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San Marino. Festa Nazionale della Turchia, gli auguri dell’ambasciatore di San Marino Girelli

Giorgio Girelli con Murat Salim Esenli

 

Sono trascorsi novantasette anni da quando, il 29 ottobre 1923, come ha ricordato il Presidente Erdogan in uno dei suoi recenti messaggi per la ricorrenza, “fu proclamata la Repubblica di Turchia all’insegna del principio “La sovranità appartiene incondizionatamente al popolo” e con l’obiettivo di elevare il nostro Paese al livello delle civiltà contemporanee”. Con l’occasione l’ambasciatore della Repubblica di San Marino Giorgio Girelli ha fatto pervenire all’ambasciatore turco presso il Titano, Murat Salim Esenli, un messaggio per la celebrazione della storica data con espressioni di compiacimento e di augurio. Girelli ha rinnovato all’ambasciatore Esenli sentimenti di viva riconoscenza per il suo fattivo impegno finalizzato al dono da parte del Governo turco di dispositivi sanitari al “popolo sammarinese”, tuttora assai preziosi in relazione alla recrudescenza pandemica in atto. Ed ha anche ribadito l’ apprezzamento per le parole pronunciate dal diplomatico turco allorchè, in occasione della consegna dei dispositivi sanitari, egli affermò che “il mondo post Covid-19 richiede più solidarietà e cooperazione internazionale” aggiungendo poi che “la Turchia è pronta a fare ciò che le spetta in tale ambito insieme ad altri Paesi”. In questo spirito, ha sottolineato Girelli, anche laddove non sussistano coincidenza di vedute o insorgano differenti valutazioni sui principi cui l’umanità deve ispirarsi, i problemi non vanno gestiti frapponendo muri o dileggiando gli altrui valori, ma, come sostiene anche una elevatissima autorità spirituale, gettando ponti per alimentare comprensione ed accrescere le aree di condivisione. Nel confidare che la Festa della Repubblica di Turchia abbia un felice svolgimento, l’ambasciatore di San Marino ha auspicato pace e prosperità per il popolo turco.




Misano Adriatico. Trc, botta a risposta tra i sindaci Piccioni e Tosi

Fabrizio Piccioni

Intervento di Fabrizio Piccioni, sindaco di Misano Adriatico

 

Ho letto le dichiarazioni della Sindaca di Riccione a proposito della futura infrastruttura di trasporto sui territori che amministriamo. Mi fa piacere che si possa discutere insieme dell’opera ma vorrei fare alcune precisazioni. Il tracciato ipotizzato relativo alla zona sud prevede, per Misano, il transito a mare della linea ferroviaria, utilizzando la strada di scorrimento che collega a Portoverde e che grazie agli ampi spazi disponibili richiederà interventi molto contenuti e a bassissimo impatto ambientale. Questo intervento a mio parere ha senso solo immaginando che sia connesso alla struttura esistente e che ora arriva alla stazione FS di Riccione. Ciò garantirà un efficace collegamento di tutto il territorio sud della provincia con un nodo già attivo e importante per i cittadini, a sua volta connesso a Rimini, al quartiere fieristico col finanziamento già previsto e in futuro ancora più a nord come annunciato dal presidente Stefano Bonaccini.

Non condividiamo la creazione di una linea parallela, o comunque obbligare i viaggiatori a tratti di collegamento per viaggiare lungo la costa. Sarebbe una scelta in controtendenza rispetto a tutti i suggerimenti che provengono da chi studia gli scenari della mobilità futura.

Turisti e pendolari vanno agevolati al massimo, non costretti a salire e a scendere da linee differenti per raggiungere la loro meta. Il Metromare del futuro deve collegare in continuità tutti i punti nevralgici del territorio, a favore dei cittadini e dei turisti. Quella di cui si sta discutendo, differente da quanto sostiene la Sindaca, mi pare la soluzione assolutamente più utile alla comunità.




Rimini-Valmarecchia. Coronavirus, fila in auto al Colosseo per i tamponi

Coronavirus, fila in auto al Colosseo per i tamponi.

Tamponi potenziati in Alta Valmarecchia

 

Un nuovo drive trrough per distribuire meglio l’attività dei tamponi e diminuire le file presso l’ospedale “Infermi” di Rimini. E’ in corso di attivazione presso la sede amministrativa di Rimini dell’Ausl (via Coriano, 38 – edificio “Colosseo”) e sarà operativo da lunedì prossimo, dedicato in particolare ai tamponi di ambito scolastico. L’accesso sarà per appuntamento, mentre non è previsto l’accesso diretto perché si hanno sintomi, come invece purtroppo è capitato abbastanza di frequente nei giorni scorsi. Coloro che sono invitati ad eseguire il tampone riceveranno data e fascia oraria in cui presentarsi, oltre a tutte le relative istruzioni tecniche.

Una ulteriore postazione per l’esecuzione dei tamponi è inoltre in corso di attivazione in un ambulatorio dedicato, all’interno dell’ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria. Anch’esso sarà per appuntamento, a partire da lunedì, e non ad accesso diretto, ed è mirato ad agevolare l’esecuzione dei tamponi soprattutto per i residenti nelle zone più lontane dell’Alta Valmarecchia. Sempre a questo fine per il territorio dell’Alta Valmarecchia è in corso di attivazione un’attività di effettuazione di tamponi a domicilio. Si sta inoltre valutando eventuali ulteriori installazioni sul territorio proviniciale.




Provincia di Rimini. Coronavirus: 108 positivi (4.284 il totale). Otto in terapia intensiva. Nessun decesso

 

AGGIORNAMENTO del 29.10.2020, ore 12

Provincia di Rimini

Coronavirus: 108 positivi (4.284 il totale). Otto in terapia intensiva. Nessun decesso.

Emilia Romagna

Su 21.860 tamponi effettuati, 1.545 nuovi positivi. 741 gli asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche 2.848 test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. +53 i guariti. 8 nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 52.038 casi di positività, 1.545 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.860 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 7,1%.

Dei nuovi contagiati, sono 741 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43 anni.

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AGGIORNAMENTO 28.10.2020

 

Provincia di Rimini. Coronavirus, 114 positivi (4.176 il totale). Otto in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

In Emilia Romagna. Su 21.376 tamponi effettuati, 1.212 nuovi positivi (la percentuale scende al 5,7%). 582 gli asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche poco meno di 3mila test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. 196 le persone già in isolamento al momento del tampone. +45 i guariti. 14 nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 50.494 casi di positività, 1.212 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.376 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti passa così dal 6,6% di ieri al 5,7% di oggi.

Dei nuovi contagiati, sono 582 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 196 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 326 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,3 anni.

 

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AGGIORNAMENTO 27 OTTOBRE 2020, ore 12

Provincia di Rimini. Coronavirus, 137 positivi (4.062il totale). 7 in terapia intensiva. Nessun decesso.

Regione Emilia Romagna. Altro record di tamponi – 21.401 – e 1.413 nuovi positivi (la percentuale scende al 6,6% dal 9,5% di ieri). 772 gli asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche più di 3 mila test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 42 anni. 314 le persone già in isolamento al momento del tampone. +83 guariti. 15 nuovi decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 49.285 casi di positività, 1.413 in più rispetto a ieri, su un totale record di 21.401 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti passa così dal 9,5% di ieri al 6,6% di oggi.

Dei nuovi contagiati, sono 772 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 314 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 288 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,4 anni.

Dall’inizio dell’epidemia i morti complessivi in Emilia-Romagna sono 4.759.

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AGGIORNAMENTO AL 26 OTTOBRE 2020

Provincia di Rimini. Coronavirus, 106 positivi (3.925). il totale. 7 in terapia intensiva. Nessun decesso

EMILIA ROMAGNA

Su oltre 12mila tamponi effettuati 1.146 nuovi positivi, di cui 668 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche 2.198 test sierologici. Oltre il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. 222 le persone già in isolamento al momento del tampone. +199 guariti. Tre nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 47.877 casi di positività, 1.146 in più rispetto a ieri, su un totale di 12.083 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, che giungono così a quota 1.488.534. Dei nuovi positivi, sono 668 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 222 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 302 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,2 anni.

Sui 668 asintomatici, 318 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 40 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 9 per screening sierologico, 12 con i test pre-ricovero. Per 289 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.544 (+199 rispetto a ieri).

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AGGIORNAMENTO 24 OTTOBRE 2020

 

Coronavirus: 100 positivi (3.660 il totale), 7 in terapia intensiva, nessun decesso.

Emilia Romagna. Ancora record di tamponi, 17.612. I nuovi positivi sono 1.180, di cui 619 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 238 le persone già in isolamento al momento del tampone.

Effettuati anche 2.256 test sierologici. Oltre il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Dieci nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 45.542 casi di positività, 1.180 in più rispetto a ieri, su un totale di 17.612 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

Dei nuovi positivi, sono 619 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente 238 persone (tra i nuovi positivi) erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 250 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,8 anni.

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AGGIORNAMENTO 23 OTTOBRE, ore 12

Coronavirus, 116 positivi (3.560 il totale). 6 in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

Emilia Romagna. Su quasi 16mila tamponi 888 i nuovi positivi, di cui 472 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 182 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche 2.855 test sierologici. Circa il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Per il secondo giorno consecutivo nessun nuovo paziente in terapia intensiva (86 in totale). Dieci nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 44.365 casi di positività, 888 in più rispetto a ieri, su un totale di 15.978 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.
Dei nuovi positivi, sono 472 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente 182 persone (tra i nuovi positivi) erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 278 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,8 anni.

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AGGIORNAMENTO 22 OTTOBRE, alle 12

Coronavirus: 86 positivi (38 sintomatici), 3.444 il totale nella provincia di Rimini. Sei in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

In Emilia Romagna.  Su 16.179 tamponi 889 i nuovi positivi, di cui 486 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 224 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche 2.053 test sierologici. Circa il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Sei nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 43.477 casi di positività, 889 in più rispetto a ieri, su un totale ancora molto alto di 16.179 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,2 anni.

Sui 486 asintomatici, 176 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 23 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5 per screening sierologico, 14 con i test pre-ricovero. Per 268 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La provincia con più contagi è quella di Bologna (235), a seguire Reggio Emilia (114), Rimini (86), Modena (84), Parma (76), Piacenza (75), Ferrara (57), Ravenna (52), l’area di Cesena (43), il territorio di Forlì (36) e quello di Imola (31).

I tamponi effettuati sono stati 16.179, per un totale di 1.433.217. A questi si aggiungono anche 2.053 test sierologici.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.277 (+20 rispetto a ieri).

 

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AGGIORNAMENTO 21 OTTOBRE, alle 12

 

A Rimini e provincia, su 100 nuovi positivi, 31 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 35 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 6 attraverso i test per le categorie più a rischio, mentre per 28 nuovi positivi l’indagine epidemiologica è ancora in corso. In terapia intensiva 7 pazienti a Rimini (invariato rispetto ieri).

EMILIA ROMAGNA:  Coronavirus. L’aggiornamento: ancora record di tamponi, oltre 17.100, 671 i nuovi positivi, di cui 305 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 159 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche più di 2.100 test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Otto nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 42.588 casi di positività, 671 in più rispetto a ieri, su un totale record di 17.165 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,9 anni.

Sui 305 asintomatici, 125 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 36 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 1 per screening sierologico, 12 con i test pre-ricovero. Per 131 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La provincia con più contagi è quella di Bologna (172), a seguire Rimini (100), Reggio Emilia (82), Modena (79), Piacenza (59), Parma (51), Ferrara (38), Ravenna (29), il territorio di Forlì (26), l’area di Cesena (21) e quella di Imola (14).

 

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AGGIORNAMENTO 13 OTTOBRE

Positivi: 26 nuovi casi nel Riminese, 8 sono casi sporadici, in seguito a manifestazione dei sintomi; 16 per contatto con casi certi, per la maggior parte in ambito familiare; 2, infine, sono emersi da screening professionali.

EMILIA ROMAGNA

Su oltre 13.300 tamponi sono 341 i nuovi casi positivi, di cui 158 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. +133 i guariti, 86 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche circa 3000 test sierologici. Oltre il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. In aumento i ricoveri, due nuovi decessi

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AGGIORNAMENTO 12 OTTOBRE

A Rimini e provincia si registrano 34 nuovi casi, di cui 9 asintomatici. Nel dettaglio: 25 sono stati individuati perché contatti con casi noti, di cui 20 in ambito familiare (2 dei quali con una persona rientrata dall’Albania) e 5 in contesto lavorativo o amicale; 5 casi sono pazienti sintomatici, sporadici; 4 rintracciati con lo screening pre-ricovero.

EMILIA ROMAGNA

337 nuovi positivi, di cui 132 asintomatici da screening regionali
Effettuati quasi 6.700 mila tamponi e oltre 2 mila test sierologici. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Un nuovo decesso coronavirus sul bus.jpg. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 38.018 casi di positività, 337 in più rispetto a ieri, di cui 132 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

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AGGIORNAMENTO DELL’11 OTTOBRE

Coronavirus: 47 positivi (34 sintomatici); 2835 il totale.

A Rimini e provincia 47 nuovi casi, di cui 36 con sintomi, oltre la metà già in isolamento al momento del tampone. Nel dettaglio, 8 pazienti sono risultati positivi dopo il tampone eseguito per sintomi (di cui 1 dopo rientro dalla Toscana e 1 dalla Lombardia), 2 sono risultati positivi dopo rientro dall’estero (Romania), 34 sono risultati positivi per contatto stretto con casi noti (famigliari, amici e lavoro), 2 sono risultati positivi al tampone pre-ricovero per altre patologie, 1 è stato rilevato con test di screening professionale.

In Emilia Romagna 384 i nuovi casi positivi, di cui 171 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 137 già in isolamento al momento del tampone

Effettuati quasi 8.700 tamponi e oltre 2.000 test sierologici. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Un nuovo decesso

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 37.681 casi di positività, 384 in più rispetto a ieri, di cui 171 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,8 anni.

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AGGIORNAMENTO del 10 ottobre 2020

Coronavirus, 38 nuovi positivi

A Rimini e provincia dei 38 nuovi casi, di cui 29 con sintomi, tutti si trovano in isolamento domiciliare e oltre la metà era già in isolamento al momento del tampone. Nel dettaglio, 13 pazienti sporadici per sintomi, 4 rientri dall’estero (Albania e Spagna), 19 riconducibili a contatti con casi certi di cui 15 di origine famigliare e gli altri amicali o lavorativi; infine 2 sono rientri da altre regioni d’Italia (Toscana).

Coronavirus in Emilia Romagna: su oltre 13.700 tamponi sono 383 i nuovi casi positivi, di cui 162 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa

Effettuati oltre 2.800 test sierologici. 145 già in isolamento al momento del tampone. Un nuovo decesso

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,8 anni.

 

 

 




Emilia Romagna. Vini, 6 milioni dalla Regione per la promozione. Domande entro il 30 novembre

Vini, 6 milioni dalla Regione per la promozione.

L’assessore Mammi: “Un settore in grande crescita anche sotto il profilo economico. Emilia-Romagna, terza regione in Italia per volume di produzione”

Via libera dalla Giunta regionale al bando per il periodo 2020-2021. Per la prima volta saranno finanziati anche progetti multiregione. Contributi fino al 60%. Domande entro il 30 novembre

Lambrusco, Pignoletto, Sangiovese, Albana, Bonarda e Gutturnio, solo per citare alcune delle più note etichette made in Emilia-Romagna, alla conquista dei mercati extracomunitari. Proprio per promuovere i vini regionali di qualità nei Paesi terzi, la Giunta regionale ha approvato un bando con una dotazione di oltre sei milioni di euro indirizzato alle imprese vitivinicole del territorio.

Rivolto a imprese singole o associate, il bando rientra nell’ambito del programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo per la campagna 2020-2021 e finanzia con contributi che arrivano fino al 60% i progetti per favorire la conoscenza e la penetrazione commerciale sui mercati dei Paesi al di fuori dell’Unione europea delle più famose bottiglie che escono dalle cantine dell’Emilia-Romagna a marchio Docg, Doc o Igt. Le domande di aiuto vanno presentate entro il 30 novembre prossimo.

“In Emilia-Romagna- commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- il settore vitivinicolo è molto importante sotto il profilo economico. I numeri della vendemmia 2020, elaborati proprio in questi giorni da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, ci dicono che dalle colline piacentine a Rimini la raccolta è aumentata del 10%. Un dato estremamente significativo che ci racconta di un settore in crescita: siamo la terza regione italiana per volume di produzione”.

“Come Regione- prosegue l’assessore- offriamo supporto e finanziamenti alle imprese non solo per gli investimenti, ma anche per la promozione, sia sui mercati europei che nei Paesi extra Ue, che stanno dimostrando di gradire molto le nostre etichette. Il vino è un importante biglietto da visita del made in Emilia-Romagna nel mondo. I nostri principali mercati di riferimento sono Usa, Russia, Cina e Giappone- chiude Mammi-, dobbiamo continuare a investire sulla promozione, soprattutto nei mercati emergenti, perché attraverso il vino possiamo aprire grandi opportunità per altri comparti dell’agroalimentare”.

 

Cosa prevede il bando

Oltre all’aumento della percentuale di aiuti dal 50 al 60%, l’altra grande novità del nuovo bando è la possibilità di finanziare progetti multiregionali, cioè che vedono insieme imprese di diverse regioni, a partire da un minino di due partecipanti. A questi progetti sarà destinata una quota di 250mila euro del budget complessivo.

Ogni impresa partecipante al bando può presentare fino a due progetti distinti di promozione, purché si riferiscano a Paesi diversi.

L’importo minimo dell’aiuto finanziario pubblico è fissato in 50mila euro per ciascun Paese interessato, importo che sale a 100mila euro se invece il progetto riguarda un solo Paese. Per ciascuna impresa partecipante è stato fissato anche un quantitativo minino di vino imbottigliato/confezionato, che deve essere superiore ai 50 ettolitri.

I progetti possono essere presentati entro la scadenza del 30 novembre tramite posta elettronica certificata al seguente indirizzo: agrissa@postacert.regione.emilia-romagna.it . In alternativa vanno consegnati a mano esclusivamente tramite corriere espresso o a mezzo raccomandata al seguente indirizzo: Regione Emilia-Romagna – Direzione Generale Agricoltura, caccia e pesca – Servizio Innovazione, qualità, promozione e internazionalizzazione del sistema agroalimentare.




Economia. Fine di Quota 100. E dopo?

di Vincenzo Galasso, professore di Economia Politica presso l’Università Bocconi di Milano

Gli effetti negativi di Quota 100 si protraggono oltre i tre anni della sua esistenza. Occorre risolvere i problemi di equità creati dalla misura e introdurre nel mercato del lavoro una flessibilità in uscita sostenibile. Approfittando anche del Recovery Plan.

I danni di Quota 100

L’autunno è la stagione delle pensioni. Quest’anno l’immancabile discussione sul riassetto del sistema pensionistico italiano è schiacciata tra la scadenza naturale di Quota 100, nel 2022, e le risorse del Recovery Fund. Con all’orizzonte l’incertezza del mercato del lavoro post-Covid.

L’esperienza di Quota 100 è stata disastrosa. Introdotta nel 2018 dal governo Lega-Movimento 5 Stelle, dopo che i due partiti ne avevano fatto un cardine della loro campagna elettorale, la misura di pensionamento anticipato aveva l’obiettivo di cancellare la riforma Fornero. Il costo iniziale ipotizzato dal governo era di 18 miliardi di euro in tre anni, per consentire a circa 300 mila lavoratori di anticipare il momento del pensionamento. I tagli previsti alle pensioni erano modesti, derivanti quasi esclusivamente dalla riduzione del numero di anni di contributi versati. Secondo i maggiori proponenti, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, Quota 100 avrebbe dato vita a una staffetta generazionale, consentendo ai giovani di occupare i posti di lavoro liberati dai “quotisti” – i lavoratori anziani, che usufruivano del provvedimento.

La realtà è stata molto diversa. Insieme ad altre misure (come la sospensione dell’indicizzazione dell’età di pensionamento alla longevità attesa), Quota 100 ha contributo a aumentare il rapporto tra spesa pensionistica e Pil, portandolo al 15,8 per cento nel 2020 contro una previsione del 15,1 per cento formulata nel luglio 2018. Eppure, l’utilizzo di Quota 100 è stato inferiore alle aspettative – secondo la Corte dei conti pari al 60 per cento dei pensionamenti ipotizzati nella relazione tecnica di accompagnamento alla legge. Malgrado la generosità della misura, che non prevedeva riduzioni sulla parte retributiva della pensione, molti lavoratori anziani hanno preferito continuare a lavorare, soprattutto al Nord. Inoltre, come ampiamente previsto da molti e come sancito anche da Banca d’Italia e dalla Corte dei conti, Quota 100 non ha dato vita a staffette generazionali. Il prepensionamento è stato a favore di chi ha potuto permettersi di andare in pensione prima con un assegno dignitoso: ancora una volta lavoratori uomini con elevata anzianità contributiva. Ma soprattutto è stato un regalo alle grandi imprese nel settore dei servizi, che hanno potuto evitare i costosi meccanismi legati ai fondi di solidarietà per trasferire il costo della gestione della forza lavoro sul bilancio pubblico.

Il legame con il Recovery Pla

Gli effetti negativi di Quota 100 non si limitano però ai tre anni della sua esistenza. Sono persistenti. La misura lascia in eredità un enorme scalino. Senza ulteriori riforme, alcuni avranno potuto usufruire di Quota 100 andando in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi e altri invece, magari solo per essere nati pochi giorni dopo, non avranno raggiunto a tempo la fatidica quota e dovranno aspettare quasi cinque anni per andare in pensione, a 67 anni o con 42 e 10 mesi di contributi. Per superare definitivamente Quota 100 occorre quindi risolvere i problemi di equità che la misura ha creato e introdurre nel mercato del lavoro una flessibilità in uscita che sia sostenibile.

Sostenibilità e resilienza sono parole chiave anche nel Recovery Plan, che nella lista degli obiettivi include “reskill and upskill” (riqualificazione e aggiornamento) – dunque investimenti in capitale umano. Il legame tra la fine di Quota 100 e l’inizio del Recovery Plan è proprio lì. Aumentare la produttività nel mercato del lavoro di una società che invecchia è un obiettivo perseguibile con il Recovery Plan, attraverso una combinazione di investimenti e riforme. Investimenti finalizzati a sostenere la funzione e la produttività dei lavoratori anziani. Riforme volte a consentire ai lavoratori un’uscita anticipata dal mercato del lavoro, ma senza gravare sul bilancio dello stato.

L’esperienza del lockdown primaverile ha mostrato benefici e limiti dello smart working. Questa forma di organizzazione del lavoro ben si presta alle esigenze di alcuni lavoratori anziani, poiché consentirebbe loro una maggiore flessibilità nella gestione della giornata lavorativa e contemporaneamente minor costi alle imprese. Affinché possa funzionare a regime, e non solo in emergenza, sono tuttavia necessari investimenti. Non solo in dotazioni informatiche, ma anche in formazione tecnica e organizzativa che consenta ai lavoratori anziani (e non) di adattare il loro capitale umano alle nuove forme organizzative. Dunque, un’importante operazione di re-skilling dei lavoratori anziani. Ulteriori investimenti andrebbero pensati per la prevenzione sanitaria dei lavoratori over 55 (e non solo) e per permettere la rimodulazione delle postazioni di lavoro al fine di migliorare la vita lavorativa – e la produttività – degli over 60.

Agli investimenti vanno affiancate riforme che consentano ai lavoratori anziani un’uscita flessibile dal mercato del lavoro, ma senza ulteriori costi per il bilancio pubblico, dopo quelli imposti da Quota 100. Non appartengono a questa logica le proposte fin qui discusse: Quota 102 (ovvero l’età minima a 64 anni e 38 anni di contributi) o la pensione anticipata con 41 anni di contributi. I dati sull’utilizzo di Quota 100 suggeriscono che entrambe avrebbero costi ingenti (attorno ai 10 miliardi di euro), già dal primo anno. Non è la direzione da seguire. I vincoli di bilancio, congelati durante questo strano anno di Covid, riprenderanno a mordere dal prossimo. Non è un caso che Quota 100 sia stata protagonista, in negativo, anche nella negoziazione europea sul Recovery Fund.

Occorre pensare a strumenti alternativi, che riportino il sistema pensionistico italiano verso lo schema contributivo con flessibilità in uscita originariamente disegnato dalla riforma Dini – o che si avvalgano del mercato per consentire l’uscita anticipata del lavoratore. Nel primo caso, si tratterebbe di passare al calcolo contributivo per chi vuole anticipare il pensionamento – sull’esempio di Opzione Donna, possibilmente con una parte della penalizzazione a carico dell’imprese. È una soluzione che non aumenta il debito pensionistico complessivo, ma richiede esborsi di cassa immediati che potrebbero non essere compatibili con i vincoli di bilancio. In alternativa, si potrebbe pensare a un anticipo pensionistico aziendale, sull’esempio dell’Ape volontario, in cui lavoratori e imprese si fanno carico, in proporzioni da definirsi, delle spese per interessi e del premio assicurativo.

La scadenza di Quota 100 ci presenta un problema, le risorse del Recovery Fund ci danno un’opportunità. Sta a noi saperla cogliere.




Riccione. Trc, il sindaco Tosi scrive a Misano e Cattolica

Renata Tosi, sindaco di Riccione

 

TRC, il sindaco Tosi scrive ai colleghi di Misano e Cattolica

“Gli errori e il fallimento del passato non vanno perpetrati

Salviamo dallo scempio almeno la zona Sud”

“Facciamo tesoro dell’esperienza passata e fallimentare del TRC per evitare un simile scempio anche per il prolungamento nella zona Sud”. Questo in breve il messaggio che sindaco di Riccione, Renata Tosi, ha inviato ieri sera, una lettera indirizzata ai sindaci di Misano Adriatico e di Cattolica oltre che al presidente della Provincia di Rimini. “Aver fatto la linea del TRC a ridosso della linea ferroviaria, con un muro deturpante, inutile è stato un tragico errore – sostiene il sindaco Tosi – tornando a proporre “di partecipare all’avviso del M.I.T. per l’accesso alle risorse destinate al Trasporto Rapido di massa. Crediamo che la strada maestra sia la progettazione di un aggiornamento strutturale del servizio TPL come già sostenuto formalmente dal Comune di Misano Adriatico”. Riccione torna a ribadire che il tragitto per il prolungamento del TRC deve essere “(come indicato e richiesto dai Comuni di Misano e Cattolica di cui rispettiamo l’autonomia nella scelta del tracciato al netto del rispetto dei parametri trasportistici necessari) può partire dalle ‘Navi’ di Cattolica (collegamento alla Stazione con una circolare interna), attraversare la città di Misano Adriatico sulla linea litoranea per connettersi sulla stessa linea a Riccione Sud (Campeggi, Terme da cui connettersi alla Stazione con una circolare interna come a Cattolica) e da qui proseguire in linea retta verso piazzale Curiel per poi servire tutto il bacino a mare sino al confine con Rimini ove potrà deviare verso l’importante hub strategico dell’Aeroporto e raggiungere, utilizzando l’infrastruttura già realizzata, l’altro grande nodo della mobilità pubblica nazionale ed internazionale che è la rinnovata Stazione di Rimini con diramazione verso la Fiera o verso Ravenna”.




Emilia Romagna. Imprese agricole, chiuse mille aziende in tre mesi

Coriano. Colline riminesi con vigneti

Coriano. Colline riminesi con vigneti

 

Imprese agricole, chiuse mille aziende in tre mesi.

Sos imprese da Confagricoltura E.Romagna: «Servono misure urgenti per le aziende agricole e agrituristiche. Oltre il 70% degli agriturismi somministra pasti serali: chiediamo alla Regione una autorizzazione ad hoc che consenta alle strutture di fare le consegne a domicilio».

 

L’agricoltura dell’Emilia-Romagna chiede sostegno. «Non ci siamo mai fermati dall’inizio dell’emergenza sanitaria e adesso servono misure urgenti. In questo momento dell’anno si semina per il 2021», incalza il presidente degli imprenditori agricoli di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini.

 

Al duro colpo inferto alla filiera dall’ultimo DPCM si aggiungono infatti i dati di Unioncamere Emilia Romagna sullo stato dell’agricoltura regionale nell’era Covid, che sanciscono la chiusura di 1.066 aziende agricole nel terzo trimestre dell’anno (- 1,9% rispetto allo stesso periodo del 2019), accompagnati da un commento che non lascia dubbi: “La base imprenditoriale si è ridotta in tutti i macrosettori, più rapidamente in agricoltura, in misura poco più contenuta nel commercio e nell’industria”.

 

Grave sarà il danno economico per le aziende agricole legate al canale Ho.re.ca (hotel, ristoranti e bar) e agli agriturismi. Secondo il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, «questo film lo abbiamo già visto durante il lockdown di marzo e aprile, quando si registrò un drastico crollo di vendite, in particolare nel comparto dei prodotti trasformati quali formaggi e salumi – la filiera del latte incide per il 25,5% sul valore della produzione agricola regionale e quella delle carni suine per l’8,1% – come pure nei vini che rappresentano il 7,7% della Plv».

 

Poi è a rischio la tenuta del sistema agrituristico dell’Emilia-Romagna. «Un comparto in crescita del 2,7% nel periodo 2018-2019 – ribatte Bonvicini – con 1.200 strutture e un fatturato annuale che ammonta a 171,5 milioni di euro. E ora? – si chiede il numero uno degli imprenditori – come possono sopravvivere le aziende agrituristiche che offrono soprattutto pasti serali e alle quali non è neppure consentito il servizio di food delivery?».

 

Oltre il 70% degli agriturismi emiliano-romagnoli somministra pasti dalle 18 in poi e sopravvive grazie al reddito derivante da questa attività. «Ci attendiamo che la Regione intervenga con una autorizzazione ad hoc, sull’esempio di quanto fatto nel lockdown della scorsa primavera, e permetta alle strutture di fare le consegne a domicilio. Inoltre, l’agriturismo – conclude il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna – ha diritto agli stessi aiuti e interventi finanziari messi a disposizione per la ristorazione».

 

Amaro il commento di Gianpietro Bisagni, imprenditore agrituristico nel Piacentino e presidente di Agriturist Emilia Romagna, che riunisce gli agriturismi associati a Confagricoltura: «Lo scenario è drammatico: molti di noi non riapriranno più se non arrivano in fretta i fondi del “decreto ristori”. E tali indennizzi sarebbero comunque insufficienti nel caso si decidesse di prolungare la serrata serale».

 

La cena fuori casa è composta principalmente da pasta nell’85% dei casi, riso (34%), cereali alternativi (13%) poi carne (75%), pesce (65%) e salumi (22%), infine frutta e verdura. Il vino si abbina al pasto nel 50% delle occasioni (fonte: FIPE).




Rimini. Protezione civile, 400mila euro per pacchi viveri

 

Protezione sociale: 400 mila euro per pacchi viveri, kit di emergenza e attrezzature per potenziare l’accoglienza

Come purtroppo già evidenziato in questa primavera, la pandemia sanitaria acuisce i bisogni sociali della popolazione, rendendo necessario l’inserimento, al fianco dei più tradizionali servizi per la marginalità, di nuovi sistemi di sostegno e protezione sociale.
Per questo il Comune di Rimini ha affiancato ai servizi territoriali per la povertà come le mense, i dormitori e le docce sociali, anche un nuovo sistema di interventi, più agili, legati ai nuovi bisogni. Si va dai pacchi viveri ai kit di emergenza contenenti prodotti sanitari – tra cui mascherine e igienizzante – e di igiene personale, fino al potenziamento di strutture per l’accoglienza emergenziale.

I servizi territoriali
Sono al momento operativi sia le mense che i dormitori, compresi i servizi docce. Le mense attive sono quelle della Caritas e di Sant’Antonio, che si sono attrezzate per continuare il servizio nel rispetto delle norme sanitarie per il contrasto al Covid, con porzioni monouso e distanziamenti. Stesso discorso per il servizio docce, che rimane aperto per due giorni a settimana.
I dormitori per l’accoglienza dei senza fissa dimora ospitano attualmente una cinquantina di persone distribuite tra le strutture gestite dall’Associazione Papa Giovanni XXIII e da Rumori sinistri (“da ringraziare, perché non ha mai interrotto – ricorda l’assessore alla protezione sociale, Gloria Lisi – il proprio servizio nemmeno un giorno durante il lockdown”). Oltre a questo rimane aperto l’Albergo sociale, nato per ospitare per un periodo transitorio persone in situazione di disagio abitativo emergenziale (come quando si arriva alla data di esecuzione dello sfratto, senza che il nucleo familiare si sia potuto attivare per trovare una nuova soluzione abitativa) che attualmente ospita sei persone. Numeri ridotti per garantire il rispetto delle norme sanitarie.

I nuovi interventi
Grazie all’ottenimento di uno specifico finanziamento di 400 mila euro il Comune di Rimini è riuscito a potenziare la portata dei servizi di protezione sociale attraverso nuovi interventi pensati per la gestione delle emergenze. Si va dai pacchi viveri ai kit di emergenza (con mascherine e igienizzanti), dai prodotti di igiene a quelli per la cura personale, fino alle attrezzature per l’assistenza e l’ospitalità.
I pacchi viveri sono 450, in parte già distribuiti e in parte in consegna. Più di 600 i kit di emergenza, con beni di prima necessità, più di mille i kit di igiene personale, contenenti macherine e igienizzante, oltre importanti accessori per l’igiene e la cura personale, differenziati per maschi e femmine. Si è inoltre potenziata la dotazione per la gestione di eventuali emergenze grazie all’arrivo di coperte, brandine, sacchi a pelo.

“Non è possibile – spiega Gloria Lisi, assessore alla protezione sociale del Comune di Rimini – pensare di gestire periodi straordinari con servizi e strutture ordinarie. La gestione delle emergenze, per definizione, richiede approcci diversi, in grado di intervenire con maggiore dinamismo e velocità. Per questo ci siamo attivati per affiancare ai servizi territoriali già esistenti, attrezzature e sostegni come pacchi viveri, kit di emergenza e sanitari. La consapevolezza è che la pandemia abbia aumentato i bisogni sociali, rendendoli più trasversali. Abbiamo il dovere di essere pronti per affrontare queste nuove esigenze e farci trovare pronti per il difficile periodo che stiamo vivendo e per quelli che potrebbero arrivare. In questo non siamo soli, perché Rimini ha un background di associazionismo e terzo settore che non ha mai smesso di lavorare e che è pronta, se necessario, ad intensificare la propria presenza con il loro insostituibile apporto di professionalità e umanità”.




Provincia di Rimini. Coronavirus, 114 positivi (4.176 il totale). Otto in terapia intensiva. Decessi 0

 

AGGIORNAMENTO 28.10.2020

 

Provincia di Rimini. Coronavirus, 114 positivi (4.176 il totale). Otto in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

In Emilia Romagna. Su 21.376 tamponi effettuati, 1.212 nuovi positivi (la percentuale scende al 5,7%). 582 gli asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche poco meno di 3mila test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. 196 le persone già in isolamento al momento del tampone. +45 i guariti. 14 nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 50.494 casi di positività, 1.212 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.376 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti passa così dal 6,6% di ieri al 5,7% di oggi.

Dei nuovi contagiati, sono 582 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 196 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 326 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,3 anni.

 

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AGGIORNAMENTO 27 OTTOBRE 2020, ore 12

Provincia di Rimini. Coronavirus, 137 positivi (4.062il totale). 7 in terapia intensiva. Nessun decesso.

Regione Emilia Romagna. Altro record di tamponi – 21.401 – e 1.413 nuovi positivi (la percentuale scende al 6,6% dal 9,5% di ieri). 772 gli asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche più di 3 mila test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 42 anni. 314 le persone già in isolamento al momento del tampone. +83 guariti. 15 nuovi decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 49.285 casi di positività, 1.413 in più rispetto a ieri, su un totale record di 21.401 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti passa così dal 9,5% di ieri al 6,6% di oggi.

Dei nuovi contagiati, sono 772 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 314 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 288 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,4 anni.

Dall’inizio dell’epidemia i morti complessivi in Emilia-Romagna sono 4.759.

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AGGIORNAMENTO AL 26 OTTOBRE 2020

Provincia di Rimini. Coronavirus, 106 positivi (3.925). il totale. 7 in terapia intensiva. Nessun decesso

EMILIA ROMAGNA

Su oltre 12mila tamponi effettuati 1.146 nuovi positivi, di cui 668 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing

Eseguiti anche 2.198 test sierologici. Oltre il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa; l’età media nei nuovi positivi è di 43 anni. 222 le persone già in isolamento al momento del tampone. +199 guariti. Tre nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 47.877 casi di positività, 1.146 in più rispetto a ieri, su un totale di 12.083 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, che giungono così a quota 1.488.534. Dei nuovi positivi, sono 668 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 222 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 302 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,2 anni.

Sui 668 asintomatici, 318 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 40 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 9 per screening sierologico, 12 con i test pre-ricovero. Per 289 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.544 (+199 rispetto a ieri).

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AGGIORNAMENTO 24 OTTOBRE 2020

 

Coronavirus: 100 positivi (3.660 il totale), 7 in terapia intensiva, nessun decesso.

Emilia Romagna. Ancora record di tamponi, 17.612. I nuovi positivi sono 1.180, di cui 619 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 238 le persone già in isolamento al momento del tampone.

Effettuati anche 2.256 test sierologici. Oltre il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Dieci nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 45.542 casi di positività, 1.180 in più rispetto a ieri, su un totale di 17.612 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

Dei nuovi positivi, sono 619 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente 238 persone (tra i nuovi positivi) erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 250 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,8 anni.

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AGGIORNAMENTO 23 OTTOBRE, ore 12

Coronavirus, 116 positivi (3.560 il totale). 6 in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

Emilia Romagna. Su quasi 16mila tamponi 888 i nuovi positivi, di cui 472 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 182 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche 2.855 test sierologici. Circa il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Per il secondo giorno consecutivo nessun nuovo paziente in terapia intensiva (86 in totale). Dieci nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 44.365 casi di positività, 888 in più rispetto a ieri, su un totale di 15.978 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.
Dei nuovi positivi, sono 472 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente 182 persone (tra i nuovi positivi) erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 278 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,8 anni.

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AGGIORNAMENTO 22 OTTOBRE, alle 12

Coronavirus: 86 positivi (38 sintomatici), 3.444 il totale nella provincia di Rimini. Sei in terapia intensiva. Nessun decesso.

 

In Emilia Romagna.  Su 16.179 tamponi 889 i nuovi positivi, di cui 486 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 224 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche 2.053 test sierologici. Circa il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Sei nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 43.477 casi di positività, 889 in più rispetto a ieri, su un totale ancora molto alto di 16.179 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,2 anni.

Sui 486 asintomatici, 176 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 23 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5 per screening sierologico, 14 con i test pre-ricovero. Per 268 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La provincia con più contagi è quella di Bologna (235), a seguire Reggio Emilia (114), Rimini (86), Modena (84), Parma (76), Piacenza (75), Ferrara (57), Ravenna (52), l’area di Cesena (43), il territorio di Forlì (36) e quello di Imola (31).

I tamponi effettuati sono stati 16.179, per un totale di 1.433.217. A questi si aggiungono anche 2.053 test sierologici.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.277 (+20 rispetto a ieri).

 

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AGGIORNAMENTO 21 OTTOBRE, alle 12

 

A Rimini e provincia, su 100 nuovi positivi, 31 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 35 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 6 attraverso i test per le categorie più a rischio, mentre per 28 nuovi positivi l’indagine epidemiologica è ancora in corso. In terapia intensiva 7 pazienti a Rimini (invariato rispetto ieri).

EMILIA ROMAGNA:  Coronavirus. L’aggiornamento: ancora record di tamponi, oltre 17.100, 671 i nuovi positivi, di cui 305 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 159 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche più di 2.100 test sierologici. Il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Otto nuovi decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 42.588 casi di positività, 671 in più rispetto a ieri, su un totale record di 17.165 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,9 anni.

Sui 305 asintomatici, 125 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 36 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 1 per screening sierologico, 12 con i test pre-ricovero. Per 131 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La provincia con più contagi è quella di Bologna (172), a seguire Rimini (100), Reggio Emilia (82), Modena (79), Piacenza (59), Parma (51), Ferrara (38), Ravenna (29), il territorio di Forlì (26), l’area di Cesena (21) e quella di Imola (14).

 

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AGGIORNAMENTO 13 OTTOBRE

Positivi: 26 nuovi casi nel Riminese, 8 sono casi sporadici, in seguito a manifestazione dei sintomi; 16 per contatto con casi certi, per la maggior parte in ambito familiare; 2, infine, sono emersi da screening professionali.

EMILIA ROMAGNA

Su oltre 13.300 tamponi sono 341 i nuovi casi positivi, di cui 158 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. +133 i guariti, 86 le persone già in isolamento al momento del tampone

Effettuati anche circa 3000 test sierologici. Oltre il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. In aumento i ricoveri, due nuovi decessi

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AGGIORNAMENTO 12 OTTOBRE

A Rimini e provincia si registrano 34 nuovi casi, di cui 9 asintomatici. Nel dettaglio: 25 sono stati individuati perché contatti con casi noti, di cui 20 in ambito familiare (2 dei quali con una persona rientrata dall’Albania) e 5 in contesto lavorativo o amicale; 5 casi sono pazienti sintomatici, sporadici; 4 rintracciati con lo screening pre-ricovero.

EMILIA ROMAGNA

337 nuovi positivi, di cui 132 asintomatici da screening regionali
Effettuati quasi 6.700 mila tamponi e oltre 2 mila test sierologici. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Un nuovo decesso coronavirus sul bus.jpg. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 38.018 casi di positività, 337 in più rispetto a ieri, di cui 132 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

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AGGIORNAMENTO DELL’11 OTTOBRE

Coronavirus: 47 positivi (34 sintomatici); 2835 il totale.

A Rimini e provincia 47 nuovi casi, di cui 36 con sintomi, oltre la metà già in isolamento al momento del tampone. Nel dettaglio, 8 pazienti sono risultati positivi dopo il tampone eseguito per sintomi (di cui 1 dopo rientro dalla Toscana e 1 dalla Lombardia), 2 sono risultati positivi dopo rientro dall’estero (Romania), 34 sono risultati positivi per contatto stretto con casi noti (famigliari, amici e lavoro), 2 sono risultati positivi al tampone pre-ricovero per altre patologie, 1 è stato rilevato con test di screening professionale.

In Emilia Romagna 384 i nuovi casi positivi, di cui 171 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 137 già in isolamento al momento del tampone

Effettuati quasi 8.700 tamponi e oltre 2.000 test sierologici. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Un nuovo decesso

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 37.681 casi di positività, 384 in più rispetto a ieri, di cui 171 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43,8 anni.

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AGGIORNAMENTO del 10 ottobre 2020

Coronavirus, 38 nuovi positivi

A Rimini e provincia dei 38 nuovi casi, di cui 29 con sintomi, tutti si trovano in isolamento domiciliare e oltre la metà era già in isolamento al momento del tampone. Nel dettaglio, 13 pazienti sporadici per sintomi, 4 rientri dall’estero (Albania e Spagna), 19 riconducibili a contatti con casi certi di cui 15 di origine famigliare e gli altri amicali o lavorativi; infine 2 sono rientri da altre regioni d’Italia (Toscana).

Coronavirus in Emilia Romagna: su oltre 13.700 tamponi sono 383 i nuovi casi positivi, di cui 162 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa

Effettuati oltre 2.800 test sierologici. 145 già in isolamento al momento del tampone. Un nuovo decesso

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,8 anni.