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Economia. Irpef: prove di riforma strutturale

Vignetta di Cecco

 

Tratto da lavoce.info

DI MASSIMO BORDIGNON, professore ordinario di Scienza delle Finanze presso l’università Cattolica di Milano

Il governo ha deciso di destinare 8 miliardi per anticipare un modulo della riforma fiscale. Le due proposte in campo si concentrano sull’Irpef. Entrambe razionalizzano almeno in parte il sistema. Sarebbe invece meglio posticipare l’intervento sull’Irap.

Manovra e legge delega sul fisco

Le anticipazioni sull’accordo raggiunto tra le forze politiche di maggioranza su una proposta di riforma del fisco hanno scatenato l’usuale ridda di commenti contrastanti. Il “chi ci guadagna quanto” ha dominato la discussione sui media, con organizzazioni imprenditoriali e sindacali per una volta singolarmente unite nelle critiche, seppure per motivi opposti. Ma si è discusso poco di altri possibili vantaggi della proposta, nonché dei suoi limiti. Proviamo a vederli.

A ottobre, il Consiglio dei ministri ha approvato una proposta di legge delega di riforma del sistema tributario italiano, attualmente all’esame del parlamento. Successivamente, in sede di preparazione della manovra di bilancio per il 2022, il governo ha deciso di investire 8 miliardi in un primo modulo della riforma, così da anticiparne una parte degli effetti al prossimo anno, invece di attendere approvazione e decreti attuativi della delega. Naturalmente, siccome l’intervento è concepito come una prima fase della delega fiscale, deve rispettarne principi e obiettivi.

E l’obiettivo principale è l’alleggerimento del peso fiscale sui fattori produttivi, in particolare sul lavoro, e ancora più in particolare sul lavoro dipendente, molto più colpito dal fisco in quanto molto meno evaso o eroso di altri redditi. Vale la pena ricordare che la tassazione sul lavoro in Italia (comprensiva dei contributi) è tra le più alte in Europa, 6 punti in più della media, e che, secondo le stime ufficiali, i redditi da lavoro autonomo sono evasi per il 68 per cento del totale, tanto che i redditi da lavoro dipendente (e assimilati, cioè i trattamenti pensionistici), che costituiscono solo il 55 per cento circa di tutti i redditi sulla base delle stime, rappresentano viceversa l’84 per cento della base imponibile dell’Irpef e generano l’81 per cento del gettito.

Un secondo obiettivo importante è la revisione della struttura delle aliquote marginali e medie effettive dell’Irpef, la principale imposta sul lavoro, per evitare gli attuali preoccupanti “salti” presenti in diversi punti della distribuzione dei redditi.

Il punto merita qualche precisazione ulteriore, perché è stato del tutto ignorato nel dibattito sulla stampa e nella comunicazione politica. Per ragioni discutibili, a un certo punto della nostra storia tributaria si è deciso di ridurre drasticamente il numero di scaglioni dell’Irpef (ora solo cinque, da un minino del 23 per cento a un massimo del 43 per cento), recuperando un percorso più graduale di progressività tramite l’introduzione di una serie di detrazioni all’imposta decrescenti nel reddito e differenziate per tipologia (autonomo, dipendente e pensionistico). Questa scelta ha però avuto l’effetto di rendere poco trasparente il sistema, visto che così le aliquote legali di imposta corrispondenti ai vari scaglioni non dicono molto su quanto effettivamente un contribuente deve al fisco per ogni euro in più guadagnato.

Come se non bastasse, si è poi aggiunto (dal 2014) il “bonus Irpef”, ossia un trasferimento monetario a vantaggio dei lavoratori dipendenti, indicizzato al reddito lordo e anch’esso decrescente nel reddito. Oltre a rendere ancora più complesso e meno trasparente il sistema, per il gioco di aliquote legali crescenti e detrazioni/trasferimenti decrescenti, il “bonus Irpef” ha generato veri e propri salti nelle aliquote marginali effettive, soprattutto a bassi livelli di reddito. La sua revisione decisa per il 2020 ha ridotto in parte il problema, ma non l’ha risolto del tutto.

Un esempio può aiutare a capire meglio. Sulla base del sistema attuale, se un lavoratore dipendente che guadagna tra i 35 mila e i 40 mila euro (lordi) l’anno riesce a strappare 1.000 euro di retribuzione lorda (al netto dei contributi) in più dal datore di lavoro, deve in realtà trasferirne 610 al fisco. Questo non è solo ovviamente eccessivo, con gli immaginabili effetti in termini di disincentivo all’offerta di lavoro, ma è pure iniquo, visto che un lavoratore più ricco, per esempio uno che ne guadagna 60 mila (lordi) che riuscisse a ottenere lo stesso incremento, ne verserebbe solo 410 al fisco.

La proposta del governo

Questi problemi spiegano la decisione presa dal governo di concentrare la maggior parte delle risorse a disposizione su una riforma dell’Irpef. Anzi, una delle scelte ancora possibili è quella di utilizzare tutti gli 8 miliardi in questa direzione, anche se la stampa ora riporta come più probabile una suddivisione 7+1, cioè 7 miliardi sull’Irpef e 1 miliardo sull’Irap pagata dai contribuenti persone fisiche (essenzialmente lavoratori autonomi). Da quanto anticipato sui giornali, entrambe le proposte sull’Irpef si basano su una revisione delle aliquote degli scaglioni e di un incremento delle detrazioni per le tre tipologie di reddito, in modo da offrire vantaggi a tutte le categorie, nel contempo, però, riassorbendo il bonus Irpef nella nuova detrazione ampliata per lavoratori dipendenti.

Nella versione da 8 miliardi, gli interventi su scaglioni e detrazioni riuscirebbero a eliminare del tutto i salti nelle aliquote, con un’aliquota marginale effettiva costante per tutti i redditi da lavoro dipendente sopra i 28 mila euro.

La proposta da 7 miliardi ha a disposizione un miliardo in meno, ma riesce ancora a ridurre fortemente i salti, seppure con un’aliquota marginale effettiva che rimane più elevata per un ampio gruppo di contribuenti nelle fasce centrali di reddito.

In entrambi i casi, per costruzione, non ci sono “perdenti”; il trattamento integrativo da bonus viene mantenuto per i redditi da lavoro dipendente al di sotto dei 15 mila euro, ed è comunque prevista una “clausola di compensazione” per i pochi casi (in termini percentuali) in cui l’accresciuta detrazione non copra del tutto l’eliminazione del bonus integrativo. Come già riportato dalla stampa, in entrambe le versioni della riforma, la maggior parte dei vantaggi si concentra nella fascia tra i 28 mila e i 50 mila euro, dove si colloca circa il 33 per cento dei lavoratori dipendenti, con guadagni che oscillano tra i 140 e gli 840 euro l’anno.

Nella fascia tra i 15 mila e i 28 mila euro i guadagni sono in media inferiori, attorno ai 130-150 euro l’anno, ma andrebbe osservato che questi lavoratori, tramite l’accresciuta detrazione, mantengono anche i vantaggi ora garantiti dal bonus, pari a 1.200 euro all’anno.

Le critiche

Alla luce di queste osservazioni, alcune critiche paiono poco giustificate. Sulle caratteristiche distributive si è già detto. Vale forse la pena di osservare che mentre nessuno ci perde, in entrambe le versioni della riforma, i maggiori guadagni, per circa il 95 per cento del totale, vanno a vantaggio di lavoratori dipendenti e pensionati, un elemento desiderabile alla luce delle considerazioni prima ricordate.

Per quanto riguarda le parti sociali, un altro modo di calcolare i possibili vantaggi della riforma è chiedersi quanto i sindacati dovrebbero ottenere, e gli imprenditori sborsare, per attribuire ai lavoratori gli stessi euro netti ora garantiti della riforma. Siccome su ogni euro lordo concesso dagli imprenditori è necessario pagare i contributi sociali (a un’aliquota del 33 per cento) e su quello che resta i lavoratori devono poi versare la loro aliquota marginale effettiva Irpef, la cifra è ovviamente molto superiore. Per esempio, nella fascia ora più avvantaggiata dalla riforma (perché più svantaggiata prima), cioè quella tra i 35 mila e i 40 mila euro, è facile calcolare che per mettere in tasca ai lavoratori gli stessi 845 euro netti annui garantiti dalla riforma, con il sistema attuale un imprenditore dovrebbe sborsare 3.250 euro.

Le critiche casomai dovrebbero andare in altra direzione. Per esempio, non appare ragionevole “sprecare” in questa fase un miliardo di euro per un intervento sull’Irap. La legge delega prevede un graduale superamento del tributo, ma vista la dimensione delle cifre in gioco (circa 14 miliardi di euro) sarebbe meglio un intervento comprensivo sul sistema tributario per trovare le risorse alternative, piuttosto che uno sconto limitato solo ad alcune categorie di contribuenti Irap, oltretutto suscitando anche qualche preoccupazione di tipo giuridico.

Un’ultima considerazione, che rappresenta anche il limite principale delle due proposte sull’Irpef. Se hanno almeno il merito di ridurre un po’ il peso del fisco sui contribuenti e rimettere a posto il sistema delle aliquote marginali e medie effettive, si tratta solo del primo e nemmeno del principale degli interventi necessari. Come più volte ricordato su questo sito, il problema principale dell’Irpef è rappresentato dalla presenza di numerosi meccanismi agevolativi che ne hanno ridotto drasticamente la base imponibile, sottraendo i redditi relativi dall’imposta. Una razionalizzazione e revisione di questi meccanismi, così come previsto dalla legge delega, consentirebbe una riduzione molto più marcata del carico fiscale sui contribuenti, con un’ulteriore riduzione delle aliquote.

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Provincia di Rimini. Covid: 178 nuovi positivi (44.617 il totale). Terapia intensiva: 3. Decessi: uno

Vignetta di Cecco

 

AGGIORNAMENTO DEL 29 NOVEMBRE 2021, ORE 12

 

 

Provincia di Rimini

Covid: 178 nuovi positivi (44.617 il totale). Terapia intensiva: 3. Decessi: uno

 

 

Emilia Romagna

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 1.223 nuovi positivi. Aumentano i guariti (+396). Vaccinazioni: superato il mezzo milione di terze dosi somministrate
Il 96,4% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media dei nuovi positivi è di 41,4 anni. Sette i decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 454.850 casi di positività, 1.223 in più rispetto a ieri, su un totale di 20.186 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6%: un valore non indicativo dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati, che la domenica è inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, nei festivi soprattutto quelli molecolari vengono fatti prioritariamente su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età. Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati e le dosi aggiuntive somministrate. Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 7.388.968 dosi; sul totale sono 3.554.607 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Le terze dosi sono 508.139.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 566 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 347 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 428 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,4 anni.

Sui 566 asintomatici, 248 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 22 con lo screening sierologico, 24 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 4 tramite i test pre-ricovero. Per 268 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 272 nuovi casi, seguita da Rimini (178); quindi Modena (155), Reggio Emilia (122) e Ravenna (109 casi); poi Ferrara (89), Forlì (83), Cesena (74) e Parma (72); infine Circondario Imolese (49) e Piacenza (20 casi).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 10.059 tamponi molecolari, per un totale di 6.589.229. A questi si aggiungono anche 10.127 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 396 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 420.782. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 20.287 (+820). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 19.558 (+785), il 96,4% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano sette decessi: due in provincia di Bologna (una donna di 83 anni e un uomo di 88 anni), uno in provincia di Ferrara (un uomo di 71 anni), uno in provincia di Ravenna (una donna di 96 anni), uno in provincia di Forlì-Cesena (un uomo di 57 anni residente nel forlivese), uno in provincia di Rimini (un uomo di 83 anni). Rientra tra i decessi anche un uomo di 82 anni residente fuori Regione, il cui caso è stato diagnosticato a Cesena.

In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.781.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 69 (+7 rispetto a ieri), 660 quelli negli altri reparti Covid (+28).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 4 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri); 4 a Parma (invariato); 4 a Reggio Emilia (-1 rispetto a ieri); 5 a Modena (invariato); 19 a Bologna (-1); 4 a Imola (+1); 10 a Ferrara (+2); 11 a Ravenna (+3); 3 a Forlì (+2); 2 a Cesena (invariato); 3 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 27.500 a Piacenza (+20 rispetto a ieri, di cui 10 sintomatici), 34.103 a Parma (+72, di cui 15 sintomatici), 53.199 a Reggio Emilia (+122, di cui 61 sintomatici), 75.494 a Modena (+155, di cui 61 sintomatici), 95.061 a Bologna (+272, di cui 165 sintomatici), 14.956 casi a Imola (+49, di cui 32 sintomatici), 27.556 a Ferrara (+89, di cui 20 sintomatici), 37.483 a Ravenna (+109, di cui 62 sintomatici), 21.128 a Forlì (+83, di cui 69 sintomatici), 23.753 a Cesena (+74, di cui 26 sintomatici) e 44.617 a Rimini (+178, di cui 136 sintomatici).




San Giovanni in Marignano. Coperte col sorriso: le nonne ne intrecciano 26 per i senza dimora

 

Coperte col sorriso: le nonne ne intrecciano 26 per i senza dimora

Progetto nato con l’obiettivo di far tornare a sorridere e sentire meno sole le signore che frequentano il centro ricreativo “L’Amicizia” di San Giovanni in Marignano.

L’iniziativa, nata da un’idea di Raffaella Rossi, fondatrice e presidente dell’associazione Col Sorriso, da sempre operante su un vastissimo territorio, mette al centro un tema importante della vita civile e sociale, abbinando la socializzazione alla solidarietà.

Da una limitazione, dovuta alla chiusura causata dalla pandemia, è infatti nata una meravigliosa collaborazione che è stata utile non solo a chi si è messo in gioco per realizzare coperte fatte a mano, ma anche ai senza dimora a cui saranno consegnate prossimamente.

Il progetto ha da subito ricevuto il sostegno della collaboratrice Auser Patrizia Silvagni, e l’entusiasmo di un gruppo di frequentatrici del centro, coordinato dalla signora Gina.

A solidarietà si è poi aggiunta solidarietà: il materiale occorrente è stato donato dalla maglieria Rita di San Giovanni in Marignano e da numerosi privati cittadini. Inoltre l’iniziativa si è estesa in Toscana ed in Abruzzo. Sono stati infatti donati lana ed un dipanatoio dalla signora Tina di Santa Croce sull’Arno ed ancora lana dalle signore Chiara, Lucia e Clotilde di Vasto e Scerni.

Afferma Raffaella Rossi: “È proprio il caso di dire che grazie a questa iniziativa si evidenzia una volta di più come un filo, invisibile e non, percorra i nostri territori ed unisca l’umanità in ogni sua espressione attraverso linguaggi creativi che la valorizzano e la rendono generosa”.

Sottolinea l’Amministrazione Comunale di San Giovanni in Marignano: “E’ un orgoglio percepire  quanto il nostro territorio sia ricco di umanità, incontri e gesti davvero importanti verso il prossimo e lo è ancora di più quando si tratta di iniziative spontanee come queste che hanno il potere di arricchirsi con la condivisione. Proprio in un momento di difficoltà per tutti si è ritrovata la forza nell’essere utili a chi è più fragile. Questo è un insegnamento importante di cui fare sempre tesoro. Grazie all’Associazione Col Sorriso e a tutti coloro che strada facendo si sono riconosciuti e hanno contribuito a questo profondo gesto di amore verso il prossimo. “




Rimini. Covid, non si sa se la variante Omicron buchi la protezione ma la terza dose l’aumenta

Disegno di Marino Bonizzato, architetto in Rimini

di Alessandro Bovicelli, ricercatore di Ginecologia oncologica all’Università di Bologna
Gli infettivologi non sono sicuri del comportamento della variante Omicron, se buchi il vaccino o meno. E’ necessario studiare ancora. La cosa sicura è che la terza dose  aumenta la protezione e molto probabilmente la rende più duratura quindi ancora una volta è meglio vaccinarsi e continuare a crederci nonostante saranno in tanti a provare a farci cambiare idea  e a spaventarci. Non bisogna ascoltare nessuno ma ragionare con il buon senso che ci dice di insistere con l’unico mezzo di prevenzione che abbiamo. Solo se continueremo a vaccinarci sconfiggeremo questa pandemia sempre pensando positivo.



Riccione. Fernanda, segretaria dei sindaci per 22 anni va in pensione

Al centro Fernanda Renzi

 

Fernanda Renzi, segretaria dei sindaci per 22 anni, va in pensione

 

Il 30 novembre è l’ultimo giorno di lavoro. Nata a Morciano di Romagna, da 28 anni impiegata in Comune, Fernanda è stata la segreteria dei sindaci dal 1999. Prima impiegata ai Lavori Pubblici (dal gennaio 1993) e poi alla segreteria del sindaco, dal luglio 1999. E’ passata con Daniele Imola, Massimo Pironi e Renata Tosi. La giunta le ha voluto dedicare un saluto con un pensierino e un brindisi.

“Fernanda siamo oggi qui tutti per ringraziarti del tuo lavoro eccellente – ha detto il sindaco Tosi -. Sei stata una persona su cui poter contare nell’organizzazione di un’agenda, quella del sindaco, non sempre facile. Hai accolto tutti noi all’inizio della nostra amministrazione con grande spirito di servizio e sei stata quasi una “mamma” per chi per la prima volta entrava nel ruolo di sindaco. Per questo vogliamo brindare a te e alla tua nuova vita da nonna, come spesso dici, essendo sicuri che all’occorrenza tu ci sarai ancora per darci una mano con la tua esperienza e capacità. Un sentito ringraziamento quindi da parte di tutti gli assessori e dei consiglieri per quello che in questi anni hai dato all’amministrazione comunale di Riccione”.




Verucchio. Addio a Laura Sardonini, ultima ostetrica…

Laura Sardonini

 

Addio a Laura Sardonini, ultima ostetrica; si è spenta sabato a 97 anni. Fu anche la prima patentata proprio per ragioni di lavoro del Comune di Verucchio. I funerali si tengono a Villa Verucchio  martedì 30 novembre, alle 15.

Nata a Rimini il 14 gennaio 1924, prima figlia di Tommaso Sardonini e Virginia
Michelucci; rimasta orfana nel 1951, ha cresciuto con amore l’unica sorella Leda, più piccola di 12
anni.
Nonostante i tempi non facili, in pieno periodo di guerra, ha studiato all’Università di Bologna, città
che raggiungeva in treno nonostante i bombardamenti in corso sulle linee ferroviarie, quando ancora
non era possibile seguire le lezioni universitarie online. Diplomatasi il 15 luglio 1945 in Ostetricia,
operò prevalentemente a Rimini dove abitava; vinse quindi un concorso pubblico nel 1959 per la
Provincia di Forlì, e venne quindi chiamata per un posto vacante nel Comune di Verucchio. Per
assumere l’incarico, come da disposizioni dell’Ente, dovette prendere domicilio nel territorio
comunale: decise quindi assieme all’amatissimo marito Giorgio Mariotti di vendere la casa di via
Tripoli a Rimini, per acquistare nella frazione di Villa Verucchio (all’epoca assai meno popolosa di
oggi), un terreno in posizione centrale dove costruire ex-novo una casa. Nell’attesa che l’impresa
edile Fratelli Mariotti di Corpolo’ potesse costruire la nuova abitazione, la famiglia fu ospitata per
diversi mesi da lontani parenti, la famiglia di Colombo Bonfè, così che Laura potesse
immediatamente assumere l’incarico. All’epoca in cui non esistevano telefoni cellulari, il suo
numero, in evidenza sull’elenco telefonico, veniva chiamato giorno e notte dalle partorienti, che
richiedevano con urgenza la sua presenza nelle loro abitazioni, quando ancora era abitudine
partorire in casa. Seguiva poi le neomamme per tutto il periodo post-partum, aiutandole
nell’allattamento e nello svezzamento dei neonati.
Fu così che Laura dovette prendere la patente di guida, prima donna di Verucchio a guidare
un’autovettura, con la quale si recava anche nelle campagne più lontane per far nascere, spesso con
mezzi di fortuna, i bambini, che allora venivano alla luce assai più numerosi di oggi. L’ultima
bambina che ha fatto nascere è stata Laura S. C. di Villa Verucchio, nel 1984, casualmente (o forse
no?) sua omonima.
Laura era una persona molto precisa, tanto da tenere un ordinatissimo registro nel quale annotava i
nomi e i luoghi dei suoi interventi, cosicchè sappiamo che la prima creatura che ha aiutato a venire
al mondo è stato il figlio della signora Elena L., nato a Spadarolo di Rimini il 26 ottobre 1945. Ha
fatto nascere naturalmente anche i tre nipoti, Mirko, Lisetta ed Elena, figli dell’unica figlia Mara,
che l’ha accudita amorevolmente fino alla fine.



Riccione. Incontri del Mediterraneo: Conflitto, migrazioni e ricerca di nuovi equilibri

 

Incontri del Mediterraneo XIX edizione: Conflitto, migrazioni e ricerca di nuovi equilibri.

Appuntamento martedì 30 novembre, ore 20,30, Nuova Sala Africa, via Gramsci, 39.

Tavola rotonda con Laura Cappon, e Laura Silvia Battaglia.
In collegamento da Gerusalemme Paola Caridi
Laura Cappon , giornalista, collabora con diverse testate e al programma “ 1/2 ora ”. Nel 2011 si
trasferisce al Cairo dove per 4 anni segue per diverse testate la transizione democratica del dopo
rivoluzione. Nel 2013 ha vinto il premio “ L’isola che c’è ” per il suo lavoro durante i giorni della
deposizione del presidente egiziano Mohammed Morsi.
Paola Caridi , scrittrice e giornalista, si occupa di Medio Oriente e Nord Africa da più di vent’anni,
autrice di diversi libri, di recente, con il titolo “ Non siete stati ancora sconfitti ” ha curato la versione
italiana degli scritti dal carcere di Alaa Abd-el Fattah, la figura più rappresentativa della rivoluzione
egiziana del 2011. Si può seguire sul blog: www.invisiblearabs.com
Laura Silvia Battaglia , giornalista professionista freelance e documentarista, è nata a Catania e vive
tra Milano e Sanaa nello Yemen. Dal 2007 opera come documentarista e reporter in zone dilaniate
dai conflitti: Libano, Israele e Palestina, Gaza, Afghanistan, Kosovo, Egitto, Tunisia, Libia, Iraq, Iran e
Yemen.
Accesso libero con Green Pass e mascherina




Pesaro. Pesaro si candida a “Città italiana dei giovani” 2022

Mila Della Dora

 

Pesaro si candida a “Città italiana dei Giovani 2022”. «Diamo avvio a un percorso collettivo che chiama a raccolta i giovani dai 18 ai 35 anni – sottolinea l’assessore alla Coesione Mila Della Dora – e che ci condurrà, entro ottobre, alla consegna del dossier in cui presenteremo idee, energie, necessità, visioni e progetti che le nuove generazioni pesaresi ci porteranno».

 




Provincia di Rimini. Covid: 185 nuovi positivi (44.439 il totale). Terapia intensiva: 2. Decessi: uno

Vignetta di Cecco

 

AGGIORNAMENTO DEL 28 NOVEMBRE 2021, ORE 12

 

 

Provincia di Rimini

Covid: 185 nuovi positivi (44.439 il totale). Terapia intensiva: 2. Decessi: uno

 

Emilia Romagna

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 1.344 nuovi positivi su 28.227 tamponi eseguiti. Aumentano i guariti (+357). Vaccinazioni: quasi 493 mila terze dosi somministrate, oltre 7 milioni e 369 mila quelle totali
Il 95,6% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media dei nuovi positivi è di 41,1 anni. Sette i decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 453.630 casi di positività, 1.344 in più rispetto a ieri, su un totale di 28.277 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 4,7%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età. Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati e le dosi aggiuntive somministrate. Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/

Alle ore 13 sono state somministrate complessivamente 7.369.396 dosi; sul totale sono 3.553.209 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Le terze dosi sono 492.819.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 591 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 420 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 443 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,1 anni.

Sui 591 asintomatici, 258 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 28 con lo screening sierologico, 39 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 3 tramite i test pre-ricovero. Per 263 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 305 nuovi casi, seguita da Modena (205) Rimini (185) e da Ferrara e Ravenna (entrambe 132); poi, Forlì (84 casi), Parma (74), Cesena (69), Reggio Emilia (58); quindi il Circondario Imolese (57) e infine Piacenza (43 casi).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 16.857 tamponi molecolari, per un totale di 6.579.170. A questi si aggiungono anche tamponi rapidi 11.370.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 357 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 420.386. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 19.470 (+980). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 18.776 (+937), il 95,6% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano sette decessi: due in provincia di Bologna (due uomini rispettivamente di 76 e 78 anni), due in provincia di Reggio Emilia (due uomini di 55 e 60 anni), uno in provincia di Piacenza (una donna di 93 anni), un decesso in provincia di Parma (un uomo di 85 anni), uno in provincia di Rimini (un uomo di 89 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.774.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 62 (+4 rispetto a ieri), 632 quelli negli altri reparti Covid (+39).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 4 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri); 4 a Parma (invariato); 5 a Reggio Emilia (+1 rispetto a ieri); 5 a Modena (invariato);20 a Bologna (+2); 3 a Imola (invariato); 8 a Ferrara (invariato); 8 a Ravenna (invariato); 1 a Forlì (invariato); 2 a Rimini (invariato), due ricoveri a Cesena (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 27.480 a Piacenza (+43 rispetto a ieri, di cui 17 sintomatici), 34.031 a Parma (+74, di cui 31 sintomatici), 53. 077 a Reggio Emilia (+58, di cui 48 sintomatici), 75.339 a Modena (+205, di cui 83 sintomatici), 94.792 a Bologna (+305, di cui 178 sintomatici), 14.907 casi a Imola (+57, di cui 35 sintomatici), 27.467 a Ferrara (+132, di cui 39 sintomatici), 37.374 a Ravenna (+132, di cui 84 sintomatici), 21.045 a Forlì (+84, di cui 68 sintomatici), 23.679 a Cesena (+69, di cui 41 sintomatici) e 44.439 a Rimini (+185, di cui 129 sintomatici).

 




Riccione. Villa Mussolini, stagione di mostre: si parte con Erwitt poi McCurry

 

Villa Mussolini, stagione di mostre: si parte con Erwitt poi McCurry

Elliott Erwitt family, mostra che apre i battenti il 19 dicembre, a cui seguirà, in aprile, Steve McCurry Icons in cui sarà esposta una selezione delle immagini più famose del grande fotografo.