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Cattolica. Bar Avana, 10 anni…

Davide e Luca Cimarelli

 

Bar Avana, 10 anni… I fratelli Davide e Luca Cimarelli festeggiano domenica 9 gennaio

I fratelli Cimarelli, cattolichini doc, raccontano la storia.

«Abbiamo comprato il Bar Avana, su consiglio dei nostri genitori, che hanno una tabaccheria anche loro in via Toscana – dicono i fratelli -.Ci siamo dati sempre da fare, portando via molto del nostro tempo libero e ci abbiamo messo tanta passione. I primi 5 anni siamo stati solo noi due a mandare avanti l’attività, con il prezioso aiuto dei nostri genitori; poi il quinto anno abbiamo deciso di risistemarlo da cima a fondo. Inoltre, abbiamo cambiato il nostro modo di fare le colazioni, aggiungendo oltre al dolce, anche tante varietà di salati. Abbiamo installato anche 3 maxi schermi per vedere i grandi eventi sportivi: calcio, moto e Formula 1».

«Il nome del bar l’abbiamo ereditato dai precedenti gestori, si è sempre chiamato così e non volevamo cambiarlo».

«Questi ultimi 2 anni sono stati veramente tosti a causa del Covid, perché ci siamo ritrovati prima chiusi, poi solo asporto, poi aperti a “singhiozzo”. Per fortuna il nostro entusiasmo non ci ha fatto chinare la testa e non ci siamo rassegnati. Ora abbiamo acquistato anche un altro bar-tabacchi a Misano Adriatico e fra questi due locali arriviamo a 6 dipendenti. Siamo sempre stati aperti quando potevamo e in qualsiasi situazione!».

«Il nostro segreto è quello di aver creato una famiglia tra noi titolari, i nostri dipendenti e i clienti, ma anche tanta qualità nel servizio, pulizia e cordialità. Per il futuro ci aspettiamo tempi migliori, senza più Covid e finalmente ritornare a vivere spensierati senza queste benedette mascherine e distanziamenti. Ed è per questo che, domenica 9 gennaio, con chi passerà a trovarci faremo semplicemente un brindisi».




Pesaro-Gabicce-Gradara. Turismo, Riviera del San Bartolo: concorso di idee

Parco del San Bartolo

 

Turismo, Riviera del San Bartolo: concorso di idee

 

L’obiettivo, spiegano i promotori del concorso, “è quello di ideare un nuovo logo per la destinazione turistica Riviera del San Bartolo con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione della destinazione e delle specificità del suo patrimonio diffuso (distretto turistico e culturale), con un’attenzione particolare alle policy di sviluppo sostenibile”. Per questo motivo “la brand identity non dovrà limitarsi a promuovere il territorio dal punto di vista geografico, ma dovrà essere in grado di coniugare ed esaltare l’insieme di tutte le risorse espresse dal territorio e i principali valori che possano rendere la destinazione attraente, distintiva, riconoscibile e concorrenziale rispetto alle destinazioni competitors”. Ai soggetti che parteciperanno al concorso sarà dunque chiesto di concentrarsi in particolar modo sui punti di forza della Riviera del San Bartolo. A cominciare dall’enorme offerta sportiva che il territorio è in grado di mettere in campo grazie alle sue infrastrutture e alla sua conformazione (bike, mountain bike, gravel, trekking, nordic walking, parapendio, sport d’acqua) passando naturalmente per la riscoperta degli aspetti naturalistici (escursionismo, percorsi benessere, educazione ecologica ed ambientale) e per le ricchezze culturali (siti di interesse storico, monumentale e museale rappresentati dal Circuito Pesaro Musei, Rocca Demaniale di Gradara, la sinagoga e il cimitero ebraico, i giardini di Villa Caprile, Villa Imperiale, borgo di Fiorenzuola di Focara). Il tutto inserito in un contesto di sostenibilità (utilizzo slow del Parco, mobilità lenta, etc.) e coniugato ai grandi valori di accoglienza e ospitalità degli operatori economici del territorio. Da un lato, dunque, il concetto di vacanza attiva (sport, mare e natura), dall’altro la vacanza contemplativa (storia, arte, musica, luoghi di cultura).

Il soggetto selezionato sarà chiamato a fornire i progetti esecutivi per la realizzazione di una serie di strumenti di comunicazione necessari alla formazione della brand identity: logotipo, modello grafico della home page del sito web, copertina e grafica social network, pieghevole e mappa della destinazione San Bartolo. Le proposte dovranno pervenire entro il 25 gennaio prossimo. In allegato è disponibile il bando completo con informazioni sulle modalità di partecipazione, gli obiettivi, gli elaborati oggetto di proposta. Gli elaborati inviati saranno valutati da una apposita commissione nominata da Gradara Innova.

 

 




Economia. Perché le scelte dei genitori non ricadano sui figli

Vignetta di Cecco

 

Tratto da lavoce.info

DI FRANCESCO BILLARI, professore di Demografia e preside presso l’Università Bocconi di Milano

Considerare i bambini come cittadini può ridurre considerevolmente la riproduzione della disuguaglianza economica tra generazioni. È il lascito principale della sociologa Sara McLanahan. E per questo vengono varate misure che si basano sui figli, più che sui genitori, come l’assegno unico, appena entrato in vigore in Italia.

I bambini come cittadini

Perché le politiche sociali non devono discriminare contro le scelte di vita di coppia? Perché è importante che la società e lo stato sostengano in modo concreto i bambini indipendentemente dalle scelte dei genitori? Essenzialmente, per evitare che gli svantaggi di una generazione si ripercuotano sulla generazione successiva, e oltre ancora. Ossia per evitare che le scelte di vita di una madre o di un padre servano a produrre svantaggi permanenti per i figli. Per questo vengono varate misure che si basano sui figli, piuttosto che sui genitori, come l’assegno unico appena entrato in vigore in Italia, che viene erogato, almeno in parte, indipendentemente dal reddito dei genitori. Trattando i bambini come cittadini e non solo come figli.

Destini divergenti

Sembra ovvio dirlo, ma anni di politiche sociali volte a “incentivare” scelte “sagge” per teenager e genitori, spesso non protetti da istruzione superiore, hanno lasciato più soli i figli di madri sole, di genitori conviventi, di genitori in coppie dello stesso sesso. E non hanno pensato ai bambini, concentrandosi troppo su quello che avevano, o avevano fatto, i genitori.

Il lavoro di Sara McLanahan, sociologa e demografa della famiglia dell’Università di Princeton, che ci ha lasciato proprio alla fine del 2021, ha mostrato invece come le scelte familiari e demografiche di una generazione si intersecano con la disuguaglianza economica. McLanahan ha usato i dati in modo semplice, in una memorabile relazione presidenziale alla Population Association of America pubblicata nel 2004. Ha documentato come le scelte “libere” dei padri e delle madri, nell’era individualizzata della seconda transizione demografica, divengano vincoli pesanti per i figli. Si creano così i “destini divergenti”. Da un lato, coloro che provengono da classi agiate, che si possono permettere di accedere ai comportamenti familiari innovativi e cumulare facilmente i redditi tra madre e padre, creando risorse economiche per i figli. Dall’altro, coloro che provengono da classi più disagiate, con madri (e spesso anche padri) con risorse economiche più limitate e lavori meno gratificanti e flessibili. Per questi ultimi, l’instabilità familiare e di carriera vanno di pari passo, con conseguenze economiche negative sui figli.

Sostenere i bambini

Il lavoro di McLanahan non è stato esente da critiche. In particolare, è discutibile l’idea che il concetto dei “destini divergenti”, creato per gli Stati Uniti, sia generalizzabile ad altri paesi e abbia un’importanza indipendente dalle politiche sociali. Tuttavia, prima di correggere la rotta, occorre valutarne la direzione, ed è questo il contributo fondamentale, la scoperta, di Sara McLanahan. Considerare i bambini come cittadini e non solo come figli, con politiche e welfare mirati, può infatti diminuire in modo importante la riproduzione tra generazioni della disuguaglianza economica e liberare le generazioni successive dalle preferenze familiari dei genitori o dei nonni. Nell’era dei nuovi comportamenti familiari e della necessità di conciliare lavoro e famiglia, è fondamentale, dunque, pensare ai bambini prima di tutto.

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