Pesaro. Ricci: “Crisi Pica, chiusura inaccettabile. Lotteremo fino in fondo”

Il sindaco Matteo Ricci davanti alla Pica

Il sindaco Matteo  Ricci: “Crisi Pica, chiusura inaccettabile. Lotteremo fino in fondo”. «La partita è complessa, ma combatteremo fino in fondo». Davanti alla Pica Matteo Ricci si presenta al picchetto definendo «inaccettabile» la chiusura dello stabilimento. «E’ un pezzo di storia economica e lavorativa della provincia. Non si può fare così dalla mattina alla sera. Anche perché Terreal, dopo l’acquisizione, aveva garantito il proseguimento della produzione». Anzi: «Aveva scelto lo stabilimento di Pesaro per ampliarsi verso sud. Probabilmente ha inciso il cambio interno di dirigenza». Il sindaco ne discute con Giuseppe Lograno (Fillea Cgil), Alessandro Santoro (Filca Cisl) e i 60 dipendenti coinvolti. Con loro anche il consigliere regionale Andrea Biancani. Il sindaco è intenzionato ad alzare il livello, oltre la dimensione locale: «Abbiamo scritto alla Regione e al ministro Luigi Di Maio. Proveremo ad aprire subito il tavolo a livello nazionale. Anche perché parliamo di un gruppo internazionale, con altre sedi di produzione». Così Ricci cercherà di percorrere il canale del ministero dello Sviluppo. «L’obiettivo resta mantenere il punto di produzione e il marchio. Nelle prossime ore mi incontrerò anche con gli ex proprietari. Perché comunque hanno degli interessi, essendo i titolari dei capannoni. La decisione penalizza anche loro. Cercheremo di avere elementi in più. Per capire i rapporti e gli eventuali vincoli tra le parti». Compresa la questione dei costi di bonifica. Di certo, ribadisce Ricci, «dobbiamo fare di tutto per fare tornare la Terreal sui suoi passi. Per affrontare la situazione in modo civile, sedendosi intorno al tavolo coi sindacati». Il sindaco si confronterà anche con Confindustria «per capire gli spazi». E non esclude mobilitazioni a Roma o fuori sede: «Noi ci muoveremo a livello istituzionale. Ma la questione va tenuta accesa: bene il picchetto dei sindacati. Siamo al vostro fianco. E’ una chiusura scellerata, da rivedere. Anche perché questo polo, specie nei pavimenti, era l’unico nel gruppo Terreal. Non sarà facile ma ci proveremo».




Pesaro. Alexander Museum Palace Hotel, presentazione del libro di Martino Panico

All’Alexander Museum Palace Hotel di Pesaro presentazione del libro di Martino Panico “Un minuto in più”.

Appuntamento: venerdì 29 marzo alle ore 19. Ingresso libero.




Pesaro. Giorgio Girelli, alto attestato di benemerenza dal conservatorio Rossini

Giorgio Girelli

Giorgio Girelli, alto attestato di benemerenza dal conservatorio Rossini. L’inaugurazione dell’anno accademico del Conservatorio Statale Rossini, giorni addietro, ha consentito una proficua sintesi sugli obiettivi perseguiti dalla riforma della formazione musicale su cui si è efficacemente intrattenuto il Direttore generale del Ministero della Istruzione e Università Maria Letizia Melina, funzionario tra i più preparati e disponibili della struttura centrale.

Molto puntuale la relazione introduttiva del presidente dell’Istituto Salvatore Giordano che tra l’altro ha posto in rilievo come il Conservatorio di Pesaro, operante in una città che l’Unesco ha riconosciuto quale “città della musica”, necessita di adeguati sostegni per affrontare le criticità strutturali della sua sede settecentesca che il trascorrere infruttuoso del tempo peraltro aggrava. In effetti, tra le più evidenti si possono ricordare: la struttura delle caldaie. E’ obsoleta. Talvolta gli impianti funzionano a singhiozzo. Gli infissi, in gran parte deteriorati e in caso di pioggia insistente l’acqua penetra all’interno dell’edificio. Il tetto del Palazzo, che ha presentato diverse infiltrazioni con caduta d’acqua sul palco ed in altri ambienti del Conservatorio. Qui la Fondazione Rossini è riuscita ad effettuare interventi d’emergenza. Gli scarichi fognari, che confluiscono in una fossa biologica allocata nell’area del giardino del palazzo. La certificazione anti incendi, non ancora perfezionata. Il Conservatorio ha cercato nel 1996 di risolvere in maniera autonoma il problema con l’ing. Mariani. Ma la pratica non poté essere definita: dette però impulso alla Fondazione Rossini per l’accelerazione dell’adempimento. I servizi igienici, a dir poco inadeguati : quelli poi connessi con l’auditorium non solo sono infelici, poggiano su una palafitta di legno che non dà garanzie di sicurezza e di stabilità. Il settecentesco portone principale è deteriorato e da restaurare.

Tutti aspetti, a parte le fogne (di competenza comunale) cui dovrebbe provvedere l’ente tenuto alla manutenzione della struttura, la Fondazione Rossini istituita nel 1940 con questo compito. Ma è notorio che l’organismo ha risorse appena per il riscaldamento e le utenze, oltre a qualche intervento d’emergenza. Mentre uno studio di valenti professionisti ha quantificato in circa sei milioni l’onere per un primo intervento che garantisca l’indispensabile sicurezza e funzionalità all’immobile.
D’altra parte lo Stato, pur avendo l’uso del palazzo, non può effettuarvi interventi perché l’immobile ha natura privata dato che la sua nuda proprietà ricade sulla Fondazione Rossini.

Il tutto ha origine nelle condizioni fissate per la statizzazione dell’allora Liceo Musicale Rossini, avvenuta con una legge del 1939, i cui beni ereditati da Rossini passarono alla Fondazione. Il presidente Girelli, con qualche stratagemma, è riuscito ad ottenere fondi statali per il rifacimento del corridoio del pianoterra di sinistra del Palazzo e per l’allestimento dell’ascensore. Ma ciò che occorre è una soluzione organica e definitiva. E l’unica via ragionevole appare quella di liberare la Fondazione da questa proprietà che invece di rappresentare una base patrimoniale è un peso insopportabile.
Da parte sua Ludovico Bramanti, direttore dell’Istituto, si è soffermato tra l’altro sulle iniziative che hanno condotto il Conservatorio ad effettuare importanti esperienze all’estero. Ha inoltre illustrato la attività di produzione sempre più intensa e qualificata, come dimostra la realizzazione, in collaborazione con il ROF e con la Accademia di belle arti di Urbino, dell’opera rossiniana “La Cambiale di matrimonio”, pezzo forte della inaugurazione dell’anno accademico.
La cerimonia, cui hanno reso parte i rettori delle università di Ancona e di Urbino e numerose autorità statali e locali, è stata quest’anno caratterizzata dalla sintesi svolta dal presidente emerito Giorgio Girelli sui lunghi anni trascorsi alla guida, iniziata nel 1993, del Conservatorio Rossini.
Girelli ha tra l’altro ricordato il potenziamento dei contatti dell’Istituto con la Città e con le sue Istituzioni, l’attivazione di ricorrenti manifestazioni musicali nel corso dell’anno che, oltre all’apprezzamento artistico, hanno impresso al Conservatorio anche una identità di scuola “socialmente” sensibile per avere sottolineato temi quali il lavoro, la solidarietà ai malati, la lotta antitumori, la vicinanza ai terremotati, i valori della democrazia fissati nella nostra Costituzione.
Girelli ha pure svolto una azione concreta a livello nazionale perchè le iniziative legislative sui conservatori e le loro strutture avessero un epilogo costruttivo ed aderente agli effettivi bisogni di studenti e docenti. E’ stato così salvaguardato , ad esempio, l’ apporto di competenze amministrative esterne mantenendo la figura del Presidente, come è stato evitato il “pasticcio” dei politecnici delle arti, che, invece di assumere forme di razionale coordinamento operativo tra Istituzioni culturali (come sono ad esempio in atto a Pesaro tra Conservatorio e Accademia di belle arti) erano stati preordinati quale disordinato assemblaggio delle varie istituzioni AFAM (Conservatori, Accademie, ISIA) quasi si fosse trattato di accorpare agenzie di una banca. A conclusione della cerimonia, con sensibilità e nobiltà d’animo non comuni, il presidente Giordano ed il direttore Bramanti hanno onorato, quale riconoscimento dell’Istituto per l’intensa azione svolta in favore del Conservatorio Rossini, il presidente emerito Giorgio Girelli con una targa d’argento che reca la seguente dedica : “Al Cavaliere di Gran Croce Ambasciatore Giorgio Girelli che in questi lunghi anni ha assicurato tutto il suo impegno con dedizione, autorevolezza e responsabilità al prestigioso conservatorio Gioachino Rossini di Pesaro, che rappresenta una eccellenza unica della nostra comunità, patrimonio UNESCO per la musica”.




Pesaro. Pesarese, neve in montagna e piante cadute altrove causa il forte vento

Maltempo, interventi sulle strade provinciali per neve e piante cadute

Diversi gli interventi a causa del maltempo effettuati dal personale del Servizio viabilità e del Gruppo Pronto intervento della Provincia di Pesaro e Urbino, coadiuvato in alcuni casi dalla polizia provinciale e dai vigili del fuoco. Questa la situazione:
PESARO – Interventi durante la notte del personale della Provincia e dei vigili del fuoco lungo la strada provinciale 32 “Pesaro – Mombaroccio”, la SP 144 “Molino – Valcella”, la SP 30 S.Angelo – Montelabbate (braccio Ginestreto) per piante cadute.

URBINO – ALTO METAURO – Debole nevicata nella zona alta del territorio (SP. 90 “Graticcioli”).
MONTEFELTRO – Dalle 5 del mattino neve nella zona alta del territorio. Nelle provinciali dei Comuni di Carpegna e Montecopiolo sono intervenuti dalla prima mattinata 4 mezzi sgombraneve.
CATRIA E NERONE – Nevicate durante la notte nella parte alta del settore (zona Serravalle di Carda). Tutte le strade transitabili, ad eccezione di quella del Monte Petrano, per la quale si è in attesa delle evoluzioni meteo. Mezzi sgombraneve in azione lungo lungo la SP 28 “Pianditrebbio”. Caduta sassi lungo la SP 29 “Pietralunga”.
FANO – Su segnalazione della polizia provinciale, intervenuta squadra di cantonieri sulla strada provinciale 122 “Novilara – Fenile” per rimuovere una pianta che ha ostruito la sede stradale.




Pesaro. Anpi: “Non sale e spazi all’estrema destra”

La Provincia di Pesaro e Urbino stilerà un documento chiedendo a tutti i sindaci del territorio provinciale di non concedere sale e altri spazi pubblici di loro competenza a gruppi di estrema destra e a tutti quei soggetti che con comportamenti antidemocratici, xenofobi e razzisti non garantiscono il rispetto dei valori della Costituzione. Lo ha assicurato il presidente Giuseppe Paolini all’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) provinciale, che nella sala del consiglio “W.Pierangeli” aveva chiamato ad un confronto, oltre al presidente della Provincia, anche i sindaci degli 8 Comuni dove è presente e attiva una sezione, chiedendo ai rappresentanti delle istituzioni un impegno forte contro rigurgiti fascisti. La stessa amministrazione provinciale esclude da tempo, nel proprio regolamento di concessione delle sale, l’uso in contrasto con i principi della Costituzione, della legge, dell’ordine pubblico e dello Statuto provinciale.
“Stiamo attraversando un periodo problematico riguardo al rispetto delle persone, delle culture diverse – ha evidenziato il presidente della Provincia Giuseppe Paolini -. Bisogna continuare a resistere e sensibilizzare sempre di più i giovani, far conoscere a fondo la storia delle persone che sono morte per farci vivere nella democrazia e nella libertà. Nelle scuole, sarebbe importante organizzare la visita ad almeno un campo di concentramento”.
Presenti il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini, il sindaco di San Lorenzo in Campo Davide Dellonti il vice sindaco di Macerata Feltria Andrea Brisigotti, il presidente del consiglio comunale di Gabicce Aroldo Tagliabracci, il vice sindaco di Fermignano Alessandro Betonica e l’assessore del Comune di Fano Cristian Fanesi (assenti rappresentanti del Comune di Urbino). Intervenuti anche l’ex presidente della Provincia e sindaco di Peglio Daniele Tagliolini ed alcuni giovani, tra cui Jacopo De Rosa del collettivo studentesco di Pesaro.
Il segretario provinciale Anpi Milena Rossi, il vice presidente Anpi provinciale e presidente della sezione di Fano Paolo Pagnoni, la presidente della sezione di Pesaro Matilde Della Fornace ed i rappresentanti delle altre sezioni, nell’evidenziare come ad oggi siano circa 600 gli iscritti, tra cui molti giovani e donne, hanno fatto presenti ai sindaci varie priorità: una maggiore vicinanza dei Comuni alle sezioni Anpi, collaborando per diffondere in modo più profondo tra i giovani e gli studenti la cultura dell’antifascismo e la difesa dei diritti garantiti dalla Costituzione; la necessità per alcune sezioni di avere una sede dove incontrare i cittadini e organizzare iniziative; l’invito a promuovere mozioni nei consigli comunali per negare la concessione di sale a movimenti che si ispirano al fascismo. Da tutti i sindaci presenti il pieno appoggio e la volontà di programmare iniziative comuni.




Vallefoglia (Pesaro). Parco delle Muse e delle Ninfe in inaugurazione nel segno di Giovanni Santi

Pontevecchio

“Parco delle Muse e delle Ninfe”, al Centro “Giovanni Santi” di Colbordolo si inaugura un percorso ideale in 28 tappe.  Viene inaugurato sabato 23 marzo, alle ore 16.30, al Centro culturale “Giovanni Santi” di Colbordolo, un ideale percorso, chiamato “Parco delle Muse e delle Ninfe”, che il Comune di Vallefoglia intende proporre a cittadini e turisti: si tratta di 28 tappe che vedono le terre di Vallefoglia con un ruolo centrale tra Pesaro e Urbino, legato a Giovanni Santi (che ha i suoi natali a Colbordolo) ed ai temi delle ninfe, dell’acqua e del paesaggio. Luoghi, oggetti, storie e curiosità indicati in una mappa cartacea, ma che possono essere visitati anche consultando la piattaforma www.almaloci.it dove è presente una mappa interattiva con le località georeferenziate utilizzabili attraverso tablet e smartphone.
Il “Parco delle Muse e delle Ninfe”, che vede il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, è stato illustrato in una conferenza stampa al Centro “Giovanni Santi” dal sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, dall’assessore alla cultura Mirco Calzolari, dal presidente dell’associazione “Quatermassx” Roberto Vecchiarelli (ideatore del progetto), dalla presidente dell’associazione culturale “Etra – Entra nell’arte” Antonella Micaletti (che lo ha realizzato insieme a Vecchiarelli) e dal responsabile della piattaforma www.almaloci.com Settimio Perlini. Presenti anche i giovani artisti Elena Manfrè e Lorenzo Sbroiavacca, che insieme a Lucia Cologni hanno collaborato al progetto con delle installazioni e la giovane Giada Trudu che ha realizzato lo stendardo ed il materiale di comunicazione (tutti e quattro frequentano l’Accademia di Belle Arti di Urbino).
“Vogliamo restituire a questo territorio – ha detto il sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli – quella centralità che aveva nella storia: tanti personaggi, insieme a Giovanni Santi, hanno avuto un ruolo importante, basti pensare a Terenzio Mamiani, Costanza Monti, Giulio Perticari e Giovanni Branca per Sant’Angelo in Lizzola, al conte Paciotti, architetto militare, per Montefabbri, a Girolamo Genga per Serra di Genga. Il tema delle muse, dell’acqua e del paesaggio è uno dei tanti punti di osservazione, partendo dalle tracce lasciate da uomini illustri e dalle numerose vicende delle terre di Vallefoglia”.
“Si tratta – hanno spiegato Roberto Vecchiarelli e Antonella Micaletti – di un progetto di lettura del territorio, un filtro attraverso cui guardare il paesaggio cercando di combinare diversi sguardi, legandoli stretti col filo dell’immaginazione e della poesia. Il baricentro di Colbordolo sposta l’attenzione dai due principali centri di Pesaro e Urbino all’area di Vallefoglia e si estende verso i due estremi della provincia, in un continuo gioco di rimandi tra un luogo e l’altro”.
Tra i 28 luoghi dove è possibile ritrovare ninfe, acqua e paesaggi, oltre al “Tempietto delle Muse” di Giovanni Santi al Palazzo Ducale di Urbino e alla sua riproduzione all’interno del Centro “Giovanni Santi” di Colbordolo, ci sono il Molino di Pontevecchio-Museo contadino, Torre Cotogna, il paesaggio di Coldelce, Serra di Genga e Ripe, il torrente Aspa a Gallo di Petriano, la Fonte dei poeti a S.Angelo in Lizzola, il sipario storico del Teatro Rossini di Pesaro, Villa Almerici a Pesaro e tanti altri ancora.
All’interno del Centro culturale “Giovanni Santi”, riallestito per l’occasione, saranno presenti, oltre ad una gigantografia della mappa, un’installazione video dove vengono ripercorse alcune tappe, realizzata da Filippo Biagianti dell’Ufficio stampa della Provincia di Pesaro e Urbino in collaborazione con Roberto Vecchiarelli ed una postazione di collegamento alla piattaforma www.almaloci.it curata da Settimio Perlini.




Pesaro. Fai, per le Giornate di Primavera monumenti aperti

Sabato 23 e domenica 24 marzo/XXVII edizione delle Giornate di primavera del Fai (Fondo ambiente italiano).
Per l’occasione, a Pesaro si potranno visitare il cantiere della Chiesa di San Giovanni Battista; gli Orti Giulii e l’Osservatorio Valerio. Si potranno inoltre scoprire l’Acquedotto Romano e gli scavi archeologici di Colombarone. E per finire il Borgo di Fiorenzuola con una visita esclusiva al giardino di Casa Busi e alla ex canonica di Sant’Andrea.
Quest’anno apriamo le porte dell’incredibile, alla scoperta di una bellezza quotidiana e straordinaria, a volte sontuosa ed esplicita, altre nascosta e ferita, ma sempre profondamente nostra, che ci ricorda chi siamo e quali innumerevoli intrecci hanno tessuto il nostro passato, lasciando tracce nel nostro patrimonio culturale.
A Pesaro si potranno vedere la Chiesa monumentale di San Giovanni Battista, progettata da Girolamo Genga, voluta nel 1543 da Guidubaldo II della Rovere sull’area dove sorgeva il mausoleo costruito per la famiglia da Alessandro Sforza. Chiesa sempre appartenuta all’Ordine dei Frati Minori, dove sono in corso importanti lavori di restauro, poiché il terremoto del 26 ottobre 2016 ha danneggiato il soffitto della navata centrale, lavori che ci saranno spiegati dagli stessi tecnici che ne seguono la direzione.

Gli amati Orti Giulii dove ci auguriamo vengano presto realizzati i lavori per il completamento del fabbricato incompiuto e questo che possa contribuire a rivitalizzare il parco e l’intera area. L’Osservatorio Valerio, uno dei sei osservatori italiani individuati dall’ONU con la qualifica di “Centennial Observation Station”, riconoscimento riservato a stazioni con più di 100 anni di dati meteorologici, con interruzioni minime e nessun cambiamento significativo del sito (tra l’altro proprio il 23 marzo si celebra la Giornata Metereologica Mondiale). Si potranno inoltre scoprire l’Acquedotto Romano di Pesaro che è stato per circa 2.000 anni l’unica fonte pubblica di approvvigionamento idrico della città. Straordinario esempio di ingegneria idraulica antica che è stato concepito e continua a funzionare come galleria filtrante, che capta e trasporta acqua, interagendo con il territorio che attraversa. Un bene prezioso, che deve essere conosciuto e amato, e deve continuare ad essere sottoposto alle opere di manutenzione che ne garantiscano la durata e la funzionalità. L’acquedotto ci rimanda al tema dell’acqua, risorsa essenziale per l’umanità, risorsa che non può essere sprecata. Ancora: gli scavi archeologici di Colombarone i cui mosaici sono stati di recente sottoposti a manutenzione. Inoltre ad aprile verrà inaugurato l’Antiquarium in cui si racconterà la storia del sito, a partire dal rinvenimento da parte dell’Olivieri, e saranno mostrati materiali ritrovati durante gli scavi, che verranno così fatti conoscere e valorizzati.

Per finire con l’affascinante Borgo di Fiorenzuola dove grazie al Presidente del Parco Davide Manenti e la Famiglia Busi potremo visitare l’ex canonica di Sant’Andrea, chiesa crollata a mare dopo il terribile terremoto del 1916 e il giardino privato che affaccia da un lato sul mare e dall’altro sulle dolci colline verso l’entroterra. Sono inoltre previste passeggiate naturalistiche a cura di Andrea Fazi lungo i primi tornanti di Strada della Marina per comprendere un paesaggio mutato nel tempo anche a causa del recente incendio del 2017.

Poi Urbino, con un affascinante percorso alla scoperta dell’arte del restauro: ci apriranno le loro porte i Laboratori della Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, diretti dalla Prof.ssa Baratin, a Collegio Raffaello e a Palazzo Albani, dove sarà possibile visitare anche la splendida Gipsoteca, curata dalla Prof.ssa Anna Santucci. L’evento di Urbino si completerà con l’incontro con alcuni restauratori privati, che ci accoglieranno nella loro bottega o nei luoghi in cui si conservano opere da loro stessi recentemente restaurate.

A Fano saranno visitabili il Palazzo del Podestà cioè il portico ed il foyer del Teatro della Fortuna oltre agli scavi sottostanti, edificio che un tempo fu palazzo del potere; la Chiesa di San Francesco, resa surreale dalle profonde ferite che ha subito nel corso del tempo e infine un’apertura insolita ma interessante: la Caserma Paolini, in cui i visitatori saranno accolti nel cortile da alcuni rappresentanti del 28° Pavia che ci parleranno dei cambiamenti del ruolo delle caserme.

A Cagli, due bellissime aperture: la Chiesa di Santa Chiara con il Coro delle Clarisse, che vede protagonista Gaetano Lapis, e la Cappella Tiranni con il Monumento funebre di Battista Tiranni, opere eccelse di Giovanni Santi custodite nella Chiesa di San Domenico. A Fossombrone si vedranno la Casa Museo – Quadreria Cesarini, la Chiesa di Santa Lucia, e la Corte Alta, secondo un interessante percorso che mette in stretta relazione tre siti all’apparenza molto diversi. A Piobbico riapriremo al pubblico le antiche Fornaci Romane, scoperte dal proprietario nel corso di lavori di ristrutturazione della sua casa, e la bella Chiesa di Santo Stefano alle Murate, con un percorso che passa davanti all’abitazione di Costanzo Felici, autore di uno dei più famosi erbari del 1500. Ad Apecchio è previsto un percorso che toccherà le principali emergenze del borgo partendo da Palazzo Ubaldini per raggiungere la Chiesa di Santa Lucia, il Ponte Medievale, la Pieve di San Martino e il Quartiere Ebraico.

A Fermignano, un ricco itinerario che parte dal complesso monumentale della Torre e del Ponte Medievale per toccare l’ex Mattatoio ed il Lavatoio, da cui si gode una splendida vista verso il ponte e l’ex cartiera: un’icona delle Marche. Si visiterà inoltre la Cripta di San Silvestro, poco fuori il centro abitato. A Sassocorvaro andremo alla scoperta di un settecento inedito nella Rocca Ubaldinesca, dove conosceremo Giovanni Cristoforo Battelli, monsignore al tempo di Clemente XI Albani. E infine Lamoli di Borgo Pace, in cui potremo visitare l’Abbazia di San Michele Arcangelo, luogo del cuore per eccellenza, che ha raccolto 24.750 firme nell’ultimo censimento del FAI, luogo di grande importanza storica immerso in una natura e in un territorio tutto da godere e riscoprire.
Sono queste le incredibili proposte della Delegazione FAI Pesaro Urbino nell’ambito della XXVII edizione delle “Giornate FAI di Primavera”, in programma sabato 23 e domenica 24 marzo.
In ogni luogo anche tanti eventi collaterali: visite guidate e passeggiate con esperti, musica, letture e degustazioni. Il tutto dettagliatamente descritto nel programma allegato e sul sito.
Da sottolineare che il programma stampato ha subito alcune variazioni ed è bene verificare gli appuntamenti sul web.

Per quanto riguarda Pesaro, il Comune partecipa all’iniziativa con gli assessorati alla Bellezza e alla Crescita e all’Ambiente. Una importante collaborazione sta nascendo con l’Ente Parco San Bartolo.
Al nostro fianco sempre i quartieri (Montegranaro e Muraglia, Centro Mare, San Bartolo) con i loro volontari. Un ringraziamento particolare alla Protezione Civile. Ringraziamo soprattutto i numerosi esperti e studiosi che generosamente e con passione ci offrono la loro disponibilità sia per la preparazione degli studenti che per narrare ai visitatori i segreti e le storia che ogni bene racchiude. Difficile riuscire a ringraziare tutti nome per nome. Ma protagonisti delle Giornate FAI, ancora una volta, le scuole, con le visite guidate a cura degli “Apprendisti Ciceroni”. Gli Istituti coinvolti per Pesaro sono: liceo classico “Mamiani”, liceo scientifico “Marconi”, liceo artistico “Mengaroni”, liceo classico e scientifico “La Nuova Scuola”, istituto tecnico agrario “Cecchi”, scuola media “Galilei”, istituto comprensivo “Alighieri”, scuola media “Manzoni”, istituto comprensivo statale “Leopardi”. Alle “Giornate FAI di Primavera” collabora attivamente anche il Conservatorio Rossini, i cui allievi saranno protagonisti di alcuni piacevoli momenti musicali sia sabato che domenica.

Dal 14 marzo informazioni ed elenco completo dei beni aperti: www.giornatefai.it

INTERVENTO DELLA CAPODELEGAZIONE FAI DI PESARO E URBINO FIAMMETTA MALPASSI
La prima edizione delle Giornate FAI di Primavera risale al 1993 – spiega la capodelegazione FAI Pesaro Urbino Fiammetta Malpassi – quindi quest’anno sabato 23 e domenica 24 marzo si festeggia la 27ª edizione delle Giornate: un traguardo importante, un successo sempre crescente, tanto da diventare uno degli appuntamenti più importanti del panorama culturale italiano. L’obiettivo che le ha ispirate è sempre più vivo: accompagnare gli italiani alla riscoperta della bellezza che li circonda e che spesso non si conosce o non si vede e vivere insieme una vera e propria festa di piazza della cultura!
Si tratta del più importante evento nazionale del FAI di sensibilizzazione e di raccolta pubblica di fondi: nella nostra Provincia, grazie all’impegno di tanti Volontari (circa 80) e Apprendisti Ciceroni (circa 350) saranno aperti ben 26 siti in 10 località: chiese, palazzi, ville e giardini o interi borghi, come nel caso di Fiorenzuola o Apecchio.
Si tratta di tesori di arte e natura spesso sconosciuti o poco conosciuti, beni che raccontano della storia del nostro territorio, parlano della nostra identità, beni a volte inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend con un contributo facoltativo.
Aspettiamo con gioia i visitatori che vorranno prendere parte a questa festa, e ci auguriamo che anche chi ancora non lo ha fatto voglia cogliere l’occasione quest’anno per iscriversi al FAI!

Tanta strada è stata già fatta, ma ancora molta ne possiamo fare insieme: con il contributo di tutti!
Nel 1993 la prima edizione delle GFP, dicevamo. Proprio l’anno successivo, nel 1994, nasceva qui a Pesaro la nostra Delegazione, su iniziativa di Paolo Albini Riccioli e nel 1995 la prima edizione delle Giornate FAI di Primavera sul nostro territorio con quattro aperture su Pesaro: La Chiesa della Maddalena, Palazzo Mazzolari Mosca, La Sinagoga Sefardita e l’ex Ospedale psichiatrico San Benedetto.

Pesaro, Fano, Urbino, Cagli, Fossombrone, Piobbico e Apecchio sono centri in cui ormai regolarmente le Giornate di Primavera vengono festeggiate, in cui vi è ormai una “tradizione”, un’attesa che non possiamo deludere. Altri centri minori a volte si sono uniti alla nostra festa, non sempre abbiamo potuto accettare la loro richiesta di una seconda apertura: stiamo crescendo e impegnando tutte le nostre capacità organizzative, ma senza un numero adeguato di volontari è difficile riuscire a soddisfare tutte le proposte che riceviamo. Con grande piacere posso però dire che Sassocorvaro è già alla sua seconda edizione e quest’anno torniamo dopo tanto tempo a Fermignano. Inoltre abbiamo Lamoli di Borgo Pace come ”new entry”, collaborazioni da consolidare, ricche di prospettive per il futuro, per le bellezze che posseggono e il valore del territorio in cui si trovano.
La nostra rete di rapporti sta diventando sempre più ricca e più solida, non solo con le Istituzioni, che affianchiamo e che ci affiancano in questo lavoro comune volto a far conoscere ed amare il nostro patrimonio, viverlo e valorizzarlo, ma anche con altre associazioni, con le scuole, con i privati che ci danno al possibilità di offrire i loro preziosi beni, che per un fine settimana diventano di noi tutti!




Pesaro-San Marino. Cina, San Marino e Pesaro uniti dalla musica

 Il soprano You Hongfei conversa con l’ambasciatore Giorgio Girelli

La presenza in questi giorni della professoressa Shen Fanxiu, massimo esponente della musica organistica in Cina, presso il Conservatorio Statale Rossini rappresenta un ulteriore rafforzamento dei legami di Pesaro, “città della musica” UNESCO, con il “Paese del dragone”. Shen Fanxiu è docente presso il “Conservatorio Centrale” di Pechino dove è anche Direttore artistico del “Beijing International Baroque Music Festival”. Concorre intensamente ad incrementare le relazioni culturali del territorio con la Cina la azione dell’Istituto Confucio operante nella contigua Repubblica di San Marino. L’ente promuove numerosi eventi per favorire reciproche conoscenze e per allargare ulteriori orizzonti sulle specificità del grande Paese orientale depositario di una civiltà millenaria. Di particolare rilevanza la “Festa del Capodanno Cinese” promossa poco tempo fa dall’ Istituto Confucio a San Marino dove le performance di artisti cinesi sono state davvero vistose, come emerge dal seguente, ampio programma che ha caratterizzato l’evento:
– danza del Leone (Scuola Yan Long);
– soprano cinese (You Hongfei);
– spettacolo del Kung Fu Tea (Jin Gang Xiaoshi) – unico artista in tutta Europa;
– cover internazionali (Carlotta);
– dimostrazione di Taijiquan accompagnato dal tenore cinese (Scuola Yan Long);
– Bianlian – spettacolo del cambio delle maschere ( Jin Gang Xiaoshi);
– danza del ventaglio (Teng Zhujun – Zeng Yaohui);
– dimostrazione di Kung Fu accompagnato dal tenore cinese (Scuola Yan Long);
– cover italiane (Carlotta);
– danza delle lunghe maniche (Teng Zhujun – Zeng Yaohui);
– esibizione del tenore cinese.
Presente allo spettacolo, oltre ad Autorità della Repubblica, l’ambasciatore Giorgio Girelli il quale tra l’altro ha avuto modo di intrattenersi con il soprano You Hongfei che ha sottolineato come gli studi musicali in Cina siano in forte e qualificato incremento. Girelli a sua volta ha riferito come a San Marino sia operativo l’Istituto Musicale Sammarinese, brillante sede di formazione musicale intensamente frequentata. L’esponente diplomatico ha pure ricordato come docenti di San Marino
ricoprano cattedre di insegnamento presso il Conservatorio statale di musica Rossini intrattenendosi inoltre sui rapporti dell’Istituto ed il Conservatorio Centrale di Beijing dove la professoressa Giovanna Franzoni, organista pesarese, ha di recente tenuto concerti d’organo e seminari di studi. (H.V.)




Pesaro. Bike point Sos, nasce a Pesaro con Filippo Grandicelli

Bike point Sos, nasce a Pesaro con Filippo Grandicelli.  “Scendevo in bici dalle parti di Faetano, nella Repubblica di San Marino, eravamo in discesa, quando ad un certo punto un gruppo di ciclisti, a bordo strada, mi supplicano di fermarmi. Avevano un copertone lacerato, non sapevano come proseguire. Erano tedeschi, ma parlavano un buon inglese. Gli diedi una mano, facendo ricorso alla mia esperienza di cicloamatore, e gli indicai il negozio specializzato più vicino. Ma pedalando verso casa, elaborai quell’idea che adesso, dopo quasi quattro anni, sono qui a raccontarvi”.

Filippo Grandicelli è un fiume in piena. Pesarese, di professione guida cicloturistica del rinomato bike hotel “Belvedere” di Riccione, si è inventato una seconda attività professionale alla soglia dei cinquant’anni, in maniera casuale ma con una tenacia frutto di tanti anni passati a “menare” sui pedali. Ha registrato il marchio “Bike Point Sos”, che riunisce bar, ristoranti e strutture ricettive predisposte all’assistenza ai ciclisti, con strumentazione utile a riparare un guasto meccanico, e con la vendita di accessori e gadget necessari alla pratica ciclistica, come camere d’aria, copertoni, bombolette “gonfia&ripara” ed altro ancora.
“Ho iniziato come cicloamatore, facendo anche qualche gara – racconta Filippo -. Poi, per vicissitudini personali, ho avuto l’opportunità di trasformare l’andare in bici in un vero e proprio lavoro, accompagnando i cicloturisti ospiti del bike hotel Belvedere sui percorsi classici del nostro entroterra. Lì ho capito che la bicicletta non era solo uno strumento di benessere e di competizione, ma soprattutto uno straordinario veicolo di turismo. Non era necessario, in sostanza, allenarsi sempre a tutta, chiedere il massimo dal proprio fisico, ma si poteva pedalare ammirando il panorama, scattando una foto, fermandosi a bere un buon caffé con i propri amici. Quindi, la sosta al bar diventava la meta di ogni giro in bici, anche perché il bar è l’unico luogo sempre aperto, senza orari, un riferimento che chi è per strada può avere ad ogni ora del giorno”.
La rete dei bike point è quanto di più semplice si possa immaginare: bar, ma anche ristoranti oppure bed&breakfast o pensioni, hanno cominciato a desiderare il “bollino giallo” che, sulla porta di ingresso, contraddistingue il luogo idoneo ad una sosta in bici. “Di fatto ho creato una mappa, dando alcune coordinate di servizio agli esercenti che via via mi chiedevano di entrare nella rete dei Bike Point Sos – spiega -. Ho preparato un kit con una serie di attrezzi e strumenti necessari ad intervenire sui più comuni guasti meccanici che possono capitare durante una uscita in bici da corsa o mountain bike. Il barista può acquistare il kit direttamente dal mio sito, mettendolo poi a disposizione nel proprio locale. Ho allestitito un sito internet, www.bikepointsos.it, nel quale è pubblicata la mappa degli esercenti convenzionati e, attraverso la compilazione di un modulo, è possibile chiedere informazioni, acquistare il kit e affiliarsi alla rete”. Questo sito, annoverando attualmente un centinaio di esercenti convenzionati, è consultatissimo dagli stessi cicloturisti, che nel momento del bisogno, possono facilmente cercare il bike point più vicino.
Si direbbe “tutto è compiuto”, ma Grandicelli non si accontenta della rete già creata e brandizzata: già sogna qualche nuova frontiera da esplorare, a vantaggio di chi ama le due ruote a pedali: “Lancio una provocazione – ribatte Filippo -, chissà che qualcuno di importante non ci legga. Cosa ce ne facciamo delle tante Case Cantoniere disseminate sulle strade di competenza Anas? Questi locali facilmente identificabili perché tinteggiati di rosso, potrebbero diventare luoghi di sosta, magari anche di pernottamento frugale, rappresentando un segmento importante per il cicloturismo e, in generale, per il turismo italiano. Secondo me è importante partire da ciò che c’è, magari riconvertendolo”.
Proposta intrigante, ma nel frattempo? “Sto cercando di allargare la rete dei bike point inglobando non solo bar ma anche strutture ricettive, che potrebbero essere gli stessi bike hotel. Del resto, essere georeferenziati in una mappa va a vantaggio di chiunque, perché i turisti non seguono tutti gli stessi canali promozionali”.
C’è da scommettere che da qui a pochi anni la rete dei Bike Point Sos crescerà, diventando qualcosa che, adesso, nemmeno lo stesso Grandicelli immagina. Nel frattempo, oltre a pedalare, sarà bene continuare a dare linfa a nuovi progetti.




Fiorenzuola di Focara (Pesaro). Arredo urbano, 100mila euro dal bando europeo

La presentazione del progetto

 

Fiorenzuola di Focara: arredo urbano, 100mila euro dal bando europeo. Il Comune di Pesaro investirà 100mila euro ottenuti grazie a un bando UE, per interventi di risistemazione e arredo urbano a Fiorenzuola di Focara.
Il progetto, interamente realizzato dagli uffici comunali, prevede due diversi interventi: la risistemazione e l’arredo del sentiero sotto le mura del borgo murato (denominato sentiero delle Passioni) nonché l’arredo e l’abbellimento di piazza Alighieri.
E’ inoltre prevista la realizzazione di un sistema wifi per il borgo.
Gli interventi oltre a recuperare e riqualificare sia il borgo sia il sentiero andato interamente bruciato durante l’incendio del 2017, attueranno un sistema ingegneristico atto a mettere in sicurezza una porzione di falesia.
“Da quando si è consolidata la collaborazione tra Ufficio Sviluppo ed Opportunità e l’Ente Parco – commenta l’assessore alla Gestione Antonello Delle Noci – sono stati intercettati quasi 500mila euro di fondi UE, da destinare al recupero e alla valorizzazione turistica di ampie porzioni del San Bartolo”.
“Obiettivo del Comune e dell’ente Parco – continua Delle Noci – è di garantire tramite i fondi UE investimenti infrastrutturali e immateriali, nonostante una forte contrazione delle risorse governative per le aree protette. Tali risorse assicureranno la messa in sicurezza delle aree a rischio e la valorizzazione del San Bartolo, senza incidere sull’ecosistema dell’area”.