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Misano Adriatico. Nonna Lena, 100 candeline

 

Nonna Lena, 100 candeline

Rena Biagini, detta Lena, festeggiata dal sindaco Fabrizio Piccioni  con un omaggio floreale, portandole gli auguri dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità.

Classe 1921, Lena è una donna d’acciaio, come la definiscono i famigliari: ha superato la Seconda guerra mondiale, gli strascichi dell’influenza spagnola e oggi festeggia i 100 anni in periodo di pandemia da Covid, per il quale è già stata vaccinata.

Una vita spesa per la grande famiglia – quattro figli, nove nipoti e diciassette pronipoti – e per il lavoro. Insieme al marito Giacomo Fabbri ha gestito dagli anni Cinquanta la “Locanda Fabbri”.

Una donna tutta d’un pezzo, dicono di lei, un pilastro, capace di slanci di generosità e di perseguire con inesauribile forza il suo obiettivo: realizzarsi nel lavoro.

Sempre al passo con i tempi, da un anno ha imparato a parlare ai suoi cari in videochiamata.

“Brindiamo ai tuoi 100 anni – il messaggio di auguri a nonna Lena dalla sua famiglia -, alla ragazza che eri, alla moglie che sei stata, alla madre impegnata di tempo e alla donna che sei oggi, sempre tenace e combattiva”.




Rimini. Gruppo Maggioli, uova di Pasqua al reparto di oncologia pediatrica

 

Gruppo Maggioli, uova di Pasqua al reparto di oncologia pediatrica

“In questo anno così particolare, in cui siamo tutti concentrati sull’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia abbiamo scelto di continuare a sostenere l’Istituto Oncologico Romagnolo ONLUS: un’eccellenza del territorio, ma anche a livello nazionale, con la consegna delle uova ai bambini del reparto di oncoematologia pediatrica di Rimini”. Le parole di Cristina Maggioli, consigliere delegato Risorse umane, Sicurezza e Ambiente del Gruppo Maggioli. Questa mattina ha incontrato all’Ospedale Infermi di Rimini, la dott.ssa Roberta Pericoli – responsabile del reparto di Oncoematologia Pediatrica, il dottor Gianluca Vergine – direttore dell’U.O. di Pediatria ed il dottor Vincenzo Domenichelli – direttore di Chirurgia Pediatrica e consegnato le di uova di cioccolato al reparto riminese di oncoematologia pediatrica.

Il Gruppo Maggioli, fortemente attento al sociale ed alla Comunità in cui opera ha trovato nell’iniziativa l’espressione dei valori che persegue e condivide nel suo agire quotidiano come impresa e come gruppo di persone.

“Continua il nostro impegno nel sociale – continua Cristina Maggioli -. Dopo le azioni messe in campo lo scorso anno. Non ho esitato un secondo ad aderire a questa iniziativa, perché è grazie al lavoro del Gruppo che siamo riusciti a chiudere l’anno con un bilancio positivo e questo ci ha permesso di fare questa piccola azione. Un gesto che facciamo a nome di tutto il Gruppo. Il bello di vivere all’interno di una famiglia, di una comunità, di una società è il supporto, il senso di forza del gruppo che sostiene il singolo. Con questo spirito viviamo la nostra azienda e con questo ideale ci sentiamo parte del territorio. Un territorio che vogliamo appoggiare, soprattutto quando si parla di bambini, soprattutto quando l’iniziativa, nella sua semplicità, racchiude tutto l’amore e la sensibilità che chi opera nel settore sanitario, in un’area così delicata, manifesta ogni giorno.”




Pesaro. Coronavirus, altri 400mila euro di bonus spesa e fondo anti-crisi per le famiglie

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro

 

Coronavirus, altri 400mila euro di bonus spesa e fondo anti-crisi per le famiglie

Il sindaco Ricci e gli assessori Mengucci e Pozzi: «Con un milione e duecentomila euro rispondiamo a tutti: una grande operazione sociale»

Al via giovedì la quarta distribuzione dei voucher per i beni di prima necessità

Un milione e duecentomila euro per le famiglie in difficoltà. È la «potentissima» operazione sociale messa in campo dal Comune di Pesaro, che ha deciso di stanziare ulteriori 370mila euro, per rispondere a tutte le famiglie pesaresi che ne hanno bisogno. L’annuncio arriva all’indomani del termine ultimo per le richieste dei Buoni Spesa, «ne abbiamo ricevute 2221, mentre per il fondo Anticrisi 719», hanno spiegato il sindaco Ricci e gli assessori Pozzi e Mengucci. «Numeri in crescita rispetto alla “chiamata” di novembre 2020 (la seconda dei Buoni Spesa che erano stati redistribuiti anche a dicembre 2020, ndr) ma che l’Amministrazione è pronta a soddisfare interamente».

Buoni Spesa, 490mila euro.

Per la quarta chiamata dei Buoni Spesa, il Comune di Pesaro stanzierà complessivamente 490mila euro – 90mila in più rispetto ai 400mila preventivati – dando risposta a tutte le 2221 famiglie che hanno presentato domanda.

Fondo Anticrisi, 680mila euro.

Per il sostegno rivolto a situazioni di disagio abitativo ed emergenze sociali, l’Amministrazione ha deciso di destinare complessivamente 680mila euro: 280mila euro in più rispetto ai 400mila stanziati a febbraio.

Il Comune, nel bilancio di previsione 2021 aveva inizialmente destinato al Fondo Anticrisi 250mila euro. La somma era già stata aumentata di 150mila euro a dicembre.

Complessivamente quasi 1.200.000 euro «Le numerose richieste dimostrano che il fabbisogno dei cittadini è aumentato – sottolineano -, ci troviamo di fronte a nuove criticità che sono emerse con l’emergenza sanitaria: famiglie, anziani e singoli cittadini che si trovano oggi in grande difficoltà. Per la quarta volta, dall’inizio della pandemia, siamo pronti a ripartire con la distribuzione dei buoni spesa, che verranno consegnati alle famiglie che ne hanno fatto richiesta, dai volontari di quartiere».




Economia. Ristrutturazione delle imprese: chi pensa alle Pmi?*

 

Tratto da lavoce.info

di Alessandro Danovi, professore associato di Economia e Gestione delle imprese nell’Università degli Studi di Bergamo
Iacopo Donati, assegnista di ricerca e docente a contratto in diritto commerciale presso l’Università di Firenze
Ilaria Forestieri, borsista di ricerca e docente a contratto di diritto commerciale presso l’Università di Firenze
Tommaso Orlando, esperto presso il Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia
e Andrea Zorzi, professore associato di Diritto commerciale presso l’Università di Firenze

L’epidemia di Covid-19 impone nuove sfide al sistema della gestione e risoluzione delle crisi d’impresa. In Italia gli strumenti di ristrutturazione sono vari, ma hanno dimostrato alcune criticità, non del tutto risolte dal nuovo Codice della crisi.

Affrontare le crisi d’impresa indotte dal Covid-19

La pandemia da Covid-19 comporterà molto probabilmente un significativo incremento delle crisi d’impresa. Data la struttura produttiva del nostro paese, è probabile che la maggioranza riguarderà imprese di piccola dimensione. Gli interventi di sostegno economico-finanziario, comuni a tutte le principali economie, hanno finora permesso di fronteggiare la carenza di liquidità nel breve periodo e, quindi, di ridurre il numero delle insolvenze. Allo stesso tempo, è stato temporaneamente sospeso l’avvio di azioni esecutive, tra cui la possibilità di presentare istanze di fallimento. La sospensione ha però riguardato solo i primi mesi di pandemia e anche le misure di sostegno non possono durare per sempre: con il loro progressivo esaurimento diverrà primario il ruolo del sistema di gestione e risoluzione delle crisi nell’individuare le imprese che, pur trovandosi in difficoltà a causa dell’epidemia, possono tornare profittevoli (viable), assicurandone un’efficiente ristrutturazione.

Gli strumenti di ristrutturazione e il loro utilizzo

In Italia, la ristrutturazione di un’impresa in crisi può avvenire attraverso il riscorso a diversi strumenti, che si differenziano per il grado di coinvolgimento dell’autorità giudiziaria e ai quali corrisponde una diversa capacità di vincolare la minoranza di creditori dissenzienti.

Un recente lavoro analizza le modalità di utilizzo di due strumenti: gli accordi di ristrutturazione dei debiti e i concordati preventivi in continuità aziendale. L’analisi è resa possibile da un ampio dataset costruito mediante l’accesso diretto ai fascicoli relativi alle ristrutturazioni del periodo 2009-2016.

Ne emerge innanzitutto che a tali strumenti fanno prevalentemente ricorso imprese di medie e grandi dimensioni. L’attivo di bilancio mediano delle aziende coinvolte negli accordi di ristrutturazione è circa venti volte più grande di quello delle società di capitali italiane assoggettabili alle procedure concorsuali (figura 1); quello delle imprese che ricorrono ai concordati è dieci volte più grande.

Gli elevati costi a carico del debitore, di cui alcuni fissi, e i deboli incentivi per i creditori a ristrutturare esposizioni di dimensione contenuta rappresentano un ostacolo all’accesso alle procedure da parte delle imprese di minori dimensioni, che dunque più frequentemente vanno incontro a una liquidazione concorsuale.

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L’analisi mostra che le ristrutturazioni non sono operazioni semplici: richiedono molto tempo e non sembrano restituire al mercato imprese mediamente efficienti. Da un lato, oltre la metà delle imprese coinvolte in accordi di ristrutturazione cessa di esistere entro tre anni dall’avvio della procedura. La quota è inferiore per i concordati (circa il 30 per cento), ma l’osservazione va qui accompagnata al fatto che, a tre anni dall’apertura, due terzi delle imprese non cessate sono ancora nella fase di esecuzione del concordato, prova della lunga durata dei processi di ristrutturazione. Dall’altro lato, sia negli accordi sia nei concordati, le imprese che rimangono operative presentano comunque produttività e redditività inferiori a quelle medie delle altre società.

L’impiego di questi strumenti – in particolare del concordato – a fini liquidatori ha avuto un ruolo storicamente preponderante ed è ancora molto importante, nonostante alcuni interventi volti a restringerne la praticabilità. Tuttavia, soprattutto in un generale contesto di crisi, è importante recuperare il risanamento delle imprese viable come loro scopo primario: nell’attuale situazione, la sfida è bilanciare la necessità di tutela dei creditori con un’oculata gestione degli stati di crisi delle imprese più fragili, per evitare che un’eccessiva attenzione al breve periodo produca conseguenze irreparabili.

Il ruolo dell’accordo di ristrutturazione in attesa del Codice della crisi (se mai arriverà)

Il nuovo Codice della crisi, la cui entrata in vigore è al momento prevista in settembre, sembra dare grande rilievo all’accordo di ristrutturazione come strumento di risoluzione delle crisi d’impresa. Ad esempio, è stata generalizzata la possibilità di vincolare a maggioranza i creditori che non abbiano accettato la ristrutturazione. La possibilità era, un tempo, prerogativa del solo concordato preventivo e, dal 2015, era stata estesa all’accordo di ristrutturazione esclusivamente rispetto ai creditori finanziari.

Il Codice ha anche previsto altre agevolazioni, tra cui la possibilità di ristrutturare più facilmente i debiti fiscali e previdenziali. Al contempo, lo strumento del concordato preventivo è stato reso meno accessibile, in linea con una giurisprudenza divenuta progressivamente più rigorosa, se non rigida (ad esempio, alcuni tribunali esercitano un controllo più stringente sulle condizioni di ammissibilità delle domande e tendono a limitare la discrezionalità del debitore nella distribuzione del valore).

La scelta del Codice della crisi di puntare sull’accordo di ristrutturazione, nel quale al tribunale è lasciato un ruolo di sola verifica della legittimità dell’accordo già concluso in negoziazioni private, è coerente con la de-giurisdizionalizzazione auspicata dalla direttiva europea in materia di ristrutturazione, che dovrà essere presto attuata anche in Italia. Non è chiaro se il Codice della crisi entrerà davvero in vigore a settembre: il recepimento della direttiva richiederà alcuni adeguamenti e permangono ad esempio timori che il procedimento di allerta, che costituisce una delle sue maggiori novità, possa portare molte imprese in difficoltà temporanea verso liquidazioni inefficienti. Tuttavia, il legislatore italiano ha anticipato, in sede di conversione di un recente decreto Covid, alcune misure volte a facilitare gli accordi di ristrutturazione, con ciò ribadendo la preferenza per questo strumento anche nella prospettiva della gestione della delicata fase che ci attende, in cui la crisi si appresta a passare dall’economia reale ai tribunali.

Indubbiamente l’accordo di ristrutturazione, come disegnato dal Codice della crisi, offre un interessante equilibrio tra flessibilità ed efficacia. Non è però chiaro se, pure con le nuove regole, possa davvero diventare una procedura di risanamento potenzialmente adatta anche alle imprese di minori dimensioni. Le innovazioni previste non sembrano infatti incidere sui fattori che ne limitano l’uso alle imprese di maggiori dimensioni (costi, complessità, possibilità di accesso a professionisti qualificati, creditori esposti per importi rilevanti). Occorrerà seriamente valutare, prima di lasciare molte imprese vitali senza la possibilità di accedere a uno strumento di ristrutturazione, se elaborare procedure particolari per le imprese di minori dimensioni, come molti pensano sia opportuno.

*Le idee e le opinioni espresse in questo articolo sono da attribuire agli autori e non investono la responsabilità delle istituzioni di appartenenza.




Provincia di Rimini. Coronavirus, 118 nuovi positivi (31.813 il totale). Terapia intensiva: 32. Decessi: 5

 

 

AGGIORNAMENTO DEL 30 MARZO 2021, ORE 12

 

Provincia di Rimini

Coronavirus, 118 nuovi positivi (31.813 il totale). Terapia intensiva: 32. Decessi: 5 (2 donne, di 77 e 94 anni, e 3 uomini di 82, 83 e 84 anni)

 

 

Emilia-Romagna

Su 33.338 tamponi effettuati, 1.187 nuovi positivi (3,6%). 1.917 guariti, in calo ricoveri (-60) e casi attivi (-797). Vaccinazioni: 847mila somministrazioni

Il 94,7% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 43,8 anni. 67 i decessi. Online anche il Report settimanale sull’andamento del contagio in regione

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 334.343 casi di positività, 1.187 in più rispetto a ieri, su un totale di 33.338 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,6%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dai 75 anni in su; proseguono le vaccinazioni anche per il personale scolastico e le forze dell’ordine.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 847.225 dosi; sul totale, 288.005 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 415 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 280 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 499 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,8 anni.

Sui 415 asintomatici, 273 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 31 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 36 con gli screening sierologici, 5 tramite i test pre-ricovero. Per 70 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 249 nuovi casi e Bologna (234); poi Parma (149), Rimini (118), quindi Reggio Emilia (98) e Forlì (94). Quindi Cesena (66), Ravenna (58), Piacenza (54) e Ferrara (50). Infine, il Circondario imolese (17).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 17.413 tamponi molecolari, per un totale di 3.977.798. A questi si aggiungono anche 170 test sierologici e 15.925 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.917in più rispetto a ieri e raggiungono quota 249.404.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 73.080 (-797 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 69.202 (-737), il 94,7% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 67 nuovi decessi: 1 in provincia di Piacenza (un uomo di 83 anni); 5 a Parma (4 donne, di 61, 72, 79 e 82 anni e un uomo di 71 anni); 5 nella provincia di Reggio Emilia (due donne di 85 e 100 anni, e tre uomini di 89, 92 e 94 anni); 9 nella provincia di Modena (6 donne, rispettivamente di 70, 76, 79, 80, 90 e 97 anni; 3 uomini, di 82, 93 e 101 anni); 20 nella provincia di Bologna (8 donne: di 68, 77,80, 83, 89, due 91 e una di 97 anni, e 12 uomini: di 56 anni- residente a Imola -, 72, due di 81, 82, 86, 88 – residente a Imola – poi 89, 90, due di 92 e uno 96 anni); 4 nella provincia di Ferrara (tutti uomini: due di 82, poi 87 e 88 anni); 5 in provincia di Ravenna (4 donne di 73, 80, 81 e 88 anni, e un uomo di 74 anni); 13 in provincia di Forlì-Cesena (3 donne: due di 85 e una di 89 anni; 10 uomini: 54, 63, 65, 75, due di 76, 82, due di 83, e uno di 87 anni); 5 nel Riminese (2 donne, di 77 e 94 anni, e 3 uomini di 82, 83 e 84 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 11.859.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 392 (-6 rispetto a ieri), 3.486 quelli negli altri reparti Covid (-54).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 6 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 31 a Parma (+1), 31 a Reggio Emilia (-2), 76 a Modena (+1), 119 a Bologna (-3), 22 a Imola (-1), 37 a Ferrara (invariato), 21 a Ravenna (invariato), 10 a Forlì (invariato), 7 a Cesena (-1) e 32 a Rimini (-1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 21.740 a Piacenza (+54 rispetto a ieri, di cui 31 sintomatici), 23.046 a Parma (+149, di cui 114 sintomatici), 40.337 a Reggio Emilia (+98, di cui 49 sintomatici), 57.320 a Modena (+249, di cui 158 sintomatici), 72.189 a Bologna (+234, di cui 172 sintomatici), 11.554 casi a Imola (+17, di cui 7 sintomatici), 19.995 a Ferrara (+50, di cui 22 sintomatici), 26.077 a Ravenna (+58, di cui 13 sintomatici), 13.673 a Forlì (+94, di cui 71 sintomatici), 16.599 a Cesena (+66, di cui 59 sintomatici) e 31.813 a Rimini (+118, di cui 76 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 13 casi, di cui 11 positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare e 2 casi risultati non Covid-19.

Il Report settimanale sull’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna è disponibile al link https://bit.ly/2O6j1E9 .

 




Pesaro. Venerdì Santo, Stabat Mater del 2015 in streaming

Venerdì Santo, Stabat Mater del 2015 in streaming

Nuovo appuntamento con lo streaming degli spettacoli del Rossini Opera Festival: venerdì 2 aprile alle 21, giorno delle celebrazioni del Venerdì Santo, lo Stabat Mater eseguito al Festival del 2015 sarà trasmesso gratuitamente sul sito web, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del ROF. Il concerto resterà disponibile per le successive 24 ore.

L’edizione 2015 fu diretta da Michele Mariotti, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna e di un cast composto da Yolanda Auyanet, Anna Goryachova, René Barbera e Nicola Ulivieri.

“Si rinnova l’impegno del Festival nel mantenere viva la fiamma della cultura” dice il Presidente Daniele Vimini, vicesindaco di Pesaro. “In attesa di poter riaprire i teatri, manteniamo vivo lo stretto legame con il nostro pubblico italiano e straniero, l’anno scorso in gran parte impossibilitato ad essere a Pesaro. Sappiamo bene che lo streaming non è un’alternativa allo spettacolo dal vivo, ma i riscontri ricevuti soprattutto in occasione del Festival autunnale (218.487 visualizzazioni uniche da 178 paesi del mondo) testimoniano l’affetto con cui i rossiniani di tutto il mondo continuano a seguirci”.

 

Pesaro, 30 marzo 2021.




Riccione. Riccionesità, nasce il premio San Martino d’oro

L’assessore Alessandra Battarra

 

E’ in arrivo il premio “San Martino d’Oro Città di Riccione”, un conferimento che a partire da quest’anno, sarà assegnato nell’ambito di una cerimonia pubblica in occasione della festa di San Martino che cade il giorno 11 novembre, a cittadini meritevoli e che si siano distinti in vari ambiti e attività. L’istituzione sarà portato all’attenzione del Consiglio Comunale nell’ambito delle iniziative per i cento anni della nascita del Comune di Riccione. “Un’opportunità unica e straordinaria per celebrare questa significativa ricorrenza storica, culturale e istituzionale e per valorizzare l’identità della città e delle sue istituzioni come volano di un nuovo sviluppo – ha detto l’assessore ai Servizi Educativi, Biblioteca e Museo del Territorio, Alessandra Battarra responsabile per il Centenario -. Abbiamo voluto intitolare tale benemerenza al Santo Patrono della città, la cui effigie di “guerriero armato all’antica sul cavallo bianco al naturale” è riportata sullo stemma civico, introducendo questa nuova tradizione della nostra comunità proprio durante le celebrazioni per il centenario dell’autonomia”. Secondo il regolamento del Premio il riconoscimento potrà essere assegnato a coloro che in qualsiasi modo contribuiscano o abbiano contribuito a rendere migliore la vita dei singoli e della comunità e ad elevare il prestigio della città. Possono essere premiati persone, enti, associazioni e organismi che si siano particolarmente distinti in campo culturale, scientifico, industriale, lavorativo, sportivo, filantropico o che si sono distinti per atti di coraggio in nome dei valori della solidarietà umana. Il premio può essere conferito anche alla memoria. Il premio sarà consegnato dal sindaco in occasione della festa di San Martino nell’ambito di una solenne cerimonia ufficiale alla presenza delle massime autorità civili e religiose e sarà aperta a tutta la cittadinanza.




Pesaro. Addio a don Guido, gran prete controvento. Autentico interprete del Vangelo

Don Guido Vincenzi

Desidero esprimere ammirazione ed affetto per Don Guido Vincenzi la cui perdita ha suscitato anche in me sentimenti di profondo cordoglio.  La vastissima eco seguita alla sua morte attesta quanto fosse apprezzata la sua azione pastorale  e sociale, il suo costume di vita, la sua interpretazione operativa del messaggio evangelico che ne ha fatto protagonista ante litteram della linea di Papa Francesco. Per decenni sono stato a contatto con Don Guido, specie nel periodo del mio impegno politico e sociale e gli serbo intensa gratitudine per la vicinanza, il consiglio e l’esempio di cui mi ha fatto dono. Non faceva sconti alle illusorie  derive  del contingente prevalente e non era certo attratto dalla Chiesa “struttura” né dalla scelte “di moda” di qualche suo braccio operativo. Una personalità coerente e anche  controvento quando necessario, cui rendo omaggio con animo dolente.

Giorgio Girelli

Centro Studi Sociali “A.De Gasperi”