Gradara. Corte Malatestiana, musica per Francesca da Rimini e Dante il 22 giugno

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Melodie d’amore nelle valli fatate: un secolo di musica per Francesca da Rimini e per Dante
Evento musicale a cura di Antonio Rostagno ed Enrico Mayer
A Gradara, nella Corte della Rocca Malatestiana, il 22 giugno alle 21

PROGRAMMA DELLA SERATA
Musiche in programma
1) Gioacchino Rossini, Noi leggevamo un giorno per diletto (Pini)
2) Gioacchino Rossini, Nessun maggior dolore (da Otello, atto III) (Pini)
3) Vincenzo Fiocchi, Francesca di Arimino, cantata (pagine scelte per pianoforte) (Malossi Bottignole)
4) Amilcare Ponchielli, Noi leggevamo insieme (Mejias)
5) Vincenzo Schira, Francesca da Rimini, musiche per il balletto (pagine scelte per pianoforte) (Malossi
Bottignole)
6) Nicolò Zingarelli, Il Conte Ugolino, cantata (Pini)
Intervallo
7) Gaetano Donizetti, Il canto XXXIII dell’Inferno di Dante, cantata (Grassi)
8) Gaetano Donizetti, Ave Maria (Duetto) (Mejias, Pini)
9) Hans von Bülow, Tanto gentile e tant’onesta pare (Pini)
10) Giacomo Puccini, Storiella d’amore (Mejias)
11) Ciro Pinsuti, Tanto gentile e tant’onesta pare (Pini)
12) Riccardo Zandonai, Aria di Francesca (da Francesca da Rimini, Atto III) (Mejias)
Interpreti:
Francesca da Rimini Ensemble
Anais Mejias, soprano- Daniela Pini, mezzo-soprano Luca Grassi, baritono Nicola Pantani, pianoforte Livia Malossi
Bottignole, pianoforte
Introduzione
Prof. Matteo Macinanti
www.francescadarimini2021.com/programma-degli-eventi/
Francesca da Rimini negli specchi della musica
Nella storia della musica due personaggi danteschi hanno avuto una particolare fortuna: Francesca da Rimini e
Ugolino della Gherardesca, due figure profondamente tragiche, la cui morte si presta a momenti di alta compassione,
due figure implicitamente musicali. Attraverso questi due personaggi, presto divenuti miti romantici,
verrà tracciata una narrazione musicale che attraversa l’intero diciannovesimo secolo, alternando esecuzioni
di esempi musicali di maggior interesse e un discorso verbale che colleghi e conduca il percorso.
Quello di Dante e la musica sembra un rapporto consolidato, ma in realtà non è così. Nella ricorrenza del settimo
centenario della morte, è quindi di grande interesse scoprire come, quando e perché i compositori hanno
sviluppato l’interpretazione dei testi danteschi.
Dalla morte del poeta a quasi tutto il Settecento si contano soltanto una decina circa di intonazioni musicali,
perché la poesia dantesca era considerata inadatta, troppo concettosa e antimusicale. Nell’Ottocento, improvvisamente,
le intonazioni dantesche arrivano a diverse centinaia, fenomeno che conferma quel “nuovo
Dante”, quella riscoperta romantica di Dante che la storia della cultura ha indagato da altri punti di vista.
Francesca è la celebrazione dell’amore al di sopra delle convenzioni sociali, Ugolino la rappresentazione della
violenza politica al di sopra di ogni affetto. In entrambi i casi Dante crea il quadro dell’umano, della potenza
degli affetti più profondi e naturali, oppressi e negati da leggi e convenzioni sociali: da un lato l’amore al di sopra
dei patti fra famiglie, dall’altro l’amore paterno davanti al quale la violenza per scopi di potere non ammette
alcuna pietà. Non per caso Dante descrive Francesca e Ugolino con grande compassione, pur collocandoli
nell’Inferno, a causa precisamente della loro incapacità di frenare le passioni. E in entrambi i casi la musica
ha la funzione di rappresentare questi affetti naturali, questa originaria passione emotiva, l’uomo naturale
al di sopra delle regole civili, che il secolo romantico ha portato al centro degli interessi. E per tal motivo le
due figure di Ugolino e Francesca, apparentemente tanto diverse, sono nella concezione dantesca speculari e
complementari. Per questo il programma proposto le tiene insieme considerandole come due aspetti della
medesima concezione umana di Dante.
Un concerto dedicato a queste, quindi, propone un viaggio nella cultura romantica (soprattutto, ma non solo
italiana) e nella sempre mutevole interpretazione della complessa, controversa figura della sfortunata amante.
Mettere in musica Dante, per tutti, è una scelta assai impegnativa, e tutti trattano la parola con estremo rispetto,
in un modo del tutto inusuale al confronto con la prassi consueta nella lirica da camera, ossia in modo
del tutto diverso da una semplice “poesia per musica”.
E anche se non tutte le intonazioni sono all’altezza dei grandi compositori storici, sarà di grande interesse
ascoltare come attraverso il secolo l’immagine di Francesca in musica si trasforma anche in relazione alle rappresentazioni
letterarie e pittoriche; per illustrare questa varietà, quindi, si sceglie una formula narrativa in cui
alla musica verranno alternate brevi spiegazioni storiche delle singole musiche, ordinate secondo un coerente
filo discorsivo.
Ne viene fuori un vero e proprio racconto non tanto o non solo sulla figura della Francesca ottocentesca,
peccatrice, redenta, redentrice, guerriera a sua volta, santa o tragica, ma anche dello sviluppo della cultura
italiana da inizio secolo all’età umbertina. potenza degli affetti più profondi e naturali, oppressi e negati da
leggi e convenzioni sociali: da un lato l’amore al di sopra dei patti fra famiglie, dall’altro l’amore paterno
davanti al quale la violenza per scopi di potere non ammette alcuna pietà.
Non per caso Dante descrive Francesca e Ugolino con grande compassione, pur collocandoli nell’Inferno, a
causa precisamente della loro incapacità di frenare le passioni. E in entrambi i casi la musica ha la funzione di
rappresentare questi affetti naturali, questa originaria passione emotiva, l’uomo naturale al di sopra delle
regole civili, che il secolo romantico ha portato al centro degli interessi.
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E per tal motivo le due figure di Ugolino e Francesca, apparentemente tanto diverse, sono nella concezione
dantesca speculari e complementari. Per questo il programma proposto le tiene insieme considerandole
come due aspetti della medesima concezione umana di Dante.
Mettere in musica Dante, per tutti, è una scelta assai impegnativa, e tutti trattano la parola con estremo
rispetto, in un modo del tutto inusuale al confronto con la prassi consueta nella lirica da camera, ossia in
modo del tutto diverso da una semplice “poesia per musica”.
Sarà di grande interesse ascoltare come attraverso il secolo l’immagine di Francesca in musica si trasforma
anche in relazione alle rappresentazioni letterarie e pittoriche; per illustrare questa varietà, quindi, si è scelta
una formula narrativa in cui alla musica verranno alternate brevi spiegazioni storiche delle singole musiche,
ordinate secondo un coerente filo discorsivo.
Un vero e proprio racconto non tanto o non solo sulla figura della Francesca ottocentesca, peccatrice, redenta,
redentrice, guerriera a sua volta, santa o tragica, ma anche dello sviluppo della cultura italiana da inizio secolo
all’età umbertina.
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