Rimini. Coronavirus, fare chiarezza sui numeri

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Tratto da lavoce.info

di Pietro Garibaldi

(professore di Economia politica all’Università di Torino)

Per capire un fenomeno, ancorché angosciante come l’epidemia di coronavirus, occorre sempre una buona contabilità. Invece ogni giorno intorno ai numeri diffusi dalla Protezione civile nasce una discreta confusione. Ecco come si arriva al calcolo corretto.
La confusione sui numeri
Ogni giorno alle 18, a reti unificate, 60 milioni di italiani chiusi nelle loro case assistono al bollettino della Protezione civile. Quel bollettino rappresenta forse “le notizie dal fronte” per la generazione più fortunata, quella che oggi ha 50 anni e si ritrova improvvisamente “in coda per acquistare pane”, come sostiene Antonio Scurati. La speranza di tutti è che la curva dell’epidemia inizi a scendere.
Martedì 24 marzo, pochi minuti dopo il comunicato della Protezione civile, il sito del Corriere.it riportava che i nuovi contagi del giorno erano 5.249. Negli stessi istanti Repubblica.it e Huffington Post sostenevano che i contagi erano cresciuti di solo 3.612 unità, in calo rispetto al giorno precedente. La mattina seguente – mercoledì 25 marzo (quando sto scrivendo) -, il Corriere della Sera a pagina 2 scrive “Terzo giorno di rallentamento del contagio. Anche se non assistiamo a una ulteriore diminuzione dei positivi, quanto piuttosto a una stabilizzazione, la frenata c’è”.
L’equazione del contagio
La situazione appare piuttosto confusa. Forse perché studio i flussi del mercato del lavoro da un quarto di secolo, ho subito intuito che il problema di comunicazione sta nella differenza tra flussi lordi e flussi netti di contagiati.
Cerchiamo di fare ordine. Per capire un fenomeno – ancorché angosciante – occorre sempre una buona contabilità. Per definizione, il numero di contagiati stimati in un dato giorno dipende da tre grandezze fondamentali: il numero di nuovi positivi, il numero di guariti e il numero di deceduti.
L’equazione fondamentale della contabilità del contagio è la seguente:
contagiati oggi = contagiati ieri + nuovi positivi – deceduti – guariti
Anche se triste, è l’equazione fondamentale di questi giorni ed è quella che dobbiamo imparare a seguire. Se la applichiamo alla situazione di martedì 24 marzo e mercoledì 25 marzo, riusciamo a capire la confusione. Ecco i dati:
contagiati oggi = contagiati ieri + nuovi positivi – deceduti – guariti
54.030             =   50.418            + 5.249              – 743        –   894
La differenza nei contagiati è effettivamente 3.612, come riportato da Repubblica.it: i contagiati oggi (54.030) meno i contagiati ieri fa effettivamente 3.612. Tuttavia, i nuovi positivi sono 5.249, purtroppo in crescita rispetto al dato di lunedì, quando erano risultati 4.789.
La differenza sta quindi nel concetto di flussi lordi (che sono i nuovi positivi pari a 5.249) e flussi netti (che sono 3.612).
Dove trovare i dati
Per seguire la dinamica dei contagiati, il migliore è un sito inglese, dove vengono aggiornati in tempo reale i dati fondamentali e tristissimi della contabilità dell’epidemia e dove troviamo tutte le curve che seguiamo con apprensione.
Sia ben chiaro che i dati riportati sono tutte stime, poiché non sappiamo i veri nuovi positivi (si parla di ventimila contagiati in casa e non rilevati nelle statistiche solo a Milano), i veri nuovi guariti (che forse sono molto di più in quanto il paese è pieno di positivi asintomatici) e forse non sappiamo nemmeno il totale dei deceduti, poiché è possibile che ormai qualcuno muoia a casa.
Infine, nel riportare i dati regione per regione, non ha tanto senso guardare al numero di contagiati in valore assoluto, quanto piuttosto al numero di contagiati rispetto alla popolazione in una data area. Vi è un altro sito che pubblica questi dati e che suggerisco a tutti di consultare.
Sono certo che andrà tutto bene e usciremo da questa brutta storia. Nel frattempo, oltre ad apprezzare il tempo a disposizione e il valore della socialità, magari impareremo anche a essere rigorosi nell’interpretazione dei numeri e a prendere sul serio le equazioni della contabilità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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