cento delle 250mila bottiglie (una ventina gli ettari a vigna). Negli ultimi

anni è sempre cresciuta a cifra doppia. I mercati maggiori: Cina (l’importatore è Huawei, il gigante dei telefonini), Thailandia (distribuisce Cremonini, altro gigante ma della ristorazione), Giappone, Stati Uniti, Centr’America, Nord Europa, Germania, Malesia, Lussemburgo… Il Granducato pesa molto sul fatturato e l’aggancio nasce per puro “caso” grazie alla naturale ospitalità romagnola. Vinitaly a Verona, nel 2011. Si avvicina Nello e gli chiede colpito dalla bellezza di una
bottiglia chiusa: “Mi fai assaggiare quel vino?”. Davide: “Sì, venga pure, venga pure”. Quel signore insieme al socio Daniele Pupita (un italo-lussemburghese di origine umbra) gestisce cinque ristoranti in Lussemburgo. Ai loro tavoli le bottiglie ambasciatrici del Riminese nel mondo costano 60 euro. I contatti, la cantina Enio Ottaviani li aggancia in due fiere: Vinitaly a Verona e quella di Duesseldorf in Germania. Racconta Massimo, 42 anni, un passato da difensore nel Cattolica Calcio: “La vera fiera inizia quando finisce: si va a cercare di concretizzare i contatti”. Instaurato il rapporto commerciale, i quattro cugini invitano gli ospiti a visitare cantina e vigneti a San Clemente, nell’oasi del Conca. E’ una visita, prima ancora che di prodotto, culturale: la cantina, i vigneti, le bellezze artistiche e paesaggistiche della Valconca. Ai fornelli Loredana, madre di Davide e Massimo, cucina solo specialità di queste terre. Massimo Lorenzi: “Il valore aggiunto è la nostra cultura, i nostri usi e costumi, la tavola apparecchiata per far vedere che si è romagnoli. Il vino si fa in tutto il mondo e anche bene. Le differenze sono altre. Quando vado in giro per il mondo a vendere, parlo un’ora di Rimini e 5 minuti di vino”.

 

Queste differenze culturali, i quattro giovani le catapultano anche nelle fiere. A Vinitaly, si portano un cuoco che prepara i nostri piatti; in media servono 5-600 coperti. Ogni anno la loro azienda (tenuta come un giardino) è visitata da circa 3mila persone; un terzo dall’estero. Organizzano due feste l’anno per i clienti: in estate e autunno. La loro filosofia può essere sintetizzata in “Facciamo il vino per gli amici”. Lo slogan, in inglese
(we make wines for friends), campeggia anche sulla contro-etichetta. Massimo: “Lavoriamo con questa passione. Con i nostri vini vogliamo essere ambasciatori della Romagna nel mondo; vogliamo creare una rete di amici”. Intraprendenti commercianti gli eredi Ottaviani, non meno che bravi vignaioli. Hanno due etichette di punta con nomi che richiamano la nostra cultura: “Caciara” (il rosso) e Clemente Primo (il bianco). Il “Caciara” ha vinto il “Popwine” 2016 della Gazzetta dello Sport; premio al miglior rapporto qualità/prezzo. L’azienda venne fondata da Enio Ottaviani a San Giovanni in Marignano una sessantina d’anni fa. Inizia come commerciante, poi inizia a vinificare, prima acquistando
le uve, poi si orlano le mani di terra e vigneti. Con i nipoti le storie continuano. Prosit (salute), dicevano i latini.




Note di Vino: a San Clemente si alzano i calici

Ritorna Note di Vino, la manifestazione dedicata al vino di qualità e alla buona musica. Per quattro serate il borgo antico di San Clemente farà da cornice all’evento più atteso dell’estate dove gli ospiti troveranno una piazza illuminata solo da fiaccole e candele. Il primo appuntamento è per domenica 26 giugno con la degustazione di vini e prodotti tipici del Trentino e il concerto del gruppo Haderkrainer, musica folk tradizionale, canti e balli. Domenica 3 luglio degustazione di vini e prodotti tipici dell’Umbria e il concerto di Maggie&Peggy and the Marvelous Fellas, musica country, rock’n roll e rockabilly. Domenica 17 luglio degustazione di vini e prodotti tipici della Basilicata con concerto e il concerto di Musica dell’anima & la Leggera band, pizzica salentina, taranta e folk.

 

L’evento si chiude domenica 24 luglio con la degustazione di vini e prodotti tipici della Provenza e il concerto di Dino Gnassi Corporation, musica dance, soul e revival. Le serate si terranno in piazza Mazzini alle 20:45. Ingresso: adulti e bambini oltre i 10 anni euro 14, bambini dai 5 ai 10 anni euro 6, bambini fino ai 5 anni gratuito. Info e prenotazioni: 366 1021467 (dalle 17:30 alle 21:30).




Quale unione: Riccione-Montefiore? O Bellaria, Rimini, Bellaria, Riccione, Misano e Cattolica?

Vogliamo entrare nella discussione sulle unioni comunali che tanto appassiona gli amministratori e i politici, dibattito “costretto” da norme regionali che impongono apparentamenti entro cinque anni tra le varie amministrazioni. Indipendentemente dalle ragioni storiche che hanno portato ad avere tante piccole realtà comunali, che non ci interessa qui analizzare, rimane il fatto che le risorse disponibili per fare funzionare la macchina amministrativa locale sono sempre più esigue e non sufficienti a garantire servizi alla popolazione, sopratutto quelli “socialmente utili”. Il rischio, per altro già realtà, è che per fare fronte alla gestione corrente i comuni facciano ricorso ad addizionali più alte e a sanzioni più frequenti come ad esempio per le infrazioni stradali, con strumenti collocati ad arte su strade non pericolose ma di grande scorrevolezza in cui, con estrema facilità si superano i limiti di velocità minima consentita. Nella situazione attuale, come si è già sottolineato, i piccoli ma anche medi municipi, non sono finanziariamente in grado di dare risposte alla cittadinanza né in termine di qualità dei servizi, mancando la possibilità di avere personale qualificato, né in termini di macro aree di buona omogeneità: partiamo dalla Valconca e pensiamo ad una aggregazione che comprenda Morciano, Gemmano, Montefiore, Saludecio, Mondaino, e Montegridolfo. Pensiamo a quante opportunità di sviluppo di programmazione e di razionalizzazione dei servizi, di qualificazione degli stessi, si potrebbero ottenere ! Oggi con gli strumenti disponibili non è più fondamentale la presenza fisica della municipalità, e con lo sviluppo delle comunicazioni attraverso la fibra ottica e l’utilizzo di attrezzature elettroniche sofisticate, sarà facile gestire molte attività e servizi utili ai cittadini.

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Una suggestiva immagine del borgo di Montebello (Poggio Torriana)

 

Dal nostro punto di vista diminuirebbero anche molte relazioni personali, non sempre trasparenti, oggi molto diffuse. Proseguendo si potrebbe pensare che intorno a Cattolica gravitassero San Giovanni in Marignano e Misano Adriatico. Un’altra aggregazione funzionale alle caratteristiche del territorio, prevalentemente agricolo, potrebbe riguardare Coriano, San Clemente, e Montescudo/Montecolombo. Spostandoci nella Val Marecchia intorno a Santarcangelo si potrebbe configurare l’unione con Verucchio e Poggio Torriana. Nell’alta Val Marecchia intorno a Novafeltria tutti i comuni passati in provincia di Rimini dalle Marche e cioè Pennabilli, San Leo… E sulla costa? Pensiamo a una grande area Metropolitana costiera che comprenda Rimini, Riccione, Bellaria. Quanti palazzi dei congressi in meno e tante altre storture si potrebbero evitare investendo risorse in modo non ripetitivo pianificando gli interventi!

 

Dal nostro punto di vista le difficoltà a realizzare queste aggregazioni non nascono dai cittadini che difendono i campanili (naturalmente se coinvolti su progetti e obiettivi trasparenti che riguardino i servizi, lo snellimento burocratico e una migliore utilizzazione del territorio). Il vero ostacolo sono i posti di rappresentanza politica che verrebbero a meno, le ambizioni  personali degli amministratori, attuali e futuri, che avrebbero compromesso il loro prestigio locale e, speriamo di no, interessi particolari. Saremo un paese normale quando non ci saranno politici locali di professione che hanno bisogno di continui ricollocamenti, ma di persone preparate che mettano al servizio della collettività le proprie per un periodo limitato della propria vita.  Ci preme sottolineare che contestualmente a quanto sosteniamo, andrebbero riviste le norme conseguenti a Tangentopoli che hanno sottratto potere decisionale ai politici attribuendo ai burocrati la responsabilità di tutti gli atti amministrativi, con una forte rigidità nelle scelte politiche e un notevole appesantimento nei tempi e nelle gestioni correnti. Con una nuova generazione di amministratori e molta trasparenza si deve tornare al primato della politica se vogliamo un paese più efficiente. Ricordiamo per curiosità dei lettori che già nel 284 dopo Cristo l’imperatore romano Diocleziano procedette ad una riorganizzazione dell’impero, che per il settore amministrativo, tra province curie e municipi creò una complessa burocrazia che ha molte analogie con la nostra attualità che ebbe lo stesso risultato appena descritto (della serie la storia si ripete ). Alla luce di queste brevi considerazioni, pensiamo che debba essere rivisto anche il sistema regionale suddividendo il paese in poche macro aree. Ma questo è un altro discorso! Per adesso ci accontenteremmo di vedere realizzato un nuovo e serio riassetto dei comuni.

Il Tarlo




Il Polo Giovani di Morciano compie un anno

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Ragazzi del Centro Giovani in attività sportiva

A Morciano si festeggia il primo anno di attività e progetti. Ad un anno dalla sua inaugurazione, è diventato uno spazio vivo e polifunzionale, gestito d a l l ’ a s s o c i a z i o n e CreatiValconca, che ha già all’attivo un’intensa attività didattica e ricreativa per tutti i giovani della Valconca. Ospitato all’interno di tre strutture contigue, da cui il nome Polo (il Centro Giovani, la Sala Ex-Pescheria e la Sala Ex-Lavatoio), si è subito imposto come luogo vivo e stimolante, in grado di valorizzare Morciano e la Valconca, con l’obiettivo principale di fornire ai giovani (e non solo) un punto di ritrovo sano e culturalmente stimolante. Molteplici le iniziative già messe in campo per trasformare in realtà queste ambizioni. Innanzitutto, i corsi e le attività didattiche: partiti lo scorso ottobre, le proposte, rivolte a tutte le età, spaziano dallo yoga alle arti marziali, dalle danze africane alla ceramica, passando per la lingua inglese e i balli di gruppo, affiancandosi e completando l’offerta alla scuola di musica Hall of Music, giunta al suo terzo anno di attività all’interno del Polo Giovani.

Interessante anche il Festival della Creatività in Valconca: nato dalla volontà di valorizzare giovani artisti e produttori locali, creativi in svariati ambiti e discipline, il festival ha fatto registrare cinque appuntamenti variegati fra giugno e dicembre dello scorso anno, fra cui due belle serate nella splendida cornice del Teatro Ronci e l’evento Motorock, festa a base di rock’n roll d’annata, con un ospite d’eccezione, il giovane e promettente motociclista Andrea Migno del team VR46. Nuove tappe del festival sono in programma per i prossimi mesi, per quella che si prospetta essere l’edizione 2016. Infine, l’impegno costante con i giovani, in particolare i ragazzi dagli 11 ai 34 anni, grazie ad un serie di attività continuative negli spazi del Polo Giovani: le aperture pomeridiane del giovedì e venerdì pomeriggio, per dare modo a tutti i ragazzi interessati di frequentare liberamente il centro e usufruire delle sue attrezzature; il G.E.T., che accoglie i ragazzi della scuola media in un percorso educativo

e formativo tre pomeriggi a settimana presso l’ex Pescheria; il progetto speciale dedicato ai ragazzi diversamente abili, anch’esso ospitato presso l’ex Pescheria. Parlando di giovani, non mancano attività creative e didattiche rivolte a loro, libere e gratuite: nel mese di febbraio, sono partiti i corsi di teatro e di didattica musicale per giovani band, e presto avranno inizio anche i corsi di propedeutica musicale per tutti i giovani alle primi armi con la musica. Un’attività intensa e senza sosta quella del Polo Giovani, che riunisce ogni settimana fino a quattrocento persone, fra giovani, bambini e adulti. Ma le novità non sono finite, annunciano i soci di CreatiValconca, e una nuova iniziativa è già alle porte: Morciano, l’incontro. Nel desiderio di creare incontri stimolanti fra le persone facendo di Morciano il punto nevralgico della vallata, l’iniziativa prevede una serie di appuntamenti con protagonisti dell’arte e della cultura: domenica 20 marzo sarà la volta di Carlo Pagnini, poeta pesarese, erede del mitico Pasqualon, che incontrerà pubblico e amici del Polo Giovani presso la sala Ex Lavatoio. Per essere sempre aggiornati
sulle iniziative e sulle proposte del Polo Giovani, visitate le pagine Facebook CreatiValconca Associazione Culturale e Polo Giovani Morciano di Romagna.




Le Grotte di Onferno verso l’obiettivo 1000 visite

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Le Grotte di Onferno piacciono e si avvicinano al primo importante obiettivo da quando è partita la nuova gestione: 1000 visite. Oltre ad essere stata un’apprezzatissima meta per Pasqua (grazie alle aperture speciali e alle visite guidate organizzate nel periodo pasquale, le Grotte di Onferno hanno registrato oltre 250 visitatori, di cui 200 solo nel giorno di Pasquetta), da novembre scorso sono già state accompagnate in grotta più di 750 persone. Per questo il nuovo gestore, l’associazione La Nottola, associazione di Promozione Sociale e Sportiva Dilettantistica con sede a Vergato (Bo), si dice convinta di raggiungere la soglia della cifra tonda. Un risultato possibile “grazie ad una conduzione appassionata” di amanti della speleologia. Per chi non lo sapesse, le Grotte di Onferno sono di rilievo nazionale e sono inserite nella rete dell’Associazione Nazionale Città delle Grotte e stanno per aderire all’Associazione Grotte Turistiche Italiane (A.G.T.I.) e all’International Show Caves Association (I.S.C.A.). Si aprono alla base del grande e singolare masso gessoso su cui anticamente sorgeva il “Castrum Inferni”, attualmente Castello di Onferno, all’interno della Riserva Naturale Orientata omonima. Annesso al sito si trova anche il Centro Visite, il Museo Naturalistico e il Giardino Botanico, ospitati nell’antica Pieve di Santa Colomba, oggi restaurata e diventata un vero e proprio “paradiso” anche per i bambini con uno spazio espositivo impostato secondo la logica del gioco e dell’interattività.

 

Le grotte dal mese di aprile e fino a ottobre sono visitabili ogni sabato e domenica, oltre a una o più giornate infrasettimanali. Per essere sempre aggiornati sugli orari e le attività speciali in calendario tutto l’anno (laboratori, conferenze, proiezioni, escursioni) è possibile consultare il programma sulla pagina ufficiale www.facebook.com/grotta.onferno.  Ecco i nuovi recapiti:  cell. 389 199 1683 (no sms) e posta elettronica: onferno@nottola.org

 




Monte Colombo e Montescudo dicono ‘sì’ alla loro unione. In cambio soldi pubblici

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Montescudo

Hanno detto sì con l’84% dei voti a Montescudo e il 69% a Montecolombo.  Ieri sono stati 1652 i cittadini (su 5621 elettori aventi diritto) a decidere le sorti dei due paesi arroccati in Valconca. Deciso anche il nome. Tra quelli in ballo, quello che ha raccolto più consensi è stato Montescudo-Monte Colombo, con buona pace della toponomastica contemporanea. Un’affluenza alle urne bassissima, pari al 29%, tra le più basse in Regione. Segno, evidente, di una scarsa convinzione sull’operazione. Sempre ieri, infatti, si votava anche in altri quattro comuni (Porretta Terme e Granaglione nel bolognese,  Polesine Parmense e Zibello in provincia di Parma) dove l’afflusso alle cabine è stato sempre oltre il 40% con un picco a Granaglione dove hanno votato 1.234 residenti, pari al 64,17% degli aventi diritto.

 

Tornando alle cronache locali ecco i voti attribuiti ad ogni singola denominazione possibile. A Montecolombo il futuro nome del comune che è piaciuto di più è stato Monte dei Castelli  (285 preferenze); seguono Monti del Conca (120), Monte Colombo e Scudo (181), Montescudo-Monte Colombo (140). A Montescudo Monte dei Castelli (169), Monti del Conca (60), Monte Colombo e Scudo (55), Montescudo-Monte Colombo (457). Soddisfazione dai vertici della politica regionale. “Il sì alla fusione tra Montescudo e Monte Colombo è un grande risultato e un’ottima notizia per i cittadini del futuro nuovo comune” – scrivono i consiglieri regionali riminesi Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi e il capogruppo PD Stefano Caliandro. “Ormai da alcuni anni – proseguono i consiglieri – la Regione si sta adoperando perché siano sempre più i comuni che scelgono la fusione: un percorso che permette di ridurre i costi della politica, di razionalizzare l’utilizzo delle strutture pubbliche e di garantire migliori e più efficienti servizi ai cittadini. Obiettivi importantissimi che solo attraverso le fusioni tra comuni possono essere raggiungibili e rendere più coese quelle comunità”. Con il via alla fusione, ricordano i consiglieri, al nuovo comune arriveranno dalla Regione 92 mila euro all’anno per 15 anni e un ulteriore contributo, a titolo di compartecipazione alle spese iniziali, di 120 mila euro all’anno per i primi tre anni. A questi fondi si aggiungerà un cospicuo contributo statale di circa 235mila euro annuo per 10 anni. Per 5 anni, inoltre, il nuovo comune sarà esente dal Patto di stabilità. Ora si tratta di capire come e per cosa verranno spesi. (dc)