Ifi Industrie, festa aziendale con premiazioni

– Cena aziendale con premiazione alla fedeltà per Ifi Industrie lo scorso 29 luglio a Montegridolfo. Nella classica cena di fine anno lavorativo, il Gruppo Ifi, azienda leader in europa nella produzione di banchi bar, tecnologie per frigo-bar e sedie e tavoli, ha salutato i dipendenti delle aziende Ifi di Tavullia e Isedit di San Giovanni in Marignano.
Al ristorante Agrumania di Palazzo Viviani a presenziare la serata sono intervenuti anche il senatore Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, nonché ex dipendente della Ifi, il neoeletto sindaco di Tavullia Bruno Del Moro e Gianfranco Foschi, assessore al Personale, Finanze, Rapporti con Enti, Istituzioni e Società del Comune di Tavullia.
Quattrocentocinquanta i presenti alla cena poiché ogni anno il Ifi Industrie apre le porte ai suoi 268 dipendenti con le famiglie: per festeggiare insieme un anno di lavoro e di risultati ai quali tutti hanno contribuito.
La cena è anche il momento per premiare ogni anno i dipendenti che superano i 20 anni di lavoro.
Sei sono stati i dipendenti della Ifi che il 29 luglio hanno ricevuto dalle mani del presidente, Umberto Cardinali, la targa in argento con la fusione del marchio del Gruppo Ifi su medaglia d’oro: Nazzareno Albertini, Orazio Camiletti, Maurizio Gennari, Davide Guerra, Stefano Lodovici e Piergiorgio Pacini
Quest’anno, per la prima volta, riconoscvimenti-fedeltà anche ai dipendenti della Isedit di San Giovanni in Marignano, azienda specializzata nella produzione di sedie e tavoli per locali pubblici.
Ben 22 collaboratori hanno ricevuto per la prima volta il prestigioso ricordo dall’amministratore unico dell’azienda, Gianfranco Tonti.
Tra loro c’è chi ha maturato 36 anni di servizio, a testimoniare una fedeltà della quale il gruppo Ifi va orgoglioso. I pemiati: Elvino Berti (36 anni di servizio), Luciano Avanzolini (33), Tommaso Baccanti (33), Giuseppe Benelli (33), Liviano Innocenti (33), Giuseppe Antonelli (32), Mario Bernardini (32), Sergio Bernardini (31), Orilio Magi (31), Paolo Antonelli (30), Maurizio Villa (30), Urbano Di Luca (28), Maurizio Pierini (26), Valentino Belluoccio (24), Sergio Ercoles (24), Gaudenzo Favarelli (24), Marcello Foschi (24 ), Giovanni Lombardi (24), Roberto Serafini (23), Silvano Tonni (23), Arnaldo Mantovan (22), Paolo Gorgoroni (22).
Durante la serata è intervenuto il comico Agostino, addetto al reparto refrigerazione della Ifi, che ha divertito il vasto la grande famiglia con le imitazioni di Dalla e Celentano, le barzellette e gli aneddoti tratti da vicende vere di vita lavorativa accadute tra i vari reparti produttivi dell’azienda.




Grandezza, guida la Cbr

Cbr
Coop Adriatica
Conad
Car
FirmaTo
Globo Trasporti
Consorzio agrario
Luce sul Mare
Sigla
Assicoop Romagna (Unipol)




Dai servizi ai consumi

– La Legacoop della provincia di Rimini conta 141 aderenti (più 6 unità rispetto al 2002; nel ’98 erano 121) ramificate in 10 settori: 49 servizi, 10 pesca, 19 turismo e balneazione, 8 agricoltura, 12 costruzioni, 12 trasporti e logistica, 4 progettazione e ricerca, 5 abitazione, 3 distribuzione e 20 consumo e circoli culturali.




Le 141 cooperative producono ricavi per 359 milioni di euro

Nel 2002 i ricavi sono stati 292,06. E’ cresciuto il settore delle costruzioni, passato da 67,2 a 117,3 milioni di euro. Un incremento dovuto al fatto che il Car (Consorzio Artigiani Romagnolo) vi è entrato a far parte. I soci sono cresciuti di 4.455 unità, toccando quota 44.898. Mentre gli occupati sono 3.954, 510 gli stagionali.




Cooperative, in 141 battono la crisi

– Fosse un’azienda si potrebbe dire: risultati economici in controtendenza rispetto al polso economico provinciale e nazionale. Così si presentano i numeri 2003 delle 141 cooperative che aderiscono alla Legacoop della provincia di Rimini. Infatti, sale il fatturato, salgono gli occupati (più 0,5 tra i soci, più 11,7 tra i dipendenti), aumentano gli investimenti. I settori trainanti sono due: quello delle costruzioni e quello dei servizi.
” E’ un risultato positivo – dice Giancarlo Ciaroni, il presidente provinciale, passione vera per la terra con uno degli orti-giardini più interessanti della provincia che cura direttamente con un’attenzione di prim’ordine -, anche se ci sono problemi in alcuni settori: la pesca, l’agricoltura ed il balneare”.
“Tutti si meravigliano – continua il presidente – del calo turistico del 2004, ma i sintomi che il Riminese fosse in affanno si leggevano anche l’anno scorso. Invece, ritornando ai nostri numeri il merito va all’attività immobiliare ed ai servizi. E su questo va detto che la cooperazione riesce ad avere la capacità di cogliere quello che arriva dal mercato. In ogni caso, i segnali all’orizzonte si fanno vedere. Ad esempio, la redditività nell’edilizia sta diminuendo. E, rispetto ad un paio di anni fa, quando era difficile reperire personale, oggi sul mercato c’è manodopera che si offre, magari non specializzata”.
Ciaroni entra nelle pieghe dei settori. Argomenta: “L’edilizia non è sostenuta dagli investimenti pubblici, ma dai privati. E tale trend non credo che possa durare all’infinito. Sul turismo invece stiamo perdendo la capacità di essere ospitali. Per frenare la perdita di clienti, pubblico e privato stanno effettuando grossi investimenti. Solo che la Romagna, tirando le somme, è diventata troppo cara. Fare una settimana da noi costa più che in tantissimi posti del Mediterraneo, Mar Rosso e non solo. Piano piano stiamo perdendo quote di mercato. Nel futuro dobbiamo abbandonate la quantità a favore della qualità. Ed a giugno non c’è stata la grande crisi grazie al turismo legato agli avvenimenti: Fiera del Fitness, le manifestazioni sportive. Con l’invecchiamento degli albergatori si stanno trasformando le pensioni in residence. E questo dismissioni degli alberghi potrebbe essere ancora più deleterio e non è certamente la risposta. Una delle soluzioni sarebbe l’accorpamento di più alberghi. Diciamo che la ricreazione è finita, che è ora di tornare alla sostanza, al lavoro”.
“Sul fronte dei servizi – continua Ciaroni – noi avanziamo perché il pubblico arretra, lasciando degli spazi da coprire, da una parte. Dall’altra, una società che invecchia, senza la protezione della famiglia patriarcale, richiede assistenza”.
Quale futuro? Ciaroni: “A livello nazionale si ha bisogno della concertazione tra le varie parti sociali e più investimenti sulla ricerca. L’Italia non può che competere che con la qualità. Spostandoci a livello locale: va proseguita la destagionalizzazione, attraverso la realizzazione del centro congressi, risolvere i nodi che rendono poco accessibile la riviera (viabilità, metropolitana di costa ed aeroporto) e fare degli investimenti una rete a livello provinciale”.




Lavoro, nozze tra scuola ed imprese

ECONOMIA E SCUOLA

– “Nell’impresa ci vuole cultura per affrontare i mercati che rispetto a 20 anni fa sono completamente cambiati. Solo la ricerca di personale è una risposta parziale allo sviluppo delle aziende”. Con queste parole Salvatore Bugli, direttore provinciale della Cna, ha presentato l’apertura dello sportello “BuonLavoro” nella sede ampliata con nuovi servizi della sua associazione di Cattolica. Davanti ad una cinquantina di persone, l’incontro con gli imprenditori ed i rappresentanti delle scuole della Valconca è avvenuto a Morciano, la capitale storica della vallata, lo scorso 22 giugno.
Relatrice del progetto Silvia Morotti, che ha detto: “Il nostro nuovo servizio ha strategie diversificate. Cerchiamo di dare risposte immediate e sul lungo termine”.
BuonLavoro è ricerca e selezione del personale e lo fa a 360 gradi attraverso degli incontri-colloqui nei quali seleziona figure con caratteristiche diverse: dagli apprendisti, ai generici, fino alle specializzazioni. Ad oggi, circa 300 imprese si sono rivolte a Buon lavoro, che a sua volta ha effettuato circa 1.700 colloqui.
Un altro livello sul quale opera Buon lavoro è individuare quale tipo di risorse le imprese hanno necessità e su queste vanno successivamente costruiti i corsi di formazione.
La rivoluzione di Buon lavoro, cosa all’estero già praticata da decenni, è far incontrare le scuole e le aziende, in uno scambio che possa essere proficuo per entrambe le parti. Nell’ultimo anno su tale piano sono stati coinvolti 860 ragazzi. Gli incontri tra aziende e ragazzi sono avvenuti dalle quinte superiori in giù.
Jader Mazzoni, titolare dell’Eurotec, ha sperimentato in casa l’approccio con i giovani. Ha detto Mazzoni: “I vantaggi per il ragazzo sono evidenti. Si rende conto che cos’è il lavoro e non perde tempo successivamente nella scelta del proprio futuro professionale. Inoltre, acquisisce fiducia ed autodeterminazione.
Da parte sua le scuole coinvolte possono costruire degli archivi con i nomi ed i cognomi di chi è interessato a fare degli stage, dei tirocini, o più semplicemente un’esperienza estiva alternativa alla classica stagione turistica. Dei ragazzi, le imprese chiedono alle scuole la traccia del programma di studi, il giudizio scolastico, esperienze precedenti e mette a disposizione dei giovani dei veri e propri “tutor”, maestri, del lavoro.
Lando Girometti, vice-presidente provinciale Cna: “BuonLavoro è a supporto delle imprese, ma si pone anche l’obiettivo di orientare i giovani per creare competenze e ricchezza nel territorio”.




Credito, nasce la banca etica

– “Le banche devono recuperare i valori per cui sono nate 100 anni fa: fare solidarietà e praticare la giustizia”. Così Vittorio Taddei è andato ad incominciare nell’incontro ufficiale in cui ha raccontato la nascita della Banca Etica a Rimini avvenuta ufficialmente lo scorso 16 giugno e della quale è stato eletto presidente. Imprenditore a capo di un’azienda che produce abbigliamento (con una forte presenza sui mercati esteri, “Terranova” il suo marchio più noto).
“La società – ha proseguito nella sua argomentazione – ha bisogno di un altro fare. Va diffuso un nuovo tipo di cultura imprenditoriale, dove parte degli utili devono essere redistribuiti per il bene sociale. Il profitto per il profitto non regge più: cosa vale conquistare il mondo se poi si perde l’anima?”.
Taddei ha citato il papa Giovanni Paolo II: “La banca deve fare cultura di solidarietà. La banca è uno strumento per diffondere la giustizia e la pace”.
La neonata banca etica si chiama Eticredito Banca Etica Adriatica. I soci fondatori sono 56. I maggiori: Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio di San Marino e la Società di mutuo soccorso di San Marino.
E’ molto probabile che il primo sportello venga aperto a Rimini tra la fine del 2005 o i primi del 2006. Presto verrà presentata la domanda alla banca d’Italia. Che tra l’esame ed il benestare richiede un tempo tecnico di 6-8 mesi. Poi ci saranno 12 mesi per renderlo operativo.
Si rivolge ad una “clientela poco appetibile”: “Si vanno a finanziare le persone e non il patrimonio a garanzia. Soldi alle prime case, l’agricoltura biologica, centrali eoliche, l’artigianato con l’uso di materie prime naturali.
Naturalmente la sfida per concretizzare la bella idea c’è. Taddei: “Le parole si fanno presto a dire; noi dobbiamo rispondere con i fatti.
“Non è un’impresa facile. E’ molto difficile”. Il pensiero è di Alfredo Aureli, uno dei titolari e timonieri dell’Scm: la persona che ha avuto l’idea.




Vittorio Taddei, il presidente

L’organigramma.

Presidente: Vittorio Taddei

Vice-presidente: Carlo Biordi

Amministratore delegato: Alberto Roccati

Consiglieri: Alberto Aldrovandi, Giancarlo Bonori, Giovanni Galassi, Giovanni Gemmani, Benito Gentili, Bonfiglio Mariotti.

Sindaci revisori: Pierpaolo Paganini, Giampiero Boschetti, Andrea Gridolfi.

Comitato etico: Marco Tognacci (presidente), Paolo Mancuso, Renato Moretti, Pierpaolo Tentoni, Alvaro Zavaglia, Gianfranco Vanzini.




Fashion Coast: quando la tradizione fa rima con innovazione

– Che cosa significa la parola “moda” oggi? La moda è nelle espressioni, non solo nei capi d’abbigliamento, la moda ha colori, forme riconosciute e riconoscibili.
Coerentemente con questa visione, è iniziato un affascinante viaggio nelle tendenze, chiamato “FASHION COAST”, il cui scopo è quello di rilanciare il prodotto moda che si realizza nel nostro territorio, abbinandolo a iniziative con un forte impatto sul sistema turistico romagnolo: “Le mode della riviera”, mode che nascono in riviera e diventano un marchio del territorio, con un’attenzione particolare rivolta alla progettualità artigianale.
L’aspetto più coinvolgente dell’intero progetto è l’ideazione di una serie di appuntamenti dedicati alla moda: un mese di sfilate, mostre e convegni che coinvolgeranno tutti i comuni della costa romagnola, a partire dalla Piazza della Repubblica di Misano, il 10 luglio, passando attraverso le piazze principali di Cattolica (17 luglio), Riccione (25 luglio), Rimini (1 agosto), per concludere a Bellaria il 7 agosto.
La kermesse è organizzata dal neonato Consorzio “Riviera delle mode” e da Cna Rimini, con il patrocinio della Provincia e dei Comuni coinvolti, in collaborazione con Alfa Romeo, l’Oreal, la Cassa di Risparmio di Rimini e Pluriservice.
Dalla sartoria tradizionale al trendy più innovativo, le sfilate saranno l’occasione per scoprire le ultime novità nell’ambito dei tessuti e delle specifiche lavorazioni, frutto di ricerche e dell’utilizzo di nuove tecnologie, da parte delle aziende riunite nel Consorzio “Riviera delle mode”.
“La nostra idea è che questi momenti di moda e spettacolo, diventino un appuntamento fisso” spiega Marco Ricciotti, ideatore dello stesso Consorzio, “affinché la nostra riviera possa far parlare di sé anche attraverso la creazione di nuove mode e nuove tendenze” .
“La novità del nostro Consorzio” continua il presidente Giovanna Micheloni, “è che costituisce un esempio unico nel territorio: si tratta di una realtà dinamica, in quanto ogni azienda consociata rappresenta un diverso settore merceologico”. In questo modo è possibile comprendere in anteprima le evoluzioni del mercato e costituire un punto di riferimento per chiunque operi nel campo della moda a livello locale: “Il nostro obiettivo è quello di crescere insieme, tenendo presente le varie problematiche legate al nostro specifico settore. Lo spirito che ci ha unito, è stato quello di aiutarci a vicenda, ragionando insieme alla grande per parlare un unico linguaggio, quello della moda”. Una sinergia di forze e creatività che si può ben riassumere nella frase: l’unione fa la moda.

Cinque serate di sfilate: da Cattolica a Bellaria

MISANO, sabato10 luglio,
Piazza della Repubblica ore 21.30;

CATTOLICA, sabato 17 luglio
Piazza 1° Maggio ore 21.30;

RICCIONE, domenica 25 luglio
Palazzo del Turismo ore 21.30;

RIMINI, domenica 1 agosto
Piazza Cavour ore 21.30.

BELLARIA, sabato 7 agosto,
Piazza Matteotti (isola dei Platani) ore 21.30.

Sfilate, ingresso gratuito

– L’ingresso agli eventi è gratuito ma per i posti a sedere occorre avere?un invito. Per richiederlo basta telefonare?alla Cna di Rimini ( tel. 0541/777510), oppure inviare una e.mail all’indirizzo di posta moda@cnarimini.it.

Consorzio, le aziende associate

Le aziende del consorzio associate sono: Giotta, Gruppo Salsedine, Linea Mare Blu, Pari Giancarlo Pellicceria, Elementi, Smash, Smile, Spose di Matilde, Roberto Corbelli, Winter, Unimar, Ricami Punto Art, Bloom.




Giometti, signore del cinema

– L’ultima tessera dell’impero fatto di sale cinematografiche è stata inserita lo scorso 7 aprile ad Ancona. Madrina quella bella pertica mediterranea di Maria Grazia Cucinotta che ha rotto la fatidica bottiglia benaugurante su 6 multisale, portando il personale primato del cattolichino Gianni Giometti a quota 51.
Tale numero è un autentico primato e ne fa il signore indiscusso del cinema da Bologna fino a Lanciano. Ma il cuore economico è lungo 100 chilometri: da Rimini (4 sale fino ad Ancona 8). In mezzo stanno centri con questi numeri di sale: Pesaro 5, Senigallia, 8, Jesi 9, Cattolica 4. E sono in cantiere altre 9 sale ad Ancona e 12 a Rimini (zona Befane nel 2005). E sempre restando nel recinto dei numeri si ha che Giometti Film vale oltre il 30 per cento dell’intero fatturato delle Marche, che ha un giro d’affari di circa 10 milioni di euro ed impiega un centinaio di addetti. Nata a Cattolica, la sede dell’azienda è a San Giovanni, zona artigianale.
Ma come è possibile che in un momento di crisi del cinema, qualcuno sia in espansione? Giometti sintetizza gli ingredienti in una vecchia riflessione: “I lavori possono andare bene o male in base alla passione ed alla quantità di attività che loro si dà”.
Andiamoli a vedere questi fattori. “Le strutture – dice Giometti – sono nuove. Facili da raggiungere perché nei pressi delle grandi strade di comunicazioni. Le poltrone, comode, si possono reclinare, con le file davanti che hanno i poggia-piedi. I posti sono tutti numerati e ci si può prenotare con una telefonata, o con Internet. Le uscite di sicurezza sono gestite da un telecomando. C’è cordialità e pulizia”.
Altri fattori? Giometti: “Si intrattengono i clienti con servizi come il bar ed i ristoranti. Ho in mente una multisala con il fitness, la beuty farm, il ristorante, perfino la piscina. Per portarvi la clientela oltre i 35 anni che dopo una giornata di lavoro non ha molta voglia di uscire. Oggi, la maggioranza di chi frequenta le sale cinematografiche si colloca tra i 14 ed i 35 anni”.
Uno dei problemi fondamentali di chi fa impresa è la fidelizzazione del cliente. Alla Giometti, già da metà anni Ottanta, hanno studiato abbonamenti con sconti attraverso le carte magnetiche, sia per le proiezioni, sia per le consumazioni al bar. Tre le opzioni: giorni feriali, tutti i giorni e tutti i cinema del gruppo. Dato le vicinanze delle università, è stato approntata una cine-card per gli universitari: sconto cinema 30 per cento, sconto bar 20. Sul dinamismo commerciale Giometti scommette, dà, innova. Ad Ancona per lanciare la nuova multisala ha fatto stampare 20.000 gratta e vinci. Dove tutti vincevano una serata al cinema. Ma chi va a vedere un film da solo?
Cinquantasei anni, tre figli (tutti in azienda), Giometti fino alla fine degli anni Novanta, per circa 26 anni, oltre a gestire le sale, ha lavorato all’Ifi (leader europeo di arredi bar) di Pesaro come rappresentante. Afferma: “E’ stata la mia scuola di vita e di fare impresa. Ho imparato che va costruito quello che si vende e non vendere quello che si costruisce. Nel senso che bisogna capire quello che il pubblico vuole. Ho imparato che bisogna camminare davanti ai problemi. Ho imparato che la concorrenza aiuta a fare sempre meglio; l’importante è che si sia primi”.
Giometti è un figlio d’arte. Inizia a Cattolica il babbo Gino, scomparso nel ’78. Siamo nel ’48 e va a gestire l’arena estiva Nettuno (esiste ancora oggi). Nel ’70, Gino costruisce il cinema Parioli a Torconca (San Giovanni).
L’anno della svolta è l’80. La famiglia acquista l’Ariston a Cattolica. Da qui in avanti partono una serie di acquisizioni e nuove aperture. Il fiore all’occhiello tra le sale è la gestione, dall’86, dello storico teatro all’italiana la Fenice di Senigallia, dove si fanno anche rappresentazioni teatrali.