1

Montecolombo (Rimini). Festival della Canzone per Leo, 8^ edizione

 

Festival della Canzone per Leo, 8^ edizione. Appuntamento venerdì 16 aprile, alle ore 16; viene trasmesso in prima visione in streaming, dal sito www.teatroleoamici.it. Dal momento che non sono ancora possibili eventi dal vivo, lo spettacolo è stato registrato al Teatro Leo Amici, secondo protocollo anticovid, una performance per volta, così da poter riuscire a creare comunque uno spettacolo e dare anche un segno di speranza e di ripresa del settore teatrale. Se non riuscissi a vederlo a quell’ora, da quel momento in poi il video resta disponibile online.




Valconca. Città Teatro, Agosto: spettacoli nei castelli malatestiani… Gemmano, Mondaino, Saludecio, Montescudo-Montecolombo

 

Città Teatro, Agosto: spettacoli nei castelli malatestiani

Tutti gli spettacoli sono ad Ingresso libero e con inizio alle ore 21.15.
Si consiglia la prenotazione.

Venerdi 14 agosto ore 21.15 – Saludecio, Piazza Beato Amato Ronconi Prenotazioni dalle ore 10 alle ore 12 al nr 0541-869719

Domenica 16 agosto ore 21.15 – Gemmano, Piazza San Lorenzo Prenotazioni dal lun. al sab. dalle ore 9.00 alle ore 13.00 al nr 0541-854060

Venerdì 21 agosto ore 21.15 – Montecolombo, Terrazza di Piazza Malatesta Prenotazioni dalle ore 10.00 alle ore 13.00 al nr 0541-864010

Domenica 23 Agosto ore 21.15 – Mondaino, Piazza Maggiore Prenotazioni dal lun. al giov. dalle ore 10.00 alle ore 13.00 al nr 333-2665231

Mille e una notte… in Valconca 2020 A cura di Città Teatro in collaborazione con Comuni di Montescudo-Montecolombo, Mondaino, Gemmano, Saludecio

Con Francesca Airaudo, Mirco Gennari, Giorgia Penzo
Costumi di Paul Mochrie
Maschere Stefano Perocco da Meduna
Scene Keiko Shiraishi
Luci di Nevio Cavina
Regia Davide Schinaia
Produzione Città Teatro con il contributo della Regione Emilia Romagna

C’era una volta un Re; anzi, un Sultano… La raccolta di storie persiane più famosa al mondo è l’origine di un vortice di racconti che si sviluppano come un origami. In questa nuova messinscena alcuni dei più bei racconti tratti da “Le mille e una notte” sono narrati in prima persona dai protagonisti stessi delle novelle di Sherazade: con la licenza teatrale di accostare fra loro diversi linguaggi del teatro popolare, troviamo le maschere della Commedia dell’Arte, la narrazione, l’acrobatica, il canto e il ritmo, la comicità dei corpi e delle parole, mentre una menzione speciale meritano i costumi di Paul Mochrie dove tessuti preziosi e ricamati con pelli e piume, seta e iuta, raccontano come un mappamondo o una carta astrale le influenze multiculturali di una fiaba che ha ancora tanti segreti da scoprire. Spettacolo adatto ad adulti e bambini dai 6 anni d’età.




Montecolombo. Cantina Fiammetta, i fratelli Panzeri lanciano “IoBevoRimini”

 

Cantina Fiammetta, i fratelli Panzeri lanciano “IoBevoRimini” .
Tutti dobbiamo essere primi ambasciatori del vino made in Rimini

Come nasce l’idea #IOBEVORIMINI?
Da qualche anno i fratelli Jacopo, Francesco e Matteo  Panzeri sono soliti ritrovarsi il giovedì sera dopo il lavoro in qualche enoteca o wine bar, o direttamente in cantina  per fare 4 chiacchiere davanti ad un bicchiere di vino, una birra o uno spritz.
Anche in questo periodo di chiusura non hanno abbandonato questa abitudine di condivisione sfruttando la classica videochat.

Ma qual è la novità?
“Il nostro lavoro, seppur rallentato a causa del Covid19, ha permesso comunque a noi ed altri colleghi produttori di fare consegne a domicilio portando  il vino direttamente a casa delle persone” ci dice Matteo Panzeri uno dei titolari, “ Ci siamo detti perché anche noi per il nostro appuntamento del giovedì non beviamo solo i vini di Rimini? E così  abbiamo fatto,  passando velocemente dal produttore vicino, approfittando anche per un saluto o facendoci consegnare direttamente  le bottiglie a casa. Ci piacerebbe coinvolgere in questa sorta di catena virtuale tutti i nostri colleghi ed amici produttori, la Strada dei Vini e dei sapori dei Colli di Rimini e tutti i cittadini riminesi”.
La proposta dei titolari della cantina Fiammetta è semplice, il giovedì si diventa tutti ambasciatori del vino made in Rimini e lo si riserva alle eccellenze delle nostre colline: Rebola, Pagadebit, Trebbiano e Sangiovese.
Oltre all’assaggio i fratelli Panzeri propongono un format: “Facciamoci una foto con una bottiglia di un’altra cantina Riminese”. Continua Matteo:  “Calice in una mano e foglio con  #IOBEVORIMINI nell’altra, postiamola sui social e condividiamola invitando il pubblico a fare lo stesso da casa e speriamo presto da enoteche, ristoranti e wine bar. Un bel messaggio di fiducia verso i prodotti riminesi e verso il futuro”.
La rinascita parte anche da qui e chissà, magari si potrebbe creare un vero contest, premiando le foto più belle con bottiglie di vino o ancora meglio con visita e degustazione presso le cantine. Diventa anche tu Ambasciatore del vino made in rimini.
L’iniziativa ha già avuto l’adesione della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini e di altri produttori locali. 




Montecolombo. Sangiovesi in concerto con “Note di donna” a favore de “Il Punto Rosa”

Le Sangiovesi

Sangiovesi in concerto con “Note di donna” a favore de “Il Punto Rosa”. Appuntamento domenica 28 luglio, alle 21, Piazza San Martino di Tours a Monte Colombo, con uno spettacolo che racconta con canzoni, musiche, danza, teatro ed emozioni, le mille sfaccettature dell’essere donna, una donna in corsa tra le tante sfide del quotidiano ed in viaggio ideale tra tanti vissuti: l’amore, la maternità, il lavoro, l’adolescenza, l’infanzia…
Lo spettacolo mira a fare riflettere, sorridere e anche emozionare, con lo scopo di diffondere un messaggio di forza e speranza, ma senza dimenticare un pizzico di ironia!

L’evento è organizzato dall’Associazione “E Sarà Gioia”, Gruppo Giovani e Parrocchia di San Giovanni Battista Monte Colombo, con il patrocinio del Comune di Montescudo – Monte Colombo ed il contributo della Pro Loco di Monte Colombo
Alla serata parteciperanno anche ASD B-YOU, un’associazione di danza, teatro e libera espressione, coordinata da Barbara Bianchi, che realizza intense coreografie, mettendo in scena l’individuo, con le proprie possibilità e risorse, la sua capacità di affidarsi agli altri, ed esprimersi liberamente attraverso corpo ed anima.
Presenti anche i meravigliosi ragazzi di anche Cuore21 e Centro21, Associazione di volontariato che si adopera per promuovere le autonomie di ragazzi con la sindrome di down, che danzeranno su alcune delle canzoni cantate da Le Sangiovesi. A fare da cornice, la professionalità di Diana Saponara, presentatrice ed attrice della serata.

Le Sangiovesi, Anna Maria Sanchi, Doris Vanni, Francesca Gennari, Giovanna Gennari, Ivonne Giovannini, Lara Badioli, Laura Pontellini, Paola Mazzaferro, Simona Trivelli, Stefania Palmetti, sono dieci ragazze marignanesi che condividono la passione per il canto e per la musica. Con l’allegria e l’entusiasmo che le contraddistingue, desiderano non solo divertire ed emozionare, ma anche fare qualcosa di buono per gli altri e sostenere cause importanti. Questo evento non sarà da meno: infatti lo spettacolo, a ingresso libero, andrà a sostenere le azioni dell’Associazione Il Punto Rosa, che affianca le donne operate di carcinoma mammario, in un percorso di condivisione e vicinanza nel percorso della malattia e oltre, nella guarigione.
IN CASO DI MALTEMPO LO SPETTACOLO SI REALIZZERA’ PRESSO IL TEATRO ROSASPINA DI MONTESCUDO




Misano Adriatico-Gradara-Montescudo. Misano Piano Festival, grande cartellone. Tra i musicisti Roberto Cappello

Pianoforti nel cortile del castello di Gradara

Misano Piano Festival, grande cartellone.  Sono 6 gli eventi musicali a promuoverli dall’Associazione Artistico Musicale Amintore Galli di Rimini. Il pubblico attraversa tre secoli di storia: da Bach a Wagner, da Schubert a Piazzolla.

Si inaugura il 29 luglio sotto la croce lignea della Chiesa dei SS Biagio e Erasmo, alle 21,15: protagonista  il maestro Roberto Cappello, elegante interprete del virtuosismo romantico. Nel suo omaggio a Richard Wagner esegue trascrizioni e parafrasi di Franz Liszt e Carl Tausig. “Fra estasi e tormento” sarà il titolo di questo concerto che racconterà pagine intense di raro ascolto e di altissima difficoltà esecutiva.

Roberto Cappello è presente in due successivi appuntamenti dedicati a “ I concerti per pianoforte e orchestra”:  si sostituisce infatti all’orchestra per far rivivere grandi pagine del repertorio e suonerà insieme ai giovani talenti della Masterclass di Alto Perfezionamento che il Misano Piano Festival per il terzo anno ha promosso insieme all’Istituto di Alta Formazione Musicale Lettimi di Rimini.
I due concerti si tengono il 1 agosto nella Chiesa dei SS Biagio ed Erasmo di a Misano Monte e il 2 agosto, per la serie “Pianisti sotto le stelle”, a Gradara, nel suggestivo cortile del Castello di Paolo e Francesca.

Ancora un ospite importante per l’appuntamento del 4 agosto: i grandi compositori austriaci risuoneranno fra gli affreschi del Santuario di Valliano a Montescudo grazie a Pier Narciso Masi, massimo interprete della musica da camera, che esegue, a 4 mani con le pianiste Simonetta Pesaresi e Manila Santini e in duo con il violinista Stefano Succi, alcuni capolavori di Mozart e Schubert.

Si cambia il repertorio ed il periodo storico di riferimento per l’appuntamento in programma il 6 agosto nella chiesa di Misano Monte grazie a Roberto Corlianò, altro grande virtuoso della tastiera e compositore eclettico e moderno che porta la sua lettura delle grandi arie della lirica (da Tosca a Il Trovatore, da Samson et Dalila a Cavalleria Rusticana) presentando parafrasi in cui il suo genio e la tradizione concertistica delle trascrizioni si coniugano in un concerto al di là del tempo.

Per l’ultimo appuntamento dell’ 8 agosto viene riproposto a Misano Adriatico il connubio fra Musica e degustazione: la voce narrante di Silvio Castiglioni e la fisarmonica di Alexei Manyk scenderanno al fianco del pianoforte di Francesco Melani, dando vita a questo racconto in musica realizzato insieme alla Biblioteca Comunale di Misano nell’ambito de La Biblioteca Illuminata presso il Ristorante il Mulino, luogo ideale per abbinare una degustazione enogastronomica a quella musicale di stili e sonorità.

Un cartellone di altissimo livello con grandi ritorni e repertori del tutto inediti che potranno avvicinare il pubblico a stili musicali diversi: recital solistici, concerti per pianoforte e orchestra nella traduzione per due pianoforti, musica da camera a quattromani e in formazioni differenti. Eventi ad ingresso libero (ad eccezione dell’ultimo evento al Ristorante Il Mulino dove concerto e degustazione hanno un costo di euro 15) che la Direzione Artistica del Festival promuove, quest’anno per la 27^ edizione, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Misano Adriatico e con le amministrazioni comunali di Gradara e di Montescudo-Montecolombo.

I concerti inizano alle 21,15




Monte Colombo e Montescudo dicono ‘sì’ alla loro unione. In cambio soldi pubblici

montescudo

Montescudo

Hanno detto sì con l’84% dei voti a Montescudo e il 69% a Montecolombo.  Ieri sono stati 1652 i cittadini (su 5621 elettori aventi diritto) a decidere le sorti dei due paesi arroccati in Valconca. Deciso anche il nome. Tra quelli in ballo, quello che ha raccolto più consensi è stato Montescudo-Monte Colombo, con buona pace della toponomastica contemporanea. Un’affluenza alle urne bassissima, pari al 29%, tra le più basse in Regione. Segno, evidente, di una scarsa convinzione sull’operazione. Sempre ieri, infatti, si votava anche in altri quattro comuni (Porretta Terme e Granaglione nel bolognese,  Polesine Parmense e Zibello in provincia di Parma) dove l’afflusso alle cabine è stato sempre oltre il 40% con un picco a Granaglione dove hanno votato 1.234 residenti, pari al 64,17% degli aventi diritto.

 

Tornando alle cronache locali ecco i voti attribuiti ad ogni singola denominazione possibile. A Montecolombo il futuro nome del comune che è piaciuto di più è stato Monte dei Castelli  (285 preferenze); seguono Monti del Conca (120), Monte Colombo e Scudo (181), Montescudo-Monte Colombo (140). A Montescudo Monte dei Castelli (169), Monti del Conca (60), Monte Colombo e Scudo (55), Montescudo-Monte Colombo (457). Soddisfazione dai vertici della politica regionale. “Il sì alla fusione tra Montescudo e Monte Colombo è un grande risultato e un’ottima notizia per i cittadini del futuro nuovo comune” – scrivono i consiglieri regionali riminesi Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi e il capogruppo PD Stefano Caliandro. “Ormai da alcuni anni – proseguono i consiglieri – la Regione si sta adoperando perché siano sempre più i comuni che scelgono la fusione: un percorso che permette di ridurre i costi della politica, di razionalizzare l’utilizzo delle strutture pubbliche e di garantire migliori e più efficienti servizi ai cittadini. Obiettivi importantissimi che solo attraverso le fusioni tra comuni possono essere raggiungibili e rendere più coese quelle comunità”. Con il via alla fusione, ricordano i consiglieri, al nuovo comune arriveranno dalla Regione 92 mila euro all’anno per 15 anni e un ulteriore contributo, a titolo di compartecipazione alle spese iniziali, di 120 mila euro all’anno per i primi tre anni. A questi fondi si aggiungerà un cospicuo contributo statale di circa 235mila euro annuo per 10 anni. Per 5 anni, inoltre, il nuovo comune sarà esente dal Patto di stabilità. Ora si tratta di capire come e per cosa verranno spesi. (dc)

 

 




Fusione Montecolombo e Montescudo: faccia a faccia con la gente

di BERNADETTA RANIERI

In questi giorni le due amministrazioni interessate hanno iniziato a incontrare la popolazione (per un totale di 10 incontri serali) per illustrare il perché e cosa porterà questa decisione. I due sindaci hanno spiegato che la proposta di fusione prende atto del fatto che negli ultimi anni i mutati rapporti tra Stato e Regioni hanno richiesto alle autonomie locali uno sforzo di riorganizzazione e riordino complessivo del proprio ruolo e del modo attraverso il quale si esercitano le funzioni di propria competenza. Ora si sta avviando a conclusione la fase, se così si può definire, “progettuale” che ha condotto, appunto, all’elaborazione di uno studio di fattibilità realizzato anche a seguito di un confronto con chi ha già concretizzato la fusione, ovvero Poggio-Torriana.

fusionemontescudo_montecolombo

Montescudo

Simili per caratteristiche territoriali e turistiche. Simili per numero di abitanti e per attività economiche. Simili per dotazioni organiche comunali e per servizi erogati. Stiamo parlando dei comuni di Montecolombo e Montescudo che, per le ragioni di cui sopra, hanno avviato il progetto di fusione così da individuare possibili risparmi e redistribuzione dei servizi sul territorio. Un percorso obbligato maturato dopo diversi incontri avvenuti lo scorso anno tra gli amministratori in carica, Eugenio Fiorini per Montecolombo ed Elena Castellari per Montescudo, la Regione e il Prefetto di Rimini. Insieme hanno ravvisato l’improrogabile necessità di avanzare questa proposta di fusione con lo scopo di razionalizzare al meglio le risorse finanziarie, economiche, patrimoniali, strumentali e umane per dare luogo ad una migliore e più efficiente gestione complessiva.

“L’obiettivo è quello di rendere edotti i cittadini su cosa significa avere un Comune unico – ha spiegato il primo cittadino di Montescudo, Elena Castellari – spiegando loro gli aspetti più tecnici, le norme e dando risposta alla questione che, forse, preoccupa di più la cittadinanza: la paura che procedere alla fusione porti a perdere servizi all’interno del proprio Comune”. La fusione porterà sicuramente a benefici per lo più economici: l’esenzione per 5 anni dal patto di stabilità; un contributo straordinario una tantum della regione per 3 anni; un contributo ordinario a fondo perduto per 5 anni; per 10 anni dalla decorrenza della fusione un contributo straordinario pari al 20 % dei trasferimenti erariali attribuiti ai medesimi enti per l’anno 2010, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti ed in misura non superiore per ciascuna fusione ad 1,5 milioni di euro. “Ci sarà una fase di passaggio delicata – ha sottolineato la Castellari – e saranno i primi anni in cui ci si dovrà assestare, trovare un equilibrio, e lo Stato dà per questo 5 anni di tempo”.

“I due municipi resteranno – ha rassicurato il sindaco Fiorini – ma offriranno servizi differenti. I dipendenti comunali saranno gli stessi e anche in questo i due comuni sono quasi del tutto identici: 6 dipendenti in uno e 7 dipendenti nell’altro comune. Le 4 funzioni principali – polizia municipale, servizi informatici, suap e protezione civile – rimarranno in capo all’Unione della Valconca. Il numero di abitanti si stima che sarà di quasi 7 mila (3.400 abitanti per Montescudo, 3.500 abitanti per Montecolombo). Ci sarà la possibilità di creare un polo scolastico unico e, quindi, avere un dirigente scolastico e non dipendere più da Coriano. Si cercherà di estendere ulteriormente l’utenza dei servizi sociali. Si cercheranno di utilizzare al meglio tutti gli edifici pubblici adesso inutilizzati. Insomma, ci sarà molto da fare”.

La fusione dunque avviene con legge regionale. Pertanto, il cronoprogramma prevede che conclusa questa prima fase di colloqui con i cittadini, il 9 marzo i rispettivi consigli comunali chiederanno parere alla Regione con la presentazione dello studio di fattibilità. Si attenderà il riscontro della Giunta Regionale, del Consigliere Regionale di riferimento e del Consiglio Provinciale. Quando il progetto di legge acquisisce un giudizio favorevole di meritevolezza da parte del Consiglio regionale, la Giunta regionale delibera il referendum consultivo delle popolazioni interessate e il relativo quesito. I cittadini saranno chiamati non solo a decidere sul “sì – no” alla fusione, ma anche a scegliere il nome del nuovo comune. Già il 5 febbraio avevamo dato notizia di un possibile nome, Monteconca, ma si sta costituendo anche il Comitato “Montecolombo-Montescudo” , volto a non cambiare assolutamente il nome del nuovo comune, ma utilizzarli entrambi. Saranno comunque gli storici interpellati dai due comuni a fornire le tre alternative che si troveranno sulla scheda referendaria. “La cosa certa è che se in uno dei due Comuni vincerà il “NO” – continua Fiorini – come da accordi già presi con Montescudo, la fusione non si farà”.

Gli incontri andranno avanti martedì 24 febbraio a Valliano (Rist.Zì Teresa), mercoledì 25 a Osteria Nuova (Rist. Magna Fort), giovedì 26 al Castello di Albereto, venerdì 27 alla scuola materna di Taverna, lunedì 2 marzo nella sala parrocchiale di San Savino. Per concludersi venerdì 6 marzo al Teatro di Montescudo alla presenza dell’onorevole Tiziano Arlotti e dell’ass. regionale Emma Petitti.

 

 

 




Fusione Montecolombo-Montescudo, il possibile nome del nuovo Comune

Monteconca: potrebbe essere questo il nome del nuovo Comune post fusione tra Montecolombo-Montescudo, due Comuni simili per numero di abitanti, servizi, esigenze e per dimensioni territoriali.  Dopo la nascita di Poggio Torriana in Valmarecchia dall’unione tra Poggio Berni e Torriana, anche in Valconca è in corso una riorganizzazione territoriale che potrebbe avere, tra i primi effetti, appunto, proprio la fusione dal 1 gennaio 2016 dei Comuni di Montecolombo e Montescudo. Le rispettive Amministrazioni incontreranno i cittadini per illustrare loro il procedere dell’iter, i costi e i benefici che possono derivare dalla fusione e per raccogliere suggerimenti e pareri su quanto accadrà e che li porterà a esprimersi con un referendum entro il mese di ottobre.




Poste, doppia mobilitazione capitanata dalla Cisl

Si è svolto questa mattina nella sede della Provincia di Rimini un incontro tra i segretari generali delle organizzazioni sindacali della categoria Poste con il presidente della Provincia Stefano Vitali e il referente provinciale Anci Giorgio Pruccoli, sindaco di Verucchio. Al centro dell’incontro – recita una nota del Sindacato – la vertenza con l’azienda Poste Italiane e la particolarità del territorio riminese.

«I disagi dei dipendenti di Poste Italiane si riverberano sulla clientela – spiegano i segretari di categoria –. Ad esempio, per quanto riguarda gli impiegati, la mancanza di investimenti sulle attrezzature con conseguenti blocchi del sistema informatico (come già accaduto) crea disagio all’operatore, ma soprattutto non gli consente di dare adeguata assistenza all’utente». Per quanto riguarda invece i portalettere, continuano le segreterie dei sindacati, «l’ipotesi di tagliare le zone significa che la zona tagliata viene ripartita tra le zone rimaste. Ciò significa che il portalettere deve occuparsi di una zona più grande e questo porta a una minore qualità del servizio».

L’ipotesi di Poste Italiane per la provincia di Rimini, come noto, è quella di tagliare 29 dipendenti, tra cui 22 zone di recapito e di chiudere 3 uffici. I sindacati hanno deciso due momenti di mobilitazione: sabato 29 settembre, in tarda mattinata, è organizzato un presidio davanti alla filiale di Poste Italiane all’Arco d’Augusto di Rimini, per sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche e sulla vertenza nazionale e venerdì 5 ottobre alle 20.30 in Sala Marvelli (sede della Provincia, via Dario Campana 64, Rimini) è organizzata un’assemblea aperta a cittadini e lavoratori delle Poste, tra sindacati e sindaci della provincia di Rimini.




SAN SAVINO, FESTA PER ‘RADICI’

“Le Radici di San Savino in festa” è un appuntamento di profondo sentimento. Tutta la frazione si stringe attorno ad una comunità, “Radici”, che accoglie una quindicina di persone meno fortunate. Domenica 24 giugno, è la prima edizione di un percorso che si vuole ripetere tutti gli anni.

Chiusa la strada provinciale, il centro è il castello malatestiano di SanSavino (Montecolombo): stand artigianali, stand gastronomici, stand di hobbisti. Musica per ogni passione, dai bambini ai nonni, passando per gli adolescenti, dalle 15,30. Si esibiscono: band di blues, country e liscio naturalmente. Gli abitanti offrono sardoncini per tutti.

E’ anche l’occasione per visitare il castello malatestiano del 1400 e due aziende vitivinicole come la Fattoria del Piccione (al suo interno anche il museo della civiltà contadina) e Il Capannino.