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Rimini. Sergio Zavoli, il ricordo per il compleanno

Sergio Zavoli, il ricordo per il compleanno.

E’ stato con gli amici riminesi più cari che la famiglia di Sergio Zavoli si è voluta ritrovare a distanza di poco più di un mese dalla scomparsa, avvenuta il 4 agosto scorso. Un momento per ricordarlo attraverso i luoghi e le cose che più amava della sua città adottiva proprio nel giorno in cui avrebbe compiuto il novantasettesimo anno, quel 21 settembre 1923, lo stesso giorno in cui, un ventennio più tardi, Rimini fu liberata dagli alleati.

Presenti il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e l’assessore Giampiero Piscaglia.

A ricordarlo la composizione di un abbeveratoio preveniente dalla sua residenza romana di Monte Porzio Catone, a cui si affianca, oltre alla foto retta da una stele, una lapide su cui, tratto dal suo libro di poesie ‘La parte in ombra’, è inciso: “Ombra mia, ti allontani leggera come un’eco, ti liberi, svanisci, lo sento che ti perdo. Ora mi vestirò dei tuoi colori per essere tutt’uno almeno qui dove ci separiamo. Mia sembianza, io sono stato, a volte, la tua ombra, tu non mi sbugiardavi, si stava insieme, lo ricorderai, senza sapere chi dei due era l’altro.”




vignetta settembre2020




Economia. Troppo pochi lavoratori nel welfare italiano. Penultimi in Europa…

 

Tratto da la voce.info

di Emilio Reyneri, professore di Sociologia alla Bicocca di Milano

I numeri sugli occupati in quattro settori chiave come istruzione, sanità, servizi sociali e pubblica amministrazione sono impietosi: l’Italia è al penultimo posto in Europa. Per adeguarsi alla media europea servirebbero 2 milioni di lavoratori in più.

Lavoratori essenziali per la società

Curare e assistere, educare e istruire, amministrare e difendere sono le funzioni essenziali per la riproduzione di una società. Nelle società moderne queste funzioni sono specializzate, cioè non sono più affidare alle famiglie o alle comunità, ma a strutture specifiche: ospedali e case di cura, scuole e università, enti pubblici e caserme. E nei paesi europei queste strutture sono per lo più finanziate dalla spesa pubblica e costituiscono gran parte del welfare state.

Per vedere le variazioni nel corso del tempo e le differenze tra paesi, gli economisti ricorrono alle quote di reddito nazionale o di spesa pubblica destinate a queste funzioni. Nonostante il crescente ricorso a tecnologie sempre più sofisticate e costose, tutte sono a elevata intensità di lavoro umano, per lo più molto qualificato, e alcuni studi ne mettono in luce la diversa consistenza rispetto all’occupazione totale. Ma è anche possibile calcolare quanti lavoratori vi sono occupati rispetto alla popolazione che devono curare, istruire o amministrare. L’esercizio, non usuale, mette in luce un quadro impietoso per l’Italia.

L’Italia al penultimo posto in Europa

Nel 2019, quindi prima della pandemia, per ogni mille abitanti nel nostro paese vi erano 79 lavoratori nei settori dell’istruzione, della sanità, dell’assistenza sociale e nella amministrazione pubblica. Non tutti sono lavoratori pubblici, poiché le Labour force surveys non rilevano la natura giuridica del rapporto e non consentono di distinguere, per esempio, chi lavora nella scuola o nella sanità privata o chi ha un rapporto privato con organizzazioni o enti finanziati da risorse pubbliche. Come mostra la figura 1, la posizione dell’Italia era la penultima tra i 28 paesi dell’Unione europea, superiore soltanto alla Romania. All’estremo opposto, nei paesi scandinavi, in Germania, nel Regno Unito e in Olanda i lavoratori occupati in questi settori erano più di 130, cioè quasi il doppio, e la media dell’Unione europea (116 lavoratori) era superiore di quasi il 50 per cento.

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Anche se in modo più tradizionale si considerasse la percentuale di lavoratori nei quattro settori sul totale dell’occupazione, la graduatoria non cambierebbe granché. Con il 20,4 per cento l’Italia si piazzerebbe al terzultimo posto, prima solo di Romania e Bulgaria e a pari (de)merito con Cipro, Repubblica Ceca e Polonia. Ma qui l’attenzione è sulle (più scarse) prestazioni che la popolazione italiana può ricevere da un molto minore numero di addetti.

Dal 2009 al 2019 in quasi tutti i paesi europei i lavoratori occupati nei settori del welfare sono aumentati rispetto alla popolazione da curare, assistere, istruire e amministrare. La media dell’Unione europea a 28 paesi è crescita di 10 lavoratori ogni mille abitanti e in alcuni la crescita è stata anche superiore a 15 lavoratori. Soltanto in Olanda e Danimarca vi è stata una riduzione, ma si tratta di due paesi ove l’occupazione in questi settori era da sempre molto alta. Invece, in Italia (come solo in Grecia) non vi è stato alcun aumento nel decennio e quindi il divario è cresciuto, delineando una tendenza che, prima dell’imprevedibile impatto della pandemia, stava già rischiando di mettere in pericolo la riproduzione della salute, delle competenze e della sicurezza degli italiani.

Le differenze tra i quattro settori

Tra i quattro settori (l’istruzione, la sanità, i servizi sociali e la pubblica amministrazione) vi sono ovviamente delle rilevanti differenze, sia per i livelli di occupazione sia per le tendenze nel corso dell’ultimo decennio. Come si può vedere dalla tabella 1, che li riassume per quasi tutti i paesi europei, è possibile cogliere alcuni tratti prevalenti, che consentono anche di confermare diversi modelli di welfare.

  1. In quasi tutti i paesi, il settore dove gli occupati ogni mille abitanti sono più numerosi è l’istruzione. Fanno eccezione alcuni stati dell’Europa orientale, la Francia (vi prevale la pubblica amministrazione), Germania e Olanda, ove invece maggiore è la presenza di occupati nella sanità. Anche in Italia gli occupati nella scuola e nell’università sono i più numerosi, ma il livello è nettamente il più basso di tutti i paesi europei, tranne Bulgaria e Romania, e per di più nel decennio 2009-2019 il loro numero non cresce, contrariamente a quanto accade in quasi tutti gli altri paesi.
  2. In quasi tutti i sette paesi in cui è quello con più occupati, il settore della pubblica amministrazione e della difesa tende a ridursi. Fa eccezione l’Ungheria ove la “democratura” di Viktor Orban probabilmente si è consolidata grazie a un forte aumento proprio dei dipendenti pubblici e dei militari.
  3. Quanto agli occupati nella sanità, il divario dell’Italia è relativamente contenuto rispetto alla maggior parte dei paesi europei, ma è fortissimo rispetto a quelli che dedicano più risorse al settore: paesi scandinavi, Olanda e Regno Unito. La tendenza generale dal 2009 al 2019 è a un deciso aumento, simile a quello dell’istruzione, eccettuati alcuni paesi ove il livello era già elevato. In Italia la crescita è minima.
  4. La diffusione degli addetti ai servizi sociali segna nettamente la divisione tra quattro gruppi di paesi: quelli dell’Europa settentrionale, ove è molto alta, quelli dell’Europa centrale, ove è più che discreta, quelli dell’Europa orientale, ove è parecchio bassa, e quelli dell’Europa meridionale ove è altrettanto bassa, ma è elevato il ricorso a personale assunto dalle famiglie, che in buona parte è destinato all’assistenza delle persone fragili (in Italia nel 2019 sono ben 12 lavoratrici per mille abitanti). La tendenza è ovunque all’aumento, anche in Italia, tranne che in tre paesi, ove il livello era già elevato.
  5. L’Italia è all’ultimo posto per pubblica amministrazione e difesa (contrariamente al comune sentire dell’eccesso di dipendenti pubblici) e al penultimo per l’istruzione, mentre per sanità e servizi sociali è comunque nel gruppo di coda, insieme ai paesi dell’Europa meridionale e orientale.

 

Quanti nuovi occupati sarebbero necessari per raggiungere la media europea?

Ora che la pandemia costringe a ripensare l’organizzazione della società e può costituire un’occasione per decidere di destinare nuove risorse alle politiche di welfare, può essere utile calcolare quanti lavoratori sarebbe necessario occupare perché l’Italia raggiunga la media dell’Unione europea a 28 paesi in tutti i quattro settori. La tabella presenta i risultati di questo esercizio.

Come si vede, il volume dell’incremento sarebbe imponente: più di due milioni di lavoratori, pari a oltre il 45 per cento degli occupati nei quattro settori nel 2019, sia pure con notevoli differenze tra settori. Rispetto all’occupazione totale sarebbe un aumento di quasi il 10 per cento, che porterebbe il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni dal 59 per cento (nel 2019 prima della crisi pandemica) al 64,7 per cento, prossimo alla media europea. E poiché in questi settori la presenza femminile supera il 60 per cento, l’occupazione delle donne finalmente raggiungerebbe un livello decente anche in Italia. Certamente si può obiettare che le compatibilità di bilancio non lo consentirebbero. Ma ci si può chiedere se la bassa produttività dell’economia italiana non dipenda anche dal basso livello di istruzione e da una sanità carente.




Misano Adriatico-Cattolica. Ponte sul Conca, vandali distruggono l’illuminazione

Uno dei cilindri distrutti

L’unico a testimoniarne la bellezza…

 

Ponte sul Conca, vandali distruggono l’illuminazione. Sono dei bassi cilindri di design. Li hanno danneggiati tutti eccetto uno. Forse, lo hanno lasciato per mostrare quanto fosse bello immacolato. Un danno economico, inferiore solo alla tristezza per tale sciocco atto…

Dato i tempi, dato gli uomini, non è possibile essere migliori…




Pesaro. Week d'(A)Mare, ultimo appuntamento con l’eno-gastronomia

 

Week d'(A)Mare, ultimo appuntamento con l’eno-gastronomia realizzati da Confcommercio Pesaro
e Urbino/Marche Nord nella giornata del Sant Patrono di Pesaro.
Si parte giovedì sera 24 settembre dal tetto del mondo a Casteldimezzo con la Taverna del Pescatore
(0721.208116) che propone insalatina seppia, calamari, gamberi con grana e funghi, tonno al sesamo con
misticanza e salsa di senape, calamari alla piastra con detterini rucola e balsamico, maltagliati asciutti con
cannelli e pomodoro fresco, grigliata mista, insalata mista di stagione, bavarese al limone con salsa ai frutti
rossi, caffè; si giunge poi in Panoramica San Bartolo a Pesaro con il ristorante Bel Sit (0721.22764) con
insalatina di calamaretti con verdure, crostino di mare, carpaccio di spigola, cannelli gratinati, risotto ai frutti
di mare, branzino ai ferri, patate arrosto, mousse di mascarpone e cioccolato, caffè;e per terminare con la
proposta del ristorante Mare Mosso (0721.67211) sul lungo mare di Pesaropropone cozze alla marinara,
tagliatelle alla pescatora (sugo rosso), branzino al forno con olive taggiasche e pendolino, insalata mista,
sorbetto al limone, caffè.
Per la migliore degustazione dei prodotti del nostro territorio, i vini serviti provengono esclusivamente da
affermate cantine della provincia di Pesaro e Urbino.
I menù ed i prezzi (da 20,00 a 25,00 euro in base a menù di carne o pesce) su www.ascompesaro.it ,
www.lemarchediurbino.it , sui libretti disponibili presso Confcommercio e presso uffici turistici. Consultabili
anche sulla pagina Facebook Confcommercio Pesaro e Urbino.
Si consiglia la tempestiva prenotazione.




Cattolica. Vela, XII trofeo “Lions Guglielmo Marconi” e la XXI trofeo “Città di Cattolica”

Vela, XII trofeo “Lions Guglielmo Marconi” e la XXI trofeo “Città di Cattolica”.

Cattolica, in archivio l’edizione 2020 della regata organizzata dai Lions.

Raccolti fondi per mettere acquistare e mettere a disposizione degli stabilimenti balneari tra Cattolica e Rimini delle poltroncine “Job” per persone con disabilità. I complimenti dell’Assessore Nicoletta Olivieri

La tradizionale veleggiata per barche cabinate si è svolta domenica 20 settembre sullo specchio d’acqua antistante la Marina di Cattolica. Evento considerato ormai un must dagli appassionati di vela, e non solo, organizzato dai Distretti 108 Tb e 108 A (Governatori Gianni Tessari e Francesca Romana Vagnoni) con il patrocinio dell’amministrazione comunale. In cabina di regia, come da tradizione, il Circolo Nautico di Cattolica e la Fondazione Guglielmo Marconi.

Una giornata dedicata al mare ma anche alla beneficenza a servizio della comunità. Con questa edizione della veleggiata, infatti, i fondi raccolti grazie ai partecipanti vengono utilizzati per mettere a disposizione degli stabilimenti balneari delle poltroncine “Job” per persone con disabilità motoria. Le sedie verranno distribuite nel tratto di riviera da Rimini a Cattolica, tramite i consorzi dei bagni, in maniera tale da poter essere utilizzate nei giorni di permanenza in spiaggia per spostarsi sulla sabbia o galleggiare sull’acqua.

Prima della conclusione della manifestazione sportiva anche l’intervento dell’Assessore allo Sport e Turismo, Nicoletta Olivieri, che si è complimentata con gli organizzatori ed ha premiato il cattolichino Roberto Fabbri che si è aggiudicato il XXI Trofeo Città di Cattolica. Presente alla consegna dei riconoscimenti, nel piazzale Darsena, anche il Maresciallo Maurizio Spanò, Comandate dell’Ufficio Locale Marittimo di Cattolica. Per tutti gli equipaggi l’appuntamento è stato rinnovato al prossimo anno sempre nella meravigliosa cornice naturale dello specchio d’acqua cattolichino.




San Marino. San Marino Green Festival, premio per i cortometraggi ambientalisti

Giurato Blasco

 

San Marino Green Festival, premio per i cortometraggi ambientalisti

Diffondere la cultura ambientalista è senz’altro la missione del San Marino Green Festival. La direzione ha lanciato da quest’anno un contest in tema, il San Marino Green Movie, offrendo agli aspiranti registi il confronto con una giuria di addetti ai lavori: la sammarinese Elena D’Amelio, docente di cinema e media dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, Fabio Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina, Marcella Mitaritonna, regista, Graziano Villa, fotografo, e Blasco Giurato, direttore della fotografia di capolavori quali il Film Premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore.

Il vincitore e le menzioni d’onore, scelti tra i 17 corti finalisti verrà annunciato da Blasco Giurato la sera stessa della premiazione, sabato 26 settembre alle 21, presso la Sala Montelupo di Domagnano a San Marino. Tra i lavori esaminati dalla giuria perfino una intera scuola elementare di Monzone, nella Lunigiana, segno inequivocabile di una sensibilità ambientalista particolarmente sviluppata tra i più giovani.

Oltre alla proiezione dell’opera vincitrice e di quelle menzionate, la serata sarà arricchita dalla visione del documentario di Marcella Mitaritonna, Oltre le nubi, sul disastro ambientale causato dall’Ilva. Anche Fabio Matacchiera parlerà di inquinamento da diossina attraverso alcuni spezzoni del suo lavoro, mentre un confronto ravvicinato con il maestro Giurato è previsto domenica mattina alle 9.15 nella cornice dello splendido Podere Lesignano davanti a caffè e brioche.

San Marino Green Movie Ore 21.00 Sala Montelupo – Domagnano, Repubblica di San Marino – Ingresso libero

L’evento si svolgerà nel rispetto delle norme di prevenzione da Covid19.