Pesaro. Il sindaco Ricci: “Mascherina obbligatoria per le zone della movida…”

Il sindaco Matteo Ricci

 

Il sindaco Ricci: “Mascherina obbligatoria per le zone della movida nel lungo fine settimana…”

Ordinanza in vigore dal 29 maggio a martedì 2 giugno, dopo le ore 18 per lato nord viale Trieste (dalla Palla al porto), Baia Flaminia (Campo di Marte e piazza Europa), Sottomonte (ciclabile), largo Aldo Moro, via Cavour e via Cecchi
Ricci: «Mascherina obbligatoria nelle zone della movida per il ‘weekend lungo’ è modo per responsabilizzare tutti»




Riccione. Aiuti affitti universitari, la Regione accoglie il suggerimento del riccionese Imola

L’intervento
Ci siamo!
La Regione Emilia-Romagna ha ufficialmente accolto la mia proposta in materia di affitti universitari.
Una ulteriore dimostrazione di quanto, nel nostro piccolo, possiamo fare grandi cose.
Una ulteriore dimostrazione del valore di questa giunta presieduta da Stefano Bonaccini
Ripartiamo dai giovani e valorizziamo la formazione delle nuove generazioni al fine di promuovere lo sviluppo della società
Un doveroso ringraziamento all’assessore Paolo Calvano alla presidente dell’assemblea Emma Petitti ed alla consigliera Nadia Rossi per avermi supportato e per il loro prezioso lavoro!
Lettera aperta a Paolo Calvano, Assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna
Caro assessore,
l’Emilia-Romagna è sede di numerose e prestigiose Università dislocate su tutto il territorio. Sono circa 140mila gli iscritti agli atenei emiliano-romagnoli, di cui oltre il 60% al polo principale, quello dell’Alma Mater di Bologna.
Tantissimi sono gli studenti che da fuori sede (sia da fuori Regione che da città all’interno della regione stessa ma lontane dal capoluogo) affittano annualmente appartamenti per poter comodamente frequentare la facoltà alla quale si sono iscritti.
Con l’arrivo dell’emergenza Covid-19 le lezioni sono state sospese e probabilmente fino all’inizio del prossimo anno accademico non si tornerà fisicamente nelle aule; questa è la previsione più ottimistica in quanto nemmeno il ritorno ad Ottobre è scontato; anzi, in molti casi è già stato decretato che lo svolgimento delle lezioni da Ottobre a Febbraio avverrà per via telematica.
La maggior parte degli studenti, appena decretato il “lockdown”, sono rientrati nelle loro Città di origine con l’aggravio di dover continuare a pagare un affitto per immobili non usufruiti. Tutti sappiamo quanto questa voce pesi nei bilanci di famiglie che fanno tantissimi sacrifici per permettere ai propri ragazzi di frequentare l’Università.
So bene che non è cosa semplice intervenire su contratti di locazione in corso regolarmente sottoscritti, ma dell’emergenza sanitaria va tenuto conto anche in questo contesto.
Mi sento di avanzare una triplice proposta.
In primis, se vi fossero le condizioni economiche, si potrebbe pensare di istituire un fondo regionale per rimborsare una quota una tantum (ad esempio una mensilità) agli studenti iscritti, che non hanno usufruito degli immobili.
In alternativa, per quegli studenti che dimostrano di avere un contratto di locazione in corso nel periodo dell’emergenza sanitaria, si potrebbe pensare di compensare anche solo una parte di tale somma attraverso bonus sui trasporti pubblici.
Infine, in sede di Conferenza Stato-Regioni presieduta dal Presidente Stefano Bonaccini, si potrebbe sollecitare il Governo per un intervento normativo emergenziale sui contratti di locazione per gli studenti che permetta di ‘abbonare’ i mesi persi (magari anche solo parzialmente) recuperandoli quando i ragazzi torneranno ad occupare l’immobile. Allo stesso tempo, si potrebbe pensare ad un meccanismo di compensazione per i proprietari degli appartamenti, permettendogli di dedure fiscalmente in sede di dichiarazione dei redditi la somma decurtata rispetto al contratto originario.
Simone Imola, consigliere comunale PD Riccione



Provincia di Rimini. Coronavirus, 2 positivi nel (Riminese (2.152). Decessi: 1

Aggiornamento del 29 maggio 2020
Coronavirus, 2 positivi nel (Riminese (2.152). Decessi: 1
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.739 casi di positività, 38 in più rispetto a ieri. Di questi nuovi casi, 24 derivano dall’attività di screening realizzata dalla Regione su persone asintomatiche tramite test sierologici e tamponi.
6.213 i tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 316.909, a cui si aggiungono 6.908 test sierologici. Un allargamento dell’azione regionale utile a mappare l’andamento del contagio e a scopo preventivo, scovando il virus fra gli asintomatici.
Le nuove guarigioni sono 216, per un totale di 20.073: il 72,4% sul totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 3.564 (-186).
REGIONE: POSITIVI
In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.899 (+5),
2.152 a Rimini (+2)
1.026 a Ravenna (+2),
943 a Forlì (nessun caso in più),
778 a Cesena (+1),
4.475 a Piacenza (nessun caso in più),
3.513 a Parma (+9),
4.945 a Reggio Emilia (+10),
3.909 a Modena (+1),
4.612 a Bologna (+8);
394 le positività registrate a Imola (nessun caso in più),
992 a Ferrara (+5).
REGIONE DECESSI
8 nuovi decessi: 2 uomini e 6 donne.
I nuovi:
2 residenti nella provincia di Reggio Emilia,
2 in provincia di Bologna (nessuno nell’Imolese),
1 in quella di Ferrara,
2 in quella di Forlì-Cesena (1 nel Forlivese e 1 nel Cesenate),
1 in quella di Rimini.
Nessun decesso tra i residenti nelle province di Piacenza, Parma, Modena, Ravenna e da fuori regione.
Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 4.102
La rete ospedaliera regionale: 2.236 i posti letto aggiuntivi destinati ai pazienti Covid-19

Dispositivi di protezione individuale
Dal Dipartimento nazionale sono pervenute oggi 720.000 mascherine chirurgiche (di cui 10.000 riservate alle Rsa), 86.000 mascherine ffp2 (di cui 20.000 sono per le Rsa e 11.000 per le Aziende del trasporto pubblico locale), 2.000 visiere di protezione e 1.500 litri di detergente liquido per le mani.
Volontariato
Giovedì 28 maggio sono stati 425 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati nell’emergenza. Dall’inizio dell’emergenza, si sono accumulate 55.104 giornate complessive (senza considerare le attivazioni dirette del Dipartimento nazionale).
Le attività più rilevanti sono a supporto dei Comuni per l’assistenza alla popolazione, a supporto delle Ausl nel trasporto con ambulanze, nella consegna di campioni sanitari e tamponi, in aiuto a chi sta in quarantena ed ai convalescenti.
All’aeroporto Marconi di Bologna continuano a operare 2 volontari, attivati a livello nazionale, per monitorare i passeggeri in transito. Prosegue fino alla fine di maggio, presso la stazione ferroviaria di Bologna, l’attività a supporto delle aziende del Trasporto Pubblico Locale, attivata dal Dipartimento nazionale.
Punti pre-triage e drive through
Si confermano i 39 punti di pre-triage in Emilia-Romagna, realizzati con materiali dell’Agenzia regionale ed il supporto dei volontari (11 davanti alle carceri, 28 per ospedali e cliniche).
Cinque in provincia di Rimini (Rimini città e Morciano);
uno nella Repubblica di San Marino (Ospedale di Stato: pre-triage e screening sierologici).
Personale sanitario da altre Regioni
Dall’inizio dell’emergenza, sono pervenuti in Emilia-Romagna 8 gruppi di infermieri (totale 126 unità) e 6 di medici (totale 62), per un totale di 14 contingenti.
Donazioni
I versamenti vanno effettuati sul seguente Iban: IT69G0200802435000104428964
Causale – Insieme si può Emilia Romagna contro il Coronavirus



Rimini. Turismo, la prestigiosa Faz (Frankfurter Allgemeine Zeitung) in città per raccontare Rimini…

Il sindaco Andrea Gnassi con Helmut Luther

 

Turismo, la prestigiosa Faz (Frankfurter Allgemeine Zeitung) a Rimini per raccontare la città… Oltre ai corrispondenti di Faz, anche i colleghi di Sat.1 per documentare la scoperta del centro storico e la nuova offerta balneare.


Sono arrivati il giornalista Helmut Luther, corrispondente del quotidiano Faz (Frankfurter Allgemeine Zeitung) e Lisa Braito, giornalista del gruppo ProSiebenSat.1 Media SE, secondo gruppo radio televisivo europeo per numero di famiglie raggiunte, con sede in Baviera e oltre alla Germania presente in vari stati tra cui Austria e Svizzera.

Le testate hanno approfondito: la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale – toccando il Castello, il Teatro Galli, il ponte di Tiberio e ancora il cinema Fulgor, nel racconto del progetto del Museo internazionale Federico Fellini – e la riqualificazione del lungomare, con il piano di risanamento ambientale che si incrocia con la rigenerazione urbana e che nel belvedere di piazzale Kennedy il simbolo più rappresentativo.

“Grazie ai nostri tesori d’arte e di storia – dice il sindaco Andrea Gnassi – e con il lavoro coraggioso e straordinario che stiamo portando avanti per trasformare il nostro waterfront in un parco urbano dedicato al benessere e alla natura, inviamo alla platea internazionale l’immagine di una città che non subisce il cambiamento, ma che è capace di interpretare anche le sfide più difficili trasformandole in occasioni per innovarsi, intercettando le nuove esigenze e guardando al futuro”.




Provincia di Rimini. Raffaelli, Lega: “Concessionari spiaggia al tracollo”. Il canone medio nel Riminese è di 1.800 euro l’anno

Riccione, il lungomare

Riccione, il lungomare

Nella provincia di Rimini il canone di concessione di una spiaggia è di circa 1800 euro l’anno.
Il deputato riccionese della Lega Elena Raffaelli, professione bagnino, ha emesso una nota.  Eccola: “Chiediamo un intervento urgente da parte del governo a sostegno dei circa 300 concessionari pertinenziali sull’orlo del tracollo a causa di maxicanoni incrementati a partire dal 2006 fino al 3000 %. Recentissime ordinanze comunali hanno interdetto l’utilizzo delle aree di alcune concessioni oggetto di decadenza a causa maxicanoni diventati insostenibili economicamente e gravemente iniqui. Tutto questo nonostante il Governo, in via d’urgenza, abbia previsto con l’art. 182 del dl rilancio “misure di sostegno per il settore turistico”, ribadendo la sospensione fino al 30 settembre dei pagamenti dei canoni Omi, i valori stabiliti dall’osservatorio mercato immobiliare. Occorre fare chiarezza sull art 182 e togliere ogni ombra di ambiguità perché il rischio concreto è che diventi il colpo di grazia sulle imprese e ai loro 2500 dipendenti, in forte difficoltà per l’emergenza sanitaria, con una stagione balneare avvolta nella totale incertezza”.



Pesaro. Si inaugura la strada di collegamento tra Vismara e Cattabrighe il 30 maggio

Pesaro, palazzo comunale

Si inaugura la strada di collegamento tra Vismara e Cattabrighe il 30 maggio. Appuntamento alle ore 10.30, davanti al supermercato Famila di Vismara (largo Rodano, 1).
Intervengono il sindaco Matteo Ricci e l’assessore Enzo Belloni. Presenti anche i responsabili del gruppo Arca, che gestisce le insegne Famila nelle Marche.  




Recovery Fund, una grande occasione da non sprecare

Tratto da lavoce.info
di Angelo Baglioni, professore ordinario di Economia Politica presso l’Università Cattolica di Milano
e Massimo Bordignon, professore ordinario di Scienza delle Finanze presso l’università Cattolica di Milano
Con ogni probabilità sarà l’Italia il maggior beneficiario del piano messo a punto dalla Commissione europea. Che segna un passo avanti importante in direzione della tanto auspicata unione fiscale, ma anche un banco di prova decisivo per il nostro paese.
Una proposta storica
La proposta avanzata dalla Commissione europea il 27 maggio, relativa all’avvio di un Recovery Fund, rappresenta una occasione storica per l’Europa e per l’Italia. Non solo per la quantità di risorse messe sul tappeto, ma soprattutto per i suoi aspetti qualitativi. Il rischio principale per il nostro paese è che essa rappresenti un’ennesima occasione sprecata, a causa dei pregiudizi verso le istituzioni europee e della mancanza di visione della classe dirigente, nonché della storica inefficienza della nostra pubblica amministrazione.
Naturalmente, si tratta per il momento solo di una proposta; per essere approvata richiederà certamente una dura contrattazione con i piccoli paesi “rigoristi” del Nord Europa, forti del fatto che il bilancio europeo richiede l’approvazione unanime dei membri. Tuttavia, alla luce dell’accordo franco-tedesco della settimana scorsa, è molto difficile che venga snaturata. La differenza delle forze in campo e i rischi per i “rigoristi” se tirano troppo la corda (i restanti paesi possono sempre decidere di andare avanti da soli, con ovvie ripercussioni) sono tali da immaginare che alla fine si troverà una qualche soluzione che ne consenta l’approvazione salvando la faccia a Rutte e colleghi.
Se il Recovery Fund andrà in porto nella versione proposta dalla Commissione, questa diventerà il maggiore emittente sovranazionale in Europa, con nuove emissioni di titoli di debito per 750 miliardi. Si tratterà di titoli a lungo termine, con scadenze previste fino a trent’anni. I soldi raccolti sui mercati finanziari serviranno in parte (250 miliardi) per finanziare prestiti ai paesi membri che li dovessero richiedere, ma in misura ancora maggiore (500 miliardi) per erogare contributi ai governi e ai cittadini europei, in linea con quello che da sempre fa il bilancio europeo. I 750 miliardi del Fondo si sommeranno ai circa 1.100 miliardi del finanziamento per le attività normali del bilancio europeo nel periodo 2021-27, che resteranno inalterati.
Come funzionerà
Come farà la Commissione a pagare gli interessi e a restituire i soldi raccolti per il Fondo, quando i titoli emessi andranno a scadenza? Qui sta forse la novità più importante della proposta della Commissione. Finora il dibattito e le indiscrezioni filtrate negli ambienti comunitari puntavano su un meccanismo basato sui contributi nazionali al bilancio pluriennale comunitario, che avrebbero dovuto funzionare come garanzia a fronte dei titoli emessi. Ora invece si punta, almeno in parte, sul fatto che il bilancio dell’Ue sarà dotato di maggiori risorse proprie, derivanti da imposte prelevate a livello europeo quali, per esempio, la plastic tax e il prezzo che le imprese inquinanti pagano per acquistare i diritti di emettere CO2 (che poi possono essere scambiati sul mercato). Al di là dei dettagli, che ancora non si conoscono, comincia a farsi concretamente strada un principio importante e da tempo invocato da molti: la costruzione di una “capacità fiscale” comune tra i paesi dell’Unione, cioè di un bilancio europeo finanziato con risorse proprie consistenti e non solo con contributi nazionali. Questo passaggio è fondamentale per completare la costruzione europea, rimasta a metà strada dopo la storica decisione di condividere la moneta tra la maggior parte dei paesi, i più rilevanti non solo in termini di popolazione ma anche di attività economica. Naturalmente, il fatto che alcuni paesi non abbiano ancora adottato l’euro – benché tutti (eccetto la Danimarca) abbiano preso impegni vincolanti in questo senso – complica la gestione del bilancio e richiederà comunque aggiustamenti.
Il fatto di disporre di risorse proprie è importante per due ragioni. Primo, rende possibile impostare programmi di investimento comunitari e di assistenza ai paesi europei, liberando queste decisioni dalle lunghe e faticose contrattazioni relative ai contributi nazionali al budget comunitario. Secondo, rende possibile l’emissione di titoli di debito veramente comuni, senza bisogno di fare affidamento sulla garanzia reciproca tra gli stati membri, tanto invisa ai paesi del Nord Europa (Germania compresa) perché li espone al rischio di “pagare i debiti degli altri”. Si comincia così a creare il tanto agognato safe asset europeo nella forma più solida e più semplice, evitando i bizantinismi e la fragilità di tante altre proposte circolate in questi anni nel dibattito sugli eurobonds.
La sfida per l’Italia
È molto probabile che l’Italia finisca con l’essere il maggiore beneficiario del Recovery Fund, sia per le sue dimensioni che per il fatto di essere stato uno dei paesi più colpiti dal virus. Sulla base delle tabelle provvisorie che circolano, nei prossimi anni il paese dovrebbe ricevere oltre 170 miliardi di euro, cioè circa il 10% del Pil, distribuiti più o meno equamente tra contributi e prestiti. Ciò consentirà di finanziare ingenti programmi di spesa senza appesantire ulteriormente il debito pubblico nazionale, già a livelli di guardia. Anche la parte di prestiti avrà scadenze lunghe e tassi di interessi bassi, sicuramente molto inferiori a quelli che potremmo spuntare da soli sul mercato. Ma qui cominciano i veri problemi. Saremo capaci di spendere tutti questi soldi, e come? La Commissione ha già indicato alcune linee-guida sulla destinazione di queste risorse, indicando alcuni capitoli di spesa prioritari, tra cui – oltre al supporto dei settori più colpiti dalla crisi (trasporti e turismo) – l’agenda digitale, l’istruzione, la sanità e la conversione dell’economia verso la sostenibilità ambientale (carbon free). La Commissione sorveglierà sulla destinazione dei contributi erogati, com’è naturale che sia. Questo spiacerà ai sovranisti nostrani, ma sarebbe difficile sostenere che quelli indicati dalla Commissione non siano i settori fondamentali su cui investire per riprendere un processo di sviluppo del paese. L’erogazione delle sovvenzioni avverrà a fronte della presentazione, da parte dei governi dei singoli paesi, di piani di investimento credibili, accompagnati dalla capacità di metterli in pratica.
Questa sarà nell’immediato futuro la sfida maggiore per il nostro paese. Diamo atto al governo Conte di avere giocato bene il primo tempo della partita: quello in cui si chiedono i soldi. Ma il secondo tempo, quelli in cui si deciderà come spenderli, è ben più impegnativo. Occorre una visione strategica: quali sono i progetti prioritari? Quali soggetti coinvolgere? Chi vigilerà sul progresso delle attività di investimento? Se tutto finirà “all’italiana” con l’assegnazione di fondi “a pioggia”, per di più ostacolata dalle solite complicazioni burocratiche, il paese perderà un’occasione storica. Difficile che ce ne siano altre.



Provincia di Rimini. Coronavirus, 5 positivi nel Riminese (totale 2.150). Decessi: 0

 
Aggiornamento del 28 maggio 2020

Coronavirus, 5 positivi nel Riminese (totale 2.150). Decessi: 0

27.701 i positivi in Emilia-Romagna dall’inizio della crisi, 74 in più rispetto a ieri: nel 77% dei casi si tratta di persone asintomatiche individuate grazie alle campagne di screening sierologici e successivi tamponi.

Effettuati 9.128 tamponi, per un totale di 310.696. 311 i nuovi guariti, saliti a 19.857, pari al 72% dei contagiati dall’inizio dell’epidemia, mentre continua il calo dei casi attivi (-248). I casi lievi in isolamento a domicilio sono 3.224 (-237), in diminuzione i ricoverati nei reparti Covid (-10) e nelle terapie intensive (-1). Undici nuovi decessi, nessuno tra i residenti nelle province di Modena, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini. A Bologna isolata situazione critica in struttura per senza fissa dimora. Alle 18.45 l’assessore Donini commenta i dati in diretta Facebook sul profilo della Regione
Un allargamento dell’azione regionale di contrasto al virus, con la ricerca del virus stesso su persone senza sintomi, che sta portando a risultati importanti anche dal punto di vista della prevenzione. A Bologna sono infatti stati trovati e isolati 22 nuovi casi positivi al Coronavirus (tra i 29 totali di oggi della provincia) in una comunità di persone senza fissa dimora in area Lazzaretto, la Cidas Piazza Grande Capannoncino. Tutti già trasferiti e isolati in due strutture individuate dal Comune e dall’Azienda sanitaria perché non necessitavano di cure ospedaliere. Sono stati ‘scoperti’ grazie ai tamponi a tappeto effettuati all’interno della comunità ed è già stata avviata la mappatura per ricostruire i contatti avuti, benchè si tratti di soggetti a bassissima socialità.
 
REGIONE: POSITIVI
4.475 a Piacenza (6 in più rispetto a ieri),
3.504 a Parma (+21),
4.935 a Reggio Emilia (+1),
3.908 a Modena (+8),
4.604 a Bologna (+29);
394 le positività registrate a Imola (un caso in più),
987 a Ferrara (+1 ).
In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.894 (+7 in più),
di cui 1.024 a Ravenna (+1),
943 a Forlì (+1),
777 a Cesena (dato invariato),
2.150 a Rimini (+5).
REGIONE: DECESSI
11 nuovi decessi: 4 uomini e 7 donne.
Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 4.094.
I nuovi:
1 residente nella provincia di Piacenza,
2 in quella di Parma,
3 in quella di Reggio Emilia,
4 in provincia di Bologna (nessuno nell’Imolese), 1 in quella di Ravenna.
Nessun decesso tra i residenti nelle province di Modena, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini e da fuori regione.



Provincia di Rimini. Salute, ripartono gli screening mammografici e al colon retto

Riccione, ospedale Ceccarini

 

Salute, ripartono gli screening mammografici e al colon retto.
Dal primo giugno in tutta l’Ausl Romagna.

Per quello del collo dell’utero riprenderanno dal primo luglio.

Le persone con appuntamento sospeso per lo screening del colon retto dallo scorso marzo riceveranno un sms; mentre le donne che devono eseguire la mammografia riceveranno una lettera invito con tutte le indicazioni. Si potrà quindi prenotare anche tramite mail.