Rimini. Gian Luca Galletti: “Economia dopo coronavirus, ci vuole la responsabilità civile dell’impresa”

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di Gian Luca Galletti*

Cari amici dell’UCID,
è passato poco più di un mese dal nostro ultimo incontro. Era il 13 febbraio e in quella bella occasione
abbiamo avuto modo di confrontarci su temi importanti che riguardano il futuro della nostra associazione e
più in generale il nostro paese. Nessuno di noi aveva potuto immaginare che dopo pochi giorni l’emergenza
sanitaria che stiamo vivendo avrebbe cambiato così profondamente le nostre vite.
Ripensandoci però le parole di quel giorno oggi penso ci possano essere utili. Ci siamo detti che abbiamo
bisogno in questo momento storico di una economia meno di mercato e più responsabile. L’abbiamo
definita, usando le parole di Stefano Zamagni, responsabilità civile d’impresa, cioè una economia dove
l’impresa non è più una organizzazione chiusa, ma una infrastruttura aperta a cui viene richiesto, nel suo
stesso interesse, di migliorare la qualità di un territorio, co-determinare le condizioni di felicità pubblica e
assicurare la sostenibilità dello sviluppo umano integrale.
Amici dell’UCID io credo che in queste parole ci sia la nostra risposta alla difficile situazione che stiamo
vivendo. Migliorare le condizioni di vita dei territori nei quali lavoriamo e assicurare la sostenibilità dello
sviluppo vuole dire in questo difficile momento compiere scelte di responsabilità tentando di trovare il
giusto equilibrio tra i nostri personali interessi e quelli della comunità in cui viviamo.
Noi siamo la classe dirigente illuminata di questo paese e non dobbiamo avere paura ma al contrario essere
responsabili verso le nostre aziende, verso le nostre comunità e verso le persone che lavorano con noi.
Sono consapevole delle difficoltà che tutti noi incontriamo, fatturati che in pochi giorni si sono ridotti
notevolmente se non in molti casi azzerati, il fabbisogno finanziario che ogni giorno che passa diventa più
pesante, ma dobbiamo pensare prima di tutto alle persone che insieme a noi hanno costruito le nostre
imprese e che hanno contribuito a renderle solide ed efficienti. A loro dobbiamo rispetto e assicurargli la
sicurezza sanitaria sui posti di lavoro e, per quanto possibile, salari in grado di assicurare a loro e alle loro
famiglie vite dignitose. Credo che questo oltre che una scelta etica, in perfetta continuità con quanto
affermato dalla dottrina sociale della chiesa, sia anche nell’interesse delle imprese stesse. La professionalità
maturata e anche la dimensione umana non sono facilmente sostituibili.
Tutto questo finirà, speriamo tutti in tempi brevi, per questo già oggi dobbiamo pensare a come ripartire. Se
avremo mantenuto il nostro capitale umano, i rapporti con la nostra comunità e saldi i nostri valori di
riferimento tutto sarà meno difficile. Certo bisognerà che le istituzioni non lascino le imprese da sole ad
affrontare questa sfida. Alla politica chiediamo scelte veloci e coraggiose. Avremo bisogno di finanza per
sostenere la ripresa, regole meno stringenti per l’accesso al credito, un riequilibrio nella tassazione che deve
pesare meno su chi produce reddito. Il sistema bancario ci deve accompagnare e non, come purtroppo è
capitato troppe volte nel passato, concedere credito solo a chi non ne ha bisogno. Valutare la storia degli
imprenditori in questi frangenti è fondamentale. Se è una azienda nella sua storia ha sempre rimborsato i
propri debiti continuerà a farlo.
Amici dell’UCID contrariamente a quello che siamo abituati a pensare – diceva Max Weber – “l’economia
non è una macchina, ma una costruzione sociale e traduce in consistenza materiale l’evoluzione spirituale
di un popolo”. Gli imprenditori e i dirigenti d’azienda devono riconquistare – come fecero i loro
predecessori all’epoca dell’umanesimo (XV sec.) – il ruolo di guida nella promozione di una nuova
economia come forma di carità, di un nuovo sviluppo in chiave spirituale e di un neo-umanesimo in chiave
sociale e ambientale. L’UCID si pone al servizio di tale progetto, con la consapevolezza che la nostra storia
e i nostri valori ci aiuteranno nel complesso cammino che ci attende.
A tutti un affettuoso saluto.

*Presidente dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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