Rimini-Gradara. Tributo a Dante e a Francesca da Rimini nel settimo centenario della morte del poeta: 30 appuntamenti

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Da sinistra: Giampiero Piscaglia, Ferruccio Farina e Filippo Gasperi

 

Tributo a Dante e a Francesca da Rimini nel settimo centenario della morte del poeta: trenta appuntamenti culturali nelle città e nei castelli malatestiani tra Romagna e Marche dalla primavera all’inverno 2021.

Promossi dai Comuni di Rimini e di Gradara con la collaborazione delle Regioni Emilia-Romagna e Marche e di Apt Servizi dell’Emilia-Romagna, su idea e progetto di Ferruccio Farina (Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini) vedranno i luoghi collegati alla storia e al mito di Francesca animarsi con rievocazioni storiche, letterarie, artistiche e con momenti, non meno importanti, di riflessione sull’attualità dei valori che il mito di Francesca ancora oggi rappresenta in maniera esemplare.

Otto le località tra Romagna e Marche teatro degli appuntamenti dedicati a Francesca, a partire da Rimini, città di Francesca e Gradara, il castello del mito. Ma anche Santarcangelo di Romagna, prima a proporsi nell’Ottocento come sede del “Bacio”; San Leo, il forte del IV Canto del Purgatorio; Montefiore Conca, rocca che domina le valli malatestiane tra Romagna e Marche; Pesaro, che ebbe Gianciotto per podestà e che conserva la cronaca più antica che narra l’amore di Paolo e Francesca; Mombaroccio, ultima residenza di Riccardo Zandonai, autore dell’opera lirica Francesca da Rimini scritta da Gabriele D’Annunzio; Mercatello sul Metauro, antico borgo rivolto verso le terre dantesche della Toscana e della Romagna.

La ripresa ufficiale postpandemia di FRANCESCA2021 avverrà a Gradara il 26 giugno 2021 con la mostra RODIN A GRADARA. IL BACIO DI PAOLO E FRANCESCA NEL CASTELLO DEL MITO, Esposizione del capolavoro di Rodin della Fondazione Gianadda, aperta fino al 30 settembre.

Poi trenta appuntamenti con Rimini e Gradara in testa. Cinque i punti focali: alla Rocca di Gradara il 21 agosto, l’Orchestra Sinfonica Statale di Mosca diretta da Ivan Rudin, eseguirà Rachmaninoff;

al Teatro Galli di Rimini, il 25 settembre, Svetlana Zacharova étoile del Bol’šoj con il balletto Francesca da Rimini di Tciakowsky; nell’ultima parte dell’anno a Gradara il Convegno internazionale di studi CINQUE CONTINENTI PER IL V CANTO e a Rimini una mostra virtuale QUANTO DISIO. Francesca Gallery & Lab. Una stagione impegnativa quella di FRANCESCA2021 ma, di certo, originale, giovane e raffinata. Un modo nobile, coerente e non banale, per celebrare Dante attraverso la sua creatura indiscutibilmente più nota e più amata. Proprio nelle terre dove è certamente vissuta e dove è nato il suo mito.

 

FRANCESCA, LA STORIA E IL MITO

Di Francesca da Rimini, la creatura dantesca più affascinante e più amata in ogni tempo, la storia ufficiale praticamente tace.

Dante l’ha tramandata come protagonista del canto V dell’Inferno facendole dichiarare la terra e la genia di provenienza, “siede la terra dove nata fui su la marina dove ’l Po discende”, e chiamandola per nome, “Francesca, i tuoi martìri”. Null’altro neppure sul luogo ove l’innominato che da lei “mai” non fu diviso, la baciò “tutto tremante” dopo quell’ultima lettura galeotta.

Di certo è esistita. Era figlia di Guido Minore, signore di Ravenna, moglie di Giovanni Malatesta, vissuto tra il 1240 e il 1304 e passato alla storia come Gianciotto (Gianni, lo sciancato, da cui Ciotto e Gianciotto, spesso nobilitato in Lanciotto e Lancillotto), dal quale ha avuto almeno una figlia, Concordia. Tutto ciò è comprovato in maniera chiara da un unico importante documento, il testamento del 18 febbraio 1311 di Malatesta da Verucchio, padre di Giovanni [Gianciotto] e di Paolo [il bello], ove viene nominata in quanto madre defunta di Concordia (olim domine Francische).

Ma nessun atto ufficiale, né i cronisti ravennati o riminesi a lei contemporanei ci dicono quando sia nata, quando si sia sposata e, tanto meno, quando e dove quel tal “piacer sì forte” la prese per il bel cognato e la condusse a morte insieme a lui. La Commedia è l’unica fonte, la più antica, che ci ha tramandato la sua passione e la sua tragica fine. Non una fonte storica, quindi, ma una fonte poetica, una visione trascendente dove la sua rappresentazione emblematica ha una precisa funzione etica, morale e pedagogica.

Francesca è un personaggio letterario, un mito. Un mito universale come universali sono i versi immortali a lei dedicati nella Divina Commedia. Una creatura che, nata dai versi di Dante e dal racconto del Boccaccio, esplode con l’Illuminismo e il Romanticismo per affermare il suo valore di donna non più peccatrice, come nella Commedia, ma vittima innocente di inganni, di intrighi e di violenze, emblema di bellezza, libertà e coraggio. Disposta a sacrificare la vita per l’amore eterno.

Una donna mito alla quale artisti d’ogni nazione hanno dedicato, tra Otto e Novecento, più di duemila opere in ogni forma espressiva, dalla pittura alla musica e al cinema, dalla poesia al teatro, spesso veri e propri capolavori. Basti ricordare Ingres, Scheffer, Rossetti, Doré, Previati, Boccioni, Rodin, Pellico, Byron, Keats, D’Annunzio, Borges, Guttuso, Rossini, Donizetti, Tchaikovsky, Puccini, Zandonai.

Francesca da Rimini, quindi, non solo icona per eccellenza del bacio, della poesia, della bellezza, ma anche affermazione di valori positivi: amore, passione, fedeltà, coraggio, libertà, rispetto della vita e dei diritti della persona.

Giampiero Piscaglia, assessore alla Cultura del Comune di Rimini: “FRANCESCA2021 ha una duplice valenza per la nostra città. Da un lato, con l’invito ai sindaci delle terre malatestiane abbiamo inteso valorizzare la bellezza di queste terre, anche in chiave turistica, legandole a uno dei miti più appassionanti e più conosciuti nel mondo. Dall’altro lato, consolidare quel percorso di Rimini quale polo di riferimento culturale e città d’arte”.

Filippo Gasperi, sindaco di Gradara: “L’amministrazione che ho l’onore di guidare è davvero fiera di essere impegnata in un’iniziativa culturale di livello internazionale condivisa con la città di Rimini, capitale della Riviera romagnola e del turismo italiano. È una delle rare volte che località di due regioni diverse collaborano nell’interesse comune. E ciò accade grazie a Francesca da Rimini. Rimini, infatti, è la città di Francesca, dove l’eroina dantesca è vissuta. Gradara, con la sua rocca imponente e fascinosa che domina la riviera romagnola e le terre malatestiane, è il luogo ove la fantasia popolare ha collocato, da quasi un secolo, il suo mito romantico. Ma, oltre alla storia e al mito di Francesca da Rimini, conosciuto e amato nel mondo, ciò che unisce Rimini città malatestiana e l’affascinante borgo di Gradara, sono anche i valori universali irrinunciabili che Francesca rappresenta: la libertà di amare, il rispetto della vita e dei sentimenti, la fedeltà e l’uguaglianza di genere. E ciò rende ancor più forte e sentito il nostro impegno nelle iniziative di FRANCESCA2021”.

Ferruccio Farina, ideatore e coordinatore di FRANCESCA2021: “Questa serie di iniziative rivolte a valorizzare il mito di Francesca da Rimini ha anche l’obiettivo di dimostrare quanto amato e conosciuto nel mondo sia stato e sia tutt’ora questo straordinario personaggio letterario che porta il nome di Francesca e della città di Rimini.

Una testimonianza incredibile l’ha offerta il primo evento della nostra serie, “WORLDWIDE KISSES | Tributo a Dante e a Francesca nel VII Centenario dantesco”, che ha unito in una corale maratona poetica, con la recitazione dei versi di Francesca in diciotto lingue, insegnanti e studenti di venticinque Università di tutti i continenti, dall’Australia alla Vecchia Europa, dalle Americhe all’Africa e alla Cina (www.bacidalmondo.com).

Anche i prossimi eventi, pur radicati nei territori ove Francesca ha realmente vissuto sposa al Malatesta, saranno intonati all’internazionalità. Perché internazionali, anzi universali e irrinunciabili, sono i valori che ancor oggi questa mitica creatura rappresenta in maniera esemplare: la poesia, l’amore, la fedeltà e la libertà.

Due i messaggi che lancia in maniera forte a una società che sembra averne tanto bisogno: “l’amore non uccide!” e “la scelta del compagno di vita deve essere una libera da ogni tipo di condizionamento e di violenza”.

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