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Provincia di Rimini. Covid: 11 nuovi positivi (36.117 il totale). Terapia intensiva: 5. Decessi: nessuno

 

AGGIORNAMENTO DEL 4 GIUGNO 2021, ORE 12

 

Provincia di Rimini

Covid: 11 nuovi positivi (36.117 il totale). Terapia intensiva: 5. Decessi: nessuno

 

Emilia Romagna

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid. Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Per tutte le informazioni sulla campagna: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 2.783.145 dosi; sul totale, 1.023.010 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 41 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 62 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 86 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 37,3 anni.

Sui 41 asintomatici, 33 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 3 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 2 con gli screening sierologici, 1 tramite i test pre-ricovero. Per 2 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 40 nuovi casi e Modena con 36; poi Forlì (15), Reggio Emilia (12), Rimini (11), Ravenna e Cesena (entrambe 10); seguono Parma e Ferrara (entrambe 5), quindi Piacenza (3) e, sempre con 3 nuovi casi, il Circondario Imolese.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 9.620 tamponi molecolari, per un totale di 4.803.703. A questi si aggiungono anche 9.878 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.118 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 359.102.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 12.214 (-973 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 11.688 (-938), il 95,7% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano cinque nuovi decessi: 1 a Parma (un uomo di 90 anni), 3 a Bologna (una donna di 87 anni, il cui decesso è stato registrato dall’Ausl di Imola, e altre due donne di 89 e 96 anni), 1 a Ferrara (un uomo di 59 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 13.198.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 78 (-10 rispetto a ieri), 448 quelli negli altri reparti Covid (-25).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 4 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 6 a Parma (-1), 9 a Reggio Emilia (invariato), 16 a Modena (-1), 26 a Bologna (-6), 3 a Imola (invariato), 4 a Ferrara (-1), 1 a Ravenna (invariato), 1 a Forlì (invariato), 3 a Cesena (invariato) e 5 a Rimini (-1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.539 a Piacenza (+3 rispetto a ieri, tutti sintomatici), 28.189 a Parma (+5, di cui 4 sintomatici), 46.772 a Reggio Emilia (+12, di cui 11 sintomatici), 65.398 a Modena (+36, di cui 29 sintomatici), 82.037 a Bologna (+40, di cui 32 sintomatici), 12.588 casi a Imola (+3, di cui 1 sintomatico), 23.102 a Ferrara (+5, di cui 2 sintomatici), 30.358 a Ravenna (+10, di cui 7 sintomatici), 16.949 a Forlì (+15, di cui 11 sintomatici), 19.465 a Cesena (+10, di cui 7 sintomatici) e 36.117 a Rimini (+11, di cui 2 sintomatici).




Misano Adriatico. “I Fiori di Lulù” inaugura nuovo negozio: fiori e finger food di Sottozero di Emy Basile

 

di Daniela Ruggeri

 

Con coraggio, determinazione, con forte passione innovativa, nonchè grande spirito imprenditoriale, Lucia Dionisio, de ”I fiordi di Lulù”, amplia la sua offerta commerciale ed inaugura, sabato 5 giugno dalle ore 17 alle 21 un nuovo negozio, a qualche metro di distanza da quello già in essere.
La Dionisio, già conosciuta come colei che anima l’inverno misanese con le sue iniziative private, illuminando laddove di solito vige il buio, inteso sia in senso letterale che simbolico, lancia anche qualche sfida all’amministrazione comunale stimolandola a investire un po’ più di tempo per trovare idee innovative, sfruttando le peculiarità della città.
Non solo, si spinge oltre dando qualche consiglio su come essere intraprendenti e puntare sul turismo annuale.
”Lanciarsi in un nuovo viaggio non è sempre semplice, ma abbiamo un paese, una cittadina, con grandi potenzialità, la vedo come un vaso prezioso che deve essere riempito di qualche accattivante novità. – Dice Lucia Dionisio – La mia intenzione, per l’estate 2021, sempre che il sindaco sia d’accordo, su espressa richiesta ovviamente, sarebbe quella di organizzare vari eventi nel parco adiacente via Platani, quali: musica, dimostrazioni, laboratori all’aperto per grandi e piccini. Laboratori che potranno continuare durante la stagione fredda, all’interno del nuovo punto espositivo. Ritengo che già questo sia un modo gradevole per fare dello spazio, di cui disponiamo, una risorsa. ”
Di origini pugliesi, ma misanese d’adozione, soprattutto perchè è proprio a Misano Adriatico che ha messo le radici, a Lucia chiediamo quali differenze ci sono tra nord e sud e su cosa si può puntare qui per fare turismo?
”Ho aperto la prima ”bottega” a gennaio 2004, sempre fioreria, e, naturalmente mi è balzato subito agli occhi il fatto che, la Riviera Romagnola, abbia avuto uno sviluppo esplosivo, grazie anche alla posizione geografica molto strategica. Per quello che riguarda la città di Misano, l’ho amata da subito, ho sempre pensato alle sue molteplici potenzialità, però sfruttate poco e in maniera non produttiva. La pecca maggiore è l’assenza di un vero centro. Un esempio è offerto dalla recente viabilità che penalizza il commercio ed il raggiungimento dei negozi. Modifiche che dovevano essere stagionali, sono diventate annuali”, conclude la Dionisio.
Tante progettualità, tante idee da tenere segrete, tanta arte e creatività serpeggiano sui marciapiedi di via Platani, con anche la speranza che venga concesso il permesso, quest’anno, visto che l’anno scorso è stato respinto, per, ”poter spostare il negozio all’aperto. L’amministrazione comunale ha snobbato la proposta dei commercianti di posizionare degli ombrelloni da spiaggia illuminati, con qualche sdraio da utilizzare come espositori. Ogni negozio metteva qualche prodotto sotto l’ombrellone e sponsorizzava un bagnino, in modo che tutti fossero coinvolti nell’iniziativa”, conclude Lucia Dionisio.
L’intrepida commerciante lancia quindi la sua nuova sfida, invitando turisti e locali alla visita de ”I Fiori di Lulù 2.0”, luogo dagli infiniti profumi e sapori dove i fiori si fonderanno con le delizie finger food di Emy Basile, ”Sottozero” di Riccione. Già conosciuta, sulle nostre pagine, e conclamata quale Regina del cioccolato, la Basile, per l’occasione ha prodotto ghiaccioli fiori e frutta, assaggi gluten free e vegan, quindi senza uso di lattosio/latticini, con anche degustazione dolce e salata, dei veri ”frutti proibiti”.

 




Coriano. Teatro Corte, inaugurazione della mostra di Pier Antonio Costantini “Lo sguardo di Afrodite”

Teatro Corte, inaugurazione della mostra di Pier Antonio Costantini “Lo sguardo di Afrodite” sabato 5 giugno, alle ore 17.

Esposte una trentina di opere dedicate ai volti femminili che il pittore ha ritratto cercando di sondare l’intima essenza dell’universo donna.

Ogni volto evidenzia il carattere e quell’alone di mistero che aleggia intorno ad ogni persona se ci sforza di uscire dalla superficialità e si guardano le cose non solo con gli occhi ma anche con l’anima.

La ricerca pittorica di Costantini è spesso permeata da simboli e segni che richiamano quella parte dell’esistenza meno tangibile e anche in questa mostra i temi legati al mondo esoterico tornano per raccontare e interpretare ogni singolo ritratto.

Nulla è lasciato al caso, ma è frutto di una attenta ricerca che tenta sempre di sfuggire da una piatta e scontata normalità.

Il risultato è una sorta di percorso personale, un lungo back stage che questa mostra racconta.

Realizzata grazie al patrocinio del Comune di Coriano e alla sponsorizzazione della Banca Malatestiana di Rimini la mostra terminerà domenica 13 giugno.

 

ORARI DI APERTURA:

 

sabato 5 17.00-19.30

domenica 6 17.00 -19.30

lunedi 7 CHIUSO

martedì 8 20.30 -22.30

mercoledì 9 20.30 – 22.30

giovedì 10 CHIUSO

venerdì 11 20.30 – 22.30

sabato 12 16.30 – 18.30 20.30 – 22.30

domenica 13 17.00 – 19.30

 




Economia. Dopo la crisi: dallo stato-giocatore allo stato-allenatore

 

Tratto da lavoce.info

DI FABIANO SCHIVARDI, professore di economia alla LUISS

Al picco della crisi, lo Stato è al massimo della sua presenza. Sempre più spesso è arbitro e giocatore sul mercato e nella vita delle imprese. Con l’attenuarsi della pandemia si dovrà procedere a un graduale ridimensionamento della mano pubblica.

La mano pubblica in tempo di crisi

La presenza diretta dello stato nell’economia si è sempre espansa nei periodi di crisi. Non sorprende che in questa fase, caratterizzata da un succedersi di crisi che sembra non finire mai, sia tornato al centro del dibattito quanto lo stato si debba fare carico direttamente dell’attività economica.

Le varie crisi che si sono susseguite dal 2009 in poi hanno infatti accresciuto la sfiducia dei cittadini nella capacità del sistema di mercato di autoregolarsi. Alle varie crisi si aggiunge un processo sottostante di globalizzazione non sufficientemente governata, che ha reso più insicura una larga fetta di popolazione. Anche il progresso tecnologico ha colpito la “classe media”, riducendo l’occupabilità dei lavoratori con competenze di grado “intermedio” e addetti a compiti rutinari, più facilmente sostituibili da computer e robot.

Infine, i processi politici hanno portato alla ribalta il problema della sovranità tecnologica e del controllo delle imprese “strategiche”.

La spinta per una maggior presenza dello stato nell’economia è quindi più forte che mai. Interrogarsi su quali modalità questo intervento debba seguire è fondamentale, anche alla luce del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

In realtà, non abbiamo una teoria condivisa per fornire una risposta articolata alle questioni. Procediamo per tentativi, ed è quindi particolarmente utile raccogliere il parere di chi è sul campo e si confronta quotidianamente con meriti e demeriti di mercato da una parte e di stato dall’altra.

Dai partecipanti al Forum “La mano pubblica e l’uscita dalla crisi” al Festival dell’Economia ascolteremo in quale misura ritengano che una maggior presenza diretta dello stato nell’economia possa essere un ingrediente chiave della risposta.

Per strutturare la discussione, possiamo utilizzare un paragone calcistico:

1. Lo stato arbitro. In questo modello, riferibile alla scuola di Chicago, lo stato garantisce le regole del sistema economico e interviene direttamente solo per correggere eventuali fallimenti di mercato. Lo stato interviene solo se c’è un comprovato fallimento di mercato.

2. Lo stato giocatore. In questo caso, si ritiene che i fallimenti di mercato siano così ubiqui che lo stato debba intervenire direttamente – è il modello Iri, in cui lo stato produce panettoni.

3. Lo stato allenatore. In quest’ottica, lo stato non produce direttamente, ma dirige il sistema economico con interventi diretti di minoranza nel capitale, esercitando poteri di interdizione su passaggi di proprietà, accompagnando le imprese in processi di crescita per far nascere i “campioni nazionali”.

Il dibattito attualmente oscilla fra il modello “giocatore” (Ilva, Alitalia) e quello “allenatore” (Fondo italiano di investimento). Ma cosa è cambiato rispetto alle esperienze del secondo dopoguerra che giustifichi uno stato che torna a farsi imprenditore? E quali sono le basi teoriche per uno stato allenatore? È in grado di scegliere chi deve diventare campione nazionale? Quali aziende sono da proteggere? Con che modalità si possono garantire percorsi di crescita? Perché questi percorsi non sono innescati da operatori di mercato? E, all’interno di questo ruolo, quanto è importante aiutare gli operatori di mercato a svilupparsi, ad esempio fornendo risorse ma delegando a loro le scelte operative, rispetto a sostituirsi a loro?

Cosa succederà con le Pmi?

Con gli stessi interlocutori del Forum discuteremo anche un’altra questione. La pandemia ci lascerà con una presenza dello stato “gonfiata” dai molti interventi fatti, in particolare quelli relativi al credito garantito.

Passata la fase emergenziale, come si potrà uscire da questa situazione? Per le imprese finanziariamente fragili, i crediti verranno convertiti in equity, con uno stato che entra nel capitale delle piccole imprese? O bisognerà scegliere chi salvare e chi lasciar fallire? Date le peculiarità dell’Italia, caratterizzata da un tessuto produttivo con una nutrita platea di piccole imprese a proprietà e gestione familiare, poco propense a fare innovazione, quali strumenti si possono mettere in campo? Uno “stato allenatore” può sfruttare la crisi per cercare di superare alcune tare storiche del nostro sistema industriale, come la scarsa apertura al capitale esterno e, soprattutto, alle competenze manageriali al di fuori del perimetro della famiglia?

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Cattolica. DDL Zan (3)

Gianfranco Vanzini

 

Andando avanti nell’esame del DDL ZAN, arriviamo all’art.8 che recita:

Art. 8. Modifiche al decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, in materia di prevenzione e contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

“All’articolo 7 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: « 2-bis. Nell’ambito delle competenze di cui al comma 2, l’ufficio elabora con cadenza triennale una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere.”

Per capire bene che cosa comporta, andiamo a vedere che cosa dice l’articolo citato da integrare.

L’art. 7 del Dls 9.07.2003 n. 215 prevede l’istituzione di un:

“Ufficio per il contrasto delle discriminazioni

“E’ istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per le pari opportunità- un ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica, con funzioni di controllo e garanzia delle parità di trattamento e dell’ operatività degli strumenti di tutela, avente il compito di svolgere, in modo autonomo e imparziale, attività di promozione della parità e di rimozione di qualsiasi forma di discriminazione fondata sulla razza o sull’origine etnica, anche in un’ottica che tenga conto del diverso impatto che le stesse discriminazioni possono avere su donne e uomini, nonché dell’esistenza di forme di razzismo a carattere culturale e religioso.”

Con l’art.2 bis, a questo Ufficio verrebbero aggiunte altre competenze e dato il compito di elaborare una strategia nazionale, ovviamente parziale perché riguarderebbe solo alcune categorie.

Ecco che cosa succede quando si devia dalle indicazioni corrette della Costituzione. Nascono le “riserve”, “ le categoria protette e/o privilegiate” a seconda della moda del momento.

Si indentifica una categoria da proteggere, dimenticando che la Costituzione protegge TUTTI INDISTINTAMENTE con l’art.3; che, per chi non lo ricordasse, dice: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E allora come logica conseguenza e applicazione di questo articolo della Costituzione io propongo di modificare l’art. 8 in discussione in questo modo, al posto di aggiungere: « 2-bis. Nell’ambito delle competenze…” Scrivere: “ 2-bis. Nell’ambito delle competenze di cui al comma 2, l’ufficio elabora con cadenza triennale una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto DI QUALSIASI ATTO DI DISCRIMINAZIONE VERSO CHIUNQUE. E PER QUALSIASI MOTIVO”.

Mi verrebbe anche da aggiungere anche un’altra cosa, ma forse pretendo troppo, però ci provo.

Vorrei RICORDARE ai sostenitori di questo DDL che un certo Gesù Cristo, duemila anni fa ha detto a TUTTI NOI: “Amatevi gli uni e gli altri” (cioè vogliatevi bene e non discriminate nessuno).

Promuovere e invitare tutti a mettere in pratica questo “invito a volerci bene” risolve alla radice tutti i problemi e tutte le discriminazioni. Onorevole Zan e cari senatori, vogliamo provarci? Sarebbe magnifico. Buon lavoro.