Rimini. Verdi: “Mare Adriatico, basta con le attività estrattive di gas”


di Paolo Galletti, co-portavoce dei Verdi dell’Emilia Romagna e Silvia Zamboni, co-portavoce regionale Federaziobe Verdi Emilia-Romagna e consigliera regionale Europa Verde
“L’ampliamento delle attività estrattive di gas dall’Adriatico non è la strada giusta per affrontare il tema, non più rinviabile, dell’emergenza climatica. Pur condividendo le preoccupazioni del presidente Bonaccini e dei sindacati per i lavoratori coinvolti nel settore offshore, siamo favorevoli allo stop – approvato con l’emendamento incluso nel decreto Milleproproghe – di nuove attività di ricerca di giacimenti di gas metano, stop che non riguarda fra l’altro le attività estrattive già in corso.
Di fronte ai cambiamenti climatici e all’obiettivo della Commissione Europea di abbattere le emissioni climalteranti del 55% al 2030, non possiamo che ribadire con forza che non ci possiamo più permettere ulteriori rinvii della transizione ecologica ed energetica, cardine anche del nostro programma alle elezioni regionali.
La risposta di Europa Verde allo stop a future attività di ricerca di giacimenti e alla questione, più generale, dei posti di lavoro è che il governo deve finalmente avviare la transizione energetica del paese, tenendo conto della just transition, per rispondere alla sfida dell’emergenza climatica e per posizionare il nostro paese sui mercati capaci di futuro delle fonti di energia rinnovabili e dell’efficienza energetica. Per Europa Verde attività di ricerca e investimenti vanno pertanto  rivolti  a favore del progetto di Riviera Adriatica Eolica-Solare in grado di creare nuova occupazione sostenibile anche nel settore industriale e di qualificare l’offerta turistica del territorio nel segno della sostenibilità.
Quaranta anni fa i Verdi ottennero che a Ravenna si realizzasse una centrale a metano anziché a carbone.  Oggi chiedono che la transizione prosegua passando dal metano alle rinnovabili.
 



Pesaro. Itinerario della bellezza alla Bit di Milano

Itinerario della bellezza alla Bit di Milano. «Non poteva esserci occasione migliore della BIT – la Borsa Internazionale del truismo di Milano – per presentare la terza edizione dell’Itinerario della bellezza nella provincia di Pesaro e Urbino» è il commento del Direttore Generale della Confcommercio Marche Nord, Amerigo Varotti che, insieme agli amministratori dei Comuni aderenti ha presentato l’Itinerario alla stampa ed agli operatori turistici in occasione della BIT.
«Nella tre giorni milanese – racconta  Varotti – abbiamo presentato la nuova guida (148 pagine) insieme ai sindaci di Cagli, Fano, Gabicce Mare, Gradara, Sant’Angelo in Vado ed agli assessori al Turismo dei Comuni di Cagli, Fano, Fossombrone, Pergola e Urbino. Il primo vero network di Comuni che con la Confcommercio hanno creato un prodotto di promozione turistica contenente l’offerta di una vasta area del territorio provinciale che comprende il mare, le colline, gli Appennini, le Città d’arte, i borghi storici. Ma accanto alla presentazione con i Comuni partner, la BIT è stata l’occasione per proporre agli operatori turistici italiani e stranieri l’offerta dell’Itinerario grazie alle due postazioni per il matching BtoB gestite da Confturismo Marche Nord e Riviera Incoming».
Una BIT di grande successo per le Marche:
«Voglio ringraziare l’assessore Pieroni e il dirigente Orsetti per l’ottima organizzazione dello spazio espositivo e degli eventi all’interno dello stand della regione Marche che quest’anno ha un “testimonial” straordinario: Raffaello e il 500° Anniversario della sua morte».



Rimini-Riccione-Bellaria. Arop, XIX Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile il 15 febbraio



Arop, XIX Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile   il 15 febbraio. “Diamo radici alla speranza, piantiamo un melograno”
con FIAGOP e AROP ONLUS. SABATO 15 FEBBRAIO – ORE 11 a Riccione presso la Scuola Primaria “Fontanelle”
A Igea Marina presso la Scuola Primaria “A. Ferrarin” VENERDI’ 14 FEBBRAIO – ORE 11
A Rimini presso le Scuole Primarie “Gaiofana” e “Boschetti Alberti”
www.giornatamondialecancroinfantile.it
E’ promossa insieme all’Organizzazione Mondiale della Salute da “Childhood Cancer International – CCI”, il network globale di associazioni guidate da genitori di bambini e adolescenti che hanno contratto tumori o leucemie, presente in 90 paesi e 5 continenti con 188 associazioni.

In questa giornata in tutto il mondo sono promosse iniziative di advocacy, di pressione istituzionale e di sensibilizzazione pubblica su un problema, il cancro pediatrico, che rappresenta la prima causa di mortalità infantile per malattia non trasmissibile dopo il primo anno di vita. CCI, attraverso specifici gruppi di lavoro locali e transnazionali si impegna affinché a tutti i bambini e gli adolescenti colpiti nel mondo siano garantite le stesse probabilità di guarigione attraverso una diagnosi tempestiva e l’accesso ai protocolli di cura più avanzati.

Negli ultimi decenni, nei nostri paesi la percentuale di guarigione complessiva è passata dal 40% degli anni 70 ad oltre l’80% circa dei nostri giorni (anche se ci sono diversi risultati a seconda del tipo di tumore). Le cose non stanno così per i bambini e gli adolescenti che hanno la sfortuna di nascere nei paesi svantaggiati, dove ancora oggi soltanto pochi possono avere una diagnosi e accesso a protocolli di cura avanzati e le aspettative di guarigione non superano il 20%. Un bilancio durissimo e non più sostenibile. Se il cancro non ha confini, non dovrebbero averli neanche le cure – ribadisce Angelo Ricci, presidente FIAGOP, la Federazione Italiana delle Associazioni di Genitori Oncoematologia Pediatrica, socio fondatore CCI e suo punto di riferimento in Italia per le celebrazioni della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile. La ricerca in ambito dell’oncologia pediatrica – prosegue – non procede alla velocità che vorremmo: se paragonata al passo di quella applicata alla lotta ai big killers nella popolazione adulta il confronto è scioccante.
FIAGOP è attiva in Italia da 25 anni con politiche a sostegno dei bambini e degli adolescenti colpiti – in Italia circa 2200 ogni anno – sia durante le cure che nel periodo di transizione all’età adulta. Partecipa a tavoli di coordinamento di attività legate all’oncologia pediatrica, sviluppa campagne di prevenzione e sensibilizzazione, promuove la ricerca.
Suo motore trainante sono le 31 associazioni di genitori che ne fanno parte, con sede in prossimità dei principali ospedali. Queste sostengono e agevolano il vissuto dell’intero nucleo famigliare perché nessuno si senta solo nel percorso di malattia, offrono ospitalità gratuita, assistenza psicologica, supportano gli ospedali di riferimento. Le loro braccia sono le migliaia di volontarie e volontari operativi presso i reparti e nelle case dedicate ad ospitare le famiglie che abitano lontano dai centri di cura.

Sul piano nazionale la Giornata Mondiale prevede due iniziative. Sul fronte medico-scientifico FIAGOP affronterà un gruppo di nemici che fa ancora molta paura, quello dei Tumori solidi, nell’ambito del convegno “Tumori solidi pediatrici: stato attuale e prospettive”, promosso in collaborazione con AIEOP – Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica, organizzato da OPEN Onlus presso il Ruggi d’Aragona sabato 15 febbraio. Una speciale sessione ospiterà il Secondo incontro nazionale dei guariti da tumore pediatrico. Un cittadino su 1300, circa 50mila oggi in Italia, 29 anni l’età media. Una popolazione sulla quale è necessario porre uno sguardo più attento. Si
parlerà dell’importanza del follow-up a medio e lungo termine le cui raccomandazioni sono contenute nel Passaporto del guarito.

Sul fronte della sensibilizzazione pubblica FIAGOP propone la seconda edizione dell’iniziativa green “DIAMO RADICI ALLA SPERANZA, PIANTIAMO UN MELOGRANO” che avrà luogo in molte città nelle giornate di venerdì 14 e sabato 15 febbraio. Particolare attenzione sarà posta alla conoscenza del suo frutto, la melagrana, formato dall’unione di tanti arilli, ognuno parte fondante del frutto stesso, come avviene nell’alleanza terapeutica che si instaura tra medici, pazienti, famiglie, grazie all’impegno quotidiano delle associazioni di genitori riunite in FIAGOP.
A.R.O.P. sarà presente anche quest’anno sul territorio della Provincia di Rimini, per piantare un albero di Melograno in diversi Istituti Scolastici e più precisamente: venerdì 14 febbraio 2020 alle ore 11,00 a Rimini presso le Scuole Primarie “Gaiofana” e “Boschetti Alberti”, mentre sabato 15 Febbraio 2020 alle ore 11,00 a Riccione presso la Scuola Primaria “Fontanelle” e ad Igea Marina presso la Scuola Primaria “A. Ferrarin”.
Ai presenti sarà richiesto di indossare un Nastrino dorato (sotto forma di un piccolo tatuaggio temporaneo), simbolo universale dell’oncoematologia pediatrica, con cui scattare selfie solidali, da condividere sui canali social con l’hashtag #DiamoRadiciAllaSperanza insieme ad un messaggio di affetto per riconoscere apertamente la forza, il coraggio e la resilienza dei piccoli guerrieri, onorare la memoria di chi ha perso la sua personale battaglia.
Il Presidente, Dott. Roberto Romagnoli, tutti i consiglieri, i volontari dell’Associazione nonché i medici del reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infermi di Rimini, ringraziano di cuore tutte le Istituzioni, gli Enti pubblici e privati, gli studenti e gli insegnanti che aderiranno a questo grande gesto di solidarietà.

AROP ONLUS

A.R.O.P. è un’organizzazione di volontariato fondata e gestita da genitori e volontari da oltre 15 anni, con lo scopo di sostenere il bambino con patologie oncoematologiche, ed i genitori che lo accompagnano nel periodo della terapia, con l’obiettivo prioritario di migliorare la qualità dei percorsi terapeutici che coinvolgono i piccoli pazienti e le loro famiglie.
L’Associazione aiuta i piccoli pazienti ed i loro familiari ad affrontare il lungo e difficile percorso terapeutico legato alla malattia, con la propria costante presenza, sia all’interno del reparto oncoematologico Pediatrico dell’Ospedale Infermi di Rimini, per i bimbi in regime di ricovero, sia al di fuori della struttura ospedaliera per i periodi di terapia di mantenimento, per i controlli di routine.
Il sogno di A.R.O.P. è di offrire ai bimbi ed alle loro Famiglie il migliore percorso medico e psicologico possibile ed una prospettiva di vita serena, il completo reinserimento nel percorso sociale, nonché una concreta speranza di diventare adulti sani.
A.R.O.P. aiuta nel modo più semplice e naturale che possa esistere: mettendoci cuore, amore e dedizione. Sono centinaia i piccoli gesti che i soci AROP fanno nel loro quotidiano, cercando di mettere al primo posto l’obiettivo dell’Associazione stessa, destreggiandosi tra impegni personali lavorativi e familiari.
Perché l’impegno di ognuno è quello di promuovere la solidarietà e coinvolgere la popolazione ad una partecipazione e sensibilizzazione concreta ai progetti in essere.




Pesaro. Addio a Giancarlo Morbidelli, re delle foratrici… Vincitore di mondiali di moto

 

(1934 – 2020)

La sua squadre corse. Sulla moto l’ingegner tedesco Moeller

 

 

Addio a Giancarlo Morbidelli, genio italico. Grande industriale, grande sportivo. Se n’è andato il 10 febbraio.
Giancarlo Morbidelli prima ha battuto i tedeschi nel lavoro. Nello sport, i giapponesi. Lo ha fatto nel più tipico stile del made in Italy: con l’ingegno e pochissimi, se non punto, mezzi iniziali. Nel lavoro riesce a far meglio dei teutonici; nello sport, con tre meccanici ed un ingegnere (tedesco), mette in cascina 8 titoli del moto-mondiale: quattro individuali e altrettanti marche.
La sua vita inizia nel 1934. Nasce a Pesaro, via Andrea Costa, oltre il fiume, dove un tempo c’era soltanto campagna; il babbo Arturo è mezzadro. Uomo intraprendente, con gli avanzi dei materiali bellici, costruisce ogni cosa: dai capannoni alle macchine utensili. Questi geni, forse migliori, sono le caratteristiche del figliolo.
Lo ricorda così: “Da mio babbo non ho mai visto i soldi, ma invitava sempre gli amici a mangiare”. E avere i dipendenti a tavola è sempre stato un motivo di fondo dell’avventura imprenditoriale, e umana, di Morbidelli.
Da ragazzo frequenta l’istituto tecnico. Il babbo cerca di indirizzarlo sulla falegnameria. Il figlio, invece, è attratto dalla meccanica: un amore. Al ritorno dal militare trova lavoro presso Canestrari. Allora, uno dei primi mobilieri di Pesaro, il giovane si occupa dell’assistenza e riparazione delle macchine utensili.
Arriva a far funzionare come un orologio una foratrice tedesca. Le macchine installate in Italia si rompono spesso; mentre quella di Canestrari no. Arrivano i tecnici dalla Germania, ammirano le soluzioni e fanno una proposta d’assistenza, per tutt’Italia, a Morbidelli.
Altri avrebbero accettato, al giovane si accende la lampadina. Risponde: no, grazie. Decide di progettare e realizzare la sua foratrice. L’azienda è un garage nel quartiere Soria, a Pesaro. La prima commissione è quella di Canestrari: stretta di mano, in bocca al lupo e ordine. Sarà un successo mondiale.
La prima volta che porta in Europa l’innovativa foratrice è da avventura. Da un amico si fa prestare un furgone; carica e via verso la fiera di Hannover, Bassa Sassonia, Nord della Germania.
Arriva, ma lo stoppano. Non ha prenotato lo stand. Dunque, niente esposizione. Il giovane non si perde d’animo. Entra, va da un imprenditore italiano e gli chiede ospitalità. Vende sette foratrici. E’ l’inizio di una cavalcata degna dei crescendi di Gioacchino Rossini.
Nel massimo splendore impiega circa 350 persone. Prima azienda del settore al mondo. Nell’88, quando capisce che il giovane figlio Gianni (sarà anche pilota Ferrari) seguirà altre strade, vende al colosso riminese Scm. Pensava di chiedere 10, ma gli offrono di più. Insomma, sarà un affare senza volerlo.
Ma come aveva fatto a fare una macchina che riesce a sbaragliare la concorrenza? “Sono stato fortunato – racconta con la luce negli occhi Giancarlo Morbidelli – devo tutto alla Benelli Moto. Parlo con gli amici meccanici, un ingegnere. E chiedo loro consigli e come sono fatti gli ingranaggi dei motori; nella meccanica si fa presto a sbagliare. Realizzo una foratrice con una base di 60 centimetri con tantissimi ingranaggi mutuati dalle moto che semplificano il lavoro di falegnameria. Mi è sempre piaciuto andare a bussare a chi era più bravo di me”.
A chi gli chiede qual è il segreto del fare impresa, risponde: “Ci vuole dolcezza. Non bisogna vantarsi dei successi. Bisogna essere amici, amici, amici. Perché bisogna essere cattivi? Quando i miei dipendenti avevano un problema, gli facevo capire che li potevo aiutare.
Se vuoi avere di più, devi essere umano. Pensare che il collaboratore è come te, che ha moglie, figli, che ha bisogno di lavorare. La vita è modestia. Detesto quelli che pensano di essere i padroni del mondo. Se sei bravo, devi insegnare agli altri ad essere modesto”.
La breve massima di saggezza, non vantarti se hai vinto e stringi per primo le mani a chi è arrivato dietro, era il consiglio ai suoi campioni di motociclismo: Nieto, Bianchi, Braun, Pileri, Lega, Huberts, Campanelli, Conforti, Ekerold, Enzo e Eugenio Lazzarini, Lucchinelli, Graziano Rossi (babbo di Valentino).
Ha corso con i suoi bolidi anche Giacomo Agostini. “Sono curioso di provare le tue moto che vanno fortissimo”, chiede il campionissimo.
Nella metà degli anni ‘70, inanellò otto mondiali: quattro piloti (Pileri, Bianchi e Lega) e quattro marche. Quelle moto portavano il suo cognome: Morbidelli. Erano, quei capolavori, la passione. Progettate e fatte in un’appendice degli stabilimenti. Cento metri quadrati dove lavoravano in cinque: tre meccanici coordinati da un geniale ingegnere tedesco, Jorg Moeller. Il quinto era lo stesso signor Morbidelli.
L’avventura sportiva inizia nel 1968 e termina nel 1980. Le sue “bambine” vanno subito forte; hanno un piccolo difetto: grippano di tanto in tanto causa la diversità di dilatazione di alluminio e ghisa nel cilindro.
Umile, sempre portato “a cercare quello più bravo di me”, sente che il suo tallone d’achille lo possano risolvere in Germania, dove utilizzano una tecnologia americana. Va e trova la soluzione e un ingegnere.
Per la prima, le pareti di alluminio vengono rivestite d’acciaio.
Per la seconda, il giovane tecnico si trasferisce volentieri a Pesaro, dove trova quelle virtù italiche che piacciono ai discendenti di Goethe: una certa spensieratezza, fantasia e buona tavola. Moeller poi si sposerà con una pesarese e vi metterà radici.
Quella moto fatta al tornio e genialità rigorosa batterà i colossi giapponesi, e non solo, sulle piste di tutto il mondo. La stampa si sbizzarrisce: “Morbidelli, le moto che mettono paura ai samurai”.
In parallelo alla costruzione dell’azienda e del reparto corse, Morbidelli inizia a collezionarle. Oggi, ne ha 350 (50 pezzi unici); la più antica è del 1904 ed è svizzera. Il Morbidelli è il più importante museo privato d’Europa e secondo al mondo. Prima c’è quello dell’amico Barber in Alabama, che ha una sala ”Morbidelli” con tutti i gioielli del genio pesarese.
Questo signore che dice, “Non so come mai amo così tanto le moto”, ha trasformato quell’officinetta di 100 metri che faceva tremare il mondo nella vetrina delle sue moto da corsa. Alle pareti, le corone d’alloro dei gran premi che hanno portato Pesaro e l’Italia nel mondo.




Pesaro. Vitrifrigo Arena, il cubo-monitor più grande d’Italia

Il presidente di Aspe Luca Pieri e il sindaco Matteo Ricci

 

Vitrifrigo Arena, il cubo-monitor più grande d’Italia; pronto a svelarsi nel match domenicale della Vuelle contro Brindisi. Poi amplierà lo spettacolo delle Final Eight di basket (in programma al palasport dal 13 al 16 febbraio): si tratta del modello più grande d’Italia, realizzato da Bertelè, con una struttura ottogonale. Quattro maxischermi centrali e altrettanti angolari, per una superficie totale di 136 metri quadri di schermo ad alta definizione. Il nuovo ‘360 VideoCube’, sottolinea Matteo Ricci, «è un altro investimento che si aggiunge per la Vitrifrigo Arena. Negli ultimi anni abbiamo rifatto la copertura e sostituiti i seggiolini, oltre a insonorizzare e rendere fruibile la Palestra Nord. Interventi che hanno reso la struttura sempre più innovativa e competitiva. Anche così continueremo a intercettare grandi manifestazioni». Rileva il sindaco: «Il cubo sarà in grado di supportare al meglio tutti gli eventi che si terranno al palasport. Servirà a rendere ancora più suggestivo lo spettacolo durante le partite, i concerti e le convention. Con molta più funzionalità ed efficacia sulla componente video e audio. Lo vedremo già dalle Final Eight».

Del resto, prosegue Ricci, «investire sull’impiantistica serve allo sport pesarese e rende la città più competitiva sul piano turistico». Il sindaco cita «la programmazione notevole sui concerti, ma anche le grandi convention. Abbiamo visto che manifestazione porta manifestazione». Esempi: «Grazie alla Coppa del mondo di ginnastica ritmica abbiamo ottenuto i mondiali. Ora avremo gli Europei di aerobica e acrobatica (nel 2021). Senza tralasciare l’assegnazione dei Beach Games 2023: se la città si posiziona su questi livelli e acquisisce visibilità ha più possibilità di richiamo». Un investimento di 300mila euro (con 120mila euro ottenuti dalla Vuelle tramite la LegaBasket, ndr), «pienamente recuperabili attraverso gli sponsor. Sarà un volano per gli eventi». Prima della partita Vuelle-Brindisi si proietterà il video Pesaro città d’Amare: «Un jingle interessante, che la città finora non aveva. Se funziona potrebbe aprire le manifestazioni del palasport, a cominciare dalle partite». Commenta il presidente di Aspes, Luca Pieri: «La Vitrifrigo Arena compie un ulteriore salto di qualità . Il 360 VideoClub è altamente tecnologico, dotato di monitor ad altissima risoluzione e di un software che consentirà di rendere le tante iniziative ospitate all’Astronave ancora più coinvolgenti per il pubblico. La qualità del video sarà eccezionale, nell’interazione degli eventi aggiungerà funzionalità. Tutto quello che c’è di elettronico nell’Arena si combinerà con lo schermo». Chiude il presidente della Vuelle Ario Costa: «Un valore aggiunto per la Vitrifrigo Arena, che rappresenta la nostra casa».




Rimini. Economia circolare in convegno, grande successo

Economia circolare in convegno, grande successo della tavola rotonda nella Sala “San Gaudenzo”.
Ambiente, economia e società: affrontare ora la sfida si può e si deve.
Dopo la lettura della Laudato si’ di San Francesco, che ha dato il titolo anche all’enciclica più volte richiamata di Papa Francesco, è stato il Vescovo di Rimini il primo ad intervenire. “Il tema economico, ambientale e sociale è drammatico, e va affrontato qui ed ora. A pagarne maggiormente le spese di un’economia non legata alla terra, sono i giovani” ha detto mons. Francesco Lambiasi.
“Noi siamo la prima società a produrre rifiuti in maniera esponenziale, e non sappiamo smaltirli. – ha ricordato il direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro, don Pierpaolo Conti – Inoltre, prendiamo le risorse dalla natura come se fossero inesauribili, ma non è così. «Usa e getta» è una frase – e un comportamento – icona di una crisi che sottende un modello di economia, società e futuro. Ci va bene questo modello?”.
L’economia circolare è una risposta, “una forma nuova che genera anche nuove figure professionali, come la mia. – ha detto Andrea Ragazzini, Chief Value Officer della Società Benefit Sara Cirone Group – Aiuto le aziende ad individuare indicatori non solo economici-finanziari ma anche la sostenibilità e i capitali intangibilità, non presenti in bilancio”.
“Attribuire a tutte le persone la stessa dignità, è un indice importante di una economia per l’uomo. – è uno dei passaggi del contributo del Vicesindaco di Rimini, Gloria Lisi – E anche l’idea di città deve considerare questi aspetti, nel rispetto e nella valorizzazione delle peculiarità di tutti i suoi abitanti”.
Ogni azione personale ha un impatto sull’economia, sull’ambiente e sulla società: dall’utilizzo del mezzo di trasporto agli acquisti, persino quelli online. – ha fatto notare l’economista Primo Silvestri, direttore del mensile Tutto Romagna Economia – Non si tratta di avversare le innovazioni ma di governare in maniera umana il cambiamento, per non distruggere ad esempio luoghi di relazione e socialità come i centri storici”.
Accompagnato da slide e video, l’intervento di Roberto Ossani (docente di Design della Comunicazione ISIA Faenza) era incentrato sul design e sull’impatto ambientale di ogni progetto. A partire dal TrattoPen “invenzione del 1976, i cui forellini per l’aria sul tappo sono stati realizzati per evitare che i bambini ingerendoli potessero soffocare. Ogni progetto guarda al futuro ma la creatività deve anche tener conto delle sue conseguenze. E un bravo designer si preoccupa di tutto il progetto, persino del fine vita dell’oggetto creato: è un’assunzione di responsabilità”.
Bruno Bargellini, presidente dell’azienda Top Automazioni di Poggio Torriana: “I pezzi utilizzati in azienda sono riciclabili, e dagli scarti di ferro abbiamo costruito una nuova macchina. – ha raccontato l’imprenditore – Siamo un’impresa etica, e oltre all’ambiente prestiamo tanta attenzione alle persone, al welfare aziendale”. Palestra, visite mediche in azienda, parco giochi aziendale per bambini, mamme e nonni, musica scelta dai dipendenti, orari flessibili: sono alcune delle iniziative adottate da Top Automazioni. “L’azienda è una grande famiglia: se stiamo bene tutti, viviamo meglio e siamo anche più produttivi. E i risultati lo confermano”.
Modelli di crescita fondati sul riuso, il riciclo e lo smaltimento ecologico. Il tutto al fine di sviluppare un pensiero che porti a maggior equità sociale e al rispetto dell’ambiente.
Le attese di equità e giustizia e l’invito ad avere a cuore la “cura della casa comune” contenute nell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco stanno diventando sempre più impellenti. Lo si comprende dagli squilibri sempre più evidenti in tutto il pianeta e nelle emergenze sanitarie e ambientali che in questi ultimi tempi si stanno manifestando in ogni parte del mondo. Proprio per questo Papa Francesco ha invitato i giovani economisti, studiosi, imprenditori, ricercatori ad Assisi dal 26 al 28 marzo 2020 per stipulare un patto che porti ad un nuovo modello di sviluppo economico, quella che dallo stesso pontefice è stata definita The economy of Francesco, sulle orme del Santo di Assisi.
È proprio sui temi di questa economia, definita dal Papa “ecologia integrale”, che è stata indetta la tavola rotonda dedicata all’Economia circolare, il 5 febbraio nella Sala “San Gaudenzo”.
L’incontro riminese faceva parte di una roadshow che sta attraversando queste sette città per confrontarsi con il mondo del lavoro e delle imprese, delle organizzazioni di categoria, delle istituzioni e della società civile, al fine di accrescere la consapevolezza attorno a un modello culturale d’impronta umanistica che porti a un nuovo sviluppo equo e sostenibile nelle comunità territoriali.
Organizzata da Sara Cirone Group Società Benefit con il settimanale cattolico ilPonte e l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di, Rimini, con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Rimini, Diocesi di Rimini e Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.
I partner:
Confindustria Romagna, Organismo Italiano Business Reporting, CdO Rimini, Cisl Romagna, Gioc/Mcl Rimini, Assobenefit, Associazione Italiana per la direzione del personale Emilia-Romagna (AIDP), Acli provinciali Rimini, Azione Cattolica Emilia Romagna, Caritas Diocesana Rimini, Movimento dei Focolari Rimini, Campo Lavoro Missionario, Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC).
Media partner: Gruppo Icaro



Riccione. Ospedale Ceccarini, RivieraBanca regala retinografo ad ottiche adattive

Il presidente di RivieraBanca Fausto Caldari consegna l’assegno
Ospedale Ceccarini, RivieraBanca regala retinografo ad ottiche adattive.  L’istituto di credito ha donato una prima tranche di centomila euro ed ora anche i restanti quarantamila, raggiungendo così il valore complessivo dell’apparecchiatura, che è di 140mila euro. Oggi 5 febbraio, alla presenza del presidente di Rivierabanca Fausto Caldari, del direttore medico del Presidio Ospedaliero di Riccione-Cattolica Bianca Caruso, del primario dell’Oculistica Andrea Mercanti, della responsabile del Fundraising dell’Ausl Romagna Elisabetta Montesi, è stato consegnato il secondo assegno. L’acquisto verrà a breve perfezionato.
“L’Rtx-1 è un apparecchio innovativo presente in Italia in 3 unità, ed in tutto il mondo in 35, è una fundus camera ad ottiche adattive – spiega il dottor Mercanti -. Grazie ad una tecnologia mutuata dall’ingegneria aerospaziale è in grado di ottenere immagini retiniche così dettagliate, da permettere di studiare strutture retiniche finora non visibili: fotorecettori, pori della lamina cribrosa, microaneurismi e pareti arteriolari.
Permetterà di studiare la situazione retinica nel dettaglio aiutandoci a comprendere meglio se trattare e quando trattare differenti tipi di maculopatia”.
Circa 800 l’anno le prestazioni che potranno essere effettuate con l’apparecchiatura, che si presta inoltre ad una ultra specialistica attività di ricerca. E va a questo proposito ricordato che l’oculistica riminese è convenzionata con l’università di Bologna ed ospita per la formazione ogni anno gli specializzandi della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia.
“Siamo estremamente grati a Rivierabanca per questo ulteriore segno di vicinanza alla sanità romagnola e riccionese – ha detto la dottoressa Caruso -. Sarà nostro impegno utilizzare al meglio il retinografo in favore dei pazienti del territorio. Questa dotazione è una ulteriore dimostrazione dell’importanza che l’Ospedale di Riccione ha nella rete ospedaliera romagnola”.
Il presidente di RivieraBanca Fausto Caldari, insignito recentemente del titolo di Commendatore di Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ha invece dichiatato: “Con questa donazione continua la nostra missione e si rafforza la nostra caratteristica di essere vera banca del territorio, non solo come intermediario economico, ma anche come banca sociale e mutualistica, a sostegno della comunità di appartenenza. In dieci anni, sono diverse le nostre donazioni agli ospedali del riminese e vogliamo proprio continuare su questa strada, perché per noi quella legata alla sanità è una priorità. La salute delle persone significa benessere per un territorio, proprio quel territorio col quale noi abbiamo un rapporto speciale”.



Misano Adriatico. Area Bandieri, la Conferenza dei servizi la boccia. In campo 32mila quadrati di commerciale

Area Bandieri, la Conferenza dei servizi la boccia: 342 mila metri quadrati di commerciale di fianco ad Oliviero.

Le varie posizioni.

Il Comune: “E’ pervenuto oggi, da parte della Provincia, l’ultimo parere della Conferenza dei Servizi per l’area Bandieri, dopo che si erano già espressi con pareri e contributi favorevoli, anche con prescrizioni, Arpae, Romagna Acque, Soprintendenza, Consorzio di Bonifica, ASL e altri ancora.
La Provincia ha ritenuto che gli elementi progettuali presentati dai privati non corrispondono ai contenuti dell’Accordo Territoriale poiché ‘difettano di organicità e unitarietà’.

Il Comune, da parte sua, si era già impegnato per ridurre la superficie complessiva della nuova edificazione, dimensionando a 26.000 mq. il massimo delle nuove aree edificabili, rispetto alle 32.000 inizialmente programmate. Inoltre, era stata prevista la salvaguardia del bosco esistente e la trasformazione di un’area agricola a parco urbano, la realizzazione di nuove piste ciclabili, la rotatoria sul viale della Stazione a completamento della viabilità monte mare ed una nuova vasca di laminazione a servizio delle criticità idrauliche oggi esistenti. La dotazione di aree pubbliche come da Accordo di programma sarebbe stata superiore ai 7 ettari.

Questa è la ragione per cui l’amministrazione comunale ha intrapreso il percorso nato da un Accordo territoriale sottoscritto con la Provincia, per attuare lo sviluppo di un’area commerciale prevista, come polo funzionale, dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia, a completamento di un’area esistente a ridosso della SS16, certamente da riqualificare.

L’Accordo di programma per l’area Bandieri costituiva un elemento importante ai fini di vedere realizzata una fondamentale opera pubblica, quale il sottopasso ferroviario che dalla SS16 avrebbe dovuto collegare la zona mare, mettendo in comunicazione diretta la zona di Santamonica e di Belvedere con la città turistica.

Il Comune di Misano  andrà avanti in un percorso di qualificazione e rigenerazione della città così come già disegnato nella nuova strategia del Piano Urbanistico Generale, già assunto in maggio 2019, tra i primi comuni dell’Emilia-Romagna.
In questa strategia rimane prioritaria la realizzazione del collegamento monte mare per il quale fin da oggi il Comune si attiva, con Provincia e Regione, per reperire le risorse economiche al fine di rendere possibile un’opera che costituisce un elemento imprescindibile per lo sviluppo della città”.

Mirco Galeazzi, presidente della Cna
“Siamo soddisfatti della decisione della Provincia di non procedere alla sottoscrizione dell’accordo di programma sull’insediamento commerciale di Misano Adriatico, detto area Bandieri.
Far riferimento ad un Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale vecchio e superato sarebbe stato un grave errore, equivaleva a leggere la realtà odierna con delle lenti sfuocate del passato: nella sola Provincia di Rimini negli ultimi 7 anni hanno abbassato la serranda 1666 piccoli negozi. Un dato drammatico per il commercio di vicinato che oltre alla concorrenza del web ha fatto i conti con quello dei centri commerciali.
Misano Adriatico, con la mancata edificazione nell’area Bandieri, ha evitato un intervento di 32 mila mq con un’inutile consumo del suolo.
Ma non siamo solo quelli del no. Responsabilmente siamo pronti ad un confronto costruttivo ed immediato con comuni e provincia, con l’obiettivo di far crescere l’offerta complessiva del territorio, contribuendo a valorizzare quel turismo commerciale che nasce dalla promozione delle eccellenze del nostro territorio. Ci sono contributi regionali ed europei da intercettare, serve però condividere una strategia che rilanci l’identità dei luoghi dove botteghe e negozi siano il valore aggiunto”.

 

M5S

“Nel pomeriggio di martedì 4 febbraio è arrivata la notizia dello stop alla costruzione di un nuovo centro commerciale da parte della Provincia di Rimini in Area Bandieri a Misano Adriatico a causa della mancata considerazione degli aspetti ambientali. Correva l’anno 2017 quando il Movimento 5 Stelle di Misano Adriatico con i suoi consiglieri comunali Luca Gentilini, Matteo Piccioni, Emanuele Villa e Fabio Gennari assieme agli attivisti, iniziarono ad opporsi alla realizzazione di quest’opera dannosa per il commercio misanese, come evidenziato dai dati sulle numerose chiusure dei posti di lavoro, e per l’ambiente e il territorio, avendo contribuito a un aumento delle emissioni di gas di scarico. La zona è a rischio alluvione, caratterizzata dalla presenza della ricarica della falda acquifera e area di tutela paesaggistica, a cui si aggiunge il rischio di liquefazione in caso di evento sismico, elementi da sempre sollevati dal gruppo del M5S e ora con la conferma della mancata considerazione degli aspetti ambientali dalla provincia ne arriva l’ulteriore conferma. In tutti questi anni caratterizzati da interrogazioni, richieste al ministero, presidi è stato fondamentale il contributo da parte del senatore Marco Croatti la consigliera regionale Raffaella Sensoli e la collaborazione con l’amministrazione di Cattolica.
“La vittoria più grande è per i commercianti e i cittadini di Misano, e non solo, che hanno ricevuto con questa notizia un forte segnale di vicinanza per un settore in difficoltà. La collaborazione a fianco delle associazioni di categoria e le associazioni ambientaliste per analizzare fino in fondo la complessa questione è risultata fondamentale. Quello di oggi è un risultato importante per tutti. Non ci fermeremo qui, ora c’è da continuare a lavorare per rilanciare i centri commerciali naturali. Siamo disponibili a collaborare con l’amministrazione nella giusta direzione per riqualificare Misano, rilanciare il commercio e il turismo, realizzare gli interventi urbanisti chiave per la città come il sottopasso per il collegamento monte mare e la nuova ss16, interloquendo con Regione, Provincia o attingere a fondi UE.” – dichiarano in una nota congiunta dal M5S.
E poi concludono con “anche se ora non sediamo in consiglio comunale non ci siamo mai fermati per il bene comune e per i cittadini, nel ringraziare tutti quelli che ci sono stati accanto realizzeremo una passeggiata lungo la zona di Area Bandieri e per il centro di Misano sabato 8 febbraio alle ore 10, proprio nella data in cui scade l’ulteriore proroga che era stata concessa per portare a termine la conferenza dei servizi per l’opera. Vogliamo dare un chiaro messaggio di vicinanza ai nostri commercianti e al contempo evidenziare l’importanza dell’impronta verde.”
Fabrizio Vagnini, presidente provinciale Confesercenti
“Bene il no della Provincia all’accordo di programma per l’area commerciale ‘Bandieri’ di Misano Adriatico, ora avanti con una moratoria regionale di almeno tre anni per ripensare tutte le previsioni di nuovi insediamenti. Fabrizio Vagnini, presidente provinciale di Confesercenti Rimini, non nasconde la propria soddisfazione per il responso dell’ente su una pianificazione sin dall’inizio duramente criticata dall’associazione, viste le dimensioni e i potenziali effetti sul tessuto commerciale locale.
“Al presidente della Provincia Riziero Santi va il nostro plauso – dice Vagnini -. Speriamo che questa decisione rappresenti un modello per un ripensamento complessivo delle previsioni in essere, anche a livello regionale. A questo proposito chiediamo una moratoria di almeno 3 anni per rivalutare tutte le pianificazioni commerciali e i loro effetti su un comparto che è già in grande sofferenza. Quella della Provincia è stata una scelta coraggiosa che auspichiamo possa aprire la strada ad azioni forti”.
Vagnini pensa al Codice unico del commercio e agli Stati generali del commercio annunciati dalla Regione Emilia-Romagna. “Ci aspettiamo che la messa a sistema delle norme regionali in materia porti, come promesso, alla regolamentazione puntuale di fenomeni come gli outlet per rendere gli esercizi commerciali tradizionali più competitivi”.
Il presidente di Confesercenti avanza anche una proposta sulle risorse per il commercio. “Mi auguro che vada avanti il percorso di autonomia regionale proposta dal presidente Bonaccini, basata sul bilancio storico dell’Emilia-Romagna. Ne deriverebbero importanti risorse che potrebbero essere investite a favore delle attività commerciali. Il comparto è ancora in sofferenza e occorre una sterzata forte per evitare che in pochi anni i centri storici, i borghi, ma anche i lungomare delle nostre città restino con le serrande abbassate”.
Ora la bocciatura dell’area ‘Bandieri’ non deve pregiudicare gli interventi necessari sulla viabilità di Misano, conclude Vagnini. “Non ci dimentichiamo che il sottopasso è un’infrastruttura necessaria per l’intero territorio, fondamentale per il turismo e per il World circuit. Come associazione continueremo a sostenere, in ogni tavolo di confronto a livello locale e regionale, il miglioramento della viabilità”.
Bruno Galli, segretario provinciale Lega
“Siamo molto felici che il Pd ed in particolare uno dei suoi più autorevoli esponenti come Riziero Santi, ex presidente della Provincia, si sia ravveduto sull’area Bandieri di Misano. Il no sa di una mazzata sul sindaco Piccioni, eletto anche con i voti del Pd. E questo, politicamente, deve far riflettere”. Bruno Galli, segretario provinciale della Lega, accoglie positivamente il pronunciamento pubblico sul no al centro commerciale di Misano. “Mi sorprende, però, che il Pd – prosegue Galli – si stia prendendo meriti che non ha, com’è nel suo stile poi, visto che è il primo responsabile della crisi del piccolo commercio. La verità è che le nostre posizioni sull’argomento sono servite ad invertire la rotta. Da sempre insieme a tutte le associazioni di categoria, con grande coerenza, abbiamo espresso la nostra contrarietà rispetto alla realizzazione di questo parco commerciale che avrebbe oltremodo penalizzato se non definitivamente ucciso il piccolo commercio di vicinato. Spiace che il sindaco Piccioni non abbia speso una sola parola in favore del commercio, ma si sia solo ed esclusivamente preoccupato della mancata realizzazione del sottopasso. Ricordiamo al sindaco che nel suo endorsement a Bonaccini – fatto dall’ufficio del Comune – ha invitato i misanesi a votare Bonaccini per tante ragioni perché insieme alla Regione abbiamo tante cose da portare avanti. Da quello stesso ufficio sindaco Piccioni chiami il presidente della Regione e chieda un finanziamento per il necessario sottopasso che colleghi la zona mare e monte. Penare di continuare a consumare suolo e indebolire il commercio per avere in cambio un’opera pubblica è la vecchia politica. Noi vigileremo – conclude il segretario provinciale della Lega – affinché si concretizzino i fatti e non esca fuori qualche altra sorpresa. Guai a distogliere l’attenzione, sono capaci di tutto. E non sarebbe la prima volta”.



San Giovanni in Marignano. Mimosa in fiore: è primavera in inverno…

Foto Emilio Cavalli

Primavera d’inverno. Mimosa in fiore. E’ vero che è esposta ad ovest e in un luogo riparato, ma il ma è d’obbligo.

La pianta è una meraviglia della natura, ma se fosse in tinta con la sua stagione (marzo)  forse sarebbe meglio




Rimini. Convegno economia circolare: nuovi modelli di produzione e consumo per il territorio

Convegno economia circolare: nuovi modelli di produzione e consumo per il territorio mercoledì 5 febbraio alle ore 17.30 nella Sala “San Gaudenzo” (di fianco al Duomo).
Incontro con esperti, il Vescovo e imprenditori nella Sala Ottagonale “San Gaudenzo” del Duomo di Rimini
Modelli di crescita fondati sul riuso, il riciclo e lo smaltimento ecologico. Il tutto al fine di sviluppare un pensiero che porti a maggior equità sociale e al rispetto dell’ambiente. Il passaggio ad un’economia circolare è possibile o è solo un sogno? In realtà, l’Italia è leader in Europa per indice complessivo di economia circolare, davanti a Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Per ogni chilo di risorsa dematerializzata consumata si generano 3 euro di Pil, contro una media europea di 2,24 (Rapporto Circular Economy Network – Enea). Dunque, si può fare? E che ricadute ha, una tale economia sulla società e le vita delle persone e delle comunità?
Le attese di equità e giustizia e l’invito ad avere a cuore la “cura della casa comune” contenute nell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco stanno diventando sempre più impellenti. Lo si comprende dagli squilibri sempre più evidenti in tutto il pianeta e nelle emergenze sanitarie e ambientali che in questi ultimi tempi si stanno manifestando in ogni parte del mondo. Proprio per questo Papa Francesco ha invitato i giovani economisti, studiosi, imprenditori, ricercatori ad Assisi dal 26 al 28 marzo 2020 per stipulare un patto che porti ad un nuovo modello di sviluppo economico, quella che dello stesso pontefice è stata definita The economy of Francesco, sulle orme del Santo di Assisi.
Sui temi di questa economia, definita dal Papa “ecologia integrale”, Sara Cirone Group Società Benefit e i settimanali cattolici di sette Diocesi emiliano-romagnole (Imola, Faenza, Forlì, Ravenna, Rimini, Cesena e Bologna), con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, hanno creato un roadshow che sta attraversando queste sette città per confrontarsi con il mondo del lavoro e delle imprese, delle organizzazioni di categoria, delle istituzioni e della società civile, al fine di accrescere la consapevolezza attorno a un modello culturale d’impronta umanistica che porti a un nuovo sviluppo equo e sostenibile nelle comunità territoriali.

Dopo i saluti introduttivi di S.E. Mons. Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini, e del vicesindaco Gloria Lisi,
interverranno sul tema: don Pierpaolo Conti, Direttore Ufficio Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Rimini (tratterà del tema ecologia integrata e centralità dell’uomo alla luce della Laudato si’);
Roberto Ossani, docente di Design della Comunicazione ISIA Faenza;
Primo Silvestri, direttore Tutto Romagna Economia (economia circolare e territorio);
Bruno Bargellini, Presidente Top Automazioni (buone pratiche).
Modera Andrea Ragazzini, Chief Value Officer della Società Benefit Sara Cirone Group.
L’appuntamento di mercoledì 5 febbraio sarà, dunque, un importante momento di confronto  per capire concretamente come sia possibile attuare sempre più e sempre meglio il passaggio a un’economia circolare, a modelli di crescita basati sul riuso, il riciclo, lo smaltimento ecologico, l’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti e di nuovi processi, affinché si accresca un pensiero incentrato sull’uomo e il suo territorio che porti a maggior equità sociale e al rispetto dell’ambiente, così come stabilito anche dal Goal 12 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU.
Si tratta di un tema di fondamentale importanza per favorire la fioritura e la permanenza della vita nel futuro e per sviluppare il bene comune dell’intera società.