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Saludecio. Neve sulle colline del Riminese

Neve sulle colline del Riminese. Tempo bizzarro oggi… Neve da statistica

Chissà in Carpegna e San Marino…

 




Santarcangelo di Romagna. Valmarecchia, scoperti 11 sentieri naturalistici

 

Undici sentieri storico-naturalistici riscoperti in Valmarecchia
Il progetto realizzato dalle Pro Loco del territorio insieme a Club Alpino Italiano e Valmatrek

Si chiama “Valmarecchia – La dolce via. Percorsi e sentieri nella valle di Tonino Guerra” il progetto che ha visto la riscoperta di undici percorsi storico-naturalistici, attraverso il recupero di sentieri in stato di abbandono e la manutenzione di quelli ancora attivi, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, culturale, folkloristico e i prodotti della tradizione artigiana ed enogastronomica della Valmarecchia.

L’iniziativa è stata realizzata dalle Pro Loco di Santarcangelo – capofila del progetto – di Novafeltria, Poggio Berni, San Leo, Sant’Agata Feltria, Torriana, Montebello e Verucchio con la collaborazione con la sezione di Rimini del Club Alpino Italiano (CAI) ed è stata finanziata con i contributi derivanti dalla legge regionale 5/2016 recante “Norme per la promozione e il sostegno delle pro loco”.

Al progetto hanno partecipato anche le guide turistiche ambientali di Valmatrek, Alberto Bruschi e Matteo Osanna, che hanno prodotto undici video esemplificativi – uno per ciascun percorso – che sono stati distribuiti agli operatori delle Pro loco affinché possano a loro volta promuovere gli itinerari a turisti e visitatori.

Oltre al recupero di sentieri in disuso, dal progetto è nato anche un nuovo percorso: un grande anello intorno a Santarcangelo che, partendo da piazza Ganganelli arriva al Marecchia e costeggiando il fiume prosegue fino al confine con Poggio Torriana. Di qui è possibile raggiungere il percorso ciclopedonale lungo fiume Uso fino al parco Cappuccini per poi tornare in piazza Ganganelli.

I video e i materiali sugli itinerari sono pubblicati sul sito internet www.explorevalmarecchia.it.




Economia. Perché Wall Street fa festa in tempo di pandemia

 

Tratto da lavoce.info

di Alberto Chiumento, laureato in Scienze dell’Economia presso l’Università Cattolica di Milano

S&P 500, il principale indice della borsa americana, ha raggiunto un nuovo massimo esattamente 365 giorni dopo il livello minimo del 2020, registrato a inizio pandemia. Un anniversario celebrato con risultati inaspettati, che suscitano gioie e timori.

Risultati sorprendenti per S&P 500

Nell’ultimo anno la borsa americana è cresciuta oltre ogni aspettativa. Lo Standard & Poor’s 500, uno dei più importanti e indicativi indici della borsa americana, ha avuto una crescita del 76 per cento tra il 23 marzo 2020 e lo stesso giorno del 2021.

Proprio il 23 marzo 2020, per effetto delle prime restrizioni dovute alla pandemia, l’indice registrava un ribasso molto importante, che aveva fatto preoccupare numerosi osservatori. Da quel momento, però, l’aumento è stato costante, con un’intensità che non si vedeva dalla seconda guerra mondiale.

Spesso abbreviato in S&P 500, lo Standard & Poor’s 500 è un benchmark azionario che include le cinquecento più grandi società quotate nella borsa americana. È considerato uno strumento adatto a rappresentare l’andamento generale del mercato azionario, sia per l’ampia composizione, sia perché a esso legano il proprio valore molti prodotti finanziari come le opzioni e i futures.

La potente e inaspettata crescita dell’indice può sorprendere, se la si confronta con lo stato di altri settori dell’economia americana, come il turismo o la ristorazione, completamente stravolti negli ultimi mesi. Così come la crescita contrasta con le difficoltà che l’economia europea continua a vivere, specialmente dopo le ulteriori misure restrittive introdotte in molti stati Ue nel periodo pasquale.

Tuttavia, l’aumento registrato dall’indice S&P 500 è dovuto ad alcuni elementi concreti. Il settore dell’Information Technology, formato da titoli di società come Facebook, Microsoft e Google, pesa per più di un quinto del totale del suo valore. Se si aggiungono il settore Healthcare e il Consumer Discretionary – società che vendono beni di consumo non essenziali, tra le quali Amazon – si supera il 50 per cento dell’indice. Il miglioramento del listino, quindi, è stato favorito soprattutto dalla crescita di questi tre settori, che sono stati fortemente avvantaggiati dai cambiamenti legati alla pandemia. Molti investitori hanno puntato su questi settori proprio perché ritengono che la pandemia abbia accelerato trasformazioni nelle nostre abitudini che la tecnologia iniziava a imporre, come lo shopping online o lo smart working. Un’ulteriore dose di ottimismo per i mercati è arrivata dalla rapidità della campagna vaccinale americana, iniziata a dicembre.

Una ripresa eccezionale

La crescita dello S&P 500 degli ultimi dodici mesi ha sorpreso completamente il mondo finanziario americano, nonostante molti avessero intuito che la ripresa sarebbe stata più rapida rispetto ad altre grandi crisi economiche del passato. Gli analisti di Citigroup, un’importante banca d’affari americana, prevedevano a maggio 2020 che sarebbero stati necessari 15 mesi per recuperare la quasi totalità delle perdite subite dall’indice S&P 500 rispetto ai valori pre-crisi. Il calcolo si è rivelato errato il 18 agosto 2020, quando non solo erano già state recuperate le perdite di marzo, ma era stato addirittura superato il precedente record dell’indice (3386,15) del 19 febbraio 2020.

L’eccezionalità della ripresa emerge anche nel confronto con la crisi del 2008, sebbene i due contesti abbiano avuto un’origine differente. Per tornare a una situazione precedente alla grande recessione, che si scatenò dall’interno del sistema bancario e travolse moltissimi settori, lo S&P 500 impiegò più di tre anni, mentre per la crisi da pandemia sono stati sufficienti cinque mesi.

Proprio la velocità di reazione rispetto al 2008 allarma diversi analisti, preoccupati per la reale consistenza della crescita dei titoli.

Alcuni elementi che hanno favorito la ripresa rapida sono tuttavia ben individuabili. Il piano American Rescue Act da 1.900 miliardi di dollari firmato dal presidente Biden porta a oltre 4.500 miliardi di dollari le risorse messe a disposizione di cittadini e imprese dal governo americano dall’inizio della pandemia. Molti economisti, non solo di posizioni conservatrici, hanno giudicato eccessivo il ruolo dello stato, sia per l’alto livello di spesa pubblica sia per il rischio che gli aiuti si rivelino un esagerato stimolo all’economia. Il Tesoro americano e la banca centrale, però, non condividono le preoccupazioni: il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ritiene che “l’effetto dell’inflazione non sarà né particolarmente forte, né persistente” e che si debba continuare con una politica di bassi tassi di interesse per favorire la ripresa economica in diversi settori.

Anche alcuni effetti della pandemia stessa hanno contribuito alla crescita dei mercati dopo i primi momenti di incertezza. Chiuse in casa, molte persone hanno deciso di investire in borsa ciò che non potevano spendere e le app di trading online senza commissioni hanno attirato nuovi utenti. Robinhood, un’app la cui missione è “democraticizzare la finanza” e che permette di accedere alla borsa direttamente dallo smartphone, è stata scaricata 3 milioni di volte in gennaio, secondo i dati di SimilarWeb. Opzioni di investimento più rischiose come i Bitcoin e le Spac – particolari società veicolo che favoriscono l’ingresso in borsa – hanno oggi un’attrattiva maggiore anche tra gli investitori professionisti e istituzionali. Anzi, l’euforia è tale che a Wall Street si dice che ci siano più persone con una Spac che con il Covid. La frase può infastidire, ma può anche indicare che, almeno negli Stati Uniti, il peggio della pandemia è alle spalle.




Provincia di Rimini. Coronavirus, 22 nuovi positivi (32.770 il totale). Terapia intensiva: 30. Decessi: 0

AGGIORNAMENTO DEL 6 APRILE 2021, ORE 12

Provincia di Rimini

Coronavirus, 22 nuovi positivi (32.770 il totale). Terapia intensiva: 30. Decessi: 0

 

Emilia Romagna

791 i casi positivi, di cui 327 asintomatici. 2.066 i guariti, casi attivi in calo (-1.313). Vaccinazioni: 966mila dosi somministrate

13mila i tamponi effettuati da ieri. Il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. 38 decessi. Online il Report settimanale sull’andamento dell’epidemia in regione, con i contagi in ambito scolastico: 1.703 nuovi casi fra bambini e studenti-alunni dai servizi 0-3 anni alle superiori e 141 nuovi casi fra docenti e altro personale

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 345.196 casi di positività, 791 in più rispetto a ieri, su un totale di 13.003 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6,1%, comunque poco indicativa dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati, che nei giorni festivi sono in numero inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, sempre nei festivi, in particolare quelli molecolari vengono disposti soprattutto su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dai 75 anni in su; proseguono le vaccinazioni anche per il personale scolastico e le forze dell’ordine. Nessuna pausa, infatti, anche durante le festività pasquali: gli operatori sono stati attivi, domenica, giorno di Pasqua, e ieri, lunedì dell’Angelo.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 14 sono state somministrate complessivamente 966.150 dosi; sul totale, 310.718 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 327 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 272 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 344 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43 anni.

Sui 327 asintomatici, 178 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 14 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 8 con gli screening sierologici, 6 tramite i test pre-ricovero. Per 121 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 258 nuovi casi e Modena (179); poi Reggio Emilia (108), Cesena (71), Ravenna (43), Piacenza (41), Forlì (33), Rimini (22). Seguono le province di Ferrara (16), Parma (14) e Circondario imolese (6).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Il Report settimanale sull’andamento dell’epidemia in regione è disponibile al link https://bit.ly/3unNflx e contiene anche i dati di contagio in ambito scolastico. In particolare, i dati sono relativi a tutti i contagi che, sul territorio regionale, hanno interessato, a partire dal 14 settembre 2020, inizio delle scuole, fino al 4 aprile 2021, rispettivamente studenti/alunni e docenti/operatori scolastici di servizi educativi 0-3 anni, scuole per l’infanzia, scuole primarie di I grado, scuole secondarie di I e II grado. Oltre al numero assoluto, è anche indicata la percentuale dei casi positivi rispetto a tutti i casi di positività registrati in Emilia-Romagna nello stesso periodo. Infine, una tabella fotografa la situazione contagi in ambito scolastico nel periodo 22 marzo- 4 aprile 2021, nel quale si sono registrati 1.703 nuovi casi fra bambini e studenti/alunni dai servizi 0-3 anni alle superiori e 141 nuovi casi fra docenti e personale scolastico.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 8.434 tamponi molecolari, per un totale di 4.066.564. A questi si aggiungono anche 4.569 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.066 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 262.117.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 70.890 (-1.313 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 67.317 (-1.372), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 38 nuovi decessi: 2 in provincia di Piacenza (entrambe donne, di 83 e 96 anni); 5 nel parmense (tre donne di 75, 86 e 93 anni e due uomini, di 70 e 84 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (due donne di 74 e 88 anni; due uomini, entrambi di 83 anni); 5 nella provincia di Modena (una donna di 83 anni, e 4 uomini, rispettivamente di 66, 92, 96 e 97 anni); 5 nella provincia di Bologna (una donna di 62 anni e 4 uomini: 61, 73, 77 e 84 anni); 5 nella provincia di Ferrara (tre donne di 78, 81 e 93 anni, e due uomini di 73 e 92 anni); 6 in provincia di Ravenna (una donne di 88 anni, e 5 uomini di 45, 79, 80 e due di 81 anni); 5 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 87 anni, e 4 uomini, rispettivamente di 69, 76, 79 e 88 anni). Nessun decesso nella provincia di Rimini. Infine, si segnala il decesso di una donna di 84 anni diagnosticata dall’Ausl di Modena ma residente in provincia di Mantova.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.189.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 367 (+1 rispetto a ieri), 3.206 quelli negli altri reparti Covid (+58).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 9 a Piacenza (-1), 32 a Parma (+2), 33 a Reggio Emilia (+2), 65 a Modena (-2), 101 a Bologna (-2), 20 a Imola (numero invariato rispetto a ieri), 41 a Ferrara (+1), 18 a Ravenna (-1), 12 a Forlì (+1), 6 a Cesena (invariato) e 30 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 21.998 a Piacenza (+41 rispetto a ieri, di cui 32 sintomatici), 24.013 a Parma (+14, di cui 7 sintomatici), 41.480 a Reggio Emilia (+108, di cui 61 sintomatici), 59.068 a Modena (+179, di cui 123 sintomatici), 74.456 a Bologna (+258, di cui 121 sintomatici), 11.778 casi a Imola (+6, di cui 4 sintomatici), 21.027 a Ferrara (+16, di cui 6 sintomatici), 27.077 a Ravenna (+43, di cui 27 sintomatici), 14.320 a Forlì (+33, di cui 26 sintomatici), 17.209 a Cesena (+ 71, di cui 51 sintomatici) e 32.770 a Rimini (+22, di cui 6 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 3 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.




Montegridolfo. Addio a Italino Mulazzani, principe dei costruttori

Al centro Italino Mulazzani con la formazione Campione d’Italia nel 2010

 

Italino Mulazzani se n’è andato il giorno di Pasqua. Ricoverato per Covid-19 nell’ospedale di Pesaro, aveva 86 anni. Lascia la moglie Rina e due figli, Orietta e Fabio  E’ stato tra i grandi costruttori edili di Rimini e Pesaro negli ultimi 50 anni. Suo il palazzo dello sport ed il Colosseo a Rimini. Molte più grandi opere a Pesaro: il palas. il Centro Rossini, il tribunale. La sua grande passione erano le bocce; aveva fatto di Montegridolfo uno squadrone. Nel 2010 vinse lo scudetto. Il mare e la caccia gli altri passatempi preferiti. Tutte attività che contemplano gli altri. Gli amici. E questo molto racconta dell’uomo Italino.

Italino Mulazzani nato a Montegridolfo nel 1934 ha legato da sempre il suo nome con la sua azienda edile che ha operato per molto tempo sia nel Riminese e Pesarese nella costruzione di grandi opere tra queste alcune come: Il Palazzetto dello sport RDS Stadium, il centro commerciale Le Befane, la sede INAIL a Rimini e Palasport della Torraccia, IPER Rossini ed il nuovo Tribunale a Pesaro. Nel 1984 fondò la Bocciofila Montegridolfo di cui per circa trent’anni è stato presidente e da alcuni anni presidente onorario. Mulazzani comincia a sviluppare l’idea di costruire una nuova sede per la Bocciofila Montegridolfo. Individuata la superficie, dopo diversi contatti con l’amministrazione comunale di Montegridolfo, il 28 aprile del 2001 inaugura a tempo di record il nuovo bocciodromo in via Beata Vergine in località Trebbio. Un gioiello sportivo, tra i migliori impianti italiani, omologato anche per attività internazionale. Costruito (dall’azienda Mulazzani Italino -SpA) su un’area di 2000mq, una struttura polivalente di circa 1000mq. Da qui in avanti Montegridolfo ed il suo borgo viene riscoperto per merito della squadra di bocce in tutt’Italia e dopo vari tentativi centra in Serie A nel 2010 il primo scudetto. Nel 2019 aveva scritto anche un libro: Italino Mulazzani… “Dialoghi tra gli ulivi…”, storia dell’uomo e dell’imprenditore.

Ricordo del delegato Federbocce della Romagna Elvio Baldassari: “La Romagna bocciofila con la scomparsa di Italino Mulazzani piange un grande dirigente e amico di tutto il nostro mondo. Grazie a lui con la bocciofila Montegridolfo ha portato la Romagna nell’élite nazionale delle bocce. Di lui mi rimarrà sempre la signorilità e gentilezza verso tutti anche chi conosceva meno. Mi ha impressionato il tempo che impegnava a fare dediche personali scritte di suo pugno a chi regalava il suo libro con tanta soddisfazione per quello che aveva fatto nella sua vita da imprenditore.  Che la terra gli sia lieve.




Provincia di Rimini. Pecci, Lega: “L’aeroporto di Rimini concerti la ripresa con San Marino un piccolo Stato, ma con grandi potenzialità a vantaggio di tutti”

 

di Marzio Pecci, Lega

“Le dichiarazioni che leggiamo sulla stampa in merito alla concorrenza degli aeroporti di Rimini e Forlì sono intrise di retorica.

Ad esempio cosa significa “non entrare in concorrenza e non agire sulle compagnie aeree già contrattualizzate da altri“ quando è certo che i due aeroporti agiscono ed agiranno sullo stesso mercato?

Pertanto la partita tra i due aeroporti, inutile negarlo, ci sarà e la vincerà chi sarà meglio strutturato, più innovativo, più fantasioso, più capace e più digitalizzato.

L’aeroporto di Bologna e la politica regionale continueranno ad agire come sempre hanno fatto.

A Rimini, per ora, dovremo fare da soli.

Se così sarà, Rimini partirà favorito, ma potrà vincere la partita solo se saprà valorizzare la partecipazione dello Stato di San Marino che fa dello scalo riminese un “aeroporto internazionale”.

Da sempre sostengo la necessità per il territorio riminese di promuovere e sviluppare rapporti di collaborazione commerciale con la Repubblica di San Marino e per questo, più volte, ho sollecitato il sindaco di Rimini al dialogo con il Governo Sammarinese.

Sono conscio che è difficile per la politica intromettersi nelle vicende gestionali di una società privata, ma l’aeroporto di Rimini è una infrastruttura pubblica, in concessione ad una società privata, per cui la politica non può fare finta di nulla ed ha il dovere di intervenire per un corretto utilizzo del bene in concessione.

In questi anni la scienza economica parla della necessità di promuovere la mobilità perché il mercato europeo ha sempre più bisogno di spostamenti rapidi e collegamenti capillari. La pandemia, dobbiamo tutti rendercene conto, ha cambiato l’agenda di tutti i governi, compreso il nostro, per questo dobbiamo fare in fretta nel progettare le soluzioni di sviluppo che ci potrebbe offrire il recovery fund per il nostro scalo.

Un aeroporto che dista oltre cento chilometri dalla propria azienda o dal proprio ufficio non è comodo e non favorisce gli spostamenti veloci.

Per questo è necessario investire e sviluppare le strategie sulle mobilità in sinergia con San Marino, un territorio d’importanza turistica ed industriale collegato con il mondo intero.

Inoltre per la Repubblica del Titano lo sviluppo aeroportuale potrebbe essere accompagnato da un progetto di ripristino della ferrovia Rimini-San Marino, magari sostituendola con una metropolitana di superficie rapida ovvero una monorotaia “people mover” sull’esempio di Bologna che colleghi stazione, casello autostradale e aeroporto.

Occorre, dunque, aprire un tavolo programmatico comunale che veda la partecipazione della proprietà e delle associazioni di categoria, dagli industriali agli albergatori, dagli operatori balneari ai commercianti, affinché ciascuno possa fornire il proprio contributo per il rilancio dello scalo riminese”.




Provincia di Rimini. Regione: “Aeroporti di Rimini e Forlì, punti di forza del sistema economico regionale”

Regione: “Aeroporti di Rimini e Forlì, punti di forza del sistema economico regionale”

 

L’assessore regionale Corsini: “Nessuna ‘guerra dei cieli’. Il Fellini e il Ridolfi saranno determinanti per la ripartenza del turismo e dell’economia post pandemia”

L’assessore ribadisce la scelta strategica regionale: “È interesse delle istituzioni creare le condizioni affinché entrambi gli scali diventino sempre più snodi attrattivi per il turismo e altri settori economici e imprenditoriali, oltre alla logistica integrata e l’alta formazione”

“Macché ‘guerra dei cieli’, gli aeroporti saranno determinanti per la ripartenza del turismo e del commercio. Invece di perderci in assurdi campanilismi tra quale scalo sia più importante se quello di Rimini o quello di Forlì, dobbiamo pensare che siamo in presenza, in entrambi i casi, di gruppi imprenditoriali seri e conosciuti, che gestiscono gli aeroporti e che hanno deciso di investire milioni di euro su un bene pubblico. È interesse delle istituzioni creare le condizioni affinché entrambi gli scali possano svolgere una funzione determinante per la ripresa economica del post pandemia, sostenendo i piani industriali di investimento e creando le condizioni perché l’area vasta della Romagna diventi un territorio sempre più attrattivo certo per il turismo, ma anche per altri settori economici e imprenditoriali e per la logistica integrata e per l’alta formazione”.

Così l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini, interviene ancora una volta a sostegno della strategia dell’Emilia-Romagna che punta sull’attività di quattro aeroporti di cui due, appunto, in Romagna, come snodi fondamentali per la ripresa economica dell’intera regione una volta superata l’emergenza pandemica.

“Il pianeta sta attraversando la più grande e grave crisi sanitaria, sociale ed economica che il mondo abbia vissuto dopo le due grandi guerre del secolo scorso- prosegue Corsini-, stiamo combattendo una battaglia che cambierà tutti i paradigmi sociali ed economici e dovremo ristabilire un nuovo e più avanzato equilibrio dove la tutela della salute pubblica sarà la priorità dell’Europa. In questo quadro perdersi in una diatriba dal sapore provinciale e localistico, se le rotte aeree dell’uno sottraggono passeggeri all’altro, è quanto di più miope si possa fare in una fase storica come questa. Stiamo parlando di due asset di proprietà dello Stato, che giustamente li vuole valorizzare per la loro funzione che è quello di essere hub aereoportuali, entrambi strategici per lo sviluppo non della sola Romagna ma di un mondo più ampio che si chiama Emilia-Romagna e non solo”.

“Rimini è una delle più grandi destinazioni turistiche d’Europa- incalza l’assessore-, non appena le persone potranno tornare a muoversi, ritornerà prepotentemente ad essere scelta da milioni di turisti internazionali che utilizzeranno il Fellini e il Ridolfi. Il turismo non solo leisure ma anche business, la logistica legata allo sviluppo dell’hub portuale di Ravenna e dell’agroalimentare potranno fare di Forlì quella infrastruttura necessaria per la competitività della Romagna. Noi come Regione Emilia-Romagna confermiamo di voler sostenere gli investimenti e lo sviluppo degli aeroporti, nel pieno rispetto dell’autonomia gestionale che spetta ai privati. Quando il pubblico ha provato a gestire, a fare un mestiere che non è il suo, i risultati come tutti sanno non sono stati brillanti”.

Inoltre, ribadisce Corsini: “creare occupazione attraverso la ripresa economica è la grande sfida che impegnerà la classe politica e le parti sociali della nostra regione. Perciò ho letto con stupore le dichiarazioni uscite nei giorni scorsi sul tema aeroporti in Romagna”.




San Giovanni in Marignano. Borgo dei borghi, San Giovanni 15° su 260

 

Borgo dei borghi, San Giovanni 15° su 260

La città di Tropea incoronata come il borgo più bello d’Italia 2021. La ‘Perla del Tirreno’ ha vinto il concorso nazionale ‘Borgo dei Borghi 2021’. Su Raitre, nel corso della trasmissione ‘Kilimangiaro’, è avvenuta l’ufficializzazione della vittoria. Tropea, comune calabrese della provincia di Vibo Valentia, con la sua riviera che parte da Pizzo Calabro e termina a Nicotera, ha trionfato in una competizione dove si sono sfidati 260 borghi, di cui 20 sono approdati alla fase finale.

 

Il borgo dei borghi 2021: la classifica completa
1) Tropea (Calabria)

2) Baunei (Sardegna)

3) Geraci Siculo (Sicilia)

4) Albori (Campania)

5) Grottammare (Marche)

6) Campli (Abruzzo)

7) Malcesine (Veneto)

8) Pietramontecorvino (Puglia)

9) Corciano (Umbria)

10) Cocconato (Piemonte)

11) Finalborgo (Liguria)

12) Valsinni (Basilicata)

13) Trivento (Molise)

14) Pofabbro (Friuli-Venezia Giulia)

15) San Giovanni in Marignano (Emilia-Romagna)

16) Buonconvento (Toscana)

17) Borgo Valsugana (Trentino-Alto Adige)

18) Issime (Valle d’Aosta)

19) Pomponesco (Lombardia)

20) Pico (Lazio)