Rimini. Saldi di fine stagione, Confcommercio stima una spesa di 135 euro a famiglia contro i 230 dello scorso anno

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Giammaria Zanzini

 

Rimini. Saldi di fine stagione, Confcommercio stima una spesa di 135 euro a famiglia contro i 230 dello scorso anno

Giammaria Zanzini (Federmoda-Confcommercio): “Un po’ di liquidità aiuta, ma non servirà a
compensare le perdite e le risicate marginalità della ripartenza. Rimangono urgenti sostegni a
fondo perduto e slittamento delle scadenze. Lo spostamento ad agosto è un esperimento: se va
bene, si potrebbe replicare in inverno”
“I saldi, seppur imbrigliati dalle restrizioni economiche e dalle mascherine, rappresentano sempre
un rito che, anche in tempi di Covid-19, risponde alle attese dei consumatori – dice Giammaria
Zanzini, referente provinciale e consigliere nazionale di Federmoda-Confcommercio – per trovare il
piacere dell’affare sul prodotto di qualità o per gratificazione dopo un lungo periodo di rinunce. È
un peccato però che la Conferenza delle Regioni, invece di confermare la data unica al 1° agosto,
abbia lasciato alle Regioni la libertà di scegliere se anticipare di una settimana, creando di fatto
inopportune concorrenze tra territori limitrofi. Quest’anno lo slittamento dei saldi estivi ad agosto
è un esperimento e se avrà successo si potrebbe replicare anche per i saldi invernali 2021
spostandoli da inizio gennaio ai primi di febbraio.
Continuo però a ribadire la necessità, in caso di liberalizzazione delle promozioni antecedenti ai
saldi come è accaduto quest’anno, di inserire un tetto massimo di sconto al 30% in modo da non
inficiare l’appeal stesso dei saldi. Per i commercianti infatti quello che si apre oggi rappresenta un
momento per tirare le somme di questa stagione anomala. Un po’ di liquidità aiuta, ma non servirà
certo a compensare le perdite e le risicate marginalità della ripartenza. Rimane urgente e
fondamentale un sostegno a fondo perduto alla categoria e la necessità di prorogare a fine anno la
sospensione di mutui e leasing, di imposte e contributi e delle segnalazioni centrali rischi,
altrimenti continueremo a contare le chiusure, soprattutto quelle dei negozi di prossimità. Anche le
banche dovrebbero stare più vicine ai piccoli imprenditori. Per questo ancora una volta facciamo
appello affinché si prediligano gli acquisti nei negozi di vicinato, anche per riconoscere
concretamente il valore che le nostre attività danno al territorio in termini di offerta, qualità,
servizio, professionalità, vivacità, illuminazione, sicurezza e decoro.
Dalle prime e provvisorie rilevazioni di Federazione Moda Italia-Confcommercio, l’inizio delle
vendite di fine stagione vede un calo della spesa tra il 40% ed il 50% rispetto ai periodi di normalità
economica: file ai negozi, anche se le città erano piene di persone, non se ne sono viste. Pesano il
grande utilizzo dello smart working, la cassa integrazione, l’assenza del turismo internazionale e la
limitata capacità di spesa degli italiani, nonché il ricorso al risparmio. Tutti fattori che, secondo le
stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, portano ad una previsione di spesa media di 135 euro
da parte delle famiglie italiane, mentre ogni persona spenderà nei saldi 58 euro (per i saldi estivi
2019 si era stimata la spesa di 230 euro a famiglia, circa 100 euro pro capite)”.

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