Santarcangelo di Romagna. Festival, il programma

Santarcangelo Festival: il programma

La 50esima edizione del Festival farà del suo stesso accadere un’opera d’arte grazie al progetto Transfert per kamera disegnato da Matteo Marelli e Luca Mosso di Filmmaker festival, realizzato in coproduzione con Riccione Teatro – Riccione TTV Festival, che coinvolge i filmmaker Chiara Caterina, Maria Giovanna Cicciari, Riccardo Giacconi, Enrico Maisto invitati a realizzare, nell’arco di una giornata, un documentario/ritratto di una o uno degli artisti del Festival. Da questi incontri emergeranno 5 opere originali, a testimoniare la natura produttiva del Festival, aperto alla sperimentazione di nuove forme artistiche: una prima versione andrà in onda su Rai 3, in una notte speciale di “Fuori orario. Cose (mai) viste” per poi presentarle a Riccione TTV Festival e Filmmaker festival di Milano. Inoltre i curatori del progetto hanno disegnato una programmazione cinematografica per il grande schermo allestito in Piazza Ganganelli dal titolo Sans Soleil – visioni rare e non identificate, ogni sera dalle ore 21.30 a mezzanotte e oltre, a ingresso gratuito (ma con registrazione e biglietto). Si tratta di un articolato palinsesto che include anche le opere dei 5 giovani filmmaker, presenti per incontrare il pubblico, oltre ad altri film di registe e registi del panorama internazionale; chiuderà le nottate di cinema uno speciale cameo a sorpresa, in 4 puntate, in collaborazione con Fuori orario e Rai Teche.

Ad aprire la programmazione cinematografica mercoledì 15 luglio alle ore 21.30 sarà 50 – Santarcangelo Festival di Michele Mellara, Alessandro Rossi (Mammut Film), una composizione di estratti dal documentario in progress per raccontare i 50 anni di Santarcangelo Festival, specchio fedele delle tendenze dell’arte performativa in Italia. Lo stesso video sarà poi proiettato il 16/07 in loop dalle ore 19.00 alle 22.00 presso Il Torrione (via Costantino Ruggeri, davanti al Teatro Il Lavatoio), spazio in cui dal 17 al 19/07 sarà invece trasmesso Romeo calling Giulietta del giovane collettivo Le Notti, spettacolo teatrale concepito per Zoom in collaborazione con alcuni studenti ISIA di Urbino.
A cavallo tra performance e video (e motocross), anche il progetto in prima assoluta Anubi III di Zapruder (18/07 ore 20.30 e 23.00, Area Campana), fruibile in formato drive-in, con il pubblico a bordo di un’auto o una moto: la scena è il set di un film in cui agisce un gruppo di giovani motociclisti, le cui moto, microfonate e amplificate come fossero cantanti, produrranno in coro o in assolo un concerto di motori al minimo e al massimo di giri.

Le performing arts contemporanee hanno nel loro Dna la capacità di leggere il presente e di restituirlo al pubblico nella sua complessità e urgenza. Di stringente attualità e capace di stimolare il complesso dibattito sui razzismi emergenti (o mai sopiti) è Black Dick (17 e 18/07, ore 21.30, Piazzetta Galassi) di e con Alessandro Berti, che ripercorre la storia e l’uso strumentale del corpo degli afroamericani da parte della società bianca, dalle colonie ai trionfi nello sport, dallo schiavismo ai linciaggi, dalla musica alla pornografia. E sul tema del razzismo, chiamando in causa non solo le coscienze ma l’intervento del pubblico, elemento essenziale per lo svolgersi dello spettacolo, la compagnia Fanny & Alexander porta in scena (17 e 18/07, 3 repliche al giorno, Sala Consiliare del Comune) una versione site specific de I sommersi e i salvati, parte del progetto Se questo è Levi (Premio Speciale Ubu 2019) con Andrea Argentieri (Premio Ubu 2019 Miglior attore o performer under 35) nei panni di Primo Levi, di cui assume voce, gestualità, posture, discorsi. Un incontro a tu per tu con lo scrittore e la sua viva testimonianza sui lager. A fare della realtà un’opera d’arte, in video e dal vivo, saranno ZimmerFrei che con il loro Family Affair | Santarcangelo (16 e 17/07, ore 22.00, NELLOSPAZIO) indagano cosa è accaduto in sette famiglie del territorio nel periodo post-lockdown: un progetto di teatro documentario e partecipativo che si interroga sulla famiglia contemporanea, giunto ora alla sua 17ma tappa in quattro anni.
Oltre a Family Affair | Santarcangelo, saranno numerosi i progetti partecipativi che coinvolgono gli abitanti del territorio, con modalità e intensità ogni volta diverse, portando al centro della scena la comunità del Festival. Chiama all’azione spettatrici e spettatori El Conde de Torrefiel, che avrebbe dovuto debuttare al Festival con il progetto cinematografico in anteprima mondiale Mirar (posticipato al 2021) e che ha invece creato per l’occasione Se respira en el jardín como en un
bosque (dal 15 al 19/07, orari vari, Teatro Il Lavatoio, per una persona alla volta), spettacolo realizzato grazie al sostegno di Acción Cultural Española (AC/E): azione site specific in cui ciascuno sarà sia spettatore che interprete della performance. Il collettivo spagnolo ha inviato delle istruzioni per realizzare a distanza un gioco scenico sostenuto da semplici movimenti, invitando a una riflessione sulla comprensione della realtà, sulla capacità di costruirla e sul piacere di osservarla in silenzio.

Anche nel progetto Quattro lezioni sul corpo politico e la cura della distanza, creato ad hoc per il Festival da Virgilio Sieni, esperienza sulle forme della trasmissione, della partecipazione e della visione, il pubblico può scegliere se prendere parte all’azione o osservarla (15, 16 e 17/07, orari vari, su iscrizione alla lezione o con biglietto per assistervi). Virgilio Sieni guiderà quattro lezioni sulla consapevolezza del corpo, rivolte ai cittadini di ogni età, provenienza e abilità, utilizzando altrettante opere pittoriche, in un processo di trasmissione fondato su lentezza e ascolto. Ascolto e lentezza saranno anche cardini del seminario di movimento ritmico (al suono delle campane) Il trattamento delle onde di Claudia Castellucci / Societas, che ha da poco ricevuto il Leone D’Argento alla Biennale Danza: un insegnamento per una nuova disciplina sportiva per bambine e bambini tra gli 8 e i 12 anni, seguìto da un ballo dato pubblicamente (17/07 in orari vari, Orto dei Frati). Dall’incontro e dalla ricerca sulle esperienze e la memoria visiva delle persone è nato ENERGHEIA [unplugged] (15 e 16/07, ore 20.00, NELLOSPAZIO), della coreografa e danzatrice Paola Bianchi, musiche composte ed eseguite dal vivo da Fabrizio Modonese Palumbo, versione site-specific del progetto dedicato all’archivio retinico-mnemonico della comunità in cui la Bianchi ha coinvolto una quarantina di partecipanti. Infine Be Water, My Friends (19/07, ore 20, NELLOSPAZIO) è la presentazione del progetto di Mara Oscar Cassiani, realizzato in una serie di incontri pubblici (in collaborazione con FLUXO): ispirandosi all’immagine del monologo omonimo di Bruce Lee al Pierre Berton Show nel 1971, Mara Oscar Cassiani costruirà un ballo di gruppo, rendendolo un elemento catalizzatore di identità e diversità.
Sulle identità libere da etichette e categorizzazioni, sul superamento degli stereotipi rifletterà in forma di spettacolo, danza, concerto Sorry, But I Feel Slightly Disidentified… (17 e 18/07, ore 20.00, NELLOSPAZIO), assolo-duello interpretato da Cherish Menzo, performer olandese di ascendenza surinamese, ideato e diretto da Benjamin Kahn. In questa pièce, prima parte di una trilogia dedicata ai temi del corpo, Kahn ripercorre i modelli e le rappresentazioni legati al genere, i concetti di esotismo e di erotismo, arrivando a toccare una questione strettamente politica: i confini, reali, sociali ed emozionali.

Identità e genere sono al centro anche di La Mappa del Cuore di Lea Melandri (15 e 16/07, ore 21.30, Piazzetta Galassi) di Ateliersi, con Fiorenza Menni, Andrea Mochi Sismondi e la cantante Francesca Pizzo: un viaggio musicale ed emotivo attraverso la rubrica che negli anni ‘80 Lea Melandri, figura di riferimento del femminismo e del movimento non autoritario, ha tenuto su Ragazza In, settimanale per adolescenti, portando dirompenti stimoli di carattere psicoanalitico, poetico e letterario. Incrocia spettacolo e concerto, raccontando di un corpo in trasformazione Tiresias, creazione di Giorgina Pi, progetto di Bluemotion (17/07 ore 23.30 e 18/07 ore 22.00, NELLOSPAZIO), con Gabriele Portoghese, che segue le orme poetiche e sonore di Hold your own / Resta te stessa di Kate Tempest. La poetessa e rapper londinese osserva Tiresia vagare: ragazzino timido, giovane donna che scopre l’amore e la chiaroveggenza, anziano solitario… Tante vite in una vita, tante e tanti noi in continua metamorfosi, per rimanere ciò che scopriamo di essere. In prima nazionale quotidianacom, alias Roberto Scappin e Paola Vannoni, presentano Tabù (dal 15 al 19/07, orari vari) in cui affrontano i divieti difficili da demolire e si confrontano con il proibito e con la sua funzione sociale. Attraverso il meccanismo dialogico, cifra stilistica della loro ricerca, Scappin e Vannoni scandagliano la morale e ribaltano le nostre prospettive. A chiudere questa serie che mette in discussione il binarismo Motus presenta per la prima volta all’aperto MDLSX (19/07, ore 21.30, NELLOSPAZIO), creato con Silvia Calderoni proprio per il Festival nel 2015 e che qui torna come dono. Un inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria.

Il Festival accoglie poi alcune proposte che, incrociando performance e arti visive, creano esperienze con formati e modelli di relazione inattesi con i performer e con il pubblico. Masque con Luce (15 e 16/07, ore 23.30, NELLOSPAZIO) è una creazione per Tesla Coil e CO2 che mette in comunicazione una danzatrice e due bobine di Tesla, in un duetto a colpi di scariche elettriche. Dal fulmine il corpo trae la propria ispirazione al movimento, che si fa enigmatico, senza inizio né fine. In ControNatura, Giacomo Cossio (16/07, ore 18.30, Sferisterio) crea una folla vegetale pietrificata e monocroma grazie a una speciale pittura ad acqua: più di 100 piante donate da Vivaio Morandi e da Due Riccioli Verdi, oltre che dalla comunità, con il tempo e cura cresceranno e riacquisteranno vita, superando la barriera del colore. Ed ancora la comunità è chiamata a raccogliersi intorno a Fake Uniforms (18/07, ore 19.30 in Piazza Ganganelli e 19/07, ore 19.00, Interno 14, public lecture) di e con Sara Leghissa / Strasse. In questa conferenza pubblica temporanea Leghissa esplora alcune pratiche illegali che consentono di aggirare la legge senza trasgredirla, per agire nello spazio pubblico con forme di complicità e resistenza: il pubblico è invitato a riflettere sul confine fluido di legge e morale, determinato dal contesto, dal periodo storico e dai privilegi di cui si gode. Katia Giuliani con Pratiche di Contatto Amoroso a Distanza (15 e 16/07, orari vari, Interno 14, per una persona alla volta) sperimenterà con il pubblico nuove modalità di relazione e seduzione. Nata in pieno lockdown, grazie a sottili protesi naturali, nella performance l’artista potrà accarezzare, amare o provocare lo spettatore, sempre a un metro di distanza.
Spazio poi alla musica dal vivo con Bisonte (dal 15 al 19/07, dalle ore 21.30, Sferisterio, ingresso gratuito con registrazione), mini festival realizzato in collaborazione con Nicolò Fiori, dedicato alle etichette italiane indipendenti. Il titolo, dall’omonima canzone dei Camillas, è un omaggio a Mirko “Zagor” Bertuccioli, scomparso il 14 aprile 2020 a causa del Coronavirus. Sarà Ruben Camillas, fondatore con Mirko della band pesarese, a inaugurare la rassegna il 15/07 presentando, in dialogo con Massimo Roccaforte, La storia della musica del futuro, libro scritto dai “fratelli” Camillas e pubblicato da People Edizioni. A seguire Pierpaolo Capovilla intervallerà con un reading di poesie il concerto di Plutos, progetto di Dany Greggio, Cesare Malfatti (La Crus) e Andrea “Atto” Alessi. Chiude la serata il dj set di Luca Pasteris. Il 16/07 sale sul palco Houdini Righini con Marco Pandolfini (Monday, TIR) e Naddei (Francobeat, Santo Barbaro); a seguire unoauno, entrambi Ribéss Records. Dj set finale con Matteo Pignataro. Venerdì 17/07 è il turno di Sunday Morning e a seguire Solaris, entrambi di Cesena, entrambi Bronson Recordings. Dj set con LuciferRising. Sabato 18/07 spazio ai So Beast di UR Suoni e Moder rapper di Ravenna (etichetta Gloryhole). Dj set di Sugo Fantastico. Infine domenica 19/07 chiude la programmazione musicale Love Tore Us Apart: la cantante e attrice bolognese Angela Baraldi con Giorgio Canali (ex PFM, CCCP e CIS) e Steve Dal Col reinterpretano i Joy Division a 40 anni dalla scomparsa di Ian Curtis. Dj set di Sissetta Sinclair e Anna la Rossa.

Infine ogni pomeriggio una serie di incontri pubblici approfondiranno alcune tematiche care al Festival, in modalità mista live/digitale, con relatori e spettatori presenti ed altri collegati online. Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta Facebook dalla pagina Santarcangelofestival. Apre il programma Nel Corso del Tempo – Festival in tempi pandemici (15/07, ore 15.00, Sala Consiliare), tavola rotonda dedicata alla situazione del teatro in Italia, con un particolare focus sui festival dedicati al contemporaneo, con Roberta Ferraresi, ricercatrice e critica, Roberto Naccari – Santarcangelo Festival, Dino Sommadossi – Drodesera, Luca Ricci – Kilowatt Festival, Francesca Corona – Short Theatre, Edoardo Donatini – Contemporanea. Gli incontri seguenti si tengono all’aperto, presso Il Cortile di Camilla: iI 16/07 Come stiamo? (dalle ore 16.00), incontro dedicato lavoro artistico, sessismo, vulnerabilità, ecologie politiche, reddito, a cura de Il Campo Innocente; il 17/07 Together Apart (dalle ore 16.00), dialogo con Sodja Lotker, Julian Hetzel, El Conde de Torrefiel e Daniel Blanga Gubbay, coordinato da Chiara Organtini, su come dopo mesi di isolamento e di intimità digitale, possiamo ritrovarci a distanza, ripensare il confine dei corpi; il 18/07 Digitale reale (dalle ore 16.00), confronto su come la creazione artistica possa oggi trovare nuove forme di relazione con i pubblici nello spazio reale e in quello digitale, tra Laura Gemini e Giovanni Boccia Artieri con, da Ginevra, Simon Senn, creatore di Be Arielle F., spettacolo che avrebbe debuttato in prima nazionale a Santarcangelo, e con, da Berlino, Riccardo Benassi, con il book e-launch di Morestalgia (edito da NERO publishing), una collaborazione fra il

Festival e Live Arts Week di Bologna; il 19/07 Transfert Per Kamera – teatro cinema televisione (dalle ore 15.00) in cui interverranno i curatori del progetto omonimo Matteo Marelli e Luca Mosso (Filmmaker festival), Roberto Turigliatto e Fulvio Baglivi (Fuori orario), i registi coinvolti e Enrico Casagrande e Daniela Nicolò (Motus, Direzione Artistica Santarcangelo Festival), Simone Bruscia (Riccione Teatro), Cristina Piccino (Il Manifesto), Luigi De Angelis (Fanny & Alexander), Nadia Ranocchi e David Zamagni (Zapruder), Oliviero Ponte di Pino (Ateatro). L’incontro è realizzato in collaborazione con Filmmaker festival, Rai 3 / Fuori orario, Associazione Culturale Ateatro.
Tutti i numerosi appuntamenti in programma, tra teatro, danza, musica, performance, cinema, radio, incontri si terranno in conformità con le vigenti regole per contrastare la diffusione del Covid-19. Gli spettatori dovranno indossare la mascherina fino al raggiungimento del posto assegnato e rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro in biglietteria e nei punti informativi oltre che durante l’accesso agli spazi di spettacolo. A facilitare le relazioni e i contatti fra spettatori, artisti ed equipe del Festival contribuiranno gli interventi del gruppo Let’s Revolution! di Teatro Patalò con Servizio di pubblico disordine e della non-scuola del Teatro delle Albe. Anche il collettivo Extragarbo, nato allo IUAV di Venezia, con Incursioni Fragorose accompagnerà il pubblico durante l’accesso agli spettacoli, oltre ai quasi 50 volontarie e volontari del territorio che hanno aderito alla chiamata pubblica e verranno formati nei prossimi giorni.
Per offrire maggiori opportunità di fruizione, grazie alla sinergia con il canale Lepida TV della Regione Emilia-Romagna, alcuni spettacoli saranno trasmessi in differita nelle serate dal 15 al 19 luglio sia sul canale 118 della Regione che in streaming su www.emiliaromagnacreativa.it e lepida.tv. Inoltre per tutta la durata del Festival andrà in onda KIN, progetto radiofonico e performativo di Usmaradio / Roberto Paci Dalò (usmaradio.org), che inizierà la settimana precedente al festival con una sessione laboratoriale della Scuola di Radiofonia, per proseguire con 120 ore ininterrotte di trasmissione. Un palinsesto composto da materiali degli artisti presenti, dei cittadini o creati dal gruppo di lavoro, diffuso nello spazio con punti di ascolto, improvvisazioni, elettronica. Parte del programma anche il progetto Visioni #Radiodramma della non-scuola del Teatro delle Albe. Interrotto dall’emergenza covid, il gruppo ha realizzato a distanza un radio racconto tratto da Visioni di Robot di Asimov in 5 episodi – uno per ogni giorno di Festival.
Santarcangelo Festival è realizzato grazie al Comune di Santarcangelo di Romagna e Comuni di Rimini, Longiano, Poggio Torriana, San Mauro Pascoli e sostenuto da Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio della Romagna, Visit Romagna. Il Festival è partner di BE PART e Create to Connect → Create to Impact, progetti sostenuti dal programma Europa Creativa della Commissione Europea. Un ringraziamento particolare va a Gruppo Hera, Gruppo Maggioli, Anthea Futura e Amir OF, main sponsor del Festival.

Biglietteria Biglietti da 3 € a 10 €; riduzioni per under 26.
I biglietti per tutti gli appuntamenti del Festival saranno in vendita da mercoledì 1 luglio sul sito santarcangelofestival.com; la biglietteria di Piazza Ganganelli e l’Info Point apriranno lunedì 13 luglio. Per gli spettacoli ad ingresso gratuito è necessario ritirare comunque un titolo di accesso per l’assegnazione del posto. I dati personali raccolti nei punti di accesso allo spettacolo (nome, cognome, numero di telefono) saranno richiesti e conservati per un periodo di 14 giorni in ottemperanza del Dpcm dell’11 giugno 2020, in materia di contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19. Tali dati non verranno utilizzati per altre finalità nel rispetto del Gdpr.
I biglietti sono in vendita online sul sito www.santarcangelofestival.com e presso la biglietteria in Piazza Ganganelli il 13 e il 14 luglio dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 19.30, dal 15 al 19 luglio fino alle ore 23.00
Contatti: biglietteria@santarcangelofestival.com; tel. 0541/623149, attivo dalle ore 10.00 alle 13.00.




Pesaro. Cultura, “Realismo Visionario” ospiti: Michela Murgia, Massimo Dona (che ricorda Giulio Giorello), Simone Regazzoni, Tommaso Ariemma e Riccardo Dal Ferro

Michela Murgia

 

“Realismo Visionario” come ospiti Michela Murgia, Massimo Dona (che ricorda Giulio Giorello), Simone Regazzoni, Tommaso Ariemma e Riccardo Dal Ferro.

Prende il via, giovedì 2 luglio, il Festival promosso da Popsophia a Pesaro, fino a domenica 5 luglio. Si tratta del primo festival italiano dell’era post-covid con pubblico e ospiti dal vivo, con quattro giornate di eventi, dibattiti, spettacoli, performance e concerti.

Tutti gli appuntamenti sono stati spostati in piazza del Popolo per garantire una maggiore fruizione del pubblico, viste le innumerevoli richieste: molti incontri sono andati sold out in poco tempo. Si potrà seguire comunque l’intero Festival in diretta online iscrivendosi sul sito www.popsophia.com.

Il programma di giovedì 2 luglio si articola con tre ospiti pomeridiani.

Alle 18 partiamo da Il Buco, un film distribuito in Italia da Netflix dal 20 marzo 2020, durante il lockdown. Riccardo dal Ferro, filosofo e divulgatore (conosciutissimo per il suo canale YouTube Rick DuFer) ci racconta di questa favola sulla diseguaglianza: una pellicola che ha sconvolto il pubblico che si trovava in casa durante la quarantena. “Ci sono tre classi di persone: quelli di sopra, quelli di sotto e quelli che cadono”, dicono ne Il Buco.

Alle 18.30 rimaniamo sintonizzati sul piccolo schermo con Watchmen. La serie tv, tratta dal fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons, si apre con un evento storico terribile: la strage di Tulsa, avvenuta nel 1921. Un atto razzista tra i più gravi mai avvenuti negli Usa, che in questi giorni è tornato alle cronache durante le proteste per la morte di George Floyd. Tommaso Ariemma, filosofo e accademico, parte proprio dalla popolare serie tv di Hbo, per raccontarci cosa sta accadendo nel mondo.

Alle 19 è la volta del filosofo Simone Regazzoni. Allievo di Jacques Derrida, direttore della casa editrice Il Melangolo e docente presso la Scuola Holde, Regazzoni risponde ad una domanda: che cosa hanno in comune il mago e il filosofo? Forse, l’arte di creare il mondo e di ragionare sugli scenari del presente, cercando così di predire il domani…

Si fa sera e siamo alle 21.15. Dopo i saluti di inaugurazione, l’apertura sarà dedicata al ricordo Giulio Giorello – un grande amico di Popsophia e uno dei filosofi più significati del mondo contemporaneo che ci ha lasciato pochi giorni fa – con le parole del suo amico e collega Massimo Donà.

Alle 21.45 c’è il primo di quattro Philoshow, gli spettacoli filosofico musicali prodotti da Popsophia. Per l’occasione interviene la scrittrice Michela Murgia sul tema “Le visionarie, storie di donne fuori dal comune”. Gli interventi musicali sono curati dall’ensemble Factory, con la voce recitante Rebecca Liberati.

Ricordiamo nuovamente che la presenza a tutti gli incontri è gratuita, ma per assistere agli appuntamenti sarà obbligatoria la prenotazione online su www.popsophia.com. Chi non riuscirà ad essere presente dal vivo (i posti sono limitati a causa delle norme di distanziamento) potrà seguire la diretta online iscrivendosi sul sito del festival. Il festival ha valore di aggiornamento per gli insegnanti.

Realismo Visionario è organizzato dall’associazione culturale Popsophia con la Regione Marche e il Comune di Pesaro, con il sostegno di Riviera Banca.

Per saperne di più: www.popsophia.com




Cattolica. Turismo, #EnjoyCattolica: weekend da oltre un milione di visualizzazioni giornaliere

 

Turismo, #EnjoyCattolica: weekend da oltre un milione di visualizzazioni giornaliere.

Venticinque tra tiktokers, instagrammers e youtubers hanno trascorso lo scorso fine settimana a Cattolica grazie ad una “Social Reunion”. Gli “idol teen” hanno raccontato la vacanza in città con i loro video ed il proprio “linguaggio” raggiungendo milioni di followers. Nuove forme di promozione della destinazione turistica.

Ad accompagnare i giovani influencers in questa vacanza è stato Andrea Prada, direttore artistico e conduttore dell’evento, per loro una sorta di “fratello maggiore”. Il programma del weekend si è snodato tra l’Hotel Carducci che li ha ospitati, party in piscina, la cena in spiaggia presso il Malindi Beach Café, la visita all’Aquario ed una escursione in barca. Spazio anche ad una serata di gala sabato sera in Piazza della Libertà a San Marino, promossa da Marlù Gioielli che è partner di tutta l’iniziativa. Ottima sintonia con i rappresentanti del Titano, tra questi il segretario di Stato per il Turismo, Federico Pedini Amati, con cui gli amministratori si sono soffermati a discutere di promozione del territorio.

E le azioni di marketing turistico digitale continueranno nei prossimi giorni. Domenica 12 luglio, alle 13.50, andrà in onda su Rete4 la puntata di “Donnavventura” dopo le recenti riprese della troupe ospitata in città nei giorni scorsi. Già annunciato anche il prossimo appuntamento che si svilupperà su quattro date, 18 e 19 luglio e 7 ed 8 agosto, sotto il nome di “Events”. Spazio ancora alle web star più in voga, attesi per questa occasione i live show con Marta Losito, Dinsieme, Random, Sespo e Rosalba. Il 9 agosto annunciato un concerto musicale in piazza I° Maggio con un big della musica italiana che verrà reso noto a breve.

I 25 talent della Social Reunion appena conclusasi:

Serena Puppo, Noemi Mortella, Matteo Borroni, Anna Ciati, Riccardo Aldighieri, Alessia Lanza, Susanna Bonetto, Grealisisters, Asia Bertoncelli, Eleonora Testagrossa, Ayo, Giorgio Savo, Mirko Magliocco, Sofia Chawki, Vincenzo Tedesco, Thomas Camorani, Martina Rinaldi, Alice De Bortoli, Giulia Zoccali, Luca Cobelli, Rebecca Gradoni, Alessandro Amendola, Martina Brondin, Hey.Sober.

“.


Dott. Antonio Domenico Bonaccorso
Giornalista pubblicista – n. tess. 150993
Addetto Stampa Comune di Cattolica (Rn)
Piazza Roosevelt, 5, 47841

Tel. 0541966521
mob. 393.3687036

mail: bonaccorsoantonio@cattolica.net
pec: bonaccorso@pecgiornalisti.it




Lotta alla povertà: il coronavirus cambia lo scenario

 

Tratto da lavoce.info

di Massimo Baldini, professore associato di Scienza delle Finanze presso Economia di Modena

e Cristiano Gori, professore ordinario di politica sociale nel Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento

 

Lo scarso interesse suscitato dalla pubblicazione dei dati annuali sulla povertà in Italia è eloquente. Evidenzia la necessità di una valutazione delle politiche di contrasto al fenomeno. E rimarca l’esigenza di modificare le risposte nel dopo-pandemia.

La povertà prima del Covid-19

Nel 2019 l’incidenza della povertà assoluta – cioè la percentuale delle famiglie colpite – si è ridotta rispetto all’anno precedente, passando da 7 a 6,4 per cento (da 1,82 a 1,67 milioni di nuclei); misurata in termini d’individui, l’incidenza è scesa dall’8,4 al 7,7 per cento (da 5 a 4,59 milioni di persone). Si tratta di un risultato di rilievo, basti pensare che è solo la seconda volta dal 2005 – cioè da quanto esiste una misurazione Istat sulla povertà assoluta – che si registra un segno meno. Nel 2019 l’incidenza diminuisce al Centro e soprattutto nel Meridione, mentre rimane stabile nel Settentrione.

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L’altro aspetto positivo consiste della diminuzione dell’incidenza tra le fasce di età più giovani, cioè quelle che avevano subito il maggior incremento negli anni precedenti. Rimane invece costante tra gli anziani, a un livello assai inferiore alla media.

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Abbiamo le politiche contro la povertà, ma non quelle per valutarle

Nel 2019 è entrato in vigore il reddito di cittadinanza (Rdc), con un notevole aumento dei finanziamenti per il contrasto della povertà (portandoli a circa mezzo punto di Pil). Giusto interrogarsi, quindi, sul suo impatto sulle condizioni delle famiglie: i dati Istat, però non forniscono risposte in merito poiché la loro funzione consiste esclusivamente nel descrivere il fenomeno e la sua evoluzione nel tempo, non nel valutare le politiche. Non a caso, in precedenza – quando l’attenzione dei più era concentrata sul trend della povertà – la pubblicazione dei dati aveva sempre suscitato grande interesse, mentre stavolta non è stato così: la domanda prevalente sull’ultimo anno è: “qual è stato l’effetto del Rdc?”.

Il problema è che una risposta non l’ha nessuno e neppure, a nostra conoscenza, qualcuno sta lavorando per ottenerla. Non esistono, infatti, valutazioni del reddito di cittadinanza e non si ha notizia di una loro preparazione. Peraltro, le ampie banche dati a disposizione dell’Inps sugli utenti del Rdc contengono una miniera d’informazioni potenzialmente molto utili a tal fine.

Sono dunque due i temi per il governo. Il primo riguarda la necessità di promuovere attività di valutazione delle politiche contro la povertà e il secondo consiste nell’esigenza di rendere utilizzabili da ricercatori indipendenti i propri dati. La questione di fondo, però, è più ampia: negli ultimi anni l’Italia – con il Rei (reddito di inclusione) prima e il Rdc dopo – si è dotata di politiche contro la povertà, ma ora dovrebbe dotarsi anche di politiche per la loro valutazione. Altrimenti, il nostro sguardo sulle misure non sarà mai a fuoco.

Come si trasforma la povertà dopo il lockdown?

Un altro motivo dello scarso interesse suscitato dai dati Istat è che sono stati percepiti come già “vecchi”, in quanto riferiti alla situazione precedente alla pandemia. Diverse elaborazioni recenti, tuttavia, consentono alcune ipotesi su quanto avviene oggi. Le informazioni disponibili convergono nell’indicare che i lavoratori coinvolti nei settori in maggiore difficoltà appartengono alle fasce più deboli di occupazione, con accentuata presenza di lavoro a tempo determinato e part-time, carriere frammentate e giovani. Si tratta di analisi confermate dalla Banca d’Italia, secondo cui “nel medio termine esiste il pericolo che l’emergenza Covid-19 si ripercuota con particolare forza sulle classi sociali più deboli per la maggiore presenza di lavoratori a basso reddito nei settori più colpiti”. Inoltre, il tradizionale ruolo protettivo esercitato in Italia dal risparmio è complessivamente diminuito rispetto al passato e, soprattutto, le parti più fragili della popolazione ne hanno assai poco.

Tutti questi fattori inducono a ipotizzare che il rischio di povertà sia in notevole aumento negli ultimi mesi e che coinvolga fasce sociali già in forte difficoltà: giovani, lavori precari e a tempo determinato, mentre più protetti dovrebbero essere, come nella precedente crisi del 2008-2013, i dipendenti pubblici e gli anziani.

Verso la “fase 2” delle politiche di contrasto

Per rispondere all’insorgere della pandemia, nel “decreto Rilancio” è stata introdotta una misura temporanea, il reddito di emergenza (Rem), tesa a non lasciare priva di un sostegno nessuna persona in grave difficoltà economica. Seppure il suo disegno presenti varie criticità, promuoverla è stata l’unica scelta possibile per ottenere risultati tangibili a favore degli esclusi dalle altre prestazioni. Da una parte, infatti, il Rem è stato proposto successivamente al “decreto cura Italia”, che aveva già impostato le misure in termini di categorie (ammortizzatori sociali per i dipendenti e bonus per gli autonomi). A quel punto, se si voleva ottenere un risultato concreto bisognava agire all’interno di questo scenario, “tappando i buchi” tra le diverse prestazioni dove necessario. Dall’altra, non era possibile proporre la riforma strutturale del reddito di cittadinanza. Infatti, il “decreto Rilancio” prevedeva esclusivamente provvedimenti di protezione del reddito temporanei e pensati per le specificità del periodo iniziale post-Covid-19.

Se l’introduzione del Rem ha rappresentato la fase uno delle politiche di contrasto della povertà dopo l’insorgere della pandemia, l’obiettivo della “fase 2” consiste nella revisione del reddito di cittadinanza. La sfida si pone con chiarezza: non solo bisognerà provvedere a cambiarlo, ma sarà cruciale capire come modificarlo così da rispondere nella maniera più adeguata al mutato contesto socio-economico. In questa prospettiva, anche un’analisi del funzionamento del Rem sarà senz’altro utile.