Rimini. Tumore al seno, cure meno invasive grazie al sistema MagSEED donato dalla Fondazione Taccia

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Tumore al seno, cure meno invasive grazie al sistema MagSEED donato dalla Fondazione Taccia all’unità di Rimini.

Lo strumento localizza le lesioni non palpabili. Un importante ausilio per qualificare ulteriormente l’offerta clinica del servizio, già di prim’ordine, come testimoniato, tra le altre cose, dal conferimento, per il terzo triennio consecutivo, della Certificazione Europea Eusoma.

La donazione della Fondazione Taccia è un presidio costituito da un piccolo “seme” magnetico che il radiologo senologo può posizionare, in guida ecografica o radiologica, all’interno della lesione tumorale, anche quando tale lesione è di dimensioni millimetriche, in modo che rappresenti un “bersaglio sicuro” per il chirurgo che poi andrà ad effettuare l’intervento chirurgico di asportazione del tumore. Il chirurgo è in grado di reperire il marcatore direttamente in sala operatoria tramite un “rilevatore magnetico” che localizza il “seme” con estrema precisione. Questa metodica consente al percorso diagnostico-terapeutico senologico di ridurre i tempi tra diagnosi ed intervento chirurgico, di ridurre l’invasività degli interventi e di ottimizzare la gestione delle liste operatorie. La donazione ha un valore di circa trentamila euro.

La senologia è diretta dal dottor Lorenzo Menghini; si compone di tutte le specialità specifiche per la presa in carico della paziente dalla fase diagnostica a quella chirurgica, terapeutica e di follow up: il radiologo senologo, il chirurgo senologo, l’oncologo, il radioterapista, l’anatomopatologo, il medico per la riabilitazione, l’infermiere case manager, lo psicologo, il data manager, il tecnico di radiologia, il fisioterapista, l’infermiere. Ogni anno la Breast Unit di Rimini prende in cura circa 450 nuovi casi di pazienti con una prima diagnosi di tumore della mammella. Il MagSeed è utilizzato in tutti i casi in cui la prevenzione è stata così efficace da individuare lesioni millimetriche non ancora palpabili.

“Abbiamo già applicato un centinaio di ‘semi’ – hanno detto il dottor Menghini e la dottoressa Santicchia – e questa metodica, insieme a quella del ‘verde indo cianina nel linfonodo sentinella’ pensata e applicata dal dottor Domenico Samorani, responsabile della Chirurgia generale e senologica di Santarcangelo, con la quale strettamente collaboriamo, consentono un approccio molto meno invasivo per le pazienti e anche minori disagi, per loro, legati a spostamento e all’utilizzo del marcatore tradizionale”.

 

 

 

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