Rimini. Palazzi dell’arte, quasi piene le visite ad ingresso gratuito

Palazzi dell’arte, quasi piene le visite ad ingresso gratuito.

I Palazzi dell’Arte di Rimini si sono svelati alla città e la città ha risposto con entusiasmo. Sono centinaia le persone che da ieri pomeriggio hanno fatto ingresso al Part, il nuovo spazio museale che ospita la Collezione della Fondazione San Patrignano, raccolta di opere d’arte contemporanea donate da artisti, collezionisti e galleristi.

Dopo la cerimonia di apertura di ieri, la festa per l’inaugurazione prosegue per tutto il fine settimana, con la possibilità fino a domenica di visitare gratuitamente i riqualificati palazzi del Podestà e dell’Arengo, oggi nuovo scrigno di arte e bellezza della città. Già praticamente sold out tutti i posti disponibili per accedere al Part, suddivisi in slot contingentati e a cadenza di mezz’ora, per consentire al pubblico di fruire di una visita in piena sicurezza. E’ comunque possibile rivolgersi al desk di accoglienza allestito all’esterno dei Palazzi per chiedere informazioni in caso di disdette o rinunce e per eventuali visite aggiuntive per gruppi ristretti che saranno organizzate se sarà possibile rispettare le misure di prevenzione sanitaria.

Alta è stata anche l’attenzione dei media per questa apertura storica e simbolica insieme, che inaugura anche un nuovo rapporto tra pubblico e privato sociale, oltre che confermare il percorso intrapreso dalla città che pone la cultura al centro della riqualificazione e dello sviluppo della città. Tra i tanti articoli che la stampa specializzata ha dedicato al Part, la segnalazione di Wallpaper* magazine, la rivista di design tra le più famose al mondo. A parlare di Part anche il critico Vittorio Sgarbi, in diretta su La7 dalle sale dei Palazzi, mentre tra gli ospiti della giornata di ieri non è passata inosservata è l’attrice turca icona dei film di Ferzan Ozpetek, Serra Yılmaz. Insieme a lei tante personalità del mondo culturale e imprenditoriale non solo della città, come il fondatore di Yoox Federico Marchetti.

Fino al 10 gennaio il Part ospita anche due mostre temporanee, dislocate nello spazio1 del Palazzo del Podestà e nello spazio2 sotto una sigla denominata [APARTE]. La prima mostra è Convivium, con i lavori di cinque artisti dalle personalità dirompenti, diverse e insieme complementari: Francesco Bocchini, Vittorio D’Augusta, Luca Giovagnoli, Marco Neri, Nicola Samorì. Lo spazio2 ospita Magna Carta che propone l’incontro tra la versatilità libera da lacci di Denis Riva e la lettura puntuale e poetica di Massimo Pulini, curatore dell’esposizione. Le mostre sono visitabili con il biglietto d’ingresso al Part.

Proseguono inoltre fino a domenica le speciali visite guidate organizzate dai Musei Comunali (prenotazione obbligatoria allo 0541 793851, www.museicomunalirimini.it) e gli itineari proposti da Visit Rimini per scoprire la storia e le bellezze della città romana, malatestiana, contemporanea (infoline 0541 53399, info@visitrimini.com, www.visitrimini.com).




Rimini. Ricarica dei veicoli elettrici, 42 nuove colonnine in 22 strade

 

 

Ricarica dei veicoli elettrici, 42 nuove colonnine in 22 strade.

Partiranno lunedì prossimo i lavori di un progetto a favore della mobilità elettrica che prevede la nascita entro il 2020 in Emilia-Romagna di una capillare rete di punti di ricarica per veicoli ad alimentazione elettrica, sia mezzi di trasporto pubblico, che autovetture ad uso privato. Dopo l’avviso per l’acquisizione di manifestazioni di interesse, pubblicato nel 2019, è stato individuata la ditta “BE CHARGE S.R.L.” di Milano, con cui il Comune ha stipulato una “Convenzione per la realizzazione e la successiva gestione di una rete di ricarica per i veicoli elettrici”.

Saranno 50 in tutto le strutture di ricarica per veicoli elettrici che dopo questa prima fase – in cui se ne prevedono 42 – verranno collocate sul territorio comunale. Una rete significativa che coinvolge in tutto 23 postazioni diverse, individuate in altrettante vie comunali. I lavori inizieranno in viale Regina Elena, piazzale Gondar, via Roma e via Emilia per poi spostarsi progressivamente nelle altre postazioni, tra cui lungomare G. di Vittorio, via della Fiera, via Chiabrera, via Caduti di Nassirya, ecc.. Questa prima fase del progetto prevede 2 diverse tipologie di colonnine, ovvero le cosiddétte “Normal Power”, che saranno 31 in tutto e le “High Power Fast charging” che saranno 11. Le infrastrutture di ricarica garantiranno una forte interoperabilità in quanto per utilizzarle basterà scaricare l’applicazione mobile senza essere necessariamente cliente di Be Charge. Il servizio sarà garantito 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, attivabile completamente dall’ applicazione mobile disponibile per iOS e Android, oppure tessera.

I lavori di installazione dureranno circa un mese e sono interamente a carico della società “Be Charge S.R.L.”. La società, che è anche fra i cinque principali fornitori di energia elettrica con cui la Regione Emilia Romagna ha siglato il protocollo di intesa, dovrà occuparsi della gestione delle infrastrutture di ricarica. Sono 18 invece le colonnine gestite da EnelX, già presenti sul territorio – installate tra il 2012 ed il 2013 – che dovranno essere dismesse in quanto trattasi di vecchia tecnologia. Si prevede che il servizio di ricarica dei veicoli elettrici, nel prossimo futuro subirà un incremento di utilizzo importante.

“Stiamo parlando di un progetto – ricorda Roberta Frisoni, Assessore alla Mobilità – che presenta grandi potenzialità in termini di riduzione dell’inquinamento sia atmosferico che acustico e offre la possibilità di numerose applicazioni a livello cittadino, tra le quali la mobilità privata su due e quattro ruote, il trasporto pubblico, la logistica, la gestione delle flotte. Sia nel Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) della Regione Emilia-Romagna, che nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), il Comune di Rimini, sostiene che la mobilità elettrica può contribuire in maniera sostanziale alla diminuzione delle concentrazioni dei principali clima alteranti. Questa rete di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici sul territorio vuole incentivare lo sviluppo di questa forma di mobilità. Un’azione prevista anche nella Carta Metropolitana dell’elettromobilità a cui ha aderito il Comune di Rimini, che prevede attraverso una rete di ricarica accessibile al pubblico la promozione dell’uso di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità, per dare vita assieme agli altri sottoscrittori, ad una “rete” di Comuni attenti alla salute dei propri cittadini.”




Rimini. XXII edizione dell’incontro con le pagine del libro sacro: settimana biblica e inaugurazione sala Manzoni

 

XXII edizione dell’incontro con le pagine del libro sacro: settimana biblica e inaugurazione sala Manzoni
Dal 28 settembre -1 ottobre il libro in cui Dio si esalta nella sua immagine che è l’uomo.

Favorire un primo incontro con la pagina biblica, che è sempre in grado di attirare l’attenzione delle persone, e in questo periodo forse ancora di più. Sono parole piene di sapienza, capaci di parlare in profondità alla vita dell’uomo contemporaneo. È questa, in sintesi, la proposta della Settimana Biblica,, tradizionale appuntamento di formazione e di ricerca biblica organizzato dalla Diocesi di Rimini e rivolto a tutti.
Giunto alla XXII edizione, quest’anno il programma prevede quattro conferenze serali, otto relatori, tra cui biblisti (la riminese Laila Lucci e Luca Mazzinghi), storici (Marcello Panzanini) e attori (Roberto Mercadini e Paolo Summaria), e due atelier.

Al centro dell’edizione 2020 della Settimana Biblica c’è il Cantico dei Cantici, un libro che “rende impure le mani”, come usa dire la tradizione ebraica per indicare il carattere ispirato dell’opera. L’immagine, pur provenendo da una remota antropologia del sacro, offre un’indicazione preziosa al lettore: non ci si può accostare all’opera con tocchi fugaci e superficiali, che non ne colgano, con rispetto e venerazione, l’insondabile profondità, simbolica e rivelativa.
Il Cantico dei Cantici è finito al centro della cronaca in seguito all’appassionato recital sanremese di Roberto Benigni. Quella interpretazione ha sicuramente alzato il velo sul Cantico per molte persone, “ma è necessario aiutare le persone e le comunità cristiane ad appropriarsi di una chiave interpretativa e di senso rispondente a quella originale del testo, nato in ambito ebraico e da sempre ‘cresciuto’ all’interno dell’esegetica cristiana” fa notare don Gabriele Gozzi, neo responsabile dell’Ufficio diocesano dell’Apostolato biblico

Il nome di Dio in questo libro non viene mai direttamente nominato, eppure in tutte le sue pagine si parla d’amore, spirituale e fisico, fra due sposi. “Dio è studiato ed esaltato nella sua immagine che è l’uomo” fa notare don Gabriele Gozzi, 44enne nuovo responsabile.

Se l’attore Paolo Summaria e la biblista Laila Lucci offrono (lunedì 28 settembre) un ingresso nell’opera, con la lettura di passi corredati da introduzioni e chiavi interpretative, il biblista Luca Mazzinghi presenta (martedì 29 settembre) l’esegesi di passi specifici del Cantico, con la rilevazione di simbologie e temi significativi.
Riletture posteriori, nella cultura e nell’arte, che aiutano a comprendere l’immenso e attuale apporto culturale di quest’opera, compogono la ricognizione operata da Marcello Panzanini (mercoledì 30). Inoltre confrontandosi con diverse traduzioni, antiche e contemporanee, di alcuni passi, il contributo dell’attore Roberto Mercadini costituisce un’appassionata riproposizione artistica dell’opera. Giovedì 1 ottobre verrà presentato il documento “Che cosa è l‘uomo”: propone un ampliamento antropologico sul tema dell’amore umano, come esso emerge nella Sacra Scrittura, commentato dalla biblista Nuria Calduch-Benages (Pontificia Commissione Biblica). Le conclusioni sono affidate al vescovo di Rimini Francesco Lambiasi.

La Settimana Biblica si svolgerà in Sala Manzoni (via IV Novembre 35, Rimini).
A causa dell’emergenza COVID-19 i posti in sala sono limitati, occorre prenotare il posto in sala per vivere di persona la Settimana Biblica. presso la Segreteria Diocesana (0541-1835105) oppure attraverso il sito www.settimanabiblica.it
Contributo (comprensivo di cartellina): € 3,00 a serata. Le prenotazioni sono relative alla singola serata, si può prenotare una o più serate. In caso di posti esauriti si può sempre seguire le serate in diretta su Icaro TV, canale 91 del digitale terrestre.
Le conferenze iniziano alle ore 21.

Oltre alle quattro serate in cui ci si accosta alla Parola di Dio, la Settimana Biblica prevede anche Atelier di catechesi biblica: studiano aspetti legati alla storicità e alle caratteristiche narrative del Cantico dei Cantici e si condividono esperienze e metodologie di lettura orante e catechesi narrativa su alcuni racconti evangelici.

“Atelier di Bibliodramma” a cura di Alessandro Zavattini è in programma lunedì 5 ottobre dalle 18,30 alle 22,30. Guidato da Giovanna Zanutta, presidente dell’Associazione Italiana Bibliodramma.
“Atelier poetico” a cura di Gabriele Gozzi, è in programma mercoledì 7 ottobre, dalle ore 18,30 alle 21,30. Sarà guidato da Ardea Montebelli, insegnante e poetessa. Gli Atelier si svolgeranno presso il Seminario Vescovile.
Prenotazioni e informazioni: Segreteria Diocesana (0541-1835105) oppure www.settimanabiblica.it

La Settimana Biblica è l’occasione per inaugurare la rinnovata Sala Manzoni, la cui prolungata chiusura ha “costretto” numerose iniziative culturali e pastorali, cittadine e diocesane, ad “emigrare”. Ora ritorna a spalancare le sue porte, dopo diverse settimane, numerosi interventi di adeguamento e un finanziamento oneroso. L’inaugurazione è prevista lunedì 28 settembre, in concomitanza con la prima delle serate della “Settimana Biblica”. Prima di dedicarsi al testo sacro, è prevista una breve cerimonia di 15 minuti. Il Vescovo di Rimini guiderà la preghiera iniziale, il Presidente di RivieraBanca dott. Fausto Caldari racconterà perché il suo Istituto di credito ha deciso di donare un nuovo impianto video alla Sala, mentre l’economo diocesano don Danilo Manduchi farà il punto sui lavori eseguiti e sulla necessità di restituire alla comunità civile e religiosa “Una preziosa sala posta nel centro storico di Rimini, per cui la Diocesi ha ritenuto di impegnarsi con un investimento economico importante”.

I lavori eseguiti sono stati importanti. Si va dall’adeguamento alle normative antincendio (idranti, porte tagliafuoco, isolato pareti con pannelli resistenti al fuoco, ecc.) ai sistemi di allarme, illuminazione, amplificazione, e soprattutto la sostituzione di sedie e palco, con l’eliminazione delle barriere architettoniche.




Rimini. Rimini e Bologna Fiere, verso la fusione?

 

Dichiarazione del sindaco di Rimini Andrea Gnassi: “La prossima settimana abbiamo in programma un incontro con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e il sindaco di Bologna, Virginio Merola, per fare il punto sulla situazione Fiere. Il percorso di integrazione di IEG e Bologna Fiere per realizzare un soggetto fieristico in grado di giocare da protagonista sul piano internazionale è una grande e innovativa operazione strategica non solo di Rimini-Bologna, ma è l’unica del sistema Italia in campo fieristico. Il Covid è piombato sul mercato fieristico mondiale con la forza e gli effetti di un gigantesco meteorite. Ancora adesso, e non si sa ancora per quanto tempo, viaggi, voli, fiere saranno forzate allo ‘stand and still’ come e più delle manifestazioni sportive e dell’intrattenimento che viveva e contava su grandi flussi di pubblico. Se pensiamo ai numeri di Riminiwellness, Sigep e gli altri appuntamenti del calendario di IEG siamo ai livelli di eventi sportivi mondiali. La crisi e le difficoltà sono vere, evidenti e rendono il quadro estremamente preoccupante e incerto. Condivido in questo senso i timori espressi dal sindaco di Bologna che chiede sostegno e assicurazioni per il settore, così come sostegno e assicurazioni sono state e sono garantite ad altri comparti dell’economia in bilico causa lockdown. Prendo atto che, a tutt’oggi, ufficialmente, il Governo ha destinato all’intero settore nazionale fieristico – a cospetto di altri paesi come Germania, Inghilterra, Usa, ecc. – un fondo complessivo, e sottolineo complessivo, di 63 milioni di euro per compensare le perdite avute finora. Lo giudichiamo del tutto insufficiente, anche alla luce della lettera firmata dai Presidenti di regione di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia in cui si chiedeva la costituzione di un Fondo pari a 800 milioni di euro. Verrebbe, se la questione non fosse così seria, di usare l’ironia. Per un sistema fieristico come il nostro che si è pagato sul campo con la redditività gli investimenti e i mutui fatti (ce la siamo fatta e pagati da soli), 63 milioni sono risibili. Sono la scelta, cioè, di non sostenere il sistema fieristico.

L’incontro della prossima settimana servirà a mettere a punto una strategia comune: il Governo deve avere più attenzione verso realtà industriali come la nostra alle prese con un programma di sviluppo particolarmente innovativo. Questi progetti dovrebbero essere premiati e sostenuti adeguatamente. Occorre un segnale forte da parte dell’Autorità centrale , condiviso anche dalla Regione Emilia Romagna che, sul fronte del sostegno a progetti innovativi, ha sempre speso il proprio impegno. Per quanto riguarda il processo di fusione mi permetto di dire questo: se ne parla da anni e da anni è condivisa l’idea di compattare e unire le forze. Abbiamo ragioni industriali vere e non chiacchiere. Gli approfondimenti in corso delineeranno se ci sono e quali sono le condizioni. L’esigenza e l’urgenza è lì e non solo da febbraio 2020. Io credo che essere pronti su questo aspetto, di cui a trarre vantaggio saranno i territori, si debba andare avanti e non rallentare. Anzi proprio il Covid mette ancora più in evidenza le ragioni industriali dell’integrazione tra queste due realtà. Se noi diciamo ‘andiamo avanti’ è chiaro che dobbiamo avere un Paese dietro che ci dia una mano seria.




Emilia Romagna – Rimini. Coronavirus: 11mila tamponi, 99 positivi. 4 nel Riminese

 

Emilia Romagna Coronavirus: 11mila tamponi, 99 positivi, di cui 56 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Le persone guarite salgono a 25.604 (+84). Un decesso

Effettuati anche 1.960 test sierologici. L’età media dei nuovi casi è di 48 anni. Al momento del tampone, 47 erano già in isolamento. I casi attivi sono 4.627 (+14), il 95% in isolamento a casa con sintomi lievi. Stabili, 20 in tutto, i ricoveri in terapia intensiva.

 

In provincia di Rimini: 2.565 casi, più4, di cui 1 sintomatico.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 48 anni.

 




Rimini. Andrea Turchini, nuovo rettore del seminario regionale “Benedetto XV”

Il riminese Andrea Turchini, nuovo rettore del seminario regionale “Benedetto XV” a Bologna.

Apertura a San Luca venerdì 25 settembre alle ore 17

L’apertura dell’anno formativo del Seminario regionale Flaminio “Benedetto XV” è un’occasione preziosa da “cogliere per condividere un messaggio di fondata fiducia e di tenace speranza alle nostre Chiese particolari». Lo scrivono i Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna in una lettera predisposta in occasione dell’apertura dell’anno formativo del Pontificio Seminario Regionale Flaminio, in programma venerdì 25 settembre alle ore 17. La lettera, indirizzata ai seminaristi, ai presbiteri, ai diaconi, ai membri della vita consacrata e a tutti i fedeli, è firmata dagli Arcivescovi e dai Vescovi delle nove diocesi delle quali il Seminario forma i seminaristi, tra cui il Vescovo della Diocesi di Rimini, mons. Francesco Lambiasi.
Oltre ai seminaristi un pensiero di ringraziamento è rivolto anche all’équipe dei formatori, che durante la scorsa estate si è in gran parte rinnovata, e a chi ha svolto con dedizione e competenza questo servizio di formazione. Un pensiero va pure a tutti i presbiteri delle diocesi, ricordando che “il primo dono che possiamo offrire alle nostre comunità è quello di una amicizia e fraternità concretamente vissute nel presbiterio”. I Vescovi, infine, si rivolgono a tutti i fedeli delle diocesi rinnovando “la domanda di una preghiera assidua per le vocazioni” e a tutte le comunità parrocchiali, le associazioni, i movimenti e le aggregazioni ecclesiali invitando “a rinnovare la loro vita seguendo l’invito del Vangelo, con una partecipazione assidua e corresponsabile alla vita della comunità cristiana”.

Secondo una tradizione antica, l’inizio ufficiale dell’anno del Seminario avverrà presso il Santuario della Beata Vergine di san Luca. Alla s. Messa, presieduta da S.E. il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Ceer e arcivescovo di Bologna, prenderanno parte tutti i vescovi delle nove diocesi afferenti al Pontificio Seminario Regionale Flaminio e diversi rettori delle stesse diocesi.

L’apertura dell’anno formativo del Pontificio Seminario Regionale Flaminio, quest’anno è seguita con ancora maggiore affetto e riconoscenza dalla chiesa riminese per la presenza di don Andrea Turchini.

Don Andrea Turchini, nato a Rimini nel 1965, già parroco di Santarcangelo, il 6 giugno scorso è stato nominato nuovo Rettore del Pontificio Seminario Regionale Flaminio di Bologna. I Vescovi delle arcidiocesi di Bologna, di Ferrara e delle diocesi della Romagna hanno designato don Andrea a tale incarico e la nomina ufficiale “ad quinquennium” da parte della Santa Sede è stata notificata con lettera del 3 giugno u.s.
Si tratta del secondo sacerdote riminese designato per tale incarico. In precedenza, era toccato a don Nevio Ancarani, Rettore del Pontificio Seminario Regionale Flaminio dal 1958 al 1971.
“Chiederò il dono di uno sguardo capace di vedere la Grazia di Dio che opera nella vita di coloro che chiedono di essere formati; – dice don Turchini – il dono un cuore capace di condividere la passione per la missione; braccia aperte per vivere la fraternità e per sostenere chi fatica. Chiediamo in particolare i doni della sapienza e della fortezza per saper discernere la volontà di Dio e saper orientare le persone a compierla”.

Accanto a don Andrea, la nuova équipe di formatori è composta da don Giampiero Mazzucchelli (vicerettore) e don Adriano Pinardi (direttore spirituale). Attualmente la comunità del Pontificio Seminario Regionale Flaminio accoglie 22 seminaristi, di cui 2 della Diocesi di Rimini. A questi si aggiungono, su richiesta dei rispettivi vescovi, 1 seminarista della Diocesi di Sulmona-Valva (CH) al terzo anno e 2 della Diocesi di san Severo (FG) al sesto anno.

Fanno inoltre parte della comunità formativa, due diaconi dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia (in preparazione al presbiterato) e un adulto della Diocesi di Cesena-Sarsina (percorso di discernimento verso il presbiterato).

 

Don Andrea Turchini è nato a Rimini il 12.09.1965, ed è stato ordinato sacerdote l’8 dicembre 1990 per imposizione delle mani dal vescovo Mariano De Nicolò.
Ha già dedicato diciotto anni al servizio educativo in Seminario e, anche nel resto del tempo, si è sempre dedicato all’educazione e alla formazione dei giovani in vari ambiti e strutture ecclesiali. Ha conseguito la licenza in liturgia pastorale presso l’Istituto di liturgia pastorale di Padova.
Attualmente era Parroco presso la Parrocchia S. Michele Arcangelo di Santarcangelo di Romagna (una delle più grandi dell’intera diocesi), Assistente Diocesano AGESCI, e docente presso ISSR “Alberto Marvelli”.
In precedenza ha ricoperto i ruoli di: Rettore del Seminario Diocesano (2006-2016), Direttore Diocesano Pastorale Giovanile (200-2008), Assistente per la Pastorale Universitaria (2008-2016), Parroco presso la Parrocchia S. Maria Assunta (Colonnella) in Rimini (1998-2006), Direttore Diocesano Ufficio Liturgico (1994-2000), Vice Direttore ISR Marvelli (1995-1998), Vice Assistente Azione Cattolica per ACR (1994-1999), Vice Rettore del Seminario Diocesano (1992-1999).




Rimini. Bonaccini: “Sindaco: Pd unito, programma coraggioso, nome di prestigio in una grande alleanza”

Da sinistra: il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, il giornalista Gigi Riva e il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini

 

Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini a Rimini per un convegno del Pd: “Sindaco: Pd unito, programma coraggioso, nome di prestigio in una grande alleanza”.

“Un appuntamento, quello organizzato dal Pd Riminese – dice il segretario provinciale Filippo Sacchetti – non può che trasmetterci ulteriore entusiasmo e spingerci a proseguire sempre più decisi sulla strada della partecipazione”.

Il presidente regionale si è soffermato più volte sul tema, evidenziando come “Rimini sia stato un esempio virtuoso di gestione dell’emergenza da Coronavirus per il coraggio e la capacità di tenere le redini di una delle zone rosse portando avanti con tenacia progetti di rigenerazione come il Parco del Mare o il Part inaugurato proprio in queste ore: interventi che danno la dimensione di una città che continua ad aprirsi al mondo, ricostruisce quelli che erano luoghi di degrado per rendere più bella l’accoglienza e la cultura dell’ospitalità. E’ fondamentale proseguire su questa strada, completare i cantieri, aprirne di nuovi, continuare a cambiare nel segno della sostenibilità”.

E parlando di futuro, l’attenzione non poteva che calamitarsi anche sul 2021 e la tornata elettorale che interesserà anche e soprattutto Rimini.
Un tema su cui, sollecitati dal moderatore Gigi Riva, Gnassi e Bonaccini hanno concordato: “Il modello da portare avanti con grande convinzione è quello ci ha permesso di vincere in Emilia Romagna come nelle altre regioni in cui si è votato lo scorso fine settimana: saranno determinanti un Pd unito, programmi coraggiosi e ambiziosi, una grande alleanza fra le migliori esperienze della società riminese e un candidato sindaco autorevole che tenga insieme questo processo di innovazione e competenza. Un progetto concreto e riconoscibile dai cittadini, diretto e lontano dalle vecchie alchimie di Palazzo”.

La ripartenza dopo il voto di domenica e lunedì, l’affermazione del si al referendum e il rafforzamento delle politiche del partito democratico, con la partecipazione di ieri sera sono un buon punto di partenza da cui ripartire.




Rimini. Marco Montemaggi presenta il libro ““Il valore delle imprese è intrecciato con quello del territorio e insieme rappresentano un vantaggio competitivo”

Marco Montemaggi

 

Marco Montemaggi presenta il libro ““Il valore delle imprese è intrecciato con quello del territorio e insieme rappresentano un vantaggio competitivo”. Appuntamento: venerdì 25 settembre alle 18 al Cinema Fulgor; insieme all’autore intervengono il presidente di Confindustria Romagna Paolo Maggioli e Andrea Albani, Managing Director di Misano World Circuit. Vengono intervistati dal giornalista Sergio Barducci.

Il riminese è fra i massimi esperti in Italia sul tema dell’heritage marketing, l’insieme di attività che fanno leva sul patrimonio storico di una marca per rafforzarne il suo posizionamento nel mercato.

La nuova pubblicazione sarà presentata venerdì 25 settembre alle 18.00 al Cinema Fulgor di Rimini e interverranno, oltre all’autore, anche il presidente di Confindustria Romagna Paolo Maggioli e Andrea Albani, Managing Director di Misano World Circuit. I tre partecipanti saranno intervistati dal giornalista Sergio Barducci.

“L’intento di questo volume è raccontare – dice Montemaggi – come la cultura industriale sia un valore a beneficio della comunità e non solo della singola azienda che naturalmente rappresenta. Essa, infatti, è altresì espressione del territorio in cui è stata prodotta attraverso la compartecipazione di più soggetti. Quest’interpretazione è, spesso, il portato di un obiettivo condiviso fra tanti attori, privati e pubblici, che si alleano per la creazione di un valore territoriale che può avere diverse finalità. Il libro ha l’obiettivo di evidenziare l’importante ruolo che questo ambito culturale può avere nello sviluppo del nostro Paese e del nostro territorio”.

Il libro è un po’ l’evoluzione del precedente, “Heritage Marketing”, nel quale era spiegato come il patrimonio storico possa essere d’aiuto all’impresa. Il passo ulteriore è la consapevolezza che il patrimonio storico è anche utile e diventa un elemento strategico per il territorio e quindi la cultura industriale, cioè l’architettura, gli archivi, il patrimonio storico, le persone, sono in realtà anche un valore identificativo non solo per l’azienda, ma anche per il territorio di cui l’azienda fa parte e quindi in qualche modo è come se il patrimonio storico andasse oltre i cancelli dell’impresa e diventasse valore identificativo anche per il territorio.

 

Marco Montemaggi

E’ membro del board dell’Associazione Nazionale “Museimpresa” fin dalla sua fondazione. Professore al Cuoa e al Polimoda su questa tematica, lavora e ha lavorato per molte aziende del Made in Italy su progetti di Corporate Identity fra cui Diesel spa, Misano World Circuit, Borsalino spa, Riva Yacht; inoltre, è stato curatore scientifico di progetti di Marketing territoriale come “Motor Valley” per la regione Emilia Romagna. Ha iniziato il suo percorso professionale nel 1996 come Ideatore e Direttore del Museo Ducati e Responsabile degli Eventi Speciali per Ducati Motor Holding Spa.

Ha scritto e curato (da solo ed insieme ad altri) alcuni saggi, video e libri sulla Cultura Industriale italiana fra cui il libro “Heritage Marketing. La storia dell’impresa come vantaggio competitivo” (Franco Angeli editore), “Emilia Romagna: Terra di Motori” (Giunti editore) ed il saggio “I Musei d’impresa: un’opportunità per il Paese” (Economia della Cultura – Il Mulino). www.marcomontemaggi.com




Regione Emilia Romagna. Contrasto alle diseguaglianze, altri 6,3 milioni (55 milioni il totale)

 

Welfare. Il sostegno della Regione Emilia-Romagna per contrastare le disuguaglianze in aumento e rispondere ai nuovi bisogni emersi a causa dell’emergenza da Covid-19: altri 6,3 milioni di euro di risorse proprie, che portano ad oltre 55milioni il Fondo sociale regionale 2020

Dalla copertura delle utenze e dei beni di prima necessità al sostegno scolastico: ecco gli aiuti per chi è in difficoltà. La vicepresidente Schlein: “Interventi concreti e immediati: lavoriamo a fianco dei territori per non lasciare indietro nessuno”

Nuove risorse e interventi per contrastare disuguaglianze, fenomeno del ritiro sociale, povertà educativa di adolescenti e preadolescenti, in aumentoin seguito alla pandemia da Coronavirus, e misure rivolte alle persone senza fissa dimora.

Un sostegno concreto nel post emergenzasanitaria arriva dalla Regione Emilia-Romagna, che ha stanziato ulteriori 6,3 milioni di euro con un atto approvato nell’ultima seduta di Giunta: risorse proprie, che integrano la dotazione del Fondo sociale regionale 2020 portandola complessivamente ad oltre 55 milioni di euro. Contributi che serviranno a dare risposta ad esigenze concrete, come il pagamento delle utenze domestiche, buoni spesa, percorsi individualizzati contro l’abbandono scolastico e di supporto ai giovani cosiddetti Hikikomori, unfenomeno di ritiro sociale che l’emergenza sanitaria ha acuito.

Risorse e interventi illustrati questa mattina alla stampa, in videoconferenza da Viale Aldo Moro, dalla vicepresidente della Regione con delega al Welfare, Elly Schlein.

“La scelta di integrare il fondo sociale regionale con queste nuove risorse – ha sottolineato la vicepresidente Schlein- nasce anche dal confronto avuto in questi ultimi mesi con gli Enti locali e con i sindacati, che ci chiesero di aumentare le risorse per dare risposte ancora più immediate ai nuovi bisogni emersi in buona parte della popolazione in difficoltà economica e sociale a causa dell’emergenza da Covid. Questo nuovo intervento di 6,3 milioni di euro consentirà di offrire agli Enti locali e ai servizi sociali del territorio strumenti più flessibili per fare fronte alle diseguaglianze in aumento e contribuire a risollevare una comunità senza dubbio molto provata dagli effetti della pandemia. Gli interventi – ha aggiunto la vicepresidente – vanno dai contributi economici al sostegno alimentare e per le utenze, ad azioni mirate per l’accoglienza e l’autonomia delle persone senza fissa dimora, a un programma specifico, nato in concerto con l’Assemblea legislativa, per gli adolescenti in condizione di fragilità, disabilità o ritiro sociale, contrastando povertà educativa e dispersione scolastica. In ultimo- ha evidenziato la vicepresidente- desidero ricordare che con lo stanziamento di questi 6,3 milioni di euro la Regione porta ad oltre 55 milioni la dotazione del Fondo sociale regionale. È il nostro modo per sostenere i sindaci e i servizi di tutto il territorio in questo importante sforzo destinato a non lasciare nessuno indietro, pur consapevoli che non sarà una sfida facile nei prossimi, complicati mesi”.

Gli interventi finanziati

I 6,3 milioni di euro stanziati dalla Regione sono destinati a Comuni e Unioni di Comuni per rafforzare gli interventi e i servizi sociali del territorio, in base alle esigenze e alle priorità definite e programmate tramite i Piani di zona a livello distrettuale.

Di questi, 4 milioni sono finalizzati a supportare le persone in situazioni di fragilità e precarietà impreviste, come forme di indebitamento e perdita di posti di lavoro che in alcuni casi hanno aggravato condizioni critiche preesistenti. Le azioni previste potranno riguardare il pagamento delle utenze,l’erogazione di buoni spesa o contributi economici per supportare chi si trova in situazioni di difficoltà ma non rientra nelle diverse misure di sostegno al reddito previste a livello nazionale.

Inoltre, grazie alla concertazione con l’Assemblea legislativa, 1 milione e 500mila euro sarà destinato a un nuovo programma finalizzato a contrastare la povertà minorile, educativa, relazionale di preadolescenti e adolescenti in condizione di fragilità, che maggiormente abbiano risentito dell’isolamento sociale e della distanza fisica di questi mesi; e al cosiddetto “ritiro sociale” (meglio noto come fenomeno degli Hikikomori: giovani, anche giovanissimi, che decidono di rinchiudersi nella propria abitazione senza aver contatti diretti con il mondo esterno). In particolare, potranno essere finanziati interventi di sostegno socioeducativo o alle attività scolastiche e formative, attraverso il potenziamento della rete che comprende servizi sociali territoriali, servizi di Neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza, servizi sanitari, educativi, Spazi giovani, Centri per le famiglie, mondo della Scuola e della Formazione professionale, organizzazioni del Terzo settore.

Tra le azioni realizzabili, la diffusione e il potenziamento di spazi/sportelli di ascolto nelle scuole; laboratori per piccoli gruppi e percorsi individualizzati per i ragazzi a rischio di abbandono scolastico; forme di supporto socioeducativo con l’ausilio di educatori per interventi domiciliari;percorsi di integrazione scolastica di ragazze e ragazzi con disabilità, percorsi di sperimentazione di scuole aperte alla comunità.

Infine, i restanti 800 mila euro saranno destinati al rafforzamento dei servizi per le persone senza fissa dimora. In questo caso, i fondi andranno esclusivamente ai distretti che comprendono un Comune con più di 50 mila abitanti, dove il fenomeno della grave emarginazione adulta e senza dimora è più diffuso, per garantire la prevenzione del contagio da Coronavirus eliminando o riducendo la presenza in “strada” di queste persone specialmente in vista dei mesi invernali. Tra le azioni previste, l’aumento dei posti di accoglienza sulle 24 ore, la sperimentazionedi percorsi abitativi in autonomia quali l’housing first (piccoli appartamenti indipendenti); una maggiore diffusione dei servizi di assistenza in strada (unità di strada sociali per i senza dimora) e di risposta ai bisogni sanitari e primari (mense, docce); attività di orientamento e accompagnamento ai servizi (sanitari, del lavoro…) nell’ambito di progetti per l’autonomia socio-lavorativa.




Rimini. Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli”, si riparte

Riparte l’attività di formazione e ricerca dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” (istituzione accademica delle diocesi di Rimini e di San Marino-Montefeltro, collegata alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna – Bologna). Presso l’ISSR, sito nell’antica dimora monastica sul colle Covignano di Rimini, è possibile intraprendere diversi percorsi di riscoperta dei preziosi tesori della sapienza e della tradizione spirituale cristiana. L’ISSR costituisce un unicum sul nostro territorio per ampiezza delle proposte, sistematicità di approccio, qualità scientifico-didattica e completezza di sguardo sui diversi versanti della cultura religiosa.
L’offerta formativa comprende 4 proposte: un primo ciclo Triennale (che consente il conseguimento di una Laurea triennale in Scienze Religiose); un biennio di Specializzazione nell’indirizzo Pedagogico-Didattico (Laurea Magistrale in Scienze religiose); un Master di I livello in “Valorizzazione dell’Arte Sacra e del Turismo religioso”.
Accanto ai percorsi accademici segnaliamo inoltre il Percorso di Teologia Pastorale, rivolto in particolare agli operatori pastorali.
Nell’attuale contesto culturale e sociale, caratterizzato da un lato dalla crescente rilevanza pubblica del fenomeno religioso, e dall’altro da una scarsa e confusa conoscenza religiosa e interreligiosa, l’Istituto offre l’opportunità di una conoscenza integrale, allargando gli spazi della razionalità, per riaprirla alle grandi questioni del vero, del bene e del bello, coniugando tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza dell’intrinseca unità che le tiene insieme.
Grazie anche alla preziosa collaborazione di qualificati docenti specialisti nelle varie aree disciplinari, i diversi percorsi formativi consentono di accedere a una conoscenza approfondita della tradizione ebraico-cristiana e della teologia cattolica, a partire dai fondamenti storici, biblici, dottrinali, liturgici, etici e spirituali, nel confronto e nel dialogo con le altre tradizioni culturali e religiose. Accanto ai percorsi accademici si offrono durante l’anno anche corsi speciali di lingue bibliche (ebraico e greco) e diverse attività culturali integrative: seminari di studio, convegni, conferenze, coinvolgendo studiosi ed esperti di rilevanza nazionale e internazionale.
Alla luce delle crescenti sfide culturali ed educative alle quali siamo oggi chiamati, sollecitati anche dal rapido espandersi della società multietnica e multireligiosa, l’ISSR offre pertanto un suo specifico contributo di qualificazione culturale e professionale su versanti della formazione e della ricerca, generalmente molto trascurati anche dalle Università italiane.

Coloro che non intendono conseguire il titolo accademico possono comunque frequentare (in qualità di studenti ospiti-uditori) anche singoli corsi del piano di studi, sulla base dei propri interessi e delle specifiche esigenze formative.

Per l’A.A. 2020-21 sarà possibile frequentare tutti i corsi anche in modalità on-line, tramite piattaforma digitale per la didattica a distanza.

Le iscrizioni sono aperte fino al 15 Ottobre 2020.

Informazioni più dettagliate (discipline, docenti, orari, convegni e seminari ecc.) sono disponibili sul sito internet: www.issrmarvelli.it.
La Segreteria (aperta dal lunedì al venerdì) si trova presso la sede dell’ISSR, in via Covignano 265, 47923 Rimini; tel. 0541-751367 – email: segreteria@issrmarvelli.it.