Emilia Romagna. Arriva il vaccino di Moderna: 7.400 dosi

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Arriva il vaccino di Moderna: 7.400 dosi

 

In Emilia-Romagna arriva anche il vaccino di Moderna: consegnate oggi le prime 7.400 dosi, oltre il 15% del totale della prima fornitura in Italia. L’assessore Donini: “Ulteriore passo in avanti verso il ritorno alla normalità: più somministrazioni vuol dire più persone al sicuro. La campagna vaccinale sta procedendo a pieno ritmo, secondo la tabella di marcia prevista”

I flaconi utilizzati nelle strutture socio-assistenziali da Piacenza a Rimini. In consegna entro la fine del mese altre 4.900 dosi complessive e quasi 44mila dosi Pfizer-BioNtech. Prosegue la campagna vaccinale al personale che lavora nella sanità regionale, a operatori e degenti delle CRA

“Mentre la campagna vaccinale procede a pieno ritmo, e vede l’Emilia-Romagna come la regione con il più alto numero di dosi somministrate rispetto al numero di abitanti, oggi possiamo essere felici di un ulteriore passo in avanti verso il ritorno alla normalità- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. L’arrivo delle prime dosi del secondo vaccino, quello di Moderna, è molto importante, perché più somministrazioni significa sempre più persone al sicuro, e dà alle Aziende la possibilità di programmare immediatamente il calendario delle vaccinazioni, che ricordiamo in questa prima fase sono destinate al mondo sanitario e delle strutture per anziani”.

“Voglio però ricordare ancora una volta- conclude Donini- che non è sicuramente tempo di cantare vittoria, e anche se una prima parte di popolazione, quella più a rischio come il personale sanitario e quella più fragile come gli ospiti delle strutture socioassistenziali, sarà a breve già immunizzata, è importante che tutti i cittadini continuino a rispettare fino alla fine dell’emergenza tutte le leggi e le norme di sicurezza sanitaria: è un ultimo sforzo fondamentale e necessario per sconfiggere insieme il virus”.

 

Il vaccino di Moderna

Il principio alla base del vaccino oggi in consegna è lo stesso di quello attualmente in uso: entrambi si basano infatti sull’RNA (Acido ribo-nucleico) messaggero. Ci sono alcune differenze pratiche tra il vaccino di Moderna e quello Pfizer che è stato fino a questo momento somministrato.

Un flacone di Moderna permette di effettuare 10 somministrazioni, a fronte delle 6 possibili con il prodotto di Pfizer, ed è già pronto all’uso, senza richiedere quindi alcuna operazione di diluizione. Le due iniezioni devono essere effettuate a distanza di 28 giorni l’una dall’altra, e per il vaccino Moderna l’età minima è 18 anni, mentre quello Pfizer arriva fino a 16. Infine, il vaccino Moderna ha una conservazione che richiede una temperatura di stoccaggio di -20 gradi, rispetto ai -70 di Pfizer.

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