Provincia di Rimini. Coronavirus, i numeri paese per paese




Provincia di Rimini. Coronavirus, 3 positivi (2.145 il totale). Decessi: 0

Aggiornamento del 26 maggio 2020 
Coronavirus, 3 positivi (2.145 il totale). Decessi: 0
27.627 i positivi in Emilia-Romagna dall’inizio della crisi, 16 in più rispetto a ieri. Nessuno nelle province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e a Imola. 157 i nuovi guariti, saliti a 19.546, mentre continua il calo dei casi attivi (-148) con i malati scesi sotto i 4mila
Effettuati 3.714 tamponi, per un totale di 301.568. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 3.461 (-112), in diminuzione i ricoverati nei reparti Covid (-34) e nelle terapie intensive (-2). Sette nuovi decessi, nessuno tra i residenti nelle province di Parma, Modena, Forlì-Cesena e Rimini.
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.627 casi di positività, 16 in più rispetto a ieri. 3.714 i tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 301.568. Le nuove guarigioni sono 157 (19.546 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 3.998 (-148).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 19.546 (+157): 1.181 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 18.365 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

REGIONE: POSITIVI
4.469 a Piacenza (4 in più rispetto a ieri),
3.483 a Parma (+5),
4.934 a Reggio Emilia (+1),
3.900 a Modena (+1),
4.575 a Bologna (+2);
393 le positività registrate a Imola (nessun caso in più),
986 a Ferrara (nessuno in più).
In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.887 (+3 in più),
di cui 1.023 a Ravenna (nessun caso in più),
942 a Forlì (nessun caso in più),
777 a Cesena (nessun caso in più),
2.145 a Rimini (+3)./PF
 
REGIONE: DECESSI
7 nuovi decessi:  5 uomini e 2 donne.
Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 4.083.
I nuovi:
1 residente nella provincia di Piacenza,
2 in quella di Reggio Emilia,
2 in provincia di Bologna (nessuno nell’Imolese),
1 in quella di Ferrara,
1 in quella di Ravenna.
Nessun decesso tra i residenti nelle province di Parma, Modena, Forlì-Cesena, Rimini e da fuori regione.



Rilancio: poco tempo per ricapitalizzare le Pmi

Tratto da lavoce.info

di Francesco Vella, ordinario di Diritto Commerciale presso l’Università di Bologna
L’articolo 26 del “decreto Rilancio” prevede interventi fiscali e finanziari per agevolare la ricapitalizzazione delle imprese di minori dimensioni. Rischia però di imporre tempi troppo stretti per rispettare i vincoli comunitari sugli aiuti di Stato.
Meno imposte
Il “decreto Rilancio” (Dl 19 maggio 2020, n. 34) segue molte indicazioni emerse nel dibattito sulle misure più utili al nostro sistema produttivo per ripartire e, anche nel solco della comunicazione comunitaria sugli aiuti di stato e i suoi emendamenti, apre la strada alla ricapitalizzazione delle imprese di “media dimensione”, comprese le cooperative, che hanno necessità di ottenere nuovi finanziamenti.
L’articolo 26 prevede anzitutto alcune agevolazioni per le società anche appartenenti a un gruppo, con l’eccezione di assicurazioni e intermediari finanziari, che abbiano ottenuto ricavi fra 5 e 50 milioni di euro nel 2019, ridotti nei mesi di marzo e aprile 2020 di un terzo rispetto all’anno precedente a causa dell’emergenza sanitaria. Se la società appartiene a un gruppo, il limite di 50 milioni va verificato a livello della holding.
In caso di aumento di capitale eseguito entro il dicembre 2020, i soci potranno avvalersi di un credito di imposta del 20 per cento su un conferimento in denaro di massimo 2 milioni di euro per singola quota sottoscritta, a patto che quest’ultima sia detenuta sino al 2024 e non siano disposte, nel frattempo, distribuzioni di riserve. Inoltre, qualora la società rispetti alcune condizioni ulteriori (quali, per esempio, la regolarità fiscale e contributiva, il rispetto della normativa ambientale e urbanistica), si potrà avvalere, entro la soglia del 30 per cento della quota di capitale aumentata, di un credito di imposta pari alla metà delle perdite subite eccedenti la decima parte del patrimonio netto. Ovviamente, i benefici fiscali si perdono in caso di violazione delle condizioni e i soci dovranno versare le somme dovute, pagandone anche i relativi interessi.
Indubbiamente, sono misure in grado di incentivare il ricorso alla ricapitalizzazione, anche se il loro successo dipende dalle effettive disponibilità che si possono investire in un tempo ragionevole. Potrebbero essere più appetibili per gruppi di imprese rispetto a società facenti capo a una ristretta cerchia di soci-persone fisiche direttamente coinvolte nella gestione, quali generalmente sono le imprese familiari di contenuta dimensione. In ogni caso, le misure non potranno superare il limite complessivo di 800 mila euro fissato dalla Commissione europea per gli aiuti di stato concessi alla singola impresa.
Più debito subordinato
Questa misura si coniuga con un altro intervento. Le società che aumenteranno il capitale di almeno 250 mila euro e con ricavi nel 2019 pari almeno a 10 milioni di euro (fermo il tetto di 50 milioni), potranno emettere obbligazioni o titoli debito destinati a essere sottoscritti, entro il 31 dicembre di quest’anno, da un fondo pubblico chiamato “Fondo patrimonio Pmi” e gestito dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa (Invitalia). Le emissioni potranno raggiungere un ammontare massimo pari a tre volte l’aumento di capitale effettuato; oppure, se minore, un ottavo dei ricavi dell’impresa maturati nel 2019. I titoli dovranno essere rimborsati entro 6 anni dall’emissione, ma l’impresa potrà decidere di liquidarli anticipatamente dopo 3 anni; dovrà farlo immediatamente in caso di provvedimenti interdittivi antimafia. In caso di fallimento dell’emittente o di sua sottoposizione a una procedura concorsuale, i crediti maturati dal Fondo verranno trattati come subordinati rispetto a quelli dei creditori comuni (cosiddetti chirografari), ma saranno sovraordinati rispetto ai crediti dei soci derivanti da finanziamenti concessi a favore della società durante il periodo di crisi.
Sono previsti specifici vincoli all’attività dell’emittente, che dovrà astenersi dall’effettuare distribuzioni di riserve, acquisti di azioni proprie o quote, rimborsi di finanziamenti dei soci. Inoltre, le somme ottenute dovranno essere utilizzate per sostenere i costi di personale o degli investimenti, oppure come capitale circolante, e la società dovrà impegnarsi a fornire un rendiconto periodico, con i contenuti, la cadenza e le modalità richiesti dal Fondo, al fine di consentire la verifica degli impegni assunti.
Tempi stretti
Per l’attuazione della misura sarà però necessario aspettare un decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, che dovrà definire caratteristiche, condizioni e modalità del finanziamento dei titoli sottoscrivibili dal Fondo. Fra queste, va segnalata anche la possibilità di stabilire apposite condizioni affinché l’obbligo di restituzione delle somme prestate possa essere ridotto.
E proprio la tempistica potrebbe diventare un limite operativo: l’arco temporale previsto per la sottoscrizione degli strumenti finanziari è pari a poco più di 6 mesi, ed è indirettamente imposto dall’esenzione concessa il 20 marzo scorso dalla Commissione europea in tema di aiuti di stato a favore delle imprese coinvolte dall’emergenza sanitaria. In un periodo tutto sommato breve, quindi, dovrebbe essere adottato il regolamento ministeriale, costituito e reso operativo il Fondo, e nel frattempo dovrebbero essere realizzati gli aumenti di capitale, nonché negoziate e sottoscritte, potenzialmente, migliaia di emissioni.
Per la dotazione del Fondo sono stati destinati 4 miliardi di euro (al lordo delle spese di gestione che saranno al massimo di 5 milioni l’anno) e le operazioni di finanziamento, ove disponessero una riduzione del capitale al momento della restituzione o superassero le soglie fissate dalla Commissione europea per l’emissione del prestito subordinato, dovrebbero verosimilmente rientrare nel tetto massimo complessivo di 800 mila euro previsto per gli aiuti di stato concessi per ogni singola impresa, anche se il silenzio del decreto sul punto potrebbe lasciare aperto qualche dubbio interpretativo. In sintesi, i limiti previsti dalla Commissione possono ridurre l’impatto dell’intervento, il cui iter procedurale appare già di per sé molto complesso.
Fra l’altro, il nuovo Fondo dovrà valutare attentamente le condizioni e i vincoli legati alla sottoscrizione dei titoli, perché imporre l’obbligo di rimborso in caso di violazione potrebbe condurre l’emittente all’insolvenza, rispetto alla quale si troverebbe in posizione di creditore subordinato a tutti gli altri. Il precedente “decreto Liquidità” (8 aprile 2020, n. 23) ha infatti sospeso la subordinazione dei finanziamenti concessi dai soci nel corso dell’emergenza sanitaria, con il risultato che i crediti del Fondo rischiano di risultare postergati anche rispetto a questi ultimi e rimanere inesorabilmente in fondo alla lista.



Provincia di Rimini. Coronavirus, le 10 sane pratiche per il dopo

Donini, assessore regionale alla Sanità
Le 10 “Nuove sane abitudini” per vivere in modo responsabile la fase post emergenza. Al via la campagna di comunicazione della Regione e del Sistema sanitario regionale dell’Emilia-Romagna. L’assessore Donini: “Ripartire vuol dire non commettere passi falsi, per non tornare indietro. Rispettiamo noi stessi e gli altri”

1. Mantieni almeno un metro di distanza: il distanziamento fisico è uno dei modi più sicuri per proteggere sé stessi e gli altri. È importante rispettare la distanza con tutti, conoscenti e sconosciuti, sintomatici e asintomatici, con maggiore riguardo per le persone più fragili (come anziani, immunodepressi, cardiopatici).
2.Lava spesso le mani: usa acqua e sapone (per almeno 40 secondi) oppure sfrega le mani con un gel idroalcolico (per almeno 20 secondi) facendo attenzione a pulire a fondo e in modo completo le mani. È necessario ripetere l’operazione molte volte nell’arco della giornata, soprattutto dopo aver maneggiato oggetti toccati da altre persone o potenzialmente esposte al virus.
3.Non toccarti il viso: non toccarti occhi, naso, bocca se non dopo esserti opportunamente lavato le mani. Meno ci si tocca il volto, più si riducono le possibilità di contagio. Per questo, ad esempio, non ci si deve assolutamente toccare il viso dopo essersi sistemati la mascherina che si sta indossando.
4.Indossa i guanti solo se necessario: le mani, opportunamente e frequentemente lavate, garantiscono una protezione superiore rispetto all’uso dei guanti che, oltre ad aumentare il rischio di contagio, diventano rifiuti plastici di difficile smaltimento. Nella quotidianità, lavare spesso le mani è più sicuro che indossare i guanti.
5.L’uso dei guanti, invece, è raccomandato sempre per chi lavora a contatto con persone malate (ad esempio negli ospedali, ambulatori, residenze sanitarie o nell’assistenza a casa) e nel settore della distribuzione di alimenti (alimentari, ristorazione, mense).
6.Indossa la mascherina: in Emilia-Romagna è obbligatorio l’uso della mascherina (chirurgica monouso o in tessuto lavabile): all’aperto se non si può mantenere la distanza di un metro; nei locali pubblici, inclusi i mezzi di trasporto. Occorre utilizzare mascherine chirurgiche o in tessuto lavabile.
7. Indossa correttamente la mascherina: igienizza le mani prima di indossarla; copri sempre e completamente naso e bocca; non toccare la parte frontale durante l’uso o per toglierla; buttala quando è umida o deteriorata; se è lavabile, riponila in un sacchetto prima di detergerla.
8. Usa la piega del gomito quando tossici o starnutisci: se devi tossire o starnutire, copri la bocca e il naso servendoti della piega del gomito e non della mano. L’uso della mano favorisce la trasmissione di eventuali germi a superfici, oggetti o altre persone a te vicine.
9 Arieggia spesso i locali: cambia frequentemente l’aria nei locali in cui passi del tempo e prediligi le attività all’aria aperta. In questo modo respiri aria più pulita e con minore concentrazione di germi.
10. Pulisci e disinfetta le superfici: puoi igienizzare le superfici e rimuovere la presenza di germi, lavandole con normali detersivi e disinfettandole con prodotti a base di alcool etilico al 70% o candeggina opportunamente diluita (ipoclorito di sodio 0,1%).
In caso di sospetto contagio, stai a casa e avverti il medico: se compaiono sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratorie, vomito o diarrea oppure se hai avuto un contatto stretto con una persona positiva al Covid-19, avverti immediatamente il tuo medico curante o la guardia medica e segui attentamente le istruzioni che ti saranno fornite.
La seconda fase: “ripartiamo”
La seconda fase riguarda l’insieme delle misure per la ricostruzione del tessuto sociale ed economico dell’Emilia-Romagna, il rilancio delle politiche di sviluppo sostenibile e di forti investimenti pubblici, in parte già delineati dal piano di opere e interventi della Giunta regionale. Partirà a fine giugno/inizio luglio e si articolerà, oltre che su web e social, anche sugli altri media con affissioni sull’intero territorio regionale, spot radiofonici e tv. 



Pesaro. Il sindaco Ricci: “Bene zero contagi a Pesaro-Urbino e zero morti nelle Marche ma non abbassiamo la guardia”

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro

Il sindaco Matteo Ricci: “«Bene zero contagi a Pesaro-Urbino e zero morti nelle Marche ma non abbassiamo la guardia. Serve grande prudenza, seguiamo le regole e stiamo sparsi per non avere ricadute”.

«Per la seconda volta in pochi giorni zero nuovi contagi nella provincia di Pesaro-Urbino e zero morti nelle Marche. Due belle notizie che dimostrano come tutti gli sforzi fatti stanno producendo ottimi risultati. Ora non abbassiamo la guardia, mi raccomando. La gestione corretta della fase due è fondamentale per non avere ricadute. Serve grande prudenza: mettiamo la mascherina, stiamo sparsi e seguiamo tutte le prescrizioni», evidenzia il sindaco.