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Provincia di Rimini. Covid: 85 nuovi positivi (38.999 il totale). Terapia intensiva: 5. Decessi: nessuno

Vignetta di Cecco

 

AGGIORNAMENTO DEL 18 AGOSTO 2021, ORE 12

 

Provincia di Rimini

Covid: 85 nuovi positivi (38.999 il totale). Terapia intensiva: 5. Decessi: nessuno

 

Emilia Romagna

Coronavirus, l’aggiornamento: 445 nuovi positivi su oltre 24mila mila tamponi eseguiti (1,8%). 478 guariti, calano i casi attivi
Vaccini: oltre 5,55 milioni di dosi somministrate. Tre decessi. L’età media dei nuovi positivi è 37,9 anni
Bollettino Coronavirus 18 agosto 2021Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 404.521 casi di positività, 445 in più rispetto a ieri, su un totale di 24.502 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 1,8%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati. Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 5.550.477 dosi; sul totale sono 2.539.152 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei 445 nuovi contagiati, 169 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 98 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 187 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 37,9 anni.

Sui 169 asintomatici, 84 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 1 con gli screening sierologici, 51 tramite i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 3 con i test pre-ricovero. Per 30 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Rimini con 85 nuovi casi. Quindi Reggio Emilia (49) e poi Modena (42) e Parma (41). Seguono Ravenna e Piacenza (entrambe 38), Bologna (37), Forlì (36), Ferrara (33) e Cesena (28). Quindi il Circondario Imolese (18).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 10.626 tamponi molecolari, per un totale di 5.400.367. A questi si aggiungono anche 13.876 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 478 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 377.819. I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 13.390 (-36 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 12.974 (-47), il 96,9% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano tre decessi: una donna residente in provincia di Parma di 89 anni, un uomo della provincia di Reggio Emilia di 61 anni e un uomo residente in provincia di Forlì-Cesena di 79 anni. In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.312.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 47 (+3 rispetto a ieri), 369 quelli negli altri reparti Covid (+8). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 2 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 3 a Parma (invariato), 3 a Reggio Emilia (+1), 10 a Modena (+1), 11 a Bologna (-1), 2 a Imola (invariato), 8 a Ferrara (invariato), 2 a Cesena (+1), 1 a Ravenna (invariato), 5 a Rimini (+1). Nessun ricovero a Forlì.

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 24.978 a Piacenza (+38 rispetto a ieri, di cui 20 sintomatici), 30.248 a Parma (+41, di cui 13 sintomatici), 49.127 a Reggio Emilia (+49, di cui 39 sintomatici), 68.250 a Modena (+42, di cui 20 sintomatici), 85.393 a Bologna (+37, di cui 22 sintomatici), 13.054 casi a Imola (+18, di cui 12 sintomatici), 24.522 a Ferrara (+33, di cui 22 sintomatici), 31.750 a Ravenna (+38, di cui 26 sintomatici), 17.681 a Forlì (+36, di cui 26 sintomatici), 20.519 a Cesena (+28, di cui 23 sintomatici) e 38.999 a Rimini (+85, di cui 53 sintomatici).




Economia. L’allarme sul clima dal rapporto Ipcc

Vignetta di Cecco

 

Tratto da lavoce.info

DI MARZIO GALEOTTI, professore ordinario di Economia politica presso il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli studi di Milano.
E ALESSANDRO LANZA, Direttore della Fondazione Eni Enrico Mattei, ha conseguito il Ph.D in Economics presso l’University College of London

Il rapporto Ipcc dell’Onu lancia l’ennesimo campanello d’allarme sui pericoli del riscaldamento globale. Alcune considerazioni per mostrare che un approccio che garantisca lotta al cambiamento climatico e sviluppo economico è possibile.

I numeri e le valutazioni sul nostro clima di cui si è parlato molto negli ultimi giorni sono dovuti alla pubblicazione dell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc). Durante la presentazione avvenuta il 7 agosto, il segretario generale dell’Onu António Guterres ha dichiarato che “l’odierno Ipcc Working Group 1 Report è un codice rosso per l’umanità. I campanelli d’allarme sono assordanti e le prove sono inconfutabili. La soglia del riscaldamento globale concordata a livello internazionale di 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali è pericolosamente vicina. Siamo a rischio imminente di raggiungere gli 1,5 gradi nel breve termine. L’unico modo per evitare di superare questa soglia è quello di intensificare urgentemente i nostri sforzi e proseguendo sulla strada più ambiziosa. Per mantenere in vita gli 1,5°C, dobbiamo agire con decisione ora”. In pratica, i cambiamenti climatici non sono prossimi: vi siamo già dentro.

Il fondamentale lavoro dell’Ipcc documenta che la temperatura media globale del pianeta nel decennio 2011-2020 è stata di 1,09°C superiore a quella del periodo 1850-1900, un picco arrivato a valle di numerosi quanto preoccupanti record: nel 2019 le concentrazioni atmosferiche di CO2 sono state le più alte degli ultimi 2 milioni di anni e quelle degli altri principali gas serra (metano e biossido di azoto) le più elevate degli ultimi 800.000 anni. Negli ultimi cinquant’anni, la temperatura della Terra è cresciuta a una velocità che non ha uguali rispetto agli ultimi duemila e l’aumento medio del livello del mare è cresciuto a una velocità mai vista negli ultimi tremila, arrivando a +20 cm rispetto al 1901. In ogni scenario esplorato dagli scienziati Ipcc, la temperatura media globale aumenterà almeno fino a metà secolo e, di questo passo, la soglia del +1.5°C verrà raggiunta entro il 2040. Nello scenario migliore, quello con azzeramento delle emissioni climalteranti nette entro il 2050, si potrebbe ancora contenere l’aumento delle temperature entro i +2°C.

Il Rapporto dell’Ipcc Working Group 1 dal titolo “Climate Change 2021: The Physical Science” è stato approvato il 6 agosto scorso da 195 governi membri dell’organizzazione al termine di una sessione iniziata il 26 luglio. Si tratta della prima parte del Sesto Rapporto di Valutazione (Ar6) dell’Ipcc, il cui ciclo è iniziato nel 2017 e il cui ultimo atto sarà il Synthesis Report, previsto per settembre 2022. Questo rapporto, come gli altri, è un lavoro davvero imponente al quale hanno prestato le proprie conoscenze e il proprio tempo – in maniera non retribuita, è sempre bene ricordarlo – 234 scienziati di 66 Paesi.

È davvero opera improvvida cercare di sintetizzare un lavoro cosi ampio e complesso in poche righe (si può consultare il Focal point Ipcc per l’Italia allo scopo). Tuttavia, possiamo azzardarci a riassumere le questioni fondamentali in questi punti:

La scienza è chiara e il rapporto provvede a seppellire definitivamente ogni forma di riduzionismo e/o negazionismo. Le emissioni antropogeniche di gas a effetto serra sono responsabili del cambiamento climatico. L’evidenza scientifica è provata ogni oltre ragionevole dubbio e, secondo il Ministro Cingolani, “c’è un peggioramento di tutti i parametri più pericolosi”.

Rispetto al precedente rapporto (Ar5) pubblicato nel 2013-14, molti dati e misurazioni sono diventati più precisi. Tra l’altro si ha adesso un’idea più chiara, date le emissioni cumulative di gas-serra prodotte dalla seconda metà del XIX secolo a oggi, di quanto vale il cosiddetto carbon budget: per avere una probabilità del 50 per cento di restare entro un riscaldamento di +1.5°C “possiamo” emettere solo 500 miliardi di tonnellate di CO2 aggiuntive. Il che significa 15 anni di emissioni industriali al ritmo attuale. E ciò implica – appunto – emissioni nette zero entro il 2050.

I paesi industrializzati (Ocse per semplicità) in forma maggiore o minore hanno tutti abbracciato l’idea di ridurre le emissioni fino ad arrivare addirittura alla neutralità climatica entro il 2050.

I paesi non-Ocse – e qui l’elenco di paesi in via di sviluppo, ma soprattutto emergenti, come l’india, è molto lungo – pur riconoscendo l’importanza del problema e pur comprendendo appieno la pericolosità delle azioni in atto, non sono in grado o non intendono frenare in alcun modo uno sviluppo economico che ai loro occhi appare ancora la priorità assoluta. Secondo uno dei principali quotidiani di quell’enorme paese, il Ministro dell’ambiente indiano ha dichiarato che “raggiungere lo zero netto da solo non è sufficiente, perché sono le emissioni cumulative fino allo zero netto che determinano la temperatura raggiunta. Ciò è stato ampiamente confermato nel rapporto dell’Ipcc, che rivendica la posizione dell’India secondo cui “le emissioni cumulative storiche sono la fonte della crisi climatica che il mondo deve affrontare oggi”. E di queste emissioni storiche sono responsabili i paesi sviluppati.

Se la scienza è la condizione necessaria, la politica è quella sufficiente. La prima da tempo suona l’allarme, la seconda è lenta se non lentissima a muoversi. L’azione dell’Unione europea dimostra tuttavia che, se esiste la volontà politica, è possibile ottenere dei risultati. E dimostra anche che va sfatata l’idea che ridurre le emissioni significa sacrificare lo sviluppo: dal 1990, le emissioni si sono ridotte del 23 per cento a fronte di una crescita del Pil del 60 per cento.

Tutto bene dunque? No. Perché l’Ue non è sufficiente, contando solo per il 9 per cento delle emissioni di gas-serra. Si leggono già gli allarmi di quanto potrebbe essere squilibrata e dannosa per la sua economia e la competitività un’azione europea unilaterale al taglio delle emissioni. Le difficoltà del coinvolgimento dei principali emettitori nella lotta decisa al clima, secondo quanto indicato dalla scienza, e la lentezza della politica, i cui tempi non sono certo quelli della scienza, puntano il dito in una direzione chiara: la necessità di adattarsi.

Anche se non avrà la stessa eco di questo primo pezzo della storia, l’adattamento è al centro del secondo pezzo del lavoro dell’Ipcc. Il Rapporto del Working Group II intitolato “Impacts, Adaptation and Vulnerability” sarà pubblicato a febbraio 2022 e indicherà in maniera inequivoca come non si possa attendere di correre ai ripari, proprio perché già vediamo le prime avvisaglie dei cambiamenti climatici e ne constatiamo i danni. Non basteranno perciò le politiche di mitigazione che riducano a zero le emissioni (nette). Che siano anch’esse assolutamente necessarie ce lo confermerà la pubblicazione prevista per marzo 2022 della terza parte del rapporto Ipcc a cura del Working Group III, appunto intitolato “Mitigation of Climate Change. Diventa purtuttavia urgente evitare o attenuare le conseguenze delle ondate di calore, dell’aumento del livello dei mari, delle alluvioni, degli incendi. Perché tutto questo, anche in un mondo di emissioni nette nulle, non verrà meno per molto, molto tempo.

La nostra impressione – se non previsione – è che, da una parte, l’adattamento ai cambiamenti del clima sarà sempre più al centro dell’azione politica e che, dall’altra, le soluzioni naturali e le tecnologie per la rimozione dei gas-serra dall’atmosfera (il cosiddetto Carbon Dioxide Removal) diventeranno gli strumenti di mitigazione su cui verterà sempre più il dibattito politico internazionale. Come si dice: stay tuned.

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Provincia di Rimini. Covid: 61 nuovi positivi (38.914 il totale). Terapia intensiva: 4. Decessi: uno

di Marino Bonizzato

 

 

AGGIORNAMENTO DEL 17 AGOSTO 2021, ORE 12

 

 

Provincia di Rimini

Covid: 61 nuovi positivi (38.914 il totale). Terapia intensiva: 4. Decessi: uno (donna di 72 anni)

 

Emilia Romagna

Coronavirus, l’aggiornamento: 478 nuovi positivi su quasi 28 mila tamponi eseguiti. Vaccini: oltre 5,5 milioni di dosi somministrate
319 i guariti. Si contano sette decessi, ma c’è stato un riallineamento dati rispetto agli ultimi 10 giorni. L’età media dei nuovi positivi è 35,3 anni
Bollettino Coronavirus 17 agosto 2021Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 404.078 casi di positività, 478 in più rispetto a ieri, su un totale di 27.710 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 1,7%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati. Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 5.525.796 dosi; sul totale sono 2.531.248 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei 478 nuovi contagiati, 191 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 131 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 149 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 35,3 anni.

Sui 191 asintomatici, 82 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 5 con gli screening sierologici, 28 tramite i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 7 con i test pre-ricovero. Per 69 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 106 nuovi casi. Quindi Modena (93) e poi Rimini (61), Piacenza (42). Seguono Ferrara (38) e Parma (38), Reggio Emilia (36), Ravenna (24) Forlì (17) e Cesena (15). Quindi il Circondario Imolese (8).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 11.433 tamponi molecolari, per un totale di 5.389.741. A questi si aggiungono anche 16.277 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 319 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 377.341. I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 13.428 (+152 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 13.023 (+131), il 97% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano sette decessi (c’è stato un riallineamento dati relativo agli ultimi 10 giorni). Si tratta di tre uomini (96, 89 e 78 anni) e di tre donne (97, 94 e 60 anni) della provincia di Bologna, e di una donna di 72 anni della provincia di Rimini. In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.309.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 44 (+4 rispetto a ieri), 361 quelli negli altri reparti Covid (+17). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 2 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 3 a Parma (invariato), 2 a Reggio Emilia (invariato), 9 a Modena (-1), 12 a Bologna (+1), 2 a Imola (invariato), 8 a Ferrara (+1), 1 a Cesena (+1), 1 a Ravenna (invariato), 4 a Rimini (+1). Nessun ricovero a Forlì.

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 24.940 a Piacenza (+42 rispetto a ieri, di cui 26 sintomatici), 30.207 a Parma (+38, di cui 16 sintomatici), 49.078 a Reggio Emilia (+36, di cui 30 sintomatici), 68.208 a Modena (+93, di cui 61 sintomatici), 85.358 a Bologna (+106, di cui 59 sintomatici), 13.036 casi a Imola (+8, di cui 6 sintomatici), 24.489 a Ferrara (+38, di cui 16 sintomatici), 31.712 a Ravenna (+24, di cui 13 sintomatici), 17.645 a Forlì (+17, di cui 13 sintomatici), 20.491 a Cesena (+15, di cui 11 sintomatici) e 38.914 a Rimini (+61, di cui 36 sintomatici).

È online il report settimanale con l’andamento dell’epidemia in regione, all’indirizzo https://bit.ly/2W5x0Og.




Riccione. Albe in controluce, Nada Duo il 22 agosto alle Fontanelle spiaggia 19

Nada

 

Albe in controluce, Nada Duo il 22 agosto, ore 6, alle Fontanelle, Spiaggia 19. La voce inconfondibile di Nada al sorgere del sole

sarà accompagnata dal chitarrista Andrea Mucciarelli.

 

Nada Malanima, nota per il suo nome d’arte come Nada, il nome è lo stesso della zingara che, leggendo la mano della madre durante la gravidanza, le predisse che avrebbe avuto una figlia, la quale avrebbe fatto molta strada. La gitana evidentemente sapeva quello che diceva, perché nel 1969, a soli quindici anni, Nada si presenta al Festival di Sanremo con “Ma che freddo fa”. La canzone si classificò quinta e ottenne un enorme successo, guidando le classifiche italiane per oltre un mese. Da quel momento, la giovane toscana è proiettata fra le stelle della musica italiana. Partecipa altre sei volte al festival e lo vince nel 1971 con “Il cuore è uno zingaro”. Sigla diciotto album in totale, passando nel tempo al pop più leggero di “Amore disperato” (1983) e duettando, fra i vari, con Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni e Adriano Celentano. Ospite frequente a Festivalbar per due decenni, Nada si è imposta come una delle protagoniste del panorama cantautoriale italiano. Dagli anni 2000, la cantante ha soprattutto lavorato come autrice per artisti di spessore, come Ornella Vanoni e gli Zen Circus. Ha, inoltre, preso parte ad opere teatrali con Dario Fo e pubblicato cinque libri. Dall’autobiografia “Il mio cuore umano” (2008) è tratto il nuovo film “La bambina che non voleva cantare”, diretto da Costanza Quatriglio.

Nada, accompagnata a Riccione da Andrea Mucciarelli alla chitarra, talentuoso chitarrista della scuola jazz blues senese, interpreterà brani come “Il porto di Livorno” di Piero Ciampi, la popolare “Ma che freddo fa”, grandi successi come “Amore disperato”, “Ti stringerò” e classici della tradizione popolare, fino alle canzoni di oggi (“Guardami negli occhi”, “Luna in piena” e “Senza un perché”, colonna sonora di “The Young Pope”, e altre) in cui oltre ad essere interprete Nada è anche autrice.

 

MODALITÀ DI ACCESSO

ll concerto è a ingresso libero.

Apertura cancelli: ore 5. Orario di inizio: ore 6. In ottemperanza alle normative anti-Covid, i posti disponibili sono limitati, è possibile prenotare fino a esaurimento delle disponibilità a questo link: https://bit.ly/3yQ5YIY

Si evidenzia che la prenotazione garantisce l’accesso, ma è comunque richiesto di presentarsi all’ingresso con largo anticipo prima dell’inizio del concerto, al fine di espletare i dovuti controlli.

Ai varchi d’accesso verrà richiesto di esibire un documento di identità in corso di validità e la certificazione verde Covid-19, ovvero il “Green Pass”. Lo staff presente ai varchi controllerà la validità della certificazione.

Il Comune di Riccione offre a tutti i cittadini la possibilità di effettuare un test antigenico rapido nei giorni e nelle ore prima del concerto. Sono previsti quattro laboratori mobili per effettuare il tampone rapido, collocati in punti strategici della città: piazzale Roma, viale D’Annunzio 125 in prossimità del Samsara Beach, all’altezza del bagno 44 in prossimità di viale Torino 10 e all’ingresso di Aquafan in via Ascoli Piceno. È possibile consultare gli orari di apertura dei laboratori mobili sul portale riccione.it.

Il concerto di Nada è il quinto di sette appuntamenti, dal 25 luglio al 5 settembre, sette concerti che uniscono generazioni e generi musicali diversi, Albe in controluce riesce a costruire una prospettiva che va oltre il semplice evento, è diventato nel tempo un vero e proprio festival d’eccellenza e richiama appassionati da ogni parte d’Italia. Il prossimo concerto in programma al sorgere del sole è lo straordinario omaggio a Lucio Dalla di Javier Girotto, Natalio Mangalavite e Peppe Servillo previsto domenica 29 agosto (ore 6:00, Spiaggia 128).

La rassegna Albe in controluce – Concerti al sorgere del sole sulle spiagge di Riccione è promossa, curata e organizzata dall’assessorato Turismo Sport Cultura Eventi del Comune di Riccione in collaborazione con Cooperativa Bagnini Riccione e con gli operatori balneari.