Pesaro. Papalini, Confindustria: “Aziende, luoghi sicuri”

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MAURO PAPALINI – PRESIDENTE CONFINDUSTRIA MARCHE NORD – TERRITORIALE PESARO URBINO, in risposta all’uscita di PAOLO ROSSINI, SEGRETARIO PROVINCIALE DELLA UIL METALMECCANICI – pubblicata su VIVERE PESARO dell’ 8 OTTOBRE scorso. (https://www.viverepesaro.it/2020/10/09/protocollo-anti-covid-un-optional-per-molte-aziende/840974/ )

 

“Paolo Rossini, Segretario Provinciale della UILM può stare tranquillo: i nostri imprenditori non hanno dimenticato quanto vissuto nei primi drammatici mesi della pandemia, anche perché le imprese stanno ancora pesantemente subendo gli effetti che ne sono derivati. Proprio per questo, le nostre aziende si adoperano e investono quotidianamente risorse affinché le fabbriche restino un luogo sicuro, come peraltro dimostrano i dati sulla diffusione dei contagi all’interno dei luoghi di lavoro: importanti riorganizzazioni interne sono state operate affinchè i lavoratori si trovino in condizioni di sicurezza, per garantire costantemente il mantenimento delle distanze ed il corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale. Con specifico riferimento ai test sierologici sono migliaia i lavoratori che nella nostra provincia vengono volontariamente sottoposti a tali accertamenti e il numero è in costante aumento anche grazie all’importante impatto che ha avuto la convenzione tra Confindustria Pesaro Urbino e l’Università di Urbino per la diffusione nelle aziende di test rapidi e tamponi.

Rimaniamo tanto più esterrefatti dalle affermazioni di Paolo Rossini se pensiamo che solo due mesi fa abbiamo sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali Provinciali un Protocollo per la condivisione delle azioni di contrasto al Covid 19, ritenendo fondamentale l’unità di intenti nella gestione di situazioni così gravi come la pandemia in atto. In questa delicata fase è necessaria da parte di tutti la massima collaborazione, anche per affrontare un mutato modo di lavorare, con commesse e ordini da evadere in tempi rapidi e con breve preavviso, la cui mancata evasione comporterebbe perdita di clienti e conseguentemente forza lavoro. Ci saremmo quindi attesi che eventuali criticità fossero portate all’attenzione del Tavolo costituito e non fossero l’occasione per gravi e generiche accuse sugli organi di stampa”.

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