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Economia. La via inglese al reddito di cittadinanza

Vignetta di Cecco

 

Tratto da lavoce.info

DI FRANCESCO GIUBILEO, dottore di ricerca in Sociologia del lavoro

I fenomeni opportunistici da parte di chi percepisce sussidi non sono un problema solo italiano. Il Regno Unito ha così costruito un sistema di welfare-to-work. Se ne potrebbero riprendere alcune caratteristiche, per comporre un meccanismo equilibrato.

Reddito di cittadinanza e Universal Credit

Il reddito di cittadinanza è ancora una volta sotto accusa. In particolare, le critiche riguardano la cosiddetta “Fase 2” del programma – quella dedicata alle politiche attive del lavoro – per l’incapacità di contrastare adeguatamente diffusi fenomeni di ricorso al lavoro sommerso da parte dei suoi beneficiari; allo stesso tempo, lo strumento non sembra essere in grado di incentivare la partecipazione al mercato del lavoro.

Non è chiaro quanto il fenomeno sia esteso in Italia, ma l’opportunismo dei percettori di sussidio è un tema noto in letteratura ed è oggetto di dibattitto in tutti i paesi occidentali. I tentativi di contrastarlo sono vari, oggetto di analisi, anche cinematografica come nel film Io, Daniel Blake , che esplora proprio le pratiche di condizionalità del sistema più avanzato al mondo di welfare-to-work, ovvero quello del Regno Unito.

Nel Regno Unito esiste un sistema di tutela analogo al reddito di cittadinanza, si chiama Universal Credit e racchiude tutti gli strumenti di assistenza pubblica (per esempio, indennità di accompagnamento, Naspi, Rdc, e così via) che, a seconda della tipologia di bisogno e dei contributi versati, varia in termini di importo e durata. Va detto che uno strumento unico di tutela, facilmente riconoscibile e ampiamente noto alla popolazione, sarebbe auspicabile anche per il contesto italiano.

Anche nel Regno Unito esistono milioni di beneficiari e, tra di loro, centinaia di migliaia hanno costantemente comportamenti opportunistici. Per contrastare il fenomeno è nato, dai tempi di Margaret Thatcher, il principio di welfare-to-work. A differenza dei percettori del reddito di cittadinanza, nel Regno Unito il beneficiario di Universa Credit non sigla una “patto di servizio”, ma una “dichiarazione di intenti”.

Il nostro “patto di servizio” spesso è un atto formale (senza conseguenze pratiche), mentre nel modello anglosassone la “dichiarazione di intenti” è invece un “contratto” siglato dall’utente, a cui spetta dimostrare il suo reale impegno nella ricerca di un lavoro. Esiste un cronogramma da rispettare, il disoccupato deve “provare” di aver cercato lavoro almeno per 35 ore settimanali: attraverso cronologie della ricerca online, e-mail di conferma di colloquio e altro ancora. Tutta la documentazione va consegnata al work coach del Jobcentre Plus che il percettore incontra generalmente una volta ogni due settimane (può capitare però che gli incontri siano giornalieri). Il percettore dovrà partecipare anche a una serie di “disposizioni ufficiali”, ovvero workshop e altre iniziative di politiche attive.

La condizionalità implica un apparato sanzionatorio che si rivale direttamente sul benefit e sulla sua entità ed è diversamente articolata (sospensione o decurtazione) a seconda della discrezionalità del work coach; ovviamente, l’utente ha la possibilità di fare ricorso. Ad esempio, può essere sanzionato il solo ritardo agli appuntamenti oppure la mancanza di documentazione a supporto della ricerca del lavoro svolta.

L’impatto della condizionalità

In Italia la condizionalità è prevista nel quadro normativo, il problema è sempre stata la sua attuazione. È bene sottolineare, che, indipendentemente dall’impatto occupazionale che produce, la condizionalità rappresenta sicuramente un ottimo strumento di contrasto al lavoro sommerso dei destinatari di eventuali sussidi, soprattutto se sono obbligati a seguire seminari o a svolgere attività di ricerca del lavoro presso i centri per l’impiego.

Tuttavia, è altrettanto lecito chiedersi se la condizionalità riduca concretamente la disoccupazione oppure sia fonte di deprivazione e conduca i disoccupati non al lavoro, ma all’inattività.

In letteratura non esistono studi statisticamente rilevanti che possono formulare una risposta chiara. In generale, l’effetto appare significativo solo nel breve periodo e questo rappresenta l’elemento costante anche nelle ultime ricerche. Nella versione tedesca e inglese di workfare, la pressione prodotta da “avvertimenti” e “sanzioni” comporta che l’accettazione di qualsiasi offerta di lavoro funziona solo nei confronti dei soggetti più “appetibili” al mercato del lavoro, mentre per i più svantaggiati ha un impatto negativo anche in termini di salute mentale, viene infatti percepita come degradante o stigmatizzante e la consapevolezza di ricevere sanzioni genera anche ansia e risentimento, creando un esercito di inattivi esclusi dal sistema più che nuovi occupati.

Paradossalmente, come emerge da una ricerca qualitativa, la maggior parte dei partecipanti al Work Programme nel Regno Unito, indipendentemente dal loro livello di “occupabilità”, ha ritenuto che il regime delle sanzioni generasse comportamenti opportunistici: col tempo si diventa esperti nell’ingannare il sistema.

Dichiarazione di intenti e integrazioni salariali per il workfare italiano

È dunque necessario costruire un meccanismo equilibrato. Alcuni aspetti del welfare-to-work anglosassone dovrebbero essere adottati quanto prima nel contesto italiano e al posto del “patto di servizio” si dovrebbe optare per la “dichiarazione d’intenti” dei Jobcentre Plus, spostando l’onere di ricerca verso l’utente (alcune attività di ricerca sono semplici e facilmente applicabili) e affidando l’attività di controllo agli operatori dei centri per l’impiego. Si tratterebbe di un’attività impegnativa, che si potrebbe in parte delegare a soggetti privati accreditati ai servizi pubblici per l’impiego. Tuttavia, la condizionalità non avrà probabilmente effetto nei confronti dei soggetti più distanti al mercato del lavoro, i quali rischiano di essere solo esclusi dal sistema. A ciò si aggiunge il rischio che il risparmio in welfare possa essere riversato in una maggiore spesa nel sistema giudiziario-carcerario e in sicurezza.

Meglio accompagnare il regime sanzionatorio a progetti di inserimento sociale e, come avviene con l’Universal Credit, prevedere anche un’integrazione al reddito (temporanea e di importo non molto elevato nel caso inglese) se il percettore decide di accettare un lavoro. Non si hanno dati sull’impatto della misura, ma certamente potrebbe essere un ottimo incentivo alla partecipazione del lavoro.

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Provincia di Rimini. Covid: 40 nuovi positivi (40.364 il totale). Terapia intensiva: 7. Decessi: uno

Vignetta di Cecco

 

AGGIORNAMENTO DELL’8 NOVEMBRE 2021, ORE 12

 

Provincia di Rimini

Covid: 40 nuovi positivi (40.364 il totale). Terapia intensiva: 7. Decessi: uno (donna di 66 anni)

 

 

Emilia Romagna
Coronavirus, 337 nuovi positivi su 29.057 tamponi eseguiti (1,2%). Aumentano i guariti, diminuiscono ancora i casi attivi
Stabili le terapie intensive, in calo i ricoveri nei reparti Covid. Otto decessi. Vaccinazioni: 6 milioni e 44mila dosi somministrate
Bollettino Coronavirus 8 settembre 2021Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 415.783 casi di positività, 337 in più rispetto a ieri, su un totale di 29.057 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore (1,2%).

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età. Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati. Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 6.044.008 dosi; sul totale sono 2.838.105 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei 337 nuovi contagiati, 118 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.
Complessivamente, tra i nuovi positivi 120 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 168 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 39,2 anni.

Sui 118 asintomatici, 80 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 1 con lo screening sierologico, 24 tramite i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5 con i test pre-ricovero. Per 8 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna e Ravenna entrambe con 49 nuovi casi, seguite da Reggio Emilia (44) e Rimini (40). Poi Parma (32), Ferrara (28) e Modena (25). Quindi Forlì e Cesena (entrambe con 20 nuovi casi) e, infine, Piacenza (16) e il Circondario Imolese (14).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 11.830 tamponi molecolari, per un totale di 5.604.534. A questi si aggiungono anche 17.227 tamponi antigenici rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 806 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 387.273. Diminuiscono i casi attivi, cioè i malati effettivi, che oggi sono 15.114 (-477 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 14.666 (-470), il 97% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano otto decessi: 2 a Parma (entrambi uomini, rispettivamente di 89 e 98 anni), 3 in provincia di Reggio Emilia (una donna di 82 anni e 2 uomini, rispettivamente di 91 e 92 anni), 1 a Bologna (un uomo di 87 anni), 1 a Forlì (una donna di 78 anni) e 1 a Rimini (una donna di 66 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.396.

Invariato, rispetto a ieri, il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva (45); in calo (-7) quelli negli altri reparti Covid, che sono attualmente 403.

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 3 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 5 a Parma (invariato), 3 a Reggio Emilia (invariato), 6 a Modena (invariato), 11 a Bologna (invariato), 2 a Imola (invariato), 6 a Ferrara (-1), 1 a Ravenna (invariato), 1 a Cesena (invariato), 7 a Rimini (invariato). Nessun ricovero in terapia intensiva a Forlì.

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 25.764 a Piacenza (+16 rispetto a ieri, di cui 10 sintomatici), 31.447 a Parma (+32, di cui 11 sintomatici), 50.280 a Reggio Emilia (+44, di cui 34 sintomatici), 70.249 a Modena (+25, di cui 18 sintomatici), 87.317 a Bologna (+49, di cui 35 sintomatici), 13.311 casi a Imola (+14, di cui 11 sintomatici), 25.189 a Ferrara (+28, di cui 9 sintomatici), 32.673 a Ravenna (+49, di cui 45 sintomatici), 18.126 a Forlì (+20, di cui 16 sintomatici), 21.063 a Cesena (+20, di cui 13 sintomatici) e 40.364 a Rimini (+40, di cui 17 sintomatici).




Riccione. Turismo. Paolo Cevoli, raduno di marketing romagnolo ai Girasoli

Paolo Cevoli

 

Paolo Cevoli per il turismo…

E’ il protagonista della prima edizione del 25° Raduno di Marketing Romagnolo sta arrivando! Appuntamento mercoledì 15 settembre, dalle ore 18.30 alla Locanda “I Girasoli” (Misano Adriatico). Vuole essere il momento fondativo della prima community dedicata al Marketing Romagnolo! Partecipano manager e imprenditori per raccontare la bellezza del fare accoglienza dei romagnoli. Il ricavato della serata sarà devoluto allo IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) e al Fondo Capriole.

Per maggiori info e per iscriversi https://bit.ly/RadunoMarketingRomagnolo




Rimini-Cattolica. Elezioni, Conte in visita

Giuseppe Conte a Rimini e Cattolica
Venerdì 10 settembre il capo politico dei 5 Stelle sarà nelle due città per ribadire il sostegno ai
candidati sindaci del MoVimento 5 Stelle Gloria Lisi e Mariano Gennari




Pesaro. Fiorenzuola di Focara, fondi europei per il “Sentiero delle passioni”

 

Fiorenzuola di Focara, fondi europei per il “Sentiero delle passioni” e piazza Dante Alighieri.

Presentato il progetto per il recupero. «Un lavoro importante – spiega il vice sindaco e assessore alla Bellezza Daniele Vimini – che riguarda uno dei luoghi più rappresentativi della Riviera del San Bartolo. Una cerniera tra la mare e monti». Interventi, quelli che si andranno a realizzare entro il prossimo anno, resi possibile grazie al FEAMP (Fondo Europeo Affari Marittimi e Pesca), che ha promosso i tre progetti elaborati dal Comune di Pesaro, in collaborazione con Ente Parco San Bartolo e Lega Navale, del valore complessivamente più di 200mila euro (cui si aggiungeranno i cofinanziamenti c.d. figurativi). Il tutto per sviluppare tre attività distinte, ma che convergano su un punto comune: il potenziamento dell’attrattività del territorio.

Il progetto di Fiorenzuola

Nello specifico il progetto, di 114mila euro complessivi, riguarderà la risistemazione dell’arredo urbano di Fiorenzuola di Focara (piazza Dante Alighieri), e delle passeggiate sulle mura, gravemente danneggiate dall’incendio del 2017. La finalità del progetto è duplice: restituire alla comunità e riqualificare spazi e camminamenti di immenso valore storico e paesaggistico, nonché rafforzare la tenuta del borgo dai pericoli che provengono dagli smottamenti della falesia verso monte.

Un progetto che, in linea con gli altri due finanziati attraverso il FEAMP, intende implementare una fruizione turistica piena e soprattutto eco sostenibile.

«La capacità di progettare insieme, prevede la condivisione di strategie ed obiettivi da parte di tutto il territorio – commenta l’assessore con delega ai Fondi UE Daniele Vimini – più volte ci siamo incontrati con l’Ente Parco per programmare interventi che rafforzino le performances attrattive e contemporaneamente incidano positivamente sugli ecosistemi locali, ebbene il grande risultato ottenuto, è il frutto di una programmazione coordinata, coerente dove nulla è lasciato al caso».

Oltre al progetto realizzato congiuntamente tra Comune di Pesaro ed Ente Parco, hanno ottenuto finanziamenti UE anche due progetti che insistono su Baia Flaminia: la realizzazione dell’oasi per le tartarughe, ed il progetto realizzato con la Lega Navale (già presentato lo scorso agosto).

«L’attrazione degli investimenti rappresenta ormai una necessità da parte dei Comuni – conclude Vimini – il Comune di Pesaro ormai rappresenta anche a livello regionale un punto di riferimento tale, da garantire performances di competitività capaci di rilanciare nel migliore dei modi lo sviluppo della città». La proposta progettuale, infatti, ha potuto annoverare uno staff composto sia dal Comune di Pesaro, che ha reso disponibili le aree e gli elaborati tecnici sia dall’Ente Parco che ha predisposto piani finanziari e work packages.

«È difficile rendere compatibili le opere infrastrutturali con la difesa dell’ambiente – commenta il presidente del Parco Stefano Mariani – a meno che non si trovino soluzioni che riescano, tramite approfonditi interventi di recupero filologico, a salvaguardare l’ecosistema ed a riqualificare il nostro contesto storico ed ambientale: questo progetto ne costituisce una perfetta sintesi. Il rapporto di collaborazione con l’assessorato alla Bellezza e con Vimini, rappresenta un’attrazione reciproca vitale ed inevitabile, anche grazie a lui siamo pronti a restituire alla Comunità un Parco sempre più verde, sempre più attrattivo e sempre più sicuro».




Rimini. Il pianista Ludovico Einaudi in concerto

Ludovico Einaudi

Il pianista Ludovico Einaudi in concerto nella piazza dei Sogni  venerdì 17 settembre, ore 21. Suona con Federico Mecozzi  (violino) e Redi Hasa (violoncellista).

Dopo l’emozionante show offerto alla città per l’inaugurazione del Fellini Museum, la piazza dei Sogni torna ad accogliere l’arte e lo spettacolo, per un concerto che segna il vero e proprio debutto del riqualificato spazio urbano quale nuova arena della città. Una piazza che è parte integrante dell’innovativo polo museale dedicato alla visionarietà di Federico Fellini e che si prepara ad accogliere un artista che da sempre ha legato la sua arte al cinema, diventando ispirazione per tanti registi e autori contemporanei. C’è infatti la firma di Einaudi nelle colonne sonore di due recenti e acclamate pellicole come Nomadland di Chloé Zhao (vincitore di tre Oscar, Leone D’Oro a Venezia e vincitore di due Golden Globe), musiche da lui scritte e interpretate con Mecozzi al violino e Hasa al violoncello, e The Father di Florian Zeller (due premi Oscar), con colonna sonora che raccoglie sei pezzi tratti da “Seven Days Walking” e con un brano originale da titolo di “My Journey”.