Riccione. Il sindaco Tosi: “Dig Festival a Modena? Gli accordi erano altri”

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A proposito del DIG Festival, la notizia dell’ipotetico trasferimento della manifestazione a Modena è stata appresa solo da pubblicazioni internet. A tal proposito, l’Amministrazione di Riccione ricorda che con Delibera di Giunta Comunale n. 30 del 25 gennaio 2018 ad oggetto “Accordo per la promozione di un sistema integrato di relazione, nell’ambito dell’informazione, tra il Comune di Riccione e l’Associazione DIG inerente alle aree di comunicazione e giornalismo, sicurezza urbana e cultura della legalità” si è approvata la convenzione sottoscritta in data 19 febbraio 2018 tra il Comune di Riccione e l’Associazione DIG / Documentari Inchieste Giornalismi valida per il triennio 2018/2019/2020. Inoltre la stessa organizzazione ha sottoscritto l’impegno con l’amministrazione comunale di Riccione di procedere alla realizzazione dell’evento 2020. Resta indubbio secondo questa Amministrazione che il DIG Festival esiste grazie all’impegno profuso negli ultimi 15 anni dalla città di Riccione. Impegno economico pari a 60-80 mila euro destinati ogni anno dal Comune per le spese della manifestazione. Non occorre in questa sede ricordare anche la nascita del DIG Festival da quello che era in origine il Premio Ilaria Alpi e poi via via cresciuto grazie al potente richiamo della città di Riccione sui media nazionale ed internazionali. Va invece ricordato come la denominazione “DIG Festival” sia una denominazione registrata e di proprietà del Comune di Riccione che ha sempre lavorato con proficua soddisfazione con l’organizzazione del festival da più di 15 anni.
“A questo punto, visto che si apprende la notizia da Internet che l’intenzione è quella di spostarsi a Modena – ha detto il sindaco Renata Tosi – ci attendiamo di avere spiegazioni da parte degli organizzatori. Non credo sia giusto appropriarsi e capitalizzare un bene, come quello del festival del giornalismo televisivo di inchiesta, creato grazie a Riccione, che deve la  sua fortuna proprio alla città di Riccione, che l’ha voluto, sostenuto economicamente e promozionato, grazie alle risorse messe a disposizione da tutti i cittadini. E’ un atteggiamento, quello dell’organizzazione attuale moralmente scorretto. Credo che il Comune debba tutelarsi in tutte le sedi opportune. Mi sorprende che proprio da tali organizzatori, giornalisti professionisti, arrivino segnali di un comportamento così scorretto, sia nei modi, sia nei contenuti, senza cioè rispettare i patti. Gli accordi vanno onorati, “pacta sunt servanda”, è un principio fondamentale del diritto civile che immagino professionisti di tale calibro conoscano bene, ma che con altrettanta facilità, evidentemente scelgono di non rispettare”.

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