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Emilia Romagna. Coronavirus, nessun positivo (2.164 il totale) e nessun decesso

Aggiornamento del 9 giugno 2020
Coronavirus, nessun positivo (2.164 il totale) e nessun decesso

18 nuovi positivi, di cui 13 asintomatici individuati grazie agli screening regionali. Le persone guarite salgono a 21.605 (+138), oltre il 77% dei contagiati dall’inizio dell’epidemia. L’88% dei malati (scesi sotto i 2mila, 113 in meno di ieri) sono casi lievi in isolamento domiciliare
Effettuati 6.523 tamponi, per un totale di 367.485, e altri 2.146 test sierologici. I malati calano ancora: -126. I ricoverati nei reparti Covid scendono a 226 (-13), 31 quelli in terapia intensiva (lo stesso dato di ieri). Sei nuovi decessi, nessuno nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e in Romagna.
REGIONE: POSITIVI
I casi di positività in Romagna sono 4.921 (+4),
di cui 1.031 a Ravenna (+1),
945 a Forlì (nessun nuovo caso),
781 a Cesena (nessun nuovo caso)
e 2.164 a Rimini (+3). /PF
4.507 a Piacenza (+1),
3.572 a Parma (+5),
4.965 a Reggio Emilia (+3),
3.927 a Modena (nessun nuovo caso),
4.655 a Bologna (+3);
399 a Imola (+1);
1.000 a Ferrara (+1).
REGIONE: DECESSI
6 nuovi decessi: due uomini e quattro donne.
Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a 4.185.
Per quanto riguarda la provincia di residenza:
1 decesso si è avuto in quella di Piacenza,
4 in quella di Bologna (nessuno nell’Imolese),
1 in quella di Ferrara.
Nessun decesso nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, e da fuori regione.



Pesaro. Ricci: “Città a misura di turisti con spazi sicuri”

Il sindaco Matteo Ricci: “Città a misura di turisti con spazi sicuri”

Dalla bicipolitana al parco San Bartolo, passando per le spiagge e Villa Caprile. Icone pesaresi «incorniciate» nella nuova campagna lanciata dal Comune ‘Pesaro, i tuoi spazi’, modellata per la fase 3. Spiega Matteo Ricci: «Senza dubbio ci aspetta un’estate particolare. Ma vogliamo dimostrare da subito che la città è pronta ad accogliere i turisti che vorranno venire. Senza discriminazioni». Così il sindaco insiste sul concetto di spazio, che «quest’anno  acquisisce un valore enorme. Vogliamo comunicare una visione integrativa della città. Pesaro è bellezza, cultura e mare. Ma anche un luogo di grandi spazi. La campagna è stata condivisa con gli albergatori: lanciamo un messaggio per valorizzare aspetti che in passato, magari, abbiamo considerato secondari nella nostra identità territoriale. Ma che oggi diventano centrali». Come «i due chilometri e 800 metri di spiaggia libera. A maggior ragione con i servizi di base in procinto di essere predisposti nelle piazzole già cementate». O il San Bartolo, «che avrà anche la Panoramica chiusa al traffico la domenica mattina». L’elenco include i «cento parchi pubblici, con un grande patrimonio di verde attrezzato. Le piazze e le aree pedonali, rafforzate dalle due ‘isole’ di viale Trieste che nasceranno nei prossimi giorni. Ma anche ville storiche, castelli e borghi. Tasselli che si uniscono al tema del tramonto, alla mobilità sostenibile, ai 90 chilometri di piste ciclabili».

Insomma: «‘Vieni a Pesaro e troverai i tuoi spazi’». Un claim che viaggerà via web e social: «Mentre la Regione lavora sulla promozione generale del territorio – osserva il sindaco – la città fa marketing territoriale. Da oggi ci metteremo alla ricerca di testimonial. Pesaresi conosciuti che vogliono aiutarci». L’obiettivo è «recuperare il più possibile nei mesi di luglio, agosto e settembre. Specie con il turismo italiano. Tutti gli eventi che consentono di mettere a sedere le persone, con la possibilità di prenotare i posti, sono stati confermati. Vedi Popsophia, Mostra del Cinema, Rof. Faremo sicuramente anche la serata delle candele. Se si può andare in spiaggia con il distanziamento, si può fare anche la cena nella notte di San Lorenzo a distanza di sicurezza, essendo distribuita su tutta la battigia. Le iniziative che prevedono concentrazione di persone in un unico posto, invece, al momento non si possono organizzare», evidenzia Ricci. La campagna prevede un filmato generale narrato e dieci pillole brevi, presentate dal coordinatore eventi e social Massimiliano Santini. Aggiunge il vicesindaco Daniele Vimini: «Abbiamo interpretato un messaggio che viene dalle richieste turistiche. Da parte di famiglie e gruppi c’è la volontà di potersi ritagliare i propri spazi. Pesaro non è un piccolo borgo, ma neanche una metropoli confusionaria. Quest’anno spingeremo su questi concetti piuttosto che sulla vivacità. Le possibilità e le opportunità non mancano». Sindaco e vicesindaco trovano riscontro dai numeri: 738 ettari di parchi attrezzati; 52800 metri quadrati di piazze e aree pedonali; 1584 ettari del Parco San Bartolo; 90 chilometri di piste ciclabili, 2870 metri lineari di spiagge libere, 1710 metri lineari di spiagge in appalto (per una superficie di 110500 metri quadrati). Oltre alle ville e ai palazzi storici (Palazzo Ducale, Palazzo Mazzolari Mosca, Palazzo Toschi Mosca, Palazzo Gradari e la berlina Mosca, Palazzo Montani Antaldi, Palazzo Olivieri, Palazzo Ciacchi, Rocca Costanza, Villa Caprile, Villa Imperiale, Villa Miralfiore, Villa Molaroni, Villino Ruggeri) e ai castelli e borghi del territorio (tra cui Fiorenzuola di Focara, Candelara, Ginestreto, Novilara, Monteciccardo).



La scalata a Mediobanca che però punta alle Generali

di Salvatore Bragantini, amministratore indipendente di Sea
Socio al 10 per cento, Leonardo del Vecchio vuole raddoppiare la quota in Mediobanca. Che non è più il “salotto della finanza” ma ha il 13 per cento di Generali. Il mercato, tuttavia, non capisce la strategia dell’operazione.
Leonardo Del Vecchio è un grande imprenditore italiano che, venuto dall’istituto milanese dei Martinitt ha creato dal nulla Luxottica, regina mondiale delle montature per occhiali; ciò in decenni di lavoro nella povera e remota Àgordo, ora attraente cittadina del Bellunese. L’ha poi portata a fondersi con la francese Essilor, leader nelle lenti. La sua quota nella società fusa (Essilux), ancora per poco imbrigliata negli accordi di fusione, supera il 30 per cento; presto diventerà di controllo.
Vecchia ruggine ancora evidente
A 85 anni non si riposa; oltre ad Essilux, Del Vecchio ha diverse partecipazioni, incluse quote rilevanti in Unicredit e Assicurazioni Generali. Ha quasi il 10 per cento di Mediobanca, ove è primo azionista; nonostante le minusvalenze (centinaia di milioni) già subite, imperterrito mira al 20 per cento, per cui serve l’autorizzazione della Banca centrale europea (Bce).
Nel 2018 Del Vecchio voleva rilevare l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e il suo Centro cardiologico Monzino; nato sotto l’egida di Enrico Cuccia, Ieo ha sede legale presso Mediobanca che ne governa la strategia. La richiesta, che includeva una donazione di 500 milioni, fu respinta da Mediobanca e alleati, forse incerti sui disegni di chi aveva già rilevato i terreni necessari alla sua espansione. Una sberla difficile da mandar giù per chiunque, figurarsi per Del Vecchio.
Egli si dice investitore finanziario, ma vuol mutare rotta a Mediobanca come fosse un attivista e tace sulle proprie mete. Il lettore si chiederà quale sia la strategia, ma il mercato non lo sa. I regolatori – con cui i primi contatti non sarebbero filati lisci – chiederanno che obiettivi abbia e con che mezzi e persone intenda perseguirli. Mediobanca non tiene più le chiavi dell’economia italiana. Oggi è banca d’investimento e agisce sui mercati dei capitali, ma margini e valori vengono soprattutto dal 13 per cento in Assicurazioni Generali (controllata di fatto) e da Chebanca! e Compass, operanti in tandem; la raccolta della prima finanzia il redditizio credito al consumo della seconda.
Le occasioni perdute dalle Generali
Come rileva Alessandro Penati su Repubblica, Mediobanca è un conglomerato privo della taglia per eccellere in un settore. Del Vecchio, che forse concorda, pare voler controllare Generali passando da Mediobanca, spendendo meno, mediando i valori di carico, forse rivalutando per via anche la quota attuale. In Generali la banca regna affiancata da alcuni soci “pesanti”, fra cui Del Vecchio, che ne ha riuniti altri; spesso han pagato le azioni il doppio del corso attuale. La compagnia ha perso occasioni di crescita per evitare aumenti di capitale che avrebbero costretto Mediobanca a chieder denari ai soci, o diluito la sua quota. Cosa egli voglia fare, nella compagnia o nella banca, non si sa: un aumento di capitale della seconda per crescere magari in nuovi settori, finanziare una grande operazione nella prima o cosa?
Lo statuto della banca premia gli amministratori di provenienza interna; devono essere almeno tre, a uno dei quali va il ruolo di amministratore delegato. Del Vecchio vuol cambiarlo e potrebbe trovare ascolto in Bce, ove il governo societario è tema sensibile; vedremo se autorizzerà l’aumento della quota e a quali condizioni.
Come la Bce valuterà Del Vecchio
Conterà la storia imprenditoriale dell’uomo, straordinaria ma anche tale da suscitare dubbi; ha affidato a lungo Luxottica ad Andrea Guerra, poi l’ha spinto fuori. Àgordo ha poi visto in pochi mesi una girandola di amministratori delegati, finita con la nomina di un amico e uomo di fiducia di Del Vecchio, Francesco Milleri, prima consulente informatico, oggi candidato al vertice di Essilux.
Del Vecchio non è tipo da viaggiar seduto dietro, vuole che le mani sul volante siano sue o di persone di sua piena fiducia, oggi di Milleri cui, dicono i soci francesi di Essilux, manca l’esperienza per gestire un colosso mondiale; non è un bel biglietto da visita per la Bce, che al vertice di una banca non vorrà imprenditori invasivi nella gestione, o loro controfigure.
La non verde età di Del Vecchio induce a chiedersi a chi affiderà, a tempo debito, il controllo dell’impero; tanto più che di famiglie ne ha più d’una. Pensiamo a Essilux, ma qui soprattutto a Mediobanca e Generali. Per i regolatori è ben più d’una curiosità; probabilmente condiranno l’eventuale autorizzazione con vincoli per evitare che il detentore del 20 per cento di Mediobanca se ne avvalga per intromettersi in scelte gestionali, anche in Generali.
Ma non è chiaro lo scopo dell’operazione
Cosa spinga Del Vecchio su tale impervia strada non è chiaro: non bastano le ruggini con Mediobanca o la voglia di fare di chi ha arricchito non solo se stesso ma anche la comunità in cui è cresciuto; avranno contato anche i consigli di Milleri, la cui influenza su di lui è crescente. In tal caso la domanda andrebbe rivolta a lui.
Tralasciamo il tema della “italianità” di Mediobanca e Generali. In tempi di Golden Power governativo esteso quasi a 360 gradi, sarebbe paradossale veder duellare sul tema i due veri contendenti: Del Vecchio residente a Montecarlo e l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, che ha famiglia a Londra.



Riccione. Imola, Pd: “Intrattenimento e musica dal vivo, proposte di aiuti…”

 

Simone Imola, Pd: “Intrattenimento e musica dal vivo, proposte di aiuti…”

Lettera aperta all’assessore al bilancio della Regione Emilia-Romagna Paolo Calvano.

All’attenzione: -del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini -del presidente dell’assemblea legislativa Emma Petitti -del consigliere Nadia Rossi

“La crisi produrrà i propri effetti non soltanto sul settore ricettivo ma anche su quello extra-alberghiero: commercio, pubblici esercizi e mondo del divertimento risentiranno ovviamente della diminuzione del numero dei turisti, della riduzione della capacità di spesa degli stessi e della riduzione della capacità delle proprie attività in ragione del distanziamento sociale.
Nonostante ciò, tutti gli operatori economici si stanno attrezzando per accogliere al meglio gli ospiti che arriveranno e, come sempre, farli divertire e far vivere loro la vacanza vera e propria come è sempre stato.
Uno dei tanti prodotti offerti dai nostri operatori, in particolare da pub e bar (ma anche dagli Hotel), è quello di organizzare in alcune serate degli spettacoli di musica dal vivo coinvolgendo il più delle volte band o singoli musicisti/artisti locali. E’ evidente che per rientrare del costo della serata occorre contare su una base ampia di fruitori del locale, cosa che probabilmente la prossima estate non avverrà. Vi è così il sentore che i gestori di pubblici esercizi limiteranno al massimo le serate di musica live, che davano anche opportunità professionali a molti giovani musicisti.
Per ovviare a quella che potrebbe configurarsi come una situazione di criticità, si potrebbe pensare ad una proposta di supporto economico al settore, configurata come segue.
Attraverso la creazione di un fondo regionale si potrebbero finanziare, a titolo di rimborso ai gestori dei locali che organizzano serate di musica live, il 50% delle spese sostenute per il pagamento dei gruppi, fissando ad esempio un tetto massimo alla quota rimborsabile e il numero di richieste di rimborso effettuabili in un periodo di tempo da stabilirsi; ad esempio non oltre 250 euro di rimborso ad evento fino al massimo di 4 eventi dal 1 Luglio al 30 Settembre per ogni gestore di pubblico esercizio o struttura ricettiva, dietro presentazione di documentazione che attesti l’avvenuta organizzazione dello spettacolo dal vivo (modulistica SIAE).
In tal modo si incentiverebbero gli operatori a continuare ad organizzare serate di intrattenimento, offrendo un prodotto ai fruitori delle attività e dando la possibilità ai singoli musicisti o gruppi live di lavorare e far fronte a quella che diversamente potrebbe rivelarsi una stagione molto difficile per tutto il settore, disincentivando anche il pagamento in nero dei compensi agli artisti.

Imola Simone, consigliere comunale Partito Democratico

Riccione Torcolacci Enea, membro della segreteria provinciale del Partito Democratico di Rimini




Riccione. Spiagge libere pronte: no alle prenotazioni, sì alla sicurezza. Tutto pronto con 12 metri quadrati a testa

 

Spiagge libere pronte: no alle prenotazioni, sì alla sicurezza
Ermeti: “Geat sta sistemando i segnaposto in legno
che delimitano un’area di 12 metri quadrati”

Chi vuole utilizzare le 17 spiagge libere, nelle 10 più grandi, troveranno una passerella larga 3 metri che li
condurrà verso i posti contrassegnati con paletti e corde larghi 12 metri
quadrati. Come da protocolli sanitari in ogni spazio vi potranno prendere
posto due persone, con ombrellone e teli, oppure un unico nucleo familiare
composto anche da più di due membri. Sempre all’ingresso, i visitatori
troveranno i cartelli di pubblica utilità, in lingua italiana e inglese, che
spiegheranno in maniera divertente e intuitiva, le regole sanitarie da
rispettare. Non ci sarà la necessità di prenotare né vi saranno agli
ingressi sbarramenti. Ovviamente sarà possibile prendere posto nelle
spiagge libere fino ad esaurimento posti. Ad esempio la spiaggia libera di
piazzale Roma avrà fino a 160 postazioni. Restano da rispettare le regole del
distanziamento sociale, della mascherina ove non è possibile mantenere la
distanza di almeno un metro e il divieto di assembramento. E’ importante
ricordare che in tutte le spiagge libere di Riccione dal 13 giugno sarà attivato
il servizio di salvamento. Nei weekend di maggiore afflusso turistico vi sarà
un presidio del nucleo anticontraffazione della polizia locale, e per i mesi
“caldi” l’amministrazione sta elaborando un protocollo con Croce Rossa e
Croce Blu per un presidio di volontari che informino i turisti e li indirizzino
verso le giuste postazioni.
“I lavori di sistemazione della spiaggia libera procedono velocemente – ha
detto l’assessore ai Lavori Pubblici, Lea Ermeti -. Già da giorni sono stati
posizionati i cartelli che indicano come comportarsi se si usufruisce delle
spiagge libere di Riccione. La Geat sta terminando e per il fine settimana
sarà tutto pronto, la sistemazione dei segnaposti di legno con cordelle che
delimitano i 12 metri quadrati e i cartelli di pubblica utilità elaborati e
presentati dall’Ufficio del Turismo”.




Provincia di Rimini. Coronavirus, 1 positivo nel Riminese (2.161 il totale). Decessi: 0

Aggiornamento dell’8 giugno 2020

Coronavirus, 1 positivo nel Riminese (2.161 il totale). Decessi: 0

20 nuovi positivi, di cui 15 asintomatici individuati grazie agli screening regionali. I guariti a quota 21.467 (+62), oltre il 76% dei contagiati dall’inizio dell’epidemia. Oltre l’88% dei malati (poco più di 2mila) sono casi lievi, in isolamento a domicilio. On line il consueto Report di approfondimento
Effettuati 5.010 tamponi, per un totale di 360.962, e oltre 3mila test sierologici. I malati calano ancora: -46. I ricoverati nei reparti Covid scendono a 239 (-6), 31 in terapia intensiva (-1). Quattro nuovi decessi, nessuno nelle province di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna e Rimini. Da sabato 30 maggio quasi 7 milioni di mascherine dal Dipartimento di protezione civile.
REGIONE: POSITIVI
Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi
I casi di positività in Romagna sono 4917 (+4),
di cui 1.030 a Ravenna (+2),
945 a Forlì (+1),
781 a Cesena (dato invariato)
e 2.161 a Rimini (+1).
4.506 a Piacenza (+3),
3.567 a Parma (+7),
4.962 a Reggio Emilia (+3),
3.927 a Modena (dato invariato),
4.652 a Bologna (+3);
398 a Imola (dato invariato);
999 a Ferrara (dato invariato).
REGIONE: DECESSI
4 nuovi decessi: due uomini e due donne.
Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a 4.179.
Per quanto riguarda la provincia di residenza:
2 decessi si sono avuti nella provincia di Parma,
1 in quella di Bologna (nessuno nell’Imolese),
1 in quella di Forlì-Cesena (nel Cesenate).
Nessun decesso nelle province di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini e da fuori regione.
Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.928 casi di positività, 20 in più rispetto a ieri, di cui 15 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale.
I tamponi effettuati sono 5.010, che raggiungono così complessivamente quota 360.962, più 3.001 test sierologici.
Le nuove guarigioni sono 62, per un totale di 21.467: oltre il 76% sul totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 2.282 (-46 rispetto a ieri).
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione. ll consueto Report che con l’ausilio di infografiche approfondisce l’analisi del contagio è consultabile al link: https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus/infografiche/infografiche_8_giugno/
Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 2.012 (l’88% di quelle malate), -39 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 31 (-1). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid, scesi a 239 (-6). Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 21.467 (+62): 554 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 20.913 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Donazioni
I versamenti vanno effettuati sul seguente Iban: IT69G0200802435000104428964
Causale – Insieme si può Emilia-Romagna contro il Coronavirus



Gradara. Confcommercio: “Rocca chiusa il pomeriggio, grossolano errore”

Gradara (Pesaro), il castello di Paolo e Francesca

Gradara (Pesaro), il castello di Paolo e Francesca

La lettera
Confcommercio: “Rocca chiusa il pomeriggio, grossolano errore”
Sul sito istituzionale della Rocca di Gradara si legge: “Riapertura del Museo. La Rocca di Gradara è aperta dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 14.00 (chiusura biglietteria ore 13.15)”.
E sono giustamente già arrivate le proteste di albergatori e ristoratori agli Uffici di Confcommercio.
E il direttore generale di Confcommercio Amerigo Varotti ha preso carta e penna e scritto al Ministero dei Beni Culturali e Turismo:
«E’ uno scandalo. Già il ristretto contingentamento degli ingressi (5 per volta come a Urbino) è troppo esagerato per l’ampiezza degli spazi della Fortezza e lesivo degli interessi del turismo organizzato, ma l’apertura solo al mattino è un insulto al turismo. I turisti in maniera particolare nei weekend e nel periodo estivo visitano i Musei nel pomeriggio e Gradara sta chiusa!! Credo che l’apertura solo al mattino sia una esclusiva della Rocca di Gradara in tutta Italia. Ed è un fatto gravissimo che lede le potenzialità di sviluppo economico e turistico non solo della città di Gradara ma di tutto il comprensorio nel quale Gradara e la sua Rocca hanno un ruolo attrattivo e insostituibile. La chiusura pomeridiana impoverisce il territorio e le imprese. L’attuale gestione della Rocca si pone al di fuori di ogni sana strategia di sviluppo territoriale: non si considerano gli interessi della comunità, dei cittadini e delle imprese e si limitano gravemente le stesse indicazioni del Ministero dei Beni Culturali in merito alla valorizzazione ed alla fruibilità dei beni culturali. Confidiamo pertanto che il Ministero modifichi questa impostazione “privatistica” di gestione di un patrimonio collettivo e che – come più volte abbiamo evidenziato – la gestione della Rocca possa essere assegnata all’Amministrazione Comunale».



Pesaro Urbino. Confcommercio presenta il libro “Raffaello e luce sia” per il 500° anniversario della morte

 

Confcommercio presenta il libro “Raffaello e luce sia sui fondali ritrovati nelle terre d’Urbino”. In occasione del 500° anniversario della morte di Raffaello. A cura di Rosetta Borchia e Olivia Nesci “Cacciatrici di Paesaggi” viene presentato  sabato 20 giugno alle ore 11  presso il Municipio di Urbino – Sala ex Consiglio (Via Puccinotti, 3).

Le “cacciatrici di paesaggi” nella presentazione scrivono che il libro è «il risultato di una nuova ricerca che ha ridato luce a ben quindici fondali delle sue più famose opere pittoriche», «il testo ripercorre i luoghi del territorio di Urbino dove Raffaello è nato e vissuto fino a 11 anni sotto lo sguardo paterno di Giovanni  Santi».
Il libro ha la prefazione di Carlo Sangalli, Presidente nazionale di Confcommercio ed i commenti del Sindaco, dell’Assessore al Turismo di Urbino e del Direttore Generale di Confcommercio Marche Nord, Amerigo Varotti.

La Confcommercio di Pesaro e Urbino/Marche Nord aveva definito un programma di iniziative, denominato “Urbino Raffaello 2020”, per celebrare i 500 anni dalla morte di Raffaello (6 aprile 1520).
Da un lato aveva definito un piano di promozione in Italia e all’estero all’insegna dell’Itinerario della Bellezza che, quest’anno, vede Urbino protagonista e visite di circoli culturali e anziani; dall’altra con la pubblicazione di un libro dedicato a Raffaello la cui presentazione doveva avvenire a Urbino a marzo e poi a Roma, Torino (Fiera del libro) ed altre città.
Purtroppo l’epidemia da COVID-19 ha fatto modificare e, in parte, annullare programmi (anche se l’Itinerario della Bellezza è stato presentato a Milano, Mulhouse, Verona e Monaco).
Ma ora… si riparte.