BCC Gradara, cultura e tradizione locale

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“Beva ai fagg” o “beva ai trunk” (“mare calmo ma pericoloso perché in mare ci sono i tronchi del fiume portati dalle forti piogge). “Gentiloma” (vento dolce “rilasciato” dal promontorio di Gabicce Monte dopo aver “immagazzinato” il caldo), “Vent dal’ostre dla vendemia” (Vento che profuma di vendemmia in autunno), “Vent dla val” (Vento della Valconca), “Vent dla croz” (Vento del San Bartolo, dove si trova una croce di ferro visibile dal mare).
Queste ed altre 150 frasi dei marinai di Cattolica-Gabicce Mare si possono leggere sulla rosa dei venti realizzata dal cattolichino Gian Franco Della Santina (ad Gvan d’Vulpen), dopo una ricerca durata circa 15 anni.
Grazie alla sensibilità della Banca di Credito Cooperativo di Gradara, è stato stampato un elegante poster (ottimo per essere incorniciato e tramandato come memoria storica) che sarà regalato ai bagnini, albergatori e clientela delle cittadine di Gabicce Mare, Cattolica, Misano e non solo.
Tutto nasce casualmente una quindicina d’anni fa. Gian Franco Della Santina, oggi 56 anni, bagnino (spiaggia numero 7, altezza della Mura Maiani), per impreziosire il bagno, disegna una rosa dei venti sul suo capanno al mare. In un fare molto romagnolo, che unisce fantasia ed intelligenza. Passa di lì Gianfranco Vanzini che gli dice: “Perché non la fai in dialetto?”.
L’idea viene accolta. Ma vecchi e giovani marinai, cattolichini anziani, di passaggio, suggeriscono venti e terminologie. Così la rosa diventa sempre più grande, sempre più ricca, sempre più interessante.
Raccoglie la civiltà ed il tempo di un’intera città. Dice Della Santina, sposato, un figlio (anch’egli bagnino), che si diletta anche a scrivere poesie, famiglia di bagnini dal 1903 (agli inizi del secolo lo sono stati dell’hotel “Kursaal” con Giovan Battista, poi Giovanni, Gian Franco e oggi continua l’attività il figlio Gian Marco): “Sono molto contento, altrimenti questa memoria poteva essere perduta. Molti vecchi da me intervistati sono morti. E sono il primo a dire che se la rosa contiene degli errori vanno corretti. Inoltre, si può arricchire. Diciamo che questo è solo l’inizio”.
Oltre ai venti in dialetto, sono riportate una serie di detti: “Quand t’ze t’zora al mont dli Gabec le come se t’fosa si pid tla iola ad chesa (Quando sei all’altezza del Monte di Gabicce, è come avere i piedi davanti al camino di casa); “Se fora u ie maestrel al siroc al porta temp cativ si no le un vent ad riva”; “Perché al sia temp bon al vent la da sufiè sempre in facia mal sol”; “Al temp cativ l’ariva ma la pumidora e al casca in mer”.
E a parere dei marinai il garbino che giunge dalla Valle del Picchio (“A sin tla val dal Pec), comune di Gradara, libera il territorio di Cattolica dal cattivo tempo rispetto alle cittadine dei dintorni.

Venti, ben 13 stati “d’animo”
– Tredici parole che stanno a significare l’importanza dello stato del mare per i marinai. Si possono leggere nell’angolo, in alto a destra, della rosa dei venti. Eccoli dal più dolce fino a quello più amaro: “bunaza e biancura”, “beva”, “breza”, “vanzlen”, “vanzel”, “vent “, “stravent”, “burasca”, “tempesta”, “strasordne”, “furtunel”, “fin dal mond”. Naturalmente molte di queste parole i cattolichini le hanno usate, e continuano a farlo, per dare un significato forte al proprio argomentare. Ad esempio: “Ho fat un strasordne”.




BCC nuovi servizi

Banca di Gradara, apertura il sabato mattino

Le 4 filiali al mare: Cattolica, Gabicce Mare e Misano
Sempre più vicina alle necessità del cliente la Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Dal 14 giugno gli sportelli al mare sono aperti anche il sabato mattina dalle 9 alle 13. In tutto sono quattro: Cattolica Centro e Cattolica Mare, Gabicce Mare e Misano Adriatico.

Giovani, acquistare il computer ad interesse zero
Finanziamento fino a mille euro
– “Differente per forza”, afferma uno degli slogan della BCC di Gradara. Ed è effettivamente così. Infatti, per tutti i giovani l’istituto di credito ha messo a disposizione un finanziamento fino a 1.000 euro senza interessi per l’acquisto di un computer. Per maggiori informazioni recarsi presso le filiali.

Libri per i più bisognosi
– “La vocazione di tutti gli uomini è quella di essere difensori della giustizia, cantori della speranza e custodi della vita. Il coraggio di osare e d’amare trasformi tutti noi in sentinelle vigili dei giovani, che sono i fiori più belli della nostra primavera ed il cuore della speranza”. Queste belle parole le ha scritte Ferruccio Palazzi, parroco a Tavullia, sulla quarta di copertina di due libri di poesie: “La vita alle stelle” e “L’ombra dell’amore”. Il ricavato dei due volumi va alla missione di padre Giuliano Testa per fondare un centro d’accoglienza per orfani in Costa d’Avorio e per favorire le adozioni a distanza. La BCC di Gradara ha dato il proprio contributo nella stampa dei due libri.




Banca Gradara, D’Annibale nuovo direttore

Luigi D’Annibale è il nuovo direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Lo scorso 2 maggio, è succeduto a Gianfranco Magi, in pensione dopo 42 anni di militanza.
Il passaggio di consegne era stato preannunciato da Fausto Caldari, presidente dell’istituto di credito, durante l’assemblea dei soci tenutasi a Gabicce Mare lo scorso 25 aprile. Ha detto Caldari: “Prima di concludere, voglio rivolgere un ringraziamento particolare al direttore generale, ragionier Gianfranco Magi. La BCC di Gradara è cresciuta attorno a lui; si è trasformata negli ultimi anni fino a diventare la bella realtà di oggi, con 60 dipendenti ed un giro d’affari di circa 1.000 miliardi di lire”.
“Abbiamo lavorato bene, insieme – continua l’architetto Caldari -, per questo gliene sono grato; lo ringrazio anche a nome di tutti e lo invito a rimanere vicino a questo istituto che costituisce il vanto della nostra comunità”.
“A questo punto – chiude il presidente – credo sia doveroso rivolgere un saluto con gli auspici del buon lavoro al vice-direttore D’Annibale che sostituirà Magi. Sono convinto che sarà un buon direttore, per una banca come la nostra; conosciuto, motivato, deciso e determinato a ripetere ed a incrementare i risultati raggiunti. Insieme a D’Annibale, saluto calorosamente anche i funzionari di direzione, il ragionier Giovanni Lisotti ed il ragionier Giorgio Del Bianco”.
Gianfranco Magi
L’ex direttore generale Gianfranco Magi è entrato in banca giovanissimo, nel lontano ’61. Dopo 30 anni, nel ’91 viene chiamato alla direzione generale. Due le sue passioni: viaggiare ed un tifo appassionato per l’Inter.
Luigi D’Annibale
Cinquantotto anni, due figlie, il curriculum lavorativo di D’Annibale si incrocia con la Banca di Credito Cooperativo di Gradara nel ’92, anno in cui venne aperta la filiale di Cattolica; gli viene affidata la direzione. Nel ’94 diventa vice-direttore generale.
D’Annibale si distingue per la capacità di comunicazione, con i soci e con i clienti e per la disponibilità a capire i problemi. Quella di Cattolica diventa la filiale più importante della BCC di Gradara. Dice D’Annibale: “Credo di essere riuscito ad avere una bella sintonia col cliente. Questo mi ha sempre permesso di instaurare un rapporto di fiducia. Reciproca. Vedo il lavoro come un giuoco serio, come la prosecuzione della qualità della vita. Attraverso il quale far crescere la comunità, la banca e l’ambiente in cui si opera”.
D’Annibale è di una famiglia cattolichina di origine marignanese. Detto “Cibin”, il nonno gestiva una trattoria posta davanti alla vecchia casa di riposo di San Giovanni. Il babbo sposa una Filippini e si trasferisce a Cattolica. Tra i suoi hobby, i più importanti: cucinare il pesce (come si conviene ad ogni buon cattolichino), il cinema (Totò e Sordi, gli attori preferiti) e camminare.




Pranzo sociale per 650 dopo l’assemblea

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Dopo la “relazione” di bilancio letta dal presidente Fausto Caldari e l’approvazione da parte dell’assemblea dei soci avvenuta al teatro di Gabicce Mare lo scorso 25 aprile, ci si è spostati al ristorante l'”Hostaria al Castello” di Gradara per il pranzo. La “festa” è iniziata alle 13 ed è finita alle 18. Per allietare la giornata c’è stata naturalmente tanto di orchestra. Erano presenti circa 650 persone. Afferma il presidente Caldari: “E’ un momento conviviale che serve ad aggregare i soci, a stringere amicizie ed a creare un rapporto molto stretto tra i 60 ‘ragazzi” che lavorano in banca e coloro che partecipano alla vita ed alla crescita della comunità attraverso la nostra istituzione”.




Tonti: “Il nero impoverisce l’impresa”

– “Chi fa il nero sottrae risorse all’impresa, togliendole la linfa per creare altra ricchezza”. E’ il pensiero cardine di Gianfranco Tonti, cattolichino, direttore generale di Ifi Industrie, un gruppo di circa 40 milioni di giro d’affari, soprattutto leader nell’arredo bar, con i frigoriferi (primi in Europa), tecnologia per il freddo e le sedie. Prima di giungere al vertice, Tonti è partito dal magazzino, lontano ’67. Ai suoi collaboratori ha organizzato seminari dove il tema era di fare impresa con etica. E consiglia: umiltà.
Argomenta: “Nei ricavi di un’impresa ci sono i costi, fissi e variabili, con una piccola percentuale rappresentata dall’utile. Se una fetta di quest’ultimo viene sottratto non ci sono poi le risorse per effettuare gli investimenti. Investimenti che ti permetteranno di crescere ancora e di essere competitivo nel mercato. L’azienda è come una mucca; questa dà del buon latte ogni giorno, ma una parte del latte deve ritornare all’animale come cibo ed attenzioni; altrimenti l’animale diventa ingeneroso”.
“Per far quadrare i conti del nero – continua Tonti – si mette in moto un altro meccanismo perverso di nero, come acquistare e pagare. Soprattutto si impoverisce la struttura, creandole un ciclo di difficoltà. Oggi, un’azienda qualsiasi, corre il rischio di uscire dal mercato ogni giorno se non investe e non innova. Col nero si toglie l’avvenire. L’unica strada per disegnarlo è credere nelle cose che si fanno e lavorare affinché si possa reggere la concorrenza”.
Ma dove investire? Tonti: “Al primo posto collocherei la formazione. Le competenze, con umiltà, devono sempre essere aggiornate. Per quanto bravi si possa essere, quello che era efficace ieri non lo è più oggi. E nella formazione entrano in gioco anche il pubblico e le associazioni di categoria; che non devono assolutamente lasciare solo l’imprenditore. Che più che prestiti a fondo perduto o agevolazioni deve chiedere corsi di formazione ed infrastrutture”.
“Altro punto chiave da rafforzare anno dopo anno sono le strutture interne, innovare i metodi, l’immagine. Investire per osservare il mercato e la clientela che si vuole raggiungere. Ma tutti questi investimenti sono alimentati dai profitti; se si sottraggono col nero, si toglie la linfa vitale per farlo. Così si innesta un processo di lento declino, fino all’uscita dal proprio settore.
Va ricordato che nel mondo del lavoro le opportunità sono notevoli, ma ancor di più lo sono le difficoltà per coglierle. E’ vero che le tassazioni sono pesanti e penalizzano, ma se tutti pagassimo di più, pagheremmo tutti di meno. E si assicurerebbe alle prossime generazioni un futuro migliore”.
Tonti sposta il ragionamento sul sociale. “Inoltre si crea una diseducazione a livello familiare. A giusto o a torto, si tiene un tenore di vita al di sopra delle proprie possibilità, al quale difficilmente si riesce a rinunciare. Anzi, si continuerà a chiedere ancora di più”.

Ifi Industrie, leader nei banchi bar e nelle sedie

– Ifi Industrie, sede a Tavullia, racchiude vari marchi, tutti leader nel settore della ristorazione. L’Ifi è la più grande azienda europea per la produzione di banchi bar. Mentre Steelmobil, Metalmobil, L&R sono leader nella produzione di sedie per locali. La filosofia del gruppo è apparentemente semplice quanto di buon senso: l’innovazione nella tradizione per aiutare i gestori a lavorare meglio e ad offrire un fascino estetico al cliente. Insomma, un buon vino in una bella bottiglia è meglio. Per concretizzare il fondamento hanno collaborazioni con progettisti di prestigio. Il tutto ad un equilibrato rapporto tra la qualità ed il prezzo. Ifi Industrie produce ricavi per circa 40 milioni di euro ed impiega circa 250 persone. Due marchi Metalmobil Arredo e Steelmobil hanno sede a San Giovanni in Marignano.




Aeradria, Morelli nuovo presidente

Cinquant’anni, laurea in Economia e commercio, attuale amministratore delegato di Ecipar Emilia Romagna (società di formazione e servizi innovativi per le piccole e medie imprese della Cna regionale), ha ricoperto altri ruoli nelle aziende pubbliche.
Dal ’93 al ’96, è stato al vertice della Tram di Rimini, dal ’78 all’82 segretario Cna di Bellaria Igea Marina dal 1978 al 1982; segretario Cna provinciale di Rimini dall’82 al ’90; consigliere comunale di Bellaria Igea Marina dal ’90 al ’99.
Completano il consiglio di amministrazione di Aeradria: Quinto Maioli (vice-presidente), Alessandro Lari, Corrado Carattoni (per la Repubblica di San Marino); Mario Formica (indicato da Assindustria); Maurizio Bellavista; Eugenio Pacassoni; Sergio Cappelletti e Gino Maioli (assessore ai Trasporti della Provincia di Ravenna).




Servizio alle imprese in crescita

Fino a pochi anni fa si andava fuori a trovare le competenze necessarie per crescere sui mercati. Invece, negli ultimi anni, grazie ai giovani, nel Riminese sono sorte società in grado di competere con i grandi centri come Milano, ad esempio. Anzi, spesso sono più qualificate le nostrane rispetto a quelle che si “vendono” con la patinatura da grande capitale.




SB, al servizio delle aziende

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Dai seminari di sicurezza ed integrazione; dalle paghe online all’Umts; dalla riorganizzazione commerciale al software. Seminari per dirigenti, corsi per venditori e centraliniste. Fino alla ricerca di fondi. Questi sono alcuni dei servizi che offre Start Business, una giovane società di servizi con sede a Gabicce Mare.
E’ stata fondata da due “giovani” professionisti, Viviana Callea e Guido Covotta. I due coordinano uno staff di cervelloni specializzati in più settori.
Laurea in Economia e commercio, originaria di Ancona, Viviana Callea ha maturato la propria esperienza in un Centro di assistenza fiscale. Guido Covotta invece arriva dal settore commerciale. Alle spalle esperienze professionali maturate in settori quali: abrasivi, gioielli, alimentare. Dove è andato ha sempre raggiunto i vertici.
In una multinazionale alimentare di prestigio diventa uno dei 5 maggiori venditori in Italia. Poi diventa direttore commerciale di un’impresa di spedizioni. Successivamente passa, sempre nel commerciale, a guidare un’azienda che si occupa di software. Successo anche qui.
Raccontano i due: “Le vecchie situazioni di lavoro ci andavano strette; così grazie all’esperienza acquisita ed alla professionalità abbiamo creato questa società di servizi. Ci rivolgiamo alle aziende come affidabili compagni di viaggio, consapevoli di possedere le competenze per risolvere i loro problemi. Oltre il sapere professionale, abbiniamo prodotti tecnologici come hardware e software. Una volta in contatto con l’azienda si cerca di aiutarla a capire il suo problema. Spesso non cosa ci chiedono è il tema reale da risolvere”.




Banca Gradara, cultura come crescita sociale

– “Leggere vuol, dire profondamente pensare”, ha scritto lo scrittore Vittorio Alfieri. E seguendo questa riflessione la Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha contribuito alla stampa di tre libri di storia locale, che come diceva Benedetto Croce aiuta a capire la grande storia.

L’inferno di Dante
– Guerrino Bardeggia, gabiccese, è l’artista vivente che più di altri ha esplorato la materia del sacro. Non solo per le numerose sue opere che ornano chiese e che narrano la fede, ma tutta la sua opera e il suo linguaggio artistico trasuda di una religiosità sofferta, pregnante del suo stile di irruente drammaticità, senza mai indulgere alla gradevolezza estetica. Il suo incontro con l’Inferno dantesco, la necessità di descriverlo, raccontarlo con immagini, ma soprattutto di filtrarlo alla luce della sua inquietudine artistica, deve essere stato qualcosa di sublime e drammatico al contempo.
Il volume, oltre ai bellissimi dipinti, riporta una suggestiva carrellata di 61 disegni preparativi il viaggio dantesco, di rara energia espressiva. Curiosità: tutti i disegni sono stati eseguiti su fogli quadrettati di un blocchetto del Credito Cooperativo di Gradara.
A scuola di farfalle
– “A scuola di farfalle” è diventato anche un libro. Raccoglie un progetto di Anna Cecchini, insegnante della scuola dell’infanzia Giovanni XXIII di Cattolica, appositamente distaccata come referente e coordinatrice del progetto stesso, che viene riproposto con contenuti aggiornati e diversi per il quarto anno consecutivo. L’esperienza è stata vissuta dai bambini della scuola dell’infanzia Giovanni XXIII e della scuola elementare di Piazza Repubblica di Cattolica, in collaborazione con i docenti delle sezioni/classi.
Anna Cecchini, spiega questa bella esperienza didattica: “A scuola di farfalle è un progetto che integra, senza sostituirla l’offerta formativa della nostra scuola. Un progetto voluto affinché i bambini ‘imparino ad osservare’, pensare, abbiano il diritto di parola attraverso la relazione tra chi insegna e chi impara. E’ uno spazio pensato, ragionato, preparato per dar vita alla magia delle farfalle, un luogo in cui la cosa più importante non è imparare, ma scoprire, meravigliarsi… mettere in moto il sapere critico, attraverso una metodologia che valorizzi la costruzione collaborativa. Il tutto realizzato in un quadro cooperativo tra scuola, famiglia, comunità locale e territorio, tenendo conto dell’idea di scuola vissuta come sistema, in continuità”.
“A scuola di farfalle”, idea e coordinamento di Anna Cecchini. Direzione Didattica Statale di Cattolica – Progetto Sperimentale Autonomia Scolastica. Un’esperienza in verticale, spazio d’incontro per bambini dai 4 ai 10 anni..
Da la Ventena in giù
– Giuseppe ‘Peter’ Tonti ha sfornato un libro che racconta la vecchia Cattolica. Un cantastorie di racconti vissuti, aneddoti, poesie dialettali, luoghi e personaggi spesso scomparsi o dimenticati. Un amarcord che fa vibrare le corde della nostalgia a molti cattolichini che hanno superato i 50 anni e fanno conoscere ai giovani il ‘come eravamo’.
Il libro porta le prefazioni di Guido Paolucci (“Il nostro Peter, cantore intelligente e disincantato delle nostre memorie”), Lucia De Nicolò (“Peter non finirà mai di sorprendermi… che fosse anche un sagace interprete della memoria storica, almeno io ancora lo ignoravo”) e Vincenzo Cecchini (“Il libro di Peter testimonia la passione e l’amore per Cattolica, per i personaggi per le situazioni e i luoghi descritti”).
Scrive Fausto Caldari, presidente del Credito Cooperativo di Gradara: “Il libro di Peter Tonti si vede e si sente il piacevole ricordo di una storia paesana che sembra, per il fugace correre del tempo, essere stata dimenticata. Un paese nel quale si assiste al teatro del silenzio delle piccole storie quotidiane, perde ogni giorno un po’ della sua identità. Nella fatica di Peter c’è la ricerca delle curiosità, delle parole, delle favole, dei sapori e degli odori delle cose e degli uomini che hanno fatto e sono stati la nostra piccola città”.

Caldari: “Un risultato eccezionale”

Così il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Gradara sintetizza il 2002

L’assemblea dei soci tenutasi lo scorso 25 aprile al teatro Astra di Gabicce Mare ha approvato il bilancio 2002. Fausto Caldari, architetto, 57 anni, da 8 presidente della Banca di Credito Cooperativo di Gradara, racconta l’anno economico 2002.
Presidente, soddisfatto del risultato raggiunto?
“Fra le 19 banche di credito cooperativo marchigiano, con 2,5 milioni di euro di utile netto, Gradara si pone al terzo posto. Un risultato eccezionale, se si considera che è maturato in un contesto difficile per il sistema bancario; ottenuto fra l’altro praticando condizioni vantaggiose per i soci e per la clientela. Condizioni che col tempo dovremo rendere ancora più favorevoli. Soprattutto in un periodo di difficoltà come quello attuale, la nostra banca deve porsi al fianco degli operatori, degli artigiani, degli imprenditori, dei cittadini, proponendo iniziative di collaborazione e di sostegno.
L’attività del Credito Cooperativo di Gradara è già orientato in questo senso, ma lo dovrà essere sempre di più.
Aver raggiunto un patrimonio complessivo di 24 milioni di euro (46 miliardi di lire), con un incremento del 400 per cento in pochi anni è per tutti noi motivo di grande soddisfazione: ci si aprono nuove e più ampie prospettive e ci permette di disporre di maggiori capitali da investire a sostegno della crescita economica”.
Quali altri obiettivi raggiunti in questi anni?
“Dovrei dire l’apertura di nuove filiali, l’incremento del livello patrimoniale, l’acquisizione di alcuni immobili, ma voglio rimarcare il fatto che abbiamo contribuito al calo dei tassi sugli impieghi, che siamo riusciti a differenziare le condizioni praticate ai soci, E ancora, abbiamo istituito l’ufficio soci con l’intento di informare, assistere, di esser loro più vicini. Si sta ormai concludendo anche il cosiddetto ‘ristorno per il socio’, una importante istituzione che lo avvantaggerà”.
Ma la banca non è fatta di soli numeri…
“Nel 2002 la Banca ha investito nel sociale, nella mutualità, nell’assistenza, nella cultura ed in varie iniziative tendenti all’aggregazione ed alla socializzazione, cifre consistenti per incrementare il proprio legame col territorio e stimolarne ulteriormente la partecipazione.
Posso dire che il Credito Cooperativo di Gradara è un patrimonio della comunità, un bene da apprezzare, da sostenere, da salvaguardare, da difendere. La nostra banca è molto diversa dalle altre, è aperta a tutti. Me ne rendo conto soprattutto quando qualche socio mi avvicina per chiedere, per informarsi, per partecipare, per condividere il lavoro svolto, per rappresentare i suoi rilievi, le sue critiche, quando manifesta il suo entusiasmo, quando apprezza le nostre iniziative, quando porta consigli.
La nostra è una banca differente perché non ti lascia mai solo. Sono orgoglioso di quanto è stato fatto in questi anni. Devono essere orgogliosi i soci.
Deve esserlo il consiglio d’amministrazione per il lavoro svolto, per la lungimiranza nelle scelte e nelle decisioni strategiche, per i risultati ottenuti, evidenti e sotto gli occhi di tutti. Tutto questo non va considerato come punto di arrivo, con la conclusione di un percorso, ma come la partenza per raggiungere nuovi importanti traguardi.
Ma ciò che è davvero importante e determinante per la sopravvivenza della BCC di Gradara è riuscire a mantenere ed accrescere il suo legame col territorio. Ad accentuare il rapporto privilegiato con la clientela, esprimere concretamente il concetto di servizio e di vantaggio economico. Occorre avviare senza indugio iniziative tendenti a fidelizzare il rapporto con i giovani, andando alla ricerca di soluzioni e proposte a loro vantaggio. Da queste capacità dipenderà lo sviluppo futuro della nostra banca; ed è in questa direzione che dobbiamo continuare ad operare: insieme”.

Soci, gita a Napoli-Ischia

Per i soci della Banca di Credito Cooperativo di Gradara sono diventati degli appuntamenti a cui non mancare. Dal ’95 l’istituto di credito organizza delle gite d’istruzione per città d’arte. Si è iniziato piano, con un solo giorno. Negli ultimi anni i giorni sono diventati due, e qualche volta addirittura 3. L’ultima “passeggiata” è stata l’accoppiata Napoli-Ischia. A ritroso si sono visitate: Padova-Ville Venete, Genova-Costa Azzurra, Lago Maggiore, Napoli-Costiera Amalfitana, Ferrara, Mantova, Roma. Le gite hanno un grande successo, fino a 11 pullman. Ma, per ragioni facili da immaginare, ora si cerca di essere al massimo in 250 persone. Nell’ultima i pullman sono stati sei. Il prossimo ottobre è in cartellone una gita a Firenze e dintorni.
Afferma Fausto Caldari, il presidente: “Sono molto importanti per aggregare e socializzare, si scopre il senso di appartenenza. Ed è anche un momento in cui i soci conoscono direttamente gli impiegati ed il consiglio d’amministrazione. Inoltre, si coniuga il piacevole con l’istruzione”. Il presidente della banca coglie l’occasione per una breve relazione sull’andamento economico.




Banca Gradara, crescono raccolta ed utili

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/aprile/gradara.jpg[/img]Il consiglio d’amministrazione della banca. Da sinistra: Mario Mancini, Francesco Tucci, Gianfranco Magi (direttore generale), Fausto Caldari (presidente), Riccardo Romagna (vicepresidente), Diego Maltoni, Ettore Vichi, Massimo Arduini, Ettore Lombardi

Tutti positivi gli indicatori economici 2002 della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. La raccolta complessiva ha chiuso l’esercizio 2002 con un balzo in avanti del 14,50 per cento. Ha raggiunto 225,61 milioni di euro, 28,58 in più rispetto all’anno precedente. E’ cresciuta la raccolta e sono cresciuti gli utili, arrivando a quasi 5 miliardi delle vecchie lire, più 14,62 per cento rispetto al 2001. Nel 2002 sono stati registrati profitti per 2,524 milioni di euro (erano 2,2 milioni). In assoluto: 324.000 euro in più.
Numeri importanti è il denaro prestato. Ha impiegato 171,76 milioni di euro; una crescita del 22,18 per cento sul 2001. Una percentuale migliore della media regionale e nazionale. Soprattutto il rapporto impieghi lordi sul monte della raccolta diretta è stato dell’85,94 per cento.
Questi numeri saranno sottoposti all’assemblea dei soci che si tiene al cinema teatro “Astra” di Gabicce Mare il 25 aprile, con inizio alle 9 del mattino. Dopo l’assemblea i soci si ritroveranno al ristorante “Hostaria del Castello” a Gradara.
Ma come leggere questi numeri? Fausto Caldari, il presidente: “Quest’anno sono entusiasto dei risultati raggiunti. Siamo la terza banca delle Marche in un’annata in cui gli utili di tutti sono diminuiti i nostri sono aumentati. Inoltre, abbiamo conservato il trend positivo degli ultimi anni. Le ragioni dei nostri esercizi positivi sono tre: l’ottimo rapporto con i collaboratori, il servizio alla clientela ed il nostro dinamismo. Inoltre, il nostro bilancio risente in modo moderato dell’andamento delle borse, per aver fatto investimenti finanziari più moderati”.
Gianfranco Magi, dal ’91 direttore generale: “Le grandi banche hanno obiettivi diversi, puntano ai grandi numeri, alla finanza, mentre una piccola banca come la nostra cura con accortezza il rapporto con il suo territorio ed i suoi operatori economici.
Noi siamo a disposizione del cittadino, dell’artigiano, del commerciante, del piccolo risparmiatore. Un’altra forza è quella dei soci, con i quali c’è un rapporto di amicizia”.
Nel 2002 la Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha aperto a Misano Adriatico il suo ottavo sportello. Nel 2003 non sono previste le aperture di nuove filiali. Quest’anno non scadono neppure gli organi dirigenti; tutti dovranno essere rinnovati dall’assemblea dell’anno prossimo.

Il consiglio

Il consiglio d’amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Gradara è composto da 9 uomini.
Presidente
Fausto Caldari
Vicepresidente
Riccardo Romagna
Consiglieri
Massimo Arduini, Virgilio Foschi, Ettore Lombardi, Diego Maltoni, Mario Mancini, Francesco Tucci, Ettore Vici
Sindaci revisori
Giuseppe Baldassarri (presidente), Luigi Maffi, Paolo Della Martera.
Direttore generale
Gianfranco Magi
Vicedirettore
Luigi D’Annibale