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Provincia di Rimini. Scuola ed emergenza virus, cabina di regia: didattica a distanza e trasporto

 

Scuola ed emergenza virus, cabina di regia: didattica a distanza e trasporto.

Oggi, si è tenuta la Cabina di regia “Scuole ed emergenza Covid” convocata dalla Provincia di Rimini per fare il punto su due particolari situazioni, la didattica digitale integrata da implementarsi nelle Scuole superiori fino al 100% e l’organizzazione del trasporto pubblico locale, anche nell’ipotesi di riduzione della capienza dei mezzi al 50%.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti delle Istituzioni scolastiche e degli Enti locali della provincia oltre all’Ufficio scolastico provinciale, ad Agenzia Mobilità Romagnola e a Start Romagna.

Sul tema della didattica digitale integrata è stata illustrata la situazione della connettività a banda ultra larga delle Scuole superiori della provincia, così come elaborata da Lepida che segue il progetto a livello regionale. Viste alcune situazioni critiche, in particolare in Alta Valmarecchia ma anche nella zona di Viserba, l’impegno che si è assunta la Provincia è quello di tenere costantemente monitorata la situazione e di ricercare tutte le possibili soluzioni alternative, anche emergenziali, al fine di consentire lo svolgimento della didattica a distanza e garantire il diritto allo studio dei nostri studenti, tutto questo in attesa del completamento delle progettazioni esecutive e dei lavori da parte di Lepida.

Sul tema del trasporto pubblico locale, nell’attesa di possibili nuove riduzioni della capienza fino al 50% dei mezzi, l’impegno assunto e ribadito dagli Enti locali, da AMR e Start è quello di confermare l’attuale organizzazione che ha visto da inizio anno scolastico un significativo potenziamento del servizio di trasporto fino ad avere circa 40 bus in strada in più rispetto all’ordinario.

Anche per il trasporto scolastico degli studenti del primo ciclo, tramite scuolabus, sono state fornite rassicurazioni sul mantenimento del servizio così come erogato sino ad oggi.

In generale dalla Cabina di regia, che verrà convocata con cadenza settimanale, è emersa l’indicazione di valutare ogni possibile scenario alternativo vista la fluidità della normativa e delle decisioni che potranno essere assunte sia dal Governo che dalle Regioni.




Rimini. Rimini Fiera, Ecomondo e Key Energy digital: inaugurano i ministri Luigi Di Maio e Sergio Costa

Rimini Fiera, Ecomondo e Key Energy digital: inaugurano i ministri Di Maio e Costa. Inaugurata stamattina, si chiude il 15 novembre; 400 aziende sulla piattaforma online.

Lorenzo Cagnoni, Presidente IEG: «Grazie agli imprenditori che hanno accettato questa opportunità»

Mercato e tecnologie innovative su piattaforma digitale per lo sviluppo della Green Economy. Si sono presentate così questa mattina Ecomondo e Key Energy 2020 di Italian Exhibition Group: con una digital edition (raggiungibile previa iscrizione dai siti ecomondo.com e keyenergy.it) che fino al 15 novembre porta alla ribalta le eccellenze produttive del Paese e un calendario di 140 convegni scientifici e di politica economica, proprio mentre è in cantiere il Recovery Plan nazionale per uscire dalla pandemia.

I due saloni, punti di riferimento internazionali per l’economia circolare e le energie rinnovabili, si sono aperti a Rimini con interventi in diretta streaming e in videocollegamento.

«Il 2020 – ha esordito nel suo saluto iniziale il Presidente di IEG Lorenzo Cagnoni – è un anno che verrà ricordato a lungo. Noi di IEG abbiamo rimodulato i nostri due saloni riprogettandoli nel più ampio format del digitale. La risposta di circa 400 aziende è molto positiva e per questo ringraziamo gli imprenditori che hanno accettato di essere con noi e approfittare delle opportunità dei nuovi strumenti digitali».
«Ecomondo ci ha fatto capire – ha ricordato il sindaco di Rimini Andrea Gnassi – che lo sviluppo non è in antagonismo con l’ambiente. Per i sindaci le azioni sono i piani regolatori, e magari senza Ecomondo avremmo pensato in modo diverso. Noi abbiamo visto le esperienze di alcune città nel Nord Europa e le abbiamo tradotte in romagnolo. Ora occorre che Governo e Regioni affianchino e premino i comuni che intraprendono un percorso dove rifiuti, tutela dell’acqua, rischio idrogeologico, sono asset che entrano nello sviluppo».
«Il vento in Europa è cambiato, e da Ecomondo e Key Energy – ha detto Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna – può arrivare un contributo straordinario che serve all’intero Paese per abbracciare una svolta necessaria. La Regione Emilia-Romagna ha sta scrivendo assieme sindacati, associazioni datoriali, terzo settore e le associazioni impegnate nel patto per clima un documento che declini una visione strategica tenendo insieme ripresa e occupazione di qualità con due aspetti macro: la decarbonizzazione prima del 2050 e passare entro il 2035 a energie pulite».

«Faremo il nostro meglio – ha riassunto il professor Fabio Fava, Presidente del Comintato scientifico dellamanifestazione di IEG – per condividere le migliori eccellenze industriali e di cooperazione internazionale. Parleremo di ricerca e innovazione, di aspetti normativi e di policy nel quadro del Green Deal europeo facendo attenzione a declinare gli impatti che la pandemia ha prodotto sul nostro patrimonio costruito e naturale. Lo faremo assieme ai ministeri, alla Commissione europea, all’OCSE e alle Nazioni Unite. Questi giorni ci aiuteranno ciascuno per i ruoli a pianificare un recovery più efficace e più sapiente».
«L’Europa – commenta il Presidente del Comitato scientifico di Key Energy Gianni Silvestrini – ha deciso di alzare i suoi obiettivi sulle emissioni di gas climalteranti al 55%, Noi abbiamo chiesto al Politecnico di Milano che cosa significa questo obiettivo per l’Italia. Per esempio, il fotovoltaico dovrà più che triplicare. Abbiamo una straordinaria opportunità per alcuni segmenti da rafforzare dal punto di vista industriale: la mobilità elettrica, gli elettrolizzatori per idrogeno, fotovoltaico, offshore eolico».

«L’impulso all’internazionalizzazione di Ecomondo e Key Energy – ha detto Roberto Luongo Direttore di ICE – con 350 tra buyer e giornalisti esteri e 1.250 incontri, è fondamentale per un motivo: spesso non si sa che l’Italia è leader mondiale nelle tecnologie verdi. È un aspetto fondamentale del nostro sistema industriale, ma lo dobbiamo fare conoscere e quale palcoscenico mondiale migliore di Ecomondo e Key Energy?».
«Ecomondo e Key Energy – ha affermato il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio – sono manifestazioni che presentano tecnologie dove l’Italia è all’avanguardia: sistemi ad alto moltiplicatore per posti di lavoro generati e ricchezza prodotti. Sono 432 mila le imprese che hanno investito in tecnologie verdi. Chi ha scelto la sostenibilità è più competitivo nei mercati esteri e i green job in Italia hanno superato i tre milioni di unità. Il Governo punta in questa direzione e la Farnesina è impegnata nel potenziamento delle fiere internazionali come Ecomondo e Key Energy».
«È la terza inaugurazione di Ecomondo-Key Energy a cui partecipo con grande orgoglio italiano – ha concluso il ministro dell’Ambiente Sergio Costa –. Ascoltare ciò che viene da Ecomondo è molto importante per avvicinare il mondo politico, che segna il perimetro di ingaggio, al mondo produttivo. Creare valore economico e occupazione, ridurre il rischio sanitario e ambientale, far sì che i cittadini si sentano attori principali del cambiamento. Questo è il percorso che immagino nel Recovery Plan. Ecco la sfida dell’anno prossimo, abbiamo tre anni non 30, per farlo».

La cerimonia di apertura è poi proseguita con la sessione plenaria degli Stati Generali della Green Economy, in cui Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, ha illustrato lo stato dell’arte dell’economia circolare nell’Italia del dopo Covid. Nel frattempo, sulla piattaforma digitale di IEG, si susseguono incontri e business meeting, a conferma di quanto sia vivo e produttivo il mondo della green economy.




Provincia di Rimini. Coronavirus, 122 nuovi positivi (4.939 il totale). Terapia intensiva 12 (+3). Decessi 0

 

AGGIORNAMENTO 3 NOVEMBRE 2020, ORE 12

 

Provincia di Rimini. Coronavirus, 122 positivi (4.939 il totale). Terapia intensiva 12 (+3). Decessi 0

 

EMILIA ROMAGNA

In Emilia-Romagna: su 23.700 tamponi 1.912 nuovi positivi (il rapporto scende all’8%), di cui 961 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Fatti anche oltre 3.600 test sierologici. Quasi il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. +30 guariti. 23 i nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 61.158 casi di positività, 1.912 in più rispetto a ieri, su un totale di 23.700 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi dell’8%, dimezzata dal 16% di ieri.

Dei nuovi contagiati, 961 sono gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 397 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 374 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,3 anni.

Sui 961 asintomatici, 489 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing,67attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5per screening sierologico, 10 con i test pre-ricovero. Per 390 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

 

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AGGIORNAMENTO 2 NOVEMBRE 2020, ORE 12

 

Provincia di Rimini. Coronavirus, 122 positivi (4.817 il totale). Nove in terapia intensiva. Un decesso.

In Emilia-Romagna

1.652 nuovi positivi, di cui 789 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti quasi 10.300 tamponi e più di 3.000 test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 42,2 anni. +60 guariti. 17 nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 59.249 casi di positività, 1.652 in più rispetto a ieri, su un totale di 10.299 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi del 16%.

Dei nuovi contagiati, sono 789 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 280 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 359 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,2 anni.


 

AGGIORNAMENTO 30 OTTOBRE 2020, ore 12

Provincia di Rimini. Coronavirus,. 168 positivi (4.449 il totale). Otto in terapia intensiva. Decessi 3

 

EMILIA ROMAGNA

I tamponi effettuati sono stati 17.577, per un totale di 1.570.748. A questi si aggiungono anche 2.929 test sierologici.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 21.421 (1.712 in più di quelli registrati ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 20.145 (+1.613 rispetto a ieri), il 94% dei casi attivi.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 119 (-4 rispetto a ieri), 1.157 quelli in altri reparti Covid (+103).

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.764 (+40 rispetto a ieri).

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AGGIORNAMENTO del 29.10.2020, ore 12

Provincia di Rimini

Coronavirus: 108 positivi (4.284 il totale). Otto in terapia intensiva. Nessun decesso.

Emilia Romagna

Su 21.860 tamponi effettuati, 1.545 nuovi positivi. 741 gli asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche 2.848 test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. +53 i guariti. 8 nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 52.038 casi di positività, 1.545 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.860 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 7,1%.

Dei nuovi contagiati, sono 741 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43 anni.

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AGGIORNAMENTO 28.10.2020

 

Provincia di Rimini. Coronavirus, 114 positivi (4.176 il totale). Otto in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

In Emilia Romagna. Su 21.376 tamponi effettuati, 1.212 nuovi positivi (la percentuale scende al 5,7%). 582 gli asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche poco meno di 3mila test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. 196 le persone già in isolamento al momento del tampone. +45 i guariti. 14 nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 50.494 casi di positività, 1.212 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.376 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti passa così dal 6,6% di ieri al 5,7% di oggi.

Dei nuovi contagiati, sono 582 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 196 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 326 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,3 anni.

 

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AGGIORNAMENTO 27 OTTOBRE 2020, ore 12

Provincia di Rimini. Coronavirus, 137 positivi (4.062il totale). 7 in terapia intensiva. Nessun decesso.

Regione Emilia Romagna. Altro record di tamponi – 21.401 – e 1.413 nuovi positivi (la percentuale scende al 6,6% dal 9,5% di ieri). 772 gli asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche più di 3 mila test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 42 anni. 314 le persone già in isolamento al momento del tampone. +83 guariti. 15 nuovi decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 49.285 casi di positività, 1.413 in più rispetto a ieri, su un totale record di 21.401 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti passa così dal 9,5% di ieri al 6,6% di oggi.

Dei nuovi contagiati, sono 772 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 314 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 288 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,4 anni.

Dall’inizio dell’epidemia i morti complessivi in Emilia-Romagna sono 4.759.

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AGGIORNAMENTO AL 26 OTTOBRE 2020

Provincia di Rimini. Coronavirus, 106 positivi (3.925). il totale. 7 in terapia intensiva. Nessun decesso

EMILIA ROMAGNA

Su oltre 12mila tamponi effettuati 1.146 nuovi positivi, di cui 668 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche 2.198 test sierologici. Oltre il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. 222 le persone già in isolamento al momento del tampone. +199 guariti. Tre nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 47.877 casi di positività, 1.146 in più rispetto a ieri, su un totale di 12.083 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, che giungono così a quota 1.488.534. Dei nuovi positivi, sono 668 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 222 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 302 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,2 anni.

Sui 668 asintomatici, 318 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 40 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 9 per screening sierologico, 12 con i test pre-ricovero. Per 289 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.544 (+199 rispetto a ieri).

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AGGIORNAMENTO 24 OTTOBRE 2020

 

Coronavirus: 100 positivi (3.660 il totale), 7 in terapia intensiva, nessun decesso.

Emilia Romagna. Ancora record di tamponi, 17.612. I nuovi positivi sono 1.180, di cui 619 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 238 le persone già in isolamento al momento del tampone.

Effettuati anche 2.256 test sierologici. Oltre il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Dieci nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 45.542 casi di positività, 1.180 in più rispetto a ieri, su un totale di 17.612 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

Dei nuovi positivi, sono 619 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente 238 persone (tra i nuovi positivi) erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 250 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,8 anni.

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AGGIORNAMENTO 23 OTTOBRE, ore 12

Coronavirus, 116 positivi (3.560 il totale). 6 in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

Emilia Romagna. Su quasi 16mila tamponi 888 i nuovi positivi, di cui 472 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 182 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche 2.855 test sierologici. Circa il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Per il secondo giorno consecutivo nessun nuovo paziente in terapia intensiva (86 in totale). Dieci nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 44.365 casi di positività, 888 in più rispetto a ieri, su un totale di 15.978 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.
Dei nuovi positivi, sono 472 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente 182 persone (tra i nuovi positivi) erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 278 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,8 anni.

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AGGIORNAMENTO 22 OTTOBRE, alle 12

Coronavirus: 86 positivi (38 sintomatici), 3.444 il totale nella provincia di Rimini. Sei in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

In Emilia Romagna.  Su 16.179 tamponi 889 i nuovi positivi, di cui 486 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 224 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche 2.053 test sierologici. Circa il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Sei nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 43.477 casi di positività, 889 in più rispetto a ieri, su un totale ancora molto alto di 16.179 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,2 anni.

Sui 486 asintomatici, 176 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 23 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5 per screening sierologico, 14 con i test pre-ricovero. Per 268 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La provincia con più contagi è quella di Bologna (235), a seguire Reggio Emilia (114), Rimini (86), Modena (84), Parma (76), Piacenza (75), Ferrara (57), Ravenna (52), l’area di Cesena (43), il territorio di Forlì (36) e quello di Imola (31).

I tamponi effettuati sono stati 16.179, per un totale di 1.433.217. A questi si aggiungono anche 2.053 test sierologici.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.277 (+20 rispetto a ieri).

 

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AGGIORNAMENTO 21 OTTOBRE, alle 12

 

A Rimini e provincia, su 100 nuovi positivi, 31 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 35 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 6 attraverso i test per le categorie più a rischio, mentre per 28 nuovi positivi l’indagine epidemiologica è ancora in corso. In terapia intensiva 7 pazienti a Rimini (invariato rispetto ieri).

EMILIA ROMAGNA:  Coronavirus. L’aggiornamento: ancora record di tamponi, oltre 17.100, 671 i nuovi positivi, di cui 305 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 159 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche più di 2.100 test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Otto nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 42.588 casi di positività, 671 in più rispetto a ieri, su un totale record di 17.165 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,9 anni.

Sui 305 asintomatici, 125 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 36 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 1 per screening sierologico, 12 con i test pre-ricovero. Per 131 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La provincia con più contagi è quella di Bologna (172), a seguire Rimini (100), Reggio Emilia (82), Modena (79), Piacenza (59), Parma (51), Ferrara (38), Ravenna (29), il territorio di Forlì (26), l’area di Cesena (21) e quella di Imola (14).

 

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AGGIORNAMENTO 13 OTTOBRE

Positivi: 26 nuovi casi nel Riminese, 8 sono casi sporadici, in seguito a manifestazione dei sintomi; 16 per contatto con casi certi, per la maggior parte in ambito familiare; 2, infine, sono emersi da screening professionali.

EMILIA ROMAGNA

Su oltre 13.300 tamponi sono 341 i nuovi casi positivi, di cui 158 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. +133 i guariti, 86 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche circa 3000 test sierologici. Oltre il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. In aumento i ricoveri, due nuovi decessi

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AGGIORNAMENTO 12 OTTOBRE

A Rimini e provincia si registrano 34 nuovi casi, di cui 9 asintomatici. Nel dettaglio: 25 sono stati individuati perché contatti con casi noti, di cui 20 in ambito familiare (2 dei quali con una persona rientrata dall’Albania) e 5 in contesto lavorativo o amicale; 5 casi sono pazienti sintomatici, sporadici; 4 rintracciati con lo screening pre-ricovero.

EMILIA ROMAGNA

337 nuovi positivi, di cui 132 asintomatici da screening regionali
Effettuati quasi 6.700 mila tamponi e oltre 2 mila test sierologici. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Un nuovo decesso coronavirus sul bus.jpg. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 38.018 casi di positività, 337 in più rispetto a ieri, di cui 132 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

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AGGIORNAMENTO DELL’11 OTTOBRE

Coronavirus: 47 positivi (34 sintomatici); 2835 il totale.

A Rimini e provincia 47 nuovi casi, di cui 36 con sintomi, oltre la metà già in isolamento al momento del tampone. Nel dettaglio, 8 pazienti sono risultati positivi dopo il tampone eseguito per sintomi (di cui 1 dopo rientro dalla Toscana e 1 dalla Lombardia), 2 sono risultati positivi dopo rientro dall’estero (Romania), 34 sono risultati positivi per contatto stretto con casi noti (famigliari, amici e lavoro), 2 sono risultati positivi al tampone pre-ricovero per altre patologie, 1 è stato rilevato con test di screening professionale.

In Emilia Romagna 384 i nuovi casi positivi, di cui 171 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 137 già in isolamento al momento del tampone

Effettuati quasi 8.700 tamponi e oltre 2.000 test sierologici. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Un nuovo decesso

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 37.681 casi di positività, 384 in più rispetto a ieri, di cui 171 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,8 anni.

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AGGIORNAMENTO del 10 ottobre 2020

Coronavirus, 38 nuovi positivi

A Rimini e provincia dei 38 nuovi casi, di cui 29 con sintomi, tutti si trovano in isolamento domiciliare e oltre la metà era già in isolamento al momento del tampone. Nel dettaglio, 13 pazienti sporadici per sintomi, 4 rientri dall’estero (Albania e Spagna), 19 riconducibili a contatti con casi certi di cui 15 di origine famigliare e gli altri amicali o lavorativi; infine 2 sono rientri da altre regioni d’Italia (Toscana).

Coronavirus in Emilia Romagna: su oltre 13.700 tamponi sono 383 i nuovi casi positivi, di cui 162 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa

Effettuati oltre 2.800 test sierologici. 145 già in isolamento al momento del tampone. Un nuovo decesso

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,8 anni.

 

 

 

 




Rimini. Provincia, il 13 dicembre si vota per rinnovare i consiglieri (12)

Riziero Santi, presidente della Provincia

 

Provincia, il 13 dicembre si vota per rinnovare il consiglio formato da 12 rappresentanti.

Per il rinnovo del Consiglio (il presidente resta invece in carica per altri due anni, come prevede la lege 56/2014) sono elettori i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni compresi nel territorio provinciale di Rimini in carica alla data del 13 dicembre 2020.

Le operazioni di voto si svolgeranno in un’unica giornata, domenica 13 dicembre, nel seggio costituito presso la sede della Provincia di Rimini in via D. Campana 64 (sala Marvelli) dalle 8 alle 20.




Rimini. Pecci, Lega: “Mare d’inverno, Bonaccini lo aveva promesso”

Marzio Pecci

 

Marzio Pecci, Lega

“Qualche settimana fa il Comune di Rimini ha pubblicato sull’albo pretorio l’ordinanza balneare invernale.

Purtroppo questa ordinanza prevede la chiusura dell’arenile e non il suo utilizzo durante il periodo ottobre-aprile.

A marzo dello scorso anno abbiamo esultato quando il Presidente Bonaccini aveva promesso l’utilizzo dell’arenile anche nel periodo invernale così come eravamo fiduciosi che il progetto del Parco del Mare consentisse l’utilizzo di questa enorme area per attività da svolgersi durante l’inverno, soprattutto in era Covid19.

Purtroppo il promesso “mare d’inverno” della “stagione invernale”, dopo il voto delle regionali 2020, è “passato nel dimenticatoio”. Fu solo propaganda anche se noi ci abbiamo creduto.

I cittadini non possono essere continuamente traditi da questa amministrazione.

Occorre che il Sindaco e la Giunta elaborino, insieme a tutte le forze politiche ed agli operatori di spiaggia, un progetto per consentire lo sviluppo e l’utilizzo dell’arenile per dodici mesi all’anno. In questo caso apparirebbe più che legittima la proroga delle concessioni demaniali fino al 2033.

La spiaggia potrebbe così diventare il luogo dei festival della musica, delle auto, delle moto, dell’arte, delle luci, del cibo; insomma uno spazio libero dove per i cittadini diventa possibile abbracciare la libertà.

Oggi più che mai si chiede agli operatori di spiaggia di uscire dall’immobilismo e di essere fantasiosi e folli perché solo in questo modo dimostreranno di essere imprenditori veri.

Ogni impresa per essere remunerativa ha la necessità di svolgere l’attività per dodici mesi all’anno perché solo l’esercizio per l’intero periodo annuale consente l’ammortamento degli investimenti.

L’amministrazione comunale dovrà mettere in campo tutti gli strumenti urbanistici per consentire l’esercizio, sull’arenile, di tutte le attività, anche quelle sperimentali, che siano di interesse e di attrazione per le nuove forme di turismo.

Nei momenti di crisi occorrono nuove sfide ed il mare d’inverno è una di quelle che si possono lanciare. Un po’ di fantasia e la sfida è vinta.

E’ vero che il “mare d’inverno” era stato promesso in concorso con il Parco del Mare e che questo progetto è fallito, ma non bisogna fermarsi ed occorre ripensare il progetto perché l’arenile è una risorsa importante che può dare vita ad innumerevole attività, aziende e posti di lavoro e quindi utili per il rilancio del turismo, almeno sul territorio nazionale.

Rimini può far fronte alla crisi, ma per fare ciò occorre avere coraggio.

La Lega conduce una politica coraggiosa ed è per questo che comunica continuamente nuove idee confidando sull’intelligenza imprenditoriale dei concessionari di spiaggia, degli albergatori, dei commercianti, dello sport, della cultura, delle partite iva.

Manca un’amministrazione che faccia proprie queste idee, ma se non lo farà l’attuale maggioranza lo farà la Lega quando avrà conquistato il comune di Rimini”.





Economia. Salario minimo europeo: tanti obiettivi per un solo strumento

Tratto da lavoce.info

 

di Claudio Lucifera, docente di Economia politica presso l’Università Cattolica di Milano

La Commissione europea ha promosso una proposta di direttiva per un salario minimo adeguato nei paesi dell’Unione. Ma sono numerosi i punti critici del suo impianto. E tanti i dubbi sulla sua efficacia. Anche perché si parte da situazioni molto diverse.

Perché interviene la Commissione

La crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria ha colpito in modo particolare alcuni settori e alcuni gruppi di lavoratori. Molti di loro – occupati in settori come la vendita al dettaglio, la logistica e trasporti, l’assistenza sanitaria a lungo termine e tutti i servizi di cura alle famiglie – hanno basse qualifiche e spesso un basso salario.

Su questi lavoratori si è riversato l’onere maggiore della crisi, oltre che per i bassi salari, anche per il crollo delle ore lavorate e il massiccio ricorso a schemi temporanei di integrazione al reddito per quelli in esubero (i cosiddetti furlough scheme equivalenti alla nostra cassa integrazione). Nei paesi dell’Unione europea, come certificato da Eurostat (qui), anche prima dell’attuale crisi, circa il 10 per cento dei lavoratori viveva in condizioni di povertà relativa. In Italia questa quota era al di sopra della media europea e pari al 12,3 per cento. Inoltre, come riportato nella figura 1, la percezione di ricevere un reddito ingiustamente basso è condivisa dalla maggioranza dei cittadini europei e dal 67 per cento degli italiani (European Social Survey).

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La crisi ha senza dubbio peggiorato le cose, sia ampliando la forbice tra i lavoratori maggiormente protetti e i cosiddetti working poors, sia aumentando la percezione di redditi ingiustamente bassi nella popolazione.

Per contrastare questa tendenza e ottemperare ai principi sanciti dal Pilastro europeo dei diritti sociali (qui) – il diritto a un reddito minimo (Pilastro 14) e una retribuzione equa (Pilastro 6) che garantiscano ai lavoratori un tenore di vita dignitoso – la Commissione europea ha recentemente promosso una proposta di direttiva per un salario minimo adeguato nei paesi membri dell’Unione (Adequate minimum wages in the European Union).

L’impianto della direttiva

La direttiva interviene in un ambito nuovo e politicamente sensibile: in primo luogo perché la Commissione non ha competenza in materia di regolazione salariale (si veda l’articolo di Andrea Garnero e Giulia Giupponi qui); e in secondo luogo perché sebbene la contrattazione collettiva sia diffusa in tutti paesi dell’Unione, di fatto l’articolazione in livelli, il coordinamento tra i settori, il tasso di copertura e la durata dei contratti, così come le regole di estensione (obbligatoria o di fatto) sono così diversi da rendere problematico qualsiasi tipo di intervento.

La proposta è articolata in quattro capitoli e contiene una ventina di articoli che coprono un ampio spettro di istituti: dalla definizione del minimo, alla promozione della contrattazione collettiva, il coinvolgimento delle parti sociali nella regolazione dei minimi e l’aggiustamento nel tempo, fino alla vigilanza e monitoraggio degli effetti economici e sociali dei minimi stessi. Come questi principi generali saranno tradotti in iniziative legislative è lasciato ai tempi e alla discrezionalità dei singoli paesi, secondo il principio di sussidiarietà. Tuttavia, i punti critici sull’impianto e sull’efficacia della direttiva sono numerosi, così come le implicazioni per il nostro paese.

La proposta distingue tra i paesi con e senza salario minimo legale, precisando che in questi ultimi la protezione dei minimi è affidata agli assetti tradizionali delle relazioni industriali senza obblighi di introdurre un minimo legale, né l’estensione dei minimi definiti dalla contrattazione alle imprese non firmatarie. Precisa, inoltre, che nei paesi in cui la copertura dei contratti collettivi sia inferiore al 70 per cento debbano essere intraprese azioni per sostenere la diffusione della contrattazione. Purtroppo, non esistono dati attendibili sulla copertura dei contratti collettivi, e anche nei paesi in cui la normativa dispone l’estensione dei minimi a tutte le imprese, il passaggio non è automatico ma variamente regolato da provvedimenti dei ministeri competenti.

Nel nostro paese la copertura dei contratti s’intreccia con la spinosa questione della rappresentatività delle parti sociali, in un vuoto legislativo che ha aperto la strada ai cosiddetti “contratti pirata”. Nei fatti, quindi l’applicabilità dell’articolo 4, in Europa e in Italia, appare assai dubbia.

La direttiva indica come la determinazione del salario minimo dovrebbe essere regolata e adeguata nel tempo, tenendo in considerazione la dinamica dei prezzi, della produttività, il potere di acquisto, il livello e la distribuzione dei salari. Inoltre, dispone che nella definizione dei minimi legali sia necessario coinvolgere le parti sociali. Pur non entrando nel merito di quale livello del salario minimo debba essere adottato come riferimento dai paesi membri, vengono evocati i criteri utilizzati negli studi internazionali, come ad esempio il rapporto tra salario minimo legale e salario medio (o mediano): il cosiddetto Kaitz index. A regime, l’indice dovrebbe essere almeno pari al 60 per cento. La figura 2, tuttavia, mostra come nella maggioranza dei paesi l’indice di Kaitz sia di fatto inferiore e come l’aggiustamento necessario sia significativo.

Cosa accadrebbe in Italia?

Un confronto con il caso italiano non è semplice, visto che esistono più di 800 contratti collettivi nazionali con minimi tabellari molto differenziati. Tuttavia, considerando quelli dei principali contratti firmati dai sindacati confederali e dalle organizzazioni datoriali, l’indice di Kaitz varia tra il 70 e il 90 per cento, quindi sulla carta è più elevato di quello degli altri paesi europei (qui).

In realtà, più di due terzi degli 800 contratti collettivi sono siglati da organizzazioni minoritarie e poco diffuse che operano spesso un vero dumping contrattuale delle garanzie e delle tutele dei lavoratori.

L’introduzione di un salario minimo anche nel nostro ordinamento ha sempre visto sindacati e organizzazioni datoriali uniti nel rigettare l’idea, sostenendo che non ce ne sia bisogno. I fatti in realtà dicono il contrario, soprattutto se viene considerata anche la vasta platea di lavoratori con contratti parasubordinati, o eterodiretti che – tranne rare eccezioni – sono generalmente esclusi dalla copertura dei contratti collettivi. Resta dunque da vedere se la direttiva, indipendentemente dalla attuale congiuntura, riuscirà a rafforzare la contrattazione collettiva, elevare i minimi retributivi e combattere il lavoro povero in gran parte dei paesi europei e, nel caso dell’Italia, invertendo la tendenza alla frammentazione contrattuale e all’erosione della copertura dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi. Molti obiettivi con un solo strumento, c’è ragione di dubitarne.




Rimini. Cultura di impresa dell’Università di Rimini, assegnato alla Valpharma

Simone Badioli e Alessia Valducci

 

Cultura di impresa dell’Università di Rimini, assegnato alla Valpharma; per le concrete opportunità di formazione offerte agli Studenti universitari nell’ambito del Corso di Laurea in Farmacia.

“Alla dodicesima edizione, è nato per sottolineare il rapporto tra il sistema produttivo locale e l’Università – dice il presidente di Uni.Rimini, Simone Badioli -; con il desiderio che questa iniziativa possa mettere in luce la profonda integrazione tra la realtà accademica presente a Rimini e le Imprese del territorio.”

Alessia Valducci, presidente  di Valpharma Group, che racchiude la sinergia in ambito farmaceutico, nutraceutico, di integrazione alimentare e cosmeceutica tra le aziende Valpharma San Marino, Valpharma International di Pennabilli ed Erba Vita Group, ha ricevuto la targa premio presso la sede di Uni.Rimini. E’ leader nella produzione a rilascio lento.

Le aziende del ‘Polo romagnolo della Salute’ e la famiglia Valducci sono legate al Campus di Rimini sin dalla sua nascita.
Valpharma Group nel 2019 ha attivato un assegno di ricerca e una borsa di studio dedicata agli studenti di Farmacia dell’Università di Bologna, Campus di Rimini e ha avviato una collaborazione attiva all’interno del Master in ‘Nutraceutici, Fitoterapici ed Integratori Alimentari’ con una lezione condotta dal direttore scientifico di Erba Vita e l’organizzazione di un ‘open day’ dedicato ai corsisti presso lo stabilimento produttivo di San Marino.
Collaborazioni che arricchiscono entrambe le realtà e che si intende consolidare.