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Provincia di Rimini. Coronavirus, la Romagna è rossa dall’8 marzo; fino al 21 marzo

 

Covid. Firmata l’ordinanza regionale che istituisce la zona rossa in tutti i comuni delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, da lunedì 8 marzo. Donini: “Doveroso intervenire di fronte all’aggravamento della situazione epidemiologica e ospedaliera”

In vigore fino al 21 marzo, per fermare l’aumento dei contagi e dei ricoveri, in crescita allarmante: 832 casi di positività ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni, reparti di terapia intensiva occupati al 38%, al di sopra della soglia di rischio del 30%. L’assessore: “Sulla scuola, aumento dei casi del 90%. E anche a Forlì dati in forte salita: 677 casi ogni 100mila abitanti nelle ultime due settimane, quando la soglia oltre la quale scatta la zona rossa è 500. Prima si capisce la gravità della situazione e prima se ne esce”

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato l’ordinanza che istituisce la zona rossa per i comuni della Ausl Romagna, e cioè tutti quelli delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, territori già ora in arancione scuro fatta eccezione per il Forlivese, anch’esso in rosso da lunedì. Come preannunciato, infatti, l’ordinanza sarà in vigore da lunedì 8 marzo a domenica 21 marzo.

Il provvedimento viene adottato per fermare la diffusione dei contagi, che continua ad aumentare a causa delle nuove varianti, anche fra giovani e giovanissimi, e per proteggere la rete ospedaliera, dove sono in costante crescita i ricoveri sia nei reparti Covid che nelle terapie intensive. Sulla base dei dati e delle indicazioni della Ausl Romagna e informati i sindaci.

Negli ultimi 14 giorni, nel territorio di competenza dell’azienda sanitaria si è avuta una incidenza di 832 casi di positività ogni 100mila abitanti. Quanto ai ricoveri, 486 nei reparti Covid mentre le terapie intensive risultano occupate al 38%, al di sopra della soglia limite del 30%.

“La decisione di andare alla zona rossa e di chiudere le scuole è stata condivisa con i sindaci della Romagna, suffragata dai dati di aggravamento epidemiologico su tutto il territorio romagnolo- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. E non può che essere così, visti i dati che caratterizzano la curva pandemica in Romagna, compreso Forlì. Basti pensare che nelle ultime due settimane Forlì ha avuto una incidenza di 677 casi per centomila residenti – quando la zona rossa è prevista da 500 casi per centomila in su- più alta rispetto ai distretti di Lugo e di Ravenna ed in crescita costante. Anche la situazione ospedaliera è preoccupante, con 87 ricoverati per Covid ordinari (più 11 rispetto a ieri) e 6 in terapia intensiva al Morgagni Pierantoni, quindi con percentuali di riempimento che rischiano di mettere in grave difficoltà il presidio. Infine, sulla scuola si è registrato un aumento dei casi del 90 per cento in Romagna. Prima ci si rende conto della gravità della situazione- conclude-, prima se ne esce, non c’è altra via”.

Le principali restrizioni che verranno introdotte con la zona rossa, in aggiunta a quelle previste in arancione scuro – a partire dagli spostamenti, vietati sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi a eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità (come fare la spesa o l’acquisto di beni e servizi essenziali) – riguardano la chiusura di nidi e materne, la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole dalle elementari e l’Università, lo stop alle attività commerciali ad eccezione di quelle essenziali come farmacie, parafarmacie, negozi di vendita di alimentari, edicole e altre specifiche categorie.




Provincia di Rimini. Coronavirus, 246 nuovi positivi (26.110 il totale). Terapia intensiva: 20. Decessi: 7

 

AGGIORNAMENTO DEL 6 MARZO 2021, ORE 12

 

Provincia di Rimini

Coronavirus, 246 nuovi positivi (26.110 il totale). Terapia intensiva: 20. Decessi: 7

 

Emilia-Romagna

Su 36.607 tamponi effettuati, 3.232 nuovi positivi, di cui 1.369 asintomatici. 1.073 i guariti. Vaccinazioni: oltre 467mila dosi somministrate

Il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 42 anni. 25 i decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 276.601 casi di positività, 3.232 in più rispetto a ieri, su un totale di 36.607 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 8,8%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, poi gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su; proseguono le prenotazioni per quelle dagli 80 agli 84 anni, iniziate il 1^ marzo. Poi il personale scolastico e le forze dell’ordine.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 467.897 dosi; oggi, sempre a quell’ora, 11.209, e le aziende proseguono per l’intera giornata. Sul totale, 151.823 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 1.369 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 649 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 860 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42 anni.

Sui 1.369 asintomatici, 657 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 72 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 75 con gli screening sierologici, 9 tramite i test pre-ricovero. Per 556 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 852 nuovi casi e Modena con 610; poi Reggio Emilia (334), Rimini (246), Cesena (243), Ravenna (219), Parma (203), Ferrara (201). Seguono il territorio di Imola (143), il circondario di Forlì (112) e la provincia di Piacenza (69).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 20.832 tamponi molecolari, per un totale di 3.521.668. A questi si aggiungono anche 641 test sierologici e 15.775 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.073 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 213.413.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 52.442 (+2.134 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 49.414 (+2.034), il 95 % del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 25 nuovi decessi: 9 in provincia di Bologna (7 donne di 70, 72, 80, 81,82, 89 e 93 anni e 2 uomini rispettivamente di 83 e 86 anni), 7 in provincia di Rimini (4 donne di 70,84, 86 e 93 anni e 3 uomini di cui uno di 72 anni, uno di 81 e uno di 92 anni), 3 in provincia di Parma ( 3 donne di 72,76 e 82 anni), 2 in provincia di Ferrara (due uomini rispettivamente di 73 e 74 anni), 2 in provincia di Reggio-Emilia (2 donne di 80 e 83 anni) e 2 in provincia di Ravenna (1 uomo di 71 anni e una donna di 83 anni). Nessun decesso viene registrato nelle province di Modena, Forlì-Cesena e Piacenza.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.746.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 275 (+9 rispetto a ieri), 2.753 quelli negli altri reparti Covid (+91).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 15 a Parma (-2), 24 a Reggio Emilia (+2), 53 a Modena (-2), 79 a Bologna (+2), 24 a Imola (+3), 26 a Ferrara (+1), 11 a Ravenna (+2), 6 a Forlì (invariato), 7 a Cesena (invariato) e 20 a Rimini (+2).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 20.385 a Piacenza (+69 rispetto a ieri, di cui 42 sintomatici), 18.849 a Parma (+203, di cui 118 sintomatici), 34.872 a Reggio Emilia (+334, di cui 183 sintomatici), 48.312 a Modena (+610, di cui 383 sintomatici), 57.501 a Bologna (+852, di cui 479 sintomatici), 9.865 casi a Imola (+143, di cui 74 sintomatici), 15.956 a Ferrara (+201, di cui 42 sintomatici), 21.122 a Ravenna (+219, di cui 113 sintomatici), 10.544 a Forlì (+112, di cui 85 sintomatici), 13.085 a Cesena (+243, di cui 190 sintomatici) e 26.110 a Rimini (+246, di cui 154 sintomatici).




Provincia di Rimini. Reddito di cittadinanza, 6.590 beneficiari

Marco Croatti, M5S

 

Reddito di cittadinanza, 6.590 beneficiari

Sarti e Croatti, M5S: “Una misura di dignità sociale, che va conservata, potenziata e migliorata. Oggi è chiaro a tutti quanto il reddito e la pensione di cittadinanza abbiano coadiuvato e/o integrato altri strumenti di sostegno sociale”

Durante la pandemia, nella nostra Provincia il Reddito e la Pensione di cittadinanza hanno aiutato concretamente 6.590 persone, assicurando una stabilità sociale. Nello specifico, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Statistico dell’INPS, 6.066 sono i cittadini che hanno beneficiato del Reddito di cittadinanza, per un totale di 2.905 famiglie, mentre 524 hanno usufruito della Pensione di cittadinanza (485 nuclei familiari). Senza tali misure di contrasto alla povertà, di fronte alla crisi economica innescata dal Covid-19 la situazione sarebbe stata di gran lunga peggiore. Ecco perché, oggi più che mai, siamo davvero orgogliosi di averle introdotte”. Lo affermano in una nota i parlamentari del MoVimento 5 Stelle Giulia Sarti e Marco Croatti della Provincia di Rimini. “A questi numeri importantissimi – proseguono gli esponenti pentastellati – si aggiungono quelli sui percettori del Reddito di emergenza, introdotto dall’ex ministra Nunzia Catalfo con il Decreto Rilancio e prorogato con i successivi provvedimenti dal Governo Conte II. Sempre nella nostra Provincia, i beneficiari del REm sono stati oltre 2.000. ‘Nessuno deve rimanere indietro’ è da sempre il nostro principio guida e con i risultati ottenuti in questi anni a tutti i livelli lo abbiamo dimostrato. Il MoVimento 5 Stelle c’è, sta dalla parte dei cittadini e continuerà a lavorare nel loro esclusivo interesse”, concludono i parlamentari del M5s Giulia Sarti e Marco Croatti.

“Una misura di dignità sociale, che va conservata, potenziata e migliorata. – Così Giulia Sarti e Marco Croatti parlamentari Riminesi. La campagna mediatica contro questa legge è stata portata avanti in maniera miope ed egoista, per colpire il MoVimento 5 Stelle senza scrupoli ed anche a scapito della dignità delle persone. Oggi è chiaro a tutti quanto il reddito e la pensione di cittadinanza abbiano coadiuvato e/o integrato altri strumenti di sostegno sociale, soprattutto in questo difficilissimo periodo. Ci auguriamo che quelle voci spesso discriminatorie, dai toni beceri, in cui si accostavano i percettori del reddito al “divano”, siano scivoloni del passato.”




Rimini. Il sindaco Gnassi: “Zona rossa, aumento dei contagi del 60 per cento in una settimana”

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini

 

Il sindaco Gnassi: “Zona rossa, aumento dei contagi del 60 per cento in una settimana”

 

L’istituzione della zona rossa è stata una decisione estremamente sofferta, ma inevitabile. I numeri parlano più di qualsiasi altra opinione. Ausl e Regione ci hanno presentato attraverso dati inequivocabili e francamente preoccupanti, la necessità di adottare il provvedimento più restrittivo per cercare di controbattere, subito e senza aspettare le analisi già vecchie del Governo. Su questo bisogna essere chiari. L’indice RT utilizzato dal Governo per definire i colori delle zone è costruito a livello nazionale su dati risalenti a 10/12 giorni addietro e non su una scala subregionale, provinciale o di area vasta. 

La nostra organizzazione sanitaria ed il coordinamento tra regioni (che deve adottare le ordinanze) l’ASL, gli enti locali e le Prefetture permettono di avere dati attuali e di prospettiva, giorno per giorno. Su questi dati puntuali vanno prese decisioni in relazione alle evidenze e alle indicazioni dell’ASL. Il dato per la Provincia di Rimini e la Romagna è che c’è un virus che ha ripreso a correre con una velocità e una diffusività che non lasciano spazio a tentennamenti.  

Vi è un aumento di contagi superiore al 60% in una sola settimana. Tutta la Romagna ha l’incremento percentuale dei casi più alto in Regione insieme a Bologna e Modena. Con tali dati l’attività di tracciamento e isolamento dei nuovi casi non può reggere. Inoltre, aumentano i ricoveri, sia nei reparti ordinari, sia in terapia sub intensiva e intensiva. Tutto ciò rischia di incidere sempre più su prestazioni medico sanitarie e chirurgiche non Covid che potrebbero non essere garantite ai livelli previsti. Si registra, a fronte di una soglia critica individuata in 500 casi per 100mila abitanti su 14 giorni, una media della Romagna di 760 casi, 850 per la Provincia di Rimini, con un tasso di occupazione di posti letto nelle nostre strutture ospedaliere ancora sotto controllo, ma in netta crescita. Occorre quindi agire in maniera tempestiva, con la speranza che si tratti dell’ultima stretta da affrontare, nella consapevolezza che questi ennesimi sacrifici, insieme ad una necessaria e urgente accelerazione della campagna vaccinale, possano consentirci di guardare alla primavera ed all’estate con nuove e fiduciose prospettive.  

È chiaro a tutti che tutto dipenderà dalla campagna vaccinale, che ha bisogno di un salto radicale, e da ristori e sostegni precisi e rapidi alle imprese, alle quali non si possono più sventolare le ragioni della burocrazia. I Comuni, che sono in presa diretta con le imprese, lavoratori e famiglie, hanno avanzato proposte che vengono dal mondo reale dei problemi e dei sacrifici. Abbiamo chiesto al Governo che siano rapidamente accettate. 

Nessuno prende queste decisioni a cuor leggero, soprattutto oggi, con sulle spalle il peso di un anno di restrizioni, di chiusure, di stop and go, che finiscono per logorare famiglie e attività economiche. E soprattutto, ferisce dover tenere ancora chiuse le porte di asili e scuole. Una verità dolorosa, come ci dicono i dati di oggi, è che le varianti del virus non stanno risparmiando le fasce di età più giovani, appare una decisione estrema, ma non aggirabile. Non esiste un fondo che possa risarcire i nostri bambini e i nostri ragazzi per tutta l’esperienza educativa, formativa e di vita che stanno perdendo. Occorre però essere chiari: la scuola è già da diverso tempo un’emergenza nazionale, non meno preoccupante di quella strettamente sanitaria, che coinvolge tutti, dalle istituzioni agli studenti. Oltre a rappresentare una enorme difficoltà per le famiglie nella gestione quotidiana, rinunciare alla didattica in presenza significa alimentare un impoverimento educativo, relazionale, oltre che culturale. Credo che il sistema Paese debba pensare ad un grande piano nazionale con al centro un investimento straordinario per il recupero della socialità ferita e del tessuto formativo che solo la scuola in presenza può fornire. 

Nei prossimi giorni ci confronteremo ancora con il mondo della scuola e delle famiglie per mettere a disposizione come Comune, appena sarà possibile e durante tutto l’anno, ulteriori azioni e progetti, valutando anche l’utilizzo di luoghi pubblici della città diffusa, che potranno aprire nuovi orizzonti e offrire inedite opportunità. 

Siamo stanchi, colpiti al cuore, ma non si può mollare. i prossimi mesi e l’anno in corso saranno quelli dell’uscita e della ripartenza”. 




Economia. Imprese “zombie”: quante sono davvero

 

Tratto da lavoce.info

di Guido Romano, economista, responsabile dell’Ufficio Studi e Relazioni Esterne di Cerved Group
e Fabiano Schivardi, Professore di economia alla LUISS

La politica economica dovrà presto decidere la strategia di sostegno alle imprese. Va trovato un punto di equilibrio fra tenere in vita “zombie” e far morire aziende sane ma in sofferenza perché operano in attività duramente colpite dalla pandemia.

Scelte complesse sugli aiuti alle imprese

In Italia, come nelle altre principali economie europee, lo stato ha stanziato enormi risorse per mitigare gli effetti della pandemia sull’economia reale. Gli interventi a favore delle imprese sono consistiti in un’ampia estensione della cassa integrazione e in un forte sostegno alla liquidità, attraverso una moratoria sui debiti e un massiccio piano di garanzie pubbliche.

Fin qui, le politiche d’emergenza hanno evitato fallimenti in massa e conseguenze socialmente dolorose. Tra 2019 e 2020 i tassi di deterioramento del credito si sono infatti ridotti dal 2,9 al 2,5 per cento e i fallimenti sono crollati del 32 per cento, toccando minimi storici. L’economia vive uno stato di sospensione dalle regole ordinarie, con il timore di un brusco risveglio al cessare del regime emergenziale.

La preoccupazione che l’eccesso di liquidità possa generare un esercito di “zombie”, cioè imprese poco produttive che rimangono sul mercato solo grazie agli interventi pubblici, è diffusa. Il rischio è che gli zombie frenino il processo distruzione creativa e la riallocazione delle risorse verso attività più dinamiche e redditizie, riducendo quindi il potenziale di crescita. Allo stesso tempo, bisogna evitare di lasciar fallire, con gli zombie, anche le molte imprese sane ma colpite duramente dalla pandemia. Di conseguenza, il tema della selezione degli interventi pubblici sarà una questione centrale nella politica economica dei prossimi mesi, come ha ricordato lo stesso presidente del Consiglio nelle dichiarazioni programmatiche al Senato dello scorso 17 febbraio: “Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi”.

I dati sulle aziende in crisi

Il problema principale è distinguere imprese in crisi per deficienze strutturali indipendenti dalla pandemia da quelle in crisi perché operano in attività che invece ne sono state duramente colpite. Alcuni dati possono aiutare a inquadrare il fenomeno. Una prima quantificazione può essere fatta utilizzando gli score creditizi delle imprese italiane prima e dopo la pandemia, per individuare quante sono le imprese affidate che faticheranno a rimanere sul mercato senza ulteriori interventi pubblici. Le informazioni del Cerved Group Score (Cgs), una valutazione della probabilità di default delle imprese italiane ampiamente utilizzata dal sistema bancario, è stata incrociata con gli open data del Fondo centrale di garanzia.

L’analisi si basa sui finanziamenti concessi a oltre un milione di imprese italiane fino alla fine di gennaio 2021, con un importo garantito pari a 98,3 miliardi di euro e un importo finanziato pari a 115 miliardi. In attesa dei bilanci del 2020, che saranno disponibili per la maggior parte delle imprese solo dall’estate, Cerved ha definito un modulo ad hoc, il Cgs-impact, che combina gli effetti della pandemia su oltre 300 settori di attività economica con le informazioni individuali delle imprese. Sulla base di queste valutazioni, è stato costruito uno score di rischio che include gli effetti della pandemia. Confrontando l’evoluzione dello score prima e dopo la pandemia, è possibile arrivare a una prima stima di quante imprese siano strutturalmente in crisi e quante invece vi siano entrate a causa della pandemia.

La figura 1 riporta la matrice di transizione fra le classi di rischio pre e post pandemia. Delle circa 500 mila imprese classificate come sicure prima della pandemia, 308 mila lo rimangono anche dopo. Queste imprese sono affidate per circa 46 miliardi di euro, quasi la metà del totale. Sono aziende che non hanno bisogno di supporto pubblico per entrare nel circuito del credito.

 

All’estremo opposto, il numero di imprese “zombie”, con un’alta probabilità di fallire oggi, ma già a rischio prima della pandemia, è consistente ma non enorme: 81 mila società (il 7,8 per cento degli affidati al Fondo centrale di garanzia), con prestiti garantiti per 8,7 miliardi di euro. In prima approssimazione, per questo gruppo di imprese si potrebbe decidere di non intervenire, puntando a minimizzare i costi di uscita dal mercato: date le probabilità di default, ne potrebbero fallire 25 mila con un valore atteso dei crediti deteriorati pari a 2,5 miliardi di euro.

Quali imprese aiutare

Le attenzioni delle politiche pubbliche dovrebbero concentrarsi sulle imprese che sono in una “terra di mezzo”, tra le quali è comunque utile una qualche forma di differenziazione. Si dovrebbe decidere se e quanto intervenire in imprese che erano sane alla fine del 2019, ma che il Covid ha reso “vulnerabili”: sono 182 mila, affidate per 14 miliardi dal sistema bancario. Non sono del tutto compromesse e un sostegno pubblico, anche limitato, potrebbe renderle di nuovo finanziariamente solide. Interventi più consistenti, probabilmente sotto forma di iniezioni di equity, sarebbero necessari per le 9.300 imprese che sono passate da solide a rischiose.

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Un gruppo per cui si potrebbe pensare a interventi selettivi è quello delle società che sono rimaste in un’area di vulnerabilità. È quello più ampio: 284 mila società, affidate per 32 miliardi con prestiti garantiti. L’ultimo gruppo, che abbiamo chiamato “zombie light”, è composto da imprese vulnerabili prima della crisi e passate nella categoria di rischio. È numeroso, composto da 166 mila società con prestiti per 14 miliardi. Rappresentano anche il gruppo più difficile da valutare in termini di intervento, in quanto al suo interno ci sono casi di imprese che, senza la pandemia, avrebbero potuto mantenere o migliorare la loro situazione patrimoniale, e altre che invece erano già su un sentiero di deterioramento strutturale. È per questo gruppo che il compito della politica si fa particolarmente difficile, perché distinguere fra le due situazioni è tutt’altro che facile.

Il sistema produttivo italiano era arrivato alla pandemia in una condizione di solidità finanziaria senza precedenti. Il Covid-19 si è abbattuto come uno tsunami sulle nostre imprese. Sarà necessario trovare un equilibrio per evitare la “zombificazione” delle imprese, ma anche il rischio che una crisi completamente inattesa e dagli effetti molto eterogenei produca ferite profonde in un tessuto imprenditoriale che, prima della pandemia, era finanziariamente sano.




Rimini-Gradara. 8 marzo, Francesca da Rimini unisce il mondo

Gradara. Qui secondo tradizione e leggenda Francesca (e Paolo, l’amante) venne uccisa dal marito Ciangiotto Malatesta

 

 

Studenti e insegnanti di 21 Università dei 5 continenti si collegheranno live streaming per recitare e animare

i versi di Francesca da Rimini del V Canto 8 marzo 2021 dalle 9.30 alle 18,30 (GMT +1)

regia dal Teatro Amintore Galli di Rimini

live streaming su : www.bacidalmondo.com

 

Se l’8 marzo, Festa della Donna, dovesse avere una patrona, non potrebbe essere che Francesca da Rimini.

Al suo mito di eroina d’amore, di donna simbolo di libertà e di bellezza, verrà dedicato un tributo di poesia davvero planetario:

cinque continenti, ventuno università, diciotto lingue, trenta docenti universitari e cento giovani di ogni etnia, si collegheranno tutti insieme appassionatamente l’8 marzo 2021 per celebrarla insieme a Dante e alla Commedia della quale è il personaggio più amato e celebrato, recitando i versi a lei dedicati.

Una maratona di dieci ore con i baci d’amore e di passione più celebri della letteratura d’ogni tempo, quelli di Francesca nella Commedia, che giungeranno da ogni latitudine, con epicentro Rimini, per avvolgere il mondo, grazie al web, in un corale abbraccio.

Un abbraccio, quanto mai distanziato e mai tanto giovane e forte, all’insegna della speranza, della bellezza e della libertà di cui il mito di Francesca è rappresentazione esemplare.

 

WORLDWIDE KISSES | BACI DAL MONDO è stato realizzato dai Comuni di Rimini e di Gradara con la collaborazione delle Regioni Emilia-Romagna e Marche.

L’8 marzo le performance delle ventuno Università, in sequenza, saranno in diretta streaming live per tutto il giorno, dalle 9.30 alle 18 fuso orario italiano, sul sito:

www.bacidalmondo.com

“L’idea del flash mob è nata due anni fa, prima del Covid, e ha vinto sul virus che ci ha devastato” dichiara Ferruccio Farina, l’ideatore. “Nonostante le grandi difficoltà causate dalla pandemia, le sedi delle università chiuse, i problemi di collegamento, non è mancato all’appello nessuno degli Atenei che avevano dato la loro adesione all’inizio. Anzi, l’entusiasmo e la tenacia degli insegnanti e degli studenti sono stati superiori ad ogni attesa. Così in questa disastrosa situazione sanitaria l’evento si riempie ancora più di significato, diventando un monito a guardare al futuro con atteggiamento positivo e di speranza del quale abbiamo tanto bisogno. Così come abbiamo tanto bisogno di baci e di abbracci di cui questa pandemia ci vuol privare”.

Ma perché proprio l’8 marzo? “Perché Francesca da Rimini che si celebra, non è la peccatrice lussuriosa dell’Inferno di Dante, ma l’eroina portatrice di valori positivi che nasce con l’Illuminismo e il Romanticismo e invade la cultura occidentale: fedele oltre la morte al primo amore, perché ingannata e con l’inganno costretta al matrimonio, così come ci narra il fantasioso racconto del Boccaccio. Eroina che diventa un mito che attraversa tutti i movimenti libertari dell’Ottocento e del Novecento nel mondo occidentale, dall’Europa alle Americhe. Mito in declino negli ultimi decenni perché considerato troppo “dozzinale” ma che ora si sta risvegliando e sta facendo riscoprire i valori fondamentali e irrinunciabili che rappresenta. Per esempio, che il matrimonio non può essere imposto: oggi ci sono milioni di donne nel mondo che vengono vendute come merce. O, ancora, che l’amore non uccide, e ben sappiamo che la violenza domestica e il femminicidio sono piaghe che affliggono anche paesi che la nostra civiltà considera evoluti. Francesca da Rimini è una figura letteraria e non storica. Perché la storia di lei tace dato che l’unica e prima testimonianza è Dante. Si sa che è esistita ma null’altro. Ma è irrilevante se il suo mitico bacio è realmente scoccato, quando e dove, o è un’invenzione poetica. Ciò che conta è il mito che ha generato e i valori, quanto mai attuali, che rappresenta e che stiamo riscoprendo. Per questo, ma non solo, Francesca da Rimini è la miglior candidata al patronato dell’8 marzo Festa della Donna. Simbolo di libertà e di coraggio. E anche di emancipazione se consideriamo che, secondo Dante, lei, donna del Medioevo, mentre il bel Paolo non sa che tacere, legge e parla. E parla col cuore.

Regia dal Teatro Amintore Galli, Rimini

La regia delle ventun performance che giungeranno da ogni angolo della Terra, sarà al Teatro Amintore Galli di Rimini, proprio a pochi passi dove Francesca ha realmente vissuto e, con ogni probabilità, è scoccato il suo mitico bacio.

Coordinerà l‘evento dal palco, la scrittrice e giornalista Lia Celi, affiancata, oltre che da Ferruccio Farina, l’ideatore e il promotore di WORLDWIDE KISSES | BACI DAL MONDO, da Natascia Tonelli, Marco Veglia, Giampiero Piscaglia Assessore alla Cultura di Rimini, Filippo Gasperi Sindaco di Gradara, e Andrea Santangelo, del comitato organizzatore. Ospiti la soprano Gabriella Morigi, Mariarita Semprini docente di materie classiche, e Franco Capicchioni presidente della Società Dante Alighieri di San Marino.

Una selezione della maratona poetica resterà disponibile sui social e dai dai filmati sarà ricavato un documentario da distribuire a fini didattici. Maggioli editore darà alle stampe un volume che raccoglierà le traduzioni e le note critiche degli insegnanti.

21 Università: Flinders University, Adelaide, South Australia; Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Deutschland; Hunter College of the City University of New York, New York, USA; Liceo Classico, San Marino (a San Marino non esistono facoltà universitarie a indirizzo umanistico); Mariupol State University, Mariupol, Ukraine; Pontificia Universidad Católica del Ecuador, Quito, Ecuador; Shanghai International Studies University, People’s Republic of China; UCLA, University of California, Los Angeles, US;, Universidad Complutense de Madrid, Madrid, España; Universidad de Buenos Aires, Buenos Aires, Argentina; Universidade de São Paulo, São Paulo, Brasil; Università degli studi di Bologna, Bologna, Italia; Università degli studi di Bologna, Ravenna, Italia; Università di Siena, Siena, Italia; Universitat de Barcelona, Barcelona, España; Université de Fribourg, Fribourg, Suisse; Université Sorbonne Nouvelle -Paris 3, Paris, France; Universiteit van Amsterdam, Amsterdam, Holland; University of Malta, Msida, State of Malta; University of the Witwatersrand, Johannesburg, South Africa; University of Wisconsin-Madison, Madison-Wi, USA; Visva-Bharati University, Santiniketan, West Bengal, India; Yekaterinburg State Drama School, Yekaterinburg, Russian Federation; York University, Toronto, Canada.

19 paesi: Argentina, Australia Meridionale (Australia), Bengala Occidentale (India), Brasile, Canada, Ecuador, Francia, Germania, Olanda, Spagna, Italia, Federazione Russa, Repubblica di San Marino, Repubblica Popolare Cinese, Stati Uniti d’America (California, Wisconsin, New York), Stato di Malta, Sud Africa, Svizzera, Ucraina. Sono presenti anche il Conservatorio Statale di Musica G. Rossini, Pesaro Italia, in quanto istituto equiparato per legge ad Istituzione universitaria, e il Liceo Classico della Repubblica di San Marino in quanto, a San Marino, non esistono facoltà universitarie a indirizzo umanistico.

18 lingue: assamese, bengali, catalana, cinese, esperanto, francese, inglese, italiana, latina, maltese, marathi, portoghese, russa, serbo-croata, setswana o isiswati, spagnola, tedesca, ucraina.

4 traduzioni in lingua inglese: John Ciardi, Robert Durling, Robert Hollander, Clive James e Allen Mandelbaum.

 

1 traduzione in lingua latina: dalla Commedia tradotta per la prima volta in lingua latina da Frà Giovanni Bertoldi da Serravalle nel 1416, recitata dagli studenti del Liceo Classico della Repubblica di San Marino.

L’iniziativa, progettata e organizzata dal Centro Internazionale di studi Francesca da Rimini

è promossa dai Comuni di Rimini e di Gradara con la collaborazione delle Regioni Emilia-Romagna e Marche.

 

IDEA E PROGETTO E CURA: Ferruccio Farina | Centro Internazionale di studi Francesca da Rimini

 

COMITATO SCIENTIFICO: Deirdre O’ Grady, University College, Dublino; Diana Glenn, Australian Catholic University, Sydney; Natascia Tonelli, Università degli Studi di Siena; Nadia Urbinati, Columbia University, New York; Massimo Ciavolella, UCLA, University of California, Los Angeles; Roberto Fedi, Centro Internazionale di Studi Rinascimentali, Perugia; Giulio Ferroni, Università La Sapienza, Roma; Raffaele Pinto, Universitat de Barcelona; Antonio Rostagno, Università La Sapienza, Roma; Marco Veglia, Università degli Studi di Bologna; Ferruccio Farina, Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini, coordinatore.

 

COMITATO ORGANIZZATORE: Natascia Tonelli, Università degli Studi di Siena; Silvia Moni, Comune di Rimini; Massimo Ciavolella UCLA, University of California, Los Angeles; Ferruccio Farina, Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini, coordinatore; Filippo Gasperi, Sindaco di Gradara; Raffaele Pinto, Universitat de Barcelona; Giampiero Piscaglia, Assessore alla cultura del Comune di Rimini; Cristiano Varotti, ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, Cina.

 

L’evento si è avvalso della preziosa collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura all’estero di Kiev, La Valletta, Los Angeles, New Delhi, della rappresentanza ENIT in Cina e del Centro Russo di Scienza e Cultura di Roma. Grazie, in particolare, ai gentilissimi Leonilde Callocchia, Daria Pushkova, Andrea Baldi, Edoardo Crisafulli, Massimo Sarti e Cristiano Varotti.

Sponsor

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IMMAGINE GUIDA

L’immagine guida è una elaborazione grafica da

Auguste Rodin, Il Bacio, o Paolo e Francesca,

scultura che verrà esposta in una fusione originale a Gradara nella primavera-estate 2021.

 

 

 

Materiali per la stampa: www.bacidalmondo.com/press
Press Kit e Immagini: www.francescadarimini.it/press, info@francescadarimini.it | press@francescadarimini.it | +39.335.6665398 |

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Quito, Siena, Santiniketan, Ekaterinburg, Buenos Aires, Amsterdam, Mariupol, Toronto

 

 

 

 

 

ORARI DI COLLEGAMENTO:

Gli orari indicati di seguito sono da intendersi approssimativi per evidenti motivi tecnici.

Presenti in sala, nel rispetto delle norme anti covid
Front woman: Lia Celi, giornalista, scrittrice, autrice televisiva
Comitato organizzatore: Natascia Tonelli, Università di Siena; Ferruccio Farina, Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini, ideatore e promotore dell’iniziativa; Filippo Gasperi Sindaco di Gradara; Giampiero Piscaglia Assessore alla Cultura di Rimini; Andrea Santangelo, scrittore; Marco Veglia, Università di Bologna.

Ospiti: Gabriella Morigi, soprano, insegnante al Conservatorio musicale G. Rossini, Pesaro; Mariarita Semprini, docente di materie classiche, Liceo Classico G. Cesare – M. Valgimigli, Rimini; Franco Capicchioni, presidente della Società Dante Alighieri di San Marino.

 

 

9:30
Saluto delle autorità e degli organizzatori:
Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, Filippo Gasperi, Sindaco di Gradara
Ferruccio Farina, Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini

9:45
ADELAIDE. Flinders University, Adelaide, South Australia
Luciana d’Arcangeli, College of Humanities, Arts & Social Sciences (Italian)
Recitazione degli studenti in lingua inglese

10:03
SAN MARINO. Liceo Classico, San Marino (RSM)
Lucia Crescentini, Lettere Classiche; Michele Ghiotti, Società Dante Alighieri
Recitazione degli studenti in lingua latina dalla traduzione di Fra’ Giovanni Bertoldi da Serravalle, 1416

10:21
BARCELLONA. Universitat de Barcelona, Barcelona, España
Raffaele Pinto, Departament de Filologia Romànica
Recitazione degli studenti in lingua catalana

10:39
SHANGHAI. Shanghai International Studies University, People’s Republic of China
Wang Jianquan, Department of Italian
Recitazione degli studenti in lingua cinese

10:57
JOHANNESBURG. University of the Witwatersrand, Johannesburg, South Africa
Luigi Robuschi, School of Literature, Language and Media
Recitazione degli studenti in lingua Setswana o Isiswati.

11:15
MARIUPOL. Mariupol State University, Mariupol, Ukraine
Hanna Tryfonova, Italian Philology Department
Recitazione degli studenti in lingua ucraina

11:33
RAVENNA. Università degli Studi di Bologna, Ravenna, Italia
Claudia Sebastiana Nobili, Dipartimento di Beni Culturali
Recitazione degli studenti in lingua italiana

11:51
MSIDA. University of Malta, Msida, State of Malta
Gloria Lauri-Lucente, Department of Italian
Recitazione degli studenti in lingua maltese, inglese, italiano
Location: Istituto Italiano di Cultura, La Valletta.

12:09
SANTINIKETAN. Visva-Bharati University, Santiniketan, West Bengal, India
Indrani Das, Institute of Languages, Literature & Culture
Recitazioni:
Professoressa Sangita Saikia: lingua assamese
Professor Ranvir Sumedh Bhagwan: lingua Marathi
Studenti: lingua bengalese

12:27
MADRID. Universidad Complutense de Madrid, Madrid, España
Juan Varela-Portas de Orduña, Departamento de Estudios Románicos, Franceses, Italianos y Traducción
Recitazione degli studenti in lingua spagnola

12:45
GOTTINGA. Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Deutschland
Franziska Meier, Seminar für Romanische Philologie
Recitazione degli studenti in lingua tedesca

13:03
PESARO. Conservatorio Statale di Musica G. Rossini, Pesaro, Italia
Ubaldo Fabbri, Accompagnamento pianistico
Musiche e canto dell’aria di Gioachino Rossini “La Francesca da Rimini”, 1835, in lingua italiana

 

PAUSA

 

15:00
AMSTERDAM. Universiteit van Amsterdam, Amsterdam, Holland
Federico Gobbo, Interlinguïstiek en Esperanto
Recitazione degli studenti in lingua esperanto

15:18
PARIS. Université Sorbonne Nouvelle -Paris 3, Paris, France
Patrizia Gasparini, Département d’Etudes Italiennes et Roumaines
Recitazione degli studenti in lingua francese

15:36
BOLOGNA. Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Bologna, Italia
Marco Veglia, Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica
Recitazione degli studenti in lingua italiana

15:54
EKATERINBURG. Yekaterinburg State Drama School, Yekaterinburg, Russian Federation
Ekaterina Tsaregorotseva, Alexander Nordström, Acting Department
Recitazione degli studenti in lingua russa

16:12
BUENOS AIRES
Universidad de Buenos Aires, Buenos Aires, Argentina
Mariano Perez Carrasco, Facultad de Filosofía y Letras
Recitazione degli studenti in lingua spagnola

16:30
FRIBURGO. Université de Fribourg, Fribourg, Suisse
Paolo Borsa, Département d’italien
Recitazione degli studenti in lingua italiana, francese e tedesca

16:48
SIENA. Università di Siena, Siena, Italia
Monica Marchi, Dipartimento di filologia e critica delle letterature antiche e moderne
Recitazione degli studenti in lingua italiana

17:06
MADISON. University of Wisconsin-Madison, Madison-Wi, USA
Jelena Todorović
Department of French & Italian
Recitazione degli studenti in lingua inglese e della professoressa Jelena Todorović in lingua serbo-croata

17:24
SAN PAOLO. Universidade de São Paulo, São Paulo, Brasil
Maria Cecilia Casini, Departamento de Letras Modernas
Recitazione degli studenti in lingua portoghese

17:42
TORONTO. York University, Toronto, Canada
Samia Abdel Tawwab, Department of Languages, Literatures and Linguistics
Recitazione degli studenti in lingua inglese

18:00
QUITO. Pontificia Universidad Católica del Ecuador, Quito, Ecuador
Patrizia di Patre, Facultad de Comunicación, Lingüística y Literatura
Recitazione degli studenti in lingua spagnola

18:18
NEW YORK. Hunter College of the City University of New York, New York, USA
Paolo Fasoli, Department of Romance Languages
Recitazione degli studenti in lingua inglese

18:36
LOS ANGELES. UCLA, University of California, Los Angeles, USA
Andrea Moudarres, Department of Italian
Recitazione degli studenti in lingua inglese
Location: Istituto Italiano di Cultura Los Angeles

BACI DAL MONDO | WORLDWIDEKISSES È TRA GLI EVENTI LEADER DI

FRANCESCA 2021 | Tributo a Dante e al mito di Francesca da Rimini nel settimo centenario della morte del Poeta

eventi culturali coordinati nelle terre malatestiane tra Romagna e Marche

Mostre, concerti, spettacoli teatrali e musicali, proiezioni cinematografiche, convegni di studio, attività didattiche per le scuole, recitazioni e commenti del V canto dantesco

Primavera – autunno2021.

Il programma e il calendario degli eventi verranno pubblicati il 24 marzo 2021 sui siti:

www.francescadarimini.it e www.bacidalmondo.com




Provincia di Rimini. Il Covid-19 si può curare a casa…

Gianfranco Vanzini

 

di Gianfranco Vanzini

Finalmente qualcuno si è mosso. La Regione Piemonte ha aggiornato il protocollo delle cure domiciliari introducendo l’uso di idrossiclorochina insieme a farmaci antinfiammatori e vitamina D. In sintesi come aveva già detto il Tar del Lazio: “Diamo ai medici la possibilità di fare valere il proprio diritto/dovere di prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza” Speriamo che altre Regioni seguano l’esempio e magari anche le Autorità centrali.