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Cattolica. Cesare Pronti da Cattolica (1626-1708), inaugurata mostra

Cesare Pronti da Cattolica (1626-1708), inaugurata mostra lo scorso 10 luglio presso la Galleria Comunale Santa Croce (Via Giovanni Pascoli, 21) . Resterà aperta tutti i giorni, eccetto il lunedì, dalle 21 alle 23; il martedì sera, alle 21 visita guidata gratuita (su prenotazione presso IAT Cattolica tel. 0541.966621-967)

La mostra di Cesare Pronti, pittore secentesco nato a Cattolica e morto a Ravenna, riporta la pittura dentro la Galleria Comunale Santa Croce, dal 1980 sede privilegiata e pressoché unica delle mostre d’arte in città. Era essenziale riannodare quei fili e l’occasione del 750° compleanno è parsa particolarmente felice per riprendere la riflessione intorno alla pittura di Cattolica, partendo dalle origini o, meglio, dal suo esponente più antico, che fu “prospettivo, architetto e pittore”, artista coltissimo e visionario.

Ad Alessandro Giovanardi, illustre storico dell’arte riminese, è stata affidata la curatela, e con lui hanno lavorato critici e storici certamente “illuminati”: Ivana Balducci, Annamaria Bernucci, Maurizio Castelvetro e Massimo Pulini.

Il frutto di questo interessante lavoro è una rilettura, e in qualche caso per la prima volta una lettura, dell’opera di Pronti, entro uno sguardo critico che ha svelato influenze, modi e forme del suo comporre e del suo tratto. E da tutto ciò è scaturita soprattutto una nuova curiosità intorno all’artista, che merita certamente una rilettura compiuta e ben più estesa, cui si rimanda come imprescindibile, prossimo appuntamento.

Presso la Galleria Santa Croce è in vendita il catalogo della mostra edito dall’editore Pazzini e curato da Alessandro Giovanardi.




Santarcangelo di Romagna. “Via Saffi 32”, premio Campione Regionale ed entra nella Guida Street Food 2022 del Gambero Rosso

Da sinistra: Andrea Marconi, Cristina Maggioli e Silvia Giacomini

 

“Via Saffi 32″, premio Campione Regionale ed entra nella Guida Street Food 2022 del Gambero Rosso. Arrivato grazie alle tigelle, alle focacce
e al Bignè di Santarcangelo

“Via Saffi 32” la nuova bottega-laboratorio di Santarcangelo di Romagna entra nella prestigiosa guida Street Food 2022 del Gambero Rosso e ha ritirato a Roma il premio di campione Emilia-Romagna.
A ritirare il Premio al Maxxi di Roma sono stati Cristina Maggioli, titolare della Bottega insieme alla famiglia, Andrea Marconi, mastro pasticcere e Silvia Giacomini, apprendista pasticcera di “Via Saffi 32”.
La nuova guida Street Food 2022 del Gambero Rosso, alla sua settima edizione, celebra il cibo di strada e la sua evoluzione contemporanea.
“Siamo onorati e orgogliosi di aver ritirato questo importante premio – ha detto Cristina Maggioli – Essere inseriti nella Guida era già una bella notizia ma ricevere anche il premio come campione per la nostra regione è stato un piacevole e inaspettato riconoscimento, soprattutto per una realtà giovane come la nostra che ha aperto i battenti durante la pandemia, quando tutti stavano chiudendo. Nato dall’idea di mio padre Manlio Maggioli, Via Saffi 32 è uno spazio che dopo una ristrutturazione meravigliosa è diventato un contenitore bellissimo dove ha trovato casa Andrea Marconi, pasticcere storico de “La Sangiovesa” che affiancato da Silvia Giacomini ha dato vita ad un luogo unico nel suo genere.
Il premio è un riconoscimento per il lavoro fatto in tutti questi anni, un lavoro partito 30 anni fa con “La Sangiovesa”, proseguito con la “Tenuta Saiano” che ha aggiunto grande valore alle produzioni del territorio ed infine è arrivato “Via Saffi 32” e siamo “scesi in strada” diventando campioni di street food”.
“Il successo di “Via Saffi” nasce da un luogo con due anime e diverse funzioni: una bottega dove si possono acquistare tutti i prodotti di Tenuta Saiano come vini, vermouth, salumi, olio, miele, ma soprattutto la sua forza è stata la produzione e vendita di focacce a 90 ore di lievitazione e tigelle con farina biologica dei grani antichi della Valmarecchia farcite con i salumi di Tenuta Saiano e le verdure di stagione e il nostro Bignè di Santarcangelo. Il Premio, infatti ci è stato conferito proprio per le tigelle, le focacce e il Bignè”. – ha concluso Cristina Maggioli.




Pesaro. Milena Fiorani (piazza delle Erbe), premiata dal Comune per i 50 anni di commercio

Milena Fiorani, premiata dal Comune per i 50 anni di commercio

“Per l’operosa attività e il servizio alla popolazione, la riconoscenza e la gratitudine della città di Pesaro”. Il sindaco Matteo Ricci e l’assessore alle Attività economiche Francesca Frenquellucci hanno consegnato un attestato di riconoscimento alla storica commerciante del centro. «Ringraziamo lei e tutta la sua famiglia, per aver gestito per 50 anni, la bancarella di frutta e verdura in piazza delle Erbe, sempre con dedizione e cordialità».




Provincia di Rimini. Covid: 17 positivi (36.369 il totale). Terapia intensiva: 1. Decessi: nessuno

 

AGGIORNAMENTO DEL 13 LUGLIO 2021, ORE 12

 

Provincia di Rimini

Covid: 17 positivi (36.369 il totale). Terapia intensiva: 1. Decessi: nessuno

 

Emilia-Romagna

76 nuovi positivi su 17.627 tamponi effettuati (0,4%). Nessun decesso. Aumentano i guariti (+157), calano casi attivi (-81) e ricoveri (-8)

Il 92,6% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 32,1 anni. Vaccinazioni: quasi 4 milioni e 300mila dosi somministrate. Online il report sull’andamento del contagio in regione

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 387.789 casi di positività, 76 in più rispetto a ieri, su un totale di 17.627 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dello 0,4%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati.

Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Alle ore 13 sono state somministrate complessivamente 4.299.434 dosi; sul totale, 1.768.200 sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei 76 nuovi contagiati, 15 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 41 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 41 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 32,1 anni.

Sui 15 asintomatici, 12 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 1 tramite test pre-ricovero. Per 2 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna e Rimini entrambe con 17 nuovi casi, Piacenza e Modena con 10, a seguire Ravenna con 7 casi, Reggio Emilia e Cesena 6, Ferrara 3. Nessun nuovo caso a Parma, Forlì e Circondario Imolese.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 8.596 tamponi molecolari, per un totale di 5.083.798. A questi si aggiungono anche 9.031 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 157 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 372.408.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 2.113 (-81 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.956 (-73), il 92,6% del totale dei casi attivi.

Non si registrano nuovi decessi. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione restano quindi 13.268.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 13 (uno in meno rispetto a ieri), 144 quelli negli altri reparti Covid (-7).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 1 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 1 a Parma (invariato), 4 a Modena (invariato), 5 a Bologna (invariato), 1 a Ferrara (invariato), 1 a Rimini (invariato). Nessun ricovero in terapia intensiva a Imola, Ravenna, Forlì, Cesena e Reggio Emilia.

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.741 a Piacenza (+10 rispetto a ieri, di cui 7 sintomatici), 28.793 a Parma (invariato), 47.066 a Reggio Emilia (+6, tutti sintomatici), 65.893 a Modena (+10, di cui 6 sintomatici), 82.530 a Bologna (+17, di cui 16 sintomatici), 12.677 casi a Imola (invariato), 23.218 a Ferrara (+3, di cui 2 sintomatici), 30.608 a Ravenna (+7, di cui 5 sintomatici), 17.134 a Forlì (invariato), 19.760 a Cesena (+ 6, di cui 4 sintomatici) e 36.369 a Rimini (+17, di cui 15 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 2 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.

Il Report settimanale sull’andamento dell’epidemia in regione è disponibile al link: https://url.emr.it/ds566q4v /CC




Misano Adriatico. Alfiero Gentilini, moriva il 14 luglio del 1978. Aveva 48 anni

Alfiero Gentilini (1930 – 1978)

Il busto di Alfiero Gentilini in piazza della Repubblica. Il piccolo Lorenzo

 

Alfiero Gentilini, moriva il 14 luglio del 1978. Aveva 48 anni

 

Lo chiamavi a notte fonda, alle due, tre, quattro, ed eri certo che Alfiero Gentilini arrivava in pigiama. Visitava l’ammalato, si tratteneva a fare quattro chiacchiere in dialetto a ricordare la Misano della sua infanzia e tornava a letto. Se arrivava in campagna, quando ancora le strade erano bianche, gradiva uova e il salame ben fatto. Alla romagnola. Spesso con la sua 500 accompagnava i pazienti all’ospedale Ceccarini di Riccione, o a Rimini, se erano bambini. Laurea in Pediatria a Parma nel 1963, è stato il medico condotto per antonomasia di Misano Adriatico negli anni ‘60 e ‘70; fino diventare un mito. Forse non c’è misanese sopra i 50 anni che non lo ricordi. Se gli eroi muoiono giovani, Gentilini ne ha seguito la sorte. Scompare prima del tempo a 48 anni; siamo nel 1978, il 14 luglio (giorno della Rivoluzione francese). Lascia la giovane e bellissima moglie, Nadia (le sorelle Gentilini erano una più bella delle altre) e due figli, Paolo e Romina.
Da anni, tra vecchi misanesi, si parlava di un libro che ne raccontasse la vita. Finalmente arriva. Lo ha curato Pietro Bisoni, un amico. Si intitola “Un medico d’altri tempi” (Silverbook, 96 pagine). Di grande formato, è impreziosito da decine di fotografie che oltre a saper raccontare Gentilini, affrescano la comunità misanese dagli anni Trenta fino a tutti i Settanta.

Professione albergatore, ristoratore, Siro, oltre ad essere uno degli amici del cuore, era il titolare del bar che frequentava assieme ad una combriccola di una quindicina di coetanei. Ogni tanto lo accompagnava nelle visite domiciliari notturne, lo ricorda così: “La professione non gli pesava, la svolgeva con gioia ad ogni ora ed era sempre disponibile… mai una lamentela. Per lui non vi era nessuna differenza tra ricco e povero. Bisognava solo curare. Aveva una mente veloce ed attenta, nel fare la diagnosi”.
Non solo medico amatissimo, Fiero (come lo chiamava la comunità), ma anche attento alla vita del suo paese. Il pensiero del sindaco Stefano Giannini: “Era un uomo che amava la compagnia e che, sebbene indaffarato a correre da tutti e a rispondere a tutti, trovava modo di avere genuini momenti di convivialità popolare. Era un uomo di passioni (politiche, sportive, sociali), ma mai divisivo e settario”.
Dopo la sua morte, Misano gli ha intitolato un torneo di calcio, “Il Trofeo Gentilini” ed eretto un busto in bronzo, collocato nel giardino della scuola materna di Misano Mare; oggi il busto è stato collocato in piazza della Repubblica.




Rimini-Riccione. Liberty, visite guidate con Andrea Speziali

 

Liberty, visite guidate con Andrea Speziali

Domani si conclude in provincia di Rimini la terza edizione di Art Nouveau Week, manifestazione internazionale che dall’8 al 14 luglio di ogni anno celebra la corrente culturale e artistica Art Nouveau nelle sue più molteplici espressioni.

Il programma promosso dall’Associazione ITALIA LIBERTY è patrocinato dal MiC Ministero della Cultura, Enit, Council of Europe e Fondazione Italia Patria della Bellezza ed è rivolto a chiunque voglia immergersi nelle suggestive atmosfere dell’Art Nouveau, in Italia e all’estero tra visite guidate in ville, palazzi e giardini oltre a conferenze e mostre.

 

Il curatore della rassegna, Andrea Speziali, ha selezionato per la ricorrenza questa settimana poichè ogni giorno nasceva un protagonista del Liberty: dall’anniversario della nascita di Giuseppe Sommaruga, uno tra i protagonista del Liberty italiano, che di quello di Gustav Klimt, insuperabile artista della Secessione viennese, nonché di altri autori dello stile Liberty nati ogni giorno della settimana come ad esempio: Otto Wagner, Giovanni Michelazzi, Salvatore Gregorietti, William Henry Bradley.

 

Commenta così <<Riccione a inizi Novecento vede un fiorire di architetture votate alla modernità del tempo dal gusto Liberty, floreale per simboleggiare la borghesia di famiglie come i Pullè, Serafini, Antolini e Lodi Fé che hanno incaricato architetti di calibro, ad esemlio Mirko Vucetich per progettare la dimora in riviera. Una sorte più spinosa avviene a Rimini in cui solo l’imponente e sontuoso Grand Hotel dei Somazzi o il villino Cacciaguerra rappresentano decorazioni Liberty sormontando le ideologie stilistiche della giunta comunale imponendo l’adesione al movimento dell’Art Nouveau.>> Andrea Speziali

Domani, in provincia di Rimini è in programma una visita guidata in bicicletta alla riscoperta del Liberty dove si visitano anche le maioliche di Chini a Viserba e altri gioielli architettonici.

L’appuntamento alle ore 10:30 da villa Franceschi a Riccione, sede del Centenario della città. Grazie alla sensibilità del Comune il pubblico potrà ammirare gli interni grazie alla narrazione di Sara Andruccioli. La passeggiata prosegue a villa Pullè in corso di ristrutturazione e una visita a villa Lodi Fè. Speziali accompagnerà il pubblico anche nei villini più inedito come villa dell’Amarissimo in viale Diaz e la Galleria Montparnasse finemente affrescata. Da li si pedala fino a Miramare per visitare villa Haydeè, seguendo a Rimini con la visita nell’hotel Belvedere con decorazioni Liberty di pregio e altre ville in zona. La passeggiata termina al Grand Hotel di Rimini. Il percorso vede altre dimore che prevalentemente, causa covid si fruiranno dall’esterno con il racconto dell’esperto.
La partecipazione con la copia del libro sul Liberty in pdf è gratuita grazie alla sponsorizzazione di Banca Malatestiana. Obbligatoria la prenotazione via sms: 320 0445798 e info@italialiberty.it L’evento si potrà seguire in diretta nazionale su Clubhouse e profilo twitter di @andreaspeziali nel podcast in cui tutti possono intervenire e domandare.

PROGRAMMA: https://www.italialiberty.it/riccione_rimini_romagna_anw_2021_016/




Cattolica. Turismo, conferenza con Annunziata Berrino e Stefano Pivato

Annunziata Berrino

Stefano Pivato

 

Turismo, conferenza con Annunziata Berrino e Stefano Pivato: “Sul turismo balneare”.

All’interno del calendario di appuntamenti per i 750 anni dalla fondazione di Cattolica. Appuntamento: giovedì 15 luglio alle 21 alla Piazza del Mercato con Annunziata Berrino e Stefano Pivato che, aiutati dalla proiezione di immagini, dialogheranno dell’evoluzione e dello sviluppo della cultura balneare in Italia, di cui Cattolica è grande esempio

Si parla dei grandi temi della cultura balneare che nel nostro Occidente ha ormai oltre un secolo e mezzo di storia. Prima di tutto le origini terapeutiche e come la cultura della balneazione minerale passi dalle località dell’interno alle coste a metà Ottocento. Poi come nella pratica terapeutica inizia a penetrare il bisogno di divertimento e come le due culture si dividono gli spazi costieri a fine Ottocento. Ancora, come nel primo Novecento la stagionalità si fissa all’estate e il mare diventa socialità e moda e come a partire dal secondo Novecento il Mediterraneo viene contaminato dalla cultura americana, che apporta il modello della Polinesia e un edonismo non più celato, ma esibito.
In questo contesto si inserisce la vicenda di Cattolica dove, attorno alla metà dell’Ottocento, risulta diffusa la pratica della balneazione a scopo terapeutico. Come scrive infatti un medico locale, Domenico Cervesi, in un volumetto pubblicato nel 1956 «L’ordinaria stagione dei bagni a Cattolica […] ha principio coi primi di luglio e termina sulla metà di agosto […]. Il ceto dei bagnanti che vi accorre è quello di mezzo e quasi tutti delle province di Bologna, Ferrara Ravenna e Forlì». Verso la fine dell’Ottocento data la costruzione del Kursaal e dei primi villini al mare. Fra i «bagnanti» illustri di quella prima stagione dei bagni ricordiamo Guglielmo Marconi e Vasilij Kandinski.
Con questi primi passi la storia della Cattolica balneare si inserisce nella storia del turismo fino ad omologarsi alle più recenti tendenze del turismo mondiale.
Infine come la cultura balneare marina a partire dagli anni ’80 del Novecento inizia a scomporsi ed a essere insidiata dalla diversificazione delle pratiche turistiche, modellate dal nuovo bisogno di sostenibilità, ma anche dal confronto con culture, come quella cinese, che non praticano balneazione marina e bronzage.
E poi uno sguardo verso il futuro: oggi il 35% dei potenziali turisti nel mondo pensa ancora alla vacanza balneare, ma in questa percentuale gli immaginari e le pratiche, e dunque la domanda, è straordinariamente diversificata e attende di essere analizzata e compresa con intelligenza, soprattutto da paesi come l’Italia, che molto, forse troppo, investono sulla linea di costa.
Oggi la vacanza balneare può essere una crociera, ma anche la ricerca di un mare percepito come risorsa naturale; può essere un villaggio strutturato in piscine, ma anche un uso del mare che avanza, rispetto alla vita da spiaggia che ha dominato nel Novecento e che invece arretra.
Annunziata Berrino insegna Storia contemporanea nell’Università di Napoli Federico II. Tra le sue pubblicazioni per il Mulino: «Storia del turismo in Italia» (2011), «I trulli di Alberobello» (2012) e «Andare per terme» (2014).
Stefano Pivato ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Trieste e di Urbino e collabora con il Dipartimento di storia dell’Università di San Marino. Per il Mulino ha tra l’altro pubblicato: «I comunisti mangiano i bambini» (2013), «I comunisti sulla Luna» (con M. Pivato, 2017), «Storia sociale della bicicletta» (2019), «Storia dello sport in Italia» (con P. Dietschy, 2019) e, da ultimo, «La felicità in bicicletta» (il Mulino, 2021).
L’evento è curato dalla Società editrice il Mulino in collaborazione con il Comune di Cattolica.

 




Misano Adriatico. Bertuccioli, un misanese a Wimbledon

Valerio Bertuccioli

 

Valerio Bertuccioli si diverte come un adolescente, grazie al fatto che ha una preparazione rigorosa e di prim’ordine. Liceo classico, laurea in Lettere e l’inglese quasi all’altezza dell’italiano; per tre anni ha lavorato in un locale a Sydney, Australia.
Da ragazzo ha fatto atletica; il maggiore alloro: campione regionale di salto in alto con 1,85 metri. Per una decina d’anni ha lavorato agli eventi della Fidal (la Federazione italiana di atletica). Gli avevano proposto il posto fisso a Roma, ma per ragioni di qualità della vita declinò.
Rientrato dall’Australia nel 2016, racconta: “L’Italia è il posto dove si vive meglio al mondo, ma per trovare lavoro il curriculum è inutile, ci vogliono le conoscenze. All’estero è diverso”.
In questi anni si è sempre arrangiato: supplente a scuola, lavoretto a Villa Mussolini. Nel 2019, per gioco ma neppure troppo, spedisce il curriculum a Wimbledon, il torneo di tennis più importante al mondo. Faceva parte di un lotto di 2.200 aspiranti; ne assumevano cento. Tre nel suo ufficio composto da 12 persone; sarà uno dei tre. Gli hanno rinnovato il contratto anche quest’anno, dopo il salto 2020 causa chiusura da pandemia. A Wimbledon il suo superiore gli compila la pagella: massimo dei voti.
Per la cultura italica, si ha che Bertuccioli ha spedito il curriculum anche per gli Internazionali d’Italia di tennis (e non solo); non gli hanno mai neppure risposto.
Dice Valerio: “Parlo solo delle cose di cui ho competenze; se non so, sto zitto. In Italia, purtroppo, c’è la sindrome del borgo. Cioè pensiamo che ogni città è l’ombelico del mondo. Invece, fuori ci sono Wimbledon, l’America’s Cup e molto altro”.
Tornato a casa da Londra nel luglio del 2019 si è sdoppiato tra Villa Mussolini e l’insegnamento. Impara che gli organizzatori dell’America’s Cup (la gara più blasonata della storia della vela) stanno cercando il responsabile accrediti per il Challenger of records Americas Cup 36. Spedisce il curriculum a Luna Rossa, che gira tutto agli organizzatori, cioè Prada. Viene preso.




Economia. Scialpinisti e no-vax: lo stesso errore rovinoso

 

Tratto da lavoce.info

DI ENRICO RETTORE, professore ordinario di Econometria presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Padova
E PAOLO TOSI, ‘ professore associato di fisica sperimentale all’Università di Trento dove dirige il Laboratorio di Fisica Molecolare

L’errata interpretazione dei dati relativi a fenomeni di interesse pubblico dà luogo a opinioni comuni sbagliate. E opinioni sbagliate portano a comportamenti sbagliati e a volte pericolosi. Succede agli scialpinisti, ma anche a chi rifiuta il vaccino.

Sciatori che non si fidano dei bollettini della neve

L’errata interpretazione dei dati relativi a fenomeni di interesse pubblico dà luogo a opinioni comuni sbagliate. Opinioni sbagliate inducono comportamenti sbagliati. Talvolta pericolosi. Per illustrare il problema, prendiamo il caso degli incidenti da valanga, interessante per almeno due motivi: abbiamo a disposizione evidenze solide, decenni di dati; l’errore commesso nell’interpretazione dei dati ha conseguenze potenzialmente drammatiche.

Ogni anno sul versante italiano delle Alpi muoiono svariate decine di scialpinisti, travolti da valanghe che quasi sempre hanno staccato loro stessi. L’Associazione interregionale neve e valanghe (Aineva) pubblica informazioni relative a questi incidenti e periodicamente analizza i dati fornendo statistiche di sintesi. Il dato che emerge sistematicamente dalle analisi è che gran parte degli incidenti avvengono in condizioni di pericolo valanghe medio-basso (la scala europea dell’indice di pericolo va da 1 – basso a 5 – molto alto). In figura 1 è descritto il caso degli incidenti nella stagione 2019-2020, ma la stessa regolarità si osserva a partire da metà anni Ottanta, quando ne è iniziata la rilevazione sistematica.

Il dato suscita, da anni, vivaci discussioni tra gli appassionati perché sembra contraddire l’ovvia intuizione che a maggior indice di pericolo dovrebbe corrispondere un maggior numero di incidenti. L’apparente contraddizione ha dato luogo a una diffusa convinzione tra gli appassionati – sbagliata, come vedremo – secondo la quale l’indice di pericolo, diramato da Aineva durante la stagione invernale ogni due-tre giorni, sarebbe inaffidabile: per cui, meglio non considerarlo e fidarsi del proprio naso.

L’errore di interpretazione sta nel fatto che il semplice confronto tra il numero di incidenti ai vari livelli dell’indice di pericolo non tiene conto di due elementi decisivi:
– nell’arco della stagione invernale sono molto più numerosi i giorni nei quali l’indice di pericolo è al livello 2 e 3 rispetto ai giorni nei quali è al livello 4 e 5;
– nei giorni nei quali l’indice di pericolo è ai livelli medio-bassi ci sono molte più persone in giro per i monti rispetto ai giorni nei quali l’indice di pericolo è alto.

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Se si rapporta il numero di incidenti avvenuti in corrispondenza a un certo livello di pericolo al numero di giorni in cui si è osservato quel livello di pericolo e se si tiene conto del diverso numero di persone in circolazione ai vari livelli di pericolo, si ottiene il grafico in figura 2. Documenta in modo lampante come al livello più elevato del pericolo il rischio di staccare una valanga sia moltopiù elevato: circa 5 volte più alto rispetto al livello intermedio, circa 25 volte più alto rispetto al livello basso.

Figura 2 – Tasso di distacco di una valanga provocata dallo scialpinista al variare dell’indice di pericolo (Provincia autonoma di Trento, 1995-2009)

Fonte: Associazione Interregionale di coordinamento e documentazione
per i problemi inerenti alla neve e alle valanghe
All’origine dell’errore – molto diffuso, purtroppo – c’è la confusione tra due diversi rapporti:
– (numero di incidenti al livello di pericolo x)/(numero totale di incidenti). È il rapporto che si desume dalla figura 1;
– (numero di incidenti al livello di pericolo x)/(numero di giorni/persona esposti al livello di pericolo x).

Il secondo rapporto – e solo il secondo – è quello che interessa allo scialpinista. Risponde alla domanda: se domani faccio una gita al livello di pericolo x, quanto rischio un incidente? Il primo rapporto risponde invece a una domanda irrilevante per lo scialpinista: se capita un incidente, quanto è probabile che sia accaduto al livello di pericolo x?

La confusione tra i due rapporti dà luogo purtroppo a conseguenze potenzialmente molto gravi. Molti scialpinisti ignorano consapevolmente il livello di pericolo diffuso tramite i bollettini nivo-meteo Aineva, convinti che quel livello di pericolo sia inaffidabile. Qualche anno fa l’ufficio statistico della provincia autonoma di Bolzano ha svolto un’indagine sul campo, intervistando nelle prime ore della giornata un campione di scialpinisti, nei luoghi dai quali si accingevano a iniziare la loro gita: il 50 per cento degli intervistati non conosceva il livello di pericolo previsto da Aineva per quel giorno e per la località nella quale si trovavano.

Leggi anche: La corsa ai vaccini si vince con la complessità
Il rapporto da seguire sui vaccini

Fosse un errore che riguarda solo la ristretta cerchia degli scialpinisti, si tratterebbe di un problema grave, ma circoscritto. Ma non è così. A qualche mese dall’inizio della campagna di vaccinazione anti-Covid-19, la domanda cruciale per la decisione se vaccinarsi o meno è la seguente: quanto rischio il contagio se mi vaccino? E se non mi vaccino? Alla domanda si risponde calcolando il seguente rapporto:

numero di contagiati vaccinati/numero di vaccinati

e l’analogo rapporto relativo ai non vaccinati (meglio ancora se si tiene conto dei fattori di rischio: età, patologie pregresse e così via). Procedendo in questo modo, si trova che tra i vaccinati la probabilità di contagio è molto inferiore rispetto ai non vaccinati (qui, per esempio, il caso di Israele). Purtroppo, anche nel caso dei vaccini contro il Covid-19 l’errore incombe, e capita di vedere calcolato e commentato il rapporto sbagliato (per esempio):

numero di contagiati vaccinati/numero di contagiati

È lo stesso sbaglio commesso dagli scialpinisti che snobbano l’indice di pericolo Aineva. Questi errori fanno opinione e inducono scelte sbagliate, con conseguenze potenzialmente drammatiche. Per evitare che si diffondano, urge una “campagna 3I”: identificare, isolare, rendere inoffensivi.

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Provincia di Rimini. Covid: 12 positivi (36.352 il totale). Terapia intensiva: 1. Decessi: nessuno

 

AGGIORNAMENTO DEL 12 LUGLIO 2021, ORE 12

 

Provincia di Rimini

Covid: 12 positivi (36.352 il totale). Terapia intensiva: 1. Decessi: nessuno

 

 

Emilia-Romagna

118 nuovi positivi. Aumentano i guariti (+149), calano i casi attivi (-31). Nessun decesso. Vaccinazioni: 4 milioni e 244mila dosi somministrate

Effettuati 7.802 tamponi. Il 92,5% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 32,8 anni

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 387.715 casi di positività, 118 in più rispetto a ieri, su un totale di 7.802 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’1,5%, un valore non indicativo dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati, che la domenica è inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, nei festivi soprattutto quelli molecolari vengono fatti prioritariamente su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni di vaccino effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quanti sono i cicli vaccinali completati.

Tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 4.243.902 dosi; sul totale, 1.719.511 sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei 118 nuovi contagiati, 32 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 31 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 55 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 32,8 anni.

Sui 32 asintomatici, 17 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 3 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 2 tramite test pre-ricovero. Per 10 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Parma con 24 nuovi casi e Modena con 22; poi Reggio Emilia (18) e Bologna (17); quindi Rimini (12), Ferrara (7), Piacenza (6) e Ravenna (4). Seguono Forlì e Cesena (entrambe con 3 casi), e il Circondario Imolese (2).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 4.380 tamponi molecolari, per un totale di 5.075.202. A questi si aggiungono anche 3.422 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 149 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 372.251.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 2.196 (-31 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 2.031 (-33), il 92,5% del totale dei casi attivi.

Non si registrano nuovi decessi. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione restano quindi 13.268.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 14 (uno in più rispetto a ieri), 151 quelli negli altri reparti Covid (+1).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 1 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 1 a Parma (+1), 1 a Reggio Emilia (invariato), 4 a Modena (invariato), 5 a Bologna (invariato), 1 a Ferrara (invariato), 1 a Rimini (+1). Nessun ricovero in terapia intensiva a Imola, Ravenna, Forlì e Cesena.

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.731 a Piacenza (+6 rispetto a ieri, di cui 5 sintomatici), 28.793 a Parma (+24, di cui 18 sintomatici), 47.060 a Reggio Emilia (+18, di cui 15 sintomatici), 65.883 a Modena (+22, di cui 14 sintomatici), 82.515 a Bologna (+17, di cui 9 sintomatici), 12.677 casi a Imola (+2, entrambi sintomatici), 23.215 a Ferrara (+7, di cui 6 sintomatici), 30.601 a Ravenna (+4, tutti sintomatici), 17.134 a Forlì (+3, tutti sintomatici), 19.754 a Cesena (+ 3, di cui 2 sintomatici) e 36.352 a Rimini (+12, di cui 8 sintomatici).