Misano Adriatico. Franco Arminio racconta la bellezza del paesaggio… da salvagurdare…

Franco Arminio

 

Definito da Roberto Saviano “uno dei poeti più importanti di questo paese” e impegnato da anni nella salvaguardia dei piccoli paesi della Comunità montana, Franco Arminio è ospite della Biblioteca di Misano lunedì 14 ottobre, ore 21. Sarà un suggestivo live poetico dal titolo : LETTURE AMOROSE in particolare il poeta reciterà brani tratti dalle sue Odi: Cedi la strada agli alberi, Resteranno i Canti e il recente l’infinito senza farci caso. Sarà un momento per celebrare la bellezza dell’animo, dei sentimenti, dell’amore tra riflessioni, poesia e musica.
FRANCO ARMINIO – Poeta, scrittore e regista italiano (n. Bisaccia 1960). Autodefinitosi ‘paesologo’, ha raccontato i piccoli paesi d’Italia descrivendo con estrema realtà la situazione soprattutto del Mezzogiorno d’Italia. Animatore di battaglie civili, collabora con diverse testate locali e nazionali e ha realizzato anche vari documentari. Dopo il racconto erotico L’universo alle undici del mattino, è del 2003 Viaggio nel cratere in cui A. racconta l’Irpinia di oggi e la zona del ‘cratere’, quella colpita dal grande terremoto del 1980, riuscendo a coniugare uno stile narrativo straordinario all’impegno civile e all’indagine psicologica. Negli ultimi anni ha pubblicato molti libri, con notevole successo di critica e crescente apprezzamento dei lettori. Tra gli ultimi: Vento forte tra Lacedonia e Candela (2008, Premio Stephen Dedalus per la sezione Altre scritture), Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta (2009), Cartoline dai morti (2010), Terracarne (2011), Geografia commossa dell’Italia interna (2013).Ha pubblicato numerose raccolte di versi, tra cui Le vacche erano vacche e gli uomini farfalle (2011), Stato in luogo (2012), Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra (2017, premio Brancati 2018), Resteranno i canti (2018) e il recente l’infinito senza farci caso (2019).
L’incontro si tiene presso la Biblioteca Comunale, via Rossini, 7 con inizio alle ore 21.
Info: 0541-618484




Rimini. Architetti, riuso del moderno come via della bellezza e di rigenerazione urbana

Momento del convegno

 

Architetti, riuso del moderno come via della bellezz.a Due giornate con grande e inaspettata partecipazione hanno avviato l’iniziativa “Riuso del Moderno” che l’Ordine degli Architetti di Rimini ha promosso per mettere al centro la figura del professionista e calarla nel processo di rigenerazione urbana che deve interessare molti immobili sul territorio.

Il primo evento conclusosi il 5 ottobre, è stato dedicato a Giancarlo De Carlo, grande urbanista nato 100 anni fa e protagonista a Rimini di un ‘Piano del Nuovo Centro di Rimini’ prima commissionato e poi rigettato. Nel ricordarlo, l’evento ha messo al centro un forte convincimento che 50 anni fa De Carlo espresse con forza a proposito del futuro di Rimini: ‘Condivisione e partecipazione sono una condizione non contrattabile’.

“Fra le nostre funzioni, stabilite dalla Legge – ha detto questa mattina il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Rimini, Roberto Ricci – c’è quella di esprimere pareri nei confronti di enti e istituzioni pubbliche a proposito delle opere; un principio di sussidiarietà che è nostra intenzione riaffermare affinché si attivino processi coerenti. Sentiamo la necessità di confrontare le nostre capacità professionali con esperienze partecipative, per poi declinarle nella fase attuativa del lavoro quotidiano. L’architetto attiva questi processi, li coordina declinando le visioni in un segno, un progetto, ossia il nostro lavoro. Condividiamo il valore della fase partecipativa, ma lo affermiamo fino a quella conclusiva, che deve tendere alla pratica del concorso di progettazione, peraltro chiaramente sancito dal codice degli appalti. La partecipazione anche alle scelte finali è fondamentale e da riaffermare. Quindi consegneremo le modalità di attivazione di questo processo alle tante amministrazioni del territorio che abbiamo invitato alla seconda fase di Riuso del Moderno, a fine novembre. Fra l’altro, siamo convinti che anche conoscere le proposte finali di un concorso attivi un altro volano virtuoso di conoscenza e condivisione. Su questi percorsi la città di Rimini fu anticipatrice nel 1975 con Giancarlo De Carlo e vorremmo che una procedura chiara sia ribadita nel 2019”.

Applausi per l’intervento di Marianella Sclavi, che ha insegnato etnografia urbana al Politecnico di Milano ed è un’esperta di ‘ascolto attivo’ e ‘gestione creativa dei conflitti’:
“Oggigiorno a differenza dalla fine degli anni ’60, inizio anni ’70 quando De Carlo fu chiamato dal sindaco Ceccaroni a occuparsi del Piano Particolareggiato del centro storico di Rimini, questo approccio di ‘confronto creativo’ è praticato in molte delle esperienze di governance più avanzate in Europa e in Italia. Per esempio in Italia, nelle recenti esperienze di housing sociale promosse da Fondazione Cariplo e Comune di Milano, dove si costruiscono al tempo stesso abitazioni e coesione sociale.

All’incontro di questa mattina sono intervenuti anche Valentina Ridolfi sul Piano Strategico di Rimini come esempio di partecipazione, Roberta Frisoni sulla partecipazione nella pianificazione del Comune di Rimini, Silvia Capelli su Rigenerazione urbana partecipata e il caso Colonia Bolognese, Stefania Proli su territorio e percorsi di partecipazione per l’appropriazione degli spazi, Marina Dragotto sul rapporto tra pubblico e privato nei processi di rigenerazione urbana, Patrizia Gabellini con il ricordo di Giancarlo De Carlo.

Ora Rimini On Air, il titolo dei primi due giorni, cede il testimone agli altri eventi programmati: un contest fotografico (al via il 15 ottobre) sul tema del Riuso, rivolto ai cittadini che intendono documentare, sul territorio, semplicemente con uno smartphone, episodi di abbandono o di sottoutilizzo di edifici, o contesti di particolare rilevanza costruiti a partire dal 1900; poi due week end, dal 22 novembre al 1 dicembre con workshop, mostre e dibattiti che coinvolgeranno numerosi personaggi di rilievo nazionale.




Riccione. Ospedale, inaugurato laboratorio a rapida risposta

Inaugurato laboratorio a rapida risposta. Rinnovato dal punto di vista strutturale – architettonico, erano presenti il sindaco Renata Tosi, il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, il direttore medico del presidio ospedaliero Bianca Caruso, il direttore del dipartimento Anatomia patologica, Medicina trasfusionale e di Laboratorio di Pievesetina Romolo Dorizzi, il responsabile dei Laboratori a risposta rapida del Riminese Antonio Argento e il direttore Infermieristico e tecnico di Rimini dell’Ausl Romagna Andrea Galeotti.
Come spiegato dal dottor Dorizzi, la struttura viene utilizzata per le analisi di laboratorio in urgenza dentro l’ospedale, necessarie per il “Ceccarini” di Riccione e il “Cervesi” di Cattolica, sempre in stretta integrazione con il Laboratorio Unico di Pievesestina dove viene inviata la maggior parte dei campioni e che, come noto, è in grado di effettuare analisi di altissimo livello e qualità. Si consolida dunque il modello Hub and Spocke della rete laboratoristica dell’Ausl Romagna, all’insegna dell’appropriatezza, della standardizzazione e quindi omogeneità dei risultati, ma anche della specializzazione del personale e dell’altissimo livello tecnologico delle apparecchiature. Il tutto, ovviamente, in stretto collegamento informatico.
La rete dei laboratori a risposta rapida del Riminese può contare su sei medici e 27 tecnici di laboratorio. Ogni anno il Laboratorio a Risposta Rapida di Riccione processa più di 365mila campioni, vale a dire più di mille al giorno. “Questo che inauguriamo oggi – ha chiosato il dottor Dorizzi – è uno dei laboratori di questo tipo più belli e all’avanguardia d’Italia”.
I lavori di ristrutturazione sono durati dal gennaio all’agosto di quest’anno e l’intervento ha coperto circa 250 metri quadrati. Importo dell’investimento 350mila euro. I lavori hanno riguardato una porzione delle ex sale operatorie al piano terzo dell’ospedale “Ceccarini”; la ristrutturazione è stata complessiva di tutti elementi architettonici e impiantistici determinando il completo rinnovo di tutte le componenti nel rispetto dei requisiti per l’accreditamento e, ovviamente, le normative igienico-sanitarie e antincendio.
Il sindaco Tosi ha detto che “L’implementazione del laboratorio a risposta rapida all’ospedale ‘Ceccarini ‘va nella direzione del miglioramento e del potenziamento di un servizio ritenuto essenziale per i cittadini. Rivolgo un plauso all’Ausl Romagna e alla sua Dirigenza per aver investito a beneficio della sanità e dunque della comunità, non solo riccionese, ma di tutti coloro che anche da altri Comuni usufruiscono del servizio. Mi auguro vivamente che gli investimenti dell’azienda sanitaria proseguano sia dal punto di vista strutturale che professionale, per il personale medico e infermieristico. La sanità è un tema che sta particolarmente a cuore alla città di Riccione, argomento a cui ha dedicato anche un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza”.
Conclusioni a cura del dottor Busetti il quale ha esordito ricordando che “la scelta, a suo tempo effettuata, di attivare il laboratorio unico romagnolo di Pievesestina è stata una scelta lungimirante e vincente. La rete dei laboratori a risposta rapida a corredo di quello di Pievesestina è un importante completamento del progetto e del percorso. Per di più le apparecchiature che troviamo qui, le troveremmo, uguali, in un laboratorio analogo del Chicago Hospital… L’obiettivo è quello di avere percorsi sempre più standardizzati e omogenei a favore dell’equità di cura per tutti i cittadini, su una base di livello alto”.



Rimini. Clima: che fare? Gli studenti incontrano il climatologo Luca Mercalli

Luca Mercalli
Studenti riminesi a lezione dal climatologo Luca Mercalli
Un’iniziativa di Amir SpA per approfondire i temi
del riscaldamento globale e delle emergenze ambientali
‘Questioni di tempo’: lunedì 7 ottobre, ore 9,30 al Teatro degli Atti
l’incontro tra il professore e i ragazzi delle scuole superiori
Trecento studenti delle scuole superiori riminesi a lezione dal climatologo Luca Mercalli. L’iniziativa è organizzata da Amir SpA, azienda pubblica di riferimento per la rete idrica in larga parte della provincia, con il patrocinio del Comune di Rimini. Un contributo all’incalzante richiesta, soprattutto da parte dei giovani, di affrontare il tema del cambiamento climatico come priorità dell’agenda politica.
È un dibattito di portata internazionale quello sulle emergenze ambientali, affrontato in queste ultime settimane in due momenti simbolo, il summit delle Nazioni Unite (New York, 23 settembre) e il terzo sciopero per il clima (oltre un milione le persone in piazza solo in Italia il 27 settembre). In questa congiuntura mondiale, la città di Rimini – che nel bel mezzo della calda estate 2019 ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale – si ritrova al centro di una recente indagine de Il Sole 24 Ore per un incremento della temperatura media annua di tre gradi rispetto alla minima registrata dal 1900. Un dato che di per sé indica l’urgenza di informazione scientifica su argomenti trasversali tanto ai percorsi scolastici quanto alla vita quotidiana.
Nell’incontro tra il professor Mercalli e gli studenti si parlerà proprio di questo, di riscaldamento globale e delle sue conseguenze, ma anche di tutto quel che può significare crisi ambientale, dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento del livello del mare con la progressiva riduzione di riserve di acqua dolce. Ci si soffermerà sulle responsabilità dell’uomo, sul suo impatto sull’ecosistema terrestre, e sulle possibili contromisure, il ricorso alle energie rinnovabili per esempio, per evitare di compromettere per sempre il nostro rapporto con la natura.
Ad introdurre la lectio – ‘Questioni di tempo’ – in programma lunedì 7 ottobre (a partire dalle 9.30) al Teatro degli Atti, sarà Alessandro Rapone, amministratore unico di Amir SpA. “Si tratta di un’iniziativa divulgativa spinta dalla volontà di contribuire ad affrontare un tema di forte attualità – dichiara Rapone – Per questo ci siamo rivolti ad un esperto autorevole in materia come il professor Mercalli, docente universitario, da ben 25 anni impegnato nella formazione scientifica. Quindi abbiamo pensato di coinvolgere gli studenti, i ragazzi delle scuole superiori di Rimini, che stanno dimostrando grande attenzione e interesse per i temi ambientali. Un gesto di responsabilità da parte di un’azienda pubblica come la nostra, ente strumentale che ha come sua principale mission la salvaguardia delle infrastrutture idriche funzionali al sistema idrico integrato, prezioso patrimonio della collettività. In un momento come quello attuale c’è bisogno che ognuno faccia la propria parte e crediamo che l’incontro con Mercalli per giovani che stanno per decidere del loro futuro possa offrire molti spunti di riflessione”. Al Teatro degli Atti interverrà per un saluto anche il sindaco Andrea Gnassi: “Ci è sembrato giusto – aggiunge in proposito Rapone – condividere questa iniziativa con l’amministrazione comunale, che sta concentrando enormi sforzi economici sul fronte ambientale. In particolare per realizzare il Piano di salvaguardia della balneazione, con il sostegno anche di Amir. Rimini inoltre ha aggiornato il suo Piano Strategico al 2039 proprio per introdurre un approccio strutturale al cambiamento climatico. La nostra è una città che sta lavorando e investendo molto per un futuro più sostenibile, occorre darne testimonianza”.
Al termine della lectio saranno poi i ragazzi con le loro domande a interrogare il professore su quelle che Mercalli è solito definire “istruzioni per l’uso del pianeta Terra”. L’incontro, a posti limitati, è stato pensato in particolare per gli studenti di quarta e quinta superiore. Saranno presenti alcune classi dei Licei ‘Cesare – Valgimigli’, ‘Einstein’, ‘Serpieri’ e degli Istituti Tecnici ‘Valturio’, ‘Belluzzi – Da Vinci’.
Nell’occasione Amir SpA consegnerà a ciascuno dei presenti una pratica borraccia, un gesto simbolico da parte dell’azienda per sensibilizzare stili di vita più sostenibili.
Luca Mercalli, docente di Sostenibilità Ambientale alle Università di Torino (SSST) e di Pollenzo, è presidente della Società Meteorologica Italiana (costituita nel 1865). Giornalista scientifico, nel 1993 fonda la rivista di meteorologia ‘Nimbus’, che tuttora dirige. Dopo aver pubblicato su riviste internazionali e su alcune delle principali testate italiane (La Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano, Donna Moderna, Rivista della Montagna) approda alla divulgazione televisiva partecipando a diverse trasmissioni Rai (tra cui la popolare ‘Che tempo che fa’, ‘Tg Montagne’, ‘Scala Mercalli’). Ad oggi conta circa duemila conferenze sulla crisi climatica ed energetica. Tra i suoi libri Filosofia delle nuvole (Rizzoli 2008), Che tempo che farà (Rizzoli 2009), Viaggi nel tempo che fa (Einaudi 2010), Prepariamoci (Chiarelettere 2011), Il mio orto tra cielo e terra (Aboca 2016), Non c’è più tempo (Einaudi 2018).



Rimini. Gnassi: “Stagione balneare complessa: mostra problemi e prospettive”

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini

Agosto

Rimini + 2,4 arrivi (+1,2 italiani e + 6,1 stranieri), – 0,6 presenze (-0,8 italiani, + 0,1 stranieri);

Riccione + 4,2 arrivi (+ 4,7 italiani, – 0,6 stranieri), – 1,2 presenze (- 0,2 italiani, – 9,4 stranieri);

Cattolica + 4,6 arrivi (+ 5,2 italiani, – 0,5 stranieri), – 1,2 presenze (- 0,4 italiani, – 6,6 stranieri);

Bellaria + 3,4 arrivi (+ 2,8 italiani, + 7 stranieri), 0 presenze (+ 0,7 italiani, – 3,4 stranieri);

Misano + 5,5 arrivi (+ 6,2 italiani, – 0,5 stranieri), + 0,5 presenze (+ 0,8 italiani, – 1,3 stranieri);

Provincia + 3,4 arrivi (+ 3,2 italiani, + 4,4 stranieri), – 0,6 arrivi (- 0,2 italiani, – 2,6 stranieri)

 

Commento Andrea Gnassi, sindaco di Rimini
“Il dato Istat dei primi 8 mesi dell’anno conferma le impressioni che via via si sono sedimentate durante la primavera e l’estate. Per tutto il balneare italiano è stata una stagione molto complessa, per diverse ragioni che vanno dall’aggressiva concorrenza di mete estere alle pressoché assoluta stasi e incertezza delle politiche nazionali sia sul versante della promozione che delle vere e propri politiche per gli operatori. Il territorio riminese, pur in questo contesto generale e dovendo fare i conti anche con la congiuntura del maltempo (a maggio 23 giorni di pioggia su 31 totali!), si registrano ancora segni più rispetto a una stagione 2018 molto buona, se non da record. In particolare questo dato vale per Rimini che, grazie soprattutto al suo crescente appeal sull’estero, si conferma città della vacanza 12 mesi all’anno, perché in grado di mettere assieme e armonizzare i diversi segmenti: dal balneare estivo, al fieristico/congressuale invernale e primaverile, fino alla ‘città d’arte’ e ai grandi eventi. Gli investimenti sulla cultura, sull’incremento di qualità urbana complessiva ci permettono di crescere anche in stagioni difficili per tutti ed è questo la via sulla quale dobbiamo, ripeto dobbiamo, continuare. Per Rimini il mercato estero è tornato dopo anni ad essere componente che pesa sensibilmente ed è in questa direzione che vogliamo continuare a muoverci con il parco del Mare, il Museo di arte contemporanea all’Arengo e il Museo Fellini, stante anche un mercato nazionale che ancora non è uscito, come altri Paesi europei, dalla crisi economica. Serve adesso un sostegno forte di politiche nazionali manageriali sia sul fronte della promozione che degli incentivi a migliorare la componente pubblica e privata. Ma serve anche la volontà condivisa di competere attraverso la qualità. Il principio e il fine di questo modello è la qualità: tutto deve essere chiaro, trasparente, non ci deve essere più spazio per chi evade fisco e tributi e poi magari propone prezzi stracciati nelle sue strutture ricettive. Sì a impresa, investimenti, modernizzazione; no a evasione e speculazione. In questo senso approfitto dell’occasione per ringraziare il Comando Provinciale della Guardia di Finanza per l’operazione fatta e per tutto il lavoro che svolge a servizio anche di un’industria turistica sana, di operatori onesti che agiscono nelle regole e competono grazie a qualità e creatività, e non a furbizie o vere e proprie azioni fuori dalla legalità.
Siamo a uno snodo, anche sul territorio riminese che è locomotiva del turismo in regione e in Italia. Questa stagione così contraddittoria ci mostra problemi ma anche le prospettive e le tracce di lavoro. Se si vuole mantenere la leadership bisogna lavorare, sia pubblico che privati, cercando di diventare sempre più mete esperienziali e uniche in grado di attrarre visitatori da ogni territorio e ogni Paese d’Europa. Lavorare su promozione della destinazione e sul prodotto, da rendere sempre più unico e attrattivo. E sano in ogni parte della filiera. L’esempio Rimini, e i suoi numeri statistici, dimostra che si può fare.”

 




Riccione. Turismo, gennaio-agosto: -0,3 le presenze. Caldari: “Il dibattito più o meno uno non ci appassiona”

L'assessore Stefano Caldari

L’assessore Stefano Caldari

 

Turismo, gennaio-agosto: -0,3 le presenze. Caldari: “Il dibattito più op meno uno non ci appassiona”.

Continua Caldari: “I numeri dei primi otto mesi dell’anno mostrano quello che era prevedibile stante le difficoltà di una stagione come quella appena trascorsa.
Malgrado gli ottimi risultati di aprile e di Pasqua, il meteo inclemente e un anno con una congiuntura oggettivamente complicata, sia sul fronte interno che su quello internazionale, con la ripresa di alcuni mercati concorrenti, compongono un quadro complessivo per la riviera non esaltante, soprattutto in riferimento ad un 2018 eccezionale.
I dati del periodo gennaio – agosto per Riccione registrano +0,1% negli arrivi e -0,3% per le presenze, in sostanziale continuità dunque con il buon anno precedente mentre lo zoom sul mese di agosto mostra un risultato positivo per gli arrivi con un +4,2% e una flessione nelle presenze con un -1,2%.
La fotografia degli arrivi autostradali al casello di Riccione fanno invece registrare per il periodo gennaio-agosto un +4,3% e per il periodo maggio-agosto un +2,4%, per tutti e due gli intervalli la miglior performance provinciale.
Come ripeto ormai ad ogni report dell’Osservatorio statistico regionale, non ci appassiona il dibattito sul più uno e meno uno ma il nostro obiettivo è continuare a lavorare sulla qualità sia dell’offerta che del target da intercettare. Dai club di prodotto family e bike sono arrivati per esempio riscontri più che positivi così come dagli operatori che investono sull’innovazione e il valore del prodotto. Tutte le analisi pubblicate in questi mesi raccontano di una crisi generale del settore, con ombrelloni chiusi in piena estate dalla Versilia alla Sardegna alla Puglia, con picchi negativi a due cifre, come conferma il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, che evidenzia “le difficoltà di leggere il quadro complessivo, con cifre discordanti anche nella stessa località”. La tendenza a spalmare le ferie in diversi periodi dell’anno, con vacanze sempre più brevi, una scelta più ampia di destinazioni rispetto al recente passato, la richiesta di servizi ed esperienze all’altezza del viaggiatore contemporaneo sono tra gli elementi principali da tener ben presente per affrontare un ragionamento serio sul nostro modello turistico e su una destinazione come la riviera. Riccione in questo senso continuerà ad investire sulla qualità e su proposte di intrattenimento uniche e speciali, supportando con ogni strumento amministrativo gli operatori che desiderano proseguire sulla strada dell’innovazione e della riqualificazione del prodotto.
Già nei giorni scorsi ho avviato il confronto con le categorie economiche e i club di prodotto, è costante e costruttivo il dialogo con l’Aeroporto Fellini e ho intrapreso il percorso per attivare partnership e progetti sui mercati esteri di riferimento con azioni che non si limitino alla presenza nelle fiere di settore ma siano maggiormente attrattive, originali e finalizzate a target definiti”.




Misano Adriatico. Umberto Galimberti apre il ciclo di conferenze dal titolo “J’accuse”

 

Umberto Galimberti apre il ciclo di conferenze dal titolo “J’accuse”. Sipario venerdì 4 ottobre, ore 21,15 al Teatro Astra. “J’ACCUSE – nessuno è innocente” è promossa dal Comune di Misano Adriatico sotto la regia di Gustavo Cecchini. Galimberti tiene una lectio dal titolo: “Nietzsche – J’accuse dell’ Occidente”.
Il genio di Röcken, in tremendo anticipo sui tempi, intuì che l’Occidente giudaico-cristiano, come organismo storico vincente al centro del mondo, era destinato ad un inevitabile declino. Facendo piazza pulita di sistemi e costumi, morali e religioni, tradizioni e istituzioni, Nietzsche individuò la debolezza dell’orizzonte culturale di questo sistema nella fede cieca tributata all’idealità metafisica. L’Occidente è infatti lo scenario in cui i significati determinati dalla ragione hanno delimitato i confini dell’anima, chiudendo l’apertura ad ogni altro senso, ma il j’accuse del filosofo obbliga tale ordine ad apparire per ciò che è: una tecnica difensiva inventata dal platonismo per arginare il caos della realtà. La logica platonica non è un ordine immutabile ma un percorso storico che avrà una fine. Quando questo impianto concettuale non riuscirà più ad organizzare la complessità del mondo cosa accadrà? O meglio, cosa sta accadendo?
Alla luce delle numerose richieste, se il tempo lo permette, sarà all’allestito lungo via d’Annunzio un maxischermo per permettere a tutti di assistere all’importante evento.
Cinema-teatro Astra ore 21,00 – Ingresso libero sino ad esaurimento posti
Info : 0541-618484




Rimini, Cattolica, Riccione, Santarcangelo, Verucchio. Festival del mondo antico, apre Tito Boeri. “Genio del fare”, il tema di quest’anno

Festival del mondo antico, apre Tito Boeri. “Genio del fare. Mestieri e talenti”, il tema di quest’anno. A Rimini, Cattolica, Riccione, Santarcangelo, Verucchio dal 11-13 ottobre, con un’anteprima il 4, 5 e 6 ottobre. Alla XXI, la rassegna di conferenze, incontri e spettacoli nata nel 1999 da un’idea di Marcello Di Bella.  Creato con l’obiettivo di valorizzare il distretto dell’antico costituito dal territorio provinciale con la sua rete di musei e di emergenze storico-artistiche e monumentali diffuse, il Festival è oramai divenuto un esempio di patrimonio immateriale, veicolo per la promozione e la valorizzazione del patrimonio tangibile di testimonianze originali e identitarie dalla preistoria (quale la civiltà villanoviana di Verucchio) all’epoca romana (con Ariminum e il suo patrimonio di monumenti e di siti archeologici) fino al Rinascimento, splendido erede della stagione classica.

La rassegna si rinnova a ogni edizione esplorando argomenti sempre diversi, in un’ottica diacronica e interculturale, anche attraverso linguaggi adatti a coinvolgere le varie fasce di età a iniziare dai giovani. In più giornate di full immersion si snoda un itinerario di incontri dal taglio sia scientifico che divulgativo, con esperienze diversificate nel linguaggio e nelle forme di comunicazione. E con un’opportunità in più per le famiglie: la possibilità di fruire parallelamente di proposte per gli adulti e per i ragazzi, sempre nell’ottica della divulgazione.
L’edizione 2019 dal titolo IL GENIO DEL FARE. Mestieri e talenti si propone di trattare un argomento attuale e scottante quale quello del lavoro, una necessità dell’individuo e delle collettività che percorre tutta la storia dell’uomo e che oggi attraversa una critica stagione evolutiva, condizionata dalle nuove tecnologie e dalla rivoluzione robotica alle porte.
Nello spirito del Festival – leggere il passato per comprendere il presente e costruire con maggiore consapevolezza il futuro – il tema del lavoro sarà affrontato privilegiando la dimensione sociale e creativa, con uno sguardo rivolto verso i mestieri “antichi” e con un’attenzione particolare al lavoro nell’ambito dei beni culturali, portando alla ribalta le esperienze di chi ha saputo coltivare la propria passione.
L’argomento-guida spazierà attraverso le epoche e sarà affrontato da molteplici punti di vista, fra storia, arte, archeologia, letteratura, filosofia, scienza, economia…

Il Festival propone tre giornate di incontri (11 – 13 ottobre) arricchite da un’anteprima nel week precedente (4 – 6 ottobre) che crea un trait d’union con l’edizione 2018 dedicata alle celebrazioni malatestiane: il primo incontro, venerdì 4 ottobre, è riservato infatti alla ricostruzione del volto di Sigismondo Pandolfo Malatesta.
A Tito Boeri è affidata la lectio magistralis sul tema Vecchio e nuovo populismo che, venerdì 11 ottobre, aprirà ufficialmente l’edizione 2019 alle ore 18.00 nella Sala del Giudizio del Museo della Città.  Parteciperanno inoltre: Andrea Augenti, Marcello Barbanera, Alberto Calciolari, Lia Celi, Cristiano Croci, Roberto M. Danese, Raffaele De Berti Stefano De Carolis, Oreste Delucca Stefania De Vido, Davide Domenici, Isabella Fabbri, Mauro Felicori, Elisabetta Gagetti, Francesco Maria Galassi, Egidio Ivetic, Luca Mandolesi, Valerio Massimo Manfredi, Stefano Medas, Piero Meldini, Elisabetta Moro, Federico Maria Muccioli, Marino Niola Mauro Perani, Annalisa Pozzi, Antonella Prenner, Lucio Russo, Sergio Sabbadini, Maria Michela Sassi, Andreas M. Steiner Elisa Tosi Brandi, Brunella Torresin, Sergio Valzania, insieme agli “amici del Festival del Mondo Antico” Giovanni Brizzi, Franco Cardini, Maria Giuseppina Muzzarelli.

Il Festival offre la cornice anche per un’anticipazione delle tante iniziative che Rimini dedicherà a Federico Fellini nel 2020, anniversario del centenario dalla nascita del grande regista. Ed è l’occasione per “scoprire”, nei numerosi percorsi guidati, aspetti meno consueti della città, dei Musei e dei suoi monumenti, anche aprendo porte finora chiuse al pubblico, come quelle del c.d. “Galli multimediale” o partecipando alle “colazioni con le opere”, in cui, dopo un dolce inizio mattutino, narratori “d’eccezione” accompagnano lungo percorsi tematici nella Sezione archeologica del Museo della Città.
All’insegna del “dolce” anche le proposte al Museo degli Sguardi. Raccolte etnografiche di Rimini che domenica 13 ottobre, a iniziare dalle ore 16.30, accoglierà un incontro sulle meraviglie della produzione artistica azteca, a cura di Davide Domenici, e, a seguire, una degustazione di cioccolato, il “cibo degli dei” e una visita guidata tra le sale del Museo con Monica Farneti.

Ancora una volta il Festival consente di illuminare aspetti meno noti o nascosti del patrimonio offrendone una lettura di volta in volta coerente con il tema dell’edizione. Un Festival non solo di parole e incontri ma anche di oggetti e luoghi che narrano le loro storie con linguaggi alla portata di tutti. Quale quello della rievocazione storica e dell’archeologia ricostruttiva cui attingono le proposte della Legio XIII Gemina-Rubico presente nelle tre giornate del Festival con incontri sul mestiere del legionario, sul tempo dell’otium per i Romani, e sulle macchine da guerra che vedrà la ricostruzione di un onagro per assedio, illustrata da uno dei massimi studiosi di storia militare, Giovanni Brizzi (domenica 13 ottobre Museo della Città, giardino Khaled al-Asaad ore 15.30).

Ancora Giovanni Brizzi dialogherà con Franco Cardini sul tema Servo e padrone, in un incontro sulla trasformazione del mondo servile tra età romana e medioevo (sabato 12, Museo della Città ore 10.30).
Trai protagonisti della giornata di sabato citiamo inoltre Antonella Prenner che punterà l’attenzione sul lavoro di ginecologi e di ostetriche nel mondo nell’incontro Medici e medicina nell’antichità (Museo della Città ore 17.00); Egidio Ivetic che racconterà di una storia millenaria di rotte e traffici, guerre e convivenze per comporre il ritratto di una civiltà che si è fatta sul mare, grazie al mare  (I mestieri dell’Adriatico ieri e oggi, Museo della Città ore 18.00); Lucio Russo con l’incontro serale dal titolo Il genio del fare. Scienza esatta e filologia classica in dialogo con Antonella Prenner (Museo della Città ore 21.00).
La mattina di domenica, Maria Giuseppina Muzzarelli affronterà il tema del lavoro delle donne nel Medioevo, avanzando ipotesi sviluppate dal confronto fra interpretazioni date per acquisite e nuove letture (Museo della Città ore 10.30) mentre Maria Michela Sassi parlerà del “mestiere” del politico nella polis democratica greca (Museo della Città ore 12.00)

Gli appuntamenti pomeridiani nella Sala del Giudizio si aprono alle 15.30 con un incontro a più voci intorno al mestiere dell’archeologo: Andrea Augenti ci condurrà in un viaggio dietro le quinte dell’archeologia per capire se il mito di Indiana Jones rispecchia fino in fondo la realtà, per poi lasciare la parola ad Annalisa Pozzi, funzionario archeologo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali presso la Soprintendenza ABAP di Ravenna, che presenterà i risultati delle più recenti indagini condotte a Rimini insieme ai rappresentanti delle società archeologiche incaricate degli scavi.
Alle ore 17.00 Lia Celi condurrà il confronto Mestieri e passioni, un dibattito sul mercato del lavoro nell’ambito dei beni culturali, con Mauro Felicori, che porterà la sua esperienza nel dirigere un complesso storico artistico straordinario quale la Reggia di Caserta, dalla quotidianità ai grandi eventi, e con Cristiano Croci e Luca Mandolesi in rappresentanza dei giovani che si scontrano con le difficoltà di entrare in un settore non considerato ancora propriamente economico e che utilizzano le nuove tecnologie.

Marino Niola, Andreas M. Steiner, Brunella Torresin, Sergio Valzania, con la conduzione di Valeria Cicala, attraverso il racconto del loro vissuto di giornalisti, mostreranno come sono mutate la comunicazione e la divulgazione della cultura (Il mestiere del giornalista tra passato e presente, Museo della Città ore 18.30)

Il programma si conclude con la presentazione del volume di Elisabetta Moro Le Sirene e l’antichità (Domus del Chirurgo ore 19.00) dedicato a queste mitologiche creature che  continuano ad affiorare alla superficie della contemporaneità dai gorghi del nostro immaginario.

A fianco delle iniziative per gli adulti, torna sabato 12 e domenica 13 Piccolo Mondo Antico Festival che si rivolge ai più giovani con proposte nuove, inerenti il tema dell’edizione, ma anche appuntamenti già collaudati. Il tutto all’insegna del gioco, della creatività e del divertimento, in una narrazione che non potrà prescindere dall’esperienza e dal coinvolgimento plurisensoriale.

Rimanendo fedele alla propria vocazione, la manifestazione coinvolgerà anche quest’anno, oltre a quelli di  Rimini, i musei di Cattolica, Riccione, Verucchio e Santarcangelo, a disegnare un ricco scenario di appuntamenti per adulti e ragazzi.

Il Festival inoltre, a testimonianza dell’impegno da sempre profuso dai Musei di Rimini per coltivare l’educazione al patrimonio nelle giovani generazioni, nella giornata di apertura dedicherà, al mattino, alcuni appuntamenti alle Scuole e, al pomeriggio, uno spazio (Museo della Città, Sala del Giudizio ore 16.30) ai ragazzi protagonisti del progetto di alternanza Scuola/Lavoro “RIMINI. Notizie dal Rinascimento. Sigismondo Pandolfo Malatesta e la cultura della modernità” fra i vincitori dell’VIII edizione del concorso “Io Amo i Beni Culturali” della Regione Emilia-Romagna. Ideato da Michela Cesarini del Liceo “Cesare-Valgimigli” e da Angela Fontemaggi e Orietta Piolanti dei Musei di Rimini, il progetto ha coinvolto in qualità di partner la Scuola secondaria di 1° “A. Marvelli”, l’Ente Diocesi e Icaro Communication nell’intento di sensibilizzare i ragazzi sul patrimonio culturale della loro città, per valorizzare un capolavoro del Rinascimento quale il Tempio Malatestiano e le opere custodite al Museo, producendo un video-racconto in cui emerge la modernità delle scelte artistiche e culturali di Sigismondo e il primato di Rimini fra le corti italiane.

E se la rassegna ha sempre guardato al futuro coinvolgendo gli studenti -come partecipanti o protagonisti di incontri, come supporto per la promozione, per l’accoglienza del pubblico e per Piccolo Mondo Antico Festival- questa edizione sarà l’occasione per annunciare una nuova forma di collaborazione che farà del Festival una realtà attiva lungo tutto l’arco dell’anno scolastico a fianco dei giovani interessati, nell’ambito di progetti di alternanza Scuola/Lavoro, a ideare e organizzare eventi per i loro coetanei.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Rimini – Assessorato alla Cultura – Musei Comunali con l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e con la Società editrice “Il Mulino”, e si avvale della collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Rimini, della Biblioteca Civica Gambalunga e della Cineteca Comunale.




Rimini. Operazione Calypso, la Guardia di Finanza scopre gigantesca frode fiscale nel settore alberghiero

Rimini, sede provinciale della Guardia di Finanza
SCOPERTA  UN’ ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, CON BASE A RIMINI,   RESPONSABILE DI UN’ IMPONENTE FRODE NEL SETTORE ALBERGHIERO CHE HA COINVOLTO 47 SOCIETA’  E CONSENTITO ALLA BANDA  DI RICICLARE  I PROVENTI ILLECITI.
I REATI CONTESTATI
associazione a delinquere;
omessa presentazione delle  dichiarazioni dei redditi; omesso versamento delle ritenute certificate; sottrazione fraudolenta;
indebita compensazione di contributi previdenziali con falsi crediti fiscali;
bancarotta fraudolenta;
accesso abusivo a sistemi informatici;
riciclaggio e auto-riciclaggio;
trasferimento fraudolento di valori.
SOCIETA’ COMPLETAMENTE SCONOSCIUTE AL FISCO (EVASORI TOTALI): 12
MAGGIORI RICAVI ACCERTATI: € 9.100.000,00
BASE IMPONIBILE NETTA CONSTATATA: € 7.400.000,00
IRES EVASA: € 2.000.000,00
IVA EVASA: € 750,000
RITENUTE NON OPERATE O NON VERSATE: € 800.000,00
CONTRIBUTI PREVIDENZIALI EVASI: € 2.200.000,00
IMPOSTA DI SOGGIORNO NON VERSATA: € 150.000,00
DISTRAZIONI FALLIMENTARI: € 2.900.000,00
SOMME OGGETTO DI RICICLAGGIO: € 3.000.000,00
ESECUZIONE ORDINANZA APPLICATIVA DI MISURE CAUTELARI PERSONALI NEI  CONFRONTI DI N. 11 INDAGATI (2 CUSTODIE CAUTELARI IN CARCERE  4 ARRESTI DOMICILIARI E 5 OBBLIGHI DI PRESENTAZIONE ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA);
ESECUZIONE DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO DI UN VASTISSIMO PATRIMONIO SOCIETARIO, MOBILIARE E IMMOBILIARE STIMATO IN OLTRE 14 MILIONI DI EURO.
AL CENTRO DEL SISTEMA ILLECITO     UNA INTERA FAMIGLIA DI IMPRENDITORI DEL SETTORE ALBERGHIERO CHE PER ANNI HANNO ADOTTATO UN ARTICOLATO E COMPLESSO SCHEMA CRIMINALE CHE HA COINVOLTO 47 SOCIETA
OGNI ANNO VENIVANO COSTITUTE NUOVE SOCIETA’ ALLO SCOPO DI GESTIRE NUMEROSI ALBERGHI A RIMINI;
VENIVANO POI SISTEMATICAMENTE EVASE LE IMPOSTE NAZIONALI (IRES, IRPEF, IVA IRAP, CONTRIBUTI INPS) E I TRIBUTI LOCALI (IMPOSTA DI SOGGIORNO, TARI, IMU), IN ALCUNI CASI NON PRESENTANDO LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI E IN ALTRI ESEGUENDO INDEBITE COMPENSAZIONI DI CREDITI FISCALI INESISTENTI.
A FINE STAGIONE TURISTICA E PRIMA DELLE SCADENZE FISCALI, LE SOCIETA’, DOPO AVER ACCUMULATO INGENTI DEBITI, VENIVANO SVUOTATE DI OGNI BENE ED INTESTATE A SOGGETTI PRESTANOME (NULLATENENTI, EXTRACOMUNITARI E PREGIUDICATI DI CUI ALCUNI IN CARCERE)
IN MOLTI CASI, LE SEDI DELLE MEDESIME SOCIETA’, ORMAI TRASFORMATE IN SCATOLE VUOTE,  VENIVANO TRASFERITE ALL’ESTERO (ALBANIA) AL FINE DI OSTACOLARE LE PROCEDURE DI FALLIMENTO E  RENDERE INEFFICACI QUELLE DI RISCOSSIONE COATTIVA.
IL SOFISTICATO MECCANISMO DI FRODE E’ STATO POSSIBILE ANCHE GRAZIE ALLA CONSULENZA E AGLI ILLECITI ACCESSI ALLE BANCHE DATI DI UN PUBBLICO DIPENDENTE IN SERVIZIO PRESSO L’AGENZIA DELLE ENTRATE/RISCOSSIONE DI RIMINI, ANCHE LUI TRATTO IN ARRESTO IN ESECUZIONE DELLA MISURA DI CUSTODIA CAUTELARE



Riccione. Mostra su don Giovanni Montali a San Lorenzo

Giovanni Montali
Mostra di don Giovanni Montali (1881 – 1959). La forza della carità per una rinascita civile
Immagini, documenti, testimonianze. Mostra documentaria e fotografica itinerante che ripercorre la vita e l’eredità sociale e pastorale, parroco della chiesa di San Lorenzo in Strada a Riccione dal 1912 al 1959.
In occasione del 60°anniversario della morte di don Giovanni Montali, grande figura di sacerdote che ha dedicato l’intera esistenza alla sua Chiesa, alla sua Parrocchia e alla sua Città d’adozione, il Comune di Riccione, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli” della Diocesi di Rimini e di San Marino – Montefeltro, la Fondazione “Igino Righetti”, in collaborazione con il Comitato d’Area S. Lorenzo e la parrocchia San Lorenzo in Strada, rendono omaggio a un protagonista della storia cittadina della prima metà del secolo scorso.Tutta la sua opera, animata da spirito evangelico, nel solco dei dettami dell’enciclica Rerum Novarum (1881) di Leone XIII, è volta a elevare le condizioni economiche, culturali e sociali della popolazione di una città che sta prendendo forma e che si avvia a costruire una sua propria specifica identità nel territorio.
Don Montali si preoccupa di venire incontro alle necessità delle famiglie più disagiate con la fondazione, nel 1914, della Cassa Rurale di San Lorenzino, nella consapevolezza che la carità non consiste soltanto in aiuti e sovvenzioni, ma deve anche consentire alle persone di diventare protagoniste della propria crescita sociale ed economica.
Non bisogna dimenticare, tuttavia, che lo spirito di carità che anima tutta l’opera di Don Montali nasce da una profonda fede: da qui la necessità dell’apostolato e della cura delle anime. La stima e il rispetto per Don Montali attirano un gran numero si fedeli.

La vecchia chiesa, gravemente danneggiata dal terremoto del 1916, non può essere ricostruita con le antiche dimensioni: bisogna progettare un nuovo edificio che rispetti tutte le norme antisismiche, molto più grande e spaziosa. Don Montali, come suo solito, siede alla macchina da scrivere e inonda di lettere le autorità civili ed ecclesiastiche e i benefattori.
Dopo i danni causati dalla seconda guerra mondiale, fa ricostruire la chiesa di S. Lorenzo chiedendo sovvenzioni allo Stato e ai privati con una instancabile attività epistolare. Allo stesso modo rinascerà la chiesa di San Lorenzo dalle macerie della seconda guerra mondiale.
Convinto assertore dell’importanza dell’educazione, oltre alla creazione di una scuola serale per analfabeti, partecipa al comitato presieduto dal senatore del Regno Prof. Camillo Manfroni per l’istituzione nel 1923 della prima scuola media del neonato Comune di Riccione. Don Montali è fra i primi a intuire il futuro turistico della città. Chiamato a benedire il ponte sul Marano nella litoranea, afferma che Riccione diventerà “uno dei posti più deliziosi e ambiti al mondo”.
Negli anni Trenta, in concomitanza con lo sviluppo turistico della città balneare, Don Giovanni si adopera per edificare una nuova chiesa in zona Alba. La costruzione ha inizio, ma le vicende della secondo conflitto interrompono i lavoro. Bisognerà aspettare il 1948 perché nasca la Parrocchia di Gesù Redentore.
Dopo l’8 settembre del 1943 Riccione è attraversata dalla linea gotica: i tedeschi e gli alleati si fronteggiano e la popolazione civile è stremata dai bombardamenti e dalla fame. L’indomito parroco si adopera instancabilmente per aiutare la gente e mettere in salvo chi rischia la vita perché oppositore del regime o rischia la deportazione in quanto ebreo.

Fu autentico promotore della libertà e della democrazia, contro le derive totalitarie del comunismo e del fascismo. Pagò di persona il suo impegno civile e la sua collaborazione con la Resistenza con l’uccisione del fratello e della sorella, avvenuta il 10 settembre 1944.
Nel secondo dopoguerra, partecipò attivamente alla ricostruzione della città, curando al tempo stesso l’educazione delle giovani generazioni. È di questi anni la richiesta a papa Pio XII di un finanziamento per la costruzione di un centro parrocchiale a San Lorenzo. Nel 1953 scrive una lettera al Presidente della Repubblica per impedire che un campo di aviazione sorga in prossimità del centro abitato di Riccione.

La mostra

10 pannelli corredati da immagini ripercorrono in maniera tematica e cronologica le tappe fondamentali della vita di Don Montali: dagli anni della formazione, all’attività pastorale a San Lorenzo, alle opere sociali a favore della città; dagli anni terribili della seconda guerra mondiale al dopoguerra e alla ricostruzione.
L’esposizione è arricchita da materiali d’epoca, tra cui preziosi documenti e lettere originali a importanti esponenti della chiesa e della politica e anche oggetti appartenuti a Don Giovanni Montali.

Il programma

giovedì 3 ottobre

ore 20:30 – Centro parrocchiale San Lorenzo in Strada – Sala Don Giovanni Montali
Inaugurazione della mostra

ore 21 – Chiesa San Lorenzo in Strada
conferenza
La chiesa di fronte al modernismo e al fascismo: tra carità e politica
Don Giovanni Montali e l’eredità culturale di Igino Righetti
Incontro con prof. Tiziano Torresi (Università degli Studi Roma Tre)

Testimonianze su e di don Giovanni Montali con don Davide Arcangeli, vicario parrocchiale San Lorenzo in Strada, e dottoressa Anna Lucciola.
Moderatore: prof. don Gabriele Gozzi, vice direttore ISSR A. Marvelli

venerdì 25 ottobre

ore 21 – Palazzo del turismo

Saluti delle autorità con Renata Tosi, sindaco di Riccione, e mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini
Conferenza
Igino Righetti e il rinnovamento della cultura cattolica. L’influsso del suo pensiero sulla chiesa e sulla cultura del suo tempo
Prof. Renato Moro, docente di storia contemporanea Università degli Studi Roma Tre.
Moderatore: prof. don Pierpaolo Conti, direttore ufficio pastorale Sociale della Diocesi di Rimini

Apertura mostra:

Centro parrocchiale San Lorenzo
Sala Don Montali
sabato 5 e domenica 6 ottobre
ore 16-22

Palazzo del Turismo
venerdì 25 ottobre
ore 20-23

sabato 26 e domenica 27 ottobre
ore 10-13 / 16-19

Ingresso libero
Visite guidate su prenotazione

Informazioni: IAT tel. 0541 426050