Rimini. Revolutions, l’arte italiana nel turbulento trentennio 1989 al 2019 in mostra a Caste Sismondo

14.6.2019. Revolutions, l’arte italiana dal 1989 al 2019 in mostra a Caste Sismondo  dal 6 luglio al 25 agosto. Opere di: Mario Airò, Maurizio Arcangeli, Stefano Arienti, Salvatore Astore, Massimo Barzagli, Luca Caccioni, Paolo Canevari, Maurizio Cannavacciuolo, Monica Carocci, Gennaro Castellano, Antonio Catelani, Maurizio Cattelan, Umberto Cavenago, Marco Cingolani, Vittorio Corsini, Cuoghi e Corsello, Daniela De Lorenzo, Enrico De Paris, Mario Dellavedova, Gabriele Di Matteo, Nathalie du Pasquier, Chiara Dynys, Pablo Echaurren, Sergio Fermariello, Formento Sossella, Giovanni Frangi, Daniele Galliano, Massimo Giacon, Igort, Massimo Kaufmann, Thorsten Kirchhoff, Corrado Levi, Eva Marisaldi, Amedeo Martegani, Marco Mazzucconi, Alessandro Mendini, Vittorio Messina, Gian Marco Montesano, Liliana Moro, Occhio Magico, Luca Pancrazzi, Alessandro Papetti, Fabrizio Passarella, Alessandro Pessoli, Marco Petrus, Cesare Pietroiusti, Luca Pignatelli, Alfredo Pirri, Premiata Ditta S.a.s, Pierluigi Pusole, Sergio Ragalzi, Andrea Renzini, Alessandra Spranzi, Grazia Toderi, Tommaso Tozzi, Vedovamazzei, Velasco, Maurizio Vetrugno, Luca Vitone, Bruno Zanichelli.  Progetto del Comune di Rimini, è a cura di Luca Beatrice.

Crolla il Muro di Berlino e nasce Internet. Un ragazzo cinese si ferma davanti a un carroarmato in piazza Tienanmen e finisce l’Unione Sovietica. Il Milan di Sacchi conquista l’Europa e in Italia si giocano i campionati mondiali di calcio. Il Partito Comunista Italiano diventa Partito Democratico della Sinistra e i Nirvana, con Nevermind, portano al successo il grunge, gli italiani scoprono i telefonini e scoppia la prima Guerra del Golfo.
Sono solo alcuni dei tanti fatti che hanno contraddistinto tre incredibili anni. Dal 1989 al 1991 il mondo cambia, quando ancora il Duemila era lontano. Anni di rivoluzioni i cui effetti giungono fino a noi. Anni di promesse, mancate e mantenute, di speranze e illusioni. Anni ricchi di energia. Anni in cui i giovani sentivano addosso la forza del nuovo.
E l’arte? Straordinaria vitalità, sulla coda di un decennio che aveva riportato l’Italia sui maggiori palcoscenici internazionali, espressa soprattutto dalle nuove generazioni. Mentre al Centre Pompidou di Parigi con Les Magiciens de la terre lo sguardo dell’occidente si volge verso nuove culture e altri mondi, nel nostro Paese emergono tanti giovani artisti dal mondo indipendente, dagli spazi alternativi, dalle gallerie di proposta e dai primi musei interamente dedicati al contemporaneo.Ipotesi arte giovane promossa dalla rivista Flash Art a Milano, Una scena emergente al Museo Pecci di Prato, Anni ’90curata da Renato Barilli in Emilia Romagna sono alcune tra le mostre più significative inaugurate tra 1989 e 1991. Ne viene fuori una microgenerazione che, rispetto alla pittura degli anni ’80, utilizza linguaggi diversi e complementari, guarda con interesse alla tecnologia, approfondisce il pensiero debole e si ritaglia spazi più intimi, privati, rispondendo così all’impatto rivoluzionario della storia.
Cosa è rimasto, di tutto questo, trent’anni dopo? Come tutte le culture, anche l’arte è entrata nella globalizzazione, la questione del localismo (nonostante alcune espressioni politiche tendano a riproporlo) è addirittura antistorica. Eppure nel passaggio epocale dei primi anni ’90, l’arte italiana si proponeva ancora tra le più vivaci in Europa.
Di quelle esperienze, la mostra REVOLUTIONS testimonia, attraverso oltre sessanta opere, l’ottima salute dei giovani italiani, nati generalmente tra gli anni ’50 e i ’60. Una fitta rete che si estende da nord a sud, dalle metropoli alla provincia, confermando ancora una volta l’Italia come un Paese multicentrico.
A Castel Sismondo di Rimini (città già protagonista tra 1989 e 1991, sede di una parte della mostra Anni ’90, funestata dalla mucillagine algosa nell’estate del 1989 e palcoscenico del congresso in cui si sciolse il PCI) Luca Beatrice presenta le opere dell’Italia giovane di allora.

INFO E CONTATTI
Castel Sismondo
Piazza Malatesta, 47921 – Rimini
INGRESSO LIBERO
orario: 18 – 23 | tutti i giorni, lunedì chiuso
mail: musei@comune.rimini.it
tel: 0541 704416




Cattolica. Mystfest, Premio Gran Giallo 110 lavori in gara

Il manifesto 2019 di Alessandro Baronciani

Mystfest, Premio Gran Giallo 110 lavori. Dal 26 al 30 giugno, l’appuntamento alla 46esima edizione.
Le regioni più rappresentate sono l’Emilia Romagna e il Lazio, entrambe con 18 partecipanti, seguite dalla Lombardia con 15.
Ora la parola passa alla “pregiuria”, che dopo la prima scrematura lascerà il testimone alla giuria, composta da Cristiana Astori, Annamaria Fassio, Franco Forte, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi e Simonetta Salvetti.
La premiazione prevista sabato 29 giugno a Cattolica, unitamente alla proclamazione del romanzo vincitore del Premio Alberto Tedeschi 2019 per il miglior romanzo giallo intitolato allo storico fondatore de Il Giallo Mondadori, e tornerà il premio nato nel 2018 e dedicato ad Alan D. Altieri, scrittore prematuramente scomparso.
Il Premio viene assegnato durante una manifestazione che porta a Cattolica alcuni tra i più grandi giallisti di fama mondiale insieme a registi, attori, musicisti e performer tra i più importanti.
L’immagine del MystFest 2019 è stata creata da Alessandro Baronciani, fumettista, illustratore e musicista.

MystFest è organizzato da Comune di Cattolica, Assessorato alla Cultura Servizio Cinema-Teatro, con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna in collaborazione con Mondadori, Circolo del Cinema Toby Dammit, Astorina, e Diabolik Club e il sostegno di Sgr Servizi, Aeffe Group, Ristorante Gente di Mare.




Rimini. Due giugno, Festa delle Repubblica: un giorno di festeggiamenti. Concerto al Galli

Due giugno, Festa delle Repubblica, un giorno di festeggiamenti. Prende avvio alle ore 9,30 la cerimonia per festeggiare il 73° anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Dopo il raduno delle autorità e della cittadinanza in via IV Novembre davanti al Palazzo del Governo la cerimonia ha inizio con lo schieramento delle Forze armate, delle Forze dell’ordine e dei Corpi di soccorso pubblico.
Segue la lettura e commento di brani a tema a cura degli alunni del circolo 6 di Rimini e la consegna delle medaglie d’onore ai familiari di cittadini italiani militari internati nei lager nazisti per concludersi con la consegna delle onorificenze Omri.
Alle ore 10,30 il Brindisi alla Repubblica, con la collaborazione dell’istituto scolastico “Malatesta” e inaugurazione degli spazi espositivi: “Riminesi al voto per la Repubblica italiana”, mostra documentaria a cura della Prefettura di Rimini e dell’Archivio di Stato di Rimini, con la collaborazione della Biblioteca Civica Gambalunga e il supporto tecnico del Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”e dell’Archivio di Stato di Forlì; “Repubblica: partecipazione e creatività”, esposizione di elaborati scenografici degli allievi del Liceo artistico statale “Serpieri”; “Domus Praefecti”.
Alle ore 11 presentazione del lavoro degli studenti del Circolo 6 di Rimini scuola “G. Rodari”.
Nella serata, alle ore 21, al Teatro Amintore Galli, il tradizionale concerto della Banda città di Rimini, diretta dal M° Jader Abbondanza.




San Marino. La spiritualità di Ballarin illustrata all’Istituto culturale turco di Roma

L’ambasciatore Giorgio Girelli e l’ambasciatore di Turchia presso la Santa Sede Lütfullah Gӧktaș

L’ambasciatore Giorgio Girelli (a destra) con Luigi Ballarin

 

di Giorgio Girelli *

L’intensa attività dell’Istituto Culturale turco a Roma (Yunus Emre Enstitüsü) si è arricchito, per la solerte e feconda iniziativa della sua direttrice Sevim Aktas, di un ulteriore attraente evento: la mostra del pittore veneto Luigi Ballarin, riassunta nel titolo “L’Islam e la preghiera”.
Siamo dinanzi ad un singolare personaggio veneziano che questa volta non confligge con gli ottomani ma anzi, con la sua arte – come rileva Giuseppe Salerno – “getta ponti e stabilisce connessioni tra mondi lontani”. L’ambasciatore di Turchia presso la Santa Sede Lütfullah Gӧktaș ha aperto la manifestazione con elevate parole ponendo in rilievo la spiritualità della pittura di Ballarin e non ha poi mancato di richiamare, dinanzi ai problemi che il mondo oggi presenta, la necessità di alimentare l’approfondimento delle conoscenze reciproche per debellare, nel rispetto delle rispettive peculiarità, i pregiudizi e rafforzare convivenza e collaborazione tra i popoli alimentando così un contributo prezioso all’incontro e alla crescita del patrimonio condiviso. Concetti che trovano rispondenza nel messaggio che il Pontificio Consiglio vaticano per il dialogo interreligioso ha inviato ai musulmani nel mese del Ramadan: “Noi musulmani e cristiani siamo chiamati ad aprirci agli altri, conoscendoli e riconoscendoli come fratelli e sorelle. Così possiamo abbattere i muri alzati dalla paura e dalla ignoranza.” E già anche Averroè, secoli addietro, come ricorda lo scrittore franco-egiziano Gilbert Sinouè, scriveva: “L’ignoranza porta alla paura, la paura porta all’odio, l’odio porta alla violenza”. Valori familiari – mi sia consentito il richiamo – alla Repubblica di San Marino che da otto secoli pratica libertà, tolleranza e accoglienza, come ha attestato l’Unesco elevando il piccolo Stato a Patrimonio della umanità.
Ballarin trascorre la sua vita tra Roma e Istanbul, fonte della sua ispirazione artistica che lo porta a scoprire “quanto siano vicine a noi le realtà che definivamo lontane”. L’artista si immerge in una atmosfera universale di preghiera, spiritualità e mistero. Per questo le sue opere non sono “decorative” ma momenti essenziali di una ricerca profonda. Alla preghiera – per riprendere le parole di Salerno – nella quale tutti, sia pure con modalità diverse, sono impegnati, l’artista veneto dedica i suoi lavori: moschee, minareti, Dervisci, tappeti, grandi adunate di fedeli sono oggetto di rappresentazioni che cercano il contatto con il trascendente e l’avvicinamento al sacro.

*Ambasciatore di San Marino in Turchia

 




Rimini. Museo degli Sguardi, incontri di primavera

Museo degli Sguardi, incontri di primavera.
Doppio appuntamento, sabato 18 e domenica 19 maggio, per PRIMAVERA AL MUSEO, ciclo di incontri tra la primavera e l’estate 2019 che si propone di far conoscere a sempre più riminesi e turisti la ricca collezione artistica del Museo degli Sguardi, piccolo scrigno di tesori sul colle di Covignano.
L’iniziativa rientra tra le azioni di AL MUSEO con IN-CONTRO. Un museo come spazio di condivisione e solidarietà, progetto più ampio e articolato che nasce dalla collaborazione tra le associazioni di volontariato Vite in Transito e Orizzonti Nuovi e l’associazione di promozione sociale La Bottega Culturale, reso possibile grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna.

E nasce proprio dall’incanto che suscita il luogo – Palazzo Alvarado e il suo giardino con piante secolari – l’idea delle proposte primaverili ed estive che, accompagnando il visitatore tra le sale del museo e il territorio circostante, lo invita a spingere lo sguardo oltre i “confini” più immediati per avvicinarsi a mondi e culture lontane, per comprenderne significati e condividerne valori. Un invito ad accogliere, conoscere, tollerare la diversità, in tutte le sue sfaccettature.

Si torna invece a camminare – dopo la felice e riuscita esperienza di domenica 14 aprile scorso -, domenica 19 maggio a partire dalle 16, con la Passeggiata tra Arte&Natura attraverso un itinerario che si snoderà tra i sentieri del colle di Covignano e che permetterà ai visitatori di scoprire le meraviglie artistiche del Santuario delle Grazie e della residenza del nobile Don Giovanni Antonio De Alvarado, attuale sede del Museo degli Sguardi. Ad accompagnare i partecipanti lungo il cammino tra arte e natura lo storico dell’arte Alessandro Giovanardi, Alessia Ghirardi, guida ambientale escursionistica GAE e Laura Moretti, guida museale. Informazioni e prenotazioni al 329 1473098.

I prossimi appuntamenti
Domenica 9 giugno ore 17, PASSEGGIATA TRA ARTE&NATURA ITINEARIO DAL MUSEO DEGLI SGUARDI A SAN FORTUNATO (MUSEO DELLA SCOLCA) INFO&PRENOTAZIONI / 329 1473098
Sabato 22 giugno ore 20. Speciale concerto Zam Mustapha Dembele duo MUSICA E NON SOLO… SOSTIENE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DEL RIFUGIATO




Cattolica. Museo della Regina, la direttrice Stoppioni avvicendata dalla Menin

Da sinistra, Laura Menin, Mariano Gennari e Maria Luisa Stoppioni

Museo della Regina, la direttrice Maria Luisa Stoppioni avvicendata da Laura Menin.
Maria Luisa Stoppioni è arrivata al “traguardo” della pensione.
“Il Museo è un luogo vivo della città – dice Stoppioni – che nel tempo ha assunto una sua chiara personalità. È un punto di rifermento per molti giovani, centro di stimolo creativo che riesce ad abbracciare ragazzi dalle più svariate competenze. Quando è arrivato il momento di salutarci ho ricevuto davvero tanti messaggi e testimonianze di affetto, mi hanno reso felice e per certi versi non me li aspettavo”. Adesso la Menin raccoglie questa “grande eredità” e rilancia le attività per il Museo. “Sicuramente porteremo avanti con impegno – spiega la neo direttrice – le attività didattiche dedicate ai più piccoli, alle scuole. Proseguire nella ricerca, nella memoria storica, ripartendo dalla sezione dedicata alla marineria sino ad arrivare al contemporaneo. Lavorare su un museo interattivo, potenziando il valore dell’immagine e del narrato ed prospettando una digitalizzazione del nostro patrimonio”.
Domenica 19 maggio riprendono le passeggiate culturali del Museo della Regina nella bassa e alta Romagna. Appuntamento alle ore 9,00 alla Chiesa di Santa Maria del Piano per una camminata che attraverserà Villa di Sopra, Gualdo, Strada di Gesso, Gaiano. La partecipazione è gratuita, per info e prenotazione: Museo della Regina tel. 0541 966577 – e-mail: museo@cattolica.net o Mario Garattoni, tel. 338 5496422.




Riccione. Con Spadolini, il danzatore nudo, al Vittoriale di Gabriele d’Annunzio

Con Spadolini al Vittoriale di Gabriele d’Annunzio. Sabato 18 maggio, nell’ambito della manifestazione “V’empirò di meraviglia”, che si svolge al “Vittoriale” di Gabriele d’Annunzio, viene proiettato il documentario “Spadò, il danzatore nudo” registrato a Riccione nella sede dell’Atelier Spadolini. Alberto Spadolini (1907 – 1972) diventa amico ed allievo di Gabriele d’Annunzio nel 1924, allorché approda in qualità di decoratore sul Lago di Garda. Nel corso di una passeggiata nel parco del Vittoriale, dopo aver parlato a lungo di bellezza delle statue greche, il Vate ordinò a Spadolini di spogliarsi. Alla replica del giovane: “Ma… i giardinieri…”, gli rispose: “I giardinieri non vedranno quello che io vedo, io solo conto. Guardami in faccia. Il peccato è guardare se ci guardano, poiché in questo caso tu ti associ alla bassezza degli altri. Alza le braccia”. E dopo aver ammirato il corpo del giovane esclamò: “Che bellezza!!!” Grazie all’aiuto di Gabriele d’Annunzio all’inizio degli anni ’30 Spadolini emigra a Parigi ed in breve tempo diventa danzatore con Serge Lifar, coreografo apprezzato da Maurice Ravel, pittore ammirato da Jean Cocteau, attore con Jean Marais, regista con Django Reinhardt, cantante con Mistinguett, conteso da Marlene Dietrich e Josephine Baker …
Sarà presente alla proiezione il riccionese Marco Travaglini, nipote dell’eclettico artista, autore del romanzo “Alberto Spadolini, galeotto fu il lenzuolo”, postfazione di Angelo Chiaretti (Youcanprint, aprile 2019).




Cattolica. Libri, presentazione di “Breve storia del melodramma” di Edoardo Conti

Libri, presentazione di “Breve storia del melodramma” di Edoardo Conti. Interviene il tenore Cristiano Olivieri.
Coordina Silvia Marcolini. Appuntamento: domenica 12 maggio ore 17,30 presso lo SPAZIO°Z di Radio Talpa (via Del Prete, 7 Cattolica)

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti
La conferenza sarà trasmessa in diretta su www.radiotalpa.it
Il tenore cattolichino Cristiano Olivieri nella presentazione del libro scrive: “… Edoardo Conti ci guida con rara intelligenza ed erudizione tra le pieghe di una storia del melodramma tutt’altro che scontata, perché accanto al dispiegarsi dei fatti più o meno conosciuti, ci tratteggia da par suo come in una variegata narrazione, i volti di personaggi, autori, interpreti inconfondibili e fondamentali, piccoli e gustosi aneddoti, sfondi e ambienti sociali in cui la musica lirica e i suoi attori si muovono come in una scena davvero teatrale. Così, senza fermarsi ai dati e alle date tout court e senza rinunciare a valutazioni sull’oggi e sui destini dei conservatori e della musica, egli ci consegna, attraverso la sua lente personale di lettore e ascoltatore appassionato, oltre ad un viaggio nel melodramma e nella vocalità, anche un avvolgente e coraggioso affresco della storia e della cultura”.




Pesaro. Conservatori italiani, Gianluca Floris nuovo presidente

Il tenore Gianluca Floris

 

di Giorgio Girelli

Gianluca Floris è il nuovo presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti dei Conservatori di musica, organo ausiliario del Ministero Istruzione (MIUR). Presidente del Conservatorio di Cagliari “Giovanni Pierluigi da Palestrina” dal 2014, Gianluca Floris era già stato eletto nel precedente Direttivo della Conferenza dei Conservatori, scaduto il 18 aprile scorso. Nell’importante momento di riorganizzazione del comparto della Alta Formazione Artistica e Musicale (del quale fanno parte anche le Accademie di Belle Arti, l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e l’Accademia Nazionale di Danza nonché gli ISIA) la Conferenza Nazionale dei Presidenti dei Conservatori svolgerà, assieme agli analoghi organismi dei Direttori e degli Studenti, un importante ruolo di approfondimento e di suggerimento per il Ministero.
Gianluca Floris è stato eletto all’unanimità dal Consiglio Direttivo della Conferenza, che si è riunito il 3 maggio presso il Conservatorio di Milano e del quale fanno parte: Giovanni Frigo (Presidente del Conservatorio di Verona), Pasquale Maiorano (Presidente del Conservatorio di Firenze), Giuseppe Ministeri (Presidente del Conservatorio di Messina), Raffaello Vignali (Presidente del conservatorio di Milano), nonché, per gli Istituti musicali statizzandi, Donatella Pieri (Presidente dell’ ISSM di Modena) e Claudio Pelis (Presidente dell’ ISSM di Bergamo). Nei giorni scorsi la Conferenza aveva provveduto a designare quale segretario generale l’ambasciatore Giorgio Girelli, presidente emerito del Conservatorio statale Rossini di Pesaro.
Gianluca Floris è un artista lirico (tenore solista e regista) dal 1991 ed ha al suo attivo, oltre ad una lunga e prestigiosa carriera teatrale e musicale, anche numerose pubblicazioni di romanzi e racconti per alcune delle più prestigiose case editrici nazionali, come PIEMME e Mondadori.
“I problemi dei conservatori italiani con i quali noi presidenti abbiamo a che fare – ha dichiarato Gianluca Floris – sono molteplici, ma i primi due sono sicuramente la struttura della governance dei nostri istituti e la condizione degli edifici storici nei quali molti conservatori italiani sono ospitati. Occorrerà una azione coordinata legislativa e regolamentare per affrontare efficacemente queste e altre criticità”.

 

 




Misano Adriatico. Cultura, Nuccio Ordine chiude “Ritratti d’autore”

Serate di grande successo per la cultura a Misano

Cultura, Nuccio Ordine chiude “Ritratti d’autore” venerdi 3 maggio, ore 12, Teatro Astra.
Parla  del classico della sua vita, “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry; racconto senza età, all’apparenza semplice eppure arcano, che sembra destinato a non esaurire i suoi significati. Al centro il mito dell’infanzia, dove tutto è meraviglia e candore, innervato da una selva di simboli che scandiscono la narrazione. Ma è sufficiente ricordare che l’essenziale è invisibile agli occhi o che si è stati bambini per realizzare l’ideale di Uomo? Sarà un’appassionata immersione in un caso letterario unico, dove libro e autore sono divenuti un solo mito.

NUCCIO ORDINE (Diamante, 18 luglio 1958) è un letterato italiano, professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università della Calabria, noto in ambito internazionale per i suoi vivaci interessi per la filosofia italiana e gli studi su Giordano Bruno e sul Rinascimento. Il Presidente della Repubblica lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Collabora alle pagine culturali del Corriere della Sera e a Sette. I suoi libri sono stati tradotti in numerose lingue tra cui cinese, giapponese e russo.
Tra le sue numerose opere si segnalano: La cabala dell’asino. Asinità e conoscenza in Giordano Bruno (Liguori, 1996); L’utilità dell’inutile. Manifesto. Con un saggio di Abraham Flexner (Bompiani, 2013); Classici per la vita – Una piccola biblioteca ideale (La nave di Teseo, 2016); La cabala dell’asino : asinità e conoscenza in Giordano Bruno (La nave di Teseo, 2017); Gli uomini non sono isole : i classici ci aiutano a vivere (La nave di Teseo, 2018).