Morciano di Romagna. Morciano fuori dall’Unione Valconca

Elena Castellari, presidente Unione della Valconca
Il sindaco Giorgio Ciotti ha portato Morciano fuori dall’Unione della Valconca, l’ente che non ha mai funzionato e bruciato milioni di euro. Area culturale di centro-destra, ma legatissimo a molti dirigenti della sinistra, Ciotti ha sempre avversato l’Unione. L’Unione è sempre stata in mezzo al guado perché nella realtà è indigesta anche ad amministrazioni che almeno formalmente la sostengono.
“In un primo momento – dice la presidente dell’Unione Valconca, Elena Castellari – il sentimento provato alla notizia che il Comune di Morciano stesse programmando il recesso dalle varie convenzioni intercorrenti con l’Unione, è stato quello di amarezza e rabbia. Questo perché quando si fa parte di un gruppo si vorrebbe che tutti i soggetti chiamati in causa fossero sempre dalla parte dei cittadini e della comunità.
Il problema principale con il Comune di Morciano è un problema di dialogo: mentre con gli altri sindaci il confronto è continuo e costante su tutte le questioni che riguardano l’Ente – e ciò accade quasi tutte le settimane in occasione delle riunioni di giunta -, per quel che riguarda l’amministrazione morcianese il confronto non c’è stato a causa della scarsa presenza del primo cittadino.
In tale situazione, così delicata per il futuro dell’Unione, noi rispondiamo coi risultati. A fine mese, infatti, conferiremo due ulteriori funzioni all’Unione (Sue e Controllo di Gestione) e grazie al supporto economico e non della Regione Emilia-Romagna riusciremo ad affrontare le prossime sfide.
Concludo dicendo che alcune delle criticità sollevate dal Comune di Morciano oggettivamente esistono e meritano di essere discusse e sviscerate in modo costruttivo dalle parti sociali e politiche. Noi, non chiuderemo la porta in faccia a nessuno. Siamo pronti a parlarne insieme: quel che conta è mantenere il senso d’unità e compattezza al servizio delle realtà della Valconca di cui oggi l’Unione è espressione di rilevanza e peso istituzionale tutt’altro che trascurabile”.



Morciano di Romagna. Protezione civile Unione Valconca, nasce il nucleo cinofilo

Protezione civile Unione Valconca, nasce il nucleo cinofilo.
La dotazione di questa ulteriore specialità vede i cani da soccorso addestrati nelle ricerche di persone disperse sia sul territorio nazionale sia in ambito internazionale.
I quattro binomi inseriti nella Protezione Civile dell’Unione, sono composti da Debora Di Domenico, impegnata nell’attività al fianco di Adele (American Staffordshire Terrier); Francesca Di Domenico con Brenda (Dobermann Pincher); Federico Ceccarini con Renée (Border Collie) e Mario Vanzini assieme a Grace (meticcia simil American Staffordshire Terrier)
Per poter lavorare in perfetta sinergia, i quattro binomi dovranno conseguire il “Brevetto Operativo della Regione Emilia-Romagna” raggiunto in quasi tre anni d’addestramento svolto in varie situazioni di criticità, così che conduttore e cane risultino sempre pronti e capaci ad un intervento efficace a prescindere dalle condizioni estranee al loro contesto abituale.
Anche i luoghi deputati all’addestramento possono variare.
Per quanto riguarda le ricerche in superficie includono altresì gli areali boschivi presenti sia in Valconca sia in realtà limitrofe regionali ed extraregionali.
Per quel che concerne, invece, le ricerche su macerie occorre spostarsi soprattutto al Nord Italia dove si trovano i percorsi riconosciuti dal “Sistema di Protezione Civile” come Codogno, Ghedi, Visco, Torino, Milano, Padova (in Emilia-Romagna  è presente  solo il campo di Lugo, nel Ravennate).
Durante gli addestramenti si utilizzano alcune strumentazioni a supporto quali radiotrasmittenti, GPS e Carte Topografiche.
A seguito del conseguimento del brevetto e superato l’esame Regionale ENCI, il binomio conduttore-cane diventerà abile a tutti gli effetti ed allertato, tramite procedura codificata, per le ricerche delle persone disperse.
In Valconca, i cinofili sono già stati impiegati in diverse operazioni a seguito di segnalazioni per persone scomparse: ciò in stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine del “Sistema di Protezione Civile”.
“Da qui – spiega Elena Castiello, coordinatrice dei Volontari della Protezione Civile dell’Unione Valconca – la necessità di creare anche all’interno del nostro “G.I.V” un “Nucleo Cinofili”. Si tratta di un percorso non immune da sacrifici e con costi economici abbastanza elevati, tuttavia i nostri volontari-conduttori – Debora, Francesca, Federico e Mario – si stanno adoperando al massimo per affrontarlo in piena serenità come è nello stile di ogni volontario della Protezione Civile. Di ciò bisogna esserne davvero orgogliosi, specie se l’obiettivo ultimo è quello di garantire la massima celerità d’azione”.



Morciano di Romagna. Errata corrige. Mancini: “Ogni Banca ha il futuro che riesce a costruirsi”

Dario Mancini, direttore generale della Banca Popolare Valconca

 

“Ho letto l’articolo pubblicato a seguito della mia intervista dell’altra settimana, mi dispiace che abbia scritto “…ora la Banca ha tutti i requisiti per rimanere indipendente”.

Non l’ho mai detto, ho invece detto che ogni Banca ha il futuro che riesce a costruirsi… mi sembra una cosa ben diversa.

Chiedo quindi di rettificare urgentemente, la frase a me attribuita e mai detta.

Grazie”.

Dario Mancini, direttore generale della Banca Popolare Valconca

 

 

 

Egregio dottor Mancini,

chiediamo scusa a lei ed ai nostri lettori per non aver riportato con precisione il suo pensiero.

Quella che segue è l’intervista completa uscita nel numero di giugno della Piazza.

g. c.

 

 

– Venduti titoli deteriorati ad un Fondo italiano del valore di 75 milioni di euro (bene e presto si conoscerà la cifra in ingresso) lo scorso primo giugno. Ora il rapporto tra impieghi (il denaro prestato alla clientela) e le sofferenze è tra i migliori in assoluto: balzato dal 15 al 5 per cento. Con questa operazione la Banca Popolare Valconca si è tolta una delle ultime zavorre che le consentirà di affrontare meglio le onde del mercato. Secondo i parametri, la liquidità attuale dell’istituito di credito morcianese è più del doppio rispetto al minimo di “legge”. Fatto 100 la base, siamo a quota 256.
Un altro indicatore sullo stato è il rapporto tra  costi e  ricavi, migliorato del 25 per cento. E’ passato dall’80 al 60 per cento. Nell’ultimo anno, sempre per utilizzare la forza e la franchezza dei numeri come racconto, le filiali sono state accorpate ed oggi sono 19 (erano 30 prima della crisi). Riduzione anche del personale; oggi i dipendenti sono 182, 20 in meno.
Il nuovo assetto è stato dato dal nuovo direttore generale, il ravennate, bolognese di nascita, Dario Mancini. Dice: “In questo momento la banca è sana e va avanti con prudente gestione. Questo porta a risultati duraturi ed alla crescita del valore. Abbiamo anticipato di un anno la cessione dei crediti deteriorati; non avessimo fatto tale operazione, saremmo stati costretti a svalutarli. Ora la banca ha tutti i requisiti di liquidità; regolamentari per restare indipendente. Dobbiamo continuare nel nostro cammino per condurla a livelli patrimoniali più importanti”.
Ed il futuro? “Come per le altre aziende – continua Mancini, la famiglia come passione – dobbiamo essere bravi noi a costruircelo di un certo tipo. E lo si fa con la capacità di lavorare in modo adeguato secondo le esigenze: accompagnare imprese e famiglie nel loro cammino”.
Assemblea soci
Il 25 giugno è prevista l’annuale assemblea dei soci che è chiamata a votare l’ordine del giorno varato dal consiglio d’amministrazione. Due i principali: l’approvazione del bilancio 2019 e l’azione di responsabilità verso una parte del vecchio consiglio d’amministrazione e l’ex direttore generale. Data l’emergenza coronavirus, sarà un’assemblea particolare. Cioè a votare, a nome della compagine sociale, sarà un solo super delegato.
Dario Mancini
Babbo maresciallo dei carabinieri di origine romana, mamma sarda, Mancini nasce a Bologna, ma ha sempre vissuto a Ravenna. Quattro fratelli, uno con un ruolo importante nello Stato, l’altro magistrato a Ravenna ed una sorella, due figli (Luca, ingegnere gestionale e Matteo, bagnino-oste a Ravenna). La famiglia e lo sport come passioni. Ricorda: “Sono legatissimo sia ai miei fratelli, sia ai miei figli. Il fine settimana vado a dare una mano al ristorante, attività piacevole e rilassante”.
Ha alle spalle una carriera di prestigio; ogni 3-4 anni ha cambiato mansione e banca e sempre ad un livello superiore. Entra giovanissimo al Rolo (Credito Romagnolo) presieduto da Giacomo Cirri, un uomo geniale. A 29 anni è già funzionario. Tra le molteplici esperienze anche quattro anni a Londra, al Banco Popolare. Viene anche nominato vice-presidente della Camera di commercio italiana a Londra. Il penultimo incarico è alla direzione della Cassa di Risparmio di San Marino, dal 2017 al 2019.




Morciano di Romagna. Commercianti, il sindaco regala una gerbera…

Il sindaco Giorgio Ciotti regala la gerbera
Commercianti, il sindaco regala una gerbera…
Di buon auspicio e speranza per tutte le attività commerciali e i pubblici esercizi che, dopo mesi di lockdown, nella giornata di oggi hanno riaperto i battenti, ma anche per l’intera comunità che si accinge a una non certo facile ma a lungo attesa ripartenza.
Il sindaco Giorgio Ciotti: “Siamo feriti, abbiamo cicatrici, ma il nostro animo non è piegato.
Portiamo per intero il peso di questi giorni.
Conosciamo la difficoltà del divenire.
Siamo consapevoli del lavoro che dobbiamo fare.
Ma siamo orgogliosamente al timone delle nostre attività.
Non abbiamo dimenticato come si tiene la barra dritta.
Non saremmo noi se oggi non fossimo orgogliosamente determinati a guardare avanti.
Conosciamo le difficoltà e i tempi duri, ma sappiamo che dopo ogni notte sorge la luce: a quella dobbiamo guardare perché ci mostra la strada. Conosciamo quella strada, è la strada del lavoro e dell’impegno.
Un lavoro che cambia, che si adegua, che modifica il rapporto con le persone e che ci pone anche una grande sfida: quella di essere consapevoli che ciascuno riconosce il ruolo attivo di Morciano nel suo complesso anche in questa situazione di emergenza.
Il lungo lockdown ha dimostrato come non esiste una comunità se non nel rapporto tra le persone, non esiste qualità della vita se non ci sono le condizioni per risolvere i bisogni quotidiani della nostra esistenza.
In queste settimane è nato un grande riconoscimento al sistema economico commerciale di Morciano.
Da questo riconoscimento ripartono le nostre attività.
Sapendo che il nostro futuro sarà tanto migliore quanto più riusciremo a costruirlo assieme.
Le fondamenta sono buone, la volontà è determinata. Le maestranze sono formate e motivate.
Allora scambiamoci un augurio affinché questo tempo nuovo possa essere curvato nella direzione del miglioramento, nel rafforzamento della capacità imprenditoriale, nella certezza che ciascuno farà la propria parte, a cominciare dal Comune il quale garantirà, sempre, la costruzione del nostro futuro. Un abbraccio”.



Rimini. Energia verde, quasi un milione e mezzo in provincia per 10 edifici pubblici

Morciano Fiera
Energia verde, dalla Regione 19 milioni. Quasi un milione e mezzo a Rimini per 10 edifici pubblici.
Una Regione sempre più green con scuole, uffici pubblici, impianti sportivi, residenze per anziani a minor consumo di energia. Approvato il contributo per 129 progetti, su 142 pervenuti, in merito al bando che finanzia edifici pubblici e edilizia residenziale pubblica, per interventi di riqualificazione energetica.

L’importo a disposizione è di 19 milioni di euro, che produrranno un investimento complessivo di 50 milioni. Nei tre bandi precedenti, dal 2016 a oggi, erano stati approvati 290 progetti per investimenti previsti pari a oltre 100 milioni di euro e contributi concessi per 28,8 milioni di euro. Complessivamente quindi fino a ora sono stati destinati all’efficientamento energetico degli edifici pubblici di 47,8 milioni di euro, fondi europei veicolati dalla regione Emilia-Romagna.

Gli interventi riguardano sia l’involucro edilizio (coibentazione copertura e/o pareti e la sostituzione degli infissi) sia gli impianti (riscaldamento, illuminazione, trasporto persone o cose), sia le nuove installazioni di impianti fotovoltaici e solare termico.

In particolare, su 142 progetti complessivi pervenuti,  in provincia di  Bologna sono stati approvati 26 progetti (20% circa delle domande ritenute ammissibili), a Ferrara 8 (6% circa), a Forlì-Cesena 10 (8% circa), a Modena 14 (11% circa), Parma  27 (21% circa), a Piacenza 6 domande (5% circa), a Ravenna 7 (5% circa), a Reggio Emilia 21 (16% circa)e infine a Rimini sono state ammesse 10 domande (8% circa).
Per i comuni dell’area Valmarecchia sarà prevista una maggiorazione dei contributi, così come previsto da decisioni condivise con gli enti locali.
Gli edifici per cui sono previsti gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetici rispondono alle seguenti tipologie: scuole (50%), residenze municipali/uffici (14%), edilizia residenziale pubblica (14%), impianti sportivi/palestre/piscine (7%), residenze per anziani (5%), altre destinazioni (10%).
Gli edifici finanziati:
Rimini
Manutenzione straordinaria con efficientamento energetico Riqualificazione del “Palazzetto dello Sport”
362.617,02 (lavoro totale) –  145.046,81 (contributo)
Morciano di Romagna
Lavori di efficientamento energetico dell’impianto di riscaldamento/raffrescamento del padiglione fieristico:
€ 247.022,65 (lavoro totale)  – € 98.809,06 (contributo)
San Leo (Palazzo Mediceo)
Opere per la riqualificazione energetica del fabbricato adibito a polo museale bibliotecario ed informativo –
98.760 (totale)  € 39.504 (contributo)
Novafeltria
Opere per la riqualificazione energetica della palestra a servizio della scuola secondaria di primo grado in
106.925,32 (totale) –   42.770,13 (contributo)
Opere per la riqualificazione energetica del fabbricato sede dell’asilo nido in Novafeltria
92.500 (totale) –  37.000 (contributo)
Maiolo
Efficientamento energetico edificio sede municipale
97.517,38 (totale) –  € 39.006,95 (contributo)
Sant’Agata Feltria
Efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili in edifici pubblici. Casa di riposo
“Padre Agostino da Montefeltro”
89.491,53 (totale) – 35.796,61 (contributo)
Talamello
Miglioramento della prestazione energetica dell’edificio di proprietà comunale di Talamello adibito
a Scuola Primaria
149.256,80 (totale) –  59.702,72 (finanziamento)
Bellaria Igea Marina
Miglioramento energetico chiusure verticali trasparenti c/o scuola dell’infanzia “Delfino” e scuola
primaria “A. Manzi”
98.765,94 (totale) –  39.506,38 (contributo)



Morciano di Romagna. Il sindaco Ciotti: “Antenna, il Comune era contrario. Autorizzazione dall’Unione”

Giorgio Ciotti (centrodestra), neo sindaco di Morciano

Giorgio Ciotti (centrodestra), sindaco di Morciano

Il sindaco Ciotti: “Antenna, il Comune era contrario. Autorizzazione dall’Unione”.
Il sindaco interviene sulla stazione di telefonia mobile recentemente installata in via XXV Luglio. “Si tratta del palo su cui sono state successivamente montate le antenne di Wind Tre di una stazione di telefonia mobile tradizionale (GSM, UMTS, LTE): non è tecnologia 5G. Il Comune ha formalmente espresso il proprio dissenso sotto il profilo urbanistico ed edilizio una prima volta in data 2.7.2019 e riconfermato in data 18.3.2020. Il 23 marzo, nonostante il parere contrario del Comune per i motivi urbanistici ed edilizi, la società Wind Tre ha ottenuto, dai competenti uffici della Unione della Valconca, l’autorizzazione al montaggio della antenna.
L’autorizzazione avviene in quanto gli enti deputati al controllo ambientale e sanitario (Arpaer ed Ausl) hanno dato il loro parere favorevole. Il comune ha espresso il proprio dissenso scritto a tale autorizzazione e sta valutando la possibilità di un ricorso al TAR avverso tale provvedimento. Anche i soggetti privati che ritengano di opporsi hanno possibilità di effettuare tale ricorso al TAR entro il 22 maggio. Il ricorso può essere proposto dal Comune solo per motivazioni di carattere urbanistico ed edilizio o procedimentale essendo l’attività delle trasmissioni radio sottoposta al Codice delle Comunicazioni (Dlgs 259/2003) che individua nei soggetti sopra riportati (Arpaee e Ausl) gli unici soggetti a decidere sul versante radiofrequenza. Tutta la documentazione relativa è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta”.



Morciano di Romagna. Tributi comunali: no per bar, ristoranti, gelaterie…

Morciano. Palazzo comunale

Morciano. Palazzo comunale

 

 

Tributi comunali: no per bar, ristoranti, gelaterie… ed attività su aree pubblica (come i banchi del mercato) per l’occupazione del suolo pubblico nei mesi di marzo, aprile e maggio, a causa dello stop quasi totale legato alle misure per il contenimento del contagio da Covid-19. Nella ‘fase 2’, quella della ripartenza e del graduale ritorno alla normalità, si prevede di concedere, nei mesi estivi, aree pubbliche, che verranno individuate dal Comune, per consentire di consumare cibi e bevande all’aperto al fine di ridurre la permanenza in luoghi chiusi. In questo modo si offriranno occasioni di socializzazione, garantendo allo stesso tempo la sicurezza. Gli spazi saranno assegnati a titolo gratuito a chi ne farà richiesta attraverso un apposito avviso pubblico che verrà pubblicato nelle prossime settimane.




Morciano di Romagna. Coronavirus, la comunità islamica della Valconca dona 3.500 euro all’ospedale di Rimini

Morciano, veduta

 

Coronavirus, la comunità islamica della Valconca dona 3.500 euro all’ospedale di Rimini per fronteggiare l’emergenza sanitaria. La somma è stata raccolta tra i fedeli della comunità in segno di vicinanza al territorio in questo delicato momento.
“Siamo parte in tutto e per tutto in questa provincia e il nostro è un gesto, umile, per dimostrarlo. Il nostro auspicio è che tutti insieme possiamo uscire più forti di prima da questa drammatica emergenza”, spiegano dall’associazione. “Il nostro sentito ringraziamento va a tutti gli operatoti sanitari e a chi ogni giorno lotta per salvare le vite”.




Morciano di Romagna. Coronavirus, Mec3 regala mille mascherine

 

 

Coronavirus, Mec3 regala mille mascherine. La consegna sarà effettuata nei prossimi giorni dalla Pro Loco che procederà, attraverso i propri volontari, a recapitarle porta a porta. Donazioni simili sono in programma in tutti i Comuni in cui sono presenti le sue sedi produttive, incluso San Clemente. “Con la partecipazione a questa iniziativa  – dicono in Mec3 – abbiamo voluto confermare la nostra vicinanza a tutta la popolazione di Morciano in questo momento di grave difficoltà per ognuno”.

“Sono particolarmente contento – afferma il sindaco Giorgio Ciotti – nel vedere che le aziende del nostro territorio, pur nella difficoltà del momento, fanno della solidarietà un punto di riferimento”. La volontà del Comune è quella di dotare ciascun morcianese di una mascherina in tessuto. Queste 1.000 si aggiungono alle 2.000 in corso di distribuzione e donate da Marco Fusco. Le mascherine saranno inserite all’interno della buchetta delle lettere. I volontari suoneranno al campanello solo per avvisare dell’avvenuta consegna. Si rammenta che nessuno è autorizzato ad entrare in casa. Si consiglia di aprire la busta senza toccare le mascherine, gettare immediatamente la confezione e lavarsi le mani.




Morciano di Romagna. Coronavirus, l’imprenditore Marco Fusco regala migliaia di mascherine ai morcianesi

Morciano, il vecchio stabilimento Ghigi. Per insensibilità non è rimasto un mattone

 

Coronavirus, l’imprenditore Marco Fusco regala migliaia di mascherine ai morcianesi.  Mascherine mediche di protezione in cotone Oeko Tex compatibili con gli standard di sicurezza sanitari richiesti dalle normative. Le mascherine sono particolarmente adatte per proteggere da agenti esterni e contribuiscono a ridurre il rischio di contagio soprattutto in situazioni di epidemia o pandemia.Saranno distribuite gratis ai cittadini da volontari e verranno utilizzate in via prioritaria per le persone più anziane.

“Ringraziamo Marco Fusco per la generosità dimostrata e per essersi attivato prontamente per venire incontro ai morcianesi in un momento di forte emergenza – dice il sindaco Giorgio Ciotti -. E’ la dimostrazione che attraverso la solidarietà e il senso di comunità possiamo superare anche questo ostacolo”.

“Sono fermo a Benevento dal 20 febbraio per i motivi che tutti sappiamo – racconta Marco Fusco -. Avrei potuto benissimo viaggiare per comprovata necessità lavorativa visto che ho le mie aziende sia a Cattolica che Benevento, ma chiaramente evito ed ho evitato di andarmene in giro per l’Italia rischiando di prendere questo maledetto virus. Nonostante sia lontano dai miei figli da due mesi, ho preferito restare dove sono. Seguivo chiaramente l’evolversi delle situazioni a Morciano e leggevo dell’assenza totale di mascherine. Una sartoria nella provincia di Benevento ha iniziato a produrle e mi è sembrato doveroso, rispettoso dare una mano al comunità morcianese e al sindaco Ciotti anche perché ci vivo dal 2005. Lunedì arriverà la prima mandata, e ho già sollecitato l’azienda che le produce a fornirmene altre sempre da inviare a Morciano. Non ho fatto nulla di fuori dal normale di chi crede nel rispetto delle persone. Donazione? Certo. Quando c’è da fare si fa senza se e senza ma. La vita è un bene prezioso”.