Rimini. Agricoltura, dalla Regione oltre 7 milioni per 1810 imprese del Riminese

Valconca

Valmarecchia

 

Agricoltura, dalla Regione oltre 7 milioni per 1810 imprese. Si tratta di un importante finanziamento erogato dall’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura dal 16 ottobre al 30 novembre, come “anticipo” previsto dalla Politica agricola comune europea (Pac).
In totale, le risorse per il territorio emiliano-romagnolo ammontano a 241 milioni di euro, a beneficio di 41 mila imprese agricole.
Una preziosa iniezione di liquidità all’inizio della nuova annata agraria, che rientra nei 650 milioni di euro che Agrea indirizza ogni anno agli agricoltori dell’Emilia-Romagna.
“La conferma di un impegno che fa dell’Emilia-Romagna una delle regioni con le migliori performance, in anticipo di circa 6 mesi rispetto agli obiettivi fissati dalla stessa Unione europea per il disimpegno di fine 2020 sui fondi dello sviluppo rurale. – dichiara l’assessora regionale al Bilancio Emma Petitti -. A questo si aggiungo le nuove tecnologie dell’Unione europea, quali foto aeree o satellitari, che permettono un consistente risparmio in termine di costi e tempi sia per la Regione che per i produttori limitando il numero di sopralluoghi. L’agricoltura continua a essere un ambito strategico per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio, capace di garantire lavoro e di diffondere la qualità del Made in Emilia-Romagna”.




Riccione. Albergatori in assemblea il 6 novembre

Palazzo del Turismo
Albergatori in assemblea il 6 novembre, alle ore 17 presso il Palazzo del Turismo di Riccione (P.le Ceccarini 11, Sala Piano Terra). 
In collaborazione con l’Osservatorio Turistico Luigino Montanari vengono trattati gli argomenti:
– Presentazione dei dati turistici alberghieri
– Ma com’è veramente andata l’estate?
– Arrivi, presenze, fatturati e consumi
– Cosa pensano gli albergatori riccionesi della loro città
Partecipano il sindaco di Riccione Renata Tosi, l’assessore al Turismo di Riccione Stefano Caldari, l’amministratore delegato AIRiminum 2014 spa Leonardo Corbucci
L’assemblea è aperta a tutti gli operatori del turismo.



Santarcangelo. Gruppo Maggioli, premiato come impresa responsabile: asilo aziendale e lezioni di yoga…

Cristina Maggioli

Gruppo Maggioli, premiato come impresa responsabile: asilo aziendale e lezioni di yoga per i dipendenti… L’impresa di Santarcangelo  ha ritirato a Ravenna il Premio Innovatori Responsabili.  Ha ricevuto una menzione speciale per il progetto “Benessere e Commitment in Azienda” del Premio Innovatori Responsabili istituito dalla Regione Emilia Romagna. E’ risultata tra i 32 progetti premiati, scelti tra i 139 candidati da tutta l’Emilia-Romagna. A ritirarlo Cristina Maggioli, responsabile risorse umane;
La giornata conclusiva della quinta edizione del Premio, con cui la Regione promuove e valorizza i progetti realizzati da imprese, associazioni e istituzioni pubbliche impegnate nell’attuazione degli obiettivi di sostenibilità indicati dall’ONU con l’Agenda 2030, si è tenuta nel Museo Classis di Ravenna, frutto di un importante intervento di recupero di un ex zuccherificio inserito nella suggestiva cornice del Parco Archeologico di Classe.  




Pesaro. Economia, cresce l’export. Nel 2018: 2,63 miliardi di euro

Gino Sabatini (al centro). Alla sua sinistra Salvatore Giordano

Economia, cresce l’export: più 5,5%. Nel 2018: più 2,63 miliardi. Erano 2,49 miliardi nel 2017 e 2,46 nel 2016. “L’economia della provincia di Pesaro Urbino è più performante rispetto all’andamento delle altre province marchigiane, ma si tratta di un dato medio perché si vanno accentuando le differenze tra le aziende che crescono e quelle che sono in difficoltà e questo è motivo di forte preoccupazione”. Lo ha detto il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, incontrando i giornalisti al Palazzo dell’Economia di Pesaro, sede della territoriale.

“In particolare, a faticare sono le aziende della subfornitura – ha aggiunto – e sono queste che vanno sostenute in modo particolare: come ente camerale abbiamo messo a disposizione finanziamenti complessivi per 3,9 milioni di euro finalizzati a progetti seri e coerenti di sviluppo, risorse che vanno immediatamente nella loro disponibilità”. Secondo Sabatini, inoltre, “in una situazione congiunturale ancora complessa, una spinta decisiva potrà arrivare dalle aziende più performanti, che hanno la forza di imporre ai più piccoli nuovi paradigmi tecnologici e organizzativi, stimolando un effetto trascinamento nel medio periodo”.
Le aziende pesaresi hanno finora risposto positivamente alle iniziative di sostegno messe in campo dalla Camera di Commercio delle Marche: alla scadenza odierna del bando per i contributi alla partecipazione alle fiere, sono pervenute circa 130 domande, un centinaio delle quali provenienti da aziende manifatturiere (soprattutto mobile e meccanica). Gli eventi fieristici finanziati si sono svolti principalmente in Italia (60 eventi), Europa (44, specie in Germania e Francia) e 20 in paesi extraeuropei, soprattutto Cina, Stati Uniti e Paesi Arabi.
Restano ancora aperti, tra gli altri, i bandi per contributi per gli investimenti (il fondo è da 500 mila euro), per l’acquisizione dell’attestazione SOA (250 mila euro a favore delle imprese del settore costruzioni), per la promozione dei comuni (fondo da 160 mila euro per la sola provincia di Pesaro Urbino). “Abbiamo messo in campo misure che puntano ad avere un impatto sul maggior numero possibile di imprese marchigiane – ha chiosato il presidente Sabatini – utilizzando per clima di dialogo e di coesione che si respira all’interno della Camera regionale, dove il sistema associativo ha trovato una convergenza programmatica che ci consente di non abbandonare i territori, ma di avere più forza nel confronto con la Regione Marche e con il governo”.
Ha parlato di “semplificazione” il vicepresidente Salvatore Giordano, sottolineando il ruolo della Camera di Commercio delle Marche nel processo di sburocratizzazione delle procedure amministrative. “Abbiamo le idee chiare – ha spiegato -: far sì che l’imprenditore intenzionato ad avviare una nuova attività o a integrare una esistente e che si confronta attraverso il Suap, sportello che oggi ha modalità di accesso e procedure diverse da comune a comune, possa avere un approccio online uguale e uniforme in tutti i comuni delle Marche”. “Non è una chimera ma un progetto concreto – ha sottolineato -, già adottato da regioni leader come Lombardia e Veneto, sul quale siamo intenzionati a costruire un percorso virtuoso e convergente con tutte le amministrazioni locali della regione”. “La digitalizzazione dei procedimenti amministrativi – ha concluso il vicepresidente – sarà utile anche a rendere più efficace ed efficiente l’attività del Suap, che già oggi si occupa di far dialogare tra loro tutte le amministrazioni competenti a rilasciare i numerosi pareri e atti di assenso (ad esempio, Usl, Provincia, Comune, municipalizzata, ndr.) necessari per svolgere una qualsiasi attività economica”.




Rimini. RiminiWellness, numeri record

2 giugno 2019 – RiminiWellness, numeri record  per la 14^ edizione:  business, formazione e divertimento i pilastri che hanno portato soddisfazione agli operatori, ottimi affari e importante affluenza di pubblico, anche internazionale.  RiminiWellness è la più grande kermesse al mondo dedicata al fitness, benessere, sport, cultura fisica e sana alimentazione, organizzata da Italian Exhibition Group, dopo quattro intensi giorni, si chiude oggi segnando un nuovo anno di successi.

Presenze in crescita, interesse del mondo professionale e conferma dei pilastri della manifestazione rappresentati da business, formazione e divertimento. Piena è stata la soddisfazione da parte degli operatori coinvolti, ottimi gli affari e grande l’affluenza del pubblico, sia professionale sia amatoriale.

Numeri impressionanti anche quest’anno: oltre 80 i Paesi presenti, tra espositori, delegazioni e visitatori, che evidenziano il carattere sempre più internazionale della manifestazione, oltre 400 aziende su 170mila metri quadrati, indoor e outdoor 200 convegni, incontri e appuntamenti per la sezione professionale, 1500 ore di lezioni e workout, circa 2000 sessioni di allenamento e oltre 20 km di territorio pulsante, con l’intera riviera in movimento. Le aziende e gli eventi di RiminiWellness sono stati al centro di un’imponente copertura mediatica che ha sfiorato i 200 milioni di contatti. Nei quattro giorni la manifestazione è diventata trending topic sui social e sui media, mantenendosi tra gli eventi più segnalati e partecipati della rete, grazie alla sua capacità di mostrare in anteprima discipline e allenamenti mai provati finora, contenuti questi ultimi molto interessanti per un consumatore sempre più “affamato” di novità.

Grande apprezzamento per Pro.Fit – l’area dedicata ai professionisti potenziata quest’anno con particolare riferimento all’aspetto formativo e di certificazione – che si è dimostrata perfetto punto d’incontro tra domanda e offerta.

Una “YOUnique Experience” che ha messo tutti d’accordo, nel soddisfare i bisogni degli operatori di settore, di chi era alla ricerca di aggiornamento formativo e certificazioni riconosciute, fino a chi era a caccia di puro divertimento.

Tanto movimento, irresistibili e uniche le esperienze vissute dai visitatori della manifestazione che fin dal giovedì inaugurale hanno potuto scatenarsi e divertirsi grazie alla ricca offerta di RiminiWellness. E ancora guru del fitness, trend setter e influencer vip dello spettacolo, famosi chef e food blogger per un appuntamento che sempre catalizza e anticipa le tendenze e le innovazioni da tutto il mondo.

RiminiWellness si è confermata specchio del mercato: così come è aumentata la consapevolezza da parte dell’utente che oggi fa attività fisica con nuove motivazioni rispetto al passato, allo stesso modo la manifestazione si è evoluta, mostrando di anticipare i trend e di saper ospitare le nuove esigenze dell’intero comparto, declinando anche tutte le innovazioni tecnologiche e di interconnessione.

Tutte le sezioni della fiera internazionale (RiminiSteel, Pro.Fit, FoodWell Expo e Riabilitec) hanno lavorato molto bene. Importante è stata l’affluenza di pubblico nell’area dedicata alla cultura fisica così come molto frequentata la zona FoodWell, con food blogger e professionisti dell’alimentazione. Tutti i palchi sono stati presi d’assalto animati dai più acclamati presenter dell’universo fitness.




Rimini. Gruppo Aureli, nuova mossa: Aetna compra il 100% di Ocme

Gli Aureli (soci Scm) con Aetna Group acquista il 100% di Ocme. Nel 2017 era entrata nel capitale sociale della famiglia Gatteschi di Parma. Insieme fatturano circa 300 milioni di euro.  La società riminese è leader nel mondo, nelle tecnologie del packaging e della logistica. Conta oltre 1.500 dipendenti, di cui oltre 700 all’estero negli stabilimenti produttivi di Stati Uniti, Brasile, Cina, oltre a 15 filiali che forniscono un eccellente servizio di assistenza tecnica e di ricambi nei principali paesi del mondo: Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Messico, Brasile, Cina, Tailandia, Sud Africa…

Si legge nel sito: “Il fatturato annuale, superiore ai 200 milioni di euro, è realizzato attraverso i marchi: ROBOPAC, ROBOPAC SYSTEMS, ROBOPAC PACKERS, IMSB ROBOPAC E TOPTIER ROBOPAC che operano in 7 stabilimenti produttivi di cui 5 nella packaging valley, 1 in Brasile e 1 negli USA. La quota export è pari al 90%. Ogni anno circa il 4% del fatturato viene investito in R&D, per garantire soluzioni tecnologiche innovative in grado di offrire reali vantaggi ai clienti.
Con oltre 150.000 macchine vendute e istallate in tutto il mondo, AETNA GROUP è quindi in grado di offrire una vastissima gamma di soluzioni e servizi per le più svariate esigenze nel settore del packaging”.




Pesaro. Papalini, Confindustria: “Non possiamo continuare a sostenere continui aumenti del costo dell’energia elettrica”

Mauro Papalini, Confindustria: “Non possiamo continuare a sostenere continui aumenti del costo dell’energia elettrica”. E’ l’allarme del presidente degli industriali pesaresi nel corso dell’assemblea del consorzio Confindustria Energia Adriatica.
L’assemblea si è tenuta presso la Pershing Yacht–Ferretti Group di Mondolfo: “Una location voluta – ha detto Papalini – perché è un’azienda innovativa, ha visione, una fortissima presenza all’estero, ed ha una positiva ricaduta sulla nostra comunità”.
Parlando di costi dell’energia, il presidente ha fatto notare che, a partire dal 2017 e anche per via di alcune delibere comunitarie, il costo della carbon tax sulle emissioni di CO2 “si è quintuplicato, passando da 5 a 25 euro a tonnellata nel giro di pochi mesi, generando di rimando, un significativo aumento della bolletta elettrica per il momento non accompagnata da un beneficio per l’ambiente”. Papalini ha ricordato che “le Marche sono una regione prettamente manifatturiera e con forte vocazione all’export” e che “una nostra impresa si deve ormai confrontare con la concorrenza internazionale e non solo Europea”. “Parliamo da anni di aumento della produttività e di incremento dell’export – ha affermato -, ma la verità è che, in una condizione di evidente deficit di competitività spesso anche i troppi vincoli burocratici – compresi quelli per l’accesso ai finanziamenti – rendono problematica la realizzazione di impianti di produzione”.
Secondo il presidente Papalini, che guida anche il consorzio Confindustria Energia Adriatica, “non c’è dubbio che il tema dell’energia elettrica, della sua produzione e distribuzione, nel rispetto dell’ambiente e dei target europei debba essere centrale nella prossima agenda di Bruxelles, ma ritengo necessario trovare un equilibrio tra politiche ambientali, obiettivi di decarbonizzare per la produzione di energia e costi di approvvigionamento per il sistema delle imprese”.
Una via possibile per il nostro paese l’ha tracciata Massimo Beccarello, uno dei massimi esperti del sistema confederale sulle tematiche energetiche e ambientali, presentando in anteprima una revisione complessiva del mercato energetico, attraverso l’utilizzo di soluzioni evolute, ed investimenti che potrebbero arrivare a 300 miliardi in 10 anni. “Faranno parte delle prossime attività di Confindustria Energia Adriatica – ha anticipato Andrea Baroni, procuratore del consorzio -, con l’obiettivo di sfruttare le fonti rinnovabili con un nuovo paradigma energetico, nel quale il consumatore diventa attore principale negli equilibri del mercato”.
Ad oggi, il consorzio Confindustria Energia Adriatica serve oltre 600 clienti concentrante nel centro nord, ed oltre 40 provincie. Il fatturato 2018 si attesta su 34 milioni ed è prevista per il 2019 una crescita del 5%. All’evento, erano presenti, insieme a diversi soci del Consorzio e di Confindustria, tutti i grandi consumatori di energia nella nostra area, fra i quali Profilglass, Benelli Armi, Scavolini, YKK, Fiam, Messersì Packaging, Biesse, Prb, Salcavi, Prefabbricati Ricci, Sititalia, Tecnoal, Ilva, Ferretti Group oltre alle grandi aziende interessate al futuro degli scenari mondiali nel settore energia, come Renco.




Morciano di Romagna. Assemblea soci Banca Popolare Valconca: vince la Lista 1; seconda la 2

Assemblea soci Banca Popolare Valconca: vince la lista 1; seconda la 2. Tenutasi il 26 maggio, al padiglione fieristico, 2mila soci ad approvare il bilancio 2018 (un milione di utile) ed il rinnovo del consiglio d’amministrazione.  Con il 57,80% ha vinto la Lista n.1 ATA – MONTANARI – ANGELINI. L’’esercizio si è chiuso con un risultato netto positivo di euro 991.922 euro, cifra che sarebbe stato di circa 2milioni, se non ci fossero stati i contributi per i salvataggi di altre banche. Il Bilancio, che vede quindi un utile di circa 1 milione di euro, è stato approvato con 72,59% voti favorevoli, pari a un valore di 5.068.021 azioni; alla votazione, avvenuta con sistema elettronico si sono astenuti il 18,91% (1.320.310 azioni), 4,99% contrari (348,562 azioni) e il 3,51% di non votanti.
A seguire è stato nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione. Quattro le liste.
Ha vinto la Lista 1 grazie al 57,80% dei voti (pari ad un valore d’azioni di 4.025.655 euro). La lista denominata ATA – MONTANARI – ANGELINI è composta da: Costanzo Perlini, Fabio Ronci, Mara Del Baldo, Roberto Ricci, Alessandro Pettinari, Antonio Battarra, Paolo Zamagni, Fabrizio Ferretti, Luciano Arcangeli.
La Lista 2 BOLDRINI – GRASSI ha ricevuto il 34, 37% di preferenze (pari ad un valore di azioni di 2.393.930 euro).

La Lista 4 del consiglio d’amministrazione uscente, che ha ricevuto il 5, 9% (pari ad un valore di azioni di 411.029 euro).

La Lista 3, definita la Lista del Cambiamento, con l’1, 93% (pari ad un valore di azioni di 134.365 di euro).

Il nuovo consiglio è composto da 9 persone, 7 della Lista n.1 e i primi 2 della 2.




Rimini. Le banche centrali devono intervenire quando individuano rischi per la stabilità finanziaria? Il tema del libro di Ignazio Visco

Carlo Clericetti

di Carlo Clericetti*

Le banche centrali devono intervenire quando individuano rischi per la stabilità finanziaria, anche se l’inflazione è sotto controllo? E’ questo uno dei problemi affrontato nell’ultimo libro del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Il titolo è “Anni difficili” (ed. Il Mulino) e si intuisce subito a che cosa si riferisca: ripercorre gli anni della crisi. Gli spunti sono molti e ci proponiamo di tornarci sopra, ma qui vorremmo parlare del problema appena enunciato.

Visco comincia con il ricordare che prima della crisi vigeva il “Jackson Hole consensus”. Jackson Hole è una località degli Stati Uniti sede di un tradizionale incontro dei banchieri centrali, e il “consensus” consisteva nel fatto che “i movimenti dei corsi delle attività finanziarie richiedono una risposta da parte delle banche centrali solo nella misura in cui questi hanno avuto un impatto sul prodotto e sull’inflazione”. In altre parole, le banche centrali non devono occuparsi delle “bolle”. E in effetti nei vari casi prima della crisi non se ne sono occupate affatto: basti pensare, per gli Stati Uniti, alla bolla delle dot-com, quando – all’inizio del secolo – le quotazioni dei titoli legati ad Internet raggiunsero quotazioni pazzesche; o, qualche anno dopo, alla bolla del settore immobiliare che avrebbe dato origine alla crisi.

Ma “gli enormi costi economici e sociali della crisi hanno rafforzato l’opinione alternativa, che condivido, secondo cui in alcune circostanze le banche centrali devono invece agire preventivamente per contrastare rischi per la stabilità finanziaria che possono trasformarsi in una crisi sistemica, anche quando la stabilità dei prezzi non sembra essere in pericolo”. Ci voleva un disastro mondiale per far venire qualche dubbio sulle nefaste teorie che dominano dagli anni ’70, secondo cui le banche centrali devono occuparsi solo dell’inflazione e non agire in modo discrezionale, ma secondo “regole” prestabilite, qualunque sia la situazione. Tanto l’economia tende naturalmente all’equilibrio, se non la si disturba con decisioni arbitrarie. Che poi questo equilibrio sia come l’araba fenice, che secondo il detto popolare “che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”, questo non rileva: chi ha una fede (altro che scienza!) non si lascia disturbare da obiezioni di sorta. Si è arrivati persino a stabilire con un’equazione quale debba essere la quantità di moneta ottimale, tanto perché i banchieri centrali non si lascino influenzare da quello che succede: si chiama “regola di Taylor” (dal nome di chi l’ha elaborata) e viene tuttora utilizzata. Se le cose stessero così, viene da pensare, non servirebbe che alla guida di una banca centrale si metta un autorevole economista: basta un ragioniere con una Divisumma (la mitica calcolatrice meccanica della Olivetti).

Dopo il disastro, dunque, sembra che si sia cambiata idea sull’opportunità di intervenire prima dello scoppio delle bolle, e non soltanto dopo per limitare i danni. Sembra, perché se il concetto è accettato in linea teorica, su come intervenire esistono ancora molti dissensi. Ciò nonostante, Visco si schiera a favore dell’utilizzo preventivo dei tassi ufficiali, non solo perché le ricerche più recenti hanno concluso che hanno un impatto sul credito maggiore di quanto si credesse, ma anche perché il loro movimento può essere tarato sulla leva finanziaria delle banche, superando il problema di decidere se sia in corso una bolla o meno. Agli economisti, evidentemente, non basta l’evidenza di prezzi (delle azioni o degli immobili) che vanno alle stelle, né ci si accontenta di indicatori che pure gli investitori utilizzano, come ad esempio il rapporto prezzo-utili per le azioni.

Una manovra sui tassi, secondo il governatore, è più efficace dell’altra opzione dei banchieri centrali, ossia l’utilizzo della riserva di capitale anticiclica, che agisce in un ambito limitato, mentre i tassi influenzano le condizioni finanziarie aggregate.

Visco osserva però che anche l’obiezione principale di chi non concorda con questa impostazione ha una sua validità. Proprio il fatto che una manovra sui tassi ha effetti generali costituisce anche una controindicazione: in altre parole, una manovra sui tassi non si può mirare solo sulla bolla, ma avrà effetti restrittivi su tutta l’economia. E ricorda l’episodio del 2010 in cui la Banca centrale svedese (Riksbank) ha attuato una restrizione monetaria per combattere una bolla che si stava formando nel settore dell’edilizia residenziale: dopo un anno ha dovuto fare marcia indietro, perché era aumentata la disoccupazione e il paese rischiava la deflazione. E’ quindi necessaria grande cautela.

Il dibattito è molto interessante, ma – forse per un limite di chi scrive – risulta difficile capire perché non si accenni nemmeno a un altro possibile strumento, che non è nella disponibilità dei banchieri centrali ma è comunque un fattore importante della politica economica, ossia le tasse. Perché una bolla non potrebbe essere affrontata con un uso mirato di questo strumento? Se c’è il rischio di una bolla immobiliare gonfiata dai tassi storicamente bassi, non sarebbe più semplice, per esempio, aumentare la tassazione sui mutui e sulle transazioni immobiliari? Un provvedimento del genere inciderebbe solo sul fenomeno che si vuole controllare, con effetti limitati sul resto dell’economia.

Anche se la bolla è invece sui corsi azionari si può intervenire con una tassa ad hoc. In proposito c’è un illustre precedente, quello della “Tobin tax” (dal nome di chi l’aveva proposta, il premio Nobel James Tobin). Nella sua accezione originale doveva servire a ridurre le cosiddette “transazioni ad alta frequenza”, quelle gestite in automatico dai computer che aumentano la volatilità dei mercati e spesso fanno disastri. Queste transazioni vengono fatte su profitti minimi, perché essendo innumerevoli bastano quelli per accumulare enormi guadagni. E’ quindi sufficiente una piccola tassa per rendere non più convenienti la maggior parte di quelle transazioni, restituendo maggiore stabilità al mercato. Ma il concetto potrebbe benissimo essere esteso: quando si individua la formazione di una bolla, si aumentano le tasse sulle transazioni, o meglio ancora sui guadagni, o in qualsiasi altro modo che sia adatto a impedire quella che l’ex presidente della Fed Alan Greenspan definì “esuberanza irrazionale”.

Insomma, anche se a carissimo prezzo la crisi un passo avanti lo ha fatto fare. Al mercato che si auto-regola ormai non ci crede più nessuno, a parte qualche adepto della fede ultraliberista, e questo ha influito anche sull’impostazione del central banking, che è un aspetto fondamentale del governo dell’economia. Pian piano forse si tornerà a pensare che l’intervento pubblico non è inutile e dannoso, e non solo in materia di moneta. Speriamo che non ci voglia un altro disastro perché questa idea si affermi completamente.

*Già direttore di Affari & Finanza di Repubblica




Rimini. Imprese agricole, sono in flessione (meno 0,6%). Solo 108 milioni di fatturato

L’agricoltura in provincia di Rimini
Al 31 dicembre in provincia di Rimini sono presenti 2.510 imprese agricole attive, pari al 7,3% del totale (14,1% in Emilia-Romagna e 14,4% in Italia). Le imprese del settore sono in flessione dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2017 (-1,7% a livello regionale e -0.5% a livello nazionale). L’8,8% delle imprese agricole della provincia è classificato come “produttore biologico” (in regione l’incidenza è pari al 7,7%).
La Produzione Lorda Vendibile (PLV) provinciale stimata per il 2018 risulta pari a 108,4 milioni di euro correnti (+11,7% rispetto alla PLV del 2017). La PLV delle erbacee (pari al 56,2% del totale, +8,3% la dinamica) è stata influenzata positivamente dal buon andamento produttivo delle colture foraggere e dalla funghicoltura; in flessione, invece, la PLV di orticole e cereali. Nel comparto frutticolo si apprezza un incremento della PLV (+24,0%), per il recupero produttivo di vite e olivo. In crescita la PLV del comparto zootecnico (+13,6%), con positive performance delle carni (avicoli) e dei prodotti zootecnici (uova e miele).
Con riferimento al comparto Pesca, al 31/12/2018 esso si costituisce di 206 imprese attive (l’8,2% del totale di quelle del settore agricoltura e l’11,6% dei relativi addetti), in flessione del 2,8% rispetto al 2017. Nel mercato ittico di Rimini, nel 2018, il valore del pescato commercializzato è stato pari a 10 milioni di euro (+3,8% rispetto al 2017).

L’agricoltura nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini)
Nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) al 31/12/2018 si contano 9.059 imprese agricole attive, pari al 12,7% del totale (14,1% in Emilia-Romagna e 14,4% in Italia). Le imprese del settore sono in flessione dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2017 (-1,7% a livello regionale e -0.5% a livello nazionale). Il 9,5% delle imprese agricole del territorio è classificato come “produttore biologico” (in regione l’incidenza è pari al 7,7%).
Il valore aggiunto prodotto dall’agricoltura costituisce il 2,0% del valore aggiunto totale del territorio Romagna e il 12,2% di quello agricolo regionale. La produzione lorda vendibile (PLV) agricola generata nel territorio Romagna è pari al 13,6% di quella regionale.
Gli addetti al settore agricoltura sono il 5,2% del totale Romagna. Circa un terzo degli addetti all’agricoltura in Emilia-Romagna (il 32,9%) sono localizzati sul territorio Romagna.

Il Rapporto completo, le sezioni relative ai territori di Forlì-Cesena e di Rimini e i materiali delle presentazioni sono pubblicati nel sito della Camera di commercio all’indirizzo www.romagna.camcom.it.